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Full text of "Memorie storiche degli scrittori nati nel regno di Napoli"

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sisiioiti& sf Q&t€;ii& 



UEHORIE STORICHG 



DEGLI SCRITTORI 



HMa aa% ^iqbq i^s bamm 



COHVIIAXX 



^» ^iimtlio iPHimtti %Um* 



"lAPOlI, 

Mel Cbiotlro S. Tommaso d' Aquioo. 

-•* 

1844. 









■^ *''^<'' 



LLA P A T Rl A 



DKGLl 



ILLUSTRI CITTADIMI 



i 



lPlIS9£12]lDSr3 



A coinporro la prosentc opcra mi spinsc il vedcrc cbe qucllo na- 
7.ioni ollrc luonli cd ollrc inare barharc eran deltc da* noslrj aa- 
tichi scrillori lullo giorno grandi volumi della loro storia lcllera- 
ria caccian fuori luentre la bella Italia rep^ina delle scienze e dcl- 
le lettere giace quasi iioglctta cd afTalto dimcnlicata e sopra tuUo 
quelle rcgioni oggi forinano il Reame di Napoli , che al Dio della 
Sapienza in tutti i lcmpi diedcro lunga schiera di sacerdoti ed alia 
stessa Atenc rivali c non discepoli produssero pria che Platone , 
Arislotele c Dcmostene \ciiissero al inondo. 

Bench^ pcr lo addiclro alcuni avcsscro intrapreso a parlare 
intorno agli scritlori napoletani , lo hnno fatto moncamenle o in 
molti errori sono caduti ed altri faccndo menzionc dcgli uomini 
illustri di una particolarc provincia o citt^ , con pochissimi lclleratt 
^nno confuso immcnso numcro di gentc neanche dcgna a ricordarsi 
abbia avuto vita. II dottissimo Euslachio d'Afililto solo sopra tutli 
iocominciava una storia complcta dcgli scrittori dcl nostro rogno 
ed appcna mandato ebbc a tcrmine due volumi di tanta opcra sog- 
giacque alla comune miseria dcH* uomo. 

GoD queste Memorie adunque 6 voluto dare una esalta conoscen- 
za ( per quanto mi permelle la difficoltk dclT imprcsa cd il mio 
brevc ingegno ) di tutti i nostri scrittori che fiorirono da Pilagora 
fino air anno 1844 , in cui scrivo. N^ taluno si abbia a crcdera 
che parlassi di lctlcralt vivonti non sendo uso airadulazione comt 
ben si rileva dalla prccedente dedica. 

Allorchi diedi cominciameuto al lavoro mi proposi cclebrarc tuU 
ti quo' regnicoli aveano fatto di pubblica ragione i loro scritti ed 
ancora coloro insigni si resero nelle armi , nellc bellc arti » per 
Tirta e s) bene per errori , ma una tanta opera riuscendo di- 



vni 

feium per noo essere di un solo , qoasi alla meUi mi limitai a 
tratlare degli scrittori solameatcche cbbero nascimeato sotto Tin- 
cantevole cielo napoletano. Simigiianti prodazioni sendo sem- 
prc imperfette neli' uscire per la prima volta dalla mano dell* aa- 
tore e per le nolizie spesso si knno inesatte e per le opere non 
81 possono a?erc fra le mani ed essere stretto da necessitk fidare 
snr i detti altrai , la prima edizione va soggelta perci6 a corre- 
zioni ed aggiunte. Ed io molte ne do in fine di qaesto volnme aven- 
do trovato erronee molte cose da vari accreditati autori dale per 
certe e ne* quali avea riposta tutta la fiducia pria di avere la op- 
poriunitk di ritrovare taluni libri. Ho dovato quindi formare an 
altro piccolo volume che serviri di supplemenlo a qaesto e trat- 
terii di tulti coloro sono stati omessi ( e gik principio darlo alle 
stampe)» nel cui fine si avra Tindice alfabelico degli scrittori de' 
quali si fa parola in entrambi i volumi » come ancora il crooolo- 
gico e quello per palrie. 

In sl difficile e penosa improsa mi sono indcfessamente applica- 
to per ben tre anni e nelle pubbliche e private biblioteche a ricer- 
care ed osservare la piii parte delle opere da me rapportato ne' 
rispettivi articoli affine di non errare e ne' loro iiloli e nelle lo« 
ro edizioni ni attriboirle a chi non apparlengono. 

Spero adunqae questa mia opera sia per riuscirc grata alia na-» 
zione ed abbia ad ottenermi il compalimento do* dotli. 



DE' CELEBRI NAPOLETANI 



A 



ABATE D4 MAPOLi , cosi detto per 
essere qnella cittli la patria tua ed i- 
gnoto il suo noine. Fiorl prima di 
Danle verso il iiSS e fu uno de^ri- 
natori antichi. Nella Baccotia dell'Al- 
lacci si trovano alcune sue rime* 

ABBENAVOLI ( Ludovico ) , na- 
cqiie ad Aversa e si distinse nelle ar- 
mi. Fu rinomato condotliere di eser- 
citi ed uno de' i5 celebri italiani nel 
duello contro i i3 francesi combattu- 
to nel i5o3 a Trani tra Andria e Qua- 
ranta. 

ABIOSO ( Giovanni ) , fiorl nel 
XVI secoto inBagnuolo, celebreme- 
dico e filosofo non fu meno dotto nel- 
le matematiche e nelPastronomia. A- 
vendo scritto de^libelli contro del con* 
te di Montella Traiano Cavaniglia , co- 
stui Id fece cacciare in carcere, ina i 
prirai personaggi di quel tempo non 
cfae papa Leone X sMmpegnarono a 
fargli rendere tosto la libertii. Scris- 
se: i^ In jistrologiac defensionem cum 
poiicinio a Dilitpio usque ad C/trisii an- 
num 1702, a^ Compendium rhetoricae 
ex opiimis uiriusque iinguae auctoribus 
excerptum , 3** Commentaria in opera 
CUiudianij De raptu Proserpinae ^ 4* 
De remediis contra pesiem , teriianam^ 
et iepram , 5* De regimine vaniiatiSy 
6* De ekmeniorum agiiationibus. 

ABIGNETI ( Mariano ) , nacque a 
Samo e fu di gran nome nelle armi. 
Corabatl^ nel famoso duellode^i3 i- 
taliani contro i i3 franceti in Puglia 
Tanno i5o3. 

ACCETTO (Reginaldo),*di patria 
Massalubrense , vestl l* abito domeni- 
cano in Nnpoli ed in breve si rese 
celebre nel predicare per rilalia tutta 
e nella lingua volgure fu purgatissimo 
scrittore di maniera , che il Fontanini 



colloca tra le opere testi di lingna la 
sua intitolata : ii Tesoro deiia voigare 
lingua^ Napoli, iSya , in 4* Accet- 
to compose ancora: i^ Deit Oriogra' 
fia deila iingua voigare , ^" Reiiorica 
nuova , 3° Trattaio deiP anno snnto , 
4" Trattaio deite ricchezze spirituuiidel" 
la Chiesa , 5"* Saiutationes ad SS^ 
namen Dei ettcendae a confratrilms so- 
detatis rjus^ Napoli, i58i.' 

ACCETTO o ACCETTA ( Giusep- 
pe ) , nativo di Andria e monaco de' 
minori osservanti. Fiori al finire del 
XIV secolo e fu insigne filosofo e poe* 
ta latino. 'k conosciuto per un poema 
in verso esametro in cui cant6 le ge^ 
ste di S. Francesco. ' 

AGCIANI(Giulio), nacque in Ba- 
gnuolo il i3 febbraio i65r e studi6 
dritto in Napoli e si diede al foro per 
ubbidire al padre , ma annoiatosi di 
s\ pesante e cavillosa professione si riti- 
r6 in patria dedicandosi afiatto alle 
lettere. Riusd di gran nome nelia 
poe&ia e di soli 3o anni si mori. 

ACCONCIAJOCCO (Enrico), ce- 

lebre giureconsulto nativo di Ravello, 

•nel 1374 fu creato giudice di Vicaria 

e raccolse in un volume tutd i riti di 

quel Tribunale. 

ACCORSO ( Camillo e Casimiro ) 
fratelli, fiorirono nel XVI secolo in 
Aquila e fiirono rinomati poeti latini. 

ACCURSIO ( Mariangelo ) , nacque 
in Aquila di nobile £Eimiglia sul dedi- 
nare del XV secolo. Fece i primi stu- 
d! nella terra natale, indi pass6 a Rc' 
ma dove Ci>]tiv6 le lettere e 1'antiqaa- 
ria e saa opera fu l'aver fatto coordina- 
ro-parecchi vetusti monumentinelCam- 
pidoglio. Ebbe ad amici i pi6 distinli e 
culti personaggi di (|uella citta) ma non 
pote evitare dellc traversiee de'disgusts 



]>er la saa soTerchia bizzarria nt*l sno- 
nare la lira c ?ecitare pocmi e comme- 
die.Sidctcrmiii6perci6 di abbandonare 
Koma e viaggi6 pel Nord.Brillava s^m- 
pre piii dovnnqiie giimgcva e lasuudot- 
trina lo introduceva nellc piuinelitccor- 
ti di Earopa. Fu £amigHare a' principi 
di Brandcbargo Jumberto e Giovan- 
ni Alberto fratelli ed alla corte di 
Carlo V imperadore resto anni 35. 
Di vastissima mcnte in Accursio ano 
de'primi lominari dcl soo secolo. Ver- 
sato nella lingua grecu , latina, fran- 
cese, spagnoola e tedesca, dotto nel- 
le leltere umaoe , nelle matcmatiche , 
neir antiqoaria , nella scelta eradizio- 
ne , nella ottica , nella masica , fa 
sommo nella poesia e nella critica. 
Si roork poco dopo ii i544« ^r^ gli 
altri privilegl ottenne da Carlo V di 
poter aggiungere al soo stemmu gentili- 
Eio L*uquila imperiale. Abbiamo di lui : 
1® Dtatribae in Ausonmm^ SoUnum ei 
Oindiam , Roma , 1624 , in fol. ncl 
cui fine vedesi inserita la favola detta 
TtsUulo 9 libro raro. a^ €oryciana , 
Roma, «5a4> 3" Osco^ yolsco ^ ro^ 
manaque cloquentia ec. ristumpato a 
Roma , 1774) in 4* 4° Ma^ni Au- 
reiii Cassiodori variorum libri XII ec. 
Attgusta , 1 535 , in foU Questa h la 
prima raccolta completa dcile ietterc 
Tarie di Cassiodoro dovuta al nostro 
Accursio, come anche il suo trattato 
De anima eracndato di 565 errori. 
La repubblica dciie lcltere a lui anche 
d«ve L^Ammiano MarccUino stamputo 
ad Ausbourg nei i555 purguto di circa 
Booo errori essendo ii primo che dasse 
alla lace gli ultimi cinque libn di 
quella stona dal XXVII al XXXI 
mancanti neile edizioni precedenti. 

ACERBO ( Franccsco ) , nacque a 
Nocera nel 1G06 , gesuita e poeta. 
Pubblic6 nel 1666 a Napoii dclic poc- 
tie col titolo : Acgro corpori a musa 
solatiunij in 4* La raccolta di taii coin- 
|ionimenti co^quali biandiva i maii suoi 
i assai stimata da'dotti. 

ACERNO (Toramaso d\), napolc. 
lano j per lc rarc suc cognizioui in 



somma slima duUa Corte di Romn cra 
tcnuto , ove ncl 1578 fn protettoro 
de^ncgoKi e delle cause del Regno di 
Nupoli. Popa Urbano VI io creo vc- 
scovo di Nocera de' Paguiii e finai- 
mcnle ncl i58i lo invio nanzio upo- 
stolico in Boemia. Scrisse ; De erca*- 
tionc Urbani Vl ct creationc Domini 
Gebcnncnsis in antipapirm che Ludo- 
vico Muratori inscii neila sua gran 
Riiccolta. 

ACQUAVIVA ( Gio, Girolamo ) , 
doca di Atri. Dopo avere studiuto ie 
lettere e ic scicnze si diede alle armi 
e scrvi ncgli cserciti di Carlo V. Nel 
i55i pcl suo vulore fu dichiarato da 
queli'iinpcradorc grande di Spagua , 
indi generulc dcila Sacra Lcga. Di 
grandc pciizia fa neii'arte deila guer- 
ra nc ininore fu la sua dottrina nelie 
iettere. Fii cgli uno de^ piu insigni fi- 
losofi dci suo lerapo e buoii poeta. Di 
lui abbiaroo aiconc rime in varie rac» 
coite. 

ACQUAVIVA ( Alberto ) , figliuoio 
dei precedente e boou lelterato, pro- 
tesse chi a qaelia carrtera davasi ed 
egii stesso a niun poeta o lettemto dei 
soo tempo fu inferiore. Scrisse molto 
in prosa ed in vcrso , ma non vi re- 
sta di lui che pochi versi nel 6 vol. 
deiia raccolta di vcrsi del Xyi secolom 

ACQUAVIVA ( Traiano ) , nucque 
in Atri il 20 febbraio 16^9 e fii fra- 
teilo dei precedente. II cardiiiale suo 
zio conoscendo il suo elevato ingegno 
lo chiamo in Roina presso di se e ue 
aflido ia educazione a^ primi ietterati 
di quella cittii. Ciemente XI lo invio 
nella Spagna bcnclid ussai giovane a 
portare ia porpora aii^ arcivescovo di 
Siviglia , indi vice-legato a Bologna. 
£ tale fu i^amore che si acquistd da' 
Bolognesi , che cuniarono una roeda- 
glia di oro in suo onore. Pupa Benc- 
detto XIII lo crco suo maestro di ca- 
roera c rouggiordomo dei paUzzo apo« 
stolico, Clemcnte XII lo vestl dcila 
porpora nci 1702 c Carlo VI lo no- 
min6 suo ploni|M)tcnziurio uila cortc 
di Roma. Nel 1756 fu sccilo a socio 



^dla reale accadeniia delle SciensBe ed 
egli riconosceatc fece a quclla socicta 
lui annuo asscgno. Si mori ii a i mar* 
lo 1747- 

ACQUAVIVA (Roberto), nacqiie 
a Conversano delia stessu famif^lia de^ 
precedenti, $ori circa il 1283 e fu 
celebre per dottrina. Scrisse : i^ De 
Disciptina regum libri VI, :»° De Ca- 
lamiiaUbus Jtatiae tractaius , 5" De 
Fatu , et Foriuna , lilfri JJ ^ [^ De 
Consuetudine ^ 5^ De Abusibus rerum 
mundi , libri 5. 

ACQUAVIVA (Antonio Donato)^ 
de^conti di Gioia, nacque in quella 
citt4 e fiorl assai sdmato a' tempi di 
Ferranle I , di Alfonso II , di Fer- 
rante II e di Federico di Aragona re 
dl Napoli. Fu buon poeta latioo e 
acrisse un volume di epigrammi che 
pubblic6 col titolo: Jn Lic/ieti laudi' 
bus J^trasticlton^ ed Kpigrammata. Ta- 
le libro acquislo alta gloria alFautore 
ed oggi e rarissiiiio. 

ACQUAVIVA ( Andrca IVIatteo ) dii- 
ca di Atri e di Terumo c conte di Con- 
Tcrsano, nacque verso il i456. Sotlo 
Ferrante di Aragona nel i^So. com- 
batt^ valorosamente i turchi che strin- 
gevano di assedio Otranto. Nel i^St» 
in qualitli diluogotenente marciacon- 
tro i veneziani nella famosa guerra 
d'Italia e milito uelParmata della Le- 
ga. Segulpoi le parti de'Baroni nella 
congiura controFerrantC) ma rimesso 
in grazia di quel nvonarca da papa 
Innocenzio VIII sfuggi la tntgedia me- 
morabiie di Castei Nuovo ed otteiine 
r onorevole carica di gran-siniscaico. 
Fautore poi di Carlo VIII re di Fran- 
cia , inilitd dopo che ebl>e fine ia di 
lui invasione contro la Spagna , ma 
fatto due volte prigione e graveinente 
ferito , raddolci con io studio la cat- 
tivit^. Consalvo di Cordova lo men6 
in Ispagna come ornamento ai suo 
trionfo , ina Ferdinando ammirando 
la dottrina di tanto uomo gli resela 
libertii. Visse indi in Napoli iiluminato 
cultore delle lettere c nobile protet- 
tore de'mcno agiali iettcrati a tale che 



le eccessivc liberalit^ verso di quelii 
menomaix>no di moito le suc facoltii» 
Si mori a Convei*sano nel iSqS. DI 
lui abbiamo : Commeniaria in irasla'» 
iionem iibelti J^ttarcfu CJiaeronei tic 
virtute morali^ Napoli , iSaG, in fol» 

ACQUAVIVA (Bclisario), fratella 
del precedente , k> emulo nel genio 
pc' studl e per le lcttere. £ra di anl- 
mo nobile ed elevato e ne diede pruo- 
va neii'indtirfe re Ferrante, cui era 
rimasto fedele , a restituire al maggioc 
8U0 fratello li fcudo di Conversano che 
tolto gli avea in punizioiie di essersi 
dato ai partila di Carlo VIII e che a 
lui avea donato. Ferranle allora ia 
cambio gii fece dono delia ciitk di 
Nard6 che eresse in ducato. Bciisaria 
vi ristabili un^accademia letteraria, fi& 
de^piiiassidui membri deli^accademia 
del Pontano e scrisse : De isiituendis 
libcris principum , de Venationc ^ de A* 
cupioy de re militari , de singulari cer* 
tamine^ tutti raccoiti in ua vol. in foU 
Napoli , iSi^g.- 

ACQUAVIVA ( Claudia) della stes- 
sa famiglia dei precedente , nacque 
nel 1 545 c vesti V abito gesuita. Fu. 
gienerale del suo ordine ed era di tale 
fermezza di carattere , ciie alle volte 
sembrava pertinacia.. Sotto di lui fii. 
completato iL regolamento intitolato 
Ratio siufliorum^RomsL^ i56S, in 8* 
Si mori nel i6i5 e iascio alla repub- 
blica ietteraria-sacra vari scritti latini*. 

ACUTO ( Gio. Batlista ) nacque a 
Suimona c scrisse la SioriadcWe guerre 
civili de^suoi concittadiiii con qiieMi 
Lanciano. Quel manoscritto trudotto 
in latino da Muzio Febonio fu stam- 
pato nel lib. 5 , cap. li^ della sua 
storia iutina de'Marsi. 

ADALFKRIO, nucque a Trani e 
fiorl nel XI sccolo. Scrisse: Fita et 
obitus S. Nicoiai Peregrini clie rUghel- 
li inseri nella sua Jtatia sacra* 

ADIMARI ( Ludovico ) , nacque a 
Rossano e fiori nel XVI secolo. Ve- 
sti ubito di cliiesa e fu nelle lettcrc 
versuto. Scrisse: JJistoriu sacratiisinui 
immaginis Dciptw yirginis Mariacj guae 



Archiropktae nuncupatur^et RoaianonM 
i/i Urbe reiigiosissima coiitur^ 

ADORNO ( Domenico Camerota ), 
nacque a GraTina di faniiglia origi- 
naria di Genova. i conosciiHo per le 
seguenti opere : >" Trattato sopra i 
sette sacramenti , a® Ercote in Bivio 
comnedia in Tcrso volgare , Venezia ^ 
i6i I , in 11, 

ADRIANO (Publio £Uo), nacque 
ad Italica citta de' Peligni &'anno 76 
prima di G.-C e fu cugino dl Traia- 
no imperadore. Siando in Antiocbia 
rn qualilii di generaie seppe la morte 
di Traiano, il quale non avendo di se 
£gliuoli lo chiamd' a succedergU nel- 
rimpero. Altri vogUono- che Plolina 
moglie del defunto fingesse queila ado- 
sione che raandd in Senato prima di 
pubblicare la morte del marito. Chec- 
che ite sia y Adriano fu proclumuta 
imperadore romano 1' anno ity dei- 
Fera volgare. La sua prima cura fu 
conchiudere ki pace co'Parti e man- 
tenere ia discipiioa miiitare. Di ritor« 
no a Roma rinunzf6 i' onore del trion- 
lo , chc voile si confertsse aiia imma- 
gine di Traiano. Un anno dappoi mos- 
se contro gii Alani y i Sarmati ed i 
Dad, de'quali pose argine aUe osti- 
lit&. Yisitd indi ie province deliMm- 
pero, si trattenne aicun tempo nelie 
Spagne , ritomd a Rorna , riprese i 
•uoi viaggi e fissd* i confini deliMm- 
pero. Pass6 nella Brettagna e fece co- 
«tniire ii magnitico muro deila iun- 
ghezza di 80 miglia per dividere ie 
lerre di quegli isoiani da que'di Sco- 
zia. I cristiani venivaao perseguitati , 
ma per ie rimostranze di Quodrato e 
di Aristide permise ioro di professare 
la propria religione. Fabbrico una 
cittji in Egilto in onore di Anlinoo 
oggettQ infame di sua lussuria ed uo 
famoso tempio in Napoli che disse 
Pantheon,oggi S.Giovanni Maggiore. 
Gerusalemme fu ricostrutta ( non pre- 
cisamente neii' antieo sito ) per di iui 
cura e de^Giodei , i qtiuli roalgrado 
le frequenti loro ribellioni contribui- 
rono a tale rislabiUmento , chc ripu- 



favano doirer riiiscire loro di vaoCagM 
gio. Ma essendosi ribellati nuovamente 
sotto gU slendardi di un preteso met* 
sia detto Barcoceba^ fu ioro proibilo 
entrare in Gerusaiemme il cui nome 
fu cambiato in^ quelio di £Ua-Adria-' 
Capitolina, fu iunaizato un poreo di 
marmo sur la porla che guaidava Be;|- 
lemme , un idoio di Giove nel iuoga 
della resurrezione di Cristo ed uno dr 
Vencre in marmo siii CaNario. Fece 
piantare un bosco in onore di Adone 
a Betlerome e gli dedicd la grotta in 
cui nacque Cristo.Adrianoverso ia fine 
dei suo regno crebbe in crudeltlk rael* 
tendo ingiustaroenie a morte parecchi* 
pebsonaggi dtstinti. Neii^anno 1*35 del« 
i'era volgare si port6 a Napoli e volle 
essere in questa nostra citt^ investito» 
dclla carica di Demarco. Assalito d» 
tdropisia nei suo p<ilazzo* di TivoU si 
port^ a Baia e vedendo apppossimarti 
ii suo fioe 5 penso alia scelu di ua 
successore ed a taie oggetto adott6 Lu» 
cio Eiio e lo dichiar6« Cesare , ma 
qiielio che di deboiissima salutc era^ 
si morV ed ailora Adriano chiam6 a 
succederglr Aotouino detto Pio coo 
obbligo di adottare per figUuoli Lu- 
do Vero Antonino e Marco Aureiio 
Antonino. I rimcdi non dandogli sol- 
iicvo alcuno cadde neUa dispecaziooe 
e spesso domando un veleno o ua 
ferro pcr porre termine a^ suoi maii 
n^ si ratlenne dairofirire danaro ed 
impunitd a colui volesse prestargli tanlo 
servigio. H suo medico si uccise dii 
se lemeiido non venisse costretto a 
dargli il velenos.Finalmente uno sciuavo 
chiamato Mastor famigeralo per for- 
za ed ardire , da minacce e da pro- 
messe iu piegalo a^voierideirimpera- 
dore, ma al momento di eseguire ilco- 
mando fu da lale spa venlo preso clie fug.- 
g). LMnlelice Adriano lugnavasi notte 
e giorno di non potere trovare ia morte 
cgli che a tanti i' avea data, Alia fine 
risoiv^ morirsi di fame ed i suoi eslre- 
mi detti furono: i mcdici anno ucciso 
r imperadore. Turba medicortm Cae^ 
sarem perdidk. La sua mcMte aweene 



Tanno i38 di Criito, (h di lua eUi 
e it del sao regno. Spaniano dioe 
che Antonino fece seppellire il suo 
cadavcce a Pomioli nelta villa di Ci- 
cerone alzandogM altari ed aMCgnan- 
doTi de^flamini ed altri sacerdoti» Ca- 
pitolino poi sostienc essere stato tra- 
aportato in Roma c posto nel maoso- 
leo di Domizia oggi Castello & An- 
gelo. Lo slesso Sparziano ei k con- 
servato i segoenti Tersi da Adriano 
composti prima di morirsi : 

jimimuia pagula » biandula , 
Haspei 9 eomesqae corporit » 
Quae jam abibU in loca 
PaUidula > rigida , nuduia , 
Nec 9 m soUs 9 dabis jocos, 

DileltaYasi sommamente di tutto ci6 
era straordinario ed aTca una cono- 
scenza poco comune nclla filosofia , 
nella medidna , nelle materaatiche , 
neir astrologia giudiaiaria, neila fisi- 
ea , nella mosica e generaimente in 
tutte le scienze ed arti. Si applic6 di 
proposito alla magia e Tolle essere 
ioisiato in tiitd i misleri della Grecia. 
Giuiiano ne' suoi Cesari lo dileggia 
•enui considerare che delineava il suo 
ritratto anzi che cfielio di uno de'suoi 
predecessori. Fu di via! e di vanilli 
pieno , ma mertta somma lode per 
avere al suo innalzamento aiPimpero 
deposto i suoi odi particolari ed ob- 
bliate ie ricevute ingiurie a tale clie 
divenuto imperadore disse ad iino de' 
suoi pi^ grandi nemici : ora nom devi 
tanere piu cosa aicuna, Ub giorno 
mentre passava per la cittlk iina donna 
gridd: ascoiuimi o Cesare ed avendo 
pcr risposta non aver tempo , ia don- 
na ripigiid : non essere dunque impe* 
dore, Noli ergo hnperare. Colpilo da 
que'detli si ferm6 e cortesemente 
ascolt6 le qiierele di queiia. Adriano 
fu dotato della piii aila dottrina ed 
am6 e protesse i ietterati. £bl>e de' 
nolli vizi , ma seppe nasconderii e 
coprirli con immense virt6. 

AFAN ( Pielro de Rivera ), si die- 
de di buoo ora alle armi e nel lySS 



in qualitli di ahmno net corpo del 
Genio pas86 in Calabria dopo quel 
rinoroatissimo tremnoto* Dopo cinque 
anni i suof meriti gii ottennero il 
grado di eapitano di artigiieria y indi 
qiieilo di tenente-colonnello e capo dt 
divisione nel mimstero di guerra. Se- 
gul re Ferdinando di Borbone in Si- 
cilia , ma ii suo naviglio da improv- 
visa teropesta fu respinto sur la spiag- 
gia di Napoli ed il generale francese 
Dumas anzi che punirlo io nomind 
colonnello dt artig^eria e io invi6 alla 
grande armata. Due anni dappoi io 
richiain6 a Napoli affidandogli la ispe- 
none generale delP artigiieria ed indi 
a poco fu nominato generale e com* 
mendatore deli' ordine deiie Due Si* 
ciiie. Di ritomo i Borboni nei nostro 
regno Afan fu ritenuto nei suo grado e 
decorato di una commenda di S. Gior- 
gio della riunione, fu spedito in Si- 
cilia ai comando deil'artiglieria e poi 
creato vice-direttore generale di queiie 
ani»i dei regno. Correndo ii 3o no- 
vembre i8»9 si mori. 

AFFLITTI ( Matteo degK ) , na- 
cqoe in Napoli verso il i44^ edato- 
si ai foro vi riuscl celebre giurecon- 
sulto. La sua dottrina gii ottenne neiia 
nostra Universit^ le canedre di Jui 
civile e canonico , ii feudale e k co» 
stiluzioni del regno. Salito in alta 
fama , i nobiii di seggio di Nido io 
aggregarono tra loro e re Ferrante I 
di Aragona nel 1489 lo nomin6gii»- 
dice deila G. C. delia Vicaria , nel 
1491 presidente della regiacamerae 
sotlo il regno di Aifonso II fu da av- • 
versa fortuna afflitto. Nei 1496 re 
Ferrante II lo cre6 consigiiere , ma 
i suoi nemici dato a credere a Fer- 
dinando ii Cattolico che Matteo per 
la decrepita sua ela cadeva in delirt| 
quel monarca io ridusse a vita pri- 
vata di cui l^Afflitti tanto si duole nelle 
sue opere. Nei i5ia fu nuovamente 
creato giudice di Vicaria e i^anno 
dappoi quella carica abliandonando 
volle ritornare a' suoi studl. Final- 
mente si morl nel i523. li ceiebre 



6 

Francesco d? Andrea lo chiama omnkm 
nostrorum qttoiquoi anie , ei posi ipsum 
scripseruni , procul iinbio dociissimas. 
Di lui abbiarao: i^ Decisioni del & 
R. C. 3^ Commemart sopra le Cosii" 
tttziani del regno^ 3® Commentari^ Ve- 
nezia, i543. Egli fu il priiDo a rac- 
cogliere le decisioDi del S. R. C ope- 
ra celebratissiina presso tutte le na- 
zioni , che dietro iL suo esempio in- 
cominciarono a distendere le decisioni 
deMoro tribunali. Di lui abbiamo an- 
cora: »• De priviiegio jRjci , a" De 
Consiiiariis principum , ei de officiali' 
bus eligendis ad jusiitiam reggendam^ 
ac eorrnn quatitatibus^ ei requiskis. A 
ridiiesta poi del cardinale Oliriero 
Caraffa scrisse V Uffiaio della transki- 
sioae di S. Gennaro. 

AFFLITTO(Ursilio), nacquc aUa 
Scala , dottore nel dritto cif ile e ca- 
oonico fu creato protonotario «posto- 
lico. Si distinse in quella carica e nel 
iSqS papa Bonifazio IX lo nomind 
TescoYo di Filimpopoli e nel i^oS fu 
trasferito aila chiesa di Monopoli. Si 
mor) in Napoli in quello stesso anno. 

AFFUTTO ( Francesco d'), na- 
cque alla Scala e fu dotto in ambo i 
dritti ed in teologia. Papa Gregorio 
XIII nel 1 585 lo nomin6 vescovo della 
«la patria. Si mori il giorno 1 1 ot- 
tobre iSgS e scrisse alcune dotte 
Costituzioni. 

AFFLITTO ( Scipionc ), nacque in 
Napoli e fiorl nel XVI aecolo. Fu ver- 
sato nella lingua latina e volgare che 
scrisse molto purgata. Volgarisz6 i sei 
libri latini del sacerdozio di S. Gio- 
vanni Crisostomo con tale purezza di 
lingua che il Fontanini lo coUoca tra 
i testi di lingua italiana. Quella sua 
Tersione fu stamputa a Piucenza nel 

i574. 

AGATOCLE , nacqiie a Reggio circa 
Tanno 35^ prima di G.-C. dauno che 
fabbricava vasi. Giunse ad essere ti- 
ranno dcUa Sicilia , vinse i Curtagi- 
nesi in diverse occasioni c si mori av- 
velenato da Arcagute P anno 287 pri- 
ma di Criblo. Dtccsi chc pcr noa di- 



menticare Ta vile siia nascita si facea 
ministrare e mescere in vasi di oro e 
di terra. 

AGATONE, nacque in Calabria e 
si rese commendevole per ie alte sue 
virt6. Lu maniera con cui sosteooe per 
pii!i anni 1'uffizio di tesoriere della 
Chiesa , lo fece nel 678 succedere a 
papa Donno nella sede romana. Scrisse 
una lettera alP imperadore Costantino 
Pogonalo , nella quale confutava il 
monuteiismo. Ristabill Yilfrido sur la 
sede di Yorck, aboh il tributo che 
grimperadori esigevano da^papi alla 
loro elezione c colm6 di benefizl il 
clero e le chicfte di Roma. Si mork 
nel 683. 

AGAZIO , nacffue nei iSgi in Sf- 
mari terra due leghe da Catanzarow 
Pass6 in Napoli , indi a Roma dove 
si arquisto Pamore di que'letterati che 
lo ascrissero airaccademia degli Umo- 
risti. Monsignore Cobelluzio h il suo 
protettore e lo introdusse presso mon- 
signor Feliciano , ma ncl 1616 Co- 
bdluzio promosso al cardinalato volle 
in qualitli di suo segretario Agazio e 
di maestro di camera ed indi a poco 
lo fece nominare segretario del car- 
dinale arcivcscovo di Ravenna Luigi 
Cappone. Dopo tre anni dov^ por- 
tassi in Calabria per ravvenuta morte 
del padre suo e di ritorno a Roma 
corteggi6 il cardinale Barberini nipote 
di papa Urbano VIII cui dedic6 i due 
primi canti del suo poema CAmerica 
e nelV accademia letteraria del cardi- 
nale Maurizio di Savoia recit6 Peru- 
dito discorso sur C origine deU^ anno 
santo. Non pass6 guari che Agazio 
qual partigiano dcUa casa Borgiu fu 
arrestato ed esiUuto dallo stato dclla 
Chiesa per gli avveniinenti dcl con- 
cistoro delPanno i652 a cagione deUa 
guerra tra il re Svevo c IMmperado- 
re. II curdinule Borgia aUora volcva 
menarlo seco in Ispagna ed il re di 
Napoli gU ofifri la carica di suo cap- 
peUano di onore, ma egU preferendo 
vita tranqiiilla si ritir6 in jCatanzaro 
c precisamentc a S. EUa viliaggio prcs- 



so S<{aiUace j di dove non usciva se 
non qiiando dovea portarsi alle adu> 
iianzc acoademiche degli fJggirati di Ca- 
tanzaro da^qnali era stato eletto a pre- 
, sidentc. Nel 1646 xlopo la rivolazio» 
iie di Musaniello Agazio fti inviato per 
ambasciadore dalla soa palria a D. Gio- 
vanni d^ Anstria che erasi fermato in 
Napoli ed ottenne a Catanzaro onore- 
volissimo riscoutro. Innaleato nel i65i 
alla sede apostolica Alessandro VII 
che Agasio conosciato avea nell* acca- 
demia degli timoristi , chiese ed otten- 
ne rivedere Roma. Di fatti venne a 
baciare i piedi al pontefice e gli pre- 
8enC6 la Ptta di papa Paoh F e fu be- 
nignamente ricevuto. Fu creato vica- 
rio generale apostolico di Catanzaro e 
nel 1659 vescovo di Canati e Ceren- 
eia. Nel i664 fa.trasferito alla sede 
di Catanzaro dove si morl nel 1671. 
Scrisse : i* DelV America eanti V con 
un fUscorso sopra t Adone del Marino^ 
Roma , 1625 , in i2. 2^ Discorso 
suiP origine delCanno santo , Venezia, 
1641 , in 4« 3® Jstorieo racconto d^ 
terrcmoti dcila Calabria delTanno f63S 
fino aW anno f6/ff , Napoli , i64i 9 
in 8**, 4* ^i^^ ^^ vivere felice o vero 
te tre giornate di oro ^ Messina, i649« 

AGELLIO ( Antonio ) , nacqae a 
Sorrento y fu vescovo di Accmo e si 
inorl nel 1608. Pubblicd de^ Comenti 
sopra i satnU ^ Roma in fol. Sopra 
Gerenna^ in 4*^ Sopra Abacucco^ in 
8.* Fu da papa Gregorio XIII impie- 
gato nella edizione greca de*settanla 
fatta in Roma. 

AGINIFILO ( Amico ) , nativo del 
Cardinale , fu dotto poeta volgare del 
XVI secolo. Scrisse : i® // Caso di 
Lucifero ^ Aquila, i583 , a® La cat- 
tivita di Giuseppe , Aquila y 1 58? , 
S"* // Giudicio di Paride. 

AGNOLO ( Gabriello d' ) celcbre 
architetto , nacque a Nupoli verso il 
i44o ^ ^i morl nei i5io. F*j alla scuola 
del famoso Novello da Sanlucano e 
si perfeziond a Roma. Fra le sue ope> 
re sono da ammirarsi la chiesa di 
S. Maria Egiziuca prcsso la Nunziata 



e sopra tntto il magniftco palazzo dei 
duca di Gravina fabbricato nel 1^80 
neila strada Monteliveto di stupendii- 
sima architettara , oggi del Conte di 
Camaldoli che nel i84o ne mutd Tar- 
chitetlonica costruzione aprendo delle 
botteghe con finestrine nel bel pugnato 
del pian terreno. 

AGOSTARINI ( Giovanni ), nacque 
in Amalfi e si diede alla medicina ia 
cui vi riusci con nome. Fa anche ver- 
satissimo nelle lettere e sopra tatto 
nella filosofia e nella giarisprudenza. 
Si mori nel 1287 e fu il primo a rac- 
cogliere e pubblicare le consuetudini 
della stia patria. 

AGOSTINO dell'amatbigb, quosto 
francescano co^ si disse dal nome della 
sua patria. Scrisse: Interrogatorio pel 
confessore ^ Piacenza , iS^^. 

AGOSTINO DA LKGCB , celebre ora- 
tore donenicano. Versato nelle sacre 
e profane lettere si distinse nel ptik 
alto roodo in predicare. Gi^ vecchio 
di anni ed oppresso dalle fatiche e 
da^ spasimi della gotta si mori circa 
nel mezzo del XV secolo. Compose-: 
Diatogus Inferni, 

AGRIPPA (Gio. fiattista), celebre 
poeta latino e volgare del XVI se- 
colo , nacque iu Napoli e scrisse delle 
RUne Venezia , i552. 

AGRIPPA ( Marco Vipsanio ), na- 
cque in Arpino di oscura famiglia se- 
condo Svetonio e di fainiglia cavulle* 
resca la vuole Comelio Nipote. Per ie 
sue virlu civili e mililari giunse alle 
maggiori dignit^ dell' impero romano; 
tre volte fu console , due volte tri- 
buno con Augusto , una volta censore. 
Diedc pruove luminose di prodezza 
ni>1le famosc giornate di Filippi e di 
AAiO) le quali assicurarono rirapero 
ad Augusto. Quel principe che ad A- 
grippa era debitore della sua grandez- 
za glt domand6 se dovesse deporre il 
governo ed Agrippa lo rispose con lo 
-zelo di un repubblicano e con fran- 
chezza di soldato. Lo consigIi6 a ri- 
stabilire la repubbiica , ma i sugge- 
rimenti di Meccnalcprevalsero su quelli 



del generoio cittadino. Aaguito \o in- 
diuse a ripudiare la propria moglie 
figliuola della saggta Ottavia e lo ma- 
rit6 alia sua figliuola Giulia , le cui 
•regolatezze sono abbaslania note. 
Agrippa passd indi nelle Gallie y mise 
termine alle conquiste de' Germani , 
soggiogd i Cantabri , riportd molte 
▼iltorie e rifiutd il trionfo. Pass6 in 
Oriente , dove assistito da Erode re 
de' giudei fu vittorioso e ricus6 nuo- 
iramente il trionfo. II solo suo nome 
sottomise i Pannoni e facendo rilomo 
da tale campagna fu assalito dalla sua 
estrema malattia. Oltre il tempo con* 
mmato nelle guerre avea applicato 
parte del suo vivere in abbellire Ro- 
ma con terme , acquedotti , litrade pub- 
bliclie ed altri edifisi , fra quaii era 
distinto il famosoPanteone tempio con- 
sacrato a tutd gli Dei , che oggi viene 
chiamalo col nome di Madonna deUa 
Soionda. La sua morte avvenuta verso 
Panno i4 prima di Gristo dest6 il 
compianto di Augusto e de^romani 
come quelia deli* uomo piCi onesto , 
del pi6 grande generale , del migliore 
dtladino , dei piu verace amico. Au- 
goslo lo fece seppellire nella tomba 
che avea fiitta costruire per te. 

AGRIPPA \ Vincenso ) , poela la- 
tino, nacque in Cosenza e fiorl nel 
XVI secoio. jfe aulore di alcuni com- 
pooimenti intitolati: Vincentii A^rip" 
pae Oiseniini HYmnorum ULer ad Chri- 
stum Omnipoieniem , Firenze , 1 549, 
in 8. 

A1R0LA ( Francesco ) , nacque in 
Popoli e fiori nel XVI secoio. Scris- 
se : P^ia B. Peiini episcopi Brundu* 
sini , ei martyris , ecclewie Valvensis 
patroni ^ Veoezia , i544* 

AJELIX) ( Sebastiano ), celebre fi- 
losofo e medico dei XVI secolo , na- 
cque a Napoii e fu poela ialino e vol- 
gare come si riieva da molti autori 
che con lode parlano di iui. Nel iSyS 
il male contagioso che affligeva Tlta- 
lia e minacciava il nostro regno fece 
deddere il nostro Ajello , che iiBimoso 
medico di que^ tempi era , a scrivere 



on trattato della peste per preservare 
ii nostro reame da quel malore e che 
intol6 : Brepe disoorso sopra i' immi" 
nenie Peste nei r^no di NapoU Pan" 
no iB^S, 76 e 77. Ifapoli, '^77 j 
in 4* 

AJELIX) (Giacomo d'), rinoma- 
to giureconsulto napoletano dei seco- 
io XVI. Fornito di bastante enidi- 
zione e buon oratore , si fece gran 
nome nel foro e pervenne alla cari- 
ca di presidente della regia Camera 
della Sommaria. Scrisse : De Jure 
Adhoae , Rileini y atque stibsidU tra* 
ctatus, 

AJERBE ( Buonaventura d^Arago- 
na d' ) , celebre oratore napoietano, 
vesU i'abito cappuccino e men6 vita 
esemplare. Molte opere scrisse , ma 
di lui non ci resta che nna Orazh-' 
ne in rendimento di grazie per nna 
vittoria contro i turclii. Napoii, iSgfii 
in 4* 

ALBER1C0 , nacqne in Napoli e 
fn prete. Nelle lettere fu versalo e 
di candidi costumi. Fiori verso il 
i23o e scrisse: Fita S. Jspreni 
Neapolitani episcopi inserita dall' U« 
ghelli nella sua JtalUt sacra. 

ALBERICO , nacque a Sellefrate e 
vesli abito l>enedittino nel monastero 
di Montecasino. Visse nd XII seco- 
lo e men6 vita esempiare. Scrisse : 
i^ J)e visione sua , daila quale si 6 
da alcuni pretcso che Dante abbia 
tralta la prima idea deila Divina Com- 
media, a" Chronicon che Muratori in- 
seri ndla sua gran RaccoUa, 

ALBERTINI ( Francesco ) , cala- 
brese , rinunzi6 una ricca abazia per 
fiirsi gesuita. Si mori nei 1619. Ab- 
biaroo di lui : i^ una TeologUXj a v. 
in fol. q'' De angelo custode. 

ALBERTINO ( Gentiie ) , celebre 
giureconsulto , fiori nel XV secoio 
e si distinse nel foro e nelia Univer- 
dtii in cui profess6 dritto. Compose 
molte opere , ma niuna 6 a noi per- 
veuula. 

ALBINI ( Giovanni ) , nacque a 
Castdluccia ed in Napoli ebbe a 



maestri i celebratissimi Paoormita e 
Pontano , che |>oi lo voHcro arrol- 
lato alla loro accadcmia. Di vasto in- 
gf gno ed alto sapere fornito fu da re 
Ferrante I di Aragona scelto a roae- 
stro e segretario di Alfonso II suo fi- 
gliuolo. Quel giovane pnncipe alle- 
▼ato air amore dejle lettere ebbe moU 
to caro il suo precettore che poi cred 
suo bitiliotecario e consigliere prov- 
Tedendolo delia Badia e Commenda 
di S. Pietro del Piemonle a Caserta. 
Fu adoperato in afTari gravissimi di 
oorte e ne' piik intricati per poHtica e 
vi riusd seropre onorevolmcnte. Se- 
condo le circostanse fu consigliere , 
commissario di guerra ed ambascia- 
dore. In questa ultima qualil^ pass6 
a Ferrara per soUecitare gli aiuti con- 
tro i Fiorentini allorche il suo allie- 
▼o Alfonso U combatteva Firenie , 
indi stabilita la pace tra Alfonso ed 
i Fiorentini fu chiamato alcarapodi 
Otranto per ottenere dagli Albanesi 
Solimano Pascia della Vallona. Albi- 
ni fu successtvamente spedito aroba- 
•ciadore a Milano, ad Urbino, a Sie- 
na cd a Firenze ed aprl con papa 
Sisto IV i& tratuto di pace tra Roma 
e Venezia conchiuso dal Pontano. II 
papa pe' suoi roeriti gli conferi la com- 
menda di S. Asigelo a Fasanella, ma 
invaso il regno dalle armi di Cario 
VIII re di Francia, Albini fu a par- 
te di tutte le sdagure della casa A- 
ragona ed il duca di Montpensier gii 
confiscd tutli i beni, nd cgli soprav- 
▼isse a lanta sciagura morendosi nel 
1496. Fa Aibini slorico sommo per- 
ch^ fedele ed imparsiale e senza spi- 
rito di parte. Bench^ il duca di Mont- 
pensier lo avesse privato di tutta la 
soa fortuna j lo chiama uamo d inte' 
grith UicontparabUe , c bench^ dalla 
casa di Aragona ripetesse la soa for- 
tona e verso cui fino alla morte die- 
de diiarissime pruove del suo attac- 
camento e fedeltli, non si rilenne dal 
dire : che i popdi esacerbaii daiie du- 
rezze e dai/e insoffribili imposte di Ai" 
fonso 11 ricorsero a Seiino dispcrando 



9 

ciu: quelio cambiasse ie site maniere. 
Fu anche oltimo poeta talch^ Pietran- 
gelo Spcra lo dice poeta laureato, ma 
ci basti il Sannazaro che nella £le* 
gia X. Ub. I. cosl ne parli : 



Et ^ui PierOs nttonat non ullimus antris 
Albmus reftrat priacipis acta sui. 

XJn tanto aomo fu stimato da' primi 
ingegni di quel secolo e Lorenzo de' 
Medici nelle lettere aU'Albini diceva 
ai mio caro frateUo, II re gU dava il 
titolo di venerabile ed i grandi del 
regno gU facevano grandi onori. Ai- 
bini scrisse i Commentari delle guer- 
re de' nostri re aragonesi in VI libri, 
ma il tempo e le sventure dcl nostro 
reame linno smarrito il III c IV li* 
bro di tanta opera. Ottavio Albini suo 
pronipote avendo raccoito i rimanenti 
IV libri U diede aUe stampe col ti- 
tolo : lo Aibini Lucani de rebus gC'^ 
stis Regum Naepoiitanorum ab Ara^ 
gonia qui extant idf. IF" ^ ristampati 
nei vol. V deUa raccolta di Gravier* 
ALCHIMIA ( Gio. Bnttista ) , na« 
cque a Gravina e fu uomo molto dot- 
to. Servi in qnaUtdi di segretario al 
cardinale Flavio Orsini e ne scrisse 
la vita dopo la sua raorte. Fu anche 
buon riroatore del XVI secolo. 

ALCMEONE , figUuolo di Perizio, 
nacque drca l^ anno 5 16 prima di 
Cristo « Cotrone. Fu discepolo del 
gran Pitagora e divenne non solo som« 
mo in filosofia , ma in medicina ed 
in astronomia. II primo fu che per 
megUo conoscere le disposizioni d^ 
corpo umano sezion6 cadaveri sl di 
bruti , che di uomini e con tale mez« 
so fu il primo ad insegnare che i 
canali degli orecchi vanno a termt- 
nare nella liocca oggi conosciutisrimi 
sotto il nome di Trombe di Eustachio^ 
Insegnd ancora che tutti i pianeti htt' 
no un moto contrario a quello delle 
stelle fisse , ciod che si rouovono da 
Occidente in Oriente ^ a liii dobbia- 
mo similmente l' aso degU Apoiogi 
bench^ Quintiliano la vogUa invenzio- 
2 



H) 

Be di^Kdoflo ( Vecli riio. Brmanlirro 
Tafttri storia de^ scriiiori naii nel rc- 
gno di NapoU alVarticolo jilcmeone). 
Soa ^ la |(loria ^i aT«re «critto in- 
oanzi tuUi in mafteria di fisrok^gb. Di 
latti compose ua libro in lingua Do- 
rfcft intitolato : De naturne nftione. 
Blolle altre sue opere sono state dal 
teropo distnitte. 

ALEMAGNA ( Gio. CaHista), cc- 
lebre medico e fisiologo^del XVI se- 
oolo , ^acque a Scilla e profess6 nel- 
la Universil^ di Napoli medicina e 
fisiologia. 11 principe di fieWedere do- 
Tendo trasferfrsi aUa xoile di Roma 
Tolle menarlo seco e ttfnto-alto«creb<- 
be il suo nome , cbc il piipa lo pre- 
•eelse a sao medico. Carioo di anni 
« quasf cieeo per V etk voUe fare n^ 
•orno in Napoli doFe riminsib la cat- 
tedra per morirsi tranqaillamcnte neU 
la patria sua. "Dt fitti cori*endo il suo 
85 anoolu colpito di apoplessia. Bel- 
le sue^olte e dbtte opere non ab- 
biamoche: De febribiu^ Ntfpoii^in fol. 

ALES ( Ambrogio de ), celebre me- 
dico , naoque in Puglia e %ori nel 
XVI secolo. -Si diede allo stodio^el- 
la medicina e della filosofia e trasl(>- 
ritoti aHa aniTersitli di Padova , si 
aoquisi6 in breve nome di ottiroo -me- 
dico. Volendo egli abbandonare quel- 
U citti , que' dolti gli ottennero una 
catlrdra per ritenerio Ira 4oro^ ma 
cgli •¥! rinimzi^ Per 4a sua iminatani 
niaKe non ci restadi lui cbe: Specu- 
lattO'in qaa indagatur qunnam^kuma^ 
ms animus cognitione ipsum miversita' 
tis genitoKm concernat^ Padora, rSfiS, 

ALESSANDRA oalbtto , nacque 
di -nobilc lamiglia in uoa terra.pooo 
loDtana da ^ulmnna nel i5H5. Fa la 
fendalricc e la prima budessa dcl mo- 
aastero in Foligno col titolo di Saa- 
ta Lacia. Scrisse : i. Storim dellafoR" 
dazione dei monastero di S. Lucia in 
Foiigno , 3. Vita delte pik iUusiri re- 
Ugiose morte in opinione di bonth di 
wOa nel m onastero di S. Lucia in Fo- 



AI.ESSAnDI^IA ( Felicp Atiloni* 
d^ ) , celebre trologo ed oratore, na- 
cqiie H 6 gi<*g«io 1 7 1<6 in MoatelccH 
BC e per le stie virtik nei 179Q fii 
nominato vescovo di ^Ctfriali e Ceren« 
za. fiel 1799 fn crealo vtcarro gene- 
rale della provinda di <}otronc dal 
cardinalc Fabrizto Rufffo generaAc dd- 
le Iruppe dette a wassa , nel 1801 
pas96 in SfcMia presso re Ferdinando 
dt fiorboue ed U i^ gennaio iSo5 
si mori nella saa diocesi. 

ALESSANDRO ( Antonio d' ) , ca- 
valiere cd insigne giureconsulto na- 
poletano obc fiork nel XV secolo* Stn- 
di6 neHa itniversitii -della saa palria 
ed indi percorse le prfncipaU d' lla- 
Ha. Fatto ritorno a NapoK Ferranl» 
di Arngona gli conferi la cattedra di 
giurispmdenza n^la regia Unfrenlti 
c lo adop6r6 uc^pUi difficili alTari. 
Nel 1^58 fu inriato oratorc in Roma 
al pontefice Pio il per oMcnerc la 
tnvestilora del regno , saper6 non 
solo gli ostffcoli •opposti dal doca di 
Anjoa , ma lanta grazia «i acqaistd 
del papa e 4^1 collegio tle* cardinali 
ohc egli stesso eonsalt6 c detl6 la 
BoUa delta investitara. Dae volte pat* 
s6 in hpagna pcr trattare le nozze di 
rc Ferrame con la Bgliaola di Giovan- 
ni rc di Aragona, dne volte fii inriato 
al re^di Francia ed allrettanle a papa 
4nno^nzio Vlfl ed Alessandro YI , 
nellc -qaali legadoni rioscl sempre 
«on successo lelice. Fcrranlc l*onor6 
akamente, lo Tiosc cavaliere, lo cre6 
presidente della Regia Camera. Nel 
14^^^ nominato consigKtrc , nel 
i48o riceprohmolario dei regno c 
presidcnte del S. R. C» Finalmente 
picno di «nni e di f^oria si morl il 
^6 ottobrc i499* ^i ^t abbiamo : 
Oosnenti sopra U Ji libro del Codictj 
Mapoli^ >474* 

ALESSANDRO ( Alessandro d' ) , 
della slessa fumiglia dd prccedentc, 
nacqoe in Napoli c fiorl sul finire 
del XV ed il cominciarc del XVI se- 
colo. Si diede al foro ed in brcvc 
direniic cclebrc nella patria sua cd 



in Roma , «a kmtko per P insoleniA 
• r inf^iuslixia de* giudici abbandon6 
quella frarriera e si dedic6 alle lette- 
re. Socio all* accadenua del Poulano 
e per doltrina noo inferiorc a^primi 
letterati di quel tempa, il ponlefice 
gli don4 uoa badia detla di Garbo» 
i^.Si mor) tn Korao-il^s-oilobrc t-S^. 
Di lufr abbiaino qiaillro dissertazioni : 
I . De rebns adntU^aadis, , f/uae in JiOh 
iia nuper gnniingere , idesi Ue souh 
niis y quae a Viris spectatae fidei pro» 
dita sunt , inibique , a. De taudibtu 
Ittmam Mnii majointi somniorum cory' 
jectoris : De umbrarum figuris , etfab- 
sis imaginUfUS , 5« ile itlusiombus nuk- 
ianun daemonum , qui diversis iumgk- 
mUfUS homines delusere , 4* ^^ H^' 
busdum MdAus^ , quae Momae inft^ 
mes sunt j ob frequentissimos Lewuh 
resy et termficas imtigines^ quusAu-' 
ctoe ipse singuiis fere noctibus in V)r- 
de CfMpentuS' est , Rona , in 4* Com- 
poce anche Dies Geniaics^ che leoe 
gnMi none-alP aatore e che fii comen* 
lala ed annotato da dattissimi uomi- 
Di ai ilaliani che stranieri. 

ALESSANIXRO^(Gio. Francesco), 
poeta, nacque a Mlonteleone uel 1 743 
c.6s neUe leltere Tersato. Sodo deU 
Je aceademie* deibi Montallina^ di' 
ConliKdi , deff Arcadia Sebeaia , del- 
rAKadk romana, nel i8o5 fii nor 
niinata tcscoto di Gutansaro ed il 
i5 genoaia 1818 simorl. Di lui abr 
bianu> : %. Crazione peit ie feiici m£« 
tore di S* M. riportate nei tygg coik 
alcune iscrizioni lapidarie in piede y. 
19apoli 1790 , ^. Oraziong in tode di 
Aifimso, de JUguari^ Catanaaro ^ h^fj, 

ALESSANDRO ( CoU ) , poeta , 
naoque in Napoli e fiovi Tcrso il XllL 
•eoolo. Aleune sue poesie iuronastaia- 
pate daU*Allucci netla siia Eaccoita* 

ALESSANDRO IV, naccpie a Ses- 
sa di nobile' itimiglia, fu Tescovo di 
Oslia e papa dopo InDocensio IV nei 
I354. La sua prima cura €ii,opporci 
a Manfredi figliuolo Datucale di Fe- 
derico II imperadore ^ che UUo erasi 
molesto a suoi predecessori.Diede per- 



u 

eio> V inTestiltira del regno di Sicilia 
ad Edroondo tigliuolo del re di Brel- 
tagna. Proiesse i religiosi mendicaor 
It ) accord6 parecchie bolle a' doine- 
nicani contro lu iiniTersitii di Parigii 
condannb il libi*e di Guglielmo di 
Saint-Aroour sopra i pewicoU degli ul- 
Hmk tempi e i E*»angelo* eterno, A ri- 
chieMa deL re S. Li^ spedi nel »55. 
degli inquisitori in Frdincia». Uiil ia 
un sol eor}K> due oongregazioni di 
S. Giiglielino e Ire di & Agoslino^ 
Alessandro si odoperaTa a riunire la 
chiesa greca alla latina e di armare 
i pcincipi cristiani contro i maomel- 
tanl quundo si morl a Viterbo il ?5 
iBnggio 1^61 sliinato buon principe 
e pontefice aielante. Urbano IV gU 
succesfie. 

ALESSI, nacque in Turio4>ggi Xec- 
ranoTa , alciini la Togiiono figliuolo 
di Menandro famosoeomico ed allci 
suo nipole.. Cb^coh^ ne sia fu egli ec- 
cellente poela deUa mezzanu oomine- 
dia e merit6 i pubbli<:ii*applAUsi. Fli 
sempee oceupato» » comporre com- 
medie e si niorl. pieno ed andco di 
aani%. Secondo Suida le sv^ comme- 
die asoenderono al numero di a^S. 
Jacopo Eiitelio raccolse alcuni frani- 
menti di quelle opere e tmdotti in 
latino li d^de alle stampe con uii 
saggio della Tita delP autore e con 
altiiiriunmenli di greci poeti^ Basi* 
lea , 1 56o , in 8. 

ALESSI.(SanAe>) dk>ttosagoslinia« 
no , nacque a Monterealc e profess6 
filosofia a GenoTa , a Milano , a Bo- 
logna , a Rimini y, a Sicna > a Pisa, 
a Venezia , a PadoTa^ in Pcrugiu, a 
riapoli ed.,a &Qma. Si mori. di 70 
anni nek i56i e sccisse : Iw Miito* 
teUs Philosopiuam Commcnturia. 

ALESSIO f Anlonio ) , lcttcrato fa- 
moso del XVI secolo , nac(|uc in N4- 
poU e fu dottissimo nelhi Hiigua greca 
e la^na e moUo si verso nellu poesia 
latina , nella quaic scrisse con molla. 
ele^inzu. Fu^ fDmigliure di papa Leoi^e 
X. e Glcineatc VUl , i quali conosoi- 
tori dc' bclli iogegni iiicor»ig|pttJvaAa 



12 

le lettere. Dellc siie numerose operc 
poeticlie non ci riinane che : Hjwr 
norum Ubri IV. 

ALFANO ( Francesco ) , celebre 
medico , nacque a Sttlemo e fiori 
nel XVI sec^lo. Scrisse : De pcsie , 
febre pestUentiaii , et fcbre maiigna , 
nee non de VtmoUs , et MorbiUis qua" 
tentts non dttm pe^tUentes sttnt. NapoU, 
1577, in 4. 

ALFASiO^ nacqoe a Salemo « 
vest) abito monastico in Monte Casino. 
La sua dottrina gli ottenne il favore 
del principe Gisulfo suo signore ad 
istanza del qoale fu innalzato ad abate 
del monastero in Salerno. I^el io58 
papa SteiiBino IX lo cre6 arcivescovo 
di quella citt^ e gli accord5 anche il 
privilegio di eleggere undici Tescovi 
e consacrarli. Nel Io85 si mor) pieno 
di meriti e di anni. Di lui abbiamo: 
' Carmen de Situ , constructione ^ etre-' 
novatione Caninensis ArchisterH e varie 
altre opere parte delle qoali rUghelli 
inseri nella sua ItaUa sacra, 

ALFAr^O II , Tersatissimo nelle kl- 
tere fiori in Saleroo di cui fu arci- 
vescovo. Fu buon poela e scrisse mol- 
te opere. Compose Tepitaffio a Pietro 
Leone tritavodi Rodolfo I imperadore. 

ALFANO ( Giuseppe Maria ) inci- 
sore, nacqiie a Napoli e fiorl nel XVIII 
secolo. Di lui abbiamo : Istorica de- 
scrizionc dcl Regno eU NapoU divisa in 
11 pmvince. Napoli , 1795* 

ALFARAiSO (Tiberio), nacque ia 
Gerace e fin da gtovine vestl abito 
ecclesiastico. Pass6 a Roma e scrisse 
la storia delPantica Basilica Vaticana. 

ALFERI (Gio. Giuseppe), nacque 
in Aquila e fu uomo eruditissimo. 
Scrissc: l. Storia sacra dciiacittddi 
AquUa , 2. Tesoro di part segrcti ap- 
partencnti aiUi conservazione dcifuomo 
ii^vidao. 

ALF£RI ( Giacomo ) , insigne let- 
tcmto aquiiuno , il duca di Milano 
Galcazzo Visconli lo volle a segretario 
udopcrandolo ne* piii difficili affiiri. 
Si mori ncl 1^99 c scrisse: i.Diarium 
mtmorabiUum , et rerum gcstarum MC' 
dioiani ab anno 14^4 ^'^ nnnum 1486^ 



«2. CmieQito wraHmm , deerektntm ee. 
ALFONSO II re di NapoH, nacqii« 
in questa cittji 1'anno i447 ^ soocctfle 
al padre suo Ferrante I oel »494 ^ 
in quello stesso anoo invi^ icgatl a 
Ludovico Sforza detto il moro perdi^ 
impedisse ia calata de^ finncesi im ka» 
lia. Fece varie forlificazioBt nel rega» 
ed edific6 il caslello di Baia ptr dl* 
fesa di Pozzuoli. Bftilit6 a kiogomentre 
fu diica di Calabria alla testa degli e- 
serciii del padre ed avea tutto dispo-* 
sto per la intera cooquista della To« 
scana , quando fu da tale impresa iw^ 
stornato dalla invasione de* Tbrclii 
cbe presa Otranto il mi agosto »4^ 
misero a fil di spada »0 mila abitanli* 
Alfoitto allora volse le sue armi ia 
soccorso de* suoi suddili ed il loset» 
tembre ft4^ ' riprese Otranto con strs- 
ge de' maomettani. II diica dopo avcv 
data sepoltura a^ campioni morli nel* 
la pugna , gran perle delle ossa db- 
gli 800 cbe soffHrono il martiria per 
la fede di Cristo con i dovnti oooci 
trasporlb in Napoli e le colloc^ nellA 
cbiesa di S. Blaria Maddalena , indi 
fiirono trasferite in quella di S. €a* 
lerina a FormeUo. Pupa Sisto IV poi 
voUe che nel luogo ove que^/urona 
martirizzali si edificatse una chiesa, 
b qiiale si disse & Bfaria de' Afartiri 
e fu data a' frad pacloUL Nel »4^4 
il ducii di Calabria per ordine del 
padre marcid contro i Veneziani di 
concerlo con Ladovico il moro.. Co* 
stui aveva usurpato il supremo pote* 
re in Milano in qualilli di tutore di 
Gian Galeazzo Visconti genero di 
Alfonso , il quale mal soffinva tanla 
autorit^ di Ludovico e V avvilimen« 
to del marito deUa propria figliuo- 
la. Nacque perci6 tra quei due pria- 
cipt nimicizia , che per esst e |>er 
I' Italia fu causa di funesle catastrofi. 
I francesi chiamati dal Hforo in Italia, 
sotto Carlo VIII loro re la percor»ero 
tutta , allora Alfonso derelitto da^suoi 
sudditi , che le sue dissolutczse e la 
sua avarizia gli aveano reso avvcrsi) 
rinunzio a FcrraiUe II suo figliuolo 
la corona il,25 gcnnaio 14^5 e si ri- 



tiro a Mazzara in Sicilia in on con- 
yento di olivetani menando seoo il 
siio lesoro del Talore di 55o mila scn- 
di. Si moii in quel convento ii 9 no- 
vembre di quelP anno. 

ALI (Ulucci) , nacque in CaslelK 
da miserabili contadini verao il i535. • 
S^ignora il profMio nome, ma Cieaia 
em il cognome si|o. Un iporno che in 
campagna raccoglieva erba , fu £itto 
schiavo dal celebre pirata Barbarossa 
che scorreva tutte le cosle del noslro 
regno. Egli allora viimente abbando- 
nando la propria religioncabbraccidla 
maomettanae sidisseUlucci-AU. Datosi 
al aervizio della marina si distin&e per 
valore e destreaza e giunse a' piii stt • 
blimi gradl con gran faroa. Teri-ibiie 
fu coBtro i Saccomannied abbondante 
pfcda con gran numero di legni edi 
schiavi pwsent6 a Selim, che in rl- 
oompensa gii a£Bd6 il comando di una 
squadra marittlma. 11 1 5 luglio 1^70 
diede pruove di alto valore oontro 
quattro galere de' eavalieri di Malla 
comandate dal generaleSaint-Clement, 
dopo ostinala pugna alla fine Ali le 
vinse e le men6 a Bisanzio. Una lale 
vittoria riuscl di mollo vantaggio alla 
Porta p^rch^ I' isoki di Cipro cui e- 
rano 4^^ galere destinate per soc- 
corso, privg di aiuti dovetle rendersi 
a* Turchi. All si rese lamoso aache 
nella impresa delle Gerbe , nelPasse- 
dio di Mnlte , nella invasione dell'Af« 
frica , neir infestare la Dalmazia , le 
isole delP Anripelago e tutle le sptagge 
di Nopoliedi Sicilia fino alto strelto 
di Gibilterra. II 7 otlobre iS^a All 
comandava 93 galere che compone- 
vano rahi sinistra della flotta tnrca 
nei mare di Lepanto ed eni a fronte 
cicl famoso marino Antonio Doria. 
In qiidla memoranda giomata , in oui 
ie armi crisliane comaodale da D. Gio- 
vanni d'Au8lria disfeoero completa- 
inenle I' immensa oste turchesca , il 
solo All pili (ortnnafo o pid destro 
degli altri duci Ottomanni , de' quali 
uno morl oombattendo ed un altro 
M fuggl per terra , fuggendo per ma- 
tt salvo se stesso e circa treota legni 



13 

tra piccoli e mezzairi. £ forse di que- 
sta ventuFa egU fu debilore alPigna- 
via del Doria , se por ^ vero ci6 cht 
molti storici lin detlo , cio^ che il 
capilano genovese in qud rincontro 
non totta dispi<*gasse la sua consueta 
bravura. Ma Seliin ricoropetis6 il siio 
generale dandogli in moglie una ann 
figliuola ed innalzandolo in generalis> 
simo delle sue armate ed al fratello 
suo Cario Cicala oonferl il comando 
delle isole dell' Arcipelago. NelPanno 
seguente con aSo legni comperve Ter- 
so la Morea per opporsi a qoe^ delU 
Lega e seppe cosl ingannarU che 11 
lenne a bada finch6 terminata la sla* 
gione seoza che si Tonisse alle mani, 
ciascuno si restitul al proprio paese. 
II principe di Parma con scelte sol- 
datesche cinse di assedio IVavarrino ^ 
ma All anelie in affari di terra diedb 
a conoscere la stia periaia nelle- «nnl 
ed i neraici fiirono cosiretti ad ab* 
bandonare Timpresa. n^ gli riusd 
difficile ricuperare il regno di Tunisi 
alla Porta , gik conquistiito per rim« 
peradore Carlo V da D. Giovanni d*Aii« 
•tria. Allora Selim lo dichiar6 re ossia 
Bey de' tre regni di Algieri , Tripoll 
e Tunisi. Non tralasciarono papa Pio 
y e Gregorio XIII ed il re di Spagnn 
Filippo II fare reitirale istanze presso 
All perch6 passasse al loro servizio 
con promesse di ricchezze ^ titoli e 
fetidi , ma tulto fit vano. Vedendosi 
omai AU di ricchezze e di onori pieno 
pens6 sovvenire la povera madre sua 
ohe languiva nella pijh squallida mi* 
seria ed a tale oggetto si port6 nella 
Calabria. Qtieslo fainoso generale si 
mori a Costantinopoli verso il i6oo* 
' ALOPO ( Pandolfello ) , naoqtie in 
Napoli di bassi natali ed ottenne Puf- 
fizio di coppiere o secondo altri di 
scalco presso Giovanna II di Durazzo 
regina di Mapoli allorch6 era duchessa. 
Giovanna sin da principio ebbe per lui 
una oolpevole propensione) ma sallta al 
trono riippe ogni ritenutezza , lo de- 
oor6 dei tilolo di conle e lo innalz6 
alla prima carica dcl regno qual era 
qiiclla di Gran Camerlengo. Allora A« 



lopo pel «lo ufliue avendo nelle «le 
naoi il pelriaionio e b readite del 
leame intero, dispooeTa del go¥emo. 
Ingdosito del oelebre capitano di for- 
tuna Sforza perchi on giomo la re- 
gtna ne iod6 le (atlceze e lo rio^ 
proirer^ per essere ancora celilie , lo 
calnnni6 pretso Giovanna di ako tra- 
diineuto fiicendolo sospettare faiUore 
d^U Aragonesi e tanto basto a fiirlo 
caociave nel fondo della forteEza di 
Beverdlo. Mu eostreila la regina a ma* 
ritarsi col coote della Marcia Jacopo 
de^ reali di Francia , PaiidolfeUo vide 
imiiiinente la sua perdita se non vi 
riparasse* Di fatti con assenso di Gio« 
vanna fece sposave sua sorelki Cate- 
rinella Alopo favoritissima delU regina 
a Sfona die fece uscire di prigione 
• crc6 Gran GDniestalule dei regno 
coa ottooiila ducati ai inese per paga 
delle soe tnippe. Quesla atto di dispo- 
tisasQ niaggiormente accese gli animi 
dcgli antichi signori dd regnofiini- 
gMarBdi Cario UI e di Ladislao e Giu- 
Uo Gesare di Capua ( vedi V arlicola 
caiOA Giouo GESi^aE.) spezialmente ne 
fiiasegno indegnato che procur61asua 
raioa^Gacciatoaduaquein prigione per 
ocdine del conte della Mareia fis f^n- 
dolfello atrooemente tormentato e dopo 
averconfessato ci6 voleva il re^ il gioiv 
no i ottobre ebbe U capo mouo al 
Meroato ed tt suo cadavere trascinato 
^iimeiite per la dttik ^ appiccato per 
- piedi* 

▲LTIUa (Gabrile ) , oelehratis. 
siiiio poela e versatissimo nella lingua 
latiiia y nacque nel i^^fi a Cuccaro 
e pcr P alta sua doilriiki Alfoaso I 
di Aragona rc di Napoli lo scelse a 
swcstfodi Fferrante suo 6gliuolo, Non 
■MBO che il PontMio iu adoperalo ne- 
gli afiiuri di stato in Roma presso papa 
Iniioociiiio ¥111 ed altrove. Fu nd 
i47i crealo vescovo di Micastro , 
ma egli volle resiare in corte presso 
ii suo allievo n^ si ritir6 dla sua dio- 
cesi prima del i^^S «Uorch^ le armi 
di Carlo Vlll rt di Franda invasero 
tt nostvo rcgno. 11 Pontano suo coe- 



laneo ne feoe molta slima dedicando- 
gli tt sno libro db Magnificeniia j dove 
lo loda al sommo e dopo la Mia morte 
gli compose un bd epitaffio che sl 
legge nel primo lihro de' suoi lamoli. 
Anche il Sannazaro fu ammiratore 
delia doltrina deiP Altilio e ne canl6 
ii natale nel primo Ubro de' suoi epi- 
granuni De Nataii AliUU yatis , ndle 
degiepoilo commenda per le sue dol- 
le poesie. Molti altri insigni scritlori 
sl rcgoicoli^ chestranieri di queslo fa« 
moso poeta fanno illuslre ed onorata 
memoria. Di lui abbiamo : i • Poesie 
latiney%. EfiUalamioj 3. Etegie^ 4* ^' 
figrammL II migKore de* suoi compo- 
namenli ^ rEpilalamio scritto ad Isa- 
bella di Aragona in occasione dd sao 
matrimonio con Gian Galeaszo Vi- 
sconli duca di MUano che incomincia: 
Purpureos Jam iaeta sinm TUhonia 
conjux. 

ALTOMARE ( Donalo Antonio ) , 
eelebve filosofo e medico , nacque in 
Napdi e si disliose ndle lettere ed 
il suo nome risuon^ per fsina anche 
ai di \k de' monli. Si mor^ nt\ i562 
di 5d anui. Di lui abbiamo: i. Com- 
pendium trium quacstionum non iittm 
£» Ckiieni dodrinae ec, Venezia, i550| 
in 8 , iL. De mederidis fobr^us ars 
medica ec , Venezia , i562 , in 4 9 
!L Opuscuia ^ \eoemm j iSjo, in 4* 
Ild 1^74 iA Venezia iuroao stampale 
lotte le opere deU* AUomarc in un 
solo volume in fol. 

ALTQMARE (Giovanoi), naeque 
ad Aversa , fu cdebre medico e ine- 
ril6 grandi onori dalla patria. Scris- 
se : £a quae Donatus Antoruus ab Alr 
lomare de Actis Medicae divisione cc« 
MapoU, i583, in 4* 

ALUMNO (Niccol6), nacqne in 
AUfe e iii fsmoso giureconsullo sotto 
il regno di Roberto d*Anjou rc di 
Napoli e di Giovanna I sua nipote. 
Fu segretario ddla regia cancdleria 
di re Roberlo , indi maestro razio- 
nale di Giovanna I , finalmente Gran 
Cancdliere dd regno. Si norl U 3f 
decembre 1367. 



AMAMDO, nacqae a Trani e fio- 
r\ nel XII secolo. Scrisse : Histona 
translaiionis corporis S» Sicoiai PerC' 
gritti che V Ughelii ioseii nella sua 
^aiia saera. 

AMANTEA (Bnino), celebre chi- 
iurgo , nacque nella terra di Grimal- 
di in Calabria irerso la meth del XVIII 
tecolo. Passato in Napoli ebbe a mae- 
•Iro il fiBmoso Domvnico Cotugno e 
dopo 5 anni per concorso otlenne )a 
piazza di chirurgo sUraordinario nel- 
I' ospedale degP Incurabili dove alcun 
lempo dappoi insegnd chirurgia ed 
anatomia. Aoche per concorso fu chi- 
rargo operatore nel Gabinetio deila 
pieira ea esercitandosi indefessamen* 
te all' anatomia divenne esimio e sol- 
lecito operatore di pietm , di emie 
e di parti infelici. Ifel 1793 fu no» 
minato professore di anatomia pratica 
neirospedale degnncurabili, nel 1 798 
ehirurgo maggiore delParmata napole« 
tana stabilita in S. Germano, profei- 
sore di anbtomia pratica nella Univer- 
tita di Hapoli , nel i8ia membro 
' della Sociel^ Reale essendo gi& socio 
di tntte le altre accademie del regno, 
nel i8i5 chirurgo di camera del re 
e nel 5 luglio 1819 si inorl. Questo 
iniigne chirurgo Iiisci6 desiderio di 
se airaniversalc, sommo neirarte sua 
era doeilissimo alle otservazioni de* 
suoi iigttali ed anche agI'inferiori. Ifon 
solo pfoAgava Popera sua verso il 
poveio 1 .16 aoccorreva ancora a lar- 
ga fluioo in danaro. In esso il mise- 
ro ptanae raflTettuoso padre. 

Alf ARELLl ( Alessandro ) , valo- 
roso capitano del XII secolo, liacqoe 
% Rossano nel 1071. Di solo 3o an« 
ni col cugino suo Ugone de^Pagani 
passd in Terra-Santa a combattere i 
. maomettani nel iioi. Si presentaro- 
110 qtte^doe giovani gtterrieri al re 
Baldiiiiio alla testa di soldatesche le- 
vale a proprie speae cd accolti con 
graode onore da quel monarca , si 
diedero alle iroprese pii^ difficili. Ales- 
iaiidro moltissime volte trionf6 de* 
barbari a\quaii tanto timore knpose} 



15 

che non ardirono roai pii^ affirontarlo 
in campo aperto. Scorsi due soli an- 
ni delU sna gloriosa intrapresa , pei<- 
correndo una slrada con 25 de^ suoi 
soldati e due scudieri cadde in una 
imboscata tesagli da*nemici. Sangui- 
nosa fu la pugna e bench^ i barbari 
fosscro circa cento, Alessandro li pas- 
s6 a fil di spada quasi lutli restando 
de' suoi cinque morti oltre i due scn- 
dieri ed egli gravcmente ferito nel 
capo. Finalmente il giomo 18 otto- 
bre I io3 Alessandro si mori di qnel- 
la piaga pianto amaramente da tutti 
I cavalieri che miKlavano in Gernsa- 
lemme e dallo stesso re Baldttino ctti 
moito era caro. Onorifiche eseqnie or- 
dind al suo cadavere ed egli stesso 
alla testa de' piii illustri campioni at* 
8ist6 alle funebri cerimouie. 

AMARELLI (Gio. Leonardo ) , ce« 
lebre giureconsnlto , nacqiie a Ros> 
sano nel 1 $90. Stodi6 in palria , in- 
di pass6 a Napoli per a]^arare drit- 
to. Si acquist6 gran fama nel foro e 
volendo trasferirsi a Roma la sua na- 
ve fu spinta sur 1a costa di Sioilia ed 
egli obbligato sbarcare in Palermo 
dove fiss6 sua dimora. Ma altirati dal 
suo nome que^di Messina lo vollero 
al loro Ateneo ed appena giunto ia 
quelU citlii fii aggtegato aironore di 
baUoUare co' nobiti dK qnel senato ed 
avendo per 4^ anni lelto giurispni- 
denza in qnella Universith , ottenne il 
tilolo di Bis-Conle e piil volte fu scelto 
a perorare alla presenza di D. Gio- 
vanni d'Austria. Fu innalzato alla ca- 
rica di Priore della Universilik e si 
mori il 3 novcmbre 1667. Fond6 va- 
rie accademie , rianim6 diversi Licel 
e ftt da tutti i dotti di quel fempo 
lodato al sommo per U sua dottriiui. 

AMARELLI ( Giorgio ) , nacqoe a 
Rossano e fiori nel X secolo. Vestl 
r abito di S, Basilio e fa di grandl 
virt6. 

AMATI ( Gio. Antonio ) , celebrt 
pittore , nacque in Napoli nel i^?^, 
ebbeHi maesUro Silvestro Brano, in- 
di Pietro Peragino maestro di Raffael- 



16 

lo. Aioati neir arte del dipingere fu 
Caposciiola ed il tolo da stare al con- 
frooto d^l famofo Andrea da Salerno. 
1 suoi dipinti sono di oltima compo- 
sizione tirali in maniera subliroe e 
grtndiosa. Le sue figore hnno belle 
fortezse , azione natunde e sponlanea, 
forza dicolorito, disegno correlto.Mel- 
Tanno i555 cd 80 della sua et& si 
morl eon raromarico di tutli i suoi 
concittadini. Fu anche irer&ato nelle 
lettere e nella teologia. Molti de'suoi 
pregiatissimi dipinti oggi piu non esi- 
stono, alcuni si oonservano nella chie- 
aa di S. Giacomo degli Spiignuoli ^ 
altri in S. Domenico Maggioi-e ed in 
allre chiese di questa nostra ci(tik. 

AMATO , nacque nella Campagna 
e fu monaco cassinese. Fioii nel XI 
secolo e si rese celebre per dottrina^ 
e virtu. Fu crealo tcscovo e scrisse 
delle dolte opere che si conservano 
in Moute Casino Ira le quali yi h una 
Hisioria Nortmannonun Ub, FIII ad 
Desidtrium Abbatem delia quale van- 
taggiosamente pariano molti dotti. 

AMATO ( Michele ) , celebre iat- 
BMCO f scrisse : De mannae diffhren" 
tUs ne picibtis ^ Veneaia, i563. 

AMBIOSO (Giovanni ) , nacque in 
Bagnuolo e ^ medico e matematico 
del XV secolo. "k conosciulo per un 
libro che diede alla luce col dtolo : 
Hr Defensione Astroiogiae» 

AMEMTA (Niccol6), celebre giu- 
reconsulto e poeta , nacque a Napoli 
nel 1659. Quantunque per una oflal- 
mia ost^nata furono perduti i4 anni 
nelfosiOi appena risubilito taiito ra- 
pidi forono i progressi ne*studi che 
in breTC ti acquist6 alu fuma. Fu 
PAmenta fecondo scrittore di com-' 
medie , di capitoli nel genere del Ber- 
ni , di rime , di Tile di letterati. / 
tapporti di Pamaso di cni h autoce 
diflferiscono da Ragguagii dk Pamai^ 
del Boccalini solo percb^ questi IraU 
tano di polilica e di monJe e quelli 
del noslro concittadino cB stoHa let- 
teraria e di erudizione. Ma le due 
opere sue sur la linnia wolgare gli 



otlennero nome di deganle cpttosd- 
lore del volgare itaUano. Si morl il 
11 luglio 1719. 

AMICI ( Francesco d^ ) , aacque a 
Venafro e fiori nel XVI secolo ed in 
breve riusci celebre giUrec<msidto. II 
suo sapere gli ottenne la catledra di 
dritto feudak nelU Univertitji di Na- 
poli. Scrisse: Uber primus in usibus 
jeudorum continens responsionem Cafi* 
IV De Us ^ gui Feudum dare possunij 
Napoli , 1 5^5 , in fol. 

AMICI ( Bernardino ) , nacque a 
Fossa dell' AquiU. Si distinse per dolr 
Irina e virti^ neirordine francescano. 
Si morl nel l5o3 di 85 anoi. Scria' 
se varie op^re teologiche e ^iri- 
luali. 

AMICI (Antonio) , cdebre ginre- 
consulto ) nacque in Aquila e si Ter- 
s6 nelie leltere. Scrisse: Vita di Ber- 
nardkno jimici detto di Fossa. 

AMICIS ( Zaccaria de ) , celebre 
giureconsulto , nacque in Campotoslo 
nel 1722 e si morl in Teramo nel 
decembre del 1 795. Fattosi gran no- 
me nel foro , Carlo III di Borbone 
lo nomin6 successivamente a regio go< 
vematore , ad uditore e caporuota 
nelle regie udienze delle province. 

AMICIS (Francescode), lelterato 
e pittore e fratello del precedente , 
nacque nel 1721 e si morl nel 178S. 
Vestl abito dfi chiesa e molto dotlo 
fu in matemadca ed in filcMofia. Pl»- 
s6 a Roma per sludiarTi U pittnra in 
cni riuscl con nome. Imit6 il Gorreg- 
gio ed il Tiziano. 

AMICIS ( Giovanni de ) , nacque 
in Venafro e fiori nel XVI secok>. 
Celebre giureconsulto profess6 quelli 
scienu nella Universilii di Napoli ed 
oltenne in premio delle sue lodevoli 
£Miche la citladinanaa per ae cd i 
suoi discendenti. Si morl neUa patria 
sua dove erasi trasferito per soUevarsi 
deir applicazione. Di lui abbiamo : 
Consiiia ^ VenesU , i^^S, in fol.; 

AMICO (Francesco Antonio) , na- 
cque in Coseosa e fu molto versato 
nella lelteratura. Di lui noo ci resta 



^e pochi sonelti fd tinn cfinrnnf il^l- 
1« tante sue coiupoftiziuni , nelia rac- 
colta pubblicata dall' Acampora , I^a 
poii ^ 1701 , in iii, 

AMICO ( Beroardo ) , nacque a 
Gallipoli , iresli V abilo francescuno e 
fioii nel XVI secolo. £ conosciuio 
per un' opera intitdlata : Traitato M- 
te Pianie ed immagini de" sacri edifizi 
di Terra Sania , disegnaie in Geru- 
smiemme secondo le regole deiia pro» 
speiiipa e 9era misura deiia ioro gran- 
dezza , ambreggiaie dalC ,autore cd in- 
iagtiaie da Antonio Tempesti fiorenii' 
mo , Roroa , 1609 , in 4» 

AMICO ( Gio. Battista ) , nacque 
a Cosenxa e fiorl nel XVI secolo. 
Fa doltissiino neil ebraico , nel gre- 
co, Del latino e quasi in tutle le scien- 
Ee« Stando in Padova alcuni neniici 
della sua gloria piu volte insidiaro- 
no alU sua vita che alla fine riu- 
•cl loro tnicidarlo di notte. Da lutti 
vniversalmente fu pianta una tanta 
perdilM e spezialmente da que' di Pa- 
doYa che sur la toraba gli scolpirono 
il tegiseDte epilaffio. 

Jckantd Btftiaae Ameo Cosenlino 

Qui eum omnet omniAm liberalium ariium 

Ditciptiuiu miro ingenio soierti industria 

ineredibiB sludio laiinae , grecae aique 

Etiam Uebraicae 

Percurrissei feiiciter 

im ipta adolescentia , suorum iabonum ei 

VigtHarum cursu 

Pmc eonfeeio » m Sicario ignoto $ Utemrum » 

Ut putatur 

Virmtisgue inwdia inlerfectus est 

MDXXXriii ' 

Praama^ quae refiwunt aiut f vitamque 

Perennam 

Vinuies uru hutc causa fuere necis, 

Di lui abbiamo : Dc motibus cor" 
pamm eoeiesiium , Venea^ia , i556 , 
m 4* 

ANICO ( Bartolommeo]) , dotlo ge- 
ttiita , Dacque ad Anzi ncl f56? • 
ft mork a Napoli il 7 sfircmbrc 1649* 
Le sae opere sono: i^ In universam 
jirisloielis philosopliiam noiae , ei dt- 
spmiationesj ec. Napoli , 162^ ^ t6'<<4 1 



17 

1616, 16^9, i636 , 1643, Tol. j. 
in fol. 9* Meditazioni y Napoli, i635, 
in 8.5^ Opuscoli filosofici e teologici, 
?»>ipoli , i638'i644i vol. 3. in fol. 
^* De vahis formatitatum , ei distin' 
ciionum generibus , Nupoli , i638 , 
in 8, 5' Hegole delin coscienza jcru* 
polnsa , Napoli , 1648 , in 8. 

AMICO ( Francesco d' ) , dolto ge- 
suila , nacque a Cosenza nei iSyS 
di nobile famiglia oggi estinta e si 
mori a Grutz il 3i giu^no i65i. Di 
lui abbiauio : Cursus iheoiogicus Jaxta 
scholasticam tmjus iempftris ifoc. /. 
meihodum^ Vienna d' Austria , i63o, 
Anversa 1637, Douai , i64o-i642) 
vol. 8. in fol. 

AMICO ( Pietro d' ) , nacque a 
Napoli e fiork nel XVI secolo. Scris- 
se : Brevis modus examinandi in cati* 
sis criminaiibus ^ Roma, i6ao, in 8. 

AMOROSI ( Giuseppe ) , nacque a 
Polia nel 1796 e passato a Napoli 
merito V alunnato di giurisprudenza» 
Nel 1818 fu nominato giudice del tri- 
bunale di Cupitanata , poi a quello di 
Terra di Lavoro. Dopo avere eser« 
citata la carica di procuratore del re 
ne' tribunali di Principalo Ulteriore e 
di Napoli , nel iS35 fu creato giu- 
dice dtlla G. C. C. di Napoli. Si mo- 
rl di colera il 22 gennaio 1837. A« 
▼ea fama d' integro nclP amministra- 
re la giustizia. Di lui abbiamo : 1* 
Manuale giudiziario ^ Napoii , i8a4, 
in 8. Q* Repertorio giudiziario , Na» 
ooli , 1 829 , vol. 3. 5® Leiiera oii" 
iareccia sutte Tavote Amalfitane , Na- 
poli , 1839 , in 8. 4^ "^i^^uzione di 
Douranlou con note ed illuslrazioni 
snr le leggi del regno delle Due Si- 
cilie , Napoli, 1 832-33-34-35-36-37- 
38-39.40-4 1-42* "^ol. 22 in 8. 

AMMIRATO ( Scipione ) , nacqner 
ft Lecce il 17 sellembre i53i, pas- 
96 a Nwpoli per istudiare dritlo,, m% 
indi solo. «lle letlere ed alb poesia 
si dedic* affiitto. II suo sapere losto 
gli acquisto la stima e V araicizia 
de^ celebrali«siiDi lettcrati Angelo di 
Cottanzo, Bernardino Rota e di tX' 

3 



tri. Fec# ritdrno tn palria e veslito 
abico di chieca gli fu conferito un 
«•Booicalo in Lecce dove fonrio 
vn* accademia ' leftteraria detla de* 
T y m sfo n uati, inviato |ier afiari di(i- 
leOi da* suoi concittadini alla corte di 
tUmui ^ Ti 'fu con grande onore ri- 
cefulo e decise le controvenie a fa- 
^ore di qne^ di l.eece. VerMtiisimO 
«elle cote patrie fu chiamato in Na- 
^poli da* primi personaggi per dottii- 
11» € ooDillli perclr6 couiponeoe nna 
•lom di qnesto reame. Sar le prime 
V neg6 , roa premurnto dagli amici 
niosfe ferffo la capitalp^. Incomincr6 
1a grande impreaa , ai meglio ven- 
iie abbandonato da coloro che a 
^uella lo aveano tncilalo e non Iro* 
^ndo cbt ne sborsasse le spese, sde- 
Knoso volse verso Roma con la spe- 
raosa di qnalche imprego. Deluso aii- 
tehe in ct6 percorse altre citlli d^ Iiu- 
Ke lasciando ovunque gran rinoman- 
«a di ae , alla fine pasiro a Firenze. 
tvi Don tardo a farsi slimare da toiti 
cpie' letterati ed allo levnloici il grido 
tdi sua doltrina , il Gran Duca Cofti* 
IDO volle vederlo e gli dono un cano- 
nioalo ed il cardinale Ferdinando de* 
MedirJ gli conces^e un bellissimo pa- 
)a»o e la villa Pelraia percli^ con 
piu comodiia avesse .«critto le isloVie 
Fiorentine , la (|uj1c opera fu con 
grande aAVlto rioevnta dul Gran thi- 
Ca y da^ Fiorenlini e da lutta la repub- 
blica letteraria. L' acc<«dcmia della 
Crusoi V ooor6 co' seguenii versi : 

Mch^ M tempo edace hai vinta» e doma 
La fbrxa > e tolli a Lete i fatti egregt 
61 \ dioe Clio , mou« dai ttioi gran pregi 
Jtiiovo Livio ritorge a ooova Rona. 

VoHt iondare ona nuova accadiema 
ia FirenM sotto il nome degli Apa* 
Uui nel 3o giogno 3600 fi mori 
carieo di gloria nel suo 69 aono. 
Di Ini abbiamo : 1* DeUi§ siorie 1^**- 
rrniime hbri XX ^ Fireoae , 1600 , 
In fol. parte 1. i64i 9 io Ibl. parle 
.9. 2" Diseoni sopra Cotnclio Taci» 



io , Firense ^ iSgi , In 4. S^ lyflb 
famiglie nobiii iwpoletane y Fircnae , 
i58o, i65i, Vol. a in fol. 4'' DeUeJk^ 
miglie Paladina e / jiniogUeita , Fl- 
renze , 1^95 , in 4* 5" i^ Dedalh» 
ne y f irenie , 1 56o , in 8. €!* Ont» 
zioni a dtversl prindpi intomo ai pre* 
paranfenti , clie 5 avrebbeto a fare 
contro la potenza del turco , Fireose ^ 
i5§8 , in 4- 7° jiU)ero e storia del* 
la famigtia de eonti Cuidi colP aggiua» 
la di Sdpione Ammirato il giovaoe ^ 
Firenze , 1640. 8^ DeUa segretezza ^ 
Venesia , 1 599, in 4* 9^ /^ •Aoia ov^ 
vero delf tmprese ^ Napoli , i563 ^ 
in 4* 10" OpuscoU varl , Firenie| 
i583 , in 8. ii^ Bime varie , 11* 
Poesie spiriiuaU , Veneda , i634 9 
in 4- i3" Gii argomenii ai Canii dei 
furioso di Ariosto , Venezia , 1 556 ^ 
in 4* i4^ ^**^ sonetti in morte d^ Ip* 
polila Gonzaga , i5^ jinnotazioni sth 
pra la seconda partt de^sonetti di Ber^ 
nardino Bota fatti in morte di Porua 
Capece sua mnglie , Napoli | i56o ^ 
in 4- 16^ Delle famigUe fiorentim ^ 
Firenze , i5i5 , in fol. ly^ I Feseooi 
di Fiesole ^ e dt Arezzo , con f ag- 
giuola di Scipione Aoimirato il gio- 
vane, Firenze , 1637 , in 4« 18^ C^ 
puscoU>^ Firenze, 1607, i64o, 164^ | 
vol. 3. in 4- 

ANANIA ( Gio. Lorenzo ) , nacqoe 
a Taverna e fn di rara dotlrina. Scris- 
se : 1 » X* unhersnle fabbrica dei Mon- 
do , Napoli , 15^3 , in 4« 2* I>e na- 
tura dueniormm ec. Venezia | 1 58 1 , 
in 8. 5* Opuscuia , Roma , i654 | 
in 4* 

ANASTAGI ( Filippo degli ), insi- 
gne lelteralo , nacque a Napoli il aS 
gennaio i656 e vesll abilo di chie* 
sa. Fu prescelto alla cattedra di drit- 
to civile nella noslra universilik , in- 
di a quella de^ canoni. Nel 1699 pa« . 
pa Innocenzio XII lo nominO arcive* 
•covo di Sorrenlo e Beuedello XIII 
lo cre6 patriarca tilolare di Anliochia 
ed esaniinalore de^ vescovi. Si rooii 
il 10 maggio 1735 e scrisse: i* K/- 
me pcr le noxze del principe di A- 



«elKno , HftpdH , 1687 , 7^ eatwme 
per la vcfiala in Nnpoli di Onofrio 
ColoniNi %. Gooteitiibile del regno , 
HapoH , in 4 )^^ Solennis recitath ^ 
Niipoli , 1689 , in 4 ) 4"* Fraelectio^ 
ad epUtokm decreiaU lucii ill ec. 
Napoli , i§96 Y in 4y ^** OrazionL 
in lode di tfarfpersonofcgi iUattri , Ne- 
poli , 1791 , ia 8, 6^ tf. Pontifieie. 
saprema potestas in ecdesia vindkata 
ec«. Napoli , 1.77 Uy ▼ol. S , in 4 1 
7** Apologia. dU quunto t arciuescovo. 
tUfSOtrento ka praticato eogli eoonomit 
de^beni ecclesiasiici d} sua diocesi , 
Bonia , t7tx4 9 '>^ 4 f ^^ Lucubratii^ 
nes. in SUrrentinorum ecclesiastioas» ^ 
civiiesqtte antiqfutates , Roma , njZ 1 , 
1.732 , vol. a. in 4i 9*~i?'wie, Pm 
dova , 1736, in. 4) lo^ Panegirici^ 
Napoli , 1741 f ia 4, ) ' >* Lezioni 
intomo aiPidrogwfia , Venezia , t744f 
ael Tol. 3. delle miscellanee puobli- 
cate dal BeUiaelli , la^ %te sonetti 
aeila raccolla del Gobbf. 

ANASTAGIr ( Biidoiico Agnello) , 
nipote del precedenle , nacque a I^- 
poli il I mano 169^9 e vesti.abilo di 
chiesa* Fu- canonico della cattedrale 
di Napoli , nel i^^^.arc^^^scovo di 
Sorrenla e nel 1700 palnarca d*'A- 
lessandria. Le sue opere sono : i^ 
Animadmrsioaes in librum if. PH JfHh 
mae dfilante ^ Napoli \ 175 1 , in 4- 
3?' Istoria degU Antipapi , Nnpoli , 
1754 ) vol. a , in 4« ^* tettera a- 
£ologetica al sig. D* Niccold Cortese 
per la- palria di Rpberto di Sorrento 
principe di Capua , Napoli , i^Sd., 
4^ Letterc latSne ed italiane , Napo- 
^ 1 '7^7. > *" 4; 5i^' Lettera iatorno 
iii famigtia Sersale, 

AN€0IIA ( Giietano d' ) , nacqtie 
a Napoli nell ottobre del i^Sit e fu 
dotto. asaai nell' ebraicp , nel greco , 
oel latino , nella filosofia e nelle roa« 
•ematrche. Di v8 anni fo. nomina- 
lo professure di arli ingeniie nella 
reale accademiii miUlane e tanto si 
sese il suo nonw celebro per dottri« 
ua , cbe non oslanle la siia giovanile 
eU. i pHi. tktti ()€i-M>oa|{gi di Europa 



priaero. con lui corrispoodtnza lette* 
raria. Re Ferdinando IV gli affid^. 
iin posto di uffiJale di Segreteria #• 
dopo il 1799 ottenne la cattedra pri* 
marili di lingua greca^ nella aoalna» 
Uoiuer»iiii. Nal i8o3 &» con liisiav 
ghiere lettere invilato dalP Impmdo^ 
re delle Riissie tnisCarirsi a Bielro^ 
biNTgo., raa e|^li noo voUo abbando^ 
nare la. palcin.. saci-ificando naa cerUki 
forluoa.Qottiidai fraocesi^occupaMnca.. 
pei^ la secooda viiUa le nostre pro- 
Tince €laeta/io si rilir^idagl' impieghir 
e Tisse in &Qiitudine , ed:al ritornOi. 
de*'Borboni fu innulzato aaegretaria 
della Pubblicu hiruaiono» Si morW 
sel marso del 1 8.1 6. Dr lui abbiamo r 
I* 0/>iMeo^A sopra 1' interpBetaziono 
di ua baftso rilievo , Napoli , '77^> 
in 4» a° 4V/?;»^/o sulCluo d^ pozfsi pres*^ 
so gU anlicJU , nel vol. i4t <^llo n<> 
colla di opiiscoli futta a Milano. 3^ 
Saggio su de* giunchi solenni didla Gre^ 
eia , Nupoli , 17^0 , in i^« ^ Le rr-. 
cercheJUff<ofieo'crniche sopm aieunifesr^ 
sili^ metatHci^ deUa Oaiabiia y .Xjjvoroo ^ 
1791 , lA 8. bi^^La guida eagiouati^ 
per le atttichith e curiositi^^di Pifzzuolii^ 
Napoli • 1^79:2 , in 81. S^^-DoUa Eco^^ 
nomia fisictt degii antichi nel costruire 
ie cittii.,^ Napoli , « 79^11 in 8» 7^ 
Lettera suile nfnionir akgli antichi ri» 
spetio.aile maree , nel vol. iB. deilic 
raccolta di opuscoli falta a. HiUnOte 
8^ Prospetto storicofisico degii seaei dt- 
Brcolano e di Pompei o djdt tuUico e 
presente stato dei Vcsusflo per guida^ 
de* forestieri , Napoli , »8oS , ia •• 
9? Della saiutare upirazione ^ ec. Nia<« 
za , 178(8 , in 8. 10? />ei segni deiks^ 
perginitd. prcsso gli antichi , Monlat«. 
hana, 1790^ in %^ iri^ Saggio di 
rijfessioni sui presentimento dd getttM 
cirea U mistero deOa SS. TVimVJ^Ni^ 
poli , 1799 , in a. m^Sm puUM 
bagm di Posilipo , Napoli , 1^801 ^ 
fo 4; li^Lezioaipratiche eirea fiad^ 
tatione daiP antico neUe ark dei tttm^ 
gm , Napoli, i8o4 9 in 8. li^^itit^ 
strazkma del gruppo di Ercolo odHm 
crmij tteoperm im.Pwtgte ^mili x%qii^ 



^iiipuU , j8i5 , i5* S^a^^io dt riHts^ 
sivm iu r i-ituttu ^ tti nnttira de^ gt* 
gunti y nd val. 6. dfUe lueiimne 
tlelb sodera ili Vcranu , i^** Mctm* 
ria sui/e preeausiotii otttche itri^li untt' 
ihi ptr cunsf.rmtre rd ngiizzfite ta Pt* 
sia , nel voK i. degli id\i tldT acca- 
ilemta di Livorno. 17" Compendia- 
ria ^atciiritm aactoram Syiloge , cmn 
adnnttitiQmbus grninmfUtcts , rl phtto* 
saphich , Nupoii , 1801 , in 8. 

AIVD rn^n ( Ei anthien ) , HMtjuc 
ad Eboli e iiori nel XVI spcoLo. Tra* 
d(i!^!ie in it.iliuno T Operit del Ciirdina' 
le C*>nr;fniii : Lft rrptMtiea , t i ma- 
ffistratt di Fenezia , Verieziu , §545, 
in 8 , rtii {iggtiiii»e irnu dt&crtj&tune 
delle brlles^^e di Ebuli. 

ANOREA , insiptie Ifttcruto dcl 
XV sttolo , nar.qiie n Kiipoli e co* 
inento Dttnte« E<;li e noininiihr nella 
dedieaioriii del Comenfo ili Dtinle 
Mampito a Mitnno nt'l 147^ ^ »" fo^» 

ANDRKADISERNIA, nMcqiie ver» 
&o 1' aiino i!i8o e fti fuinosisjiiniii {■iii* 
reconsiiUo spezijlmenle in dritio feu- 
daie. Fn .iwociito (isciile e pji giu- 
diue ddLi G. C, , indi nMe6rm m- 
zionalf delU Cjmera de* Coiiii e dn 
rc C4H0 11. d' Anjou rioeve molle 
lcire cd onori. Ile Robcrto succedulo 
iil padie stio Ciirli) 11. , ricoiioscente 
verbo Bjrlolonimeo di Capua non reg- 
gcva ii »10 reamc chc co* i.on5igti 
di qiieir insi«jric uomo cd atlese ud 
in^iiinilirto sopru tutli,, AnJiea che 
%rile!ii pospo^io nefiK onoii mI suo e- 
mulo non fx)tc'ndo dcl rc «lUra vcn- 
deltu prcndrrc incomiDcit> 10' suoi 
«critii ait ijbbns&jrc le rii^^ioni tisc.ili. 
Vcnuta indi uX so^Uo lu rr^ina Gio- 
irtinna I , Andre« uon avenilo piu 
conipcliture fjcil cosu fii diweiiire per 
4ti iuu iiommu dotlriuii favorito della 
imvclU reggitrice. Vcnnc percib lo- 
«to crr^ito Luogiileiienle nella Re^ia 
Crimer<« c consi*^lieic deiii reginw, 
Alidrea avendo giudiciito uii.i cduji^j 
conffo un tcde»co pet noiue Corrado 
jdt! Guttis ^ costui perdu vvn\i. baroiiia 
fskt puMdeVti. Sdrguati) loile di tau- 



tii pcrdrla qnel tedctca Ta noUe » r <i»- 
lobie i55S Jccompii(;nFilo da iilqtiantf 
iuoi concill.idini in quetlo Andrca n- 
Coriiuvu di Castel P^uovo nell^i propri^ 
UJiM. , pres&o ia porta Pelruccia lu 
ajsull e di piu ferile lo Irucido di* 
eendogti : Tu mi iti priva/o detla rv* 
Oa can in tua sentenza ed ora con im 
mie armi ti tvtgo ta vila, La regiD& 
ligorosu vendetla pre&c dr|;li a&sassi- 
ni confiscando i loro bcfii, diroccand» 
le luro Ciiie e cond»nn;indoli nel ci*po- 
Di lui iibbj.imo: \°Copimcntartn m usus 
Jeudorum , Napoli, 1477 , in fol. **P^' 
ra ch« presso i pa&terj ^i oltcnn* 
tinla ^loria e\\ \ nomi di Prtnreps , 
ei Jiirii>a ownium jtud<5tarum ed al- 
Iri rupporl^li <lalln scrittore della «ua 
vila. Non 5uIo da* suoi coneitladini , 
ma piisio tiitlc le nazioni venne ri^ 
putifio il sornruo fetidi>ta clie avessc 
l* Eurojia in €[uc' lenipi , 2" Cosiitu* 
tioni svprn i capitoti det regno , Vi- 
Uf /ia , I 5o6 , 5** S'mf;utarta , pubbU* 
cati nel voL a. i^v'^ Smguinrium do- 
ctoriitn ^ Veneziri , 1^78, in fol* Cont'' 
pose anche in iiMleria lcologica % 
canonica per cui jneriluraente fii. del - 
lo : E^ccefsus doctar ^ Theotogtis mu^i' 
mux , utriuaque Juris Manarca, 

AN43REA DA Capua , celebre giiie 
iTconsullo del Xlll secolo, L^irnp*:- 
radorc FcdericQ 11 lo crco avvocnlor 
fiiicide c poi consigliete, Carlo i d'A- 
tijott io «onserio nella sua carieji e 
\it imprgno a scacciarc i^it tiilto il nor 
stro rei;iio i Saruceni chc miserameiV' 
to r ii[ni^'cvuno, Ebbe in douo mol- 
te lerre da iptel montirca c pieno rli 
ituni si morl in C-ipun sna putria. r>i 
Itii iibbi.imo : t** C^tfrimentnria in C*^-^ 
stiiuiioncs ee^ni ^ pnbblitali Ira qnrlli 
di Birtolommeo suo figliuolo, i^ Stn^ 
^utaria yil. nella raccolta f»lla a Lio^ 
ne nA iSyo. 

ANDilEA Dh S. Cboci. , insigitf 
giurecon^iiUo , sosteiirie i diilti (^i 
w Ferrenlc f di ArHijontt sul le^mr 
ili Niifidli nella dieta di Mantova. Di 
liii abbiamo ; Jiesponsio fartn oratrh' 
nbus re^ii ct atwrum prtnctpam Cah- 



J 



iifs^ pfo f^rdinandit rr^g SkWae in 
duttt MantUftmt ^ Kjpoli , 17B3 , in 

,tf , pfi' U priiTitt voUu piibbltLiita liyl 
Pi-t >{rr nel 4 ^^^* della sua ra€Colta, 
AINDHEA ( AlessttDdro d' ) , cete- 

thte i:.t])i(iirio e lelteruto , nucqLie li 

Tjt^ipoH ttil iSic) di nobile fiimigtrd* 
Si diedi' A\v Jt-tiere e vi rtusci con 
pome , II) ii siiccesso ol Irono di Spa* 
^iia e p<»rt:i6 anche 11 fjyt^Uo di Nu- 
uli C.ii lo V ^ Alesuindro volle mni- 
Hie SMito (jyel ^Ti\n guernero. Di fal- 

^fi %\ iii%lin!>c nelta gijeira siisteiiuta 
dvl no&iro leume contro il re di Fran- 
eia e pu[m Paolo IV e si fece niolto 
Dore iiella difes» di Civilelb del 

^Tronlti, Scrisse !a Sttiria dtUa gucrra 
di Cutff^agna dt Hfirmt e dvl regno 
di jS\i/joti mi pmtijicalo di Pm-v jy 
^ irnno f556 e f55j , la rpiiile volea 
Inviiiitf a) conte di Potenzy per dar- 
f li nutiriii di quella guei Tii ciii V au- 
lore si rra Irovfilo jjrcsenle dal co- 
niinriiirc sino ^lla litie. Mu il &uo ser* 
vo di nuxione pobcco gb* ruho quel 
libro ron unu valigetla e per buona 
^riiluni vende quel MS. a Prospcro 
Adorno , il qu0le conosctuto il viilo- 
re deb^ opera la dooo alJ' illustre Gi- 
rotaino Btiitcelli cfae lettula Ip liov6 
degnii delie stitinpe e k pubbtico 
ji Vtnoziii nel 1 56o , in 4**- ^^ An- 

»«lrt'ii dovendo pussare in F^iandra £u 
Iti Veiieitia e \hi\6 il Ryscelii , il 

' quale gti racconto V avventura dei 
suo MS. e d* Andrea allorii ne go- 
d^ foile per e^^sere qftella l«i sola 
cupif* che icrillo aveo, Una lanfa slo- 
riu fti da tulti ^tr erudili lodatu %\ 
per la veritk dc' racconti come per 
la niiidtzzadello stite. Fci anclic buon 
poeta e Scipionc dc'Moiiti to colJoco 
fiel suo Indicf de* poeti insigni. Ver- 
Mto oeltA Itngiia greca iiiidu^se b 
Ttttttca di Leone imperadore di Costan- 
itnnpuii cui itggitinse vari discttrsi e la 
•^ilti dfgt mtpnadi/ri Lcvtie e Bastio , 
^wpoli y r6ti , in 4> t^i l>d abbiu- 
too anthe un sonvttQ spugnuolo e duc 
umeftt volgnri uetla raccoUa per ta 
LttSlrioU. 




21 

AWDBEA (Francesco d'), nactiu*' 4 

Ravelto il n^ febbraio 163 5 td lu 
breve &i acquisto per tutta Europ» 
famu d' insigne giureconsulto. Fu diil 
duca d* Arcos oonntnato iivvocato fi- 
scoJe detlfl provinciu di Chieli e ncl 
1647 ^endosi ribeJkta quelta pro- 
vincia stenlo canopo la viia fuggen- 
do in Napoli dove iippJicatosi novel- 
J^mente at foro. Ottenne nuova fa- 
ma c nel 1667 gli fu affidata la di- 
fesa dt* dt itli di re Carlo 11 atJa suc- 
cessione del Brabanle. Viaggid per 
rildUa ovunqiic vener*ito con lodi ed 
onori e desto irninensa meravigtia a 
que' di Veneiia iiilorche peroro ne* 
loro tribunali , Peiugia fice icapri- 
mere poftici cninpoiiimenti in lodt 
sua ne minorc onore cbbe tn Romn 
ed in Firenze. Di ritorno a l^apoli 
fu succes&ivamenle nominato giudic* 
di Vicariii , consigliere , avvocato fi- 
acote dettd R. Cauiera , ma egli do- 
po ti"c anni per vivere tranquillo in 
grembo alle lettere rinnnzi^ te cari- 
cJie € si riliio a Procida. Finalmen- 
te Irasfprilosi in Candeta iiella Basi- 
licata si morl il 10 setlembre iSgS* 
Di tui abbiamo : 1** DisptUatio am 
fratres snfcttda nostri regui mceedanl^ 
Naipoli, 1694? Jn foL 1" Hciazhne de* 
scrviii foitt net tcwpo eitc eserciftf t* ap- 
porarta fiscaie in Jbruzto ec. in fof. 
5** Risposta ai trattato delle ragioni 
deiia regina cristiumssima sopra ti da* 
eato dei Brabanie , Napoli , 1667 , 
tn foJ. 4" ^i^p^^ secrctariftrum aposto- 
iirorum suppressione > trti le opere d«l 
rardiniiJc Dc Luca. 5** Consuttaiionet ^ 
net Iraltalo di Gio, delta Torre. 6* 
Hvfponsa Juris sttper succcssime cc. 
nello stesso traLlalo di Gio. Dclla 
Torre. 

ANDREA (Onofrio d*Jj rinotnato 
jHiela del XVII secoJo , nacque a Ffi- 
poii e scrissc : i •* Jci , poem^i , Na- 
poti , i6a8 , in la. "3^ V Epina , 
fjivot» bosihercfcia , N.«poti , 163^, 
in 13 , 5° Poesie m>n attre votte tim 
tv in iuce y NapoJt , i65i , t654 ^ 
vol. s, in j? , 5" I^ fGna geio4m | 

f 



n 

coumitdia , llapoil, i635 , id la , 5* 
J>i3€9rsi im pfosa , Napoli, i636, in 

4 I 6^ lial^ lAmita , potvia erokoi 
Jbpoli ^ i646 , 7* ^•jw/ii JL 

ANDRSACCHI (Ltone Lm), mi. 
«^Do a Mootcieoii» il 6 aprilt iSoo 
• wia obilD ffiipfiino. Si norlil ii 
idltailm iS3o e scriise: ii* Mhgko 

5 Saperia MaaaeHa , ntl toI. XI £l- 
k biogmfia napolelana del Gttrasi , 
9* Jlfint im ■lone del marcliese l^c- 
cone nella raccolla ali^oggetta pob- 
Micala in NapoK nel iSao. 

AKDRIA (Niccol^), oelebie me- 
dico , Bac<|iie a Matsafra Bel i ^4^ 9 
itiidi6 aolto il famoso (2ottigno • so- 
sleooe Tarie catcedre nella UniicrsiU 
A Mapoli , delle quali rultima fu dl 
palologia e nosologia che per infe»* 
mMk dimise oel i8i4 anno in coi si 
\ il 9 dectmbre. (Juesto Brofcs- 
arricchl la biblloteca medica di 
liDpoctanti opere , la pijl singolare ^ 
^uella da lui pul]Ailicata in Uuino ntl 
17B7 indi dal figUuolo tradotta e da- 
la alle stampe nel i8i4 col titolo : 
MlememH di medieiaa teonea^ i incer- 
lo 86 tale libro precedesse o venitae 
aHa loee cootemporaneamenle a^ce- 
lebri Ekmeaii di medicina di Brown , 
M ccfto A cbe la dottrina insegna- 
fa io ambe le opere ^ la stessa 
WnGbi^ F UBO ignorafse i sialemi dd- 
V altro. Di lui abbiamo ancora : 2* 
JliijrriasMMic suUa teoria deHa Mta , 
Ilapoll , 1804 , in 8. 3* Istruvone 
dk medirism peatieay Napoli, 179O) vol. 
9. in 8. Dtlla qnale opera per il pri- 
M tratt^ dellt OMftaltie dtl dialram- 
■M y genere dH morbo ignolo e fioo u 
fuel lcmpo Ifascoralo, 4^ isiit au aa e di 
aUadea JBiiosofica f Napoli , i8o3 y in 
8. 5* Traitata deUe acque mineraii in 
^ emr ah ^ ed in paeticoiare d gaetle 
SiMckim , te. Napoli , i^SS , in 8. 
6^ ttjfUssioni sa di un easo singoia' 
risstma di gravidanut fuori deif utero , 
llapoli , 1 8o5 , in 8. 7* Cesemmuoni 
w en e r at i mdia morim dkia rOa ^ Napo- 
i y i8o4 , in 8. 

AII%|ilODAMO , SMfuo o Keggio 



• fo celtbrt pkagorioo. Di taolo allo 
sapere era fornilo , che coo grandf 
ooori cta ricevuto in cpialui|que ciiU 
perTtnifa avendo intrapvcso un via^- 
gio per mrie stiaaielB naaioni nffine 
di maggiormtnte istroirsi oeHc scien- 
ae e ne^coslumi. Alla fine tro¥«u U 
ciltli di Calcidonia capace alla graa- 
d«aza drl suo gtoio ed alla libertA 
della sua menle , iri fisso dimora. 
Accollo con alla amore e siima fa da 
quel popolo innaUato a 6ir paale dck 
gO¥emo cd egli per controcambiare 
tanlo affelto si dedicd a coniporre per 
cpiello delle leggi e de^^siMluli , che 
rcligiosttmenie furono osstnrati. N^- 
forono lardi qne' di Traccia a richia- 
marlo presso di loro in t^ualilib di le- 
gtskitore. 

ANDIK>NlGa(Iivio% nacquc neU 
b Msgna Gvecia e fu schiaro di LL- 
vio Salinalore, il quale gli don6 hi 
liberlii per ai:ere islruitt i suoi figliuoH 
nelle lettere greche e nelle lutiue.Fiori 
nell' anoo 5i3 di Roioa e ^ il pri- 
mo cbe iaqoella dlli rappresenlnue 
■na favoU leBtri4e invece dtlla saii« 
to. T^K appUusi riport^ nel reciUre 
f suoi lemt , che piii Tollc era ob« 
bUgalo ripelerli. Un giorno divenuto 
ptrdd aflalio priiro di voce^ iece cmu- 
tare on soa serTO ed egU gesli^a. 
Compose Tarie ftiTole e tragedia , 
di cui ci restano de' frammenli. $cris*> 
9t andM on bum da canlarsi da 27 
Bcrginelle per placare gU Dei Tersa 
il popolo romano, Iradusse rMiMea 
in Tenf iambtci. Fo il primo gram* 
matico cbe cbbe Roina t Svctonio dal 
nostro Androoico incomineia la sUo 
sloria degli illuslri frainmalici. Ell 
aocho y psii anlica poela Utiiio fi& 
cgN di cui abbiasenc memorU , as- 
sicoraodoceoc lo stcsso Qraaio oel lib« 
9. ep. 1. 

. . . Hsbel hos, aaaisrilqur Ps^ias 
Ad nMlniia lcmpos Livi Sorifloris akacas. 

I framMicnti di lulle It sae opaie 
furono pubblivati dai Maittaira oil tol. 



n. 'Opera ei fragnmMa weier» poitmr^ 
iMtinomm , Lofidm , 17 13. 

iirVELLI (Francesco), ittsigne on» 
tore , naeqne a Gapua ed ebbe gri* 
do di uomo emdtlisfimo neUe lette* 
re iHtine e ?olgari. Di loi abbiamo : 
Orazione fuMbre di re FlUppb II, N«* 
poli , 1899 , iii 4» 

ANELLO (Gabriello), tcrisse: 
Br jttdiriorum eiPilium ad NeapoUi 
tribunaUum normam , Foggia , i^SO} 
in 8. 

ANFORA ( Onofrio ) , nacque a 
Sorrento e ▼etli 1* abito teatino. Si 
norl il 7 fetlembre i64o e pobblic6 
per le ttumpe : Eserci^ spiritmalL 

AI9GELERI0 ( Q. Tiberio } , oa* 
cquc a Belloforte e fiori snl cadere 
del Xyi secolo. Fu rinomato medi* 
co ed il re di Spagna lo ioTid nella 
SHrdegna che afflitta era dalla petle» 
Pubblic6 per 1e stampe Ectjpa peMti* 
ieaiis staius Jlgheriae Sardttiiae , Ca« 
gtiari , i588. 

ANGELERIO ( Gregerio ) , f»ip* 
puccino , nacque a Pannaia • ai mo* 
H il 16 gtrnnaio i66a. Le aue epe* 
re aono : 1* i/ prezioso tesaro del stm» 
gue di Crvtio^ Napoli , i65i , in fol. 
!»* De prarparatione epangeiica narra* 
tionrs septem , Napoli , i653 ^ in 4* 

ANGELI ( Gberardo degli ) , na- 
ci|ue il 16 decembre i^oS ad R- 
boli, ebbe a maestro il celebre Vi* 
co e si diede al foro, che in breve ab- 
baodon6 per dedicarsi alla letteratura. . 
Gi* reso il suo nome chiaro in poesia , 
fu nel 1797 cbiamato aUa corte di 
Vienna in qualitli di poeta cesareo e 
abrigatosi con destreEza deU'ooorevole 
invitoced^ il postoaliamosoMetastasio 
ed crgli fatlo ritorno in Napoli,nel 17Q9 
iresll r abiio paolotta. Applicossi allo- 
TM aHo sludio delle sacre carte e 
divenne eccellente oratore. Pieno di 
ainni e di meriti si morl in giugno 
1783. Le siie opere sono: 1" Rittie 
im morte dt^Ua marchesa della Pelret* 
ia , Firenze , 1 7228 , in 8. a^ Bime 
sc€t$e ^ Firenztr , i^oo, in 8. 3® /?/- 
mc pnbbUcale d 1 Giuciuto di Cri&to- 



tl 

fsro, Napoli. 172$, la 8. 4 ^hu- 
ziom tmere , Napofti ^ 17^0 , kk 84 
5* Orauoni varie , NapoU , i^So f 
ia fol. 6* Onciscom /«neM , NapoUv 
'774 1 >B 8. 7** Onuione in loda M 
sttora If aria Rosa Oknnini , Napoii 1 
in 8. %** Oruziatte In lode di CosIm»* 
■a Scoiio , Napoli , 179$ , in 8. 9* 
Mime giovamli , Napoli , 1764 9 ni 8« 

ANGELIS (Domenico de), naeqiio 
a Leooe nel 1676 , passft in Napoli 
presso suo aio e compl i sooi studt. 
Versato naOa filosofia , aeila ginri* 
spnideMn • nelle matemaiicbe , itt 
qualillk di eappellano di itn reggime»» 
lo Amneese pass6 nelU Spagna , iodi 
a Ptelgi dove bi sna doltrina gli ol> 
tenne la carica di storiografo di ro 
Luigi Xiy. Fu arrestato da* micho« 
letti ne' Pirenei e poco dopo riaesw» 
in liberti e tornato a Roma il ] 
lo cre6 cappellano dell* esercit6 j 

tificio* Nel 17 10 oltenae nn eai. 

cato in patria , fu membro di Taria 
accademie ed istoriografo del nottra 
reame. Si morl nel 1718 ancor gio- 
▼ane. Di lui abbiamo : 1* Deita pa* 
tria di Ennio^ Roma , 170I , in 8* 
a* Discorso storico , in eui si irttlta 
tieiia origine e dei/a fondasione deiim 
cittik di Leece, Lecce , t^oS, in 4> 
3'» Le pite de^ ietterati saientiM , Fl- 
rense, 1710, in 4) plirte priina| 
Napoli , 1713, in 4) parte seeonda. 4 
Fita tii Seipione jimmirato^Leccej 1 7061 
in 19 , &^ Notizie deiTaceatietnia ttetta 
tiejgii Spioni ^ Lecce , 1707. 6* Vitm 
di.Monsignor Roberto Caraceioio^ Na* 
poU , 1703 , in 4» 

ANGELO ( Bartoloimveo d* ) , na* 
cque a Napoli e si diede al loro ^ 
ma abbandonando il mondo testl V a* 
bilo domenicaao. Si acquistb alto no> 
me di filosofo e di oratoif e sl mofl 
nel i584. Di loi abbiamo : 1* £m» 
tnen Confessariorum , ae ordinamionttm 
ec. Napoli, i583, in 4> )* Consoiatio* 
ne de'peniteniiy\ettetnt^y 1606, in i»« ' 

ANGELOM (Domenico), nacqne 
in Abruzzo il %a aprite 1 7S1 ed kt 
Nupoli prtse V abiio de' PP. Clfle^l« 



n 

nu Percortt variQ cHti^ d* Italia ed a 
Bologaa per la sua vaflta doltrioa fu 
' pretcelto a professare filosofia e roa- 
temaliche ia quella uaiversitit. Fiaal- 
niente nel 1817 si morl ia Napo- 
li pianlo da lulti i dotti. Di lui ab- 
lyiamo : 1* InstiUUiones Logicae , Na- 
poli, 1773. iL^ Institiaiones Antologiae 
ad usum Congregationis monachomm 
Coelestinorum ^ Napoli , i77)> 

ANGELUGCIO (Fraacesro di) , fio- 
jA air Aquila verso il W secoto e 
icrisse uaa Cronaea dal i436 al i^SSy 
che fu dal Muratori inserila nella sua 
gran Raecolta, 

ANGERIANO (Girolamo), naeque 
a Napoli e fu celebre poeta latino 
del XVI ^ecolo. II Giovio lo annove- 
im con i' Archipoeta j col Filiculo , 
col Britonio ed altri. 6 autore delle 
aeguenti opere : 1* Brotopoegnion , 
Eekgsie de obim Ljdae^ de Qere Poe- 
ta j de Parthenope^ Napoli , iS^o, 
in 8. a° De miseria principutfi , Fi- 
raue 9 i5as. 3* VaH epigrammi in 
diverse mpere di altri autori. 

ANJOU ', Roberto d' ) , re di Na- 
poli , nacque nel 1379 da re Curlo II 
delto lo Zoppo, Da ragazao sembra- 
va assai nemico dello studip e di po- 
chissimo iagegoo , ma sotto la scor- 
ta di buoai roaestri in breve fece ra* 
pidi progressi nelle scienze ed alle 
leltere fu dedito in maniera da non 
rilenersi dal dire che dovendo rinun- 
liare al regno o allo studio non tar- 
derebbe ad abbandooare il soglio. 
La sua corte era la regia di Augusto, 
Roberto amava le lettere ed i lette- 
rali e sommo letterato era egli. In 
grande stima avea i dotti ed a cari- 
che luminose e ad onori .li antepo- 
oeva a tiitti e lanto amore nudriva 
per le sciepse , che si portava nella 
Universitlk ad ascolCare in piedi le le- 
ftioni di que' famosi catledrutici e pre- 
mi e doni largiva a que' giovani che 
in^gioi^flBente davano prnove di allo 
sapere. Roberlo a lalc fatna di eru<Jito 
era aitUio nella repabblica dclle h*i- 
tere , che il Semilo Roinuiio dnven- 



do accordare la. coronn/.ione al Pe* 
trarca in Gampidoglio ,*^invi6 quel 
grande italiano da lui perchd lo esa- 
ininasse e decidesse sc ne fos^e de- 
gno. Per I' avanzata sua eth Roberto 
non potd assistere a quella solennilli 
e coronarlo di propria mano , ne re- 
st6 perci6 forte dispiuciuto, inn y'in^ 
vi6 in sua tcce Giovanni B.irrile fa- 
cendone le scuse col PetrarcM e pre« 
gandolo volesse dedici«rgli i'^^rrc^)pel 
quale poema avea otlenuta In coro- 
na. Questo erudito e pio inonarca alla 
fine di anni e di meriti pieno n mo- 
ri il 16 gennaio i343. I dotti e la 
nazione perderono il proieltorc ed il 
padre. Dotato di prudenza , di giu- 
stizia , di liberaliUi , di modestia ^ 
di attre virtii sl civili , che miliiari 
si rese I' esempio de* re. Fra le lante 
cose chesi lodano di lui non bito- 
gna quelia trascurare che fece porre 
a belia posta una campaiiella alla sua 
stanza, la quale polesse avverlirlo che 
i ipoi scdditi aveano bisogno della 
sua persona ed aflBnche i suoi corti- 
giani non sc allontanassero i pove- 
ri. Ed egli sempre umano riceveva 
tulli senza disliozione e come de' pro- 
pri figliuoli i lamend de' suddiii a- 
scoltava e tosto li sovveniva. Di lui 
abbiaroo : 1® un Trattato delie Flrlu 
Morali , Roma , i64^ ^ in fol. a* 
due Lettere piene di sentenze polili- 
che e di riflessioni molto sarie , dal 
Villani riportate nel lib. XI e XII 
ddla sua istoria. 'sa Ebbe Roberto a 
sostenere grandi dispule per la suc* 
cessione al regno di Napoli contro 
Caroberto re di Ungheria e figliiiolo 
del fralello priroogenito di Roberto 
che pretendeva suo questo reame. 
Animalissime quistioni si traltarono 
innanzi al collegio de* Cardindi in 
Avignone , ma alia fine I' eloquenza 
e ia dotlrina del noslro famosissimo 
Bartolommeo di Capua fece procla- 
mare in quel consesso Roberto suc- 
cessore in tutti i stati del padre suo 
Carlo II. Alla calata in Ilalia di En- 
rico VII imperadore , Roberto fu dal 



papa nominato Cooce di Roinagiia e 
Vicario generalc deUa S. Sede e ti 
▼ide perci6 costretto portare le armi 
oontro r ioipefffidore , iua quel Uir- 
biae resC6 dissipato dalla morte di 
Enrico nel i3i3. In quello stesso an- 
no prima che si morisse rimperado- 
re , Roberto ebbe il dominio di Fir 
rence da qne^cittadini ed eg li ti man- 
d6 per suo Ticario Giacomo Canlel- 
■io di Provenaa. Volle poi pimire l*aa- 
dacia di Federico di Aragooa re di 
Sidlia , il quale collegaCosi con En- 
rico VU avea infestate le coste di 
Galabria. Port6 a tale oggetto la guer* 
ra in Sicilia e dopo avere occnpalo 
•lcone terre per la mancanca delle 
▼ettofaglie conchiuse una tregua di 
3 amii y il qual tempo scorso con 
inaggior ibrza si preparava a combal- 
tcrlo allopcb6 per la mediazione del 
papa prolang6 la tregua ad aUri 5 
awii. JUidovico il Bavaro chiamato 
da* Gbibellini pas86 i moBti per re- 
carti a Roma , Roberto gli oppose 9I 
soo esercito comandato dal principe 
della Horea sno fratello , ma le armi 
del re di Napoli dovettero cedere e 
ritirBrd ne*confini del regno« Non 
per ci6 si perd^ di animo il nostro 
sovrano , die anzi mise in piede pi6 « 
lorie oste e fcacci6 il Bavaro di Ro- 
ma* Iifel i5i8 chiamalo da^Genovesi 
che oppressi .erano da Ghibellini, Ro- 
berto ai trasfeii in quella cittli e nel 
Uiglio io pubblico parlamento £u pro- 
diunato loro signore. Dopo aver met- 
•o in sesto le oose di Genova con 
l^ran contento di que' cittadini partl 
per Avignone lasciando suo loogote- 
nante Biccardo di Gambatesa barone 
rcgnicolo e prode guerriero con 600 
lance. Hel setlembre del i3i2 slando 
in Ptovenaa per trama orditagli con- 
tro da' Ghibeliini alcuni suoi Ismiglia* 
ri Gonginrarono trucidarlo , ma sco* 
▼erti fnrono morli. Fu infdice padre 
▼edendoti premonre Tunico amatissi- 
mo figlioolo per nome Carlo, ne pian- 
96 anwramente la perdita e quando 
fu tolto il cadaTcre per trasporlarlo 



25. 

alla sepoltura quasi fiircntc gridava a* 
suoi Baroni : Cecidis Corona capUit 
mei , vae vobis , vae milu\ PreTedevm 
tutli i guasti che poi avveonero. 
Volendo perci6 provyedere alla suc- 
cessione msrit^ la figliuola del defbn- 
to Carlo per nome Gioyanna ad nno 
de' figliuoli del re Caroberto che coo« 
trastato aveagli ii trono. Ma rest6 a£- 
flittissimo nd vedere io Andrea, cho 
tale chiamavasi lo sposo , un animo 
affi&tto imbecille. Avendo sempre n 
cuore la felicitii de' suoi sudditi yollo 
Uberarli dal governo di un uomo sen- 
za senno e percid convocato un par- 
lamento generale del regno proclam6 
la nipote Giovanna I di tal nome re- 
gina ed ordin6 che Andrea niuna par* 
te nelle cose dello stato avesse. Nel 
i338 ricominci6 la guerra contro la 
Sicilia ^ dov^ abbandonare per la 
peste manifestatasi , nd i339 poi pre- 
se Lipari , sconfisse qoe^di Messini^ 
ed occup6 Melazzo. Questa fu rulti« 
ma sua impresa guerrieNU Abbellk Im 
citla di magnifici cdifid « tra gli ai« 
tri fabbric6 la bdla chiesa di S. Chia- 
ra la roigliore architettura di que'tem« 
pL Ivi giace sepolto dietro raUare 
maggiore , sur la ciu uma lcggonsi 
le parole: 

CcrnUe Ruberiujn Begem 
Virtute BeferiHm. 
ANJOU ( Carlo d' ) , Duca di Ca- 
labria e figliuolo di Roberto re di 
Mapoli, nacque in questa citta verso 
il 1^97* Questo priocipe fu adomo 
di tutte le virtik convenienti a^ re. Ro- 
ligioso , clemente j liberale , amante 
de' buoni e sopra tutto rigoroso pro* 
teitore della giustizia ed a tale , che 
sul sno sepolcro vedesi scolpita V im- 
nsagine sua sedente avendo i piedi 
poggiati sur un lupo ed uoa pecom 
che pucificamente bevouo entrambi ia 
un vaso pieno di acqua. II padre suo 
Roberto vedendolo si capace del re- 
goo , gU afiid6 bench^ giovanetto le 
redini del governo , lo cre6 sao Vi^ 
eario c nc fu aoddisfattissimo. Fu di- 
ligentissimo iiello scrulinare la con- 
4 



ss 

dotta de^Tnagtstrati per P amministra- 
zione della ginsfizia e da tiittt i buo- 
iii sp^ni doyrebbe essere toUo ad 
csempio. Ogni anno cavalcd percor- 
rendo le Taric province del regno per- 
ch^ i popoli non fossero oppressi da* 
baroni e da* magistrati regt. Govem6 
Firence come luogolenente del padre 
SQO e da qoella si pard nel i52^ per 
difendere le frontiere del nostro re* 
gno contro Lodorico il Bavaro. Stan- 
do poi iii Napoli fo colpito da ar- 
dentissima febbre che con pianto di 
tiitta la dttli lo tmscind alla tomba il 
giorno i novembre i328 nel sao an- 
no 3 1 • Di loi Iasci6 due figlioole Oio* 
▼anna poi regina di Napcli e Mario 
che poco dopo la morle dei padre si 
niorh La ▼edora dnchessa che rima^ 
sla era gravida , diede alla loce una 
bambina che diase anche Maria poi 
dochessa di Dorazzo. Di questo saTio 
priiicipe ai rapportano doe fEilti che 
meritano etaere notali. Un cavaliere 
della soa corte per nome Maroo €a» 
peoe avendo on cavallo vecohio ado- 
perato per tanti anni in goerra , 
per noD poterscne piii serrire e non 
essere costretto a dario a mangiare , 
lo laacid libero per ia cittii. Ora av<- 
venne che on giomo queiranimale 
afinito di forse venne qimsi a oadere 
▼icino al muro del palasao reale ed 
ivi essendo la corda ddta campanel- 
la per avvertire ii re Roberto (Ye- 
di Anjoo Roberto) come abbiamo det- 
to di sopra , e quelb soonata , il 
priodpe tosto ordind si vedesse chi 
cercasse di lui. Consapevole dd totto 
feoe a se chiamare il cavaliere e forte 
lo rimprover6 della ingratitudine usa- 
to verio qodla generosa bestia , la 
qoale grandissima parle avea avuta 
ne* suoi iatti d' armi e pe' quali era 
stato abbastanza rimnnerato da re Ro- 
berto. Oixiiu6 perci6 che la nutrisse 
nella sua stalla e che altrimenti ope- 
rando lo priverebbe deUa siia grasia. 
Uo altro giorno ebbe a lui ricorso 
una giovane per esseic stata deflora< 
ta da un gcntiluomo , il quale con' 



fess6 al dnca averlo fatto con piena 
voiontii della donzcHa e die anzi IV 
vea bene rimonemtu. Cario ci6 oon 
ostante volle Tavesse di cenlo fiorini 
regalata. B quella messosi Toro nel 
seno and6 via. AUora il saggio prin* 
dpe ordin6 al gentiloomo lc strap- 
passe qoeU^oro, ma la giovane ai 
Kber6 dalle mani di qoello c corse a 
Cario per noova giostisia , il qualo 
la riprese a^pramente dicendo tie m 
avrebbe avnta la stessa cura dell*oiior 
soo dimoatrata nd conservarsi V ovo 
riceviito , sarebbe ancora dooEella. 

ANJOU ( Oiovanna I d» ) , figliiio- 
la del precedente e nipote di re Ro» 
berto , nacqoe in Napoli oel iSsy. 
Mortosi i1 padre soo , V avolo Robo^ 
to la inarit6 non avendo che aeHe 
anni ad Andrea figlioolo di Carober» 
to re di Ungheria , Bia il saggio Ro* 
berto per Panimo imbedlle di An* 
drea dichiar6 Oiovanna regina asao 
lota ed indipendente dal marito ( vo» 
di Afgoo Roberto). Nel i343 a«c« 
cesse di soli i6 anni a^ slati delPavo^ 
Odiava il marito, ed on tale FrdRobcr* 
to monaco ongaro e maestro dd rc 
Andrea iu modo si rese insofiribilc pd 
dispotismo avea io corle , che i reali 
parenti ddla regina si ritirarono ndlc 
loro terre. Temendo qualche novilii 
Fra Roberto invit6 Ludovico re di 
Ungheria e fraldlo di Andrea a paa- 
aare in Napoli per impadroBirsi dl 
queslo reame e spoaare Maria sordla 
di Giovanna e di cui ne magnificd 
al pi6 «Ito grado le belleaae. Ma Gar» 
lo di Durauo innamorato di Maria 
la rapl e la spos6 , indi i prindpali 
signori del regno pensarono dislant 
di Andrea. A Ide oggelto Oiovanm 
pa8s6 ad Aversa col marito ed abild 
l'antico casteUo di qoella dUk poi 
divenoto nionastero di S. Pietro a 
Maiella. Era la notte dd 16 settcni* 
bre 1345 allorch^ Andrea che coii 
la moglie stavasi in letto fii soUed- 
tato a portarsi nella sala dove si trat- 
tavano gli afTari per alcune finle in- 
tcressanti nuove vcnute di Napoti. 



Appena uscilo dftUa stanza gU fu ekii»- 
fo r uscio dietro e d^I mezzo della 
loggia che diTidcYa V apparlanient» 
della regtna eon la sala da Irattare 
f li aflbri , fii da^ congiorati preso e 
con un capestro strocaalo, indi giu 
lala nd sottopotto giardiiio. Giovan- 
na noa avendo cke 18 anni trreso-^ 
kita. Mi ci6 dovcsse fare st Irasierl a 
Mapoli e. per (arsi credeie innoceote 
di qnel delitto ordind severe pene pe* 
colpevoli. Gli ungberi feeaierono es* 
sere lagliali a pezzi e Fra Aoberto si 
naseose.nel i34&Gio?aona si maril^iia 
aeconde nozze a Liidovico di Taran- 
lo suo uo e giovane bellissiroo delia 
persona* Ma avunzandosi coolvo Pfa- 
poU Lndovico re di Ungheria per Ten- 
dicare la morle del fratello, la regiina 
peas6 ad Avignone dal papa. Yend^ al 
pepa Avignooecolsuoterrilorio e ritor^ 
aala io Napoli dovenuovamentefug|^re 
per le arroi del re 4i Uni^eria. Alla fine 
nel 1 35 1 tanto si adc^ier^ il papa f n suo 
favore cbe %uel re rinunzi6 lulle le 
sue pretensiooi sul regno e Giovanna 
col marito nel giorno »5 muggio si 
oorond con solenne oerimoniuft. Mor- 
tosi Ludovica di Turanto ii 5 giu- 
gno i562 , uei ?365 Giovanna si ma- 
ril6 oon r infante di Maiorica Giaco- 
mo di Aragona bellissimo di falteaf- 
le 9 il quale oei i368 guerreggiaor 
do in Maiorica pel padre suo fu mor- 
lo« Nel 15^5 men4 per marito Otto- 
ne di Bnmswick noo iwrestendolo» 
del litolo di re per non attirarsi k> 
idegno di Carlo di Durazao suo pa- 
tente cbe in mancanaa di figliuoli do* 
vea succederia al trono» nel »379 
Giovanna fiivorendo rantipapa Qe- 
aente VII, p«pa Urbano W la privd 
del regno e ne invcstl Carlo di Du- 
raxao , ed allora fii cbe C^ovanna a- 
doltd iit fi^liuolo Luigi d*Anjou se- 
coodogfnito di Giovanni II re di 
Francia ^chiamandolo alla successione 
del regno di Mapoli. Ma Carlo di Du- 
ri»zzo coronato a Roma da pa|>u Ur- 
bano in re di Napoli , passo contro 
questa cilla cnlrundovi tra le accla- 



«r 

maaioni dei popolb il i^tugHo i58i> 
e l^ regina fortificatasi in Castel Nuo- 
vo fece per quulche lempo resislea* 
za , alb fine |)er6 dov^ rendersi. Car<^ 
1» di Durazao le prodig6 oSerte e 
promesse , nui seorgeiKlo^ tii lei roai 
animo verso 4i Kii e di esser fernu^ 
in volere per suceessore Luigi d* An- 
joi» y la mand6» prigibne in Basilicata 
nel eastello della oilt^ di Muro , in- 
di spedi legatt ak re di Ungheria per 
conoacere come dovesse comporlarst 
verso la regina ed avuto per risposta 
la facesse oiorire della slcssa morte 
dl Amirea suo maiito , Carlo di Dn- 
raszo i( aa^ maggio i5S^ la fece sof- 
it>care nel 55 anno- di sua et^ dopo- 
averne regnato 5&. 

Alf ISIO ( Cosimo ) , insigne poeta 
lalino dei XVI secolo , luicque in Na- 
poli e fii^fratellodi Giano. Delle mol- 
te sue coroposizioni ci resta solo un 
libro col Htolo : Vamrum poemata , 
Napoli \ 1 555 , in 4f 

ANISIO ( Giano ) , eel^re poet» 
kitino , nacque in Napoli e fioii sul'.' 
finire del XV secolo. 11 padre voile 
appKsarle al foro^ma avverso a quelia 
earriera che in breve abbandono si 
dc<lic6 affilto alle mnte. Ancor gio- 
vanelto fu dell' accademia del Poiila- 
110 cui scrisse uno epitaffio che ven- 
ne da quelP uoino somroo aeeollo ed^ 
approval». Anisfo percorse piu volle 
rkaMa e fi» in relasiooe oon lotle le 
persone di letlere di qoella^ etil. Ve- 
stk abilo- di chiesa e rtnuazi6.un rag- 
guardevole vescovado per goclersi ozia 
letfeevario*. Si morl dopo il i54o. Di 
lui abbiamo: i. Protogoao^ Iragedia^ 
Napol» y 1 556 , coa T apologia di se 
stessO) con le coBrezioni e comenti 
di Oraaio suo*nipote y a» Satyrae ad 
Pompmum CtftUmmtm Ganknatem^ se- 
guita dopo ii faomispizio la sutira De 
Principe che non si Irova in tulle le 
copie. 5. Pt)emaium Uber^ 4« yario^ 
nun Poematum liber tertius, 

ANNA ( Gio. Vincenzo de) , ccle- 
bre giureconsiiUo , uacqiie in Nupiilt 
e fiorl ncl XVI sccolo* Scrisbc ; 1 . 



S8 

Stfptuftginta Allegftiiones ae repetiih 
Bttbric. ec, Venezia , 1^76, u. Li- 
her seeandus jiiiegatio/ium ec, Napo* 
li, i584. 

AN]!7A ( Gio. Domenico ) , dotio 

giurecoosalto e teologo , naeque in 

^^poli e fu cla papa Pio lY nooiina- 

^to ^escoiro di Bo^ino. Si raor^ nel 

1678 e serisse tin opuscolo legale. 

ANNA ( Fabio d^ ) , nacqiie in Na* 
poH da Gio. Yincenzo e fu celebre 
giureconsuUo. II suo sapere gK otten- 
ne la cariea di consigliere deHa Real 
Caroera di S. Ckiara. Abbiamo di liii: 
j • Pragmaticae novissimae regni Nea* 
poliiani ec. Yenezia , »687 , in foh 
2. Consiiionan , Venezia , iSgS , ia 
fol. 3. Coniroversiae forenses , Franc- 
fort , 1600, in fol. 4* Decisi6nes Ro- 
tne Neapoiiianae , Fradcfort , 1600) 
in lol. 5. Coilectanea , sipe remisikh 
nes ad dtpersas luns Citniiy et Cano- 
niei iegges , et CapiUda ec. If apoU , 
ji6o4 1 in 4* 

AMNfiSE ( Gennaro ) , plebeo na- 
poletano. Ne^tumulti deiranao 1647 
attorcb^ dalb ribelle plebe di Napoli 
fii mozzo il capo al generale Toraldo 
credendolo traditore y fu innalzato a 
quel posto V Aanese. Costui kgelo- 
sito de) potere del duca di GiBsa , si 
diede alla parte di D. Giovanni d'Ai|« 
ttria figliuolo naturale di Filippo IV 
e coDsegnd a^spagnuoU il Torrione 
del Carmine che b\ teneva da'popo* 
lari. Sotto il governo del conte d^- 
natte convinto di corrispondeaza eo' 
francesi fu condannato nel capo ed 
eseguito nei piano det Gastel Nuovo. 

ANNIANO PSEUSODiACONO y naeque 
fn Ceiena e fioil nel V secolo e fu 
il sostegno deUa setla di Pelagio , di 
cui dicesi essere stato amanuense. 
Delle tante sue opere non abbiamo 
che : 1 • Epistoia ad Demetriadem , 
9. lAber contra Hieronymi cpistolam 
ad Ctesiphontem , 3. lohannis Chry* 
sostomi episcopi Costantinopoiitani de 
iatidibus Pauii homehas VIL Anniano 
Diacono interprete^ 4* lohannis Chry- 
sostomi epi^ Cosian» homciias XXFi 



super Matthaei Evnn^eiinm Anniano 
Diacono interprete , 5. lohannis Chj-^ 
sostami epis> Costan. ad Neophitos An- 
niano Diaeono interprete. 

ANNIBAIJANO 04 cbccaiio , fiorl 
nel XIV secolo e nel i3q6 papa Gio- 
vanni XXII lo mMniBd arcivescovo di 
NapoU e Y^anno dappoi Cardfnale e 
vescof o TkisculanOi Fu tnmto araba- 
sciadore dal papa per comporre ie 
difierence tra I» corte di Franeia con 
quella d^Inghilterra. Nel i347 passdi 
in Germanm ed a Roma per sedare 
alcune turbolenze e pieno di merili 
si niorl nel i35o. Scrisse: FHaSas^ 
etorum Petri , et Pauik 

ANONIMO, qiiesto serittloie ae^ 
cque in Soleto e fiori nel XVI secolo» 
Fu arctdiacono di quella chiesa e scrisi- 
se una Lcttera al celebre* Maiorana 
TCSCOTO di Molfetta sopra gii abiii de^ 
sacerdoti greci orientnH y en raolta 
Tersato neUe sucre eerimenie de^gred.. 

ANONIMO , domenicano naliYO dl 
Bari , fu moUo dotto e speaiabnente 
in leologia. Aliorcb^ naeque scisma 
tra cardinali per V deziene di Urbap 
no Vi in papa , queslo autore scrisi^ 
se nua lunga e dolla lettera a' Cardi- 
nali eontrarl ad Urbano cel titolo t 
super impressi»a electione facta-in tJTh' 
he de Barttioiomaeo ecv 

ANONIMO DA MOTiTLa, qoeslo sco^ 
nosciuto scrittore compose una storia 
De Mutiiensis Urbis easpugnatkme ^ e$ 
tkstrttctioneche Gio. Bemardino Tafuri 
pubbtic6 alla fine delhi terza parle del 
teneo Yohraie delta sua ^Iotm degii 
scrittori nati nei regno di Napoii , Na* 
poli, 1754. Tale storia fu illostrata 
di pieeole note duUo slesso Tafuri ed 
arricchila di dolta prefaaione dal €a- 
moso Alessio Simmaco Mazaoodii* 

ANONIMO, nutifo di Ortona , fio- 
ri nel XIII secolo e scrisae : Misto^ 
ria transiatioms Corporis S* Thomae 
ApostoH, 

ANONIMO , nacqne in V^aosa e 
▼isse yerso il 1370. Composc una 
Cronaca de*sooi tempi. 

AKONIMO , nacquc a MonopoU e 



fiori nel X111 «ecolo. Scriss« : Histo» 
ritt invcntionis Ichonis S. Mariae d€ 
Metiia ^ di cui ona parte fii dairU- 
glielli inserita aella sua Itaiia saera. 

AHONIMO , nativo di Sorrenlo , 
fierl verso il 1398 e scrisse: Flta 
S. JttionH Coendni Jgr^pmensis ab» 
katls. 

A190N1M0 , nacque In Acc|ua-Pu- 
trida e fioil nel XII secolo. t cono- 
sciuto per arer scrilto: ffistoria im- 
renUoms earporis S. Prisci che fii dal- 
I^Ughetli interlta ndla sua ItaHa sacra. 

AKONIMO ^ nativo di Montemara* 
no che fiori nel 11 55. Srisse : Fita 
S. Moannis MonUs Maram episcopi che 
r Ughelli inseii nella sua Itaiia saera. 

ANONIMO , nacque in Nard6 , fio- 
rl nel XII secolo e In monaco beoe* 
dettino. Com|>ose nna Cronaca de* 
fiiiti operatl' da^Normandi nella Pu* 
glia e nella Galabria , che il Murato- 
ri inserl nella Ma gran Raccolta col 
tilolo ; Chromcon brepe Nortmamikan 
ab anno ro^i usque ad annum io85« 

ANONIMO , nacque in Bari e fio- 
rl neS XII secolo. Accrebbe ed ac« 
corcid in piti Inoghi la Cronaca di 
Lupo Protospada. n celebre CamiUo 
PellegHno per il primo pubblic6 quel- 
la cronaca lllnstrata di erudite note 
e poi il tanto rinomato Muralori ia 
inserl nella sua gran RaceoUa» 

ANONIMO, nacque in Capua e fio« 
li verso 1'anno 1001 , fb celebre sto- 
rico e gioreconsulto. Scrisse una ero- 
noiogia de'Contl di Capua con notarri 
i principali oTvenimenli del goyerno 
di daseuno di essl , principia dal eon* 
te Landolfo il vecchio e termina al 
conte Ademaro. Que&to libro in carta 
mtfmbrana e scritto in carattere lon* 
gobardo si conserra nel rinomatissi- 
ino archivio della Trinilii alia Cava. 
Cumillo Pdlegrino la pubblie6 nel- 
r appendice del primo libro della sua 
Nistoria Principum Longobardormn* 
Questo sconosciulo aulore scrisse an« 
cora in fine di quello slesso codice 
di*Uc opere di giuri&prudenza co^litoli: 
Quantas causas dcbcl vsse jitdicata <<• 



S9 

ne Saeramentum , qmntas eausasjie^ 
ri debet per pugna jwUcata , memom* 
tormm pro quibus caasis JUii ab here* 
dUatepatris exereditari fieri Met. Co« 
stui 6 il primo scriltore patrio.che 
abbia coroposto in materia legale ed 
adaltarla a'suoi tempi. 

ANONIMO , nacque a Salemo € 
fiorl nel X secolo. Muratori viidlo 
che fosse uomo di chiesa e si dices* 
se Arderico* Checch6 ne sia compo* 
se una Storia del regno di NapoK dal 
760 al 960^ e lu buon poela oomo 
rilevasi da' componimenti sparsi nelUi 
sua storia. II Pellegrino pttbblio6 qncl- 
la storia nelbi sua M^toria Prineipttm 
Longobardorum , ma mulilala ^ di cho 
il Muratori non soffrendogli V animo 
tnlera la inserl nella sna gran Mac^ 
coUa. 

ANONIMO, slorico BenerentaM 
ehe fioii nel 897. Scrisse nna bre^ 
Storia de' Longobardi pubblicata dal 
Pellegrino nella sua Historia Princi' 
pum Longobardomm , indi il Mura- 
tori la inserl nella sua gran Raceolia» 

ANONIMO, nacque m Atina e fio«. 
rl nel XIV secolo. Scrisse le cose ap» 
partenenli alla chiesa di quella eittlu 

ANONIMO , fiorl in Napoli Teno 
il i458 e scrisae ona Cromwa dello. 
cose aTTenote in questa ciUii duraiito 
la sna yita. 

ANONIMO, AoA in Napoli nel 
XVI secolo y scriase una cronaca ao» 
ourata del regno che intitol6 : l>iarL 

ANONIMO ) questo antore di no« 
me e di patria sconosciuto k nella re» 
pubblica lelteraria distinto Inogo per 
aver scrilto: HistoHa M cambattimeala 
di j3 kaliatU eoa altrettanH finaeesi 
faito in PugUa tra Andria e Quaraniaj 
e ia vittoria ottenuta dagt Itaiiani neif» 
t anno i5o3 a^ 16 difMraro. Scriilet 
dm attlore di veduta cUe ^ interventte^ 
Napoli , i633 , in 8. 

ANONIMO , fiorl in NapoU Tcnm 
il 779 e scrisse: Fita S. Scperi epif 
seopi Neapoiitard. 

ANONIMO , fiori in Sorrenlo Ter- 
so il 706 e scrissse : VHa S» BacuU 



30 

NeapoUkm epiMcopi Skrrentkd ^ che 
r Ughelli ioseri ndla nia liaiia Sacra. 

ANOMIMO , DBcqiie in NapoU e 
fiorl nel 690. Scrisse : Hisioria In* 
€endii MontU Fesein avvenuto nel 685. 
. ANONIMO , fiorl in Oria yeno il 
1170 e ftcrisse: FOa S» Barsani^ 
fhri I et Hisioria inveniionis ) et iran' 
dathnis corporis ejasdem» 

ANONIMO 9 Tisae in Gaeta Terao 
il ssio e scrisse : Hittoria transla* 
fteif capiiis S. Theodori da Costan* 
tinopoU a Gaeta fiitta dal cardioale 
Pietro. L' UglieUi la Inserl neUa sua 
Jwba Sactam 

ANONIMO , nacqoe in Ceccsno e 
fiorl nel 1917. Yanno erraU tutlique^ 
fcritlori chc lo dicono Giovanni da 
Ceeeano; poich^ GioTanni fu il signore 
di Ceccano in que' lempi come si ri- 
fem daUa stessa Cranaca del nostro a« 
Bonlino. Di tale sentimento fo fl Ba« 
xoolo ed 11 PeUegrino chc chiamano 
qndk cionaca Cronaca Ccceanensis. 
Ma sopra tutti prerale il dotlissimo 
od erudito critioo Muralori che inse- 
raidola nelk sua gran Raccolta la 
iatilold : Chromcon Fossae Novae ab 
eamo pritno nosirae saiuiis usqae ad 
anmm 1317. AucSore anonymo ^ jam 
pridem Ferdinandttt UgheUus sub no" 
mme Mo: de Cecearu> tmigavit , iutnc 
primum ab innumeris mendis purgaiam, 

ANNONO ( Leooardo de ludice ) , 
nacqoe a Nard6 e lu notaio. Nel i3oo 
si port6 a Romn e scrisse nna Cro- 
JMMs del noitro regno dal 1369 al 
i3ot« 

ANSELMO, nacqoe iielb terra da' 
liarsi , da TescoTO deUa soa patria e 
si flKNrl nel iao3. Fu uomo di qual- 
die dottrina e di grandi Tirtik. Smsse 
m libro intitolalo : VaHcitda , Colo- 
■ia, 1570, in 4* 

ANTERO, papa , Tisse oel III se- 
€olo ed ebbe per patria Peiilia. Nel 
•no breTC ponlificato di 43 giomi 
isoe gnindi fiiliche per raccogtiere ed 
ordinare gli atli de^martiri scrilti da' 
aolai ecclesiastici e per istrusione dc' 
posteri H depositd neir archifio del 



yaticano. Si morl martire il 5 gennaio 
936. 

ANTIGNANO ( Vincenso ) , poela 
yolgare del XVI seoolo , nacque a 

am e Cu deU' insigne ordine Gero- 
milano detto de* cafalieri di Mal- 
ta. Le siie moUe poesie Hndarono di- 
sperse e di lui ci reslano delle rime^ 
Napoli , i556. 

ANTODARI (Gio. Aulonio ), poe- 
ta Tolgare , nacque a MootescagUoso 
e scrisse un poema in ottava rima ia 
cui cant6 le geste degli Aragoned e 
de'Sforseschi« 

ANTONELLO (Niccol6 d')^ na- 
cque in Temmo e coinpose: Fua dei' 
ia B* Vergine. 

ANTONELLO o AMTOKELLi (Fran- 
oeseo), nacque in Aquila e iu poe- 
ta lalino e Tolgare. Sicrisse moltissi- 
mo in ambo gP idiomi , ma non ci 
restano di lui che pocln versi. 

ANTONIANO ( Silfio ) , nacqoe a 
CasteUi di povem (Mmiglia nel i54o* 
R duca di Ferrara invagbito del soo 
ingegno lo fece educare con diligen- 
za da^piik Talenti inaeslri. Di la au* 
ni improvvisaTa versi sopra qualuu- 
que argomento. Un giorno il cardi - 
nale di Pisa dando uu banchello a 
Tarl cardinali , Ira quelli Alessandro 
Famese dando uii mauetlo di fiori 
ad Antoniano gli ordind presentarlo 
a colui che ^verrebbe papa ed U 
ragaaso l'offrl al de^Medid con un 
elogio in Tcrso composto air improv- 
Tiso. Creato ponielice U de* Medici si 
nonmenld di Anlouiano che nomin6 
proCessore di belle-lellere nd coUegio 
romano e nel giorno in cui incomin- 
ci6 a spiegare rannga pro Mnrco 
MarceUo non solo ebbe gran foUa di 
uditori , ma ancora 25 cardinali. Fu 
segretario del sacro collcgio solto Pio 
V e segretario de^ brevi solto Clemen- 
te VIII , che ricompenso il suo me- 
rito con la porpora nel i^^S. Si morl 
di 6a anni. Di lui abbiamo : 1 • delle 
Letiere , a. de^ Comenii^ 3. de^ Fersi^ 
4* dt^Sermoni^ 5« varic opere leo« 
logiche. 



ANTONINI ( Filippo ), nacque nel- 
la Basilicata e fiort nel XVI secolo. 
Fa dotto nella greca letteratura e nel- 
le matematiche. Di lui abbiamo: Of^ 
cuhan Etmeae , €i Christianae phUeio^ 
phiae» 

ANT0I9INI (Giuseppe) discenden- 
te del precedente e barone di S. Bi» 
se , nacque in Basilieata e fiorl nd 
XV11I secolo e fu uditore della pro> 
vincia delPAquila per 1'imperadore 
Carlo Yl. Versato nella letteratiira gre- 
ca e latina erm dotto assai neila sto« 
ria. Di lui abbbmo; i. alcune Ze^ 
tere stampate in Napoli, a. ona mi- 
nuta ed eruditissima storia deila Lu* 
cania che intitol6 : La Lueankij dt* 
seoni di duseppe AnUmini^ IfapoU^ 
1745. 

ANTONIO D4 BiTOSTO, noil nA 
XV secolo e fii celebre teologo fran- 
cescano. Profe8s6 teologia nelie oni* 
▼ersitii di Ferrara , Bologoa e Bfan- 
tOTa e ipapa Callisto III se ne seni 
per ambissciadore a propagare la spe* 
dinone di Terra Santa. Di loi abbia- 
mo molte opere di pietii e di teo- 
logia. 

ANT0N10 Di 4TEI , dotto france' 
scano , fb caitedratico del suo ordine 
e viaggi^ in Terra Santa. Scrisse: 
I. V esercizio spirituale ^ Venexia ^ 
i564 , 9* J>e Benefidis CkrisA. 

ANTONIO Di AQumo , dotto done- 
niamb , con grandissima fatica ra^ 
colse le decretaK de*papi scegiiendo 
le Ter« dalle fclse ed illustrandole 
eon erudite note. 

ANTONUCCI ( Ghiseppe ) , celebre 
medico , nacque a Napoli nel 17 53 
ed in breve acquistd gran nome. Nel 
19 anno di sua etii per coocorso fu 
nominato medico assistente della casa 
degl' Incorabili , indi medico ordioa- 
rio di s»la e medico ordinario del 
^lcggio del SaWatore. Dopo ranno 
i8f3 venne norainato profMsore sup- 
plente alfa catledra di clinica e nel 
18 15 per la morte del Semenlini eb- 
be la catledra priroaria. Fu socio or« 
dinario del comitato di vacdnasione, 



31 

socio onorario del supremo magistrato 
di saiute e primo consulente nella casa 
degl'i>ica'«^'.Gorrendo il a settembre 
1 856 si morl di anni 83* ^ lui dob* 
biamo la istituzione della sala clinica 
neila nostm unif ersitit cbe tanto gli 
crebbe bma n^ tanta stupenda opera 
era altroTe introdotMi cImb nella sol» 
unifersitli di Vvnk. Di lni abbiamo: 
Prospetii ciimci. 

APOLLODORO , nacqae a Taran* 
to e fii celebre filosofo e medico 9 
fiorl prima di G. C. e aerisse on U- 
bro intitolato : De penenomm reme^ 
diis tanto commendato da Plinio il 
gioTane da Galeno e da altri dotti. 

APOLLONIO GAMPAXO , cosl deCIO 
da Capua sua patria , fii mollo Ter> 
sato neUa Bngua Tolgare e ndla let^ 
teratura assai erudito. Scrisse : Anno- 
tazioni sop^ ii Cansoniere del Peirat^ 
ea^ 1459. 

AFROSIO ( Angdico) , nacque nel- 
bi Puglia nel 1607 e Tcstk Tabilo 
agosliniano. Fu molto dolto e fu il 
diiFensore deir Adone del Marini spe* 
siabnente contro lo Stigliani. Scrisse: 
I. La Sferza poeika di Saprido So" 
priei^ Veneaia , i643 , in i3. 2. M 
FagUo , 3. // Muitno , 4* ^ ^if^ 
do j. 5« £' Occkale speziaio , 6. Zo 
scudo di Kmaldo. Si moii drca il t68a. 

AQUILA rSerafinodeli'), nacqiie 
in Aquila nei i466 , eccellente mu- 
«co e poeta estemporaneo. Ferran* 
te n di Aragona re di Napoli essen- 
do ancor duca di Calabria , nel i49< 
lo Tolle presso di se e f u la deiiittn 
di quella corte cantando Tersi estem- 
poranei e suonando doloemente ii liu* 
to. Ma questo reame occupato dalle 
armi di re Carlo VIII , Serafino pas- 
s6 alla corte del doca di Urbino , 
indi a quella di MantOTa doTe fa 
caro al duca ed alla duchessa , poi 
a Milano presso LudoTico Sforza. I 
francesi impadronitisi anche di Mi- 
lano Serafino si trasferl presso il car^ 
dinale GioTanni Borgia , posda pre»> 
ao il duca Valentino, il quale lofe* 
ce creare cavaliere gerosolimitano di 



dl 

graeia t gli oUenne anche una cora« 
nenda efae non pot^ a lungo godere 
per essersi morto nel 1 5oo di 34 an- 
ni. Le mie poesie furono stampate 
nel i5i5. 

AQUILA (Niccol6 deH!) , nacqne 
itt Aqoila e fu rinomato poeta rol' 
gare. Scrisse una Crtmacm in tersa 
rima , in cui canta gli avvenimenti e 
le cose memorande della palria sua« 

AQUILA ( Sebastiaoo delP ) cele- 
bre medico nativo di Aqaila , inse* 
gn6 le sciense medicfae neiia univer- 
aitl^ di Padora. Si mork nel i543 e 
scrisse : t. un tmttato De morhogaU 
iico , Lione , t5o6 , in 4 9 3. Defe* 
Arv sanguinea ad mentem Galeni ^ 
Batiiea , i537 , in 8. 

AQUILANO ( Gio. Battista ) , na^ 
cque in Aquila e fu rinomato poeta 
latino ed oratore del XYL secolo. 
Dimoro quasi sempre in Roma dove 
cessd di rivere. Scrisse : i. Eiegiae 
eonira nopom Ungaam Kiruscam , ei 
Uioe , qui trasferuni Ukros latinos in 
Unguam pemaeuiam , 2. Orationes h€h 
hHae coram Paulo III. ei CardinaHbus. 

AQUILINO ( Gio. Marco ) , ce- 
lebre giureconsulto calabrese, scri»- 
ae : i. tnprimam Infortiati^ ac eiiam 
ff. non Commeniarii acutissimi , ac 
seiectae praetectiones , Venezia, 1697 
in fol. a. De contractibus» 

AQUINO ( Tommaso d') , celebre 
teologo e filosofO) naoquein Aquinonel 
i2a3 di nobile famiglia.Nel i!i45 tcsU 
Tabito domenicano in NapoUcontro 
la Tolontli de* parenti. Fu inTiato a 
Roma a Parigi a Golonia* doTunque 
dando alte pmoTe di soa dottrina. 
£ dopo aTere insegnato filosofia e 
teologia a Parigi a Bologna, a Fon- 
di , ad Orrieto , a Pisa , a Roma e 
Salemo fece ritomo in Napoli. Legge- 
rtL le sdense filosofiche e teologiche 
con gran nome in Napoli allorch^ 
papa Gregorio X lo chiam6 al Con« 
cilio di Done ed egli benchi non del 
tutto rimesso dair apoplessia sofier* 
ta , Tolle esser sollecito a partire. Ma 
nel Tiaggio assalito naoTamentc dal 



malore si mori nel la^S a Fossa-Kuo* 
Ta* La maggior parte de* scrittori to« 
gliono che gli fossero stati abbrcTiati 
i giomi col Teleno. Fu dicluanito per 
la sua merarigliosadottrinadottordelhi 
Cfaiesa. Tralasciando le sue numero* 
sissime opere teologicfae di lui abbia* 
mo : I. i snoi tanti Commemari so* 
pra i Ubri di jiristotUe a. sopra il i. 
e 9. libro Anaiytcor 3. sopra gli 8 
libri De Pfysico uudiia 4« ^^ > 4* 
de Coeb ei Mando , 5. sur quello 
de Generatione , 6. sur la itetafisica^ 
Eiica e Poiitica. 

AQUINO ( Girobmo d' ) , celebro 
poeta del XVI secolo e natiTo di 
Gapua. Le pid rinomate accademie 
lo ebbero a socio e le soecomposi* 
doni si troTano in tutte le raccolte 
di quel secolo. 

AQUINO ( Tommaso Kiocol6 ) , 
rinomato poeta , nacqne a Taranto 
nel i665 ed iri si mori nel i^ii. 
Si port6 a Napoli ed a Romaovun* 
qoe onorato pel suo sapere. Scrisse: 
I. DeUdae Tarentinae^ Napoli, 1771 
a. Varie orazioni. 

AQUINO ( Bartolo d^), nacque nella. 
terra di Maida e fu medico. Di lui 
abbiamo : Francisci Sfivi AmhianatiM 
in Ausonii Griphon Expositio a Bar» 
ihoh Aquino in Napoli , i56i , in 4* 

AQUINO ( Rinaldo ) , nacque in 
Napoli e fiorl nel laS^. ^ conside- 
rato da molti sorittori come ii fon* 
datore della poesia Tolgare. U Bem* 
bo nel secondo libro delle sue poesie 
lo Tuole uno de^ primi padri cbe 
prima di Dante fiorirono. E lo stesso 
Dante nel suo trattato dtUa poigara 
eioquenza rapporta alcuni frammenti 
delle opere di Rinaldo. Scrisse molte 
composisioni poeticfae cfae furono am* 
mirate da*dotti. 

AQUINO ( Monaldo d* ), nacque 
ad Aquino e fiori sor la fine del Xill 
seoolo. ^ dall' AlUcci considerato ono 
de^riroatori anlicfai. 

AQUINO ( Csrlo d' ) , nacqoe a 
Napoli ncl i654 dal principe di Ca* 
ramanico e Tesll abito gesuita. Fu 



demo di vasta lctteratura e si morl di 
Miiii 83 nel maggio 1737 a Roma. 
di lui abbiamo; x. Carmina Roma^ 
1701 , 3 Tol. in 6. a. Orationes ^ViO' 
ma , 1704 ) 2 Tol. in 8. 3. Le si^ 
mHiittdini della ComnedUi di Dante 
AUghieri trasportate verso per perso in 
Et^ua iaUna , Eoma , 1707 , in 8. 
4* Lexicon miikare , Roma , 17^4) 
s vol. iB fol. 5. Misceilaneonan , 
Boma . , 1728,6. Fragmenta historica 
de Belh Hungarico > Roma , 1 726. 
in la 9 7» Paknodie anacreonticlie 
di Alcone Sirio , Roma , 1726 , in 
13* 8. Additiones ad Lexicon nulUa» 
re , Roma, 1727 , in 13. 9. ^lia 
eammedia di Dante AUghieri traspuT' 
tata in perso kttino eroico , Napoli, 
1738 , 3 vol. in 8. xo Ehgia san- 
ctorwn , Roma , i^So , 10 8» ii« 
Elegia sanctormn extra eorum niune" 
wum ec« 3. yol in 8. i3. Vocabula" 
rimm arckiteoturae aedificatoriae , Ro- 
va , 1734 , in 4- i3. Lexicon ttgri- 
coiturae , Roma , 1736 , in 4« 

AQUINO ( Ladislao d' ) , nacqoe 
a Yenalro e fu cameriere di onore 
di papa Pio V. Nel i58i ottenne il 
Tcscovado di VeoaCro e nei 1607 
P9ss6 nanzio a^ quattro Gantoni , in- 
di firesso al duca di Savoia per gli 
ftffari deUa Valtellina. Fu goTcrnatore 
di Pemii^a nel i6i3 e nel 1616 ven- 
ne omato della porpora. Si moii il 
18 febbraio 1631 di aoni 68 men- 
Ire rattrovavasi al oonclave dopo la 
oiorte di Paolo V. 

ARACRl ( Gregorio ) , celebre fi- 
kisofo ed oratore , nacque a Stallatti 
nel 1749 vesU Pabito cappucdno. 
Versatissimo nelle scienze e sopra 
totto nd greco , passd in Plapoli dove 
strinse amicizia con i primi letterati 
di qnel tempo e poco dappoi fu chia* 
aato a Parigi per far parte della ri- 
Domala Societk Bibblica per la inter> 
pretacione e traduzione delia Sacra 
Scritttlra in varie lingae. Nel 1780 
fu professore di filosofia e di mate-^ 
matiche nel seminario di Catanzaro 
f nd 1783 alla soppressione de^no- 



33 

nasteri si secolarizzo. Oltcnne an ca- 
nonicalo e nel 1808 la rettoria del 
GoUegio di Lecce e dopo vari altri 
impieghi letterart si raori il 33 giu- 
gno i8i3. di lui abbiamo : i. Ele^ 
menti di ariimetica , Napoli , 1779 , 
in 8 , 3. Eiementi di Algebra , Na<p 
poli , 1781 , 3. Eiementi di geogra* 
fia e trigonometria piana , Napoli 
4- Prima Dialectices elementa ^ Na* 
poli , 1783 , in 8. 5. Esame criti" 
oe di una kttera di D. Frcncesco 
Spadea contro gU ekmenti di dritio 
naturale dclP abbaie Gregorio Aracri^ 
Napoli, 1787 , 6. Ekmcnti di dritto 
naturak , Napoli , 1787 , in 8. 7* 
DelT amor proprio 9 Napoli , 8. De' 
gli ekmenti del dritto naturak e so* . 
ciale , Napoli , 1808. 

ARAGOJVA ( Tullia di ) , celebre 
poetessa , nacque in Napoli e fu ba- 
starda de^ reali di questa citta , fiorl 
circa il i55o. Dotta nelle lettere e 
Belle scienze scriveva egregiamente 
in lalino ed initaliano sopra qualunqoe 
argomento. Bella della persona e di 
animo virile si fece ammirare a Fer«- 
rara , a Venezia ed a Firenze , suo- 
nava vari istrumenti e canlava con 
molta grazia. Ebbe gran numero di 
adoratori specialmente tra poeti e 
mend vita brillante. Si morl a Firenze 
prima che giungesse alla decrepitezza. 
Di lei abbiamo : 1. Eime , Venezia^ 
i547 9 ^' Dialogo delC infinitd dei" 
r Amore ^ ivi , i547 9 ^* ^^ Meschi' 
no o il Guerino poema in ottava ri* 
ma e di 36 canti , ivi , i56o. 

ARAGON A(duca di Laurenzana Nic- 
C0I6 Gaetano d^ ) , nacque in Aquila 
e fiorl sul cominciare del XVUI se-* 
colo. £ conosciuto per un' opera in- 
titolata : Intorno le passioni deW anb* 
mo , Napoli , 1734* 

ARAGONA ( Giovanni d' ) , figliuo* 
lo di re Ferrante e d^ Isabella di Ghia- 
ramonte , nacque in Napoli e vestl 
abilo di chiesa. In breve papa Si- 
sto IV. lo cred cardinale. Si morl di 
soli 33 anni. Fu versatissimo nella 
letteratura e scrisse : i. istruzioni di 
5 



34 

i^an politin , i. Lcttfre di Ne^ozi. 
ARAGONA ( l&abclla di ) , nac-que 
in Napoli nel Castel Naovo il 3 ot- 
tobre 1469 da Alfonzo II. duca di 
Calabria poi re di Nopoli e da Ippo- 
lita sorella di Galea&zo Sforzu Duca 
di Milano. Nel i^Bg fu maritala con 
Gian Galeazzo fiffliuolo del dtifuolo 
duca di Milano Galettzzo e chc per 
la sua rainore elli vivevn solto la tu- 
teb dello zio Ludovico Sfurzu delto 
il Mtpro. IsiibeUn che di virile animo 
cra sollecild piik volle il padre e Tavo 
suo perch^ face&sero regnnre il ma- 
rito gi^ di etli richiesla al govemo 
togliendolo alla tirannide dello zio , 
ma non solo rimasero initfljcaci le sue 
premure cbe richiam6 il flagello ia 



duto lo zio Federico di Aragona e 
II re di Napoli di tal nome scacdato 
dal trono e tutta la famiglia arago* 
ncse raminga , si morl il giomo 11 
febbraio iSa^ « fu seppellita nella sa- 
greslia di S. Domenico Maggiore. Di 
questa duchessa lo storico Gio. An« 
tonio Summonte rapporta im aweni- 
mento da lui delto ^gno di memoria 
e raccontalogli da alcuni vecchi. M« 
se il credulo Summonte non avesse 
bevuto cosl in grosso e con giusta 
critica esaminato avesse le ciroostan» 
ze de' tempi avrebbe quello ribut* 
tato come ^vola del volgo n^ traroan- 
dato alla posteriti consagrandolo alU 
eternilik della storia. Dice adunque 
quello storico napoletano : Nei tem- 
italia coa la caLta di Curio Vill re di po che U re Fcderico era travagliato 



Franria istigato a quella iinpresa da 

Ludovico il Mom per sostenersi ncl 

Milanese. Correndo Panno 1^94 ^* 

dovico XII succeduto a Cario Vlli nel 

rearoe di Francia in armi cal6 in Itnlia e 

passando perMilanoiu a visilare Tinfe- 

lice Gian Galeazzo suo cugino opprcsso 

dagravissimainferrott&che i>ochi giomi 

dappoi lo trascin6 alla tomba. Isabella 

non trascur6 mezzo alcurio per com- 

muovere il re a liberare il moribondo 

marito cd i suoi flgliuoli dalle mani 

di Ludovico il Moro , ma niiir akro 

ottcnne che buone parole. Afllitlissi- 

ma della morte del marito si ritir6 

in un appartamcnlo dcllo stesso cu- 

stello cou i siioi figliuoli c lu vecchia 

dttchessa cd indi a poco si vide mun- 

care anchc il figliiiolo primogenito 

Francesco per nome. Allorch^ Lu- 

dofico il Moro fu costretto fuggire 

da Milano don6 il ducato di Bari 

cd il principato di Rossano , che avea 

ricevato da re Ferranlc 1 nel i4799 

ad Isabella pel prezzo di ducuti 5o 

-nik in conto delle sue doti. Ed Isa- 

bella menando seco le due figliuole 

Bona ed Ippolita venne in Napoli a 

gittarsi nelle bmcciu del padrc , il 

quale V accolse benignamente e per 

propria abitasione le assegn6 Custel 

Capuano. Finalmente dopo aver ve- 



per ie continue nove Heiia confedera» 
tione delli due re nentici \ il regno 
daila predctta Isabeiia retto era , av^ 
venne che ritrw*andosi un gentiluomo 
deila famiglia Caraccioii deiia Piazia 
di Capttana , signor d* una Terra in 
Caiabria , et essendo fitrtemente aceeso 
d amore <f tuia donzriia pergine sua 
passaiia , e per eseguire U suo dcside* 
rato fine fd inquisirc a torto U pa^tre 
deiia giovane di homicidio , per il che 
lo fece carcerare , e non potendo H 
pover^ imomo di cio havcr giustitia gii 
parve espediente nutndare la mogiic con 
ia figlia ai signore , domandandoii nU' 
fericordia , ma non tantosto che ii si» 
gnore ta giovane veduta hebbe , paren» 
dogli servirsi di tai occasione con se* 
crete paroie disse aHa madre , che ii 
marito era in pena di morte , ma se 
tlesiderava il suo scampo non vi era 
aitro rimcdio , soio lasciargii ia/igiiuoia 
in casa sua , tti che ia donna tremante^ 
non sapendo ove rivoigesi , o aiia U^ 
beratione dei marito , o aiia /judicitia 
deila figiiuota , iacrinuindo se n^ andd 
aUe carceri , et ii tutto per ordine ai 
marito raccontd , i/ qttaie conoscendo 
ia fieterminationc dei signore ^ dietie 
iiccnza alla mt^iic , che pcr U suo scam- 
po eseguissc quanto il signore chicdeva 
il che cseguifo fu tosto daiic carcere 



iiberato. lodi se^uila a dii*e clie vo- 
leodosi ▼eodicare delU ingiuria quel. 
V uomo GOQ la figliuola e la moglie 
venne in Napoli e nel Castel Capua- 
iio tuUo racconto alla duchessa Isa- 
bella , la quale tosto ordind a' suoi 
si portassero ia Calabna ed arrestas- 
sero il reo , ma non essendo riuscito 
a coloro impadronirsi di quel feuda- 
tario , Isabella diede queU' ordine a^ 
nobili del Seggio di Capuana e ve- 
dendo inutile ogni suo comando , fece 
incoainciare a demoltre le case de* 
Caraccioli ed allora ii reo fu meiiato 
alla sua presenxa , il quale convinta 
dei delitto spos6 solennemcnte la gio- 
vane e dolatala di ricca dote fu oon- 
daooato nel capo , cbe perd6 sul palco 
nel luogo del Mercato. £ poi finisce 
il racconto dicendo : Per ia cm me- 
mofia furono le teste (P ambedue gH 
sposi in bianco marmo scolpke y e poste 
sopra r arco deiC fwroiogio (U S* Eti- 
gio , risguanianle U iiwgo dei suppii- 
zio 9 quaii immagini sin a nosiri giorni 
ivi si scorgono, Ma da due leste di 
marmo seuza leggencb alcuna sMnter- 
preterii un tanto avveoimento? £ por- 
cbi esser in quel luogo del suppli- 
zio anche la tcsta della giovinelta , 
mentre uno fu ii reo ed unocodan- 
nato nel capo ? Ma il buono Summonte 
k ]^cno la stia istoria di mohissimc 
cose poco verisimili e che non poco 
degraduno il merito di queli^ opera^ 
Tutt^iltro dinotano quelle testedi mar- 
mo che ad omamenlo delV orologio 
c non a testimonl di quclP alto ter* 
ribile furono scolpitc. Di falti dalla 
parte opposta delP orologio che guar- 
da la strada di S. Giovanni a Mare 
▼'Cggonsi aitre due teste similissime a 
^pidla che Summonte vorrebbe fusse 
del feudatario ed allora in vece di una 
n sarebbero tre leste simili, una guar- 
dante il luogo del supplizio secondo 
lo storico e duc riguardando la strada 
opposta. Ma bisogiia solo portarsi a 
vedere V orologio di S. Eligio per 
convenire dell' errore di tal racconto. 
iViuna stoiia o cronaca del nostro rc- 



35 

gno parla dtftia kM^olenenza di Isa- 
bella ue quella duchessa fiss6 mai sog- 
giorno in Castel Nuovo Reggia di que* 
tempi.E poi re Federico ( Vedi V art. 
Federico d* Aragona) noo si allontauo 
tanlo dalla cupitale da bisognare di 
IH> luogotenente , egli stesso regolava 
il governo, solo vi rimase imi gene- 
rale di armi per difendeve ia citt^, 
di Napoli dal nemico. Ma ancorch6* 
reggesse Isabelki in quel tempo ella 
chc predicala era per donna prudente 
e saggia si avreblie con queir atlo dl 
aSellata giustiaBia procurata una guer- 
ra baronale allorchd il soglio degli 
Aragoiiesi vacillanle era per dargll 
l' ullimo croilo ? E il dare l^ ordine a* 
nobili del seggio di Capuana per ai*re- 
stare il reo mi sembra stranissimo , 
come se tra i piivilegi de' piii distinti 
nobili della Capitale j quali erano quc* 
de^ seggi , vi fosse c|uello di servire 
da sgherri. E pcM quel feudaturio av- 
vertito della cullcra della duchcssa e 
del iurbJiie che io minacciava noa 
ccrcava difendersi nelle propric tcrrc 
finch6 il moribondo potere dcU' Ara- 
gonese aflfkllo fosse spcnto?Ma chi non 
conosce essere allora le Calabne in po- 
tere del generule del re di Francia 
che afiaUo avcva scosso il giogo ara- 
gonese ? Mu in fine anche fosse vero 
quel racconto non di lode surebbc 
Isabella , la quule finch^ avesse pti- 
nito il barooe col fargli spOsare la 
giovane ^assulla avrcbbe da suggiu e 
giusta regolutrice opcrato ^ mii la con- 
danna nel capo ancora avrebbc ma- 
nifeslo in lei il piu sfrenato dispoti- 
smo. Nd mai 6 da ci^edersi che que' 
dclia stessa famiglia CaraccioLomenas» 
sero il reo ulia duchessa pcr csser 
marchiati ancor essi (F infamia y poi- 
ch6 in quei tempi la morte siil pal- 
co tramuodava quel marchio in lutta 
la famiglia. Quel ruccooto aduuc|iic del 
troppo crcduio Sumuiontc dovr^ ri« 
guardarsi corae mera favola del volgo. 
ARAJA ( Franccsco ) , cclcbie mac- 
stro di cappcllu , nacquc in NapoU 
c nella musica riuscl in loudo clic 



36 

chiamato a Pictroburgo fii creato mae- 
stro della cappcUa iiuperiaie. Avendo 
amiiiassato delle ricchezse fece rilor- 
no in patria vivendo il rimaneote de^ 
suoi giomi agiatamente. 

ARBIOSO ( Niccok» ) , nacque m 
Aversa nel XIV. secolo , fu celebre 
giureconsulto e scrisse : Lectwra su- 
per Costiiiitiones RegnL 

ARBITRO ( Tito Petronio ) , cele^ 
bre pocta romanziero , nacque a Na* 
poli e fior\ nel 111 secok>. l^ cono- 
sciuto per aver scritto M Satyncon 
opera in cui loda al sommo ii vizio. 
La ladnit^ perd ^ purga^ssima seeon- 
do que' teropi. 

ARCAMONE ( Bartolommeo) y ce- 
lcbre giureconsulto napoletano , fu 
prescelto a professore di diritto nella 
nostra universitii e scrisse : i. Com- 
weniarla super Leg, si quis id quod 
Digest, dc Jfure dic,y a. Suoer digest^ 
Si quis Jus , legj unica 5 si pFoctih 
nttor, 

ARCAMONE ( Agnello ) , cavaltere 
napoletano del Seggio di Montagna, 
presidente di camera nel ii^66 , poi 
regio consigliere nel »4^9* ^^ inviata 
da re PerFantel. nel 1^74 ^uo amba- 
sciadore in Venezia ed iu Roma a papa 
SistoIV. per afiari gravissimi. Disbri- 
gota felicemente tale negoziazione fu 
cbl re ncl 1^93 fatCo conte di Borrello 
ricevendo anche in dono ki Torre di 
Rossano e di Gioia in Calabria. Aven» 
do in moglie la sorella di Antonello. 
Petrucci fu implicato neUa cougiura 
de^ Baroni e perci6 cacciato in oscura 
carcere. Nel i^Q^ fu finalmcntelibe* 
rato con tutti i congiurati da Ferran- 
te II allorch^ successe al padre. Si 
nor\ in Napoli nel iSrg e scrisse : 
Addizionisopra k coslituzioni deiregno. 

ARCAMONE ( Giovanni ) celebre 
giureconsulto e cavalicre napoletano, 
scrisse : Additiones ad capituia regni. 

ARCANGELO da Napou, vesU l'a- 
bito benedettino nel monastero della 
("uva c scrisse : Historia Mxmasterii Ca- 
vcnsis. Fiori nel XUl. secolo. 

ARCARIO ( Francesco ) , nacque 



in Gaeta e fiori nel XV secoK). Chiara 
per dottrina in ambo i drilti , fis ikh 
minata a vescovo di Squillace tiel 1 4 1 & 
dove si mod nel »477* Scrisse : Dc 
Fide CxUhoika. 

ARCELLA (Giustiniaoa) > eelebra 
medico del XVI secola , uaoqtie ia 
NapoH e peroorse l* Italia ovaoqae 
onorato da' dotti. L'l?niversit2i di Bo^ 
logna gli offii una cattedra , ma egH 
la rinunzi6 , noo pot6- per6 riciMaral 
air invito del pubblica lcttoiie di me^ 
dicina di quelle universitii. , iL quel» 
la preg6 dettasse per t»e gion^ ia 
suo luogo Ve correnti lezioni medicbe^ 
Tosto se ne sparse il grido. ed immensa 
fu il ooncorso degli ascoltanti , clie 
non solo fiirono i- piu celebri profes^ 
sori di medicina , ma di ogni scienza 
e letteratura. Di fatti Arcella salVii^ 
cattreda ed alV impruvvisa senza cha 
consultulo avesse libro alcono spiegd^ 
ciascun giomo un aforismo d' Ippo- 
crate con lanta dottriiia , erudizion*^ 
eloquenza e purezza di lingoa latiiia^ 
cbe tutti ne iurooo forle amrairatii^ 
£ lascibto in quella citti alto noma 
di se , pass6 a Padova dove la faniA 
lo avea preceduto. Di lul abbiamo^ 
De ardore urinae , ei stillicidio , ac> 
de Mictu sanguinis non- pum , Ptedo-v 
va , 1 568 , in S. 

ARCHIROTA ( Alessandro ) , ivk 
cquc in NapoU e fu abbate olivelano. 
Si mori di i2a anni e scrisse : Ra(y. 
coita deiie azioni de^ re , d^ quaSi fa^ 
menzionc ta Scrittura. I>edic6 questa 
libro a Bona Sforza regina di Polo- 
nia e duckcssa di Bari , la quale gU 
assegna un^anmia pensione di 3oa 
scudi. 

ARCHITA , cdebre fitosofa , nuh. 
tematico, astfonorao e politico j na^ 
cque a Taranto e fiori 594 anni pri- 
nia di G. C. Tra suoi discepoli sl 
noverano Endossio Guida Fitolao Eov* 
pedocke Platone ed altri rinomatissi- 
mi filosofi. H grido di tonio uoma 
81 sparse in nKxlo che da^stessi so- 
vrani rispetlato era al sommo , di 
faltl iHift sola sua leMcia direH» a 



Btonigi tiranno di Sicilia basl6 a 
salvare la yitm a Platone gi& condan- 
nalo nel oapo dallo stesso Dionigt. 
U 'suo vaslo sapere gli ottenne ii go- 
verno della repubblioa Tarantina n^ 
|ier la durata di un anno come era 
legge y ma per sette ed in tale stato 
di cose Arcbita si fece ancbe oono- 
•cere buon politieo e prode guerrie* 
ro come era sommo filosofo, Com« 
batt^ e yinse i nemici della repub* 
bKca , per6 non guari dopo per le 
Irame degli invidiosi della sua gloria 
fii privato dd reggime ed allora non 
eredendosi piii sicuro nella propria 
pauria cerc6 asilo in terra straniera, 
Percorse varie nazioni e dovunque 
kk onorato , in un lungo viaggio per 
mare fu fatto scbiavo e liberatosi alU 
fine , slanco di una vila peregrina e 
tirato dalPamore de^suoi volle resti- 
linrsi in patria. La sua nave naufra- 
c6 ed Arcbita miseramente perl tra^ 
flulti ed il suo cadavere fu sepolto 
lieUe arene non molto lungi dal Gar-« 
gano. Arcbita fu inventore della Oa" 
iagoria , del Probkma di diie linee 
proposte , del Mesolahio , delle Mae- 
tlutus regoktie dd* principt mauma$icl^ 
di alcune macchme militari^ ddla Sta^ 
ma Sonora e dello strumento deHa 
Specola. Scrisse moUissime opere cbe 
quasi tutte andarono perdule , cbl 
amasse conosceme i titoli potrii leg- 
gere Giovanni Bemardino Tafiiri neU 
Varticolo Arcbita. 

ARCHITA , fioii io Taranto ed 6 
conosciulo per un trattato : De re 
nutiea. 

ARCUDI ( Angelo ) , nacque in 
Golito e versato fu nella greca e la- 
Hna letteratura, Scrisse : lie graeco- 
mm abusibus, 

ARCUDI ( Nuzzo } , insigne poela 
lalino del XVI secolo y nacque a S. 
Pietro in Galatina e di lui ei resta 
im' ode : Naiale Clurisii. 

ARCUDI ( Antonio ), nacque a So- 
kto e fu dottissimo nel greco. Occu- 
p6 distinto posto prcsso papa Clemcn- 
U VIII ad istanza del quale stampo 



37 

V j4nioit)gico greco accresciuto da una 
lunga ed erudita prefazione. Scrisse 
ani^e: yssy iydo^oy, Roma, iS^S, 
in 4- 

ARCUDf ( Alessandro Tommaso ) 
dotto domenicano, nacque in S. Pie< 
tro in Galatina e fiori sul finire dei 
XVII ed il corainciare del XVIII se- 
colo. Si mori nel 1790 e scrisse : 
i^ Anaiomia degli Jpocriii^ Venezia , 
1699, in 4) 2"* Galaiina leiiera^ Ge< 
nova , 1709 , in S. 3* Le due Ga' 
laiine di^se , U Hbro e la patria , 6e* 
nova 171 5 , in 8. 4^ Predicba qua* 
resimali , Lecce , 1712 , in 4? 5 «^* 
Aianasio magno , Leccc , 1 7 14 > in X* 

ARCUDI o ABCuca (Gio. Battista), 
insigne poeta latino ed itadiano del 
XVI seoolo , naoque di nobile fimii- 
glia in Napoli e fii di vasta dottrina. 
Beraardino Rota composo de^versi 
per lodare la sna musa e scrisse ; 
Odarumj lib. 9. ad Sigismundum Atk^ 
gusium Poloniae Begem^ Napoli, 1 568 , 
in 8. 

ARDINGHELLl (Maria Angela), 
nacque in Napoli nel i^a^ e fu dot« 
tissima in ogni ramo scientifico ia 
roodo cbe il auo nome fti di ammi* 
razione in tutte le accademie di Eu- 
Fopa« I pi& dotti viagglalori nel giim- 
gere in Napoli loio prima cura em 
il yisitare bi celebre Ardingbelli. II 
famoso Hales le inri6 in regalo bi sua 
opera sur la Siaiiea de* vegeiali e da 
▼ari letterati slranieri di alla fama fu 
consultala in materie scienlificbe. Fi- 
nalmeote sl mori il 17 febbraio iSaS 
di anni 97. 

ARDITI (Micbele), eelebre anti- 
quario, nacque in Presicce il la set- 
lembre 1746 c datosi al forosifece 
alto nome spezialmente nel dritto feiH 
dale. Versatissimo nelP antiquaria fu 
dell' accademia ErcoUnensje , indi di« 
rettore del real museo e degli scavi 
del regno. Per sua cura furono estesi 
i scavi di Pompei e di ErcoUno , fti 
disotlerrato ranfiteatro Campano, Pe- 
sto rividc le rovine del suo quarto 
Tempio adorno de* basso-riiievi indi* 



38 

canti il viaggio degU Argonauti in 
qnella r^[ione ed il tempio di Vene* 
re in Bidm fii. dalla sua imintnente 
rovina salvato. Don6 al real museo 
Borbonioo ricchissima e rara coUeaio- 
DO di medagHe. 11 nostro monarca lo 
cre6 marchese e fu decorato di altri 
ordini cavattereschi sl del regno, che 
stranieri. 6i mori il a3 apriie 1 858. 
Oi lui abbiamo: i* IUusirazhm ar- 
cheologlche sopna i scavi di Pompei, 
ErooUino e Stabia , a^ Memoria m/ 
vasQ di hoeri «sistente nel museo Bor- 
booico , 3* V Eptfania degU Iki che 
g^ otteane k>de da lutti i dotti e spe- 
BiaUBenle dal Gcsarolti e dai Lan«i. 

AEDUINO ( Gio. Battista ) , poe- 
la , aaoqoe in Cosenza e scrisse: Ri" 
me in wiorte t^IsahsUa QuaHromani^ 
IfapoK , 1690 , in 8. 

ARECHI , XV ed uHimo duca e 
primo principe di Benevento , nacque 
ia qoeUa eilti nel VHI secolo. Un 
aYvenimeolo strano che ranonimo Sa- 
lemitano ci racconta come roiracolo- 
so leee predire ad Arechi queiralta 
dignitiu Esseodo costui giovane in 
etil e tva i baroni del duca Luitpran* 
do, on giomo coi duca ed altri si« 
gnori longobardi fu ad orare nella 
cliiesa di S. Sle&no posta neir antioa 
Gapua. Arechi incominci6 ii salino 
Mserere ed allorcb^ proounzi6 le pa« 
roie ei spiritu principaH confirma mey 
intese Iremare forte ia sua spada di 
ehe ne fest6 preso da spavento. Usci» 
lo di chiesa Darr6 la cosa agli ami- 
ci ed il pi^ saggio tra quelli gh pre-> 
disse ii principato. Tale narraaione^d 
nna di quelJe fevole di cui sono pia* 
Bi i scritti degli autori del medio evo, 
epoca di alta ignoranxa e di super- 
ftiiiooe. Mell^anno adunque ^58 es- 
aendosi roorto Lultprando XIV duca 
di Benevento senxa prole j Arechi 
che sposata aveva Adelperga figliuo- 
la del re Desiderio , fu da quello e 
de' Benevenlani creato Duca. Ma de- 
tronizzato Desiderio da Cirlo M.igno , 
allora Arechi volle scuolcie ogiit sog- 
gcziout: al re d' Italia c* J innalzarsi a 



principe indipendenle. Di fatti non 
riconoscendo in Carlo Magno sovra- 
nitA , si fece ungere da'suoi vescovi, 
si coprl di damide e manto reale , 
strinse lo scettro e dnse la corona. 
Ordtoo si usasse ne^suoi diplomi la 
formula In sacrattssimu nostro PaUi' 
tio y fece mettere il suo ritratto nelle 
chiese del suo dominio secondo l*uso 
degl* imperadori , eman6 leggi , altre 
ne abboll e cuni6 moneta con la sola 
sua effigie.Carlo Magno volle reprimer- 
lo, ma (ii costretto ritomitrc in Fran«:ia 
|ier combattere i Sassoni che facevano 
delle scorrerie sur i suoi stati. Libero 
alla fine da^ nemid , nel ^87 gli mar- 
d6 contro ed Arechi vedendo iromi- 
neote il peijcolo, invi6 il figiiudo Ro- 
mualdo dal re francoperpace,chegli 
lu negata ad istigazione di papa Adria- 
no. Gapua fu presa e quanto incon- 
travano i franchi tutto mettevano a 
saceo e fuoco. Allora Arechi fortifi- 
oata Benevento di viveri e di iorze 
e lasdaudovi Bomualdo a reggeria , 
pass6 a Salemo per avere in caso di 
necessitii una proota fuga per mare. 
Intanto spedl V alti^o suo figliuolo 
Grimoaido al re franeo per pace , il 
quale tosto gliela accord6 temendo 
i soocorsi della vidna Calabria, ddla 
Siciiia e di Costandnopoli. Per6 si 
dichiar6 Areohi vassallo del re dM« 
talia , si obbliga ad un annuo tribu- 
to e diede in ostaggio ii figliuolo 
Grimoaldo che Cario Magno men6 
seco in Aquisgrana. Mu appena il ne- 
flMco fu loutano , Areclii strinse ami- 
cisia oon IMmperadore greco , pro- 
mise vestirsi e tosarsi alla maniem 
de* gred e riconosccre qutilo per so- 
vrano , purch^ gli donasse il ducato 
di Napoii con Tonore del Patriziato. 
Tutto fu conchiuso e due spadart dul- 
r imperadore , da Costantiuopoli gia 
erano passati a Napoli per creare Pa- 
trizio Arechi , ma cssendosi morto 
nel giorno 21 luglio del 787 Romual- 
do , Arecbi da tale cordoglio fu up- 
presso chc ne morl il 26 agosto dello 
stesso anno. Luscio di sc Arcchi oiiu- 



rata inemoria e fu pianto ila tutti i 
suoi sudditi. Paolo Diacono ne cele- 
br6 la morle ron que' versi clie in- 
cominciano : Lugentem Incrymis Po' 
pulorum roscida iellus. Fu Arechi an- 
che autore aYendo scritto: i^ HlsiO' 
ria petssionis S. Mercurii Mariyhs , 9** 
Leeliones , Hymni , ci Aniiphonae duo- 
dedm SS, Frairum Mariyrum. 

AR^NA ( Gio. Toromaso ) , insigne 
poetBVolgare del XVI secolo. Nacque 
in Napoli e nell^ accaderoia roniana 
dello Sdrgno ebbe distinto luogo. 
Delle sue numerose composizioni non 
abbiamo , che delle rime, 

ARESA o OBBSAifDBO, oacque nella 
Lucania e fu celebre fi losofo pitago- 
rico. Dopa ia morte di Tida e di 
altri -insegno In quella scuola. Com- 
pose un trattato: J>e Naiura Hominis. 

AREZZO ( Paolo d' ) , cdebre giu- 
reconsulto , nacque ad Itri e si a- 
oqitistd alta fama nei foro napoletano. 
Ftt nominato regio consigliere, roa 
riliratosi dal roondo vesti V abilo de' 
chierici regolari e fu adoperato dalla 
corte di Roma negli afiari piik diffi- 
cili. riel i568 fu creato vescovo di 
Piacenza , e nel 1670 cardinale e fi- 
nalmcnte arcivescovo di Napoli , do- 
ve si morl nel 1678. 

ARGE^TO ( Gaetano ) , nacque in 
Cosenza nel i66a e fu celebre giu- 
reoonsulto e letlerato. Nel 1707 nai- 
peradore Carlo VI lo nomind reg- 
gente del Supreroo Consiglio Colla* 
terale e nel 1714 presidente del S. 
R. C. ed a viceprotonolario del re- 
gno decorandolo del litolo di Duca. 
Si roorl il 3o maggio i^So. 

ARGOLI (Paolo) , dotto francesca- 
no nativo di Tagliacozso. Si roori di 
anni 31 nel iS^i e scrisse : Propo' 
sUiones paraleUae S* Tomae Aqaxna* 
tis , et Scoii comparatae ^ examimh 
tae tc^ 

ARGOLl ( Andrea ) , celebiv astro- 
nomo e roatematico , n«cque a Ta- 
gliacoizo nel 1670 di nobile faroi- 
glia. Nel 1691 si trasferl a Roroa , 
fu professore nella Sapieiiza cd ebbe 



3» 

il canlinale Biscia a roecenate. Per 
essere troppo seguace dell* aslrologia 
e per V imprudente suo parlare prov6 
delle pcrsecuzioni e si vide obbligato 
ricoverarsi presso la repubblica di V«- 
nezia, la quale sapendo apprezzare 
il valor suo nelle scienze gli conferl 
tosto nel i63a la cattedra di roale- 
roatiche nella Universitli di Padova 
con i' annua pensione 'di 5oo fiorini. 
La fama della sua alla dottrina cre- 
scendo sempre piOL ^ roosse il Senato 
a crearlo cavaliere di S. Marco e ad 
accresoergli fino a laoo fiorini di an- 
nua pensione. Finalmenle nel sbo 87 
anno si roori il 37 setlembre 1657. 
Di lui abbiamo : r Problemaia astro- 
namka , i653 , i^ Vart volumi di 
Effemeridi e di Tavoie ^ le quaii lo 
innalzarono Ira i piii dotti aslrono* 
mi , y^ De diebus criticis , Padova , 
1639, 4*^ Primi mobitis takUae ec. 5^ 
Osservazioni sopra la Cometa det i653* 

ARGOLI ( Giovanni ) figUuolo del 
precedente , nocque nel 1 609 e ftt 
innigne poeta latiao e volgare. Di 
anni 17 voUe corop<HTe an poema 
ad imitazione delP Jdone del Marino, 
di falti nel i6'i6 diede alle stampe 
il soo Endimione che iii con inera- 
viglia leito e creduto «or 1e prime 
opera del padre ^ ma non Iard6 Gio- 
vanni con allri componiroenli a dar 
chiare-pruove del suo sapere. Di lai 
abbiaroo anche xm libro di epigram* 
mi , uno di efrgic ed altre poesie la- 
line 8ur lo sposalizio di Venczia col 
mare. Le disconiie di Perone^ deV^ 
netti , un Idiiio , alcune metamorfoii 
pastorali. 

ARGOLl ( Sisto ) , fralello del pr«- 
cedente , fu rellore deUa Pieve di 
Carmignano nel Pid<»vano e molto 
versato nelle lettere. 

ARGOU ( Prospero ) , fntello del 
preoedente , fu femoso giureconsulto. 

ARGOLI ( Andrea ) , calabrese , 
fioii nel XV secolo ed h oonosciulo 
per un trattoto: De Steilis aepo no- 
stro geniiis e pc' Commentart a* libri 
di Toloineo. 



40 

ARIGNOTA, celebre filosofessa , 
nacqoe di Pitagora e di Teano in 
Crotone e scrisse : i'* Le Bnccluche 
o i misteri di Cerere 9 a^ Epigrtint' 
mi , 5^ de' libri filosofici. 

ARISTEO , nacque in Cotrone da 
Dennofoonte c fiorl nel Y secolo pri- 
ma di Cristo. Prese in moglie la fi- 
f^iuola di Pitagora e successe a quello 
nella famosa scuola italica. Le sue 
opere sono smarrite dal tempo e uon 
•bbiamo che i titoli. Scrisse un trat- 
lato dcUe sezioni conicke in cioque li- 
bri di coi ti ser?) Euclidc come dot- 
Camente avTerti il Campano di Novara 
nella siia opera di Enclide ^ un trat- 
lato de* kwghi soUdi ed un altro De 
mmma. Credesi abbia scritto ancora 
iur r armonia. 

AEISTONICO , nacque a Taranto^ 
le molfe sue opere s^no disperse ed 
a lai i attribuita la Favola dt Orione* 

ARISTOCBATE , celebre legislato- 
re ) nacque a Reggio e segul la setta 
pil^orica. Viaggid in varie regioni 
onde ossenrare i costumi , il govemo 
• le ieggi delle varie Basioni e&tto 
ritomo in palria compose utilissime 
leggi per quella repubblica. 

ARISTOSSEME , nacquc a Taran- 
to da Spintaco u secondo altri da 
Mnesia famoso musico. Si diede alla 
filosofia e fiorl 53& anni prima di 
Gristo. Fu discepolo di Aristotele \ 
na Yedendosi posposto dai maestro a 
Teofrasto e Menedemo , abbandon6 
la sna scuola e si diede a quella di 
Pitagora e d' allora in poi contradisse 
«empre nelle sue opere le opinioni di 
Aristotele. Buona parte del viver suo 
iBen6 in Blatina cittii del Peloponne- 
•o insegnando filosofia e rousica con 
grandissimo successo. De'4^^ ^olu^ 
mi de* quali Suida lo fa autore , ci 
rimancono solo i suoi Eiementi ar^ 
Mumki in tre libri che ^ il piCi an» 
tico trattato di musica giunto fino a 
noi* Meursio per il primo lo pubbli» 
c6 in greco a Lrida , 1616 , in 4« 

ARISTOTILE ( Luigi d' ), famoso 
poeta volgare del XVI secoio, na« 



ctpie in Aqoila c pass6 a Perrara do- 
ve recit6. alia presenza di quel dura 
per nome Alfonso il soo componi- 
mento intitolato : Miracoh d* Amore^ 
che tanto ptacqoe da ottenere all au«^ 
tore Tonore di esser creato cavalie« 
re e ricchi doni. Di lui abbiamo an- 
che ona tradozione in terza rima del« 
la Elcgia di Ausonio Gallo che prin<* 
dpia Qaod vitae sectabor Her, 

ARMODIO ( Griovanni ) , insigne 
poeta latino del XVt secolo e nativo 
della regione dc^Marsi. 

ARNOLFO , calabrese , fiori nel 
X secolo. £ conosdoto per ana Cro^ 
naca dal 905 fino al 96$. 

ARNONO ( Giovanni d* ) nacque a 
S. Angelo a FasanelUi ) eelebre.gio» 
reconsolto. Profess6 ' quella scienta 
nelle scuole di Salemo e scrisse : So» 
Uloquia centian ec* che gli oCtenne 
gran fama» 

ARPmO ( Gitiseppe d' ) , nacqoe 
in Arpino nel 1 56o e fo cdebre pit^ 
tore» 6tudi6 a Roma sotto Camosi ar*> 
tisti e papa Gregorio XIU lo cre6 
cavaliere dd Cristo e lo elesse diret« 
tore di S. Giovanni Laterano. Nd 
1600 accompagn6 il cardinale Aldo* 
brandini in Franda per il matrimo* 
nio di Enrico IV con Maria de* Me^ 
dici e fii creato cavaliere di S. Mi- 
chde. Assalito dal Caravaggio suo ne« 
mico e rivaie ricos6 battersi per non 
essere qoelio cavaliere. E per togUe* 
re tale ostacolo il Caravaggio si por^» 
t6 a Malta dove si fece ricevere ca«- 
valier servente. Si morl a Roma nel 
i68o. Pochi pittori misero altrettanto 
spirito ne' loro componimenti , ma 
freddo ne 6 il colorito e fortata IV 
spressione» La battagUa tra i Bonuh 
ni ed i Sabini k il miglior de* sooi di« 
pinti. Arpino inddeva anche alL' a« 
oqoa forte. 

ARPIPPO o ABcmppo , nacqoe a 
Taranto e fii discepolo di Pitagora. 
La fama ddla sua dottrina sall tanto 
alta ) che fu chiamato -a Tebe per 
insegnare le sdenae filosofiche. Fu 
' il primo che con Liside intrapresc 



«d illnstrare la filosofia clel sno mae- 
Mro. Ssrisse i Comcnti sopra la filo<* 
tofia di Pitagora cd an trattato De 

ARRIANI ( Agostino ) , nacqae ia 
Kapoli e fiori sul cominciare del XVIII 
leo^o. Dotto filosofo e matemalico, 
in il primo che insegnando nella Uni- 
versitii di Napoli sostiluisse la filoso- 
fia di Newton prii esalta a quella di 
Cartesio. Si morl nel 1748. Di lai 
«bbiamo : i^ Daplicazione del Cubo^ 
«• De virium incmnento per Vectem. 

ARTALDO ( Gio. Loigi ) ceiebre 
giureconsulto , e cavaltere napoleta- 
no. Fu avvocalo fiscale e regio eon- 
sigliere* Si mori nel 1 5 16 e scrisse : 
miper Const, Begni Commentaria. 

ARTtJRO ( LaltanEio) , nacqne in 
Cropani e fu celebre oratore france- 
tcano e si morl nel i6o4* Di loi ab- 
biamo : Orazione funebre per la mor- 
€e dd cardinale SiHeto, Napoli, 1 586, 
!■ 4* ® ^^'^ prediche. 

ASTENNIO ( VinoenEO ) , poela 
^lgare , nacque a Yenafro e si di- 
•tinse per le sue coroposizioni che 
«ndarono perdute eccetto nn sonetto 
in morte di Serafino deirAquila. 

ASTON£ o Asooivs, nacque a Cro- 
tone e fu de'pii!i rinomati discepoli 
di Pilagonk Le opcre di questo som- 
mo filoiofo andarono perdute , ma 
Diogene Laeraio ci assicura che molti 
acrilti di Astone col passare degli an- 
si furono attribuiti a Pltagora , ecco 
le sve parole : Plura ttem ab Astone 
Cmemaie scripta Pjrtagorae tnscripta 
este. 

AST0R1NI ( Elia ) , celebre filoso- 
fb e matematico , nacqae in Cir6 il 
5 gennaio i65i ed in Napoli vesti 
Tabito carroelitano. La vasta sua dot- 
trina e la profonda conoscenza della 
lingoa greca, latina , ebraica , siria- 
ca ed araba non lo salvarono dalP es- 
sere occusato di maggia al tribunale 
del S. Ufficio, ma fa provata la sua 
innocenza. Percorse le principali cittli 
iHtalia ovunque rendendo il suo nomc 
illostre per saperc , roa si ebbe nuo- 



41 

▼amente che dire sulla di lui ortodos- 
tia, ed egli determinossi ad abbando- 
nare V Italia. Si trasfer) a Zurigo ed 
nn anno si fermd in Basilea , scor« 
se la Svizzera ed il Palatinato ed in 
Assia fa creato Maggiore ossia Vice- 
prefetto della universitji di Marburgo 
per professare filosofia. A Groninga 
gli fu conferita la cattedra di mate- 
maticbe ed a spese di quella repub- 
blica fii nel novembre 1686 dotto- 
rato in medicina. II dcsiderio della 
patria gli fece scrivere una lettera al 
S. Uffizio , dal quale con cortese ri- 
acontro gli fd permesso rivedere Plea- 
lia. Nel 1689 venne a Roma a Pisa 
ed a Firenze , indi a Siena fii no- 
minato a professore di scienze natu« 
rali e materoatiche ed a principe e 
censore delP Accademia de* Fisiocri" 
tici. Finalroente il 4 aprile 1702 a 
Terranova si mori Astorini con cor- 
doglio di tutti i dotti. Di lui abbia- 
mo : I* Apollonii Pergaei Conica , 
Napoli , a** De Fltati Oeconomia foe- 
tus iM uteroj Groninga, i68a, 5^ £• 
temmta EucMdis^ Siena, 4^ ^^ pote^ 
state sanctae sedis Apostotkae^ Siena , 
5* De Vera Ecctesia L C ^ Napoli. 

ASTORRR ( Francesco Antonio ) , 
famoso letterato , nacque a Cassano 
nel 174^ c si diede al foro , che in 
breve abbandon6 per dedicarsi affiitto 
alle leltere. Implicato nelle turbolenze 
del regno neir anno 1 799 fu condan- 
nato nel capo. Di lui abbiamo .* i. 
Lafitosofia detta Etoquenza ossia P eto- 
quenza Mta ragione , a. La Guida 
scientifica, Tali opere furono di alta 
gloria alP autore , che fu membro di 
▼aric accademie dd regno e di Eu» 
ropa. 

ATANASI01,(santo)fiori nel IX se- 
colo e fu consacrato vescovo di Napo- 
li di solo 18 anni. Nacque in quella 
cittii da) duca Sergio I. Jl daca Grego- 
rio suo fratello maggiore lo ebbe as- 
sai caro ed in molta venerazione fu 
tenuto da tutli i suoi concittadini. 
JNelPanno 866 T imperadore Ludovi- 
co II indegnato verso it popolo napo- 
6 



42 

lelano c vprso Gregorio loro cliica con 
forte oste volcva venire contro Napo* 
li , ma il biiono Atanasio si porto da 
Ludovico ed in modo guadagnb Ta- 
nimo di quelPimperadore, che la no» 
stra cittli libcru fu da danno qualun- 
que e Ludovico neanche entro in citt^. 
II duca Gregono vicino a raorte voN 
le consultare il fralello Atanasio per 
il succesftore da dichiarare ed il pio 
▼escovo lo spinse ad innalzare alla 
ducale dignita Sergio II suo figliaolo 
primogenito. Gregorio prima di mo- 
rirsi raccomandd ad Atanasio il fi« 
glinolo Sergio ed a costui ordino ul>- 
bidisse ciecamente allo sio e dal di 
Ini consiglio non si appurtasse mai. 
Ma il giovane duca ben tosto dimen- 
ticando le pateme ammonizioni e s«* 
dotto dalla moglie donna superba e 
da pervcrsi consiglieri , caccio in car- 
cere Atanasio, il quale lo ammoniva 
perch^ desistesse dalla lega fatta co* 
Saraceni. Tale indegno procedere ir» 
rit6 forte ii popolo , ii qualc con- 
gregato tntto il clero sl greco , cbc 
latino e co^ monaci si portd al palas- 
Bo diicule chiedendo ad alta voce la 
liberazione del loro vescovo. Sergio 
dopo sette giomi alla fine si vide co- 
stretto mettere in liberlii Atanasio, ma 
tempre gli tenne dietro persone clie 
indagassero tutta la sua condotta. Non 
potendo piu tollerare le oppressiuni 
dH nipote sugelld ii tesoro della cat- 
tedrale e nei 871 si ritiro nell' isola 
del SaWatore. Sergio II volle che ri* 
nanziasse alla soa chiesa e vestisse a* 
bito monastico. Alla negativa del biio- 
no prelato , Sergio gli spedi contro 
lorte oste di napoletani e saraceni per 
farlo prigione, ma 1' imperadore Lu- 
dovico II ordino a Maiino duca di 
Amalfi di soccorrere Atanasio con* 
tro il duca di Napoli. Di fatti Mari- 
no con venti barche di armati tolse 
il vescovo da quelP isola e Sergio da- 
to il sacco ai tcsoro del ve^vado , 
lu scomunicato da papa Adriano II 
e la c\\Xk messa in interdetto. Mcna* 
to a BcDcveoto fu amorcvolmente ac- 



cxAio da Ludovico 11 , passo indi « 
Sorrento , a Roma , a Ravenna e 
sollecitb presso quello imperadore aoo- 
corsi air assediata citti di Sulemo. Si 
morl ii i5 luglio 872 a Veruli dopo 
aver retta la chiesa napoletana^i an- 
ni e sofierto ai mesi di esilio dalia 
patria. 11 corpo di quel pio e vir- 
tooso prelato fu seppellito a Monle 
Casino ) indi da Atanasio II suo ni- 
pote trasportato a Napoli. 

ATANASIO II , vescovo e duca di 
Napoli, visse sal finire dei IX secolo. 
Pttpa Giovanni VIII neiranno 877 si 
port6 a Napoli per distogliere Sergio 
duca di quella citik dulPamicfsia de* 
Saraceni. £ per maggiorm%^nte calti- 
varsene l^ aoimo consacrd il fratelto 
Atanasio in vescovo di NapoH.La saai 
smodata ambizione lo fece congiu- 
rare contro il fratello Sergio , che 
fatto cacdare in oscuro carcere gli 
fece cavare gli occhi e finalmente 
lo mand6 in Roma dove miserameote 
81 moii. £ fattosi procbmare doca, 
Atanasio riunk in uno ii potere tem* 
porale e spirituale di quel ducato* 
Fece lega co' Saraceni che orribiN 
mente infettavano le province dell' at* 
tuaie nostro regno e con eftsi divideva 
il bottino. Questo vescovo l>ench^ di 
tceileratissimo animo,era di moltadot* 
trina e spezialmente nella letteratum 
greca e latina optime cxcuUus al dire 
del ceiebre Chioccarclli. Di lui abbia- 
mo una dotta versione dai greco in 
Utino della Storia Passioais SS. mar^ 
t/rum Arethacy et sociomm , qui apud 
graecos celebcrrbm hahentur. 

ATT£NDOLO ( Gasparo), boon 
poeta volgare che compose delle ri* 
me ed alcune note alle poesie latine 
del fratello. 

ATT£NDOLO ( Gio. BattisU ), fra* 
telio del precedenle , nacqite a Capua 
e fii nelie scienze e nella poesia ver- 
sato , ma sopra tutto nella lingua la- 
tina e volgare. Antico di anni si mori 
nel i584 schiacciato daile ruote della 
propria carozza essendo quella fatta 
in pezzi da'proprt cavulli, cbe perduto 



jtTcaoo il freno. Tale improvvisa mor- 
le priv6 la repubblica lettereria dt 
moltiMime dotte opere non ancora 
oomplete. Di lui abbiamo : Orazione 
iiinebre di Garlo d' Austrta principe 
di Spagna , 2 . Orazione militare a D. 
GloTanni d' Austria per la viUoria na- 
▼•le oCtenuta alla Santa Leg;a nel- 
P Echinadi , 5 . Orazionc al principe 
dl Stigliano D. Luigi Carafa. Fu del- 
P accademia della Cru«ca e diiese la 
Genisalemme del Tasso. 

ATTONE , uaccjue nella terra de' 
Mar» e fu raonaco di Monte Casino, 
6ort ael XI secofo e si rese celebre 
per dottrina e virtu. Fu vescovo di 
Chieti e si roori nel 1071. Scnsse : 
De passione imaginis C/iristi DonUni 
fiteia in dtntaie Aternis anno domim 
io6a. che r Ughelli inserl nella sua 
itaSa S^acra. 

ATTUMOIVELLI ( Michele ) , na- 
cqiie in Andria nel i^So e ivL cde- 
bre medico , in Pangi si acquistd aK 
!■ funa ed ivi si inorl nel 1836. Di 
hii abbiamo i^ una Memoria sopra ie 
^ minerali di Napoti ed i bagnk a 
r, Q^ Elementi di fisioiegia me- 
, Napoli , 1787. 

AUGUSTO ( Caio Giiilio Cesare Ot- 
Uiviatto), nacque in Turio oggiTcr- 
raBOTa V anno 63 avanti G. C. 11 
padre suo Ottavio fu senatore e pre- 
lofe nella Macedonia e la madre A- 
nis figliuola di Giulia sorella di Giu- 
lio Cesare. Ottaviano sendoorbo del 
padre alla et& di soli quattro anni , 
Giulio Cesare lo odutld por figliuolo 
ed egli secondo Tu^ dc'runiani uni 
fl nome del padre adottivo a qiielio 
del padre naturale e si disse Cesarc 
Ottaviano. Appena successe la trage- 
dia di Cesare in Campidoglio , fu 
dalla madre sollecitato a portarsi in 
Roma, di fatti abbandonando Apollo- 
Bia cittik della Grecia , con alquanti 
unici di Cesare ed alla testa della 
maggior parte de^ soldati speditigli 
dNllo zio in Macedonia per la impre- 
sa contro i Purti , a tutta frclta pas- 
io in Italia , la quale percorrcndo si 



unirono a hii molti vetcrani e gi*an 
numero di parligtani di Cesare. Giun* 
to a Roma Marco Antonio che oigo- 
gliosissimo era , vr dendosi anteposto 
Ottaviano , non fu a Tisitarlo. Se ne 
sdegn^ forte quosti e volea in uno 
vendicare la morte anche dello zio , 
ma la madre sua e Filippo suo pa- 
drigno io consiglMrono a fingere an- 
che tin poeo. Allora Otta^viano si por- 
16 in casa d» Marco Antonio a f&rgli 
visita e parlalogli con dolci maniero 
di varie cose gli chiese final^mente il 
danaro di Giulio Cesare ( chc e^li 
prese dalla casa del defuBto e conser- 
vava presso di se ) per sodisfare tiit- 
ti i suoi debiti ed il rimancute di- 
spensarlo secoodo avea> disposto la 
zio. Marco Anlonia non solo gli ne- 
g6 ii danaro, ma lo riprese di una la- 
le inchiesla ed ailora Ottaviano toitu- 
81 la maschera vennc ad aperta nimi- 
stk cott quelh>. II famosissimo M. 
Tullio Cicerone nemico di Murco An* 
tonio si un) ad Octuviano y il quale 
pe' soggi consigli di quel sommo uo- 
mo divenne pi6 forinidabile al neiiii- 
co , il quale vedendosi viciuo u ro- 
vinare fuggi di Rorou per hr leva di 
soldati in Ilaliaa Messe insiemequut- 
tro legioni di vecchi soldat> Marca 
Antonio marci^ coniro Decio Bruta 
che governuva la Gallia Cisalpina ed 
amico di Ottaviano era e la assedi^- 
nella citt^ di Modena. Di tale atten- 
talo venne avviso a Roma • Cicoro- 
ne tanto peroro nel senulo che Mar- 
co Antonio ncinico della Repubblica 
fu dicliiurulu od i consoli Pansa ed 
Irzio obbcro ordine di dargli batta- 
glia. Pcr opera dollo stesso Cioerono 
Ottaviano fu creato scnatore benche 
non avesse che 18 anni e coii insegno 
di Consolo e col titolo di vicepreto- 
re comandasse parte di quell' oserci^ 
to. Si diede ia batluglia e Murco An- 
tonio disfatto fu costretto fuggirc in 
Francia con gii avaiizi del suo eser- 
dto dovc procuro stringere amicizia 
con LepidO) il quule prima dclla mor- 
te di Ccsarc si trovava ivi con V c- 



k 



44 

sercito. Ed Oltaviano libero de' du* 
Gonsoli che morli furono nella pugna 
invid a Roma per ottenere V onore 
del trionfo, la dignit^ di eousole ed 
]] comando deiresercito. Ala ii senalo 
|[ia scovrendo in lui gli stessi disegni di 
Giulio Cesare , nuUa volie aecordagU 
ed Ottaviano aiiora penso trattare di 
pace con Marco Antonio e guadagnati- 
si i soidati vennc alle porte delk cit- 
ih dove malgrudo ii senato si fece 
diciiiarare Console. Indi fatta pronun- 
ziare sentenza di morte pei* Bruto e 
Cassio usci di Roma e venne al cam- 
po di Marco Antonio cfae con Lepi- 
do si era fermato nella Itaiki. I tre 
gencraii si riunirono sur una isoiet- 
ta del fiume Labiuo per trattar ie co- 
5e. Di futti dopo tre giorni di con- 
tinue discussioui si formd quei famor 
50 Triumvirata^ coi quale Ottaviano, 
Marco Antonio e Lepido si divisero 
le province ed ii potere deiia Re- 
pubblica Romana per lo spazio di 5 
anni. Ottaviano ailora ripudiando la 
£gliuoia di Severino sua moglie, spo- 
fto Ciaudia figiiastra di Marco Ank>- 
sio. I tre tiranni sancirono coi san- 
gue de' propri parenti e de' piu iilu- 
stri e saggi uomini della repubbiica 
quel trattato iufame. L' ingrato Otta- 
'viano segn6 la roorte dei grande ora- 
tore M. TuUio Cicerone ciie avea 
chiamato padre e dai quale ripeteva la 
sua grandezza , Maroo Aotonio yen- 
d^ ii capo dei fratciio di suo padre 
e Lepido queiio del proprio frateilo 
Lucio Paoio. Ed oltre quelii ia no- 
ta di proscrizione condann6 alla scu- 
re circa 3oo senatori e sooo cavalie- 
ri. Di animo cinidele si mostr6 Ot- 
laviuno in tali circostanze avendo Br 
nancbe negata ia sepoitura ad un roi- 
sero che la chiedeva neilo istaote di 
subire ii supplizio cui rispose i corvi 
ne avranmo cura, Dopo avere sparso 
lanto sangue Ottaviano e Marco An- 
tonio lasdando Lepido in Roma mos- 
sero Gontro Bruto c Cassio uccisori 
di Cesare , i quaii si eraoo rifuggiti 
nciia Macedonia. Si vennc a battagiia 



nella pianura di Filippi pressoque^ 
ia citta e que* di Ottaviano furona 
rotti da Bruto e io stesso Ottaviana 
sarebbe stata morto se ua sonn<x 
non io, avesse fatto stare iungi dalia 
pugna e dalla sua tenda. Marco Apr 
tonio per6 nippe que' di Cassio , ii 
quaie credcnde nemici i soidati di 
Broto che Tenivano per sQCCorrerio y 
si fece triicidare dai suo.servo. Briita» 
da esperto e valoroso capitaao si por- 
t6 in queila giornataf ma rimasto so-t. 
la e con poche soidatcsche dovd so- 
stenere V urto d* ambo i nemici. RJ-« 
dotto aiia necessitii di cedere o fug- 
gife si trafisse con la spada del sua 
servo. In tal moda i Triunwiri liberi 
da^fautori deiia repubbiica si divise* 
rol^impeco. Murco Antonio ebbe la^ 
Grecia e i'Asia , Lepidp T Aflfrica cdi 
Ottaviano il rimanenle. Ma FulviiK 
raoglie di Marco Antonia ingelpsitA^ 
del marito per Cleopatra voiie cho» 
Ottaviano. lo ftuzesse ritornare ia Itaiia^. 
alle quali premure non dando ascoltOt 
OttaviaiK)) i^indispettita donna incitd^ 
Lucio Antonio suo cognato. contro. 
quei Iriumviro. Di ci6 sdegnato Ottft-i 
viano ripudio Ciaudia e Lucio Anto-w 
nio cbe aUora consoie tra.y. con le- 
armt tento distruggere il tiriumviratoy 
ma vinto impior6 perdono da Otta-. 
viano e l'ottenne. Marco Antonio al- 
la nuova della sconfitta dei fruteliOk 
abbandon6 i^Egitto per combattere Ot« 
taviana , ma conoscendo tutto V av-. 
venuto confirm6 ii triumvirato- per 
altri 5 anni ed essendogii morta iik 
mogiie Fuivia spos6 Ottavia sorella^ 
di Ottaviano e costui Scriix>nia. Ma^ 
non perci6 re$t6 tranc^uiila Ottavia- 
no , poiche Sesto Pompeo con L* ar- 
mata navale tentava torgii ritalia, oia 
ad istanza dei Senato e di Marco An- 
tonia ii giovane Sesto Pompeo con- 
discese ad un accorda con Ottavia* 
no , coi quaie Pompeo rest6i padro- 
ne deiia Sicilia , deiia Corsica e del- 
U Sardegna. Ma i* ambizione di Ot- 
taviano non fu tarda a cercare de' 
frivolissiiui pretesti per voigcrc le 



srmi contro Pompeo ed in piit iu- 
ccHitri disfatto Ottaviano chiesc soc- 
corso a Marco Antonio , il quale a 
bella posta Yenne in Italia, nia non 
4rovatolo al luogo convenuto ritcrn6 
«lisgustato a* suoi stats lemeudo qual- 
ebe tradimento. Ottavia pero s'inter« 
pose Ira k>ro e 11 pacificd e Marco An- 
tonio mand^ molti legni in aiuto del 
cognato. Lepido anche con mille legni 
cd 80 galere soccorse OUaviano , c 
con tulti questi soccorsi Sesto Pom- 
peo lo vinse« Disperando di supera- 
rc quel gran marino , Ottaviano qua- 
si desist^ dalla guerra , ma pungen- 
dogU forte 11 desiderio deirassoluto 
polere tutto azzardava. Numcrosi e- 
serciti da ambe le parti erano pron- 
ti a spargere il proprio sangue p(*r 
quella contesa, quando Pompeo propo- 
•e ad Oltaviano una battaglia navule 
composta di ugual nuroero di galere 
dccidessc la controversia. Si conven- 
iie del luogo e del numero delle ga- 
kce che fu di Soo dail' una ed al- 
trcttante daii^ altra parte. E Pom- 
pco l>enchd dimoslrasse la perizia di 
•ommo marino , ebbe 1' inforlunio 
di esser rotto e costretlo alla fuga. 
6i ricovero Pompeo in Oriente pre»- 
•o Marco Antonio con la speranza 
di qualche accordo ed in vece eb* 
bc il capo moszo. Prima che termi- 
aassc la guerra di Seslo Poropeo, Ot- 
taviano ripudiando Scribonia bench^ 
di quella avesse unafigliuola per nome 
Livia , sposo Livia Drusilla moglie di 
Tiberio Nerone e di quello gravidu. 
Tiberio Nerone fti costretto laaciarla 
cd Otlaviano menandola al talamo 
gravida come era adolt6 V altro suo 
figliuolo per nome Tiberio che poi 
gU successe nelP impero. Tosto chc 
Sesto Pompeo abbaodono l^ Sici- 
lia Lepido in qualitji di capitano di 
Ollaviano s' impadronl di queirisola 
c la muol tutta di fortificazioni pri- 
ma che Gesarc ne dasse gli ordini e 
di cio se ne dohe Agrippa capitano 
di gran valore e di cui Oltaviaiio a- 
vca sommo rispctto. Mu alla line Le- 



45 

pido volendo con U forza rkenere 
per se la Sicilia , si veone alle armi. 
Vi fu qualche scaramuccia e passan- 
do quasi tutti i soldati di Lepido nel 
campo del nemico , si vide percio 
quei capitano oostretto rimeltersi al- 
la generosilik di Oltaviano , il quale 
lo riceve onorevolmente c lo man- 
d6 a Roma aecompagoato c raoUo 
bcn trattato , da vivere per6 da pri- 
vato non potendo occupare uffizio o 
magistrato alcuno e gli conferi la di- 
gnhk di saeerdotc. £d in tal modo 
Ottaviano a^ suoi stati aggiunse la 
SiciUa e la provinda deirAfirica ed 
ebbe sotto di se tre esercili, queUo di 
Lepido , I' altro di Pompeo ed il suo 
che in ono sommavano a 4^ legioni 
di fanti e sS mila cavalli oltre i ca- 
valli leggieri ed i Numidi. Fatto ri- 
torno in Roma Cesare Ottaviano eb- 
be gli onori della ovazione e per 
magglormente oattivarsi l'animo del 
popolo , perdon6 a tutd coloro avea- 
no servito o partigiani erano di Le- 
pido e Pompeo , aboli le tasse im- 
poste nel corso delle guerre civili , 
iormd ua oorpo di truppe 'per ster- 
minare i ladri che infeslavano V Ila- 
lia, abelll Roma di gran numero di 
edifizl e distribul aWeCerani le terre 
loro promesse. Non saaio anoora di 
tanto dominio Ottuviano . cercava il 
modo per usurparsi anche la pro- 
viocia di Marco Antonio n6 la occa- 
sione fu tarda a presentarsi , poich6 
invaghitosi di Cleopatra MarcoAnto- 
tooio non solo non voUe piiivedere 
Ottavia sua mogUe , ma la ripudid. 
Ci6 bast6 perchd Oltaviano in Sena^ 
to groudissimo rumore menasse con- 
tro del cognato dichiaraudolo anche 
decaduto dal potere essendo scorsi i 
secondi 5 anni del suo triumviralQ 
senza portarsi a Roma a riceverno 
la coHerma. Per allora non pot6 
marciargli contro essendo impegnato 
neUa guerra contro i Schiavoni ed i 
Punnoni, ma dopo aspva faattagliain 
cui fu ben due volte* grdvementc fe- 
rilo si rcse [>adrone delia Schiavo- 



46 

nM e della Pannonia e del Norico e 
ai iiii«e ia armi per combaUere Afar- 
co Antooio. Grandi apparad di armi 
•i fecero da ambe le pard s\ maritti- 
mi , cbe terrestri e Marco Anloaio 
che superiore di numero era avreb* 
bre toggiogato il rivale se non fosse 
glato oosl lento a passare in Italia. 
OttaTiano avendo in lal guisa como- 
diUi di raccogliere eserciti per^ op- 
porli alle gnmdi fone del nemico , 
invi6 messi a Marco Antonio perch^ 
si accostasse all' Italia per venire al< 
le mani. li cognato allora gli rispo- 
se che per rikparmiare tanto sangue 
cra proato ad un combattimento da 
corpo a corpo bench^ egli (oHse 
Tecchio ed Ottaviano giovane e ga- 
gliardo owero ehe l^attendesse ne' 
campi di Parsaglhi dove Gesare com- 
baltiito avea con Pompeo* Ma rifiu- 
lale qoelle sfide da Ottaviano, Tan- 
BO 3i prima di G.^ le due ftoUe 
Tennero a battaglia al capo di Azzto 
in Epiro. Sanguinosa ed ostinata fu 
b batlaglia durando per dieci ore 
dubbia la fortuna , la quale alla fi- 
ae si dichiard per Ottaviano e B&ar- 
co Antonio fuggi in EgiUOk La cle- 
nenaa di Cesare OtUviano verso gli 
affiziali ed i soldati cui lece grazia , 
aerebbe di grande cKiore al suo a- 
nimo se le anleriori sue crudelt^ noo 
r awessero ^ta «ttribuire a poli- 
lica. Ottaviano fu crudele neila pro- 
acrizione e dopo la batUglia di Fl- 
Kppi , poiche uon era ancora il pa- 
drone e voleva esserk> \ clemente do- 
po qoelUi di Azzio perch^ innalzato 
al piik alto grado di potere uopo era 
conservario con U dolceaaa. Pass6 
poi Cesare in EgiUo ed in una sca- 
ramuccia fu da Murco Aotonio co- 
atretto a fuggire j ma quel vantaggio 
cssendo di niun momento ^ Marco 
Antonip sfidd nuovamente Oltaviano 
a duello , per6 OUaviano lo rifiuld 
dioendo avere Marco Antonio assai 
niodi da esscT morto senza lo fosse 
di sua mano. Tradilo dulla sua flot^ 
te e credendo anchc lo stcsso dcll'e- 



sercito venne da Gleopatra e creden - 
dola morta Marco Antonio si trafis* 
se con un pugnale. AUora Ottaviano 
cntr6 in Alessandria e se ne rese pa- 
drone perdonando a tutti e restitui* 
tosi a Roma 1* anno 39 prima di Cri^ 
sto, ebbe l'oiiore di tre trionfi Pu- 
Do per la viUoria della Schiavonia ^ 
1' altro per la giornata di Aszio e 
1' ultimo per la batlaglia di Alessan- 
dria. Resosi omai padrone deila mo» 
narchia universale Otidviano chiuse 
il lempio di Giano e grandi onori 
ebbe dal popolo, il quale gU eresse 
templi ed altari. 11 senato poi lo 
chiam6 Auguslo e padre della patria e 
conferi il Utolo cT knperadore in per- 
petuo a colui che avea latto scorre- 
re a torrenti il sangue per ottenere 
la monarchia. Dicesi che questo im« 
peradore volesse rinunziare IMmpe- 
ro e che consultali avendo Agrippa e 
Mecenate , il primo gliclo consigli6 
e l^altro ne lo distoUe. Certo 6 che 
Auguslo propose al senato dimetter- 
si dalla soprema potestli e che iu 
preguto riteneria , ma questo fu solo 
un giuoco di politica. Oivenne onni- 
potente ed in se stesso accoppi6 in 
imo il potere d^ imperadore , di tri- 
buoo perpetua, di censore e di sa- 
prema pontefice esercilando quindi 
una autoritji sopra resercito, le pro- 
vince^ tt popolo , i costumi e la re« 
Ugione.. SiUa ( dice un autore ) «o- 
mo impciuos(h condusse Ptoieniemenie 
i Exmani aiia Ubertii \ Augusio iirai^ 
no astuto ii men^ doicemente aiia schia- 
vitk» Msnire ia repubbiica sotto SiUa 
ripigiiava forze , tuiti gridavano aiia 
tiranniay e mentre sotto Augtisto ia 
iirannia si rajfforzava non pariavasi 
cite di iibertd. Rivestito della dignilii 
di grao pontefice , oUo anni prima 
di Cristo fece gitare nel fuoco i \u 
bri delle sibille forse perch^ cpnte- 
nevano cose che interpretava in suo 
svantaggio e corresse nel calendario 
alcuni errori che Giulio Cesare d a- 
vea lasciati. Allora dicde il suo noine 
al mesc dctto prima Scxidis chiaman- 



dolo AagtisiUs» Finalmente clopoaver 
liitto alcune leggi bnone o calfive e 
foppresso abusi fi Itizi o reali , asso- 
a6 Tiberio ail' impero (scelta che so- 
fai basterebbe a rendere odiosa la 
fu memoria ) si morl il 19 Ago- 
fto a Nola in et^ di 76 anni di flus- 
•o di ^entre Tanno i4 di Cristo. Al 
momento di spirare disse agli amici : 
d irovato Roma fabbricata di pietre cotte 
e la lascio fabbricata di marmi. Sen- 
tendosi mancare^ chiese uno specchio 
e si fece pettinare la zazzera e rade- 
re la barba , dopo agli astanti cosl 
* parl6: non d forse ben rappresentata 
ia mia parte ? Gli fu risposto di sl 
= Batiete dunque ie mani , ripiglid 
che ia commedia e Jiniia. Oltre a'vi- 
st che abbiamo rilevati in questo for- 
tonato tiranno e che gli ultimi suoi 
anni fecero in parte dimenticare, gli 
fi c»ppone di essersi abbandonato al- 
la Tolutt^ ed a' capricci di Livia sua 
moglie che lo volgeva a suo talcnto. 
n fecolo di Angusto si annovera tra 
cpielli che pi£i recarono onore allo 
fpirito iimano. In quella celebre etk 
ficNrirono Virgilio , Orazio , Ovidio , 
Properzio , Ciccrone , Tito Livio , 
Comelio Gallo , Catullo , Tibullo , 
Marco Varrone , Messola Corvino , 
Planoo , Celio , Arrio , Atenodoro y 
Annafilao , Vilruvio ed altri. 

AULA ( Salvatore ) celebre lettera* 
to y naccpie in Napoli il 2 1 aprile 
1718 e si morl il a5 agosto 1794 o 
Ib membro delP accademia Krcolanen- 
fe e di quella delle belle arti. Di lui 
abbiamo : i^ Illustrazione sopra le i- 
slitiizioni di rettorica e di poetica di 
Cario Majello , 2^ Antiquitatam roma» 
norum epiiome ad luum seminarj Kea' 
poiiiani y a w/. Sapoli 1778. 

AULISIO ( Domenico ) , nacqne 
ift Rapoli il l4 gennaio iGSg e di 
solo 19 anni insegn6 poesiaitaliana 
con gran successo. Dotto nella lingua 
ebraicTa , siriaca , caldaica , illirica, 
greca , latina , spagnuola e francese 
ncm che nella sua propria , fu da re 
Cario II prescelto a leggere architet- 



47 

tura militare nel prcsidio di Pizzo- 
falcone. Famoso cattedratico nella u« 
niversitii di Napoli fu peritissimo nella 
greca e romana letteutara, nelle ma- 
tematiche , neile amane letlere cd in 
tulte le arti liberali , grande anliqua- 
rio e profondo filosofo. Nel 1695 ot- 
tenne la cattedra primaria dei Jus 
Civite e finalmente si mori ncl 1717. 
Corse voce che Nicco16 Ferrara fi- 
gliuolo di sua sorella lo avvelenasse 
per godersi prima del teropo della 
sua fortuna. Di lui abbiamo : 1* Con* 
siderazioni sopra i pareri di Leonar» 
do da Capua , a** delt archUeiiura mi' 
iiiare e civile , Napoli y 1681 , 3^ De 
Gjrmnasii cosiruciione , 4^ ^ Matt^ 
soiaei archiieciura ^ V De harmonia 
Tfiimaica^ 6^ De maneris medicis dis^ 
seriaiio Pyiagorica , 7" Hic accessU 
Episioia De Coio Majrcrano , Napo-v 
li , 1749 9 8^ Stuoie Sacre degii E" 
brei e d^ Crisiiani , NapoU , i7^3 , 
9® Commeniarium Juris civiiis , Napo- 
li , 3. vol. in 4- lo. Varie Rime ^ 
Firenze , i^aS. 

AURIA ( Giuseppe ) nacque in Na- 
li e fiorl nel XV secolo. Fu dottissi- 
mo nelle lettere e Iradusse dal greco 
ed illustr6 l^ opera di Teodosio Tri- 
polita : De hgbitaiionibut , diebus ^ et 
noctibtu , quella di Autocilo De Sphae» 
ra , i fenomeni ed i dali di Euclide 
che non erano stati ancora Iradotti 
in iatino. 

AURIA. ( Domenico d' ) rinoma* . 
tissimo scultore , nacque in Napoli 
nel i5i8 dove si mpri verso il i585« 
Fu uno de' piik favoriti discepoli del 
Merliano ed i suoi lavori furono ripu- 
latisami e tali sono creduti dagl' in- 
telligenli in queirarte. DeirAttria ab- 
biamo : 1 . La cMmversione di S. Paolo 
in piccola figura ed esistentenella chie- 
sa di S. Maria delle Grazie presso S. A- 
gnello nella prima cappella a deslra 
della porta, lavoro condotto con dili- 
genza e spirito e dove si osservanome- 
ravigliosi trasforamenli. a** la statua di 
S. Francesco di Assisi e cpiella di S. 
Bemardino co'corrispondcnli omamen- 



48 

ti per 1a cappdb de' Tarboii in S. Gia- 
como della MarcayS**!! sepolcro di Ber- 
nardino Turboli col ritraUo suo e della 
noglie in medaglioni con due patd 
sor 1'uma in atto di spegnere la fact 
e con la resurrezione di Cristo riel- 
1* alto , esiste nel muro laterale in 
S. Giacomo della Marca. 4** Una ▼er- 
gine col bambino snr le nubi con 
angeli ed anime purganti in basso- 
rilievo di tanto pregio che credevasi 
del maestro. Questa bella scultura esi^ 
ste in S. Agnello nella cappella de' 
Lottieri a sinistra dell'altare roaggio- 
re, la vergine sopra tutto k di bellis- 
sime fattexze e vi si annunzia il ge- 
nio deir autore. 5* Altra vergine col 
bambino , anime purganti , angeli e 
putti esisteva in S. Maria delle Gra- 
lie a S. Agnello. 6® Un^urna per 
Alfonso Nota con statua giacente or* 
nata di trionfi ed armi militari ed 
altri bassi-rilievi , 1' uma sur la quale 
giace Alfonso e iostenuta da tre pic- 
cole sfingi alate ed al di sotto tra i 
due bassi-rilien si legge 1* epigrafe : 
sustinuit et abstirmit ed a' lati dei fe- 
retro vi sono due cani. 7** Un sepol* 
cro pcr Bernardino Nota con statua 
giacente e con quattro altre slatue 
rappresentanti la Natura 9 T Arte il 
Tevere e rArno. Questi tre sepolcri 
csistono in S. Domenico Maggiore 
nella terza cappcUa a sinistra della 
porta grande. 8^ Nella chiesadi S. Gio* 
'vanni a Carbonara nella cappella de' 
Caracciolo a deslra deiraltare maggio* 
re si vede la statua di S. Paolo, la 
quale ora nella destra non conserva 
che la sola impugnatura della spada, 
9** Nella stessa cappella a sinistra del- 
r altare il tepolcro del marcbese Vi- 
€0 sul feretro del quale si Tede ia 
statua ritta in abito da guerra con due 
statue bterali e molti bassi rilievi e 
due tritoni che sostengono Purna. 
10* Una vergine addolorata col fi- 
gliuolo morto nel seno in S. Seven- 
no lavoro stopendo incominciato dal 
Merliano e da lui finito per la morte 
aYTcnuta del maestro. 11" La fonU- 



na esisteva nella rivScra di S. Lucia 
prima che si rinnovasse k slrada. 
Questo capo-bvoro di arte era for- 
mato quasi ad arco trionCale e Ta* 
cqua zampillava da una conchiglia ▼oU 
ta in sopra e tanta maestria ed arte 
ammiraTasi in quella scultura che mol* 
tissiffii la credettero opera del Bon« 
narroti. 13^ La conca, i 4 grossi del- 
fini chc con la coda formano la baee 
della tazza della fontana Medina .con* 
tro Castel Ndovo , le 4 atatue che 
la sostengono, i 4 cavalli marini di 
Nettuno e la statua di Nettuno in 
pfedi col tridente nella destra, tiille 
le rimanenti figure ed ornamenti yi 
farono aggiunti dal Fonsega per or- 
dine del duca di Medina allorch^ qud* 
la fontana dairarsenale al laogo ove 
h oggi fu trasportata. 

AURINO ( Vincenzo ), celebre 
oratore, nacque in Aquila e scrisse: 
Del corso de" mortali alPaltra vita ec% 
Vico Equense , 1698) in 8. 

AVALOS (CosUnza d') poetessa del 
XVf secolo , nacque in Napoli e si 
dlstinse nelle lettere e sopra tutto nella 
poesia. II Crescirobeni loda mollo 
le riroe di Costanza e simile tributo 
le danno il Ruscelli , il Corso , il 
Giovio ed il Gimma. 

AVALOS ( Feidinando d' ) mar* 
chese di Pescara , nacque 10 Napoli 
nel 1488 di nobile faroiglia origina- 
ria di Spagna. Si diede al mestiere 
delle armi e fu de' piii yalorosi capi- 
tani del suo tempo. Fatto prigionie- 
ro nel i5ia alla battaglia di Raven- 
na, dedico il tempo della sua catti* 
y\\k a comporre un Dialogo deltamo* 
re e \o inlitoI6 a Vittoria Colonna 
sua moglie. Ricuperata la liberta com* 
batt^ con vantaggio per Carlo V nella 
battaglia della Bicocca , nel riacqui- 
sto del Milanese e nella vittoria di 
Pavia nel i5a5. Qemente VII ed i 
principi d' Iialia costernati da^progres-. 
si deir imperadore proposero al roar* 
chese di Pescara entrasse nella lega • 
che voleano contrapporre alle sue 
conquistc ) anzi il papa gli promise 



1' inveslilara 6el regno di Napoli, ma 
consigliato dalla saggia inaglie rinun- 
Bi6 qualanqae oSerta e Carlo V in 
ricompensa lo creo geoeralissimo del 
too eserciio. Prese Milano e si mori 
in quelia cilt^ il 4 novembre i5'i5 
teoea posterit& ed ii sao cadavere 
trasporCato in Napoli fu sepoUo nclia 
chiesa di 8. Domenico Maggiore. Era 
ono de' protetlori deile lettere in un 
secolo che ne ebbe molti. Egli me- 
desimo era dottrssimo avendo avalo 
nn ecceHente istitatore il Musefiio. 
Paoio Giovio ne h scritto la vita e 
Ludovico Ariosto il sequente epitu£io. 

Qtti tautam rapuere ducem? doo nunina 
Mars^ Mors; 

Vi rapereot quidam coiopulit? Invidia. 

Nii Docuere sibi , vivit Dam fama superstesy 

Qoae Marlem , et Mortem vivit, et 

Invidiam. 

Quis jacet hoc gelido submarmore? Maiii- 

SMs iile 

Piscalor , l)elii gloria » pacis lionos, 
Kunquid et hic pisces cot-pil? Non: ergo 
quid ? X>rbes , 

Magnanimos Reges » Oppida , Rcgoa > 
Doces. 
Dic quibushaec coepit piscator, retibusr? Alto 
G)usigUo> ialrepido corde» aWcrique 
«laniK 

AVALOS ( Alfonso d' ) , marcliese 
del Vasto e nipote del prccedente e 
teoente generale degli escrciti di Car- 
lo V in Italia. J^Iei i555 segoi i'im- 
peradore alla spedizione di Tanisi, 
in ambasciadore a Venezia ed alcaa 
lempo dappoi iiber6 Nizza dalPasse* 
dio messo da Borbaros.^ II e dal 
disca d^Enghien nel i543. Sidistinse 
nella giomala di Cerisola e fa vioto. 
Brantome racoonta delle favolecontro 
d'ATaios per qnesta giomata di Ge- 
risola <^e debbonsi avere in nian con- 
lo. Alfonso d'Avalos si morl nel i546 
di anoi 4^» ^^ '>no de*migliori poeti 
del suo secolo ed il celebre Ariosto 
ne lode il valore nel sao Furioso al 
canto 33 co^ versi che incominciano: 
Non fu Nereo si bd^ non si eccelten* 
I» ec« £ nella stro&i cbe segae; L^td' 



tro di si bcnigno e Ueto aspetto cc. 

AVELLINO ( s. Andrca ) , nacqoe 
ncllu piccoia terra di Castelnuovo nel 
i5si e vesli Pabilo tealino e nel iSfi^ 
passo ullu casa di Napoii. Per niag» 
giormente perfezionarsi nella virlu fe- 
ce dae voti particolari, a resistere 
sempre ulia propria volonla e di fa- 
re ogni gioruo qaalcbe progresso 
nella virtu. li ceiebre Borromeo fece 
la piu alta stima di tanto uomo e 
da lui volie esser diretto nel fonda- 
re nna cusa di teutini a Milano. Fi-* 
nalmente dalle pcnitenze e dalle ia- 
uche oppresso e dagli anni cadde per 
apoplessia a' piedi deiraltare allorchi 
incomiuciava la messa ed il lo no- 
vembre i6o8 si mori ncl suo 88 an- 
no. Napoli e Siciiia lo ^nno a loro 
protettore. Di lui abbiamo parecchie 
opcre di pietkin5 vol. Napoli, 1733 
e 1734. 

AVENDANO ( Alfonso ), nacquc 
ii Bcncvento c fiork nel XVi secolo» 
Di iui abbiamo un Comentario mi^vd^ 
il salmo 118, Venezia, i587. 

AZAKITA ( Bonaventura ), dolto 
francescano e fiori nel XVI secolo. 
Compose: Commentaria in AristoteUs 
Logicam, 

AZZARITI ( Michde ), nacqae k 
Foggia nel seltembre del 1762 e st 
mori di colera nel luglio dei 1837» 
Questo dotto filosofo e iaborioso pub- 
blicista corapose: 1** de* dritti e do* 
peri delPuomoy a* d^ mali e rimecUpo^ 
iitidj y JOusura definita e soppres" 
sa • 4^ Qu(tle sia U pia perfetto go» 
pcmo^ 5" // dizionario ragionato det 
codice per ii regno deHe. due SiciUej 
6."* La risposta aile opposizioni incon* 
irata circa U nuopo modo di difesa du 
accordarsi agli accusati^ 7^ Germanico 
ed Agrippina^ Compilazione storica 
sar raatoritil di Tacilo preceduta da 
nn oenno sar la storia romana dalla 
fbndazione della citt^ fino aIl'impero 
di Augusto e di Tiberio, con note 
isloriche e rifiessioni poiitiche, 8* 
JRificssioni sul criterio morale , 9° Za 
traduzionc de'trattaii di legiskuBioiie 
7 



&0 

civile « penale del Bentham. iD^ Trat- 
tato xur i locnti di pena e di cusiodia. 
AZZIA ( Giv. Battista ) morchese 
tlella Terza, nncque in Napoli nel XVI 
secolo e si acqiitst6 nome ncirarte ca- 
valleresca , nelle lettere e nella poe» 



sia. Di lui abbiamo , i^ tHscorso sopra 
/a LiiFMj a** Vaiie r/ijir. 

AZZIA ( Girolamo d' ) parente det 
prccedentCf fiork nel XVI secolo e si 
distinse nella poesia ▼olgare. di kii 
obbiamo alcune rime. 



B 



BADOLATI ( Francesco Antonio ), 
celcbre gireconsuUo, nacque a Lau- 
renzana il 7 dccembre 1761 e si rao* 
r) a Montcleone il 3 decembre 1B26. 
T)cc;Mpo var:e cariche e quella di vi- 
ce sogretario della dogana di Palmi* 
Fii dotto nella greca e latina lettera- 
tnra e sopra tullo nell' archeologia. 

BADOLATO ( Silvio ) dotto cer- 
tosino , nacqiic di nobile fnmiglia a 
Monlelcone e si mori a Napoli il 1 8 
febbraio i535 di anni 58. II suo sa- 
pere lo resc caro a pa^^a Gregorio 
XIII cd a tulfo il suo ordine che piii 
"vollc lo ToIIe alle priine cariche. 

6AFFA, dottissimo ellenista napo- 
))oletano, fu condannato a morte do* 
po la ritirata dc' franccsi dai nostro 
regno nel 1799. 

BAGLIVI ( Giorgio ) , nacque a 
liCcce nel 1G68 , dottore in medid- 
Yia a Padova , professore di chirurgia 
e di anatomia a Roma, mcmbro delbi 
socicta reule di Londra , aveasi gran 
nomc acqiiistato tra* dotli qoando fu 
colpito di roorte nel 1706. Di lui ab- 
biamo varic opcre mediche stimate 
assai e le migtiori edizioni tono quel- 
1e di Parigi , 171 1 > in 4 « Lione 
1795 in 4. 

BALBANO ( Mattia ) dotto cap- 
puccino, nacque ad Otranto e scrisse: 
4ella passionc del Signorc , questo li- 
bro vollato in francese fu stampato 
nel 1699. 

BALDASSINI ( Melchiorrc ) , na- 
cqoe a Napoli e si distinse in qualitl^ 
di giurcconsulto ne' tribonali di Ro» 
ma, dove occ\i{)6 la carica di avvo- 
Ciito dc^ Povt^ri cd indi avvocato con- 
cislorialc. Inlcrvcnne al concilio La- 
terunensc convocato da papa Giulio II 



e gran fama si acquistd per la SQft 
dottrina. Si mori a Roroa nel iSsS 
e scrisse: Jdnotationes snper Regw* 
las Canceiinriae. 

BALDINO ( Belisario ) dotto ec- 
clesiastico , nacque a Napoli e la sua 
dottrina nelle lettere gli acquisto !'•• 
micizia di papa Paolo IV , il quale 
lo crco vescovo di Larino nel i553. 
Inlervenne al concilio di Trento e die- 
de pruova di sapere. Si morl nel 
1591 e scrissc: Saluherrimas CostHn* 
tionrs. 

BALDUINO ( Girolamo ) somiiio 
filosofo del XVI sccolo, nacque a 
Montesardo e corapose : Quaesita ^ 
Napoli, i55o, in fol. opera dottissima. 
BALLAINI ( Giovanni ), filosofo 
e teologo francescano , ndcque ad An- 
dria nel XVI secolo e si dislinse per 
fama di sapere. 

BALMI ( Abramo di ) , roedico 
ebreo ^ nRcqoe a Lecce e fiori verso 
il cominciare del XVI s^colo. Coin- 
pose 1" una grammatica ebraica^ Ve- 
nezia , 1 5'i5 , 1® tradusse in lalino 
molti Cammentari di Averroe sopra 
Aristotcle e di Avem Pace^ 5* un libro 
De demostratione , 4^ un trattato De 
sutstantia orbis. Balmi fu professore 
nelP accademia di Padova, 

BALZANO ( Francesco ) , nacque 
alla Torre del Greco nel i63i e fu 
eruditissimo anliquario e buon poe- 
la. La sua famiglia era ricca , nia in 
poche ore perd^ circa 800 rooggia 
^i belli terreni del valore di 3o roiU 
dncati che le veraci fiainme del Ve« 
811 vio ingoiarono nella terribile era- 
zione dcl i63i. Compose: 1** la sto* 
ria di Ercoiano coi titolo : L" antica 
Ereoiano ovvero la Torrc dei Greco 



toiia ddlfMtio^ Ub, 3, Mflpetf, f688j 
in 4 > i^^i^- ^^ ^^ poema della Odis- 
sea in lingua rfapolctaD»^ canli a4 
in ottava rima , 3^ II Caiascione , 4^ 
Yart io/te//i in dialetto napoletano e 
toscano. 

BALZO ( eonte Francese» del ) , 
nacque in rVapoli e si distinse nelle 
leltere e nellc armi. Sendo riputato 
nno de-* i»fgliori capitani di quel se- 
colo , re Ferrante di Aragona gli af- 
fid6 $ piit difiBcili afiari del regno e 
lo ered Gonlestabile del regno, pre- 
sidente del supreroo censiglio e conte 
di BiscegUa. Si moid nei i48i e seris^ 
se: Hisioria irwentionis et transtationis 
gloriosi corporis Si Richardi ec. cbe- 
fu datt' Dghelli inserka n^a Italia 
tdcra. 

BAL20 ( Giuseppe Maria ) , na- 
ccpie in Capua nel 174^ ^ ^^s^^ ^*&* 
bito benedeKino in Monle Casino , 
doTe nei 1817 fu innalzato ad abate. 
Si flistiose per irirtu e per largizioni 
▼erso i miseri. Si mori nel 18^3 di 
repenlino malore. 

BAfdBOiNIO ( Anlonio ) , eelebre 
pittore , seultore ed arckitelto , na- 
oque nel i368 a Napoli ed ebbe a 
maestro BAasucdo II e Ciccone nclia 
seultura , nella piltura poi Colantonia 
del Fiore e K> Zingaro. Lavor6 mol- 
lissimo in monumenti sepolcrali e 
que' di raaggior mcrilo sono : que^ 
de'fratelli De Santi , di Orazio Z/<r- 
h , del cardinale Minutoh celebrato 
dal Boceaccio , de^ Piscicelli e del car« 
dinale Carbone nel Duomo. In S. Do- 
mentoo Maggiore quello di uno del- 
la iMniglia jiquino , in S. Chiara 
quell» di Antomo delta Penna, II pii^ 
megnifico pero e quclla di Ludovico 
Aidemareschh io S. Lorenzo che scoU 
pi nel ifyki di aoni 70. Ncl i^cx^ 
bvor^ Farcotrave e gli stipiti della 
porta maggiore del Duono di soli 
tre ptaBM e P adortid di bassi-rilievi 
e di slalue con ordinc gotico e som- 
ma floria ne ottenne. Per un tal la- 
▼oro il cardinale Minutolo gli don6 
UBa ricCB badia» SimiU portc fece nel 



3# 

i4i5 per la chiesa de* Pappeooda e 
nel 14^0 lo stesso lavoro per la por^ 
ta piccola di S. Agostino della Zec-^ 
ca che ogg> piu non esiste. Egli a 
huSn dffitto si puo chiamare il ripri< 
stinatore della buona scultura. Fu an- 
che buono architetto ; la porta gran^* 
de di S. Domenico Maggiore e sua 
opera. Si morl iii Napoli nel i43S 
e dalla sua seuola tra tanti celebri 
arlisti usoirono Angelo AgueUo del 
Fiore e Guglielmo Monaco. 

BARADA (Giuliano), nacque neK 
la Calabria ultra c fu di aI(o noiae 
ae' tribunali' deUa capitale. Fu riiio* 
mato scritlore in prosa ed in verso^ 
ma del molto che scvisse in itaUano, 
latino e spasfnuolo non abbiaroo, che 
una Eiegia m lode deL Doca di^o« 
cera. 

BARATUCCI (Antonio), celebre 
ginreconsulto del XVI secolo, nacque 
aTeano e nel iSog fu nominato giu- 
dice di Yicaria , nei 1 534 regio con* 
sigliere e nel i538 avvocato fiscale 
del real patrimonio. Si mor) nel i56i 
e scrisse : Adnotatioaes. ad Coasuetm. 
Neap. 

BARBARA (Amico Santa), na- 
oque a Venafro c si dicde alle armi^ 
in cui riusci di alto nomc. Dopo ayer 
percorsi i vari gradi della milizia giun- 
se pel suo valore a quello di colon- 
nello di tutta la fanteria italiana. Mi-^ 
litando sotto il generale Malatcsta ia 
aiuto de' Fiorenlini Ai nel i^^g as^ 
sassinalo da Slefano Colonna oflTeso 
dal Santa Rarbara con superbe parole.. < 

BARBARA (Ludo Santa) , figUuo- 
lO" del precedeale , si distinse ancbe 
nelle armi e fu nominato capitano di 
compagnia. II 4 luglio 1 55o fu feri- 
to* in una chiesa da alcuni suoi neroici 
delle quaU pkighe si aorl il giorijo 
dappoi. 

BARBATO ( Mareo ) , nacque a 
Sulmona e fu iutimo aroico del Pc- 
trarca che lo teneva in grande stiroa. 
Fu dedilo alle lettcrc c spczialmcnta 
alla i>ocsia. 

BARLAAMO , monaco grcco dcl- 



S3 

V ordine di S. Basilio , aaeipie a Se» 
miiiara nel XIV secolo • fu celebre 
per la gran dottrina nella filesofia j 
Belle niatematicfae e neir aslronomia. 
Essendo passato in Orieute per j^er- 
fezionarsi ndla letleratura f^reca a- 
cqnist6 il favore di Andronico il gio- 
tane imperadore di Costantinopoli y 
che lo fece abate di S. Spirito^ Que- 
sto principe lo inTi6 in Occidenle per 
proporre la riunione della chiesa gce- 
ca con la latina e sopratuHo per im- 
plorare soccorsi da que^ principi con- 
tro i Bulgari ed i Turchi nel iSSg. 
Le sue letteve a questo soggetlo so- 
BO stampate ad Ingolsdadt , »6o4 , 
in 4* Ritornato in Oriente ebbe del- 
le grandi dispote con Balama mooa- 
co celebrc del Monte-Athos e capo 
della setta de^ QtuetUiti , i quali ap- 
poggiando la barba sul petto e fi!s« 
^ando lo sgoardo verso rombelico 
credevano Tedere la luce abbagliantc 
apparsa agli apostoli sol Taborre» 
QueWisionart sostenevano essere quel- 
la innata e Barlaamo li flageU6 con 
la voce e con la penna. A Costanti^ 
nopoli scrisse contro i Latini , ma 
riconosciuto il suo errore riprov6 lo 
scisraa e ci6 dicde occasione a vart 
autori di crearc due Barlaamo. Tra- 
sferitosi in Occidente e propriamcnte 
in Napoli , fu accolto con onore e 
stima del re Boberto d' Anjou ed im- 
piegato nella sua libreria. Ottenne il 
Tescovado di Crcrace per mezzo del 
Petrarca , al quale avea insegnato il 
grcco nel teropo dcUa sua legazionc 
ad Avignone. Barlaamo si mori ver- 
so' il i548. II Pelrarca ed il Boccac- 
cio lodano al sommo la sua dottrina, 
Bnrlaatno scrisse raoltissime opere in 
greco e le principali sono : i. Cort' 
trn primatum Papac lib. Oxonii, iSga, 
2 . Jriimctica Atf^cbraica lib. IV, 1 5^ i , 
Argcntina , 5« Et/iicac sccundum Stoi- 
cos y lib. II. 

BABLETTA ( Gabricle ) , nacquc 
ad Aquino e vesti V abito domenica- 
J10 , si rcse tanlo celcbre ncll' arte ora- 
toria , clic nicquc il proverbio : Ae- 



scii pntedieaM ^ yui ntsdt b a^kH am^ 
Fiori sul finire del XV secolo e ci 
lasci6 pev le stampe molii dotti «c^ 

BARLIAEIO ( Pietro ), nac^ % 
Salemo e fiori verso il Xll secoloti. 
ZKMtissimo in ogni scienza scrissc^ rao^ 
to in Ifegromansia scienea usattss&M 
in que^leinpi e che pubblicameiito 
ppoCrssavasi credcndosi di miol^ aiiK 
to alb roedictna. 

BAROIfK) rOttavio)^ nacqne m 
Sora e forse tts parente del cardio»^ 
ie. Fo molto dotto nella ietteratara 
latina e scrisse ^ Annales Veneli*^ 

BARONIO ( Gesare >, nacque a So^ 
ra il 3i ottobre i533. di nobile la- 
miglia. Bissato a Roma il padre per 
far lo ripatriare non voHe somroiif^ 
strargli piiii danaro alcuoo e S» Fl- 
lippo Ncri lo colloco in casa di im 
suo divoto i cui figliuoli il- Baronia 
ptr ricambio istruiva nelle lettcre*^ 
Fu da papa Qemente VIII chiainatok 
a formare Le cosUtuzioni ddla coik 
grcgazione dclla Dottrina Cristiana co^ 
cardinali Tarugi e Bellarnuno , indi 
indoss6> I' abito di S. Filippo. Rinua* 
zio i vescovadi di Sora y. di Sens # 
di Sinigaglia e tanto sal)^ in fama per 
doUrina e vtrtii , che papa Grego» 
rio XIII lo invi6 a Napoli nel iSSS 
per sopprimere una nascente eresiii. 
Nel iSqS fu nominato Protonotaria 
apostolico , nel iSgG cardinale y bi*^ 
bliotecario della S. Sede e roembra 
della Congregarione de^Sacri Riti. 
Alla morte di Clemenle VIII nel conr 
clave pcr ao giorui continui si con- 
tarono 5o voti percli^ il Baronio sue- 
cedesse al pontificato , ma la politica 
volle Leone X avendo il nostro Car- 
dinale scritto il iibro De MonarchU» 
Siciliac seti dc Kcciesiae , ct Begnum 
juribus, Finalmente carico di roerita 
e ])ianto dalla repubblica delle &ette«^ 
rc si inorl a Roma ii 5o giugno 1607« 
Oltrc i tanti suoi scritti , il suo no- 
mc 6 immorlnlp per la Storia Eccic 
siastica opera di 4^ anni di continuc 
faticlic c ccntcnuta in i'i volumi in 



foglio. Vero k che in queUa con biio- 
na critica si rinvengono errori di 
jaoria , di cronologik e moniioienli 
dubl , uiM chi non ayrebbe errato 
in li ¥8110 campo ? BftiHel a tale og- 
getlo dice : Lungi dal maravigliarei 
dtl mtmero d^ sbagii^ ^ un miracoto 
mon fv ne tkno maggiori. Gli stesn 
creiki ed i sooi principali avrersarl 
il Caaaubono } il Motaeulo e Federi- 
co SfMneraio il vecchio non potero- 
no non lodare altamente uua lanla 
steria ed a ragione fu il Baronto det- 
lo il Padre deUa sioria Ecciesiasiica* 

BAROZZINI (Celzo), celebre giu- 
reconsulto ed antiquario, fiorl nel 
XVI secolo nel Vasto e scrisse una 
Storia delle prorince di Abruzzo. 

BARRIO ( Gabriele ) , nacque in 
Francica sul cominciare del XVI se- 
colo e vestl abito di chicsa, Questo 
celebre storico ed antiquario si roorl 
dopo il i577» ^ '"^ abbiamo: i. 
Pro Kngua laiina lib. III, iS54, 9» 
JDe aeterniiaie urbis ^ 1554) 3. De 
laudibus Jtaiiae , i554 > 4* -^ ^'^ 
quitate el situ Caiabriac y Roma, 1 5^ i • 

BARTOLI ( Sebastiano ) , celebre 
medico , nacque a Montella nel i655 
e si mori a Napoli nel 1676. Egli 
miglior6 quell^ arte opponendosi a 
tutta possa contro i cosl detti Gale^ 
nisti e venne quasi oppresso da quel- 
la turba di fanatici. Si form6 allora 
un^accadcmia di Galenisti deltd de^ 
Discoriittnti il cui istiluto era il di« 
scredilare la dottrina del Bartoli ^ roa 
costui senza scoraggiarsi co^snoi par- 
tigiani ne istitul un^altra coi nome 
degl* Investiganii ed in breve trionf6 
de'suoi nemici divenendo cclebre il 
suo nome per Europa non solo in 
iiiedicina , che in anatomia di cui 
ottenne la caltedra nella universita di 
Mapoli. Costrui un lermometro di 
iiuova forraa cui assegn6 per termi- 
ne al freddo il ghiaccio e l'acqua 
bollente al calore. Di lui abbiamo : 
I. Examcn artis mcdicae , Veneziai 
1666 , 9. Brcve ragguagiio de* bagni 
(ii Puzzuoii dispcrsi cd investigaii per 



5» 

otN^ dei Piceri , Napoli , 1667 , 3. 
Thermohgia Aragonia^ uu historia 
tbermarum in Occidentali Campaniae 
ora inter Pausiiiptun et Msenum sca- 
turieniium ec. Napoli, a voL 1679. 

BARTOLOMEIS (Domenico de ) , 
celebre architetto , nacqoe in Mapoli 
e fb discepolo del Cavagni , edificd 
la Chiesa de^ Gerolmini. 

BARTOLOMMEO da babi , fiorl 
nel XIV secolo e vestl V abito dome- 
nieano. Per la sua dottrina fu da re 
Carlo II creato suo segretario e coo* 
sigUeve e finalmoite vescovo di Bi- 
sceglia. Scrisse : 1* ExposUio super 
Genesim , a* Expositio super iiims 
JUoysis* 

BARTOLOMMEOdx capva, nacqat 
in ^fapoli di nobile famiglia e re Car- 
lo II per la sua vasta dottrina lo cre6 
Logoteto e nel i384 protonotario. 
Surta quistione per la morte di Car- 

10 II tra il re di XJngheria figlioolo 
di Carlo Martello che pretendeva rin- 
vestitura del nostro regno come ^* 
gliuolo del primogenito di re Carlo 

11 e Roberto duca di Calabria , il 
quale sosteneva doversi a lui la suo> 
cessione del padre come piu prossi* 
mo , il nostro Bartolommeo fu scelto 
a difendere i dritti di Roberto. Di 
fatti pass6 egli io Francia a Irattare 
quella importantissima causa innanii 
al collegio de' cardinali. Animata e 
piena di difiBcolta fu la discussione, 
ma ii sapere di Bartolommeo abbatt6 
il nemicoed il giorno i agosto i3o9, 
Roberto fu dichiarato re di Siciliaed 
erede di tutti i stati di Carlo II suo 
padre. t, inutile il dire come divenia- 
se percio sempre pi6 chiaro il nome 
di tanto uomo e di quanti e quali o- 
nori fosse. dal re rimunerato. Tra i* 
tanti feudi de^uaii fu dal re prodi- 
gato si noverano que^ di Trentola , 
Presenzano , Albiniano , Loriano , 
Casella , Amone , Antimo , Molina , 
Roscto , Conca , Riccia , Morronc , 
Altavilla cd allri. Fiualmcnte pieno 
di anni c di gloria si morl nel i5a8. 
Di lui abbiaroo: i*' Cvmmcniaha SU' 




M 

tana mpcr ntdms H^rgmre Cmhat Flca- 
riks^ '* Comm/naatui od Capitakt.^ ei 
Pragwu Rrgmi , 4* Comantniana ad 
Digesium^ ei Ccdicem^ S* JUegazia- 
m in rlifeM di re Robetto. 

B.4RTOL0MMEO da KcMstso, fio- 
fi Del XI fecolo e ia dotlo moaaco 
inuiiano. Scriffe: i* Hymm dt km- 
dAui B. Firgmis ^ et ahonum samekp- 
ntm , 2* Vila S. NUi. 

BARTOLOIDIEO da s. atoelo , 
celebre pocfa Tolpre del XIV fecolo. 

BASILE ( Gflo. Battislm ) , oacque 
ifl !Vf poli e fiori nel XVI secolo. Pa 
oelebre poeU e leriffe : i* II pianto 
deUa Vergine , !Vapolj , 1 8o8 ,3* dia , ^ £e mu ifi S* Gw. BatiUia 



Mrt ia ^BpoS ad ifi^S. Fa 
e sDcio <ii laolte ao- 
e flnniere ed il 
ViftU oel Mirira oidiab 
nei foo testaseolo ^e k foe opere 
inedile ooa fi dafaero allc ftanipe fe 
priioa Boo fotfcio riTciialo e corret- 
•e dal Battifta. Le foe oui^lioci ope- 
1« fooo : I. Paetirm ^ 9. ZetlervHr 
la patria di Eanio , 5. ffoesve wttB' 
cAe, f^nna, 167S, 4« l^^ yroau aa- 
Um eemunae , Yenena , ifiSg , 5. 
EpiceeS eroki , Tencsia , i66y , 6. 
jiffetii earUatiri , I^doT», opera awl- 
to rara ^ 'j. Le giormate aeemdemuekej 
Venezia , 1673 , 8. Assahmme lnge> 



MadrigaU e odi , Ifapoli , 1609 , 5* 
Otseroaziom imiomo aiie rime , Napo- 
li , i6f8 , 4* ^ avvemimrose disao* 
veniwre , 5* Egloghe amorose e lagm- 
IriTitpiAi , 1^8, 6* Fenere addolo- 
raia , 1608 , 7* Epiiolamio aiia ret- 

Tengene 
Le mase 



na d Un^heria , i6!^o , 8* 
poema , Roma , 163^ , 9^ 



Napoleiane Egroche ^ Napoli , i635, 
%o* Lo citnio tlrlli cunii owero lo trai' 
tenimenio dcUi pieeeniiij TiapoU^ 165^^ 
opera che piu dellc altre gli diede 
gran (ama* 

BASTA ( Giorgio ) , naeqoe aUa 
Rocca di Cainiglia originarli di Epi- 
ro. II duca di Parma soUo al qiiale 
fcnrl fa contentissimo di tultl gli af- 
firi a lui affidati. Nel 1696 fece en- 
trarc deHe ▼ettovaglie nella Ciita di 
Fere assediata da Eririco IV e riuKl 
di alto onore pcr Bafta. Fu al ser- 
▼izio delP imperadore , si segnald in 
Uogheria ed in Transilrania , vinse 
i ribelli e li foggiogd. Si mori Tcr- 
fo il 160^ e Iasci6 due trattati sopra 
la difciplina militare che sono fti- 
mati : f • // maesiro di campo gcne* 



rale , Venezia , 



i6o5 , 3. ii governo 



firiia cavalieria ieggiera , Francfort , 
1611. 

BATTISTA ( Giufcppc ) , pocta e 
letterato , nacque nella tcrra di Grot- 
tagUc verfo il XVII fccolo. VcfU abi- 
to di chiesa e rinuntio al vcscova* 



e dei B. Ftlice , 10. iMtrc , Vcnc- 
zia, 1677. 

BAZZAi^O (Niccolo Gmineilo di^, 
nacque ad Aqiiila e comball^ pcr la 
patria allorch^ il famofo Braccio da 
Alontonc la leneva assediala. Era e^ 
iodinatissimo alla pocsia volgare , na 
non potendo uguagliare Oante o gli 
altri poeti del buon fccolo , fcriffe i 
in dialetto aquilano on poema in ol- 
lava rima in cui canto la Storia dd- 
la gnerra di Braccio da Moolonc con- 
Iro la citta di Aqiiila nell' anno i^^S 
e i4^4- ^ Ludovico Muratori lo in* 
fcr) nclla sua gran Raccolta. 

BEATILLO ( Antonio ) , nacqne a 
Bari il 33 novembre iS^o e vcfll 
abito gcfuita. Fu dottissimo ndle let« 
tere e professd in Napoli per 18 an- 
ni Sacra Scrittura. Si mori il 7 gen- 
naio 1642. Di lui abbiamo : i. Sto- 
ria delia pita ec. di S. Ircnt di Tes- 
salonica ^ NapoK , 1609 , a. Sioria 
della iHia ec. di S, Nkcolo Magno , 
Napoli , i6^o I 3. Stona detla viia 
de Fray Francesco dcl Ninno^ i6a4 , 

4. Storia di S. Sabino^ Napoli, 1699, 

5. Storia di Bari principal citta liel' 
la Pu^lia ^ Napoli , i635. 

6ELLELLI ( Fulgenzio ) , genera- 
le deir ordine agostiniano , nacque 
in Buccino il 18 giugno 1677. Pcl 
vasto suo sapcrc fu innalzato alle prin- 
cipali carichc dcl suo ordinc cd adu* 



peralo ne*piik aslnisi affari* Papa Cle- 
roenfe XI lo nomind Bibliolecario 
delP Angelica e Benedetto XIII lo in- 
earico di portarsi a Pavia per dar 
termine. alla causa della identitit di 
S. Agostino che fin dal 169$ era di- 
battuta nel tribunale di quel vesco- 
¥ado. Si morl il aa gennaio 17420 
ci lascio : i • Mens Augustini de sta* 
tu creatwrae rationaiis ante peecatum^ 
3. Mens Augustini de modo repara» 
iionis creaturae post lapsum y adper' 
sum Bajanam , et Jansemanam hae' 
resiam. 

BELLI{Andrea), celebre letterato, 
nacque a Ruvo il a4 dccembre 1 760. 
Re Ferdinando IV di Borbone lo in- 
caric6 di mettere in ordine la vasta 
biblioteca de'studi che scnza ordine 
alcuno ammucchiati stavansi oirca 80 
mila volumi. Nel 1760 fu nominato 
bibliotecario reale e finalmente pre- 
felto della reale biblioteca Borboni- 
ca* Si mori il ny maggio 1 8ao e le 
M€ numerossime opere rimasero ine- 
dite. Fu uomo di vastissima lettera- 
tara e membro di molte accademie. 

BELLO ( Filippo ) , letterato , na- 
cqoe ad Atripalda il ai gennaio 1666 
ed ivi si morl nel 1719« Fu adomo 
ddle lettere antiche e roodeme e 
•tretto amico di Pietro Qiannone. 
Btton poeta volgare scrisse delle poe* 
•ie staropate in Napoli , 17 14» 

BELIX) r Marco Aurelio), nacque 
a Toro e si distinse nella giurispru- 
deosa. Di lui abbiamo : i. De solti* 
tis externis ad lus civile , Napoli ^ 
1604 9 ^» De harmonia poetica ^ Na- 
poli, i6i5. 

BELPRATO CTincenzo) de'conti 
di Aversa sua patria , fiorl nel XVI 
iecolo e fii rinomato scrittore in pro- 
si ed in Yeno* Di lui abbiamo : i • 
iUme , a. Istoria de^ fomani di Sesto 
Buffb wmo consolare a Valentiniano 
Augusto ^ Firenze, i55o, 3. VAs- 
Sfoco , owero diaiogo del tUspregio del' 
ia morte^ di Platone^ 4* Solinodelit: 
cose meravigUose del Mondo | Venizia, 
1557. 



55 

BELPRATO ( Gio. Beroardino ) , 
fratello del precedente , fu buon ri- 
matore e ci Iasci6 varic Bime. 

BELTRANO ( Ottavio ) , nacque a 
Terranova e si diede alle lettere. Di 
lui abbiamo : Brepe descrizione del 
regno di NapoU dipiso in f2 province^ 
Napoli, 1646. Fiork nel XVII se- 
coU). 

BENEDETTI (Cola ), celebre ri- 
matore del XVI secolo. Di lui abbia- 
mo varie poesie, 

BENEDETTO XIII, nacque in Na- 
poli nel }649 di nobile famiglia. Nel 
1667 vesli abito domenicano a Ve- 
nezia e poi successivamente fu car- 
dinale , arcivescovo di Manfredonia, 
di Cesena , di Benevento e finalmen- 
te nel maggio 17^4 papa- Conferm6 
la Bolla Unigenitus e si mori il 21 
febbraio 17^0 amaramente pianto da 
que* di Roma. Era di esempio a'suoi 
sudditi nella virtik e li beneficava in 
ogni maniera n^ trascur6 mezzo al- 
cuno per diminuire i tributi al suo 
popolo. Un gioroo camminando per 
Roma sMncontr6 in un contadino cho 
pagava dolente un dritto di gabella, 
volle informarsene e non solo ne di- 
8pens6 quel uomo , ma P aboll afiat- 
to dtcendo : i ragionevole kignarsene. 

BENEDETTO di S. Gkkmaho vesti 
V abito monastico a Monte Ca^ino e 
ftt dotlissimo per la lingoa ebraica, 
caldea, greca, e latina. Scrisse: i\ 
Commentaria in PsaUetium Hebraicum^ 
a^. Commentarium in Epistolam di»i 
Pauii ad Eomanos , 3®. De Usuris^ 
i^. Expositiones super Psahnos , 5*. 
Expositiones super Ubros Periherme^ 
nias Priorum , et posteriorum aristo- 
telis , 6®. Expositiones super libros de 
antma Aristotelis , 7« De imitatione 
Ciceronis ^ 8. Disputationes in iibros 
praedicamentorum Aristoteiis , 9. Pro- 
verbUi Animaimm , 10. Apologia con- 
ira Caiumniantes opera ipsius Bene' 
dicti» 

BENEDETTO da salerro , fiori 
nel XI secolo e fu de'piii dotti cd 
eniditi monaci di Monte Casino. Scris- 



st : I. VtlaS* Steundini^ 3. fi^mus 
im imdem «9« Stcundini: fymnus ejus» 
dtm dair UgheUi inieriti nella snm 
Italia Sticra. 5. Vita S. Lucii Pon- 
ii/icis et tnartyris ^ 4* ^^*^ omeiie. 

BENEDETTO da b4ei , fiori nel 
Xni secolo e fu moDaco bentdstlioo 
della Trinitii aOa Gava. Fu «omo di 
inolta dottrina e scrisse : Z>e septem 
sigiiiis. 

B£:N£NAT0 ( Cesare ) , nacqoe in 
Alife e fu celebre grammatico dei 
XVI secolo. Oltre le opere gramma- 
ticali abbiamo di lui ; Plta Ahysii 
Antonii Zompae dicH Sidicini. 

BENEVENTANO ( l^larco ) , ceie- 
bre matemalico ed astronomo , na- 
cque in BeDerento e fiork nel XVI se- 
colo. YesU abico benedettiuo e pro- 
Iess6 logica e filosofia nella Univer* 
sit^ di Napoli e finalmente abate del 
800 ordine in Benevenlo. Fu tanto 
dottotnelle soienxe esatte che da' suoi 
(x>ntemporanei fu detto la Fenice d^ 
matematici. Scrisse sopra il moto del- 
la oltava sfera ed illustro le tavole 
del famoso Tolomeo. Di lui abbia- 
mo : f . Apoiogetieum Opuscuium ad' 
versus ineptias cacastrologi anonjrmi 
suhcensentis a recentioribus astrophiiis 
erratum esse in tieterminatione e^iu- 
noctiorum ^phemeridilfus parUtrum^ a. 
Ifovum opuscuium tterum scrii>entis in 
cacastroloffon referentem ad Ecciesiam 
immobitem Abacum Aifonsinum. 

BENINGAai (Giovaoni) Vedi ho- 

GUOKB. 

BEAAKDI ( Marco ) detlo comu- 
nemente re Marcone , nacque in un 
casale presso Gosenta e fu famoso 
capo di banditi. Sotto i nioi ordini 
avea «na masnada di i5oo de' piik 
eletti e temerart assassini e con quelli 
▼olie lenlare Tacquisto deiia cittii di 
Gotrone. II duca di Alcalik vicer^ del 
reame di Napoli gli spedk contro fbrte 
esercito di spagnuoli che fu misera- 
roente massacrato e que'pochi pote- 
rono salvare la vila furono presi e 
venduti a^conari. AUa fine un nuo- 
vo esercilo di 2000 lanti e 600 ca- 



TalH disperse qnaU^orda d& assassini. 

BERLINGERO ni T4&Airro , cele* 
bre filosofo del XII secoio. Doltissi- 
mo 'nel greco e latino idaoma , ki da 
re GugUelmo tt mu»h chiamato a fii* 
lermo per tRidurre dai greco un^ope» 
la* Di ioi abbiamo : \* Viks JOroeo^ 
rUs arckiepiscopi Tarantim , a. Fiia et 
Mstaria inpentionis corparis «S. Cataldi* 

BERNARDI ( OronEto de) , cele^ 
brt matematico e filosofo , «acque a 
TetliKsi il i3 novembre 1755. Testl 
abito di chiesa ed a Roaaa per dot* 
trtna si distinse» Rinuotio vane ca« 
ricbe ed il vescovado^ in polfta pro- 
fes96 filosofia cmatemtiche e st mo- 
rl M 39 novembre i8o6. Di lui ab- 
biamo ; t. Xi' tiomo galieggiante ossia 
P arte ragionata del nuoto , Napoli , 
1790 , opera di gran pregio e con 
la quale egli fu il primo a dimostra» 
re esser V uomo piu leggiero dell* a- 
cqua. Un tale lavoro gli acquisto alta 
fama in Europa e re Ferdinando IV di 
BorlK)ne gli assegno una pensione dt 
ducati 25. Fu sodo delle accademie 
di Pictroburgo, di Edimburgo e Got* 
tinga , di Firence ed altre. 

BERNARDINI ( Giolio ) , oratore 
francescano , nacque a Gapua e pro* 
fess6 filosofia e teologia in Salemo^ 
iu PotenKa ed in Palermo. Scrisse : 
De di^nis ideis, 

BERNARDINI ( Bemardino ) na« 
cque in Bari e fu ceiebre letterato del 
XVI secolo. Di lui abbimno una bel* 
la traduKtone volgare in versi seiolli 
del 7** ed 8^ Ubro delle Eneide di 
Virgiiio , Napoli , i555 , in 8. 

BERNARDINO DALaLEHTO, cap^ 
puccino celebre pe« le sue virlik. Si 
morl di anni 65 nel i586 e scrisse: 
Enc/iiridion reUgiosac perfectionis. 

BERN ARDUTiaxMluro Antonio), 
nacque in Bisteglia eia versato nclle 
cose sacre.' Scrisse : Somma Corona 
de" Confessori , Vene sia , 1 586. 

BERNAUDO ( Gio. Maria ) , na- 
cque a Gosenza e fii rinomalo poela 
del XVI secoio. Di lni abbittmo al<> 
cune Rime. 



BERNAUDO (Bernardino), nacque 
1 Cosenza e per la vasta sua doitri- 
na fu moUo caro ad Alfonso II di 
Aragona , a Ferrante II ed a Fede- 
rico , da' quali fu adoperato ne' piu 
difficiii af^ri della corte. Pieno di 
onori e di ricchezze si morl nel iSog. 
Di iui non ci resta altro , che una 
Lettera del Pontano. 

BERNINI ( Gio. Lorenso ) , celc- 
bre scult^re ed architetto , iiacque 
in rfapoli il 7 decembre 1698 da 
Pietro insigne pittore. Papa Paolo V 
richiese quel grande artista al vicer^ 
di Napoli voleudo abbcilire la faccia- 
ta della Cappelia Paola. Pussalo in 
Roma il fanciuUo Lorenzo col padrC) 
vn studid i migliori autori e non an- 
cora di anni 18 fece i seguenti la- 
vori : La statua di Montosa che ri- 
scosse gli appliiusi di tutti. / depositi 
di Papa Paolo V e del cardinule Bor- 
ghese capo*lavori delP arte , la stattia 
di Enea col padre sur gli ometi, Tal- 
tra di Davidde in atto di agitare la 
fionda , scultura di gran merito. // 
gruppo di Dafne con JpoUo , prodi- 
gio di arte. Papa Gregorio XV volle 
il suo simulacro lavorato dal Berniai 
e ne fci talmente contento che col- 
moUo di doni e pensioni e lo cred 
caraliere. Urbano VIII fu il .suo me- 
ceoate e si fece scolpire il suo busto, 
indi gii affid6 1* opera deir altare mag- 
giore in S. Pietro. Quel lavoro dest6 
la roeraviglia del mondo tutto ed ot- 
tenne all' autore 1 1 oiila scudi , un 
benefisio in S. Pietro ad un suo fra- 
tello , ed un canonicato all* altro fra- 
tello. Lavor6 la meravigliosa Fontana 
in Piazza di Spagna , fece ia Fonte 
in piazza Novana con quatlro statue 
gigantesche rappresenlanli i quaitro 
principali fiunii. Carlo I d'fnghilter- 
ra Yolle fare scolpire d<d%BerniJM 4» 
soa statua e percio gF invi6 ii suo ri- 
tratto fatto dal celebre Vandyl^. NeL 
riceverla ne resto tanto preso da stu- 
pore che loltosi di dito un prezioso 
anello io diede a colui cui fu affida- 
ta la statua dicendo : Coronate quel' 



57 

la mano cJic fece si bel lat>oro. In 
Roma sono ancora sue opere : i due 
Campanili del cardinale Cornaro , 
V Estasi di «S*. Tercsa , l' obelisco di 
Caracalla , la statua colossale di Co^ 
stantino , la statua della yerita. Nel 
1664 Luigi XIV lo voile a Parigi per 
abbcilire ed ingrandire il palazzo del 
Louvre. In quella capitale dclla Fran- 
cia riscosse inGniti onori ed applau* 
si , fece it disegno del Louvrc , vi 
getto le fondamenta e scolpi la sta- 
tua dcl re , il quale volle ricolmarlo 
di doni e pensioni , non che di ono« 
ri per rilenerlo a Parigi , ma Berni* 
ni tutto, rinunziando si restitu) a Ro- 
ma e re Luigi XIV fece cuniare una 
medaglia in suo onore avendo da un 
lato r effigie del grande artista e dal- 
1' altra gli cmblemi della pittura, scul- 
tura , malematica ed architcttura col 
motto : Singidaris in singidis , in om^ 
nibus unicus. Si morl nei novembrc 
dei 1680 di onni 82. 

BIAGIO Dk MONONE y celebre giu- 
reconsuUo contemporaneo del famoso 
Luca de Penna , scrisse : i. Giossa 
super Costitutionibus Regni j a. De 
Cautelis. 

BIANCARDI (Sebastiano) , illustre 
poeta drammatiao , nacque in Napoii 
il 27 marzo 1679. Orbo de' genitori , 
da Gio. Fulvio Caracciolo fu accoito ed 
adottato per figliuolo ed alla sua mor- 
te fu erede di molti ayeri. Si appli- 
c6 sur le prime alla giiirisprudenza, 
indi si diede alia sola poesia. Otten- 
ne iin impiego nel banco deii'Annun- 
siata di Napoli. Nel dichiararsi il fal- 
limento di quel banco , Biancardi fu 
incolpato di furto e si vide obbliga- 
to fuggire in terra straniera. Percor- 
se tutta V Italia e sotto ii finto nome 
di Domcnico Lalli si ferm6 in Ve- 
nezia. Oppresso da numerosa prole 
professava belle lettere ed cbl)« oc- 
casione di conoscere ii celebre Apo- 
stolo Zeno , il quale un giorno nel 
senlire recitargli due suoi sonetti no- 
tissimi a tutti i letterati per la bella 
composizione deU' autore , gli disse : 
8 



58 

V non sono voslri o i>oi siete Sebastia- 
no Biancardi, Allora il finto Lalli si 
fid6 con lo Zeno , il quale gli pro- 
mise protczione. Di fatti lo propose 
a vari direttori di teatri ed in breve 
pe' suoi belli coroponimenti yenne in 
gran nome e ^trinse amicida co' pri- 
tei dotli di qaella citla che riunivan* 
81 poi in sua casa dicendo quell^ ac- 
cademia Laifiana, Ma ingrato verso 
11 sno benefatlore denigrava per in- 
vidia la fuTna de* dramrai dello Zeno. 
Abbandonaio percio dal sno mecena- 
le e da tutti si raori in Venesia op* 
presso datla miseria il 9 ottobre 174 1» 
Di lui abbiamo: 1. Drammi 32 ^ i^ 
Alcune rnne ^ Firenze, 1708, 3. 
Varafrasi de* sette sahni penitenziafi in 
verso sciolto , Venczia , 1726, 4« 
"Raccolta di proverbt , paraboie , sert- 
tenze , ec. Venciia , 1740, 5. Le 
pite de^ re di Nnpoii y Venezia, irZy. 
BIANCHINI ( Fortanato ) , cetebrc 
medico , nacquc a Ghieti nel decenr- 
bre del 171 9) cbbe a maestro il fa- 
moso Niccoio Cirillo in Napoli e nel 
1748 si trastert a Venezia. AIlo si 
levo il suo nome per dottrina e spe- 
ziulinentc per avere per il primo adot- 
tato e propagato T eletlricismo atmo- 
sferico cd i saoi esperiraenti t;on la 
sua memoria furono inseriti negli atti 
ficir accademia dellc Scienze di Pa- 
rigi nel 1764* Nel 1760 la citt^ di 
Udine I0 nomino suo protomedico 
ed cgli fu i1 pronrotore dellc naove 
accademic Idteniria ed agraria di 
quelia citli. Nel 1775 per concorso 
ottenne la catledra di medicina e sfi 
mori il a scllembre 1779. Di lui ab- 
biamo : 1 . Sas^io d* espcnenze intor- 
no la medicina etetlrica , Venezia , 
1749, a. .Lettere medico-praticfte, Ve- 
nezia 9 'jS^^? 5. Lettera intorno un 
nnopo fenomeno clettrrco aWaceademia 
H. Jktle Scienzc di Parigi ^ 4« ^^" 
neivazioni intorno al finme Timavo , 
Veneziu , «7^4 ^ ^* Discorso sopra 
ta filosqfia ^ «7-*^9? ^* ^ medicina 
d*Asclcpiade cc, Venezia , 1769, 7. 
Cftoriu dcgCinsetti del vaitioio^ Udine, 



»769 , 8. Continanzionc degU esperi- 
menti sopra t insetii del vaiaoio , Udi» 
nte , 1770 , 9. Lettern ai sig, jinio» 
nio TACcoif , Udine, 1770, lO. Eio* 
gio deiia societa di agricoiiura pratica 
di Vdine ^ Udine , 1771 , 11. EUh 
gio del sig. Carlo Fabrizt ^ la. //i- 
troductio ad praxin medicam habHa 
Gjrmnasio Patatnno ^ ^77^» 

BIBLIO ( Gio. Antonio )^ nacque a 
Catanzaro e fu celebre giureconsulto. 
Scrisse : De P^ariis causarum luris 
cognitionibus amicabiiis disputatio. 

BILLOTTA ( Scipione )• nacque a 
Benevento , si distinse in giurispm- 
denxa e fu nominato Commissario 
generalc del regno con facolta di po- 
tere sostituire altri nelle provincc. 
Fu anche Fiscale deila G. C. della 
Vicaria e scrisse : Consiiia iegniia, 

BILLOTTA ( Gio. Curaillo ) , na- 
cque a Benevento e fh rioomato gin- 
reconsalto. Fa successivamente gia- 
dice della G. C. della Vicaria , avvo- 
cato fiscale ed avvocato fiscale della 
Regia camera. Si morl a Benevento 
nel i588 di anni 5t. Di loi abbia- 
mo : i. De absoiatione kwamenii , 
1 6 1 o , a . Aiiegationes 1 6 1 o. 

BISCARDl (Serafino), celebregim. 
reconsulto , nacqae a Cosenza nel 
1645 e pass6 in Napoli dove fece 
risplendere V alto suo sapere , che 
gli ottenne la carica di reggente dei 
consigiio coUaterale. Scrisse on trat- 
tato pcr provarc i drilti di Filippo 
d' Anjou alla successione delle Spa- 
gne in esclasione delP arddaca Cario 
ed allorch^ il regno fa dalle armi 
austriarhe occapalo , fu Biscardi pri- 
valo della carica e dichiarato ribelle. 
Accoratosi di tanto infortunio si morl 
nel 171 1 dt anni 68. Di lui abbiu- 
mo : f. Epistoia pro augustissimo 
BUP' monarca Phiiippo V qua etjus 
Ei asserium successionis unipersae Mo- 
narchiae ^ ec. Napoli , 170^ , a. De 
quindenniisj Napoli , 3. Oraiio habiia 
in regiis aedibus in die naiaii Phiiip-' 
pi y, , Napoli , 1705. 

BISCEGLl A ( Vlungelo ) , cclebre 



filosofo e bolaRico , nacque a Tev- 
Hxzi il 5o novembrc 17^9 e vesU 
ftbito di cbiesu. Fii membro di mot- 
tissime accademie ed in tuUe oUeoDe 
gran nome. 

BISCIA ( Girolamo) ^ nacque in 
S. Pielro di Galatiaa e vesli ubilo 
domenicano. Per la sua doltrina e 
le sue virtu si rese celebre. Si mor\ 
nel 1 58o. Scrisse uii libro di Miscel- 

BISOGIVO (Cesare), nacque a 
Mooteleone nei i-S^o e fu riRomato 
in giurisprudenza. Esrrcitd vari niagi- 
strati e si mori ii 7 giugno i638. 
Di lui abbiamo : Poemala , Napoli , 
I7»5 , in 12. 

BITONTINO ( IVIariano ) y celebre 
matematico ed astronomo , fu il pri- 
roo che illuslrasse £uclide , la sfera 
di Teodosio e che tradusse Aristotele. 

BLASCO ( Cesare ) , nacque il i3 
decembre i655 a Rossano e vesti 
abito di cbiesa. Fu caro a papa Ales- 
•andro VII per la sua dottrioa ed 
oltenne V abazia di S. Angelo Milir 
tino. Mortisi tutti i suoi fratelli con 
liccnaa del papu si sccoIarizz6 e rae- 
d6 moglie. Occupo varie canche ci- 
vili e si mor) nel 1707. Di lui ab- 
biaroo: \ , Lagrime di Pindo ^ i. IsiO' 
ria di Kossano. 

BLASCO ( Niccolo Antonio ) , giu- 
reconsttlto, nncque in Taverna e si 
diede al foro in cui riusci con fama. 
Scrisse con la pki grande eleganza 
di lingua: S)r/va memorabiiium juris ec> 
Napoli , i588 , in 4> 

BLASCO ( Cario ) , fiorl in Na- 
poli sul cadere del XVIil secolo e fii 
celebre canonista. 

BLASIO DA GJiAviNA , fior) ncl XV 
secolo e scrisse : Comenti stnrici, 

BLESO DA cAPRi , poeta greco d^l 
I secblo , nacque nell' isola di Capri 
e acrisse in lingua dorica : 1 . Meso' 
triba , a. Saturnujn, GLi si dii luogo 
dopo Ovidio. 

BOAMOi>iDO, celebrc buttagliere , 
Hacque in Pugiia circa ii io54 dai 
iimoio Roberto Guiscardo» Si distin* 



59 

se in tulte le imprese del padrc suo 
e speziulmente allii prcsa di Durazzo 
nel io8'2. Nel io85 prese e fortificd 
la citta di Giannina e nel roaggio di 
quclPanno sconfisse rimperadore gre- 
co Alessio in due battaglie e s' tm* 
padroni di Castoria. Noi ioS4 allo 
valore dimostrd nellu terribile rotta 
data da Robecto suo padre alla flotta 
greca-veneziuna e nel 108 5 alla mor* 
te del pHdi-e vcdendosi anleporre nel 
ducato di Pugiia , di Calabria e dl 
Sicilia Ruggiero suo fratello minore 
per opera di Sichelgaita sua madri- 
gna , prese le armi conlro il fratell» 
e si venne a battaglia. Ruggiero coa- 
te di Sicilia s^ interpose tra^ nipoli. e 
ferm6 tra essi pace , con la quale 
Boamoodo ebbe Oria , Otranto , Gal- 
lipoli , Taranto cd altre terre. Nua- 
vamenle si venne a nimicizic tra Boa.- 
mondo e Ruggiero e dopo due anni 
lo auo li rappaciadi nuovo». Nel 1096 
raccolto. forte esercito di crociati pas- 
s6 in Terra Sunta ed ii greco inipe- 
radore lo volle alLi sua corte per 
ODorarlo , lanta era lu fama dcl suo 
nonfe. Nel 1098 presc la citt^ di An- 
tiocbia e ne assunse il doniinio , ma 
Corboreno prinripe duUurchi venne 
ad assaiirlo cpa forte oste di 365 mi- 
la combatienti che Boamondo con 
pochi prodi sbaraglid e gli prese ric- 
co bottino. NelP anno i loo resto pri> 
gione de' turchi e £11 ubbligato riscat- 
tarsi con grossa somma di d;inaro. 
Nel 1107 ritorno in Itoiia e nel suo 
priucipato di Taranto rauno 2oo> 
navi y 5o galere , 5ooo cavalli e 
4o miia fantl e futta vela per l^A- 
driatico prese la Y. Ilona , assedio 
Duruzzo e futta pacc col greco au- 
gusto ritorno ad Otranlo. Finalmente 
nel marzo del 1 112 si mori Boamou- 
do principe di Antiocbia e di Tarau- 
to mentre preparavasi a ripassarc in 
Oricntc. Fu seppeIIi:o a Canosa c la- 
sdo di se alta fama cd un figliuolo 
per nome anche Boamondo che ere- 
dito i suoi stati. 

BOCCANELLO ( Giovanni ) , cek- 



60 

bre metlico , fiorl in Reggio nel XVI 
secolo e scrisse: i . Dc consensit MecU' 
corum in curandis morbis ^ i. De con- 
scnsu medicorum in cognoscendo sim- 
plicibus , i553 , in 8. 

BOCCHINI ( Doraenico ) , oacque 
nel 1775 e nel 1802 fu segretario 
della S. R. udienza di Lecce. Nel 
1809 venne noroinalo conimissario 
di polizia a Ponza e nel i8i3 ma- 
gistrato. Privato della carica nel 1821 
si diede al foro ed il i4 maggio 18^0 
si mori. Era uomo di vasta lettura, ma 
di mente molto disordinata. Scrisse : 
GU arcani gentileschi svelati dal Ge- 
ronta Sebezio che si proponeva £bire al 
pubblico in 6 Yolumi e solo 4^ fogli 
fece di pubblica ragione. 

BOEZIO o Buccio ( Antonio ), fio- 
r) in Aquila sua patria nel i369 e 
scrisse : 1 . Cronacn deW AquUa , a. 
La penuta di Carlo di Durazzo nel 
regno in ottava rima , entrambi que- 
sti componimenti furono inseriti dal 
Muratori nella sua gran Raccoita. 

BOEZIO o Bcccio ( Rinaldo di ) , 
nacque in Aquila e si morl nel i363. 
Fu yersato nelle lettere ed a re Ro- 
berto d* Anjou molto aficzionato : 
Scrisse un Poema nel qualc cant6 le 
Gose patrie e che il Muratori inserl 
nella sua gran Baccoita, 

BOFFA ( Marino ) , cclebre giure- 
consulto , nacque in Pozzuoli e fiorl 
Tiel XV sccolo. Fu adoperato dalla 
rcgina Giovanna II ncgli afiliri piu 
im])ortanti del regno e fu innalzato 
al supremo ufiizio di gran Cuncellie- 
re. Ma Sergianni Caracciolo per odio 
lo fece privure della carica , che con* 
fcri al suo parentc Otlino Curacciolo. 

BOLVITO ( Gio. Battista ) , nobile 
napoletano , fu dolto lctterato e spese 
iuolto danaro e fatica a raccogliere 
originali di storia del nostro regno 
cUe in fine form6 sei yolumi in fo- 
glio , ma perch^ colpito dalla morte 
re&to tantu opern iocdita. Muratori 
trascrissc alcunc Cronachette dal ma- 
noscritto chc conscrvavasi oella libre- 
ria de'PP. Teatini di Napoli e le in- 



serl nella sua gran Haccolea, 

BOMBIO ( Bemardino), nacqiie in 
Cosenza e fu dotto giureconsullo. Per 
alquanto tempo pcrcgrino per I' lla- 
liu profugo dullu patria , ma alla fi- 
ne reslituitosi alla terra natia , iri si 
morl nei i588. Scrissc : i. Corusitia^ 
Venezia , 1^74 ) in fol. a. Repetiih" 
nes j Venezia , i583, in 8. 3. Di' 
scorso intomo al governo della gutr» 
ra ^ i583, in 12 y 4* Historia Bra* 
tiorum MS. 5. Alcune rime. 

BONABELLA ( Scipione ), nacqae 
ad Avellino e vesti I' abito francesca- 
no. Scrisse : Lc vite de^ santi Mode- 
stino e compagni con le islorie della 
suu patriu , Nnpoli , i643. 

BONAVENTURI ( Niccol6 Vinceii. 
zo ) dotto francescano di Barletta , £u 
versato nelle sacre lettere e buon poe* 
ta. Scrisse le tfite de'papi illustrate 
da' suoi versi. 

BONELLO ( Raffaele ) , nacqoe a 
Barletta e fu insigne oralore del XVI 
secolo. Pubblic6 i suoi sermoni in 
un volume. 

BONELLO ( Andrea ) , naeque a 
Barleltn e fu molto caro a Federioo 
impcradore e re di Napoli j che To- 
noro delle prime cariche del regno 
e de' piu rilcvnnti afiiiri. Fiori nel 
XII secolo. Di lui abbiamo : 1. Com» 
mentaria in Leges Longobardorum , 
1, Commenlaria in leges Romanorum^ 
3. Annotationes ad Costim Regni^ 

BONl ( Marcello de ) , nacque in 
Cosenza e fu celebre medico e lette- 
rato. Di lui abbiamo : De catartieis 
medicamentis , drque rrctu pnrgandi 
,metodo Dissertationes //,Napoli, iSS^» 
in 8. 

BONIFACIO IV, nacque a Valeria 
da un medico , fu monaco di S. Se* 
bastiano fuori le mura di Roroa , poi 
cardinule e finalmente nel 607 papa« 
LMmpcradore Foca gli dono il P«n- 
teon tempio rinomutissimo edificuto 
da Marco Agrippa ( Vcdi aghippa ) 
iii onorc di Giove vcndicutore e di 
altri Dci. Bonifacio atterruti gP idoli 
lo dedico alla Vergine ed a^ Sanci ed 



oggi chiamasi la Chiesa della Roton- 
da.. Ecco t origine del giorao solen- 
ne di tutti i Santi che dalla chiesa 
celebrasi nel primo di novembre. Si 
morl nel 6i4 e scrisse alcur.e lettere 
al Clero della Chiesa d' Inghilterra. 

BOJNIFACIO y, nacque in JVapoli^ 
•occesse a Diodato nel pontificato nel 
617 e si morl nel 626. Proibia* giu- 
dici di per^guitare coloro si ricove- 
rassero nelle chiese. Scrisse i. Epi- 
st9ia ad Ruffensem episcopum , 3. i?- 
pisiola ad Eduvinum Anglorum aquio^ 
narium regem^ 3. Epistota ad Edel' 
hurgam uxorem Eduvini. 

BONIFACIO VIII ( Benedetto Gae- 
tano ) 9 nacque ad Isernia e fu pon- 
lefice nel 1 294 dopo V abdicazione 
di Celestino. Boni&cio temendo chc 
il sao predecessore pentito deli' ope- 
mto volesse ricuperare la sede di S« 
Pietro , lo fece custodire in una spe- 
de di prigione onesta , como(ia e ri- 
^ltosa fino alla sua morte. I Colon- 
iia turbarono il principio del suo re- 
gno ed essendo del partito de^ Ghi- 
bdlini affissero uno scritto protestan- 
do contro la elezione di Bonifacio e 
•e ne appellarono al concilio gene- 
rale. II papa allora li scomamc6 , 
levd delle truppe e predicd loro con- 
tro la crociata , ma alla fine le cose 
▼eanero ad accomodamento. Bonifa- 
cio preso da troppo zelo volle proi- 
bire la guerra a Filippo il Bello con- 
tro P Inghilterra , roa quel monarca 
nolla curossi del suo divieto ed il 
papa mise il suo rcgno in interdetto. 
FiUppo spediallora Negaret in Italia 
sotlo Tari pretesti , ma con P ordi- 
ne d^ impadronirsi di Booifacio. Pio- 
garet si uni a Sciarra Colonna e sor- 
preso il papa ad Anagni ordin6 che 
ben custodito da guardie fos$e con- 
dotto a Lione dove si era fissato il 
concilio. Ma liberato dalle mani de* 
francesi da que* di Anagni , Bonifa- 
cio passo a Roma e dopo un mose 
nel i5o5 si morl di cordoglio. Nel 
i5oo ordino che ogni cento anni si 
celebrasse il giubileo , oni6 la tiera 



61 

di una seconda corona c ncl 1298 
raccolse il VI libro delle decretali 
detto Sexte. Compose alcune opere , 
fu autore della famosa bolla in Coe- 
na e fu abbastanza dotto pel suo 
tempo. 

BONIFACIOIX, nacque in Napo- 
li di nobile , ma povera fEimiglia. 
Nel i58i fu cardinale e nel i589 
papa dopo la morte di Urbano Vl. 
£ra dodato di molte virtu e si morl 
nel i4o4. 

BONIFACIO ( DragoneUo ) , na- 
cque in Oria di nobile famigUa e fu 
poeta volgare e latino. Si mori avve- 
lenato nel preparare una venefica 
mistura. Di lui abbiamo varie com- 
posizioni. 

BONIFACIO ( Gio. Bemardino ) , 
nacquein Napoli il a5 aprile 1617 da 
Roberto marchese di Oria e signore 
di Francavilla e Casalnuovo. Gi^ dot* 
to nelle lettere e sopra tutto nella fi- 
losofia volle percorrere le principali 
corti di Europa dovunque dando pruo- 
▼e di sua dottriua. Fatto ritorno io 
patria Dcl i544 tttXb privo del pa- 
dre e gP invidiosi della sua fortuna 
e della sua gloria pi6 volte lo ridus- 
sero in pericolo della vita e della li- 
berta ed allora egli abbandonando la 
capilale si ritir6 in uno de' suoi feu- 
di dedicandosi solo alle lettere. Sur- 
ta r eresia di Lutero fu egli uno de^ 
suoi seguaci ed allorch^ si pubblic6 
in Napoli Tedilto che condannava nel 
capo e nella confiscazione de' beni co- 
loro adottati aveano i principt di Lu- 
tero ) Bonifeicio abbandon6 il regno 
non curandosi di perdere lante signo- 
rie ndmenando secoche parte della sua 
biblioteca. Ma non vedendosi siciiro 
in Venezia dove era in pericolo di cs- 
sere arrestato e consegnato al S. Uffi- 
zio^prese una barca e passo a Basilea. 
Fu poi a Lione,a Londra, nella Tran- 
silvania,in Costantinopoli efinalmentc 
fermossi nella Lituania pressoWilna.In 
qoello alcuni suoi amici dovendo por- 
tarsi in Inghilterra \o vollero pcr coin- 
paguo di qucl viaggiO| ma giunlo in 



6a 

una citt^ di quel regno s^inferro6 e per 
moUi mesi fu ridotto a1 letto. Gli aniici 
a malincaore dovettero nbbandonarlo 
per accorrere a'proprl afiari ed e- 
gK alla fine riacquisto la sanit^ , ma 
orbo della vista. In tale misero sta- 
to e privo affatfo di beni di fortuna 
fu oppresso dalla pitk desolante mhe^ 
rk B^ perci6 si perd^ di anirao , an- 
zi sempre piu persistendo nelte sue 
Bassiraepass6 a D»nzica e nel viag- 
gio ftt vicino a naufragare. Portando 
seco le reliquie della sua scelta biblio- 
teca fisso sua diraora in Danzica e 
tutti i dotti di quella cittik furono a 
largli ossequio ed a rallegrarsi seco 
dello searopato pericolo. Per cura del 
suo amico Andrea Welsio ebbe dal 
lenato di Danzica un' abitazione cor 
moda ad una pensione per potere vi- 
Yere. Egli oltre al esserne riconoscen- 
te, nel roorirsi lasci6 a quel senato la 
sna iibreria. Finalraente antico di an- 
Bi e pieno di acciacchi si mori nel 
i599 ^^ ^^^^ ^^* ^oUe coraporre il 
seguente epilaffio da mcidersi sopra 
la sua tomba : 
Osia dia jactata Dimis terraqaey mariqoe. 

Hic requiem erroruro deoiqae reperiunt. 
Di lui ahbiamo : MisceUanee^ Danai* 
ca , iSSp. 

BONITO , fiori in Napoli nel IX 
secolo e scrisse: Historia passhms S. 
Theodori, 

BOPilITO ( Antonio ) , detto fran- 
cescano nativo di Cuccaro. Fu cap- 
pellano di Giovanna II ed eleraosinie- 
re di Ferrante II. Nel 1487 fu no- 
Binalo vescovo di Monte Marano. 
Scrisse : Elucidarium de Conceptione 
inconiamnata Firginis gloriosae y a, 
Manuate omnium fere DefiniHonum et 
disceptationum casuum conscientiae. 

BONO ( Martello ) celebre giure- 
consulto , fiori iu Napoli nel XVI se- 
colo e scrisse: i. Commentaria super 
Const. regni et ntibus M, C. Vica- 
riae , a. Adnotationes ad singuiaria 
Bartholomaei de Capua^ 3. Adnotatio- 
nes supcr aliquibus pragmaticis regni. 

BORELLI ( Giovanni Alfonso ) , 



celebre filosofo , medico , astronomo 
e roalemalico , naeque in Nupoli il 
28 gennaio 1608. Aha si «parse la 
fama det suo sapere • venne perci6 
ricbieslo da varte universil^ d^ Italia 
a professare fik>sofia. A Messtna les- 
se matematiche, indi chiamato in To- 
scana da Ferdinando e Leopoldo, pro* 
fess6 matcmaticbe in Pisa. Nel i658 
rinvenne nella biblioteca ducate i ii- 
bri di Apollonio Pergeo scritti in a- 
rabo e con permessodel Duca li por- 
t6 a Roma per farli tradurre da A- 
bramo Ecbellense somministrasilogli 
esso i lurai necessari per la parte ma - 
teroatica e di fatti quelli furono pub- 
bKcati in Firenze nel 1661. Sociadel- 
l acoademia del Cimento perfeaiono 
il sistema dd TorricelK intomo 1a 
perfezione dell'^ aria , esamin6 U na- 
tura e la ppoprieta dciracqua gelata. 
Nel 1667 abbandon6 la Toscana per 
essere stato eschiso da una festa data 
dalla gran duchessa nel suo palaaio 
di Pisa , nel 1669^ venne a Nopoli 
ed a Alessina occup6^ nuovaroente la 
ealtadra di matematiche. GoU a ri- 
chiesta della societ^ di Loodra , di 
eui era socio , pubblic6 I» storia e 
la spiegazione della memorahUe eru- 
sione delP Etna del 1669. Fece par- 
te alla rivoluzione dei 1671 e lu co- 
slretlo fuggire a Roma dove Ki amo* 
revolmente accolto dalU regina Cri- 
stina di Svezia e ad isttgazione della 
quale serisse un discorso sur C astnh- 
logkt giudiziaria. II suo servo aven- 
dogli rubato tutto fu ridotto al piik 
deplorabile stato e per comraiserazio- 
ne fu aecolto del P. Carlo di Gesik 
generale de^scolopl. Finalraente aven- 
do terminata la sua celebratissiraa o- 
pera : De motu animalium e stando 
per pubblicarla si mori il 3i decem- 
bre 1679. Somma lode ottenne al- 
r autore quello scritro che fu stam> 
pato a Roraa nel 1679. Basta T elo- 
gio di Boerahave per conoscere il me- 
rito di tanta opera , egli dice : k dfin- 
nato a gir brancotando fra le tcnebre 
necessariamenU coUu cke non i stato ri- 



schiarato dalla lace di quesC opera in» 
eamparabHe. Con V altro suo tnittato 
Eitctides restituius ridusse a CCXXX 
proposizioni ci6 che Euclide compre- 
so aveAin 483. N^ meno dotto fu in a- 
atronomia ed il celebre Gio. Doroenico 
Cassini nOn con allra truccia ridusse 
in tavole i movimeuti de'sateliiti che 
con quella del Borelli. Fu anche buon 
meccanico e scrisse una bella ed ac- 
curata dissertazione sopra la costru- 
zione delle Iriremi e delle quadrire- 
mi degli antichi. Chi amasse cono- 
ftcere le taute opere del Borelli potr^ 
leggere it P. Cario di Gesii ed il 
Fabroni. 

BORGIA ( Geronimo ) , nacque a 
Mapoli e £u buon poeta iatino. II Pon- 
laoo V onord di distinto luogo nella 
sua celebre ac^ademia ed Alessandro 
VI soo parente appena fu creato pa- 
pa gli ofiri luminosa carica iiella sua 
corle ) ma ulla morte di quel pontefi- 
ce fuggl in Yenezia per non incorre- 
re in qualche pericolo a causa del 
duca Valenlino. Inviato da quella 
reppoblica ambasciadore presso pdpa 
Paolo III, si acquist6 il favore di quel- 
lo , che faltogli vestire abito di chie- 
sa lo cre6 vescovo di Massa. Si mo- 
r\ verso la metli dei XVI secolo. Scris- 
se : I . Carmina fyrica , et heroica , 
Venezia , 1666, in la. 2. Epitala" 
mio ih occasione delle nozze di Gio. 
Allbnso Errico. 3. Istoria de^^suMtem' 
pi lib. ao. 

BORRELLI ( Carlo ) , letterato na- 
poletano , scrisse : Findex neapoiita' 
nae nobiiitatis , Napoli , i653. 

BOVl ( Mariano ) , famoso inci- 
sore , nacque uella lerra di Scilla 
Bel 17^7 e da fanciullo si applic6 a 
delineare sopra pezzi di terra cotta 
con punta di ferro. A Napoli ebbe 
a maestro il de Domenici nella pit- 
lora e Saromartino nella scultura. Nel 
1781 poi passo a Londra a spese del 
f /verno ed ivi apprese l' arte d* in- 
lidere dal celebre Bartolozzi. In bre- 
ve divenne di gran norae , ma per la 
fretta con la quale incide?a per in- 



63 

cordigia di danaro non badava alla 
esatezza del lavoro. Fu professore di 
disegno a Messina e finalmente si 
roori nel i8i3. II celebre Pellegrini 
lo ritrasse e quello gelosamente con- 
servasi in Londra dalla societik de- 
gl* incisori. Bovi fu eccelente net ri- 
tratto , tratt6 la mitologia , V ailego- 
ria , la storia ed il paese con ia stes- 
sa roaestria. 

BOViO (Gio: Battista), celebre 
letterato dcl XVI secolo , nacque a 
Reggio e profess6 dritto ciyile e ca* 
nonico e scrisse la feimosa opera : De 
statuiaria urbis praescripiione Traciaius^ 
Napoli , in 8. 

BOVIO ( Gio. Cario ) , nacque a 
Brindisi nel i5oi e si morl ad C^tuni 
nel iS^o. Papa Paolo IV lo cre6 ve- 
scovo di Ostuni , indi arcivescovo di 
Brindisi e si distinse nel concilio di 
Trento. Tradusse dal greco in latino 
le Costituzioni di Clemente papa. 

BOZZAVOTRA ( Gio. Antonio ) , 
celebre filosofo e medico, nacque in 
Napoli e profess6 quelle scienze nel- 
la Universiti di quella cittl^. Si morl 
nel i558. 

BRANCALEONE ( Gio : Francc- 
sco ) , celebre filosofo e medico dei 
XVI secolo , nacque in Napoli e 
scrisse : i** Dialogus de baiiteorum ir- 
iHitate , Roma 1 534 9 ^^ Discorso so^ 
pra t avveriimenio conosci te stesso 
opera di cui il Ruscelli ne loda alto 
il merito. Fu ancbe poeta. 

BRANCIA (Roberto), nacque in 
Amalfi e dopo avere esercitato il ca- 
nonicato , fu creato vescovo di quel- 
la cittlidove si morl nel i4^3. Scris- 
se alcune Cosiitazioni sinodali» 

BRANDOLINO (Rafiaele), uacque 
in Napoli e fu da bambino cieco ^ 
non per tanto fu buon poeta latino , 
oratore e nella storia versato. Tutte 
le sue opere sono perdute , solo ab- 
biamo notizia della orazione : De laU" 
dibtu regis Caro/i VIII che recit6 in 
presenz^ di quel re ed alio istanle la 
tradusse in versi con sommo stupore 
di totti e di Carlo spezialmeote , che 



64 

d' allora lo Cennc molto caro e lo £• 
Geva Miagnus orator , summus poeia 
e gli assegno on' annua pensione di 
ducati cento. 

BRANDOLINO ( Raflaele), nacque 
in Napoli e fu molto versato nelle let- 
tere e sopra tulto purgatissimo scrit- 
lore latino. In Firenze acquist6 alto 
Dome di lellerato e scrisse : i° Ora' 
tio De laudibus Cosmi Mcdici ad Lco- 
nem X P. M. anno i5i5 , i^ Ora- 
tio ad Cornelium Lafteranenscm, 

BRIGANTI ( Tommaso ) , nacquc 
a Gallipoli nel i688 e fucelebre giu- 
reconsulto. Si mori nel 1 762 e scris- 
se : I* Pratica crimnalc deile Cortl 
ftgie e baronali dci regno , Napoli 
1^55 , 2** Pratica civite deiie Corti 
regie e baronali dci rcgno , 5^ un o- 
pera di Dritto canonico. 

BRIGANTI (Filippo), celcbre e- 
cononiista , nacque in Gullipoli nel 
fjiS dove si morl nel i8o4. Venu- 
to a Napoli si diede alla carriera del- 
le armi , ma tanto si adoper6 il pa- 
dre stto , che lo richiam6 in palria 
ed ivi si dedic6 alle lettere. Di lui 
abbiamo : i** Esame analiiico del si- 
stema tegale ^ Napoli 1777 , a" Esa- 
me economico dct sistema civUe , Na- 
|K>li , 1 780 , 3^ La traduzione delle 
storie di Lucio Floro, 4* Erammen' 
ti Urici dc^fasti greci e romani , Lec- 
C€ > ■ 797 ) 5* Le stagioni , 6* Sag' 
gio suit arte oratoria , 7** Disquisizio' 
ne giudiziariu in difesa de' sentimeii- 
ti del Beccaria. 

BRIGANTI ( Annibale ) , nativo di 
Cbied e celebre medico del XVI se- 
colo , si morl nel i58a. Di lui ab- 
biamo : i^ Awisi ed apvertimenti in» 
torno al governo di preservarsi dalla 
pestilenza , Napoli , 1677 , in 4 ^* 
Avvisi ed awertimenti iniorno aila pre^ 
servazione , e curazione <fe* morbiiU e 
deUe vaiole ^ Napoll , 1^77 , in 4* 
y DeiT istorie de^ sempiici , aromati 
ec. Venezia , i584 , in 8. 4** Episto- 
ie medicinaii, 

BRIGANTI ( Domenico ) , nacque 
a Gallipoli nel 1756 e si mori nel 



iBoS.ffa nelle lettere e neik giuri- 
spnWfenza molto versato. Di lni ab- 
biamo: i** Eiogb funebre di Cario 
III di Borboue 1** Elogio funebre di 
Giuscppe II imperadore , 3** Una dot- 
ta memoria alla repubblica di Vene- 
zia in difesa del pilota Bellarin chc 
fece rivocare la sentenza capitaie con- 
tro quello pronunziata. 

BRITONIO ( Gjrolamo ) , nacque 
a Sicignano , e fiorl nel XVI seco- 
lo. Venuto in Nnpoli fu presso Giu- 
lio Caracciolo, indi segul Francesco 
Ferrante Marcliese di Pescara in tut- 
te le sue imprese militari. Fu perdo 
Brilonio pronto al combaltere , allo 
scrivere , alFadulare, fuamante del- 
la buona mensa e uomo piacevole e 
lepido.Nella giornata di Pavia combat- 
te con gran valore e ne fu rimunc- 
rato dal Pescara. Visse egli lautemen- 
te e proclivo ad ogni piacere finch^ 
fu in vita il Pescara , ma avendo dis- 
sipato tutto il danaro acquistato, pie- 
no di anni si morl a Roma nella roi- 
seria maledicendo il suo destino. Scris- 
se : i^ Canzoniere che gli ottcnnc 
gran fama , i^ Gehsia dei soie , Na- 
poli , i5i9, 3* Dioiogo Pastorale 
nelia creazione di papa Paoio III , 
Roma , i535 , 4** ^ cantici ed i ra- 
gionamenti^ Venezia, i55o, 5** /)W- 
phina quam Dolipus pastor amat^ Ve- 
nezia , 1 55o Varie rime , 6" Strana 
Parcarum , 7** // Trionfo de lo Brito- 
nio ne io quaie Partenope Sirena nar- 
ra e conta gii gioriosi gesti de io gran 
marchese di Pescara, 

BROGGIA ( Cario Antonio ) , na- 
cque a Napoli nel 1696 e si morl nel 
1775. Fu celebre scrittore di econo- 
mia polilica , quale scienza nacque nel 
nostro regno prima che la Francia e 
V Ingbilterra se ne potesse dare il van- 
to* II nostro Broggia adunquc fu uno 
di que^ primi ingegni che in quelU 
scienza mcdil6 e degni parti del suo 
sapere ci Iasci6 nclle seguenli opere : 
I** Trattato ticUributi , deile monete , 
e dei governo poliiico tU sanitii , Ni- 
poli , 1745 , 2* Mcmoria ad oggetto 



di varic politiclie ed economic/ie ra- 
ghni , NapoU , 17^4 , 3** Bispoita 
ad alcune obbiezioni fattegli sul si- 
steroa degli arrendamenti e del^no^ 
netaggio , 1 765. 

BROMTINO , filosofo pitagorico , 
nacque in Cotrone e fu padre di Tea- 
no nioglie di Pitagora. Fu uno de* 
piu dotti filosofi di quel tempo e 
suo dtscepolo fuEmpedocle di Agri- 
gento. Buon poeta, scrisse (uue le sue 
opere filosofiche in verso. Scrisse an- 
cora : De menieet cogiiattt^ De Ph/' 
sica, 

BROSCHI ( Carlo ) detto il Fari- 
ne/ii , nacque a Napoli nei 1 705 e 
per una caduta fu cos(retto ancor fan- 
ciuUo mutilarsi degli organt genitali. 
Ebbe a maestro il cclebre Porpora e 
divenne nella musica eccellen(e. Gran 
nome si acquisto in Italia , in Fran- 
da , in Germania , in Inghilterra ed 
a Madrid la regina Elisabetta lo fece 
cantare nelle staoze di Filippo V suo 
marito , il quale di tale roelanconia 
era oppresso , che non piu usciva dal 
suo appartameoto n^ mai piu si ra* 
dera la barba. Alla incantevole voce 
del Broschi Filippo rest6 mosso e 
riacquistd la sanitii. D^allora il Fari- 
nelli fu indivisibile coropagno del re 
ed inoalzato A^ primi onori di corte fu 
creato primo minis(ro delle Spagne. 
Fu perd di tanta modestia e mode- 
razione che a tutti si rese caro ed a 
tutd prodigava benefizl. Un giorno 
eotrando dal re intese un uffiziale di 
guardia che noo vedutolo diceva ad 
un suo amico : gU onori piowno so- 
pra qttei miseraiuie istrione ( Farinel- 
U^ ed io clie servo da 3o anni sono 
fid, sema ricompenza. Quale fu la veo- 
detta del Broschi? Una buoiia som- 
ma che ottenne dal re per quelPuf- 
fiziale , al quale nel consegrargli V or- 
dinenza disse : Poco fa vi d inteso 
dure che apcvate servito 3o anni , ma 
avete mentito coidiresenza ncompen' 
sa. Fu Farinelli caro anche a Ferdi- 
naodo VI ed a Carlo IU. Si morl a 
Bologoa il i5 settembrc 1782. Im- 



65 
fi^6 il padre Martini a comporre la 
•loriadella musica ed a taleoggetto 
lo forni di una va&ta bibliotcca musi- 
cale e di molto danaro. 

BRUJNI ( Antonio ), poeta del XVI 
secolo , nacque a Casalnuovo ovvero 
Manduria un* tempo Rudia. Si fece 
gran nome nella poesia volgare ed il 
duca di Urbino io chiam6 alla sua cor* 
te e lo cre6 suo segretario e consiglie^ 
re di Stato. In qualunque cilUi viag- 
gi6 fu onorato dovunque e fu socio 
di moltissime accademie. Dcdito alla 
crapula cd allo stravizzo , nel i635 
per eccesso di mangiare si morl nel 
fiore deU*eta sua. Fra le tante sue 
opere la migliore ^: Epistole eroicite 
che in brevissimo ebbe selte edizioni* 

BRUNI ( Vihcenzo ) , botanico , * 
scrisse tre dialoghi : 1 . Delle Taran' 
toie , a. Delle pictre preziose , 3. 2>e' 
sempiici^ Napoli , 1601 1 in 4- 

BRUNO (Francesco Saverio), na- 
cqne a Brienza nel 1756, fu celebre 
giureconsulto e si mori nel 1799* Fu 
professore di eloquenza latina nella 
regia Universita di Napoli ed insegn6 
giurisprudensa. Scrisse: Istituzioni Giu» 
stinianee , Napoli , 17B7 ^ che tra- 
dotte in tedesco ed in francese furo- 
no insegnate in Alemagoa ed ia 
Francia. 

BRUNO ( Giordano ) 9 nacque a 
Nola e vestk Pabito domenicano. For« 
nito di fervido ingegno in breve di* 
venne il piu celebre filosofo, fisico 
ed astronomo del XVI secolo. Pec 
le sue empie ed esecrabili massime fii 
dalla inquisizione di Roma perseguitap 
to e costretto a fuggire in Alemagiuu 
Indi percorse la Francia e si ferm6 
nella Svizzera ed ivi scrivendo con 
piu libert^ il suo nome risuon6 per 
ogni dove. Ma tirato dair amore pec 
la patria volle passare in Italia e bench6 
con ogni precauzione evitasse lo scon- 
tro di chicchessia, fn conosciuto e de- 
nonziato al S. Uffizio furoenato pri- 
gione. Inutili riuscirono Ic proroesse 
e le persuasioni perchd si ritrattassa 
di cio avea scritto , alla fine com* 

9 



«6 

parso DeT Yjribanale del S. tlffilio so- 
stenne con oslinatissiroo animo i siioi 
errori 6 senza scoraggiarsi nd) In 
stia sentenza di roorte. Di htti il 17 
f<^Bbr&io 1600 fu bruciato' Tivo in 
Roroa. Leibniis e Descartes dal Bhl- 
no trassero i loro famosi sistemi. 
Le sue prlticipali opere sono : t. De 
spetienim scrUtMo , et iamparle vom" 
binatoria Rayimtndi LnHi ecc. Pra- 
ga , i588 , ^. lordani Sruni No- 
lani Camaeracensis Acrostinms , Wir* 
temberg , i58S , 3. D^ imaginam , 
signorum , et ideamm eompositione ad 
omnia enventiomim^ disptuationum , et 
Mrmdriae generr , lib. III, Frantfort, 
1 5^5 f 4« ^^ Monade , immero , ef 
Jigura» Jdem de innHmerabHi , immen* 
so ec. Francfort*) i^i 1 5. De Lut" 
liano Specitfrum Scrutinio , 6. De 
Lampada Venatoria Lutliana ^ ^, De 
progressu iogicae venationis^ 8. it Can- 
deluio , commedia , 9. Delia Causa^ 
principio td uno ^ Venezia , i584 , 
ro. La cena delie ceneri descritta in 
4 dialoghi) ii. La gran bestia trian' 
fante , Pafigi , 1 584 ) ^ibro rarissimo 
di cui una copia si conserva roano- 
scritta neUa brbiioteca imperiale a 
Vienna. 

BRUNO , naccfue a Longobuco « 
fiori nel XIII secolo. Professo chi- 
rargia « Padova e acquisl6 gran £di- 
ma. Scrisse: C^ururgiam magistri Bru* 
ni Longobargensis scripiam ttnno Do» 
mini 1^85. 

BRUNO ( Antonto ) , lllosofo e roe- 
dico rinomato , nacque a Locoroton- 
do e Scrisse : Etelcchia , seu de quin- 
ta Natura , et unimae immortahtate ^ 
Ifapoli , 1&87 , in 4* 

BRUIf ( Antonio ) , nacque a No- 
la « scrisse una commedia col titolo : 
il Cindefaio ^ Farigi, 1089, in 13. 

BRUNO (Cclestino) ) nacque a Ve- 
nosa e vesti Pabito agosliniano. Fu 
letterato e teologo e scrisse : 1 . Par' 
vn logica ^ sive praeludium nccessarium 
ad arduam hgicae disciplinam , Na- 
poli , 1618 , 2. ylpes urbanne ^ sii*e 
de viris illustribus j Napoli , 1618. 



BRCTO (Paolo ) , nacqoe a Napolt 
e M mori a Bologna nel settembre 
del i544 ^i <^nni 54« Chiaro nelPar- 
te della guerra e versatissimo neila 
eloquenza e neSla greca e latina let» 
teralura , fo dnlo cavaliere da Car> 
lo V , aggregato at comitato condsto* 
ria>e da\la repubblica tlt Genova co^ 
me proprio concittadino ed ascritto 
nella famigtia de'Franthk Fo molto 
onorato dal cardinale Grimahli e Ta* 
ri diplomi rieeV^ da Andrea Aorio 
prefetto Cesareo le cai geste t:elebr6 
in vevsi eroici. 

BRUSONiO ^ Lucio Domitio ), na« 
cque a Contursi e fu dottissimo ndla 
greca e latina letteratura. Serisse t 
Facetiaram exemplommque lib. VII ^ 
Roma , iSi^, in fol. opera che «• 
cquistd gran fama airantore. 

BULLA , nativo della Lucania f 
capo di Ifrdri e di banditi. Avea wl^ 
to i sQoi ordini "600 uotnini co* qaaH 
infcstava )e contrade del iiostro re«> 
gno. Della gente che prendeva parte 
ne lasciava libera dopo essersi ittipa^ 
dronito delle loro rol>e , riteneva gli 
artefid per farli laVorare ^ per6 K ri« 
roandava rimunerati. Bench^ P imp^ 
radore Sev^ro gli spedisse contro gran 
numero di soldati , non gli riosd di 
sbrigarsi di tal flagello. Due de' taol 
presi , erano vicini ad fsser cokidaa* 
nati alle fiere , allora Bulla fingeto^ 
dosi governatore di quel paese a 
port6 dal cameriere e dicendo dovter 
parlare di cose di riiievo con qoe^ 
due roasnadieri , li liber6 menandoU 
seco. Portossi indi dal centurione mei« 
so alia guardia di queMuoghi e gii 
propose dargli nelle mani quel to^ 
bante di Bulla se volesse seguirlo coa 
alcuni de' snoi. Ma giunti in una val- 
le circondata da dirupi , BoUa gil 
fece radere il capo a guisa degli sclua* 
vi e cosi gli parl6 : Di d* taoi padro* 
ni che nutrfno meglio i ioro schiavi 
nffinche non siano obbligati afart gli 
assassini di strada, Sdeguato forte 
Sevcro di tanta audacia spedi contro 
quel ribaldo un tribuno con uncoi> 



po di fanleiia e d» cairaHena , i^iia-^ 
le gua(la|(iuita la conciibina di Bulla 
lo sorprese in una grotia e \o menb 
• RoiDii iieir anno loy di Cristo.. 
l^ptniano allora prefetto del preloiio 
dloroaiKiatQgli perche si fosse duta al 
mbare y intrepidamente gli rispose : 
M iU perchd Jai U mestiere di prcfet^ 
io t Condannato fu esposto aUf- fierc. 

BUONANNO (Gaetano^), nacque 
in Napoli il 21 deceoibre 1768 ed 
iTi S! inorl il ^2 <^osto 1827. Fu 
Qonio di leltere e nella ebraica fa- 
vella dottissimo , vesti abito di chie- 
sa ed otienne iki canonicala nella roe- 
tfopolitana. Fu pcescelto a segretario 
del Clero Napoletano , a fiscule del- 
l^ Caria arci^escovile di.Napolie fir 
nalnente gli fu conferita la catledra 
di lingiMi ebraica nella. regia Un^ver- 
sitft de* studi. 

BUQNI (Silvestra), celebve pit- 
t^m ) nacque a Napoli circa 1* anno 
l4io e si roorlnel i^S^. Studjd sot- 
Ip i fratelli 4^1 Doni^ello. Superd nel- 
Parte tutti i coetanei e tolse affaito 
mtfi* tagli e profili delle figiire usati 
da' pittorl italiani e poi da Raflfuello 
cacciati via. Chi aroasse conoscere i 
iiioi lavori potr^ leggerne il caUilogo 
nttl X>e Doroinici. 

BUOmNCONTRO (Lorcnzo), na- 
Qqae in N^poli ed ^ conosciuto per 
jlTcr scritta: Memoric antiche e cor" 
ftnti accadute nel regno di KapoU, 

BUONO, il primo ristoratore del- 
P architetliira e sculturax in Itulia , 
nacque in Napoli verso ii 11.20 e 
Ctfabbricaodo I'£piscopio della sua 
patria sottQ re Ruggiero l y rese ce- 
lebre il suo npine di maniera y che 
Qjd 1 1 5a fu. chi^mato in Ravenna 
per dirigere la fabbrica di varie chiese 
e palazzi e per scolpire alcune statue. 
Anche la repubblica di Venezia lo 
loUe per ionalzare iV campanile di 
S* Marco di cui luttora se ne ammi- 



•7 

ra b be^^ezza e ta ferroezza , e da 
liii appararono que* di Venezia a git- 
tare le fondainenta de'loro superbi 
edifizi con grdndi polizzafe e forti 
platee. Giiglietmo il Malo successo a 
Ruggiero richiamd in patria Buono 
per fare coslruire una reggia degna 
di lui e de' suoi su^cessori percio 
diede principio al Castello C^puano 
ed airaltro delC Uovo., ma per la 
morte di qiiel mpnvrcav restaroiio in- 
coinpleti qjie^ fabbi:icad e 1' architelto 
sl trasferi a E^stoia, farichiesto a Fi- 
renze ed il celebre Arnolfo fu suq 
discepolo. Finalmenle in Arezzo co- 
stru\ Tantico palazzo de' governatopi 
di quella cilta ed a quetlo viciQO una 
tocre con la campana. S* ignoca rci 
poca della sua mocte..B;iono,. a ragfo,- 
ue vieae riguardato come colui che 
fece rinascere 1' ac(e ih que^ teropi di 
barbarie. 

BIJONOCORE ( Giov. B^ttisUi ) , 
celebre pittore , nacque a.CampIi in 
Ab.ruz2;o nel i643 e fu. scoluro del 
Mola.^ Passd nelta Lorobardia a Ve-^ 
nezia a Firenze e finatmente a Roma^ 
dove il sno roerito lo fece ricevere 
membro delP accadcmia di S. Luca^ 
Si mori il 22 maggio. 1699.. Leon^ 
Pascoli fa itxia. esalta nuiTazione de^ 
suoi dipinti.. 

BURALI (Paolo.), nacqjieadjlri nel 
1 5 II e f u insigiie giure(;onsulto. Fu. 
Bominato regio consigliere e dal vicero 
Meudozza iiiviato alla corte di Roma 
per alcune difieren^e y fa nditore di 
roU e poi daL Duca d*AIba creatQ 
uditore generale deiresercito. Ma in- 
dj a poco abbandonando il inondo 
vestl r abito teatino , nel i564 fu inr 
viato arobasdadore nella Spagna e poi 
noroinato vescovo di Piacenza nel 
1.570 ottenne la porpora da papa Piq 
V. Finalmcnte elelto urcivescovo di 
Napoii si uiork ii 1.7 gtugno iSjS. 



€8 



CACACE (Gian Caroilio ) , celebre 
giureconsulto, fu nominatoavvocato fi- 
scale di Camera, indi presidentc e pci> 
chd abborriva il viaggiarc pcr mare 
rinunzio la carica di rcggente nella 
Spagna. Ma il suo vasto sapere indi 
a poco lo fece creare reggente in Na« 
poii e venuto a morte senza eredi 
fondo un monastero in questa citl^ di 
donne povere che si disse di Cacace 
cd oggi chiamasi de^ HiracolL 

CACCAVELLO ( Annibaie ) , ceie- 
bre scuitore, fu discepolo dei famoso 
MeriianodaNoia ecompagno diDome- 
nico d^Auria. Nacque u Napoti nei 
i5i5 e si morl nei iSg^. Aiuto ii 
maestro nel iavorare i sepoicri de^ trc 
frateiii Sanseverino in queiia chiesa. 
Le sue principaii sculture sono : i* 
La statuadi uno delia famiglia Cara- 
fa neiia sua cappeiia in S. Domeni- 
co Maggiore , a" Un sepokro con sta- 
tua giacente di uomo ed altra di don- 
na in S. Maria deiie Grazie presso S. 
Agneiio , 3* Neiia stessa chiesa 1' ur- 
na di Fairizio Brancaecio capo-iavoro, 
4* La statua di S. Jndrea apostolo 
neila cappeiia di Caraccioio Rufib in 
iS. Giovanui a Carbonara, 5° Per la 
stessa chiesa La custodia delC altare 
maggiore con ie statue di S. Gio. Bat- 
tista c di S. Agostino ed i due angeii 
con la piside. 6" Le statue di S. Pie- 
tro, di S. Paoio e delia B. V. neila 
cappelia di Tocco nei Duomo. 7* Nei* 
lo stesso i^ wrna ad un Brancaccio con 
alcuni putti. 8** La statua armata di 
€reronimo Gcsualdo neila cappeiia sua in 
Sanseverino 9® Deposito di Lucrezia 
Caraccioio con duc statue di sorpren- 
dente pregio neila cappeiia di S. Marco 
neii^ Annunziata , lo** S, Maddaiena 
con de^putti rappresentanti glMstru- 
tnenti delia passione di Cristo. Que- 
sto capo-iavoro di arte che dalio stes- 
so Pietro dcliaPiatta rivaie dcl Cac- 
caveilo fu tanto encomiato dicendo 
non polcibi iare di piii buono in mar- 



mo, f(i mandato in Ispagna con Pal- 
tra beiia scoitura ii sepolcro del vi- 
cer^ Parafan de Ribera. 

CAETA ( Offredo ) , celebre gio. 
reconsuito , nacque a Napoii e dato- 
si ai foro fu nominato maestro razio- 
naie daila regina Giovanna II e da 
Alfonso I di Aragona presidente del- 
la Camera de' conti. Si mori nel i465 
e scrisse : Commentarium in ritibus 
Rcgiae Camerae, 

CAFARO ( Domenico Antonio ) , 
celebre scultore ed architetto , na- 
cque a Napoii e fu scolaro del Foosa- 
ga. Coi suo disegno fu costruita la 
fontana a Monteliveto e sua b la sta- 
tua di bronzo di re Cario^ll che si 
vede sur la sommita. 

CAFARO ( Giroiamo ) , celebre 
grammatico , nacque a Saierno e si 
dedico aiio sludio de* ciassici latini in 
modo, che in breve fu ii piu piir- 
gato scrittore in quello idioma. Inse- 
gno pubbiieamente grammatica , ret- 
torica e poetica. Scrisse: i* Rierony^ 
mi Caphari Saiernitam grammaticae si- 
mui^ ct epitome , uno cum metro or- 
tograplUa ec. Venezia , iSj^, in 8« 
a* EioctUiones <i atque ciausuiae e sin- 
guiis M. T. C. Epistoi. Fttmii. seie- 
ctae ec. Venezia, i584, in 4« 5* Ct- 
ceronianaefrascs^ ec. Venewa , i6o3 , 
in 8. 

CAFFARO ( P&squale ) , celebre 
maestro di musica , nacque a Lecci 
piccola terra di Capitanala oel 1706 
e si morl a Napoii nel 1787. Studid 
nei conservatorio deUa Pieta sotto il 
famoso Leo ed in breve giunse al 
piii alto gmdo tra i compositori in 
queir atle. I suoi capo-lavori sono lo 
Stabat a qiiattro voci , i saimi Co/i- 
fitemini e Diiigam e quelio di Laudor 
tc pueri supcra tulti* 

CALA ( Marcelio ) , ceiebre giure- 
consulto napoletano , scrisse: i** De 
modo articuiandi , et probandi ^ el de 
Priviicgiis variandi^ ct eiegendi Forum^ 



Venezia , i ^96 , in 4« ^** -^ Ordine 
Jadiciorum MS. 5'' Super CodicemMS. 

CALA (Cesare), celebre giurecon- 
sulto , nacque a Castrovillari e si mo- 
rl a Napoli nel i^gi. Scrisse: Tra* 
ciatus absoiutissimus De Feriis ec. Na« 
pdi , 1675 , in foK 

CALAMITIO (Leonardo) , celebre 
lctterato napoletano del XVI secolo. 
Scrisse : De viris iflusiribus ec. 

CALCIDIO (Antonio), nacque a 
Sessa , £u buon poeta latino e pro- 
fess6 lingua latinn e greca a tempo 
del celebre Poniponio Leto. Fu tenu- 
to in altissima stima a Roma c solle- 
citato ad iusegnare pubblicamente in 
quella cittii. II tempo non ii rispar- 
miato alcuna sua opera. 

CALENDA (Costunza) nacquea Sa- 
lemo e si applico alia roedicina. Fu 
laureata in quella Universitli e si rese 
luDOsa neirarte siia. 

CALEJNSE ( Cesare ), cclebre pit- 
tore j nacque a Lecce e dipinse assai 
bene con colore afiumato. IVe^suoi di- 
pinti n aromira la perfezione del di- 
segno , ii bello chiaro-scuro , la dol- 
cena del colore , la espressione e la 
intelligenza dell' accordo. La sua mi- 
gliore opera h Crisio morto nel grembo 
4eUa madre con altre 6gurc nella chie* 
sa di S. GioT. Battista presso la ma- 
rina del Vino. 

CALENZIO ( Gio. Elisio ) , celc- 
bre letterato, nacque ad Anfraita e si 
moii Terso ii 1 5o3. Per la vasta sua 
dottrina fu chiamato alla corte di re 
Ferrante 1 di Aragona per ediicare il 
figliuolo Federico poi ultimo re A- 
ragonese in Napoli. Allorchd ii suo 
alUevo fu costretto abbandonare ii so- 
glio e fuggire , Calenzio resl6 bersa- 
glio de^suoi nemici e men6 vita mi- 
smbile ed afilitta. Compose molle e 
dutte opere. 

CALOGROSSO(Giannotto) , poe- 
ta , nacque a Salemo e fiorl nel XV 
secolo. Di lui ci restano solo due so^ 
neiti dal Crescimbeni inseriti neiia 
sloria delb t^olgare poesia, 

CALOPRESE o caaop&ese (Grego* 



69 

rio ) , celebre letterato c filosofo , 
nacque a Scalea nel i65o ed ivi si 
roorl nei 1715. Fu raembro di mol- 
te accadeinie e maestro del famoso 
Gio. Vincenso Gravina suo cugino e 
del celebre Metastasio. 

CALVI ( Giulio ) , nacque ad Al- 
vito nei i554, pass6 a Roma e vesti 
abito di chiesa. Ne\ 1608 papa Paolo 
V io creo vescovo di Sora dove si 
mori in quelio stesso anno. Compose: 
Sfnaxis curae animarum ex operibus 
S, nomae de Aquino Theologisj Ro- 
ma , i6o6* 

CAMALDARI (Francesco), aba- 
te di S. Salvatore , nacque a Galii- 
poli ed ivi si morl nel 1467. Versa- 
tissiroo nella greca e iatina ietteratu- 
ra scrisse fciicemente in prosa ed in 
verso nelP una e neli' aitra iingua. Di 
lui abbiamo : Storia deiia CittU di 
GaUipoli MS. 

CAMBONE (Francesco), poeta la- 
tino e giureconsuito , nacquc a Brin- 
disi e fiori nei XVI secolo. Di iui 
abbiamo : Epicedium. 

CAMELO ( Massimo ), buon poe- 
ta dei XVI secolo , nacque ad Aqui- 
la e delle sue opere non ci resta che 
una commedia coi titolo : 11 Trappa^ 
Aquila , i566, in 8. 

CAMERARIO ( Bartolomroeo ) si- 
gnore di Pielralcina, nacque a Bene- 
vento nel 1497 ^ ^° Napoli si die- 
de ai foro. li vasto sapere nel drit- 
to feudale gli ottenne qiiella cattedra 
nelia universitii di Piapoli e nei i^ag 
fu da Carlo V noroinato presidente 
della regia caroera e nel i54i suo 
luogotenente nella stessa. Ma per i 
nggiri de^ suoi neroid cSiduto deila 
grazia dei sovrant) si vide costretto 
fuggire in Francia e quei roonarca ap« 
prezzandone ia dottrina lo cre6 suo 
consigliere \ roa trascurato di ricom- 
pense pass6 a Roroa , dove papa Pao- 
lo IV io accolse onorevolmente e lo 
elesse commissario gcnerale dell^ eser- 
cito pontificio e prefetto dell^annona 
della citti , ia quale era assediata dal 
Duca di Aii>a. Camerario disimpegno 



70 

qnelie cariche con tanta abilila e sa- 
pere , che a tutd divenne carissimo 
ed aniaramente ne piansero la perdi- 
la nel i564. Di lui abbiamo: i* R^ 
pelitiones supep eque da aetionibus , 
3* Bepetiiio C. primi an agnatus i» 
usibus F^udorum , 5^ De J^junio , ec. 
i^^De praedesUnatione ^ de gratia etli^ 
heroarbiirio cum Johanne €at9inoDi» 
sputatio , 5* De purgatorii igne , 6® 
Mepetitio ad Leg. imperiaiem de pro' 
iibit. feud, alienat. per Federicum. 

CAMEROTA ( Anlonio da ) , cos) 
detlo daila sua palria , ^esA T abito 
domenicano e profess^ filosofia e leo- 
logia in Italia e spezialmente a Bolo- 
gna ed a Napoli. Si mori nel iSSg 
e delle numerose sue opere non ab- 
Iriamo che: Tractatus varios. 

CAMPAGNA ( Luigi ) , nacque a 
Rossano e si morl a Napoli nel iS^g* 
VesU abilo di chiesa e fu versatissi- 
nio nella filosofia , neila teologia e 
nd dritto. Papa Paoio IV lo scelse 
a govemare ia cilU Interamnia nel- 
PUmbria , il Foro di Giulio nella Fb- 
minia , Benevento nei Sannio , occu- 
p6 la carica di vioe-reggente deila 
Camera apostolica a Roiua , di refe- 
rendario aposlolico , indi vesoovo di 
Montepeios6 e finatmente arcivescovo 
di Napoli. Molte cose scrisse, ina tutte 
andarono perdute. 

CAMPAGNA (Cesave), cciebre 
alorico f oratore e poeta , nacque al- 
V Aquiia • si morl nel 1 696. Le sue 
opere sono : 1** Rime polgari , Vene- 
sia, 1677 , 3* U Sinamorfiii ^ Vcne- 
na f i586 , 5" Le lagrime dci Bac 
chigiione poemello in ottava rima , Ve- 
rona, i588 , in 4- 4^ V Augustiniz 
opvero dciia Liberth^ Verona, i588 9 
in 4* ^* Aibero delie famigiie regait 
di Spagna , Verona , 1591 , 6^ Gii 
Alberi deUe famigHe , ie quaii hnno 
signoreggiato con dit^ersi tikdiin Man- 
tava sino cC tempi nostri ec. , Manlo- 
va , 1590 , in 4» 7** Albero d^ signo- 
H conti di Fiandra , Venezia , 1 5^5 , 
in 4- 8° Assedio , e riacquisio d An- 
9ersa fatto dai seremissimn Aiessandro 



Famese ec. Venezia , i^^S, in <{. 
9* Compendio istorica delie guerre ui- 
timamente suceesse tra eristiani e for- 
chi , e persiani ec. Veneaia , in 4« 
10* Orazione^ Verona, i583, in 4* 
1 1*. De ktudibus Atestinorum Otatio 
ec , Venezia , 1694 9 ^n 4* i^* -^' ^ 
storie del mondo , dai sSjO at fSgS^ 
Venezia, 1607, in 4* >j* -D^^fe isto' 
rie det mondo , Veneaia , iS^i , in 
4. i4^ y*i(^ det Cattotico , ed tnvit^- 
smto D. Fiiippo II d* Austria re detk 
Spagne con te guerre d^ suoi tempi , 
VicensN , >6o5 , in 4* >S* Deiia guer- 
ra di Fiandra^ Vicenaa , i6si , in 4* 
16^ De Lasitanorum gestis , et regk- 
bus y 17^ Aibore detf anticMssima f»- 
migtia di Lorena. 

CAMPANELLA ( Tommaso ) , ce- 
lebre fiiosofo, uacque a Sliionel »568 
e vesll abilo domenicano a Napoli. 
II suo vaslo sapere gli concilid moki 
amioiratori , ma la sua slranezi^ gli 
alliro molti nemici che lo accusarono 
di magia al iribuoale dMnquisiaione ed 
il Campanella si rifuggi in casa del 
marchese di Lavello dove compose uno 
esordio di metafisica e ridusse in ver* 
si lalini il sistema di Pitagora. Bfa 
oostrello ad ahbandonare Napoli pas- 
84 a Firenae, a Venezia ed a Pod«H 
va per pubblicare le sue opere , U 
qiiaii gli furono rapite nel viaggio , 
ci6 non ostanle difese pubblicamenie 
i priocipl del Teiesio. A Roma fu 
cacciuto in prigione e dopa la sua 
ritraltazione rilegalo fu per sempre 
neila sua palria. AUora egit coogiur6 
conlro il governa spagnuolo e gran nu- 
mero di seguaci avea raccoUi per queila 
iinpresa,nka scoperla fu roessoallatortu- 
ra che sostenne con animo fbrte per 4o 
ore conlinue senza aprir bocca, alla ti- 
ne benche i giudici non avessero pruo- 
ve io condannarono aila prigionia. 
Papa Urbaiio VIII lo volle aile Gur> 
cari dei S. Ufijzio e dopo ire anni io 
libero, lo fece suo famigiiare e gli as- 
segnd una pensione. Duranle i ^y 
anni deiia suu prigionia compose Vo- 
pera : De Monarchia Mispanica e 



V altra : BespuWca Solis. 1 Spagnuoli 
io ▼olevuno di noovo prigione ed egii 
fnggl in Provenza e nel i654 i>ass6 
B Parigi dove ben)gnaroente fu ac- 
colto dal cardinale de Richelieu e da 
Luigi XIII , dal quale oUeniie un' an- 
noa pensione. Visse degli anni felicis* 
simi in quelia citt^ e si morl nel 
i638. Montesqoieu dallc osservazio- 
ni del Campanella stabiU i rapporti 
fra i climi e le legislazioni. Scrisse 
ancora : Phiiosop/da sensibus demon^ 
strata, 

CAMPANILE ( Giov. Girolamo )^ 
- nacque a Napoli e riuscl molto dotto 
nelle leggi. Vesti abito di chiesa e fu 
vescovo di Lacedogna , indi commis- 
sario generale della inquisizione del 
regno e vescovo d' Isernia. Si mori 
il 3^ giugno 1626. Di lui abbiamo: 
i^ Addizione a* Commentari di Aibe- 
rico Olipa , Venezia , 1601 , a® /)/• 
vcrsorium juris canonici ^ 1620. 

CAMPAMO (Antonio ) , nacque a 
CavelU versoil 14^7 da vili parenti. 
I fuoi talenti gli fecero trovare somroo 
favore presso il pontefice Pio II , dal 
quale fu creato vescovo di Teramo, fu 
oetebre oratore, stonc» e poeta. Si mo- 
ri oel 1^77 e fu celebrato da tutti i 
contemporanei per il suo sapere. Di 
Imi abbiamo moltissfuie opere e le 
priocipali «ono : 1° Storia di Urbi" 
ifo , a* Vita di Braccio , 3" Episto- 
lae. 

CAMPELLIS (Angelo de), dotto 
agottiniano , nacque a Leonessa e 
papa Eugenio IV lo nomin6 vescovo 
di Bonito. Si mori nel i435 e scrisse 
78 serrooni. 

CAMPOLLONIO(Pietro), nacque 
a Pozzuoli e fu celebre poeta volga- 
re del XVI secolo. I primi letterati 
di qoel secolo ne pariarono con lo- 
de oelle opere loro. Scrisse : Delle 
stanze , Napoli , i58o , in 4- 

CAMPOLONGO* ( Emmanuele ) , 
poeta celebre , nacque il 3o decem- 
bre 173^ in Napoli e nel 1766 fu 
nominato alla cattedra di lingua lati- 
na Della regia Universitik de^ Studi. 



71 

Fu roembro di varie societi e si mo- 
ri il 19 roarzo i8oi. Scrisse : i^ 
Mer^eJiina , a" la Polifemaide , 3" il 
Proleo, 4** *« Fuicaneide^ 5® la Gai' 
dei , 6" le Smanie di Piuto , 7* ii 
Peceatore convinto qoaresimale, 8^ il 
Sereno Serenato , g* Cursus philoiogi^ 
cus^ 10" Sepidcretum amicabile^ ii* 
Litholexicon intentatum^ la*^ il Polife^ 
mo briaco, 

CANDIDO ( Serafino ) , poeta , na- 
cque a Montereale , ^ conosciuto per 
una commedia intitolata : La Divota 
rappresentazione del miracoioso Natale 
di G. C. coU* adarazioue de^ pastori^ 
Pesaro , 1 56^ , in 4- 

CANDITO ( Ippolito ), dotto cer- 
tosino , nacque in Napoli e si mort 
nel i6oo. Scrisse: i^ Regnum Chri^ 
sti ,2** De summo Deo , 3** De ejas 
generaii vicario romano pontifice , 4* 
De ispo regno et ecciesia. 

CANOSA ( Fabrizio Capece Minu- 
to principe di ) , nacqne in Napoli 
nel 1738 e fu a Roma a stodiare. 
Nel 1798 fu reggente dd banco e 
monte della Pieili e nei 1806 allor- 
ch^ re Ferdinando di Borbone partk 
per la Sicilia lo nomin6 membro del- 
ia reggenza. Giuseppe Bnonaparte 
lo €re6 consigliere di stato e finaU 
mente si mori il a6 decembre 1817. 
Fn uomo di lettere e di lui abbia- 
mo delie poesie ^ Napoli 1796, 1 
voL 

CANOSA ( Antonio Capece Minu* 
tolo principe di ) , figliiiolo del pre- 
cedente , nacque io Napoli e si ver- 
s6 nelle lettere e nel foro criminale 
aringando in favore de' miseri. Di an- 
ui 35 pel merito del siA> casato en- 
tr6 nel consiglio della cittli e nel 1 798 
allorch^ Napoli tutta sommossa chie- 
deva nuovo signore ( vedendosi bru- 
ciare nella notte del a8 decembre nel- 
le acque di Polisipo lao barche bom- 
bardiere e cannoniere e V indomani 
due vascelli e tre fregate), Canosa pro- 
pose govemo arislocralico. Nel 1 799 
fuuno de'34 legati spediti sotto la icor- 
ta del principe di Molitemo in nonie 



72 

della ciilk di Napoli al generale Cbam- 
pionnet ed in quello stesso anno 
'799 condannato a cinquc anni di 
carcere pel consiglio dato di gover- 
no arislocratico ncl 1798. Per la pa- 
Ce di FirenM nei 1806 riacqnis(6 la 
libertli e con presidio siciliano e con 
iUimitato potere fu da re Ferdinando 
di Borbone messo al governo deir iso- 
la di Ponza. Nel 1810 co' suoi soldati 
di PonEa pass6 in Sicilia e nel 1 8 16 fu 
creato ministro di Polizia in Napoli. 
Essendo quindi stato esiliato , si litird 
nella Toscana dove seppe guadagnarsi 
Panimo di reFerdinando diBorboneal- 
lorch^ ritomava dal congresso di Lay- 
bach nel 1821 in modo, chericuperd il 
ministero. Esiliato nuovaroentc passo a 
Pisa dove si maritd in seconde nozze^ 
fi . trasferl a Genova , indi a Mode- 
Da , a Livomo e finalmente a Pcsa* 
ro dove si mori r.el 1859. Fu uomo 
di varia e profonda letteratura e scris- 
se vari opuscoli politici. 

CANOFILO ( Francesco ) , dotto 
francescano , nacque a Castel di San- 
gro e fiorl nel XVI secolo. Scrisse: 
Oeconamia Concionalis super evange' 
iiis quadragesimae, 

CANOFILO ( Ben^detto ^ , dotto 
cassinese , narque a Castel di San- 
gro e fu rinomato filosofo e giuri- 
sperito. Scrisse : 1® Compenditan Jur 
ris civUis , ei canonici ^ a^ Summam 
remm , 3" Bepertorium su/)er primum 
Decretalium , 4' ^^ Costituiione Fo- 
hj et Poii , 5" De privilegiis ecclesiac^ 
et ecctesiasticarum personarum , 6^ J>e 
eriminilHit in Detun 9 et proximum , et 
de poenis eorum , 7® De matrimonio 
temporali , et spirituali, 

CANTALICIO ( Gio. BattiMa ), na- 
eqoe a Cantalice e fu versatissimo nel* 
le lingue e s])ezialmente nella latina. 
Varie Universitii lo vollero a profes- 
•ore con alte promesse , roa egli si 
portd a Firenze ed a Siena. Papa A- 
iessandro VI lo cbiaro6 a Roma per 
istitutore del nipote D. Luigi e fu 
ricevulo con grandc onorc a quellu 
corte. Ottcnne un cauonicato cd al* 



lorche il suo allievo fa decorato del- 
la porpora ^ volle che Cantalicio pren- 
desse il cognome di Valentino e le 
armi di sua famiglia , indi lo fece no- 
minare vescovo di Civitii di Penna. 
Intervenne al concilio Lateranense 
sotto papa Giulio II e vi si distinse 
perdotrrina. Si mori nel i5i4 e scris- 
se : i** Gonsalvia , a" Ufficio deUa 
Vergine coiC esposizione itaiiana di Bat- 
tista Falentino^ 3* Cantalicii Canones 
brevissimi grammatices^ et n^trices pro 
rudilms pueris , 4^ ^ vanitate, 

CANTELMO (Giuseppe), nacque 
a Napoli di nobile famiglia e fu buon 
poeta volgare del XVI secolo. Scris- 
se un poema eroico : Psiche , Aqtii' 
la , i566 , in 4« 

CAPACCIO ( Giulio Cesare ) , cc- 
lebre storico y nacque a Campagna 
d^EboU verso la met^ del XVI se- 
colo ed in breve si acquist6 fiuna di 
letterato. Viaggi6 per V Italia e do- 
vunque st procacci6 la stima de' dot- 
ti e di ritorno a Napoli il Costanzo 
gli a£Bd6 il rivedere la sua storia. 
Nel 1593 voUe ripatriarsi cd inse- 
gn6 umane lettere , ma per la morte 
di un suo figliuolo abbandon6 quel- 
la terra fissando sua dimora in Na- 
poli. Domand6 un impiego ed otten- 
ne nel 1^93 qudlo di Provvisore de' 
granl e degli oli ed allora cgli fece 
costruire la Cisterna deiP Oiio tuttora 
esistente , indi nel i6oa fu nomtna- 
to segretario della aiik, Eruditissimo 
nell' antiquaria fu prescelto col Fon- 
tana a riconoscere e trasportare in 
NapoU alcune statue antiche rinvenu- 
te a Cuma , ebbe parte nella fonda- 
zione deU' accademia degU Oziasi ed 
in quella recit6 rorazione fiinebre 
di Enrico IV re di Francia, che gU 
merit6 i ringaziamenti deUa vedova 
regina e del re suo figliuolo. Per sot- 
trarre U proprio figUnolo Laigi dal- 
Pinuninente pericolo per ana inqui- 
sizione suscitatagli contro , perd^ gli 
impieghi , gli furono confiscaU i be- 
ni e condannato nel capo. Nulla val- 
se la mediazione dd Duca di Savo- 



ia e del ▼icer^ ed il Capaccio ra- 
tDingo dov^ fuggire dalla patria. Fu 
«ccolto coo onore del duca di Ui bi- 
no che \o creo suo gentiluomo e 
coosigliere , 'indi \o invi6 ambascia- 
dore a Veoesia. A Roraa papa Urba- 
no VIII lo contradistinse e finalmen- 
le otlenne far ritorno a Napoli do- 
Te sf morl nel i634 di oltre 80 an- 
fii. Le sue principali opere sono : 1° 
Hisioria NeapoUlana^ Nupoli, 1607, 
in 4* ^^ historia Puteolana , Napoli, 
1604 9 in 4* da lui stesso volgariz- 
KBta , 3* i/ Forestiero dialoghi , Na- 
poli , i584 7 4" Prediche quaresimali 
FIl , Venezia , i584 , in 8. 5*» // 
Segretario , Roma , 1 589. 

CAPASSO ( Nicco16 ) , celebre poe- 
la satirico , nacque a Grumo il i3 
setterobre 1671 e vesti abito di chie- 
sa senza che prendesse gli ordini sa- 
cri* Nel 1694 4>er concorso ottenne 
la cattadra di dritto e fu delF acca- 
demla del vicerd Medina Coeli. Nel 
1703 per concorso ebbe la cattedra 
di dritto canonico e nel 1717 quella 
di dritto civile. Si mori il 3i maggio 
1745 e fu in modo satirico da non 
rispeltare persona o rango, fu di estre- 
ma avarizia e lasci6 a^ nipoti il pingue 
•Si6 di 5o mila ducati. Di iui abbia- 
mo: 1* lliiade di Oniero in lingua 
napoletana, i^Si, 2^ una CoUezione 
di sonetti nella stessa lingua , '789. 

CAPACE ( Galeota Fabio ) , cele- 
hre giureconsulto e cavaliere napole- 
lano del seggio di Capuana. Fu no- 
minato giudice di Vicaria , consiglie- 
re del Gonsiglio di S. Chiara , av- 
▼ocalo fiscale del regai patrimonio 
nella Regia Camera , presidenle , reg- 
gente del Supremo Gonsiglio d^Italia, 
presidente del Consiglio Collaterale. 
Fu decorato del titolo di Duca della 
Regina ed in Foggia si morl il i5 
decembre 164 5. Di lui abbiamo: 1* 
Responso pel Duca di Gravina sopra 
la successione del principato di Bisi- 
gnano . q** II trattato De Officiorum 
ac regdfium prohibita sine Principis 
auctoritate commutiitione , et aiienatio' 



ne , 3« Controversie , 4* l^^sponsi fi- 
scali. 

CAPACE (Isabella), nacque a Na- 
poli e per dottrina risptend^ tra' piit 
dolti letterati del secolo. Si mori di 
anni a 1 nel 1 59o e Scrisse : Conso" 
iazione deiP Anima ^ Napoli , 1^94 | 
in 4- 

CAPECE ( Ferrante ) , nacqae a 
Napoli ed entr6 nella compugnia di 
Gesu. Lesse filosofia ed a Roma istitul 
un collegio pe^giovani inglesi che con- 
vertiva alla religione cattolica roma- 
na. Fu nominato rettore del collegio 
di Claudiopoli metropoli della Tran- 
silvania e vice-provinciale di tutti i 
colleg! di quel regno. Tale fu ia for- 
sa della sua eloquenza e la robnstez- 
za della sua filosofia , che ridusse 
alU sua religione il capo degli ereti- 
ci di Cracovia ed in breve convertl 
lutto ii regno. Indusse il principc di 
Transilvania a fondare un seminario 
di nobili ed uno di cittadini. Pec 
soccorrere gli appestati si mor\ di 
quel morbo in Claudiopoli nel 1 586» 
Scrisse: 1" Commentarium Ttmei^ a* 
Commeniarium Faedri , 3* Commenr 
tarium super x librum Heuclidis. 

CAPECE ( Antonio ) cavaliere del 
saggio di Nido e celebre giurecon- 
sulto. Nel 1 509 fu creato consigliere 
e professore di Jus feudale. Fu spe- 
dito in Sicilia a sedare le turbolenze 
sorte sotto ii viceregnato di Ettore 
Pignatelli e fatto ritomo in patria si 
morl nel i545. Di lui abbiamo: i^ 
Dccisiones S. E, C. , a* Eepetitio stt» 
per Capituitun Imperiaiem De probib^ 
Feud. alien. per Federic* 3* Additio^ 
nes ad Consuetudines NeapoUtanas , 
4** Int^estitura feudaUs, 

CAPECE ( Scipione) , figliuolo del 
precedente e celebre poeta latino* II 
Bembo non si rattiene dal dire che 
le sue poesie lo mettono accanto a 
Lucrezio. Si distinse nel foro e nel 
i534 ebbe la cattedra ▼esperlina dt 
Jus civile. Fu da Cario V creato Con- 
sigliere di S. Chiara e si mori dopo 
il i56i. Di lui abbiamo: 1** De prin» 

10 



74 

^ipils rerum , i^ De Vifo Jo. Bnpli' 
sia vate maximo , 3° Ele^iae ^ l^" F.- 
pigrammata , 5" Sttper Tit. De aqui- 
renda possessione , 6** Magistrntnnm 
tr^ni Neapofis gualiler cum antiqms 
romanorum cont'eniuftt Comffcndium , 
7? De solato matrimonio^ 8** Historia 
d^lia fami^lia Loffreda, 

CAPECE ( Decio ) , celebrc giu- 
reconsulto e cavaliere del •seggio cli 
Nido , fiart nel XVI secolo e srris. 
se : Consiiia ieoalin, 

CAPECE ( Girolamo ) , narque in 
79apoK di nobile fumigiia e fti cele- 
i)re nella pittara c nelia scultura. Si 
Tnor\ nel iS^o. 

CAPECELATRO(E!torc ) , celebre 
*giurecoasuUo e cavalierc napoletano 
del seggio di Capuana. Nei i65i fu 
'creato consrgliere , indi spedito ara- 
'basciadore nella Spagna per alcfme 
difFcrenzetra la nobilt^i ed ii popolo e 
vi riusci tonto fclfcemente , che fo 
decorato del titolo di marchese del 
Torello c della carica di rcggonie. Si 
mori il ro agosto i654 e scrisse : 
1** Consatti , i^ Dccisioni. 

CAPECELATllO ( Franccsco ) , na- 
cque a Napoli di nobiie fnmigiia e 
51 distinse per dotlrinn. Fiori nel 
XVII secolo e scrisse una storia dei 
regno di Napoli da Ruggiero primo 
re di Siciiia fino alla raorte di Car- 
\o I d' Anjou , Napoli , r64o. 

CAPECELATRO ( Oiuseppe ) , na- 
•<qne il a5 settembre 1^44 '" Napo- 
h di nobile famiglia e vesti aisito di 
chiesa. Fu versato neHe scienze e fu 
successivnmcnte cappellano del Tcso- 
ro di S. Gennaro , canonico della cat- 
ledrale , avvoccato concistoriale in 
Koroa e 6nalmente arcivescovo di 
Tar»ato. Aiulo il cardinale Raffb nel- 
1a conquista della Puglia e nel tempo 
dfll.i occupazione mililere del nostro 
regno fu innalzato a consigliere di 
Stato , a Mimstro deirinterno e pre- 
sidente deil'uceademia Eccolanese. Si 
ricuso di assiMcre al concilio di 
Part|ti e fu decorato deirordine delle 
due Sicilie. Si mori di colera il 2 



novcmbre i856 di ffnni 92.' 

CAPIALBI ( Galcazzo ) , nacqiie • 
Benevento nel 14^0 ^i nobile famt- 
glia c per dissenxioni sirrte tra nobi- 
If di qtiella citl^ ^ col padrc framut^ 
in Monteleone. Fu copitano rinoma* 
to di quel secolo e nei i4^^ tenne 
Tropea fedele agli Aragonesi , nel 
1496 fa col gran Capitano Gonsalvo 
Cordova air assedio di Miicto e poi 
con D. Ugo Cardone in tutli i fat\i 
contro i francesi e si tlistinse fiella 
batlaglia di Tcrranova e di Gioia. Fi- 
nafmente pieno di gloria si morl nel 
i5i8. 

CAPiACBI ( Giovanni Antonfo), 
celebre giureconsulto e poeta , nacqne 
a Monteleone nci i54o, fondd l^ ac- 
cademia degP Incostanti Ipponcsi ^ 
nel iSg^ si tnori. Di iui abbiamo : 
^^ De usuris^ de actionibu^ et vbiigatio- 
nibus , 2* De serifitutibus urbanorum 
praediorum^ 5" De peculio cicricorum^ 
4° Dc C^cio , ct potcstate jadicis «fe- 
iegati , 5* Discorsi deiia natura e dri' 
t ftrte , 6** DeUa fortuna t del fato ^ 
7** Discorso sidia caccia , 8" Le Ira* 
•duzioni del Trnttato della beemtudine 
deiC anima di Averroe c del Griiio di 
•Plutarco ^ 9** Varf sonetti. 

CAPIALBI ( Giuscppe ) naoqut « 
Montelcone ii i3 ottobre i'636 ed iri 
si mor) ii 26 novembre 1675. Fa 
versatissimo nella giurisprudenza e 
neU' antiquaria e scrisse : 1* Vtritu- 
^ue Sicitiac originis , situs nobiiUatis 
Montisieonis geot»mpiHa historia , Na- 
poli , 1659, ^" 4- ^*" ^tta di D. 
Ettore Pignnteili ^ 5* Ad Capiluittm 
XXiy Nobititatis civitatis Mdntisleonis 
Commentum , Monteleone , 1667 , 
in 8. 

CAPOBIANCO , capo de' carbona- 
ri 61 Calabria , era giovane di animo 
andace e capitano deilc milieie urba- 
ne della sua patrio , la quale nelle 
vicinanee di Cosenza era fabbricata 
sur de' monti asprissimi. Tentendo 
que' settar! ad atlerrare il governo di 
Murat e resiituire i Borboni sul Iro- 
no di Napoli , fu contro di quelli 



prodain»tu pro&cri»ionc e im>rle. Es- 
tendo impossibile impa^Iyonirsi di Ca- 
pobianco per la vanluggiosa posizio- 
ne della terra che nbitava , fii d' uo- 
po rirorrere agl^ ingunni , ma egli 
sfuggivu qualiinque segretu insidia. \ln 
giorno pero il generule Jannelli duik- 
do in Coftensu un laulo prunzo u 
inoili uffiziaii ed u vurie au4orilu ci- 
vili ed ecciesiasliclic , simulundo aii)«- 
citta con leltera prego Cupobianco 
r onorasse. Sur le prime tem^ qnal- 
che Iradiroento, ma rassicuralosi ven- 
ne air invito. Fu con simulaLi cor- 
dialiU aceolto c si diede aflfatto a gi»- 
slare le vtvunde. Appena terininato 
il pranzo eerco partire , ma i gendar- 
ini se ne impadronirooo e caceialolo 
in oseura carcere e condannato a 
morte dulla commissione militare , 
perd^ il capo nella piazza di Cosen- 
ss sul cadere dell' anno idi3. 

CAPOCITrO ( Pieiro ) , generaJe 
delP ordine cele^tino., narqiie a Cer- 
chio e si mort ncl i£6f. Scrisse : 
CostitulioneS' monochorum ordinis S, 
Sanedicti eort^regationis Coeicstinorufn , 
Bologna , iSgo , in 4 * 

CAFOGRASSO (G.iglielmo), n«. 
cque a Salerno c fu ceiebre giiurecon- 
sulto. Ottenne la caltfdra^ di diiUo 
nella nniversitlk di Napoli e si raorl 
nel »4^Sw Scrisse : De Jure patrona- 
ius. 

GAPOGR-ASSO ( xNiccolo ) , cele- 
br« giureconsuito , nacque a Salerno , 
lesse drilto civile a Saleroo ed a Nu- 
poli e nel i^oS f« creato consiglie- 
re • Scrisse : Commentnria. saper Di- 
gesium, 

CAPOLONGO (Antonio), celebre 
pktore napoletano del XV secolo e di- 
fcepolo del fumoso Bernardino L^- 
ma. 1 suoi migliori dipinli sono : i^ 
Un crocifisso che scattirisee sangue 
dal costato in una forte dt finto mar- 
mo con altre figure nella chiesa di 
S. Ca^erina alle Zinne , 2? La f^cr- 
gine col bainbino in gloria , S. Bia- 
gfo , S. Gaetano ed altro santo nelia 
chiesa di S. TSiccoLo dclto Avryiario , 



75 

5* Una Coneeitone neMa ehiesa di S. 
Diego volgarmenle detta dell^ Ospe- 
daietto che lavord aiutato dal mae- 
stro. 

CAPOMAZZO ( Antonictto ) , na- 
eque a Pozzuoli ed ivi si nwrl nel 
Ia58o. Fu scr.iUoi'c purgato di iingiia 
latina in prosu ed in verso , indago 
con*grandi ciHe le segrete virtii del- 
le acqiiie minerali de' bagni di Voa- 
zuoli che descrisse in una Ele^ia e 
di cui si servU il Lombardo di EpL- 
tome alla sui opfra inlitolatu : Sy- 
nopsis quac (Lt Balneis aliiuiue mi- 
raculis Pntcnlanis scrtptu sunt. 

CAPOMAZZO (Siiora Liiisa), ce- 
lebre pittrice , nacquc in Na^oli e 
vestl abito monastico. Riitsck di nome 
in qucll^ arte e si moH nel t64(^. 
Molti suoi dipinti. sl veggono nelU 
chiesa dt S.. Chiara. 

CAPONE ( Giulio ) nac(pje a Na- 
poli e fii.celebre giureconsnlto. Di 
lui abbiajno : t*» Discrptntiones fa- 
remes ccctesiasticae , ciults- ec^ Ne- 
poli , 4.^^* in^ol. 2** Institutiones 
oafwnicae ^ Cuionia , i7^4. ) ^ ^^* 
in fol. 

CAPORELLA(Pietro.PaoJo), dot- 
to f^ancescano , nacque a Potenza. e 
professd ncHa Universii^ dt Nupoli. 
Nel i552 fu ccealo ^escovo di Qp- 
trone ed ivi si moii nel i556. Di 
Itii abbiamo: i" Quacstiones de ma^ 
trimonio Svrenissimae Reginae Angliar^ 
ef. Napoli , 154^, in 4 i ^° ^^ ^* 
peribus. misej-icordiae ,, 3* Pargatoriu, 

CAPOSCROFA ( F^lice.) , celebre 
giureconsulto oapoietano , si mori 
nei i4^o c scrisse i Comenti e le 
lilustrazioni deiia legge Datio posses- 
sionis § si per uendilorem Digest, De 
actione empi, 

CAPPELLA^ ( Scipione ) , celcbre 
pittore , nacque a Napoli e fu sco- 
laro del Solimena. Talmente ritra^v.» 
al naturale i dipinti de^ piu ecceleoti 
artisti che non copie , ma oiigiaali 
erano ripututi. 

CAPPELLL( Piclro ) , celcbre pit- 
tore di. prospcltiva e di archUcltiUi» , 



76 

nacque a Napoli e fu dibcepolo del 
Solimena. La sua maniera ^ decisa e 
di belle invenzioui. Si raori molto 
giovane nel 1734* 

CAPRIOLI (Costantino) , nacque 
al Vasto e £u avvocato di nome. 
Scrisse : De successione ab uUestato 
Commentaria , Tiano , 1 696 , 

CAPRIOLI ( Virgiiio ) , nacque al 
Vasto e fu rinomato giureconsulto , 
sntrodusse la stampa nella sua patria 
c fiori nel XVI secolo. Scrisse : i* 
Tractatus universi Juris , Q® Annotar 
tiones ad quatuor libros institutionum 
imperatoris lustiniani* 

CAPRUCCI ( Marino ) , letterato e 
filosofo del XVI secolo , nacque at- 
TAquila e scrisse molte opere. Fu 
buon poeta volgare e di lui non ci 
resta che delle rime. 

CAPUA (Annibale di ) , figliuolo 
del duca di Termoli , nacque in Na- 
poli e si distinse per dottrina in va- 
rie ciltli d'ltalia. Papa Gregorio XIII 
lo nomin6 referendario deW una e 
delFaltra segnatura e lo spedi nun- 
zio airimperadore Rodolfo II ed al- 
la repubblica di Venezia. Fu arcive- 
scovo di Napoli e nunzio ai re di 
PoIom*a, finalmente si mori nei set- 
tembre del 1 5g5. Di iui ai^biamo ana 
orazione recitala innanzi ai senato di 
Polonia. 

GAPUA ( Giulio Ccsare di ) de* 
conli di Allaviila e maresciallo dci 
regno , nacque a Nupoli e servi sot- 
to Curio III e Ludislao di Durazzo. 
AI venire Giovanna II a nozze coi 
contc Giacomo di Marcia de' reali di 
Francia , Giulio Cesare si port6 ad 
incontrarlo a Troia c vivendo dispia- 
ciuto della regina per avere innalzu- 
to il suo drudo Pandolfello AIopo a 
sua prcfercnza , rivcld tuila V infame 
trcscu ai conte. Giunli poi gli altri 
iKironi lo salutorc, chc pcr ordinc 
di Giovanna conte c non rc dovca 
sahitarst. Futlc solcnncnicnte le iioz- 
70 in Nupoli c tonnentato a raorlc 
J^aiidolfcllo , si crcdca Giulio Cesarc 
olttnce i primi onori di cortc e 



queilo spczialraente di Gran Conte- 
stabiie aitora vacante. Ma couferita 
si alta carica ad un francese se ne 
sdegno forte ii Di Capua e ne giu- 
ro vendetta. Di fatti correndo i'an- 
no i4i5 un giorno si port6 a visi- 
tare ia regina , ia quale vivea assai 
sconlenta dei marito e non avrebbe 
traiasciato mezio aicuno per disfarse- 
ne , ie parlo di una conginra contro 
dei re onde renderia padrona iibera 
di se. Ne gioi sur 1e prime Giovan- 
na , ma v^ incontravu degii ostacoii 
nella esecuzione. Giulio Cesare si ac- 
cinse dissiparii , quella per6 gii or- 
din6 ritornasse Paitro dimani per fis- 
sare il tutto. li primo pensiero di Gio- 
vanna fu giovarsi de** consigli del Di 
Capua, ma ardendo di vendelta contro 
r autore della morte di Pundolfeiio , 
chiain6 a se ii marito e tutto ci6 delto 
avea Giulio Cesare gli pules6. Re 
Giacorao consapevole dei colioquio 
tra la regiua ed il Di Capua, si na- 
scose con alcuni suoi corligiani die- 
tro un panno di arazzo di dove tulto 
ascoltarono e Giulio Cesare preso co- 
miato dalla regina stava per porre il 
piedc aila sla (Tu e partire altorch^ fu 
preso e menato in carcere coi suo 
segretario ed ivi tormentati con la 
torlura confessarono ia congiiira ed il 
giorno seguente perderono il capo. 

CAFUA (Gio. Francesco di), cava- 
lierc napoletano e conte di Paieiui , 
si diede alie leltere e poi aiie armi 
ac({uistando norae di valoroso capi- 
tano. Abbandonando il mt^stiere dei- 
le arini si upplico affatto alla leltera- 
lura e vi riusci in modo che si in verso 
cbe in prosa scrisse molto e ne fu 
iodalo {ia'dotti. Si mor^ net i55o e 
ie sue o(>ere f urono perdute dal tempo. 

CAPUA ( Piclro di ) , nacque a 
Capua e iii profondo teologo. Fu 
chiumato aila universil^ di Parigi e 
rispiende tra prtmi scienziati di quel 
tempo. Papa Onorio III nel 1119 lo 
creo patriarca di Anliochia e poi car- 
dinalc. Scrisse : 1" Epitome senten^ 
tiaium , 1'* Lcxicon cvncionatorum. 



CAPUA ( Leornardo di ) , ccle- 
bre medico e filosofo , nacque a Ba- 
gnuolonel 1618 e si mori il 17 giu- 
gno 1695. Fu membro di moUe ac- 
f:aHemie e di quella dcgli Arcadi e 
deir altra degl' Investignti. L' accade- 
mia dfgli Arcadl ne fece scrivere 
la vita al celebre Niccol6 Amanlea 
napolelano e loro socio. l>c\ di Ga- 
|iiia abbiamo : i^ Parere sult incer" 
tezza della medicina , Napoli 1681 , 
a Parcre sult incertezta de* medica- 
menti^ Napoli 1689, 3** Lezioni in- 
iorno alia natura dctte Mofrte , 4" ^- 
ia del famoso capitano Andrea Can- 
icimo de Duchi di Popoli, 

CAPUANO ( Gio. Baltisla ) , na- 
cc|ue a Manfredonia e nella universit^ 
di Padova fu chiaroato per professa- 
re matematiche ed aslronomia. Fio- 
r% verso il i^^o e fu mollo dolto. 
Di lui abbiamo : Sp/taera cum Com^ 
mentLu 

CAPUTI ( Antonio ) , nacque a 
Molfelta ed ivi si mori ncl i5o5. 
Einomalo letterato si diede al foro e 
st acquistd gran fama. Scrisse : De 
Jure Protomiseos. 

CAPUTI (Niccol6) , medico , na- 
cque a Campi e si morl in Napoli. 
Fu di gran nome netl' arte sua e so- 
cio ciell' accademia reale di Napoli. 
Scrisse vnrie opere. 

CAPUTI ( Pictro ) , nacque a Pa- 
lemo e fior^ nel mezzo del XVI se- 
oolo y vestl abito di cbiesa e fu mol- 
to dotto. Scrisse : De stifficie/uia ct 
necessiiate vitoe luimanoi , 1!* Conira 
Judeos tractatus. 

CAPUTO ( Manilio ) , nacque a Co- 
seoza e fu buon poeta volgare del 
XVI secolo. Di lui abbiamo varie 
rime* 

CARACCIO ( Anlonio ), celebre 
poeta, nacque a Nard6 nel i65o e di 
solo i4 anni compose un poemelto 
in ottava rima inlitolato: Lagrime di 
il/cfo/ie^ perduto dal lempo. A Roma 
fii caro a lutti que' dotti e spezial- 
mente al cardinale Carafa ed ivi com- 
pdse il famoso poema Vimpvrio ven- 



71 
dicato in cui canla le gesle de' Venc- 
ziani in Oriente , i quali liberarono 
Costanlinopoli da' barburi. II Senato 
veneziano in seguo di gratitudinc lo 
creo cavaliere di S. Marco c V acca- 
demia ' Arcadia di Roma lo volle tru^ 
suoi 12 soc!. Nel 1694 pubblico il 
Corradino bella tragedia e finalmenle 
nel 1702 st mori a Roma. 

CARAGCIOLO ( Ippolito ) , celcbrc 
oratore , nacque a Napoli e fu rino • 
mnto filosofo e tcologo. Si mori nel 
1^99 e scrisse molte Prediche ^ Ve- 
nezia , 1 599 , in 4* 

CARACCIOLO ( Francesco ) , ce- 
lebre* marino e cavaliere napoletano. 
Col grado di capitano di fregala si 
trov6 con la flotta anglo-napoletana 
alla baltaglia navale bontro i francesi 
nel 1795 combattuta nel mare di Sa- 
vona. £ tale fu il suo valore ed in- 
trepide72i di animo in quella azione, 
che Tammiraglio inglese Holam ne 
fece le piiH alte lodi. II suo merito gli 
ottenne la carica di ammiraglio delia 
nostra marina e la sua valentia di 
biion marino fu la cagione della sua 
ruiiia. Re Ferdinando di Borbone 
partendo di Napoli per Sicilia nel 
1798 , Pammiraglio Nelson guidava 
il vascello realo ed un naviglio na- 
polelano comandava il nostro Carac- 
ciolo. Surse inaspettata tempesta che 
spinse varie navi sur diverse spiagge 
c quella sur cui viaggiava il rc fu 
viciuo ad affbndare , mu la nave del 
Caracciolo sprezzando i flutli ed i 
venli superba infrangeva i mughianti 
cavalloni. AI passare del Faro Nelsou 
dov^ abbandonare il governo del suo 
vascello al capitano Giovanni Bausan, 
ma Francesco Caracciolo tranquillo 
ed illeso sbarc6 i suoi a Palcrmo. 
II re lod6 al sommo il Caracciolo c 
Nelson ne giuro la perdita nei suo 
cuore. Fatto in Napoli ritorno dietro 
permesso del rc , nel 1799 fu dalla 
repubblica obbligato a coiiibatlere i 
contrarl che impadroniti si erano delle 
isole di Procidu e d' Ischia. Sciolsc 
i* ammiraglio Caracciolo Ic vele c ven- 



78 

ne allc roaiii col nemico, bench^ egli 
di nurocro roolto infcriore fosse come 
tre contro dieci , piire tali pruove di 
valore dimoslro , che i neniici molle 
morti e molti danni soffrirono. Alla 
fine verso la sera infuriando il vcnlo 
che scmprecontrano avea soffiato alle 
navi sue , fu costrelto rilirarsi nel 
porto non vincitore nb vinto, degno 
pero di gloria. II cardinale Fabri- 
zio Ruffb avendo riacquistato Napo- 
li, Caracciolo fuggl e si nascose in 
uii viHag{;io ed avrebbc sfuggito le 
ricerche se noii fosse stato tradilo 
da un infame suo servo e dato nelle 
mani di Ruffo. Nelson tosto fece he 
piii altc premure percbe il ctirdrinale 
gli cedessc il prigioniero , tutta la citta 
allora cred^ cbe rammiraglio inglese 
volesse salvare il suo iiluslre coinpa- 
gno dc' pcricoli del mai^e dellc guor- 
re, ma invece Nelson anelava Ki vile 
vendetta. Di falti airistantc e sul pro- 
*prio vasceUo riuni corle marzi.-ile di 
ufEziuli napoletnni e capo ne creo il 
conle Thurn. Tutte le accuse e le di- 
scolpe essendo mcre as&ertive , fu ac- 
corduta resame dc*docuroenti ede'te- 
slimoni , ma Nelson ordino non esser 
necessarie altrc fkmore ed i giudici 
schiavi dell* inglese condtinnuroiio 
rinfelice C.iracciola a perpetuu pri- 
gionia, la quale fu conlrocambiatn in 
morte perch^ tale fu il volere di Nel- 
son. £ scrittosi nella sentenzu morte 
dove lcggevasi prighnia^ alle due po- 
roeridiane si sciolse il consiglio e Ca- 
racciolo appeso per In gola ad un^an- 
tenna della fregata la MinerPd^ spir6 
V aniroa. Cosl fini Francesco Carac- 
ciolo nobile nupoletano, dotto e ce- 
lebre marino , felice ed esperlo in 
giierru , chiaro per merttate glorie , 
infelice bersaglio di vile invidia. 11 
suo corpo gitlato in mare dopo tre 
giorni si mostr6 sotto il vascello di 
re FordinaQdo IV , il quale lo fece 
iteppellire nella chiesa di S. Maria la 
'Catena in S. Lucia. 

CARACCIOLO ( Ser Gianni ) , na- 
cquc ncl OyG a Napoli di nobile fa- 



miglia da Franccsco de*Caraccioli dett i 
Svizzeri e da Isabella Sarda figtiuola 
di uii negoziante Pisano che di ric- 
chissiroa dote la fornl. Ser Giunni 
avendo militato in raolte guerre sotto 
re Ludislao fu da quello creato cavu- 
liere. Giovunna II succcduta al fra- 
tello Ladisluo nel regno fin dal i^i^ 
dopo che suo inarito Giacoino di Mar- 
cia fecc tircidere Pandolfello suo dru- 
do , nel i4i6 volle riordinare la sua 
corte cd invnghitosi del Caracciolo 
ando pensnndo la roaniera onde pa- 
lesargli Taroor suo. Ser Gianni ben- 
che fosse di nnni 4^ era gagliardissi- 
mo e bello dellu persona. La regina 
ordino ad una sua cameriera gittusse 
un topo sopra Ser Gianni che abbor- 
riva quel aniinale. Di falti stando 
quello giiiocando a^ scacchi neir anti- 
cainera , la camerieru opcro in roodo 
da far cadere Scr Gianni che fiiggiva 
nel seno dellu regina. D' allora il Ca- 
racciolo incomincio ad esser carissi* 
mo a Giovanna ed n dominare il 
regno. Volendo la regina disfarsi del 
roiirito , egli cbe uomo prudentis- 
simo era lu ruttenne per ncn es- 
ser opportuno il tempo e si diede 
a stringere amicizia e parentadi co*piii 
potenti personaggi del rearoe e quando 
si vide ferroo in potenza , allora in 
raodo oper6 che fece custodire il re 
coroe prigione nelle proprie stanze e 
sgorobrare il regno da^tutti i fran- 
ccsi. Allontan6 dalla corte con vari 
pretesti Sforza ed Urbano Origlia con 
ouorevoli cominissioni,del priino pcr- 
ch^ ne temevu il potere, del secon- 
do la hellezza non gli alienasse Tani- 
mo della regina. Ma per la paghe at- 
trassate e per il raai animo scoperto 
in Ser Gianni verso di Iiii , Sforza 
nel i^iB marcio contro la citt^ di 
Napoli per tiberare il re. Non poten- 
do il Caracciolo resistere a tanto tur« 
bine fece condiscendere la regina a' 
patti da Sfor;&a chiesti e si fece anche 
condannare alPesilio nclPisoIa di Pro- 
cida , ma niente risolvevusi nel coa- 
siglio della regina che non venisse pri- 



ma sanzionnto da lui in Procida. Gio- 
▼anna non potendo piu soflrire lu 
lontananza deir nmante , lo incurico 
leguto a preslare obbedienza al uuo- 
▼o pnpa. Ricevuto con ogni dimo- 
Atrazione di onore in Napoli fu dal- 
la regina crcato Gran Siniscalco del 
regno. Re Giacomo riacquistata ap- 
pena la Hbertk e privo aOatto di 
partigiani vend^ Taranto a Giovanni 
Antonio Orsino per 5o mila ducati e 
passato in Francia prese Tabito mo- 
nastico. Libera del marito Giovanna 
nelP ottobre del i4'9 soiennemente 
s*incoron6 regina e Ser Gianni fu as- 
ftoluto padrone del governo sapendo 
in modo regalare la plcbe di veito- 
viigtia e di stati i piii ragguardevoli 
baroni da non temere i lanti suoi 
neroici ed invidiosi deila sua forluna. 
Alfonso di Aragona adoltato per fi- 
gliuolo da Giovanna perche la difen- 
desse contro le armi angioine, si fa- 
ceva giurarc obbedienza dalle tcrre 
che occupava e da^ baroni che veni- 
vaoo a visitarlo. Ci6 bast6 pei* inso- 
spettire Ser Gianni che Alfonso noii 
Tolesse impadronirsi del regno prima 
della morte della regina e cosi privare 
lui del suo potere , n^ manc6 d' ir- 
ritare 1' animo di Giovanna contro 
rAragonese. Alfonfo consapevole di 
Inllo voleva cacciarlo in carcere, roa 
conoscendo esser quelio V arbitro di 
Giovanna si rattenne di un tanto at- 
tentato. Ser Gianni per6 che uomo 
scaUrissimo era nt.o volle inlerveni- 
re nel Castel Nuovo al Consiglio che 
Allonso convocava in qualit^ di Du- 
ca di Calabria e vicario generale del^ 
la regina , se non munito di suo sal- 
▼acondotlo. Ma alia fine il re arago- 
sese scoverta la traroa orditagii dal 
Caracciolo per farlo prigione in Ca« 
stel Capuano in occusione di un con- 
▼ito, il giorno 27 maggio 14^3 por- 
tandosi Ser Gianni ai Consiglio nel 
Castel Nuovo fu prcso e cacciato in 
carcere. A tale nuova furente la re- 
gina annuli6 V adozionc di Alfonso 
e chiiimo in suo succorso il conte 



79 

d' Anjou iigliuolo di Luigi II che di- 
chiaro suo erede. Ma per riscattare 
du Sforzu ( che stava al servtzio di 
Giovanna ) 10 baroni catalani, Al- 
foiiso mise in liberla Ser Gianni ^ 
il quale seropre piii caro alia reginu 
oltrc aile gia ricevute signorie di Ve- 
nosa , di Monte Apcrto e di Vilia 
Paroiisia , ebbc regaiato il prin* 
cipato di Capua aliora rilornato ulla 
corona pcr lu morte di Braccio. Per 
maggiormcntc consolidare il suo po- 
tere contro i suoi nemici strinse nuo- 
ve parentele. Ma alia fine voiendo 
essere investilo dd principato di Sa- 
lerno, Giovanna giieio neg6 hcn due 
volte, al che egli iruto lu oppresse di 
viiianie e qualche slorico dice aver- 
le dato anche uno schiaflb. Ne piun- 
se di doiorc c di rabbia ia rcgina , 
la quaie esscndo gia di anni antica, ' 
non che il gran Siniscalco era di 
molto scemato V amor loro. Pcrcio 
Covelia Ruffa duchessa di Sessa c cu- 
gina di Giovanna con astuto pariare 
seppe induria a vendicarsi di Ser 
Gianni. La duchessa di Sessa inso- 
spett6 Pauimo di Giovanna dicendo* 
le che il Caracciolo stava per con- 
chiudere il mutrimonio delPunico suo 
figliuoio Traiano con la figliuola di 
Giacomo Cuidora e in lal modo col- 
legandosi insieme si .avrebbero divt < 
so ii regno. In quelio frattempo Ser 
Gianni strinse il matrimonio del fi- 
gliuoio con 1a figiiuola del Caidora 
e sperando conciliarsi la grazia del- 
la regina diede una magnifica festa 
in Castel Capuano. Un tale parenta* 
do aument6 i sospetti e fu ordinata 
la cottura del Caracciolo, ma i con- 
giurati temendo la loro ruina se Ser 
Gianni ritornasse nell* antico favore 
( come era cosa certa per la natu- 
rale incostanza di Giovanna ed il po- 
tere del Culdora ) , risolvettero Iru- 
cidarlo. I congiiirati adunquc furono 
Oltino c Francesco Caracciolo suoi 
parenti , Pietro Palagono , Urbano 
Cimino , la duchessa di Sessa Co- 
vella Ruffa ed un calubresc suo vas- 



80 

sallo. Era la noUe del 17 agosto i432 
allorch^ Ser Gianni terrainata la fe- 
sta erasi rinchiuso nella sua stan- 
za abbandonundosi al sonno , i con* 
giurati T^nnero alla porta e r\ fece- 
ro picchiare da un tedesco per no- 
nie Squadra mozzo di cumera della 
reginai il quale disse esser stata Gio- 
▼anna colpita da grave goccia , e 
vicino a morirsi lo desiderava. Egli 
pronto incominci6 a vestirsi ed or- 
dfno &i aprisse T uscio per meglio 
intenderc V accaduto , ma venne da 
mille roipi di stocco e di accetta tra- 
filto e cos) ignudo con la sola cami- 
cia ed una calza rest6 al suolo binit- 
lo di sangue e di polvere. 11 figliuolo 
ed i suoi partigiani prima cLe uvvertiti 
fossero della terribile cutastrofe fu* 
rono cacciati in prigionc e niuno ar- 
dl vcstire o dar sepoltura al cadavere. 
Qualtro monaci di S. Giovanni a Car- 
bonaru alla fine invollolo in un len- 
zuolo , in meschino cata2etto lo tra* 
sportarono io quella chiesa, dove lo 
seppelKrono nella tomba da lui eret* 
tasi con tanta pompa. 

CARACCIOLO ( Giulio Cesare ) , 
nacque in Napoli e fu linoinato poe- 
ta volgare. Di lui abbiamo vart com- 
ponimenti. 

CARACCIOLO ( Pusquale ) , na- 
cque in Napoli e fu nelle Icttcre e 
nelP arte cavalleresca molto esperto. 
di lui abbiamo : La Gloria del CO" 
va/lo iibri X, Venezia , i5'g, in 8. 
Quest^ operu ottenne grandisiime lo« 
di air autore. 

CARACCIOLO (Ferrante), de'conti 
di Beccari ed Airola. Si distinse nelle 
lettere e nelle armi e nel i566 no- 
nominato vicario generale di Capita- 
nata seppe cdsi bene castigare i 
Turchi , che non ardirono farc piii 
scorrerie sur quella ^ovincia. Dopo 
due anni pass6 al governo di Bar- 
letta e combatt^ coniro i turchi nel- 
lacelebre battaglia navalc sottoD. Gio- 
▼anni d* Austria. Di lui abbiamo : 
Commentart delia gucrra fatia co^ 
Turchi da D. Giovanni dAusiria 



dopo che penne in Itniia , Firenze , 
i58i ^ in 4* 

CARACCIOLO ( Ciarletta ) , na- 
cque a Napoli e fu per la yaria sna 
dottrina da tutti i dotti di quel tem- 
po onorato. Fiori nel xvi secolo e 
delie sue opcre non ci resta che : 
Deita feiicith umana iibri X^ Napo1i| 
1674 , in 4- 

CARACCIOLO'(Fabrizio), nacque 
a Napoli e fu buon poeta latino, fio- 
rl nel xvi secolo e scrisse delle rime. 

CARACCIOLO (Nicol6 Moschino), 
nacque a Napoli e vestl T abito do- 
menicano. Pcr il vasto suo sapere 
fu nominato inquisitore generale del' 
regno, cardinale da papa Urbano vi 
ed arcivescovo di Messina. Fa spe- 
dito legato in Penigia , in Venezia , 
a Napoli e dopo aver composto lo 
scisma suscitato dall' antipapa Cle- 
mente vii, si ritir6 a Roma dove si 
morl nel iSSg. Scrisse: i^ De poe- 
nitcntia^ a" Expositio in sacram scri» 
pturam, 

CARACCIOLO ( Gio. Francesco ), 
nobile napoletano , ^ collocato tra* 
primi poeti volgari del suo secolo. 
Si morl nel i5o6 e le sue rime fii- 
rono stampate in quell' anno in Na- 
poli. 

CARACCIOLO (Landolfo), nacqae 
a Napoli di nobile famiglia e vestl 
r abito francescano. Per la sua vasta 
letteratura fu chiamato alla nniver- 
sit^ di Parigi , indi re Roberto 
d^ Anjou lo nomin6 protonatario det 
regno ed ambasciadore alla corte di 
Roma. Papa Giovanni XXII lo cre6 
▼escovo di Stabia , poi di Amalfi 
e Giovanna 11 lo spedl ambasciadore 
in Sicilia. Si morl in Napoli nel 
i35i e scrisse molte opere teologi- 
che e scolastiche. 

CARACCIOLO ( Jacopo ), nacqoe 
in Napoli della stessa famiglia del pre- 
cedente e vestl V abito agostiniano* 
Fu celebre oratore e letterato e papa 
Innocenzio VI lo adoper6 ne' pi& 
difficili aflTari. Nel i557 fu nomioato 
patriarca di Aquilea e si morl in qael* 



10 slesso anno. Scrisse i. super sen* 
tentiarum , 3. Quaesiiones disputaias^ 
3« Sermones quosdam variarum ma- 
geriarum. 

CARACCIOLO ( Tristano), celebre 
letterato , fiori in Napoli sum patria 
Sttl finire del XV secolo e sul comin- 
ciare del XVI. Si mori questi nona- 
genario e scrisse molte opere. Nella 
gran raccolla del Muratori e poi in 
qnella di Gra?ier abbiamo di lui: i. 
idt vitadi Giopanna /, a. QueUa di 
Ser Giannk Caraeciolo , 3. Quella di 
Qio. BaiUsta Spinelli , 4- ^^^^a pa» 
rkth della fortuna , 5 Una Episiola 
Sttltinqiusizione che si voieva introdur^ 
re in NapoU dal Gran Capitano^ 6. 
La geneaiogia di Carlo e di Ferdi' 
nando poi re di Aragona ^ 'j- La di- 
fesa deUa nobilta di Napoli accusata 
amiehepoimente dalC ambasciadore di 
Venenzia come oziosa, 

CARACCIOLO (Marino ), de^prin^ 
cipi di AvelHno, nacque a Napoli nel 
1468 e fu gran politico. Risuonando 
alto il suo nonie fu dalla corte di 
Eoma noroinato protonotario apo- 
atolico , indi in qualit^ di oratore del 
dacm di Milano assist^ al concilio La- 
lefsnese terminato da Leone X ed alla 
dieta convocata da Massimiliano Ce- 
are in Augusta. Fu inriato nunzio 
a Cario e per congratularsi della sua 
deiione in imperadore e nell^am- 
basciata presso i veneziani con tanta 
arte negost6 , che collegd quella re- 
pibblica coi papa e V imperadore , 

11 qoale ToUe essere dal Caraeciolo 
coionato in Aquisgrana. In ricom- 
pensa poi de^suoi serrigt ebbe dal 
Papa la porpora e da Carlo V la 
dignitik di supremo governatorc di 
Hilano, dove si mori nel i538. 

CARACCIOLO (Giovanna) marche- 
it di Bucciano | nacqae nella Torella 
il prifflo novembre i65i c fu Tersa- 
tiatinia nelle lettere e nella filosofia. 
£ conosciuta come poetessa per al* 
cone soe Rime. 

CARACCIOLO (Domenico) de* da- 
dii di S. Teodorai nacqoe a Napoli 



9t 

ed ottenne Tarie onorcToli cariche. 
Nel 1781 funominato vicerd di Sicilia 
e si diede a reprimere la feudalit^, 
nel 1786 ottenne il ministero degli 
afiari stranieri e quello di Casa Reale. 
Si mori nel 1789 di anni 74 e scrisse 
Riftessioni sulP economia e- 1 esirazio' 
ne de*frumenti della SicUia ^ Paler- 
mo , 17S5. 

CARACCIOLO (Roberto),nacque a 
Lecce nel 14^5 e si mori nel maggio 
1495. Vesti 1' abito Irancescano efii 
eccellente oratore. Papa Calisto III* 
lo spedl nunzio a Milano e nel Mon- 
ferrato per larmare la Lega Sacra 
contro i turcbi , di fatti vi riusc) in 
modo che raccolse settemila ducati* 
Fu chiamato // nopelio Paoio , ii prin* 
cipe de^ predicalori. Sisto IV lo cce6 
Tescovo di. Aquino e nel 1^84 lo tliH> 
sferi alla chiesu di Lecce dove fl 
mori. Scrisse molti quaresimali, pre- 
diche e sermoni tutti stampati a Vene« 
zia, 1490? 3 ^ol. in fol. 

CARACCHJOLO ( Gio. Battista ) , 
celebre pittore, nacque in Napoii di 
nobile famiglia e si mor) nel 1641» 
Sludid prima la maniera del Cara* 
Taggio, indi quella del Caracciolo. 
Le sue principali opere sono ^ i. 
S* Antonio di Padova ncWfi chiesadi 
S. Anna de* Lombardi , a S. Cata' 
rina nella stessa chiesa ^ ^ S, Cecilia 
nella chiesa di S. Maria della Soli- 
taria ) 4* «^* Antonio di Padopa nelis 
chiesa di S. Niccol6 alla regia 'do- 
gana, 5. La nascitam S. Mariadel 
Popolo agl' Incurabili , capo-laToro 
di pittura , 6 Zui pergine col bam- 
bino ed altri santi nella cliiesa di S. 
Giacomo degli Spagnoli ^ j. La Con* 
cezione neila sna cappella in S. Mar- 
tino con tutti gli altri dlpinti ad olio 
ed a fresco che esistono in quelia y 
8. S. Giopanni JEtattistn nt\\a ch\es9i di 
S. Martiuo, 9. S. Martino neUa stessa 
chicsa , 10 iS'. Cataring aa Siena 
nelia sagrestia £ Gesii o.jiaria, if 
S. Carlo in S. Agneilo abate^capo 
laTorodi arte , la Cristo fim la cro- 
ce sur le spalle che i* iaioalra nelia 
11' 



8ft 

inadre ed in S. Giovanni , nella cliie&a 
degli Incurabili , opera slupenda. 

CARAFA (Antonio Giovanni), il- 
lustrc giureconsuUo , nacquc a Napo- 
li e fiori nel XV sccolo. Fu caro ad 
AUonso I di Aragona e piu al figliuolo 
Ferrante , dal quale fu Dominato con • 
sigliere e gli fu conferita la cattedra 
di dritto civile e canonico nella uni- 
Tcrsit^ de^Sludi. P^el i465 fu presi- 
dente del S. R. C. e si mori il aS 
decembre i4S6. Di lui abbiamo: i^ 
De Simonia ^ Koma , ^^ De Ambitu ^ 
3* De Jubileo , 4** Prelcziom sopra il 
codice. 

CARAFA (Eltore) conte di Ruvo 
de' duchi di Andria , dcdito allc ar- 
ini ed alle imprese audaci , disprcz- 
b6 qualunque pericolo. !Ncl 1796 fu 
fejnchiuso nelle prigiooi di S. Ermo 
di dove fuggi con 1' ufGziale chc lo 
custodiva e passo aU'esercito di Chiam- 
pionnet per combattere i nemici della 
repubblica. Prese di assalto la citla di 
Andria suo feudo e i]on curaudo i 
suoi particolari interessi la fece dare 
al ferro ed al fuoco. La stessa sorlc 
fece sofirire alla cittli di Trani. Soslen- 
fie -Pescara anche dopo le capitolazio* 
ni e la resa di Capua , di Gaeta e 
•del forte di S. Ermo. Caduta affatto 
la repubblica, il cardinale RufTo vica* 
rio del re di ^fapoli invitd il Cnra- 
fa a cedere le fortezze di Civitella c 
di Pescara. Conseguate le fortczze con 
alaini del presidio ando per imbar- 
«arsi ma fu prcso e caccialo in pri- 
gione. Condannato a morte volle gia- 
cere col volto in alto per mirare in- 
trepido la mannaia e con disprei&zo 
afidare la morte. 

CARAFA (Diomede), primo con- 
te di Maddaloni e di Cerreto , na- 
rque a Napoli e si distinse nelle let- 
lere t nelle armi. Fu caro ad Alfon- 
•o I di Aragona ed a Ferrante I da* 
quali li pcomosso alle prime cariche 
e di moUi feudi fa investito. Ad i- 
stanza della ducbessa di Ferrara scris- 
s(« un^opera sur la maniera di f^o- 
vemart di nn ottimo principe che 



incontro universalmente. Di lui ab- 
biamo anche : 1° Gli ammaestramen» 
ti militari^ libri III ^ P^apoli , 1608 | 
in 4* 3° Alcune rime. 

CARAFA ( Cesare ) , figliuolo del 
precedente , nacque a Napoli e ser- 
\\ nella corle di Spagna da' paggio 
presso Filippo 11, fu in altrecortidi 
Europa ed alla fine ritiratosi in pa- 
tria si dedico alle lettere ed alla poe- 
sia volgare. Di lui abbiamo delle 
rime. 

CARAFA (Gio. Antonio), nacqae 
in Napoli e fu rinomato poeta vol- 
gare. Di lui ci restano poche rime. 
Fu lodato in un sonetto dal celebre 
Angelo di Costanzo. 

CARAFA (Ferrante) marchese di 
S. Lucido , nacque a Napoli e si mo- 
r\ nd i58o. Fu in riputazione di vi* 
loroso capitano e buon letterato del 
suo secolo. Combatt^ per i3 anm 
sotto Carlo V in Provenza, in Fran- 
cia ed in Germania, finalmente si ri* 
tir6 in patria e si dedic6 alla leltera- 
tura. Di lui abbiamo : i^ Orazione al» 
la Simtah di Gregorio XIII , Napoli 
1673 , in 4 ? ^* i' "o/io e decimo fi- 
bro ddt Odissea d^Omero dato in pa» 
rnfrasi alle Toscane muse , NapoU , 
1678, in 8. y I sei libri deVa cara 
fe ec. Aquila, i58o, in l\^l\ Bme^ 
5" Vite di Carlo V Poema eroico. 

CARAFA (Giulio della Spinaj ^- 
gliuolo del conte di Policastro, na- 
cque a Napoli c fu versato nelle leltc- 
re e nella volgare poesia. Scrisse con 
roolta cleganea nella lingua latina , i- 
taliana e spagnuola , entr6 nell* ordi- 
dinc de'cavalieri Gerosolimitani e per 
valore si distinse contro i turcht o 
spezialmente alP assedio di Malta. lla 
il rimanente de^ suoi giorni fu oppres- 
so da [versecazioni, da prigionie e da 
esili scnza che se ne abbia potuto 
conoscere la cagione. Scrisse: i^ Jlf- 
me in lode di D*. Giovanna Caslrio- 
ta , a* Li problemi di Aristotile tro' 
dotti in lingua votgare^ y II Galeno 
del Cosa iradotto in lingua Castigiia* 
na y 4*' Historia Ftandriae. 



CARAFA ( Antonio ) nacque a Na- 
poli il 35 marzo i53S e fu dotlissi- 
mo nelle scienze non raene che nel- 
la lingua greca , ebraica , caldea e 
latina. Papa Paolo IV suo parentc lo 
cre6 suo cameriere e coppiere e gli 
coafert un canonicato in S. Pietro , 
ma succeduto al pontificato Pio IV fu 
costretto fuggire di Roma. Pio V pe- 
r6 apprezzando la gran dotirina dcl 
Carafa lo cre6 cardinale, prefetto della 
congregazione del ConciliO) di quella 
de* Riti e finalmente bibliotecario del- 
la Yaticana. Papa Gregorio XIII lo 
nomino cardinale decano e si morl 
nel 1591. Scrisse : i^ B. Theodorc- 
ii Ep. Cjrii Jnterpretatio , Padova , 
i564i in 4) ^^ Cathena explanatio- 
man petertun SS. PP. in omnia tum 
¥€ieris I tum novi Testamenli Cantica , 
Fadova , i564 1 in 4* 

CARAFA (Gio. Jacopo), nacque 
a Napoli e si morl nel i588 e fu 
letterato e poeta volgare. Acquist6 ri- 
Bomanza in lutte le accademie c di 
lui abbiamo poche rimc. 

CARAFA ( Tiberio ) , nacque a 
llapoli e si mori nel i538. Vesti a- 
bito di chiesa e fu moUo dotto neila 
flosofia e nella teologia. Papa Pio V 
lo nomia6 vescovo di Polenza : indi 
di Cassano e fu de' buoni scrittori 
▼olgari. Di lui abbiamo un libro di 
Meditazioni, 

CARAFA ( Mario ) , vcst) abito di 
chiesa e papa Pio IV lo nomin6 ar- 
dfescovo di Napoli nel i565. Fondo 
seminario per educarvi que^ giova- 
al che allo stato ecclesiastico voles- 
•ero addirsi e &\ mori net settembre 
del 1576. 

CARAPA (Gio. Baltista), cavalie- 
re napoietano ed istorico , scrisse : 
JkltHistoria del regno di Napoti Par- 
te I , Napoli , 1572. 

CARAFA ( Antonio ) duca di Mon- 
dragone , fiori verso il i56o c fu uuo 
de^migliori poeti volgari dcl suo se- 
colo. 

CARAFA ( Oliviiro ) , nacqiic a 
Nipoli e fu nellc scicuzemssai dotto. 



8S 

Dopo csser stato prcsidenle dd S. R. 
C. vestl abito di chiesa ed i suoi me-» 
riti gli otlennero V arcivcscovado df 
Napoli e poi la porpora da papa Pao* 
lo II. Nel 1^7^ Itt cortc di Roma 16 
scelse a capo dell' armata navale con* 
tro il turco e lo adoper6 negli afiari 
piik difficili. Protesse i letterati e di 
anni 80 si mori a Roma nel i5ii. 
Di lui abbiamo : 1* Retatio suae na- 
vigationts , 2** Z*eges pro Cardinali" 
bus ec. 

CARAFA ( Gio. Vincenzo ) » na- 
cque in Napoli e fu nelle lettere as- 
sai dotto e sopratutto nello ammae* 
strare i falconi alla caccia. Di iui ab* 
biamo : Della natura dd^ Falconi, 

CARAFA ( GiroTamo ) nacque a 
Montenero feudo di sua fam^Iia iieC 
1 564 ^ ^' applic6 alle lettere , ma tie^ 
1587 si diede al mestiere delle armt 
e fii de' piu valorosi capitani det 
XVII secolo. Milito nelle guerre di 
Fiandra solto Alcssando Farnese, pas* 
s6 iiclla fanleria spagnuota e si di- 
stinse a Ugni , ottenne iL comando 
di una compagni» volante e dal duca 
di Parma ebbe a comaudare ia ca- 
valleria nclla Frisia. Nel Brabante sot^ 
to Nimega riport6 una compiuta vit- 
toria , ebbe molta parte nella presa 
della piazza di Amiens che poi dife- 
sc per sei mcsi contro 3omiIa soldati 
comandati dal re Enrico IV ed ot- 
tenne onoratissima eapitolazione. Lo- 
stesso Enrico lodandbne il valore, lo- 
regaI6 di una spada e df una ricchis- 
sima gioia pel suo cappello. Si di- 
stinse atla presa di Vercelii combat- 
tendo pe^ Spagnuoli , indi recatosi al- 
la corte di Spagna vi fii onorevolmea* 
te ricevuto dal re che lo invi6 in Si- 
cilia col grado di generale della ca<» 
valleria. Sotto FedericO II oecupo la 
carica del defunto conte Buquoy col 
titolo di luogotenente generale di Ce-^ 
sare. Combattd in XJngheria , in Boe^. 
mia e nella Transilvania spezialmenlc 
contro il famoso Bctlem Gabor e i>cr 
ricompensa Ferdinando lo cre6prin- 
cipe dcll^impero c gli doil6 tm pre** 



84 

ziosissimo aoello. Nel 1628 ri(orn6 
a Milano e da Filippo IV fu noinito 
generale di tutta la cavalleria spa* 
^uola e chiamato a Spagna fu creato 
vicerd di Aragona. Nei i633 ac- 
compagnando in Italia il cardinale iii- 
fante ^^atello del re , si moii a Ge« 
nova. 

CARAFA (Giuseppe Maria), na- 
cque a INola il i4 marzo 1717 dal 
duca di Montcnero ed in Napoli ve- 
sli l'abito teatino. Papa Benedetto 
XIV nel 17^9 conoscendo la sua ve* 
sta doltrina lo nomind a professore 
di storia ecclesiastica nella Sapienza 
ed indi a poco lo incaricd di scrive* 
rc la storia di quel archiginnasio. Pfel 
1754 fu creato vescovo di Trivento 
e nel 1778 segretario della congre- 
gazione di vescovi e rcgolari. Si mo- 
ri a Napoli il 7 settembre 1786 e 
scrisse : i^ De Cappella regis utrius» 
^uti SlciUae , et aliorum principum , 
Roma, 1749» >n 4 > a* -Otf Gymna' 
sio Romano ec. Roma, i^Si , 1 voL 
in 4* 

CARAFA ( Carlo ) , della stessa fe- 
miglia del precedente e fondatore de^ 
pii operari. Nacque a Napoli nel 1 56 1 
e vest) l^ abito gesuita , ma cagione- 
vole in salute usct da quella compa* 
gnia e ristabilitosi si diede al mestie- 
re delle armi. Nella guerra contro i 
luterani fu creato capitano di fante- 
ria e si distinse per valore , combat- 
t^ pe^ spagnuolt contro Enrico I V re 
di Francia e contribui moltissimo al- 
la riportata vittoria. In Acaia mppe 
il nemico ed entrd nella ciltii di Pa- 
trasso. Fallo ritomo in patria abban* 
don6 1e armi e fondo il suo ordine , 
finalmente pieno di meriti si mori iL 
giorno 8 settembre i633. 

CARAFA (Giovanni) duca di Noia, 
Dacque a Napoli nel 1716 e nelle 
matematidke acquist6 alta fama. Fu 
prescelto a professare le scienze e- 
satte nella nostra regia universit^ e 
▼olle seguire Carlo 111 di Borbone 
alla guerra di Velletri levando a sue 
spesc iin reggimento che disse di Ba- 



ri. Dopo la pace falto ritorno ia pa- 
tria si diede a raccogliere un museo 
di antichitii che fu de^piii rioomati 
di questa cittii. Percorse 1' lulia , U 
Francia , 1' Obnda e ringhilterra o- 
vunque facendo ammirare il soo sa- 
pere , di fatti si acqoistd l' amore e 
la stima di Bufibn, di MaflTei , di Yol- 
taire e di altri molti illustri letterati e 
fu membro delle accaderoie di Pietro* 
burgo , di Londra e di Francia. £• 
gli fu che stando a Parigi scoprl per 
il primo gli efietli dell* elettridsmo 
sur la gemma detta turmaiina per lo 
innanzi sconosciuti. Restituitosi a Na- 
poli diede alla luce un' accurata ico- 
nografia della nostra cittli e stava per 
pubblicare una sua opera archeologi- 
ca allorch^ fn colpito di morte nel 
1768 con dolore deli* universale. 

CARAFA ( Alfonso ) , nacque in 
Napoli dei marchese di Montebelio 
e fu dallo zio papa Paolo IV cijeato 
cardinale di soli 17 anni ed arcive- 
scovo di Napoli nelPanno seguente* 
Mortosi papa Paolo IV, Alfonso coa 
Cario Carafa cardinale ed altri suoi 
congiunti fu cacciato ia carcere e do- 
po qualche tempo ricuperd la libertli 
e la sua chiesa. Si morl nel i565 di 
anni ^5. 

CARAFA (Giovanni) figlinolo del 
duca di Montorio e nipote di papa 
Paolo IV , si distinse nelle armi e 
sopra tulto fu celebre duellista. Col- 
tiv6 le letiere e fu condannato a per- 
dere il cupo sul palco. Di lui abbia* 
mo: i^ Letiera a Diomede suo figliuo* 
lo , 3^ Lettera a sua sorella. 

CARASALE ( Angelo ), nacque in 
Napoli di plebe , ina celebratissimo 
architetto. Re Carlo III di Borbone 
volendo costruire in questa nostra 
bella citt^ un teatro che per grandea- 
za e magnificenxa ogni altro di Ea- 
ropa superasse , ne diede V incarico 
al Carasale , il quale sul disegno del 
Medrano incomincib i' opera nel mar- 
zo del 1737. II luogo fu scelto vici- 
no la reggia in vasto terreno ed im 
tanto lavoro fa oompito i\ 4 novemp 



hre dello stesso uino 1737 ed il re 
Mftist^ allo spettacolo che fu il pri- 
mo in occasione del suo nome ed il 
teatro £u detto di S. Carlo. Grinfi- 
nili specchi e la luce de* lumi respin- 
ta rendeva lo piili stapendo incanto 
e 1'afnpiQ palco scenico costrutto di 
menviglioso sfondaCo offriva como- 
dit^ per battaglie di carri o coccht e 
di asioni di numerosa caTalleria. IL 
re ne rest6 preso dalla eccellensa del 
laToro e non contento di a?ere ap* 
plaodita ia valentina dell' architetto 
battendo le mani, lo fece a se chia- 
inare ed in pubblico lo lodd 9 indi 
gli disse desiderare si osservasse se 
polesse darsi comunicazione dal palco 
destinato alla real £imiglia alla Reggia. 
II Garasale si comiat6 dal re e nello 
•pasio di tre ore men6 Topera al ter- 
mine in modo che il re con suo mas* 
SUDO stupore pass6 dal palco al regio 
appartamento. IL nome del Garasale 
^Tenne immortale ed egli fu ii iog» 
getto del favellare per moitissiroi gior- 
ai in corte e per tutta la ciliik. IVIa ri- 
diiesto de^conti fu minacciato di car- 
oere ed egli ricorse al re rappresen- 
taodo la sua poverta infallibile pruo- 
va di onest^. Ma ad onta del sovra- 
no buon volere Pinfelice Angelo fu 
eacciato nella forlezza di S. Errao do- 
Te si mori alcuni anni dappoi re- 
•lindo i figliuoli nella piu squallida 
mtseria* 

GARAVELLI ( Vito ) , celebre ma- 
tematico ^ nacque a Ponte Peluso nel 
1724 e ▼est^ abito di chiesa. Nel 
1753 insegn6 in Napoli le scienze e- 
satte ed il suo vasto sapere gli otten- 
ne nel 1764 da re Garlo Ili di Bor- 
bone la carica di professofe della rea* 
le accademia di Marina e del corpo 
Tolontario di Artiglieria. Nel 1786 re 
Ferdinando IV lo nomin6 presidente 
degli esami degli alunni roilitari e nel 
1791 lo Tolle a corte in qualit^ di 
preoettore del duca di Galabria Fran- 
oeico !• Finalmente pianto da tutti 
i dotti sl regnicoli , che strauieri si 
kflaSnovembrQidoo* Xraidotti 



9& 

esteri i francesi e gl*inglesi special- 
mente grandi lodi tributarono alnostra 
matematico. Di iui abbiamo : 1* Ele- 
menti di maiematiche , Napoli, 1 jSg^ 
8 vol. in 8. 7^ Corso che contiene 
Aritmetica, Geometria piana , soUda a» 
pratica , Trigonometria piana e sfe- 
rica , dottrina de^ Logoritmi , le Se- 
zioni Goniche , i Teoremi di Arc|^i- 
mede e la Meccanica che comprende 
la Dinamica , Scatica ed Idraulica , 
Napoli , 1769, 12 vol. in 8. 5^ E* 
lementi di ArtigVieria^ Napoli, a. vol. 
in 4* 4^ Elementi di fortijicazione , 
Napoli , 6 voi. 5^ Sult astronomia , 
Napoli , 1789 , 3 voL 6^ Opuscoti 
vari 9 Napoli , 1789. 

GARAVITA (Prospero), nacque 
ad Eboli di nobile Camiglia e si die- 
de al foro. Occup6 varie onorifiche 
cariche e scrisse : i^ Commentaria 
super ritibus M. C* Flcariae regni 
NeapoletaniyyeneidsL^ i585, i^ Comr 
mentaria super Pragmaticam /• De 
exuUbus ^ 3* Super Pragmaticam De 
Falsis , 4^ Super S* C MacedoniO' 
num , 5^ Pragmaticae , Edicta ec. 

GARBONE(Niccol6), celebre giu- 
rcconsulto nativo di Sinopoli , scris- 
sc : Practica practicarum , et Com» 
pendtum Curiarumec. Ven^zia, i^Q^^) 
in 4- 

GARBONE ( Giuseppe ) , nacque 
in Napoli e fu celebre giureconsulto. 
Di lui abbiamo : La Jilosqfia del dril' 
to e t arte di bene intraprenderio , con 
appendice sulto studio del dritto roma' 
no , Napoli. 

GARBONE ( Gtrolame ) , celebre 
letterato j naeque in Napoli e si mo- 
ri di peste nel 1S26, Di lui abbia- 
rao : 1® .Eiegia ad Augustinum Ni- 
phum, a** Sonettij Sestine e Canzonij 
y Versi latini in lode de' i3 com- 
battenti italiani contro r i3 irancesii 
stampati nella storia di quel coin* 
battimento , 4^ Versi varl. 

GARBONE ( Luigi ) , celebre pit- 
tore di paesaggi che fiori nei XVI 
secolo. Nacque a Marcianisi e si mo- 
xl aMai (iovane d' idropiMi 



86 

GARCAffl ( Pasquale ), celebre an- 
tiqiiario , nacque a Napolt il 6 ago- 
fto 173^ e si morl il 10 novembre 
1783. Era dottissimo fiella lingua gre- 
CB e nella latina. Uu giorno in oc- 
easione della morte di un magistrato 
li tenne accademia fiinebre in casa 
del marchese Gastagnola ed il (ratelio 
del celebre abate GaKani vi fu invitato 
a recitare ana sua composizione. Costui 
iDfermo preg6 il fralello abate faces- 
ae le sue veci , il quale ivi si portd 
col auo intimo amico Carcani , ma 
Don 80I0 furono freddamente ricevuti 
che vietarono al Galiani recitasse la 
Mia composizione. Offesi di tanta yil- 
laoia ne giurarono vendetta ed a ta- 
lc oggetto composero queMue dotti 
TaH elog! funebri sulla maniera di 
que* deir accademia del Castagnola e 
oon il diverso stile de*diversi com- 
ponimenti di quella, in occasione del- 
la morte del carnefice morto di un 
colpo di ascia. E que^formanti un 
Tolumetto in 4° ebbero per titolo; Rac' 
coUa di composizioni funebri in iode 
di Domenico Jannaccone ceiebre car- 
nefice, Questa satira ebbe il piili alto 
successo cd in brevissimo furono e- 
saorite tutte le copie e fi no il Gran 
Federico ne ebbe una in Prussia. 
Scopertisi alla fine gli autori , il ce- 
lebre Tunucci li volle pres«o di se ed 
al Galiani conferl un ricco benefizio 
ed al Curcani la carica di primo uf- 
fiziale nella sua segreteria e lo ascris- 
•e air accademia Ercolanese. Carlo di 
Borbone gli don6 tremila ducuti e 
nel partire per la Spagna gli assegn6 
nn^annua pensione e Felrdinando IV 
lo cre6 segretario della Giunta degli 
Abosi. 

CARGANI ( NiocoI6 ), famoio m.v 
tematico ed astronomo , fratello del 
precedente. Fu socio delP accademia 
delle scieoze e delle arti dt Francia 
dove fii ricevato per la dissertazione 
•opra la perna soiare ritrovata in Er- 
oolano e per la scoperta del passag- 
gio di Venere nel disco soUre. 

GARDAMl ( Lucio ) , celebre let- 



terato , nacque a Gitllipoli nel t^to 
e si distinse per valore nella guerra 
di Otranto contro i turchi ed in quet- 
la di Gallipoli contro i Veneziani. 
Si mori nel 1^90 e scrisse : Diart 
che 6 una Cronaca. 

CARDASSI ( Francesco Antonio ) ^ 
nacque a Bari , fu segretario dell^^ar- 
civescovo di Napoli ed a Venesia per 
la sua dottrina hi prescelto a soprain- 
tendere la revisione delle stampe. Si 
mori nel 1600 e scrisse : i^ Rispo" 
sta air assersionc scolastica gik fatta 
a favore di Errico ly re dk T\rancia 
e di Naparra , Venezia , 1600 , in 
4 « 2* Trattato deiie fortificazioni ec. 
M$. 

CARDlNES ( Alfonso de ) de' mar- 
chesi di Laino , fu de' migliori poe- 
ti del suo tempo e delle sue molte 
composizioni non abbiamo che dHle 
rime. Ebbe controversia col P. An- 
drea Pcscara Castaldi , il quale volea 
sostenere vera la donazione di Co- 
stantino il Grande alla Chiesa , oggi 
conosciuta aflfatto falsissima. 

CARDISCO ( Marco ) , detto vol- 
g^imente il Caiabrese , f u cdebre pit- 
tore del XVI secolo. Nacque in Cala- 
bria e si ferm6 a Nupoli dove alto 
Iev6 il nome suo la fama de' suoi fa- 
mosi dipinti ad olio ed a fresco. Si 
mork di anni 56. II suo capo-lavoro 
fu una tavola ad olio nella Chiesa dr 
S. Agostino in Avcrsa rappresentan- 
do S- Agostino in disputa con gli e- 
retici ed altre istorie figurate al di 
sopra e nelle bande. 

CARDONA ( Maria ) , marchesan a 
della Pddula , f u celebre poetessa del 
suo tempo. Si morl nel i565 e scris- 
se molto in verso. 

CARDUCCI ( Cataldanton Ateni- 
sio ) , poeta , nacque a Taranto nel 
1^33 e per alcune controversie lette- 
rarie perd^ la ragione. Si, morl il a r 
marzo 1775 e scrisse : i* Oratorio 
sacro per ta commemorazione de^ de- 
fknti , 2* Le DcUzie Tarantine , in 
ottava riine con note , Napoli , 1771* 

CARELLI ( Fcaooesco ) , antiquft- 



cio y nacqae a ConTersano nel 1^58 9 
si diede al foro e fu segretario inte- 
lino del govemo presso il vicer^ di 
Sicilia. Nel iSoi fu spedito a Pari- 
gi per portare gli oggetli del museo 
ercolanese promessi col trattato di Fi- 
renze a Napoleone , vi fu onorato da 
quei console e da' piili dotti letterati 
francesi che lo vollero a socio cor- 
rispondente deU* Isiiiuio nazionale. 
Nel i8o5 a NapoU fu chiamato alia 
<Segreteria degli afTari interni , si mo- 
ri il 17 settembre i852 e fu deco- 
rato deil' ordine delle due Stcilie e 
di Francesco I. Di questo insigne ar- 
cheologo e numismatico abbiamo: i^ 
Orazione Junebre pel principe di Tor- 
remusza , 1794 ^ tl* Disseriazione i- 
3agogiea sur Torigine ed indole del- 
la sacra architettura presso i greci , 
Napoli, i83i. Da molto tempo e con 
^raodi fatiche la?oraya a disporre in 
un corpo e con ordine geografico tutte 
le antiche monete deiritalia, osche gre- 
che e latine ed era vicino a pubblj- 
care una tanta opera di cui erano gi& 
aocise circa 200 tavole, ailorch^ fu 
colpito di morte e la repubblica let- 
teraria resto priva di una delle rai- 
gliori opere numisroatiche. 

CARERIO ( Lodovico ) , celebre 
.giareconsallo , nacque a Reggio e si 
morl nel 1 56o. Scrisse : Practica CaU' 
samm Criminaiium opera di gran 
grido. 

CARIATI ( Antonio Girolaroo da ) 
dotto nelle scienze , fu vescovo del- 
la prpvinda della Marca e coramis- 
ftrio apostolico di Ascoli. Dopo es- 
sere stato adoperato in difficili nego- 
ziaiioni si morl nel iSso e scrisse 
Due Voktmi di tutte le negoziazioni 
che trattate avea per la S. Sede. 

CARIGNANO (Scipione), nacque 
a Taranto e fioii nel XVI secolo. Fu 
rinomato poeta volgare. 

CARISIO (Flavio Soripatro ), ce- 
lebre grammatico , nacque nella re- 
gione de'Marruccini e si port6 a Ro- 
ma ove insegno lingua latina, nella 
qoale era versatissimo. Si mQri a Ro- 



87 
ma nel 3^8 e le lue cpere Kritte 
nel pi£i terso latina furono stampale 
a Napoli nel i533 , in fol. 

CARISTINA ( Domenico ), nacqae 
in S. Pietro di Carida il 16 febbra- 
io 1740 e si mori nel i8o3. Fu 
dotto francescano ad occupd varie 
cattedre in diversi paesi. Scrisse: i^ 
Diairiba hisiorico-phjrsica de ierremoim 
calabro anno /?. S. fy83. , a* Exer- 
ciiaiio per saiuram sive diairiba Theo^ 
logico' Critico Daemologiaeelemenia comr 
plectens ^ Napoli , 1788 , 3** Orazio- 
ne in morte di Domenico Saniacroce 
di Barletta. 

CARLENIS ( Antonio de ) , cele- 
bre letterato , nacque a Napoli. e £a 
dolto doroenicano. Nel concilio Pisa- 
no tal fama risuond di sua dottrina 
che nel i45o fu creato arcivescovo di 
Amalfi. Si mori nel 1460 e scritte 
molte dottissime opere filosofiche. 

CARLETTI ( Niccolo ) , nacque a 
Napoli e si acquisl6 fama in archi* 
tettura. Di lui abbiamo : i^ Topogrt^ 
fia dei regno di Napoii^ Napoli« 1787 , 
a^ La regione bruciaia deiia Campa- 
gna Felice , Napoli 1787 , V* Archi' 
ieiiura idrauiica , Napoli, 1787, 3 toK 
in 4. 

CARLI ( Giacomo ) nacqae in A- 
quila e si mori a Napoli nel i6oo* 
Fu celebre filosofo ^ teologo e gia- 
reconsulto. Di lui abbiamo : i^ Gem- 
mattis Pavo ^ Venezia, iSg^, in 8 , 
a" Praxis Judiciaria» 

CARLI ( Gio. Francesco ) , nacqtie 
alPAquila e vesti abito di chiesa e 
fu molto versato nella teologia. Scris- 
se : i"* De Fide CaitoUca , a" De Fi- 
gilia Quotidiana, Si morl nel luglio 
del i5So. 

CARLO IV, figliuolo di CariolII 
di Borbone e fratello di Ferdinando 
IV re di Napoli , nacque in questa 
cittii ii giorno 1 1 novembre 1 7^8 e 
partl per lc Spagne col padre soo 
nel 1759. Fu allora creato principe 
delle Asturie e non avendo alcuna 
parte negli afiari poUtici | si occap6 
solo negli esercizi di ibrza bcendo 



88 

brillare la fiia roeniTif^oia forza mtt- 
SGolare. Nel 1788 saccesse al padre 
nel trono. delle Spagne e fa di tale 
hooik da etser dominato dalla mo- 
gKe. D« Manael Godoi indi conoftciu- 
to aottoil Bome di Princlpe delta Pa- 
€€ per il liTore della regina nel 1792 
divenne primo ministro e degno del- 
la piena confidenza del re. Carto IV 
non mai ▼•lle entrare nella coalino- 
ne contro la Francia , ma alla nuo?a 
del pericolo di Luigi XVI nel mez- 
zo del suo popolo, invid una lettera 
alla conTenKione con la quale mani- 
lestaya la stiroa pe^ francesi ed il suo 
atfaccamento pel suo parente , queila 
per6 non fu aperta e la Spagna di- 
chiard la gaerra alla Francia. Dopo 
dae anni fu conchiusa aUeanza ofien- 
fi?a e difensiva. Nel 1801 fu dichia- 
rata la guerra del Portogallo e Tln- 
ghilterra autorizzd delle aggressioni aU 
la marina della Spagna e nel noVembre 
del i8o5 fu data la battaglia di Tru- 
iilgar funcsta ad antrarobe le nazioni 
del continente. Nel 1806 le tnippe 
francesi col pretesto di continuare la 
guerra del Portogallo entrarono nel- 
la Spagna e Carlo si vide costretto 
fuggire in Francia abdicando a favo- 
re del figliuolo il trono con atto so- 
lenne del 12 maggio 1808 a Bor- 
deaux. Soggiorn6 a Fontainebleau , 
a Compi^gne, a Marsiglia. Nel 181 1 
pass6 a Roma con la sua famiglia 
cd abit6 il palazzo Barberioi e si mo* 
ri a Napoli il 19 gennaio 1819 di 
dolore per la perdita della moglie. 
II cadavere dopo le cerimonie spa- 
gnoole fu sepolto in S. Chiara , in- 
di mandato in Ispagna. 

CARLUCCIO (Gio. Vincenzo ), na- 
cque a Napoli e fiori nel XVI sccola 
Fu poeta volgare di gran nome e di 
hri ci restano delle rime. 

CARMIGNANO (NiccoI6 Antonio) , 
napoletano , si distinse nella eloqaen- 
n btina ed italiana e fu baon poe- 
la. La regina Bona Sforza lo Yolle a 
SBO lesoriere e lo «re6 govematore 
di fkn. Si aori iiel i544e«criiie.* 



i^ Sonetto ed Epigramma in lode dt 
Bona Sforza , i^ Tradozione in vol- 
gare del Razionale de^ divini offict. 

CARNEVAL£ ( Sansone ) , fonda- 
tore delle missioni apostolkhe , na* 
cque a Stilo M iS^S e fu versatisM- 
mo nelle lingqe orientali, nella filo- 
losofia e nelle matematicbe che inae- 
gn6 con successo. Nel i656sidtede 
a tutta possa in soccorso degli appe* 
stati, ma da qiiel morbo fu morto. 

CARNEVALE ( Giuseppe), nacque 
a Monlalto e si disiinse in giurispm- 
denza. Di lui abbiamo : Histone e 
descrizionc dei regno di SiciUa , Nft* 
poli ) 1^91 ) in 4* 

CAR0F1GL1 ( Fabio) , poeU Tol- 
gare , nacque a Brindisi e ai morl 
nel 1 570. Di lui abbiamo : t* Delle 
rrme , 2^ Z' Esilio poema in ottaTi 
rima , Venezia , 16 la. 

CAROPRESA ( Giacomo ) , dotlo 
Domenicano , nacque a Lucera e §1 
mori nel 1587. Scrisse : Commenia» 
ria et Quaestiones super Metapty^^ 
cam. 

CARPANO ( Domenico ) , nacme 
a Napoli e vesti abito di chiesa , no- 
t\ nel XIII secolo e scrisse : De eoth 
ceptione B. Virginis juxta piam sah 
tentiam , 1 485. 

CARRABA ( Francesco ) , naoqua 
a Ruvo e nelle leggi fu versato. Scris- 
se : Pratica del sindacato degU t^ 
ziaU , 1610. 

CARRERl ( Franeesco Gemelli ) , 
celebre Tiaggiatore , nacque a Redi- 
cina verso il i65i e viaggi6 per TI- 
lalia, la Germaiiia e rifngfaeria* Ifi 
milit6 da volontario alla presa di Bo- 
da ed indi sotto il duca di Lomia. 
Ottenne la carica di uditore deirA* 
quila e dopo tre anni rinanziato l^im- 
piego fece il giro del globo che com- 
pl nello spazio di anni 5 , mesi 5 e 
giorni ai nel decembre del 1698. 
Pubblic6 questo suo viaggio col tito* 
lo : Giro del Mondo , Napoli , 1700 , 
6 Vol. che applaudito universalmente, 
fu in Francia ed in Inghilterra tra- 
doltoedato ia numerosissime edisioni» 



CASANATTA ( Girolaino ) , na- 
tqae in Napoli nel 1 620, vesU abito 
di chiesa e fot molto caro a pupa Cle» 
mente X , che lo decord deilu por- 
pora nel l6^5 ed Inrioccnzio XII 
nel 1693 lo notninb direttoii; della 
Vaticana. Letterato e prolctlore de' 
leUel>atS fece frugare nella Vaticana per 
Irinvenire aniichi codici e fbce una 
Hccolta t CoUectaiiea monumentorum 
Ecctesiae Grecae^ et Latinae^ Roma) 
169B. Si mori a Roma di 60 anni» 

CASELIO (^Tommaso), celebre 
teolDgo dometncano , nac^tie a Kos- 
taho e d moii a Roma ii 9 marzo 
iS^i. Fu successivamente vescovo di 
S* Leone e S. Severiaa , di Bertino- 
to e Forlimpopoli , dl Oppido , del* 
la Civa. Intervenne al coucilio di 
Tfento e vi si distinse pei^ aver di- 
fes6 \ ti?|joiarl contro il vescovo di 
Fies6le Bruccio Martello. Scrisse : i"" 
De Sacramentis q* De Concrptione 
B. Mariae plr^inis ad mentem S, Tlio* 
)nae tx SS. PP. toliectum. 

CASELLA ( Scipione ) , illustre let- 
terato , nacqUe all' Aqtiila e si moii 
liel 1 699. Scrisse : htoria cmnologica 
della nobife famigiia Carattola. 

CASSANO (Ferdinando), celebrc 
tnedico , nacque a Vitigliano e scris'- 
Be : Quaestioncs medtcae ^ Venezia , 
l564 , in 4* 

CASSIODORO ( Magno Aurelio ) , 
eelebre iilosof6 , nacque e Squillace 
l'anno 479 dMllustre famigliu. Teo- 
doHco re de^ Goti lo chiam6 a corte 
bench^ assai giovane e lo nomino 
^estore dei Sacro Palazzo coi cari- 
eo ancora di scrivert; le lettere e gli 
editti in suo nome , indi suo prin- 
cipai ministro col tiloio di Maestro 
deglt uffizl del Palazto e Console nei 
Si4* Nei inoi^irsi ii Grati Teodorico 
lascid Cassiodoro , che rigiiard6 sem- 
|Mre come amico e non cortigiano , a 
dirigere la figliuola sua Amabsunta 
tielia reggenta del governo durante 
la roinorc eta di Alulanco. Fu egli 
percid creato prefetto del pretorio ca- 
Hct die conserv6 sotio Teodme , uo* 



8d 

mo nelie greche e iaiine lettere non 
che neile fiiosofia versatissimo , e 
solto Vitige. Ma verso Panno 54o 
abbandonando la corte ed ii mondo 
si ritii'6 neila patria dove in amenis* 
simo luogo editico an monastero det* 
to Fiparese per le copiose peschiere 
che vi fece. Quella solitudine ofiriva 
tutd i coinodi , riserve di pesci, fon-^ 
tane , bagni , orologi a sole e ad a^^ 
cqua , una scelta e ricca biblioteca. Ivi 
compose il suo Commentario sopra l 
Salmi^ Le islituzioni deUe cRvine ed u* 
mane lettere% Sovente diceva : Faci^ 
Has errare natUram , guam principem 
formnre rempubliram dissimilem sibih, 
Si mori santamcnto nei 562 pieno di 
anni e di gloriu. Oltre ie sopra det^ 
te opere scrisse : t® Orazioni Panc'^ 
giriche per diversi principi ed una 
Storia de* Goti in 12 libri smarrita 
dai tempo , 2** Cronaca istorica , 5* 
Lettere da iui scrilte pe' varl princi* 
pi de' quali fu segretario e formano 
una preziosissimA storia di qiie^ tcm- 
pi , 12 libri , 4° Un Comento sopra 
r epislole di S. Paolo , 5** Un Co- 
mento sopra Donato , 6** Un Compen^ 
dio della Sacra Scrittura da iui detto 
Memoriale , 7** Comptessiohi sur gli 
atti e sopra repistole degli apostoli 
e dell^ Apoculisse , 8** Un Obro sur 
Y ortogra/ia da lui scritto neli^eta di 
95 anni in cui ammaestra i suoi mo- 
nuci a copiurc con esatezza i buoni 
antichi scriilori. 

CASSiTTO ( Gio. Antonio ) , ce* 
iebre letterato , nacque a Bonito nel 
1 765 e rese il nome suo chiaro pec 
tutla r Europj. Si moik nei 1822 e 
tent6 di usiirpare ai lannelli la gloria 
della scoverta delle altre 02 favole di 
Fedro ravvisate in un codice MS. della 
Biblioteca Reale Borbonica. Lc sue 
principali opere sono: i® Amaenitates 
Juris^ Napoli , 1790, 2** Diatriba Co» 
stantinus ^ ivi, 1790, y JuU Phaedri 
Aug. Lib. Fabula ile cubice et tauro 
nuper detecta et illustrata cura D. Ant^ 
Cassitti Napoli, 1809, 4** /«^' Phaedrl 
fabularHm iiber nwHts e MS. Cod» Pe^ 
12 



90 

rottino Esgiae KbHoUtecae mnc pri- 
mum edii^ /• d» Cassittus. Napoli ^ 
1808. 

CASTALDO (Gio. BatlisU), roar* 
chese di CassaKO ^ nucque a Napoli 
e 81 diede al mestiere delle ariiii e fu 
de^ piii bravi capitani di quel secolo. 
Carlo V lo nomind capitano generale 
nel Piemonte, maestro di cainponella 
Gerroania , indi fu capitano ^enerale 
per il re Ferdinando in Ungheriaed 
in TransiWania.Riport6 vane vittorie, 
represse Palterigia di Solimeno e prese 
Lippa. Fu anche buon poeta volgare 
€ si mori nel i56o.. Di lui abbiamo 
vai-ie rime, 

CASTALDO. ( Antonio ) , nacque a 
Napoli e fu notaio, bnon poeta vol- 
gare e cronista. Di lui ahbiaino delle 
rime Pessarecce ed una Cmnaca ac- 
curala del regno dal 1647 "* »570. 

CASTELLANI ( Leonardo ) , cele- 
bre pittore napoletano del XVI se- 
colo* Lavor6 molte opere col co- 
gnato Gio. Filippo Crescione. 1 suoi 
migliori dipinti sono: 1® La dcposi- 
zione diCristo daOacroce nella chiesa 
di Montecalvario , a* S. Francesco in 
atto che riceve 1e stimmate dal che- 
nibino. 3" Zsa Nunziata con tangelo 
Galfriele. 

CASTELLO ( Agostiuo), dolto fran- 
cescano, nacque a Napoli e si inorl 
nel i584. Scnsse : H trionfo dcPP. 
wunori osserpanii ec. Napoli , i584. 

CASTIGLIONE ( Donato ), celebic 
niedico, naoque ad Oria t fu versa- 
tissirao nelia lingua greca , latina , 
nella filosofia e medicina. Scriise: J^e 
Caeio Uriiano, 

CASTIGLIONE (Guglielmoda) cosl 
delto dalla patria , fu sommo 6ld^fo 
e dotio teologo e si morl ndi i5ou 
^risse : De Magnnnimiiate^ a^ Dr tor 
iiiudine , 3** De Fidada^ 4* De Uffi- 
rh Secwiiatis , 5** De Magnificeniia , 
0** Dc rebus beiltcis. 

GASTRIOTA ( Pier Luigi ), famoso 
l( iteruto, nacque a Taranto il aa april* 
1 74'^ ? ve&il l'abito de'scolopi e |)ass6 
a Ho4i)a. Versalissimo in ogni ramo 



di erudizione fu Pamminuuone de^dotti 
del suo tempo ed occupo varie cari- 
che uel suo ordine. Di circa 60 annt 
di sua e\k perd^ aflfatto la vista ed ia 
quello stato infelice visse fino jd 7 feb- 
braio i8i4* Di lui abbiamo: \^ Ser» 
moni^ Napoli, 1780, a" Traitenimenil 
accademici su i spctiacoU dcl Corso 
Massimo^ Napoli, 1782, 3^ Jlmetode 
praiico per ben comporre una oraziO' 
/?tf, Napoli, i8o4* Opera ricevuta con 
acclamauoni in Napoli e presso gli 
esteri. 

CASTRIOTO ( Costantino ), caTa- 
liere napoletano t versatissimo nelle 
lettere e nella filosofia. Fiorl nel XYI 
secolo e scrisse: i^ // sapieiue utUe 
e ditettevole^ Napoli , i5o3, a® Del* 
r Adulazione , 3° Deila Cavatleria , 
4* Lettere famigiiari , 5* Leitere ge* 
roglifiche , 6" Del Duello. 

CASTRO ( Paolo de ) , celebre gia* 
reconsulto, nacque a Castro nel i36o 
da povcri genitori. Oppresso dalla.mi* 
aeria passo in Italia e servi in casa del 
celebre Baldo in qualita di copista e 
secondo allri come servo. £gli adun- 
que ascoltando le lezioui di qiiel dolto 
talinente aguzzo il suo ingegno, cbe in 
breve divenne fainoso in giurispru- 
denza. Sparsasi la fama del suo noroe} 
le cittli d' Italia 41 gara lo invitavaiio 
alle loro UniverMta con larghi iti- 
pendi , fa percio a Firenze , a Siena, 
a Penigia, a Bologn.i ovunque rendea* 
do il nome suo immortale. Alla fine 
si trasferi a Padova dulla quale Uni- 
▼ersit^ gli furono offerti 800 scudi 
annui ed ivi si mort nel i436. Scrisse; 
1* De^Comenti sul codice e sul dige- 
«lOf d* Vaii consigli. II celebre Coia- 
cio tanto stimava le opere del De Ca* 
itfO che a^ suoi dii^epoli diceva : CoAil 
fC/ie non h Paolo '& Castro si venda 
t abito e io compri, Qai non kabei 
Paulum De Casiro iunicnm vendatj ei 
eaiat, = Angeu), suo iigliuolo fu ao- 
che famoso giureconsulto ed insegn6 
feit 4o ^noi in Padova Puno e Fal* 
tro dritto. = GiovANNi, akro suo ^^ 
gliuoifiL nel 1,462 fecie la scoverta dei* 



r^illumc ili rocca e fti tla ppn Pjo II 
rtniitnerato di doni e <lt elo^i. 

CASTRO ( Giacotno di ), cdebre 
pfUore , nncqtie n fyXTcnto e (ti dj- 
*rr polo pHma del Caraccitiolo, indi 
dcl Doittcnichino. Si moil in palriii 
veccliio di 90 ^mni ncl rGS^. I srH>i 
inigUori dipinti sono: 1** to spn/tsit- 
iizio di S. Gitneppe^ *i^ La XntJZittta^ 
5* «y. Miehelc jdrcnnf^flo^ tiilti ls*vcir.'ai 
per h Cliie^ cH S. AnicUo del Piuao 
di Sorrento. 

CATALAIVO (Sl^^fano), cctt-bre 
lctteralo , nncque a GaUipoli nrt t53S. 
Ootto critico c valente lilosofo iion 
che ottimo antiqit^rio <, nprk scuola 
tioritissiina in qtiejlii cittu dovc si niori 
nel t6^* Di Iih abiittiino: i* Dc Oti- 
t^ine urifis Gallip^^ii^ , ^" La Dcxcri^ 
zione dcUa ciuh di GnittpoH j 3" L^t 
Ktta di Oitrmbttttlsta Crispoy 4" ^^^ 
lera ad X. Ik\ 

CATALANO ( Giuspppe ) j nacqiic 

Paolii fiel tS*^S € si mori n KQma 

\ tjG^. Scrisse : i^ Commrntfirin in 

nnia ConciJh gcncmtia , ^i^ In port' 

"cale Romamtm , ^^ In Ccrrimoniftte 

uscoporum^ 4* -^" Ca-nmoninic S. H* Cn 

in rituatc romnnum , (i* In conci- 

Hifpani^^ 'j" Dc. Codice ^\ Evtirh- 

f/ , %"*!>€ Mapstro S. Faifttii , 

JOtf Segretario iV. Congregationis 

ticis ^ to* D<? viia ctcrirortim , ci 

crdotnm^ 1 1** Nott^ in ttlmisS. Jonn' 

ChrtsoKtomi //« Saccrdoto ^ la" Tita 

leralfitis P. BartftfAtmm ^ tli* Isti^ 

'roacs jttrls Cnnnnici^ i^* Dc fcri~ 

\oribits Calahris , 1 5* De Commissa' 

S^ Officit y i6* Nom Pftitosop/tia, 

CATIZONE (MarcoTwlbo), celc- 

e impostore c naltvo di Culiibriu. 

la somigliau/u ilel voVto e db^- 

fattezze avea cc»l rc D. S^bnftlla- 

di Portogijllo morto molli ufi- 

prima in una battttglia contro t 

dH ) pass6 in abito di pcllegriiia 

' Padova ed ivi si diedc .1 conosce- 

per qiiel rc. Arrcslulo pcr or- 

dine dellji rcpabblicu dt Vcnezfti, fii 

menato iiinnnzi a qticl sctnito etl egli 

con ia ina^iuui bkoQiSLitnjjk sottcoac 




91 

esserr f.ii^ii lii foce della iiia mortu c 
tni pli «iltri conlrussegni mostr^ m\ 

bracciri piii lon^o deJPnltro come rcal- 
ment<- erji 11 et defanto re. Ne mioorc 
meravi|;lij reco a ({uelJa repubblica in 
VfdciUj iifTcttiire lii graviti* porloghese 
c pnrl-ire perrettiimrote quell'idioma , 
inu st>pra tutlo desto- aJlo stopore in 
vcdmJo informato ^o alle miniixie 
deJle oepfozinzioni se^etc dogli iiiubii- 
seiadiJi i veneziani col inorto D. Se- 
bastiuiio. Conosccndo il sen.nlo «s^ere 
cgii im inlrtgimte, poicbc il re di Spa> 
gna FiJippo 11 Qvea riscattato dulle 
inarii de'Mori il cadavcre di quel rc 
per 100 milii scu4.1j per dargli scpot' 
lura j )o caccio in cai ccrc e dopo doe 
anni lo rimise m liberta a condidone 
clie iKcissc fra tre giorni daUe lerre 
vcneziane. A Firenze fu preso ed in- 
viitto it\ vicere di N^ipoli D. Ferriinte 
dt tlMiz dr Ciistro Contc di Lt^mos ^ 
i nn .11 lAt ;it qnittc s<isleaoe sc mpre cs- 
sere e|;li iJ re di PortogaJlo, fycono* 
sciLHi i sooi vili n^ttaJi daUu censiiLi^ 
de' tribiiniili , fu condiinnato al re- 
mo. Aiii^be tra qoclln riorinu voUe ev- 
scri: ir.itt.'ito di M^icstti c ne era itiiv- 
vero rispcttato promettemlo- a tuttt 
im^MCfihi c earictie alJorch^ avcsio 
ncujiefitlo lo sccltro, Alla finc fu^Jatto 
moriie tieir isoJa delle Domie* 

CATONE ( Angplo ), niicqtie a Sn- 
piito e fiori nel XV secoto, Va cele- 
bre fUosiifo e raedico di re Fcrninte lf 
dt i\i;igona^ il qudle lo nomino aHa. 
cattcdrLi di lUasofln c di aftrolo^ia nclla 
vc^h Univer&ila. Emendo il libro ddlc 
Pttmfrtte mcdiciit di Mattrc» Silvatif l> 
d:i Salerno cd aumcritatolo lo dicde 
iilk' ^tampe nnl i47-5 c questo (u uno 
de' pritni libri impressi in questa iio- 
Stra ritt^. 

CATONK ( Angelo ) , nacque a Be- 
aev( ulo c fa inolto caro a rc Curlo Vlli 
di Fmncia, dal quulc fo creuto vcsco* 
vo da Viennei per la. ^m vasta doU 
ttin>i* 

CATONE ( Angelo ), nacque a Ta- 
ranto e fu mcdico cd clcmosinicrc dk 
Ludovico M ic di Fi^juiciii a ptr&iiti'- 



92 

sione del quale tcrisse i Commentari 
delle cose di Franciu, pcr quello ne 
scrisse Filippo di Comines. 

CATOSTO ( Giovanni ) , celebre 
poeta latino , nacque a S. Angelo a 
Fasanellu e si nior) ivi ncl i55o. 
^crisse molte o])>re, ma tiille pcrdute. 

CAULINI ( Filippo ) , nacqiie a Na- 
poli e si mori ncl maggio dcl 1810. 
Si fece gran nomc nelle scienzc natu« 
lali e scrisse: 1** Siir i pnlipi marim^ 
'^^ Sur In pulce acqaninola dfl Ter-' 
mtyr^ ^* sur h storia dvl fico e 4eHa 
prfificazionc , 4*^ ^*"^ '''' f^t^fii^nia e la 
ihuHrcpara , 5** sur hi .wrtolnrn e la 
tubotiira , G° alciine disscrlazioni De 
jfiscium rt cancroritm generntione , ct 
Zostcras oceanicte. Liancl *y>irio?i. 

CAVA ( Mariano della ) , nacque in 
quella ciit^ e fu dotto agosliniano. £ 
conosciuto come ottimo teologo c buon 
poeta. Sciisse Trionfo dcmorti^ poe* 
metto. 

CAVAGNI (GJambaltista) Fcdi mg- 

RICA. 

CAVALCANTI ( Giulia ), poetcssa, 
nacque a Gacta e si distlnse nella vol* 
gare pocsia per alcimc sue rin:r, 

CAVALLINO ( Bcrnanlo ) , famoso 
pittore , nacque a Napoli da un sirtq 
il 10 decembre iGaa. H cclcbre Mas- 
simo Stanzioni accorto&i del genio del 
fanciuUo per la pittura lo volic alla 
•ua scuola e comc a proprio li^iiuolQ 
40 alleT6. In brevc il Cavallino di- 
TemM di tale perfczionc neirarte sii^ 
cbe il rinomato Vaccaro lo domand^ 
allo Stanzioni per avcrlo in sua casa 
a copiare alcuni quadri da inviarsi in 
Ispagna. II giovane Bernardo cono* 
£cendo non cssere pcr lui le compo- 
aiiioni di grandi iigure , si diede alle 
lneuBne in cui riusc) cccellcnte. Visso 
Tita mis^rabilc perch6 assai modesto 
non credova valessero molto i suoi di- 
pinti che dava a vi) prczzo. FinaU 
mente di soli ao anni si moii nei 
]654 di raal di petto. I piu rinomati 
pittori di lui fuuno alte iodi , tra 
quali lo Stauzioni , Andrca Vacca- 
S0| I^ica Giordj^iQ, FraQccsco $0- 



limene , il cav.ilier Okibresc. Paolo 
/de Mattcis cosl srrive del C^tvallino; 
Morl (juesto virtuosissimo pUtore di 
3l anni in circa^ poco prima del cw^ 
tagio , che fu nei l656 lascia moii^ 
opere di cosl deiicato stile , e di viva 
coiore ^ proprietd^ e naturalezza^ ch» 
non sembrano dipinte , ma vive ie su^ 
figure ; servendosi di pochissimi iumi , 
e battimcnti^ e rijlessi^ ritierberando im 
luce con tal soaixita 9 che iiokemenle 
inganna la vista di chiunque ii gttar^ 
d(i, Jn somma vi d nclte sue opere 
tutta P armonia del Bubens , le beH€ 
idee di Guido^ ed il farte di Tiziano^ 
tjn bqon pitlpre francese di mariae 
e paesaggi per nome Vernier allor-» 
chc fu a vedere la quadreria di VaU 
letta rest6 preso da raeraviglia ai \e* 
dere un quadro diSaivatorRosa di cui 
era molto passionato , ma al mirar» 
al di sotto di quello Lo spoasaiizkk 
(lel giovanc Tobia 6^\[y\i\Xo dal CavaU 
lino non si rattenne dairesclamare : 
Salvator mio datti pace che io non ^^ 
dcva trovarc accantn a te un^opera ^ 
cJte mi rapisse comc (lucsta dci Cty^ 
VQtiino, 

CAVALIEJII (Gio. Vincei^o), ce^ 
lcbrc giureconsulto, nacque a ^fapoli 
e si disiinse nel foro, Si morl nei 
1690 o scrisso : i** Consilia icgalia^ 

CAVALIERO (Gi«iseppe), nacque 
a Napoti e .*«i distinse nella giurispru» 
denza o di lui aUbii(.ino : (lciie grar^ 
dczzc dct nnnnrio , Napoli , lyiD. 

CEFALO (PieliQ Anionia), naeqtio 
a Nusco scrissc iin libro sopra i 
Bittgni di Po/.zuoli con delle notii^io 
deMuoghi circo^vicini a quella citU 
e coii notc, 

CELANO (Carla), nacque a Na* 
poii da nobile famiglia nel l^ij. Fe« 
ce rapidi progrcssi nelle lettere c spe^ 
ziaimcnto nclie cose patrie appiicoilo 
ii paiire , il quaie doiUssimo era ia 
quelle di maniera cUe lutti i fore* 
stieri a iui si dirigevano per osser* 
vare le cosc meravigliosc ed anticUe 
di qucsta mctro{>oii ne mai maiv% 
cava mciug: secQ it figliuQio. k\ViK^ 



cli^ nel 1647 su<^<^^sci*o 1« turboled- 
se suscitate da Masaniello, il giovi* 
he Celuno ne distese una relazione. 
Fu perci6 cacciato in prigione e per 
opera del reggente Galeota messo in 
^libert^. Vestl abito di chiesa e fu 
onorato deli'amicizia de'cardinali Fh- 
lomarinu , Caracciolo e Pignateili ar- 
civescovo di Napoli, 11 Caracciolo 
gli conferl un canonicato nella me- 
tropolitana ed il Pignatelli poi papa 
itol Dome d' Innocenzio XI io inca* 
ric6 di costruirgli rurna nel duomo 
che vedesi tuttora. A lui fu dato 
1'incarico delia riattazione della ba- 
tilica di S. Kestituta e ¥1 riuscl con 
gloria. Fu onorato da*primi letterati 
del suo tempo e pianto da'dolti si 
morl il i5 decembre 1693. Scrisse; 
I* Notizia dei Bello , e dei Curioso , 
e deiPaniico deiia Citici di Napoii che 
dirise in dieci giornate , Napoli , 
1693. Per tale opera il Celano non 
risparmib fatiche, cal6 anche ne^pozzi 
per indagare il corso deile nostre 
•cqtie essendo di aoni 64. £ giusta 
floria ottenne p^r questo suo lavoro. 
9* GU avanzi deiie Poste , Napoii , 
1678, 5* varie Commedie, 

CELEBRANO ( Francesco ) , na- 
cque a Piapoli nel 1729 e si die- 
de al disegno , alia piltura ed alia 
fcoltura. Dopo la morte del Corradi- 
DO e del Queirolo fu dai principe di 
$« Severo D. Raimondo di Sangro 
idoperato ne^ lavori de^ mausolei di 
fcmiglia nella sua chiesa di S. Seve- 
ro. Resos) alta la sua fama , il re 
Ferdinando IV di Borbone lo chiam6 

• Gorte, lo nomin6 direttore dc^mo* 
dellatori e de^pittori delia fabbrica 
d^^Ua Porcellana, maestro della reale 
•niglieria e del Genio , finalmente 
pittore di camera del re e maestro 
^ daca di Calabria e degli altri 
priocipi reali. Piel 1799 segul il re 

• Palermo e si morl a Napoli il 33 
giiigno i8i4- I suoi migliori dipinti 
eono: I*a pergine Assunta nella cbiesa 
4dlo Spirito Santo a // quadro sur 
V4Ur waggiQr^ del j^osari^ di ?«• 



93 

bxzoc=3L« quaiiro siagioni tiella gal- 
leria del real palazzo di Gaserta =s 
Le cacce nelle gallerie de'palazzi reali 
di Venafro e di Persano. Le sculture 
poi = II gran basso-rilievo delPaltare 
maggiore nelia cbiesa di S. Severo 
s= La slaiua dei dominio neila stessa 
chiesa = Quella di Cecco di Sangro 
armato di elmo e corazza cbe sorte 
da una cassa ferrata con spada nuda 
in mano , nella chiesa medesima =3 
Z^ statua di S. Gennaro sul ponte 
deiia Maddalena. 

CELENTANO (Giuseppe), nacque 
in Napoli il i3 gennaio 1765 e si 
acquist6 fama nel foro. Nel 1 806 fu 
prescelto uffiziaie ordinario deiia 8e« 
greteria delia real camera di S. Chia- 
ra. Nel 1809 fu nominato cancellie- 
re sostituto della Gran Corte della 
Cassazione , nel i8ai cancelliere 
della Suprema Corte di Giustizia , 
nel i8a5 membro delle cinque com- 
missioni per migliorare le leggi e la 
procedura penale. Ottenne indi la 
carica di Consigliere nelia Corte Su« 
prema e poco dappoi quella di avvo- 
cato generaie del re. Si morl il 36 
maggio i84o. Fu neile lettere ab- 
bastanza istniilo e nelle leggi ver* 
satissimo da farsi ammirare in qud 
siipremo tnbunale per dottrina ed 
integrit^. Prima di morirsi compose 
il proprio epitaffio in latino* 

CELESTINO I papa , nae^oe jm1« 
la Campagna Felice ed ascese al pon* 
tificato il 10 settembre del ^^i^ in- 
▼i6 Faustino in Afirica a riunire un 
concilio per Apicario, indi a Roroa 
ne convoc6 un altro nel 4^o per la 
nuova eresia di Nestorio. L^anno dap- 
poi spedi due deputati al concilio ge«, 
nerale di Efeso con una lettera pe# 
quelP assemblea. £ verso la fine oel* 
lo stesso anno sapendo che i preti 
francesi attaccarono la dottrina di S. 
Agostino dopo la sua morte, scrisse 
a que* vescovi contro coloro , aggiun- 
gendo per6 non essere obbligati a se- 
guire tutti i ragionamenti di quel dot< 
tqre. Si w>^ ii primo agoftto delj^Sa 



9t 

rigiiardato come un pbntefice Mvio 
e prudcBte. A liii fi atiribaisce V u 
stkozioBe dell* Introibo della nie«sa. 

CELESTINO V detto Pietro Mor- 
xone, nacqae nel iai5 ad Isernia 
da oscuri parenti e di anni 17 si ri- 
tir& nella soHtudine , passo a Aoma 
e ii lece benedettino. Si ritiro al 
Moole Maiella presso Sulmona ed ivi 
fmid Tordioe de^Celestini ed in quel 
ritiro nA 1394 fu eletto papa. VoUe 
entrare in Aquiia aopra un asino , si 
lece ivi consacrare e dopo cinque 
niesi rinunrid al pontificato per ritio 
rarsi nel soo monastero , ma indi fu 
ceslodito netla torre di Furaone per 
ordine dl pepa Bonifado YIII , il qua- 
le temeva che Celestino non Tolesse 
ritomare al papato. Ma quel uomo 
Tirtaoso non mai si Iament6 della pri- 
gionia dicendo; lo voiU una cella e 
1 6 oitenuia. Si mori nel 1 296. Scris- 
•e Tari opuscoli inseriti nella Biblio- 
teca de" Padri. 

C£NC]0 ( Lnca \ celebre retore. 
DMqae a Capua e m Tcrsatissimo nel- 
la lingua greca e bdna e fu de* piii 
porgati scrittori di qud tempo. Si roo- 
rl pieno di gloria di anni rfo nel mea- 
zo del XVI secolo. I capuani in o- 
nore della sua dottrina gli scolpirono 
r epitaffio rapportato dal Tafun. 

C£RASO (Pietro), celebre sculto- 
re napoletano. Le sue opere erano 
1 e percio inviate in hpa- 



CERASOLA (6ttano Conte), na- 
cqae a Chleti e hi bvon poeta Tolga- 
re. Si mori nel 1698 e ci lascid del- 
le Rime , Chieti , 1698 , in 8. 

CERRO ( SeWaggio ) , nacqiie a 
flom e fu assai dotto. Scrissc! Ap^r- 
Mumi € delti tnoraii ec , Napoli , 
XS71 , in S. 

CERTA ( Gio. Faolo ) , nacque a 
I9apoH e foriase una cronaca di ci6 
gvrenne sotto il regno di Alfonso 11 
tske intitol6 : Notamettti istorici. 

CERULLI ( 6. ) , nacqoe a Blola 
di Bari e riosd di alto nome BeMa 
Di k» aUAuao : 1' 



Biflessioni intorno a* maii apopletki y 
riapoli , 1S06 , i^ Lettera ai signor 
Stefano Patrizf deiia successione de^ 
figii aile doti mateme secondo le con* 
sueiudini Baresi , Napoli , 1777. 

CESARE DA NAPOLI , celebre ca- 
pitano , nacquc a Napoli nel i488 e 
di soli 1 8 anni si diede alle armi. Mi- 
Iit6 per la prima Tolta sotto il faroo- 
so Renzo da Ceri alla difesa di Cre- 
ma pe^ Teneziani e si condusse da Ta- 
loroso, pass6 indi alle bandiere di 
Lorenzo de* Medici contro il doca dt 
Urbino spiegaodo seropre nuoTa bra- 
Tura. Ma si distinse sopra tutto nelle 
armi sotto Carlo V alla espugnazione 
di Marsigli», alla giornata di PaTia ed 
a quella di Lodi. Per la sua Talorosa 
resistenza sotto PaTia contro il cclebro 
Lotrecco, fu inTestito del contado di 
Decio e per la Tittoria di Landriano 
ottenne il marchesato di Marignano. 
Ruppe i Teneziani airAdda e Gian 
Giacomo dc^ Medici a Cara. Tanto 
sall alto il suo nome elbe i ibOlfeurclii 
a gara faccTano per aTcrio o f rtgs- 
le. Papa Clemeute TII g defteg ffi$i kdo 
co' Fiorentini lo TolLe o ecnpaadare 
quella spedizione , dl Citti Macci6 i 
Fiorentini dalla Romagna riprese 
tutle lc terre da que*occnpate alla S^ 
Sede. Alla sua braTora £11 debitore 
Gian Giacomo de' Medici de^suoi stati 
sl di Firenze , che di Lombardia. Per 
Carlo V tolse al re di Francia lutto 
11 Piemonle fuorch^ Torino , n feoe 
onore a CerasoUa ed allo ScriTia. Car- 
lo V famoso guerriero, di Cesare so^ 
lo si senriva nelle pi£i ardue inq^re- 
se , lo chiam6 In Germania a com« 
battere il duca di Sassonia ed il Lao>- 
gravio ed il nostro Cesare 11 vinse e 
pass6 nuovamente nel Piemonte sog* 
giogando anche una Tolta i franeesi* 
Garico alla fine di ct^ e di gloria fl 
morl a Milano nel i568. 

CESARE ( Bartolommeo de ) , Te- 
teovo di Potenza nel i8o4 , si distin* 
ae per Tirt6 e dottrina e si mori il 
3o setteml^re 1819. Scrlsse : i^ La 
paee deUa s^eietit fondaut saidoveri 



tklta cristiana reUgionti^ 2° Sul regno^ 
sacerdozh e profezia di G. C. 

€ESARI ( Bernardino de ) , cele- 
bre pittore e fratelio del famoso ca- 
▼alier d' Arpino , nacque ad Arpino 
nel 1 563 e si mori a Roma nel 1 63 1 . 
Verso il 1616 irenne a Napoli col 
irateilo a dipingere nclla Certosa di 
S. Martino , indi a Piedimonte di A- 
life anche col fratello laver6 il rino- 
mato giudiuo universale nella cap- 
pella de^ PP. predicatori. Fu a Monle 
Casino, finalroente a Roma dove di- 
pinse : i^ il quadro ad olio sopra 
tela Noli me tangere , 1** La storia di 
Cosiantino Magno a fresco, 5** .S*. P/e* 
tro a fresco, 4* Tre quadri ad olio 
per la chiesa de'SS. Gosimo e l}af 
miano. In Monte Casino col fratello 
laTord sedici macchie nel refettorio , 
molti quadri nella stanza di S. Bene- 
detto e molti disegni ad olio | a gaaa* 
KO ed a lapis neU' Archivio. 

CESARIO ( Gio. Paolo ) , celebre 
lettera|0 ^ nac^liie a Castiglione. Fu 
bao« poda e purgatissimo scrittore 
latlw ^ ppa fkck III lo tenne mol- 
to ^mB% i toUe che iusegnasse pob« 
blicaanipia iQi^;iia Utioa a Roma do- 
▼e si niiBvrl.^ i565. Di lui abbia- 
mo: i^ A n niii i ft f , et orationesy Ve- 



ij i569, a** Varia poemata ^ et 
wraHones , Roma , i565 , 3^ Com- 
mentarius in triginta duos Q, Horatii 
Ftacci Odas^ Roma, i566. 

CESARIO o CESAREO (Camillo), 
celebre giureconsulto e letterato Fio- 
rcDtino del XVI secolo. Scrisse : i^ 
Legales propositiones ex difficUioribas 
juris cassarei iocis recto ordine dele- 
etoe I qaa: pubiice disputata: offt^run- 
tar j Napoii , 1^94 9 ^" Delle rime. 

CESARIO ( Gio. Antonio ) , cele- 
hre poeta latino e greco , nacque a 
CastigUone ed in Napoli per la sua 
dottrina fu prescelto a pubbiico pro- 
fessore di grammatica , di rettorica , 
poetiGa e di lingua greca. Fioii nel 
XVI secolo e scrisse : 1** Rudimenta 
grarnmaHcaf , a* Jdnotatioaes in 17" 
Um Idmm , 3'' Carmina. 



CESARIO (Gio. Pietro), fiork ia 
Cosenza nel XVI secolo e fa dottii- 
simo nella lingaa Jatina, Scrisse: O- 
ratio funebris in mortem Ferdinandi 
Aiarconis Dueis. 

CESURA (Poropeo) , celebra pit. 
tore , nacque alP Aquila e f» scolaro di 
RafTaello. A Roma fiss6 soa dimora 
e saU in alta fama* Si mor) nel tSji 
e scrisse un Hbro sul Disegrto. 

CESURA ( Eleuteri ) ; nacque ad 
Aquiia e fu buon poeta volgare del 
XVI secolo. Scrisse : i^ Discorso di 
alcune donne ^ n^ La Difesa poeaia ^ 
Sulmona , i583. 

CHIARINI (Bartolommeo) fWI 
TOBELu ( Bemardino). 

CHIAVI ( Lorenzo delle ) , disoi- 
polo di S. Francesco da Paola, oih 
cque a Regioa ed ivi si mori nel i5i6» 
i conosciuto per aver scritto per il 
primo la vita di quel santo. 

CHIETI ( Gio. Battista da ) , ▼»- 
sti r abito domenicano e si distinsa 
nel predicare e nel sapere. Versatia- 
simo fu sopra tutto nella lingua ebcai- 
ca e caldea. Si mori nel iSao c •oris« 
se : I** //1 opus Andronicum, Condm* 
cinia , Hebraicis , Chaldaimque sem» 
tentiis rejerta^ i5ao a* Tractatus ad» 
versus artem magicam, 

CHIOCCARELLI ( Bartolommeo ) , 
celebre lettcrato, fiori in Napoli ao* 
patria verso il XVfl secolo. Oottiasf* 
mo nelle lettere si diede al foro « ▼! 
riuscl in modo che Filippo IV lo nm 
mino giudice di Vicaria , indi pre- 
sidente della Sommaria, ma egU tI 
rinunzi6 come ancbe un canoni* 
cato a Roma ed nn vescovado. Di 
lui abbiamo: 1' Reram Jurisdictiona' 
iium , 1 8 vol. a* Suppiementum ad 
res Jurisdictionaies , 6 vol. 3" Cotth^ 
pcndium de rebus jurisdictionalibus ^ i^ 
Antistitum prceclarissimce NeapolHanai 
Ecdesiof Cataiogus ec , S^ De Sagra 
Coneiiio Ncapoietano ejusqu€ origine | 
6^ Fitie itiustrium aiiquot piromm Neap. 
Urbis et regni iatine , et italiee oon» 
seriptce , 7" De iilustribus scriptarAaSj 
qtu in civitate et regno NeapoMs ai 



96 

Orb€ condiio ad anhim usque 164^ 
fioruertmt , NapoH , 1 780 , ne fu pub- 
blicato un solo ^olume , 8® De regUs 
beneficiis , ac juribus patronatus , 9^ 
Antiquce lectiones^ 4 ^^^* *^* Defio' 
tentissimo Neapolitano Qjrmnasio cc. 
11" Sacra Begni Neap. monumenta , 
4 vol. 12' Historia S. Januarii pon' 
S^iois j ei martiris , et sociorum , 1 3^ 
Nomina^ Stemfrata et Patrice Antisti» 
ium Surrentia , 1 4^ Censura contro il 
Tutino^ i5** Praxis forensis ec , 16° 
Obhquia , 17** Alcune epistole, 

CHRISTIANO ( Prospero de ) , na- 
cque a Taranto e Testi abito di chie- 
^j fiori nel XVI secolo e fu buon 
fiotta latino. Di lui non abbiamo clie : 
Kxpositio yaticinii S» Cataldi episro' 
pi Tarentini. 

CIAMPI ( Antonio ) ^ si distinse 
nella giurisprudenza e fu versalissimo 
ne^elassici latini. Compose un poe- 
metto che disse il Purgatorio^ nel ([ua- 
le con grazia controfaceva Dante sur 
de' soggetti ciuadini. Si mori di anni 
antico. 

CIAMPITTI ( Niccolo ) , insigne 
letterato , nacque a Napoli il 16 sel- 
tembre 1749 c si mork il a5 agosto 
t832. Fu dottissimo nella filosolia , 
nelle matematiche e nclla teolo^ia , 
ma fopra tutto nella lingua latina , 
greca ed ebraica. Fu retlore del se- 
minario urbano , canonico del Duo- 
mo ^ professore di eloquenza della 
regia universitli , socio dell' accade- 
mia Ercolanese , rettore della Uni- 
▼ersita de'Stud! e cavaliere di Fran* 
cesco I. II Ciampitti fu sopratutto 
nella repubblica letteraria insigne ed 
iromortale fama si acquisto per lutta 
Europa per la interpretazione di un 
frammento di papiro contenente un 
brano d'ignota epopea latina che e* 
gli con tanta dottrina ed erudizione 
comentd e suppU ed argomento fosse 
parte di ppico poema sur la battaglia di 
Aiio e probabilmente lavoro di Caio 
Kabirio contemporaneo di Vario e dt 
Virgilio. Tale capo-lavoro di letten* 
tttra fa itampato iicl accoBdo toiiio dc^ 



paplri l^rcotanesi,Napoli, 1809. ^> ^**^ 
abbiamo : 1** Varie orauoni inaagti- 
rali per la riapertura degU Stud! , Na- 
poli , 1798 , 1** Commentart latini 
sur la vita di Francesco Daniele, Na- 
poli , 1818, 3"* Commentarl latinl 
sur la vita di Bruno Amantca , Na<> 
poli, 1872, 4* Oraiione funebre pd 
cardinale Firrao , Napoli , 1 83o , 5** 
Orazione per ia ricuperata salute di 
re Ferdinardo 1, Napoli, 1819, 6* 
Eiigie, Fu il Ciampitti anche btfon 
poeta latino. 

CIANCIULLI ( Michelangelo) , ce- 
lebre giureconsulto , nacque a Mon^ 
tella e fiori sul finire del XVIIl se* 
colo. II suo gran sapere gli ottenne 
succcssivamente 1e cariche di giudice 
della Vicaria , di awocato deila co- 
rona , di capo-ruota del S. K. C. ^ 
di Gran giudice^ di mintstro di Gra* 
zia e Giustizia , di vice-pfesidentedel 
Consiglio di stato. Si mor) in Napo« 
li pieno di anni e di roeriti. 

CIARLANTI (Gio. Vincenzo), na- 
cque ad Uemia e vesti abito di diie« 
sa. Fiori nel XVI secolo e fu versato 
nelle lettere. Di lui abbiain6 : Me* 
morie istoriche dei Sannlo , Napoli | 
5 vol. in 4°« 

CICALA ( Fabio ) , nativo di Ca* 
senza , fiori nel XVl secolo e fu dot* 
to filosofo e naluralista. Scrisse : i* 
Pregnantium dcsideriis^ eorumqtw catl* 
sis , et rfflrtibus , 2' De Grneratifit* 
nibus fabulosis , 3^ De somniis Aristo* 
telicis» 

CICALA ( Aulo Pirro ) , celebrtf 
poeta , nacque a Cosenza e fu dell' ac« 
cademia del Pontano. Di lui abbia-* 
mo : Poemata , Napoli , iSo^. 

CICCIONE (Andrca), cetebre scul- 
tore ed architetto , nacqne a Napoli 
nel 1367 ed ivi si mori nei i44o« 
Fu disccpolo del famoso Masuccio H 
e la piacola cbiesa di S. Maria del* 
r Assunta de' Pignatelli presso seggia 
di Nido fu la sua prima opera. Ri- 
fece la chiesa della Croce di S. Ago^ 
atino della Zecca , edific6 quella di 
S. Marta di ordinc d^ffico ^ orii6 di 



Inirmt qudla di S. GioTanni a Car- 
bopara , costnil la chiesa e vasto 
inonastero di Monteliveto , il terzo 
thiostro di S. Severino di ordine 
dorico, la pOrta della chiesa di S. 
Lorenzo , la cappella dcl Pontano 
presso la Pietra-Sunta , moUi pulazzi, 
tra quali qiicllo di Bartolomnieo di 
Capua ora della Riccia alla strada 
Forcella. Scolpl vuri sepolcri ed i 
principali sono qnello di re Ladislao 
Id S. Giovanni a Curbouara e I' altro 
nella stessa chiesa di Ser Gianni Cu- 
racciolo , capo-lavori di quel secolo» 

CICCOWI (Francosco), celebre o- 
ratore , nacque a Murro nei 1720 e 
tal fama si acqaistd nel foro della ca- 
pilale , che tosto f\i promosso aUa 
magistratara. Per 12 aniii fu deca- 
no del S. R. C. e si mori il ig mar- 
xo 1791 lasciando dl se a'suoi fi- 
gliuoli gloria e nome, niun relaggiok 
Pubblico le sue allrgazinni in tre vo* 
lumi e scHsse delle pocsie. 

CICERONE (Marco Tullio), no- 
oque ad Arpino da fumigliu di cavulieri 
romani , per6 poco illustre. II padre 
lo inTid a studiare a Roma ed eb- 
be a roaestro nella fi losofia i tnnto 
cdebri Filone Accudeinico e Diodo- 
ro ) nella giurisprudenza poi V cccel- 
10 Muzio Scevola. Si diede al me- 
Btiere delle armi secondo V uso di 
quc^ tempi e da valoroso pugno nel- 
la guerra Marsicana sotto Silla. Gri- 
logono liberto di Sillu col fuvore di 
qael tiranno compro per diie mila 
drammc i bcni di Roscio , che egli 
deonnzid essere stato ucciso in qua- 
litli di proscritto. Sesto Roscio fi- 
gliuolo deir ucciso diroostrando vale* 
re Tasse paterno sSo tulenti se ne 
doleva forte e Silla sdegnato di te- 
dersi accusuto dSngiustizia fece ac- 
cusare Roscio di parricidio. Niunb 
ardiva intraprendere la difesa del- 
Pinfelice Roscio , temendo lo sdegno 
del dittalore , ma Cicerone portatosi 
in Senato con tanta forza perord in 
favore deiraccusato che tra i suflTra- 
fji de'giudici e gli applausi degli u* 



9T 

ditoii salv6 il cliente. Temendo pero 
dello sdegno di Silla passo in Atene 
a perfezionarsi nella oratoria ed ivi 
rivale e non discepolo si dimostr6 a 
qiie'illustri greci. Si port6 10 Asia e 
quindi a Rodi dove strinse amicizia 
con Apollonio Molone che tra i pri- 
mi or^tori greci distingnevasi- Ua 
giorno Apollonio lo preg6 perorasse 
in greco ed intesa la suaaringacon* 
servo profondo silenzio mentre 1' u« 
niversale prodigava applausi al gio- 
vane di Arpino. Cicerone sc ne mo* 
str6 dispiaciuto ed egli esclamo : 
j4ih ! Ti lodo in verilit e ii ammiro ^ 
ma piango sur la Grecia : non ie ri* 
maneva che la gloria della eloquenza ^ 
iu ce la rapisci e ia irasporli a^ Ro^ 
mani, Mortosi Silla, Cicerone si resti- 
tul a Roma e risplend^ in quellare- 
pubblica come Demostene ad Atene» 
II suo sapere e la sua eloquenza lo fece- 
ro salire alle piu onorifiche cariche 
senza che vi si adoperasse con intrighi 
come usavasi da altri. Fu creato que- 
stoi^e e governatore della Sicilia,al siio 
ritorno edile, poi pretore e finalmen^ , 
te console con Caio Anlonio. Duran- 
te la sua carica di cdile si distinse 
nel dare i giuochi e gli spettacoli 
non solo , ma nel largire somme a^ 
Romani afflitti dalla carestia. Rese 
celebre il suo consolato discoprendo 
la congiura di Catilina per mezzo 
di corta Fulvia concubina di uno de' 
congiurati e dissipandola. Gli fu confe* 
rito per acclamazione il nome di Padre 
della Pa/ria. Clodiosuo nemico assunto 
a Tribuno della Plcbe e da quella tur- 
ba amato , gli tent6 delle accuse 
contro ed allora Cicerone fu obbli* 
gato fuggire di Roma ed imbarcato* 
si a Brindisi passo a Diirazzo. Clo- 
dio lo incoIp6 di fuga , gli fece in- 
terdire V acqua ed il fuoco , gli fece 
bruciare le villc e demolire i palaz* 
zi. Clodio per6 sendo tratto a viva 
forza in gindizio dal tnbuno della 
plebe Milone , fu cacciuto dulla ca- 
rica t per opcra dcllo stesso Milone 
Cicerone fece ritomo a Roma ^ed 

13 



«8 

accolto da ttitti gti ordini de cittadi<* 
ni con srgni di soromo giubilo ^ gli 
ftnrono restituiti gli averi c rifubbri- 
cati i palazzi e Ic viile a spese della 
Repubblica. Milone avendo ucciso 
Clodio fu incolpato di omicidio e Gi* 
cerone gralo a' benefici ricevuti \o 
■difesc e gli salvo la vita. Fu augure, 
indi vice-console della Cilicia dove 
resl6 desiderio di se in tutti gli ani- 
m\ di que' popoli. Stando al gover- 
BO di quella provincia per garcntirla 
dalle incursioni de' Parti , alla tcsta 
delle sue legioni sorprese ii nemico, 
lo ruppe e prese Pindenissa la piii 
forte delle loro piazze e la diede al 
sacco. Per le sue iroprese roilitari 
ottenne da^ soldati il nome d^ /m/^e- 
radore e gli fu decretato dal Senato 
r onore del trionfo. Nel fare ritorno 
si Roma voUe riconciliare le discor- 
tlie tra Cesare e Pompeo, ma riusci- 
ta iiifaconda la sua eloquenza in si 
importante caso , si diede alla parle 
di Pompeo» Cesare pero apprezzando 
la soroma dottrina del principe degli 
oratori e percb^ amatissimo era dai 
popolo romano ^ gli perdon6 e lo 
tenne a se molto caro. Alla tragedia di 
Cesare favori Ottaviano contro Marco 
Antonio ed allora compose le tanto fa- 
mose FiUppiche contro Marco Antonio 
ad imilazione diDemostene,chetal no- 
ne diede alle sue orazioni controFilip- 
po pudre di Alessandro Magno. Ma 
r ingrato Oltaviano tanto beneficalo 
da Cicerone ( yedi Augusto ) com* 
pr6 1'amicizia di Marco Anlonio a 
prczzo della testa di tanto uomo. Di 
Roma Cicerone fuggl al Forroiano 
sua bella villa sur V Appia circa roil- 
le passi distante dall' antica Formia 
oggi Castellome e si prcparava a far 
▼ela per T Affiica , roa il murc non 
gli permise intraprenderc il viaggio. 
Addorraentatosi nella sua villa , sc- 
condo alcuni scrittori amnnti del fa- 
votoso e degli auguri , fu dcstao da 
alcuni corvi che co'becchi gli tira- 
rono ia toga dul volto. I suoi serTi 
ailora spaventati da si. tristo presa- 



gio lo misero in una lettiga e verso 
ii marc prcsero il cammino. Ma avvi- • 
sati essere quasi raggiunti da^ sicari 
di Marco Antonio ^ voltarono per 
Talto de' monti dove sorpreso da 
q<ie' manigoldi Cicerone con aniroo 
forle fece fermare ia lettiga e cava- 
to il capo fuori lo espose a^ colpi 
deir assassino. Di fatti 1'infame tri- 
buno Popilio Lena quello stesso che 
Cicerone risparniio alla scure con la 
sua fuoondia ^ gli tronc6 ii capo e 
la destra che menato a Marco Anto- 
nio , con indicibile cordoglio de'Ro- 
mani fu esposte sid Rostro medesi- 
mo dovc tante vite avea salvate. 
Avea Cicerone 64 anni quando fu 
assassinato. li suo mutiiato corpo 
fu seppellito nello stesso luogo del- 
la tragedia e quella collina 6 det* 
ta Acervara dalla lapide sepolcra- 
le rinvenuta nel XVIII secolo , nella 
quale erano scolpite le parole Acer» 
ha ara peV dinotare la trista cala- 
strofc. Erasmo Gesualdo cittadino di 
Gaeta e nelle lettere versato , nelle 
sue Osscrvozioni critic/ie sopra la via 
Appia dcl PratiUi , desrrive il se- 
poicro di Cicerone con roolta dottri- 
na ed esattezza e Ak anche il dise- 
gno degli avanzi esistevano al suo 
teropo. Si crede che Marco Tullio 
figliuolo del grande oratore gli co- 
struisse quel mausoleo nel luogo del- 
r assnssinio allorch^ si riconcili6 
con Augusto e riebbe i beni pater- 
ni. Marziale nelP epigramroa 49 del 
lib. i5 dedicato a Silio Italico aii 
ailora cra pervenufo il Formiano , ci 
fa sicuri che ivi fu ii sepolcro di 
Ciccrone : 

Silius haec magni celebrat monameDtt 

Maronis. 
lugcra facuDdi qui Ciceronis habet. 
Ilaerem , dominamqne sui Tumalique , 

Larisque 9 
NoQ aliani mallet nec Maroy nee Cioero. 

Re Alfonso I di Aragona tanta 
venerazione ebbe per Cicerone, cbe 
stando airassedio di Gaeta e bi&O' 



gnando de^ smisurati marnii rimasti 
nel Formiano, ordino che in conto 
aleuno si guastassero quelle vcneran- 
de reliquie. £ ci6 ci viene assicura- 
to dal Panormita nel lib. I. n. a8. 
de dict. Alph. £d anche papa Pio 
II ad onore della meinoriu di lanlo 
uomo perdon6 a^cittudini di Arpiiio* 
Due avvenimenli sopra tutti danno 
a divedere di che era cupace V elo^ 
quenza del nostix) conciUadino. IVIur» 
GO Otone per il primo ordind che 
nel tealro si scparassero i cuvalif*ri 
dal popolo dando a^ primi un luogo 
distinto ed allorch^ egli compurve nei 
teatro il po^olo per vilipendio inco* 
mincio a fischiare. I cavalieri alP op- 
posto gli fecero grundi appluusi ed 
ii popolo crescendo nelio schiamazzo 
venne alle ingiurie. Ci6 saputosi da 
Cicerone venne al teatro e di tal 
disordine sdegnato chiamo il popolo 
al tempio di Beilona e sgridatolo , 
con la sua eloquenzu lo indusse a stor 
cheto. Di fatti ritornato al teutro ii 
popolo grandi applausi ed a g.ira 
co* cavalieri prodigo ad Oione. Da 
maggior meraviglia pero vien prcso 
chi legge che Quinto Ligario accu- 
lato per essere stato nemico di Ce- 
sare , Cicerone ne prese la difesa e 
che Cesare fermo in volerlo condan^ 
nare volto a' suoi amici disse : e 
gual cosa ci oieta mai , dopo tanto- 
tempo ) t udir Cicerone ^ essendo per 
aitro ben lunga pezza cJie qucl mal' 
vagio uomo e nemico i gia stalo net' 
f animo mio condtinnato? Ma tale fu 
fora&ione di Cicerone , che Cesiire 
eommosso al senlire far motto della 
battaglia di Farsaglia si scosse tutta 
la persona e gli caddero di mano 
alcune scritture e coutro la propria 
Yolontli si vide costretto* assolvcre 
Ligario. Cicerone fu assai ambizioso 
cd iogordo di gloria , non avendo 
onta di fare in seuato e nelle assem- 
biee del popolo le proprie lodi ^ |pe- 
ro lungi dulP invidiare la gloria al« 
trai lodava al soinmo gli uomini va* 
lorpsi e de^ tempi passati e suoi con* 



9» 

temporanei. II suo nalurale faceto 
flegenerando in maldicenze gli pro<« 
curo molti nemici. Non accet(6 mer- 
cede o dono per le avvocherie e 
disprezz6 le ricchezze dandone chia- 
rissime pruove bcHo esercizto delle 
8ue carichQ vifiutando anche i doni 
da' Siciliani: e daL re di Cappadocia. 
La prima edizione di tulte le sue o- 
pere edi Btiiano »49^ ^ *499i 4* ^^^* 
in fol.Quelludi Venezia, 1 555-36^37^ 
4 vol. in fol. k aoohe rarissima. 

CICERONE ( Qiiinto Tullio )y 
nacque ad Arpino e fu fratelio del 
precedente. Fu noo meno dotto dek 
ffatello e maggior parte delia sua vi» 
ta men6- tru i libri neila villa pater- 
na. Avea una scelta biblioteca di 
greci e latini autori e che aument6^ 
allorch^ fu luogotenente di Cesare 
nelle Gallie e ne incaric6 il fratello> 
Marco. Occiipo ie cariche di que- 
slore , di ediie e di pretore a Ro- 
ma , di propretorc neirAsia , di le- 
galo di Gneo Pompeo in Surdegna ^ 
di luogotenente di GiuliaCesarc nel- 
le guerre delle Gallie e della Bixttu*' 
gna e di suo frutello Marco ncl pro- 
consoIatO' della Ciiicia. Fa moltO' 
dotto e lo stesso IV&rco predicava la 
suu profonda e varia dottrina , fift> 
anche celebre poeta e supem tutti i 
contcmporanei. Alcuni frammenti del- 
le siie poesie si leggono nel Corpus^ 
Poetarum di IViaittaire. Scrisse in i^ 
giorni qtiattro tragedie e compose- 
im poema sur la spedizione di Cesa- 
i*e nella Brettagna , di cui Marco sua 
fratello ne loda il disegno e dieees- 
serne incantato dalle vaghe descrizio- 
ni. Compreso nella infame nota di 
proscrizione del TYiunnfirato fu truci- 
dato col figliuoloalla et^ di SSanni.. 

CIFFaNELLI ( Clemente ) , na^ 
cque in Atripalda e fu dotto dome- 
nicano. Scrisse : i^ De Praedicatio- 
ne naturali , et per se singulari , de 
%eipso , in quo Porphirii , Gaetani , 
et D. Tliomae sententia explicatur y 
et defenditur. a** Jn quodUbet a Fi 
Nutaks Henfoei» 5® Index copiosusm 



100 

CILENTO ( B^ardino dal ) , si 
dislinse neli* ordine cappuccino per 
virtii e si morl nel i586 di 63 an- 
ni. Scrisse : Italice Enc/uridioH reii- 
giosae perfectionis. 

CIMAGLIA ( JNatale Maria) de*ba- 
roni di Boiano nacque a Viesti il 
lo febbraio 1^55 ed alta fania si 
acquis(6 nel foro napoletano. Fu go- 
vernatore di Pontecorvo, (iscale del- 
V Ezianda di Caserta , indi Cominis- 
sario di Carapagna c vicino ad esse^ 
re innalzato al ministero di Grazia 
e Giustizia. Mu essendo egli dipoca 
politica e d'indiscreto :^eIo , que^ 
cbe temevano esser da lui smasche- 
rati in tali accuse lo intiigarono y 
che appena pote risultare innocente 
dietro ri^roso giudizio. Alla fine 
giubilato dal suo impiego si ritird 
a Foggia dove si mori nel maggio 
del 1799. Di lui abbiamo : i"* Le 
Antichita dL Vcnosa in purgatissimo 
klino , 2® Alh^gazioni per rivendica- 
re i dritti dei regno sopra le chiese, 
5" Riflcssioni poMche , 4' Vuri opu* 
scoli^ 4 ^ol. 5** AllegQiiQni ^ &* Di- 
scorso sopra le lerre di Capitanata. 

CIMAROSA ( Domeoico ) , nacque 
ad Aversa nei 1764 da poveri geni- 
tori e di sette anni rimase orbo del 
padre. La vedova infelice manoando 
de' mezzi di sussistcnza io raccoman- 
do ai suo confessore che tra i mo- 
naci antoniani dicevasi P. Porzio ed 
era organista dei roonastero. Quei 
buon uomo lo raccolsc prcsso di se 
e io inizio nelle lettcre , ma scor- 
gendo nel fanciullo ii grande genio 
^ per ia musica lo amniacstro ne'prin- 
cipi musicali , iodi io fece ammette- 
re nei coUegio deila Madonna di Lo- 
reto ed ebbe a maestro ii iamoso 
Fenaroii. Alto levatosi ii nome suo 
fu richieslo diille piu ragguardevoli 
corti di Europa. Caterina H lo vol- 
le in Russia in quaiitli dt composi- 
lore e maestro di camera e dei tea- 
tro imperiale , ivi grandi riccbczze 
cd onori ottenne c V imperadore 
Paolo L gli tcune al fonte ii bam- 



bino di cui si tgravo la mogKe e che 
cliiam6 del sua nome. Alla oorte di 
Vienna fu con V annua pensiooe di 
12 miia ducati , ivi compose il iuo 
Ciipo iavoro ii Matritnonio srgreto e 
tunto ne restd preso i* impevadoref 
ohe volLe st replicasse inferamento 
ia stessa sera e regalo a Cimarosa 
Soo doppie di oro napoletano* Nel 
passare per la Polonia quel re lo 
volle aila sua mensa e lo regal^ di 
ricchi doni« Finalmente ai morl a 
Padova il giorno 1 1 gemiaio 1 801 
pianto da tutte le naziooi. 

CIMINQ ( Gio. Pietro ) , oelebre 
letterato calabrese, fu discepolo del 
fumoso Giano Parrasio e volie cam^ 
biare il nome suo con quelio di Gia« 
no Pierio. Percorse V Italia ovuoqae 
dando di se aite pruove dt sapere. 
Le siie opere andarona perdule* 

CINOMACO detto di Turi sua pa- 
tria , fu eccellente fllosofo del auo 
tempo e scrisse : De P/iilosophorum 
opinionibtts, 

aRILLO ( Niccolo ), celcbre me^ 
dieo , nacqiie a Grumo nel settembre 
dei 1671 ed in Napoli ebbe a roa&t 
stro il famoso I^ca Tozzi« Nei 1691 
detto con fama ed ammirazione iuiU 
versaie medicina, filosofia e geometria 
in propria casa, nel 1G97 suppU Tozii 
nelia cattedra ed al suo ritorno occu^ 
p6 queiia di sostituto. NeL 1706 eb» 
be la cattedra di fisica neila nostra 
universit^ e fu noininato loedioo pri<^ 
mario deilQ spedale degl' Incurabiii. 
Fu anche profondo botanico e for^ 
m6 in sua casa un ricco orto cho 
super6 queilo di Schisano. Nei 1717 
gii fu conferita la cattedca primac 
ria di medicina ed il re Vittorio 
Amedeo io voile presso di se in quali- 
tii di medico ordinario con larghissi- 
mo stipendio da fissarsi dolio stesso 
Ciriiio j ma egli non volle abbaiH 
donare la patria. Socio deli* accade* 
mia di Londra prescdula dal famoso 
Newton , ebbe V iucarico di scrivera 
r Ffftmcridi Meteoroiogichc del Cielo 
Napoletano e ue ripor>d larghi apr 



pbiusi e lodi. Scrisse anche per 
cpiella socieUi e con \o stesso succes- 
so due dissertazioni una sui* Pacqua 
fredda oelle febbri ^ 1' ahra sul ter- 
remoto del 1.75 1 fd entrambe furo- 

00 tnserite nelle Transazwni JngUcO' 
ne. ITiaalmente con dolore dell' uni- 
^rsale si mork nel 1734» H famoso 
Fraocesco Seruo fu il suo prediletto 
discepolo. 

Cl^lLLO ( Bernardino ) , nacqoe 
all^ Aquila ed a Napoli vesti abito di 
cbiesa. Si trasferi a Roma e fii no- 
nioalo protonotario e segretario apo- 
tlolico ed altri impieghi ottenne. Si 
morl nel 1 5^5 e scrisse : i.Jnnali delta 
ciiia diAquila coii'tsioria del suo iem» 
/Ni Roma^i 570. 3. Transumpium non- 
mtUorwn phviiegiorum hospiiaiis S. Spi- 
riius in Saxsia de Urbe. 5. discorsoj 
oppero iraiinio deila Sania Cappeiia 
iS Loreio ec. 4* £iogia nonnuHorum 
ptrorum iiiusirium cipiialis Aquiiae. 

aaiLLO ( Giuseppe Pasquale ) , 
oacque a Grumo nel 1709 ed in breve 
acquisto fama di celebre giureconsulto. 

01 soU 1 8 anni insegn6 dritto in sua 
casa e fu leltore straordinario nella 
Universit^.Di anni ao ottenne percon- 
corso la cattreda di dritto canonico, 
iadi a poco quella delle leggi del re- 
gno • nel 1747 quelle del codice , 
del dritto di natura e delie genti. 
pnMDOsso alla fine a primario pro- 
fetsore di diritto civile , compose 
quelle celebri lezioni cbe disse maic 
rre. Esimio oratore e filosofo si diede 
a| foro e fu V aromirazione di tutti , 
fii socio di molte accademie e riscosse 
gli applausi dal rinomatissimo Giam- 
battista Vico. Nel 1776 fu a Roma 
dove Papa Pio Yl lo accolse amerevoi- 
meote e T onoro della soa stima io- 
tmttenendosi spesso con iui io dotti 
discorsi. tla fatto ritoroo a I^apoli si 
morl il 20 aprile 1 776. Di lui abbia- 
mo molte opere e le principali sono: 
I* Jnsiiiuiionum civiiium commeniarius 
perpeiuus , a. Ze istiiuzioni canoniche 
3* Una Coiiezione di comenii iaiini ^ 
4* Aiiegazioni e consuid legaU , 5. 



101 

Osserpazioni sui fibro de^difeiii Mia 
giurisprudenza di Ludovico Anionio Mu» 
raiori j 6. Orazioni funebri^ latineed 
italiane , 7. Disseriazioni ed opuscoU 
varl, 8. Lc nozzc di Ercole e di Tebe 
compouimento drammatico , 9. Ji 
Ao/mo commedia, 10. Le soreiie com- 
media , 11. La Marchesa Casiracani 
commedia. 

CIRILLO (Domenico), nacque a 
r^apoli il iQaprile i^Sg e nipote del 
celebre Niccold. DivenPe sommo nel- 
Parte saJutare ed ereditd da suo zio 
Sanle un museo preziosissimo di storia 
naturale che parte avea fatto del tanto 
famoso museo delllmperato e che Sao- 
tt^ e Domenico coosiderevolmente ar- 
ricchirono. Ebbe ancora un orto bo- 
tanico ordinato nel sistema del Tour- 
nefort e che egli poi ricompose nel 
sistema sessuaie del Linoeo. Questi 
preziosi musei con religiosa venera* 
zione erano visitati in casa del Ciriilo 
da Ascanius e da Murray celebri alunni 
di Linneo. Que' dotti cadevano in gi- 
nocchio e baciavano si prcziosi monu- 
menti come ricordano con entusiasmo 
nelle loro opere. Ma quel museo e 
queir orto che destava la venerazione 
de^ primi naturalisti di Europa , nella 
sera del i3 giugno 1799 fu distrutto 
e roesso a fuoco dalla sfrenata plebe. 
Nel 1760 Domenico CiriUo ottenne per 
concorso la cattreda di botanica nella 
regia Universitiifnel i^^^queila dipa- 
tologia e materia medica. Egli non solo 
discopriva i segreti della natura^che ne 
disegnava egli stesso le tavole e gran 
parte ne incise. Portatosi a Londra 
gii fu fatto il ritralto e fu messo nel- 
la galleria degli uomini iliustri. Nei 
1799 fu impulato di ribellione ed il 
99 ottobre di queir anno perd^ ii ca- 
po convinto di fellonia.Nelson, dicesi, 
gli voleva far grazia purch^ la doman* 
dasse, ma Cirillo non vqlle umiiiarsi a 
loi. riel i855 il ritratto di Ciriiio 
veone inaugurato con solenne ceri- 
monia nella sala clinico-medica deila 
regia Universitii di Piapoli. Le sue 
principaii opere sono ; i. Traduiio» 



loa 

ne aUe uiiiuzioni botaniche ^ t, De- 
gli essenziali caratteri di akune piante 
3. Tapole elementari di boUoica e della 
filosofia della botanica, 4* Pionte piu 
rare del Regno di Napoli , 5. EntO' 
mologla napoletana , 6. La monogra' 
fia del Ciperus Pdpyrus , 7. Osser- 
pazioni intorno alia lue venerea, Ci- 
liilo partecipando alcune sue scoperte 
al celebre Linneo , quel principe 
de* botanici ne form6 un genere dl 
piaote e ad onore dello scopritore 
le disse Cirillia. 

CITO (Carlo), celebre giurecon- 
iollo, nacque a Rossano nel i636 e 
nei 1696 fu nominato consigliere di 
S. Chiara. Si mori nel 171^ e fo 
iocio delP accademia degl^ Infuriati, 

CITO (Baldassarre) , figliuolo del 
precedente, nacque a Napoli nel 1 6gS 
€ si distinse nel foro. Di anni ^5 fu 
dal governo austriaco nominato udito- 
re degli eserciti nel nostro reame , 
indi giudice della G. C. Cirile e 
Re Carlo Borbone lo cre6 consigliere 
nel S. R. C. , Capo-ruota della G. 
C» Criminale , iiscale della suprema 
Giunta di Stato , presidente delia real 
Camera della Sommaria , presidente 
del tribuoale della real Dogana di Fog- 
gia , luogotenente della Sommaria ed 
ia lale oircostanza ottenne il titolo di 
marchese. Nel 1 763 fu presidente del 
S. R. C. e delU C^imera di S. Chiara 
c nel 1776 re Ferdinando IV di Bur- 
bone lo nominb alla Giunta degli a- 
busi e poi capo delU Giunta di Stato. 
Ma eompito il centesimo anno di siia 
ctJi cerc6 ritirarsi duUe cariche per 
meoare tranquilli i rimanenti giorni 
di Siia vita ed il re lo nomin6 Con- 
tigliere di Stato in esercizio. Final- 
mente di anni 102 e pieno di meri- 
li si mort nel 1797* Ee Ferdinando 
di Borbone lo ascrisse al seggio di 
Fortanom. 

CIVITELLA ( Diego ) , nacque in 
Napoli e si distiose nella giurispru* 
densa. Dt lui abbiamo : Delle con* 
metudini di NapoU^ NapoU, 1785,10 4- 

GLAaiTIO ( OtUTto ) I naoque a 



Tropea e fu celebre giurecoosulto. A 
Messina gli fu conferita la cattedra di 
dritto canonico e quella di dritto feu- 
dale. Si roorl nel 1600 e scrisse : 
Commentarius super Uteris , De re* 
script, 

CLARO ( Gio. Antonio ) , celebre 
letterato del XVI secolo, nacque ad 
Eboli e passalo a Venezia si acquist6 
alta fama di dotlo e fu in letteraria 
corrispondenza co* primi iogegni di 
quel tempo 

CLAUDIO ( Giovanni ) , celcbre 
giureconsulto , nacque a Pianella e fu 
tra primi letterati di quel secolo. Si 
mori a Venezia verso la meta del 
XVI secolo e scrisse : 1' Consilia Duo 
Feudalia , 2* De Commodis Possessio- 
nis , 5^ De augendo , tucndoque im- 
perio, 

CLAUDIO, filosofo epicureo, na- 
cque a Napoli ed ^ conosciuto pel suo 
trattato. De Abstinentia. 

CLCANTE , nacque a Taranto e 
fu celebre improvvisatore. Tutti i suoi 
discorsi li faceva in versi cd era piu 
facondo ne^ conviti. Alcuni suoi versi 
si leggono presso Ateneo. 

CLEOMENE , nacque a Reggio e 
fii poeta ditirambico. Scrisse: 1* /Ife* 
leager poema , 3^ una Lettera ad A« 
lessandro Magno. 

CLEZIO , nacque nella Lucania e 
fu prode guerriero. Iii Siciliu nelP e- 
sercito di LucuUo comand6 600 ca- 
valli al tempo della guerra servile e 
si distinse altamentc per perizia nel* 
Tarte militare. Nd minor fama si a- 
cquist6 nella guerra sociate alla tcsta 
de' suo Lucani. 

CLINIA, nacque a Taranto, fu ce- 
lebre filosofo pitagorico e contempo* 
raneo di Filolao e con alto onore fu 
tenoto in Eraclea. Avvezzo alla tol- 
leranza non mai fu veduto alterarsl 
o impazientire per qualunque sinistro 
o ingiuria gli fbsse fatta. N^ meno 
cra il rispetto che portava agli Dei, 
contentandosi piuttosto pagarc tre ta- 
lenti che giurare. Le opere di que- 
sto fiiosofo furoao dbpcrse dal tompa 



e Don ci restano che alciini frammenti 
liella raccolta di Enrico Stefano. 

CLUV£2#I0 , nacque nclla Lucania 
e fa ono de^piik valorosi duci della 
guerra sociale. Presso il Sarno cbbe 
tanto ardire da piantare i suoi allog* 
giamenti tre stadi da quelli di Silla , 
il quale fu preso da estreraa vergo* 
gna. Ma ammutinatisi i propr! solda- 
ti lo presero per menarlo prigione a 
PompeO) allora il suo servo per libe-» 
rarlo da scherni e dallo slrapazzo lo uc- 
dse^ indi si trafisse col medesirao ferro. 

COCCORANTE ( Leonardo) , ce- 
lebre pittore di paesi e di marine , 
nacque in Napoli e fu scolaro del 
Solimena. Fu eccellente spezialmente 
nelle iredute e chiari di luna. 

CODA ( Marco Antonio ) , nacque 
a Foggia e si distinse nella giurispni* 
denza. Di lui abbiamo : Breve discor^ 
so del principio , privilegt ed isiruzio- 
m della regia Dogana , Napoli, 1678. 

COLA ( Gennaro di ) , celebre pit- 
tore j nacqtie a Napoli circa il 1 32o 
e si moH nel iZjo, Fu discepolo di 
Maestro Simone e dipinse ad olio. I 
siioi dipinti sono pieni di accuratez* 
-xa , di grazia , di espressione , con 
prospettiva e chiaro-scuro ben dato. 

COLELLA ( Bernardino ) , celebre 
letterato , nacqne a Specchia e scris- 
sc : De Mundi creatione juxta ArlstO' 
ttUs Sententiam^ Padova , i585, in 4» 
, COLLE ( Gio. Yincenzo ) , rino- 
nato iilosofo , nacque a Sarno ed iu- 
aegno con gran successo filosofia. Si 
moii nel i554 e scrisse : 1** Destrac' 
th deitractionum Baidovini^ quas qui' 
dem destructor adimplevit , Napoli , 
i554 ) in 4* ^^ Quaesita Duo Cogi- 
eaUa^ Napoli, j56i , in fol. V^ Hie- 
ronjrmi Balduini de Monteardao Phi- 
losophi ceieberrimi exposUio super pro^ 
logum magnae commentationis Ai*errois 
Cordubensis Libri postrriorum Anaiy^ 
ttcorum Arislotelis, 

COLLETTA ( Pietro ) , nacque e 
Napoli il 33 gennaio 1775 e si dic- 
de alle lettere. Nel 1796 si ascrisse 
cadetto nel corpo di arliglieiia e per 



103 

cssersi distinto nella gaerra contro i 
f rancesi nel 1 798 , ottcnne il posto di 
ufiGziale. Partigiano poscia della repub- 
blicaNapoletanarovind con quellapue- 
rile fantasmagoria e fu cacciato in car- 
cere ed a forza di oro sfuggi la morte. 
Cassato dalla miiizia si fece ingegniere 
civile ed assisteva al disseccamentodel- 
le paludi deirOfanto.Alritorno de'fran- 
cesi in Napoli Giuseppe Buonaparte 
lo restitui nel suo grado* Militd sotto 
Gaeta e nelle fazioni di Calabria e 
sperimentato in goerra difficile pia^ 
cque al ministro Saliceti, il quale gli 
ottenne il favore di Gioacchiao MuraC 
du cui ebbe f incarico della impresa 
di Capri. Presa queir isola Colletta 
fu promosso a tenente colonnello ed 
ufiGziale di ordinanza di Murat. Fu 
adoperato nelle imprese 1e piili difiScili 
e S|)edito in Calabria Ultra per rior- 
dinarla secondo le leggi francesi. Ao- 
corapagnb Murat nella tentata impresa 
della Sicilia e nel 1813 fu creato di- 
rettore de^ ponti e strade col grado 
di generale. Diresse le strade di Po* 
silipo , del Campo di Marle , la gran- 
de di Calabria e molte altre che in* 
cominci6 a tracciare. Nel 18 13 pass6 
allu direzione del Genio militare , 
ncL 1814 fu norainato consigliere di 
Stato , nel 1 8 1 5 combatt^ con quat- 
che lode contro gli Austriaci sul 
Panaro, soslenne per qualche tempo 
le veci di maggior generale sur tutto 
V esercito e quando ogni cosa fu per- 
duta , and6 per Gioacchino negoziato- 
re a Casalanza. Re Ferdinando IV al 
riacquisto del regno lo conservd nel 
suo grado , gli diede il comando di 
ima divisione militare che risedeva ia 
Salemo e torn6 al comando del Genio. 
Nel 1 820 fu inviato in Sicilia coman- 
dante generale delle armi napoletaoc 
con tulta Ptfutoritli di regio luogotenen- 
te e dopo due mesi composte le cose 
deir isola fece ritorno in patria, dove 
fu sur le prime aggiunto , poi sosti- 
tuto al Parisi nel ministero della gucr- 
ra. Allorche Pordine pubblico fu rein- 
trgrato in Napoli, CoIIetta chiarito reo 



\'i''' 



104 

di fellonia h caccialo ptigione ncl Ga- 
stello di S. Ermo e dopo tre mesi me- 
tiato a Trieste e coofinato a Bninn in 
Moravia. Minacciato dal morbo che 

10 ridusse alla tomba gli fu dalla de- 
menza del Sovrano commutato il con- 
fine in esilio a Firenze dove giunse 
nel marzo del 18^3 e si morl il giomo 

11 novembre i83i. Di lui abbiamo 
una Storia del reame di Napoii dal 
1734 al 1825. 

COLOMBO ( Agostino ) , celebre 
Teterinario, nacque a Sansevero e per 
la soa valentia nel curare i cavalli re 
Ferrante I di Aragona lo nomind me- 
dico delle stalle reali. Si mori a Na- 
poU nel 1^8 1 e scrisse : De Medi' 
cina Equorum, 

COLONNA ( Girolamo ) , nacque 
a Napoli nel i534 <lalla nobile fa- 
niglia di Roma che percid si diceva 
Colonna romano. Fu assai dotto nelle 
lingue antiche e nelle lettere , rac- 
colse con molta cura una libreria di 
aSoo Tolumi , con gabinetto di sta* 
tue e di medaglie ed una galleria di 
eccellenti dipinti. Si mori il 3 apri- 
le i586 e scrisse: i® Q. Ennii Poe* 
tae vetastissiml , qttae supcrsunt Frag" 
menta ab Hieronymo CcAamna con- 
qnisita^ disposita^ ct expUcata ad loan^ 
nem fiHum^ Napoli, iS+t", in 4» 2® 
Poesic varie, 3** Raccolta dt proverbi, 

COLONNA (Fabio) , celebre na- 
turalista e botanico , nacque a Na- 
poli nel i567 e si morl versoil i65o. 
Si rese famoso in Italia e fuori. In- 
Tentd uno istrumento musicale che 
disse Sambuca Lincea armato di 5o 
corde. Le sue opere sono: i* Plan- 
tarum atiquot , ac Piscium liistoria con 
figure incise da lui medesimo , N<ipo- 
li , 1 592 , a® Minus rognltarum ra^ 
riorumque stirpium^ itemque de aquati- 
libus aiiisque nonnulU animaiibus tibcl- 
ias 1610-1616 , Roma ^ 3"^ Comento 
deHa storia naturale del Messico , 4^ 
Note sopra le piante americane del' 
P Hernandes ^ Roraa , i65i , in fol. 

COLONNA ( Vittoria ) , nacque a 
Napoli e si rcse celebre in poesia. 



Di lei abbiamo delle Hime che iuiH»* 
no pubblicate con la esposizione dl 
Rinaldo Corso e poi nuoTamente date 
alla luce dal Ruscelli , Venezia 181 5. 

COLOVRARO ( Giulio ) , nacque a 
Squiilace e fiorl iiel XVI secolo, fu 
segretario del Duca di Nocera e Ter- 
sato nelte sdenze e nella poesia vol'* 
gare. Di lui abbiamo delle Bime. 

COLUCCI ( Giovanni ) , nacque a 
S. Pietro in Galatina e si morl nel 
1 568. Fu celebre poeta latino e vol- 
gare. ScHsse un volumc di Bhne e 
{ii Epigrammi. 

COMERCl ( Paolano Maria ) « cd- 
lebre giureconsulto , nacque in Pran- 
cica il 17 ottobre 17^4* Occupd Tarie 
cariche ecclesiastiche e si mori nel 
i8o3. Di lui non abbiamo che delle 
erudite allegazioni. 

COMINALE ( Celestino ) , celebre 
medico , nacque ad Uggiano il ng 
ottobre tji^ ed ivi si mori nel 1785. 
Fo versalissimo nella filosofia , nella 
fisica , nelle matematiche , nella me^ 
dicina , nelP astronomia , nelU bota- 
nica e percorse le Universitli di Ro* 
ma , di Bologna , di Pavla. Insegnd 
medicina nella Universitli di NapoU 
e scrisse: i* Coeiestini Cominaie An^ 
tlnewtonianismus , in quo de coiorlbas 
systema ex propribs gcometricae eper* 
titur , Napoli , 4 ^ol. 17^4 , a* ^" 
storia Phjsica Medica Epidemiae Nea^ 
poiitnnee anni 1 764 , Napoli , 1 764 9 
3* Praelectio accademica de Lentibui 
ec. Napoli , 1769 , 4 ^o^* 

COMPAGNO ( Scipione ) , celebrc 
pittore , nacque a Napoli e fu scola- 
ro del Falcone. Amico e condiscepoio 
di Salvator Rosa lo accompagnd a 
Roma ed allorchc; quello portl per Fi- 
renze egli fece ritorno in patria. I 
siioi dipinti di marina e di paesi sono 
assai bclli, 

COMPATRE ( Pietro ) , nacquc a 
Napoli e fu insigne |K)eta , si mort 
di anni 5i nel decembre del 1^09 e 
tulti i letterati ne piansero 1a perdita. 
II celebre Pontano gli dedicd il sno 
libro intitolato Tumuioram e gU scris- 



Wt ropitaflio od ii rtnoroato Saiina^a- 
ro ollre avcrlo lodato ne piansc ama- 
iramente la morCe ne'suoi EpigrdmmL 

CONGA ( Francesco da ) , dotto 
cappuccino e riaomato oratore. Fu 
litto schiavo da' tarchi mentre passa- 
Va a Palermo. Si mori nel i584 e 
scrisse la relntione della sua schiavitu. 

CONCA ( Sebastiano ) , nacque a 
Gai^ta nel 1680 e fa celebrte pittore» 
Kbbe a macstro in Napoli il rinoma'* 
tiulao Solimena, tndi pass6 a Ro- 
ina , f a ascritto aiV act^demia di S» 
Loca ed an^ altra ne istituk , nelia 
q«ale diresse tl disegno del nudo. 
II cardinale Ottoboni fu il suo mece^ 
nale e gl( otteune il favore di papa 
Glemenle XI. Dipinse in S. Clemente, 
fn S. Oiovanni Laterano , in Polo'' 
nia, in Salamanca, in Monte CasinOk 
A Siena lavord la famosa tribuna nel- 
la chiesa di S. MaHa la Scala e fatto 
ritomo tn Napoli ritrasse nclla cbiesa 
di S. Chiara sotto U sofBtUi il Sal- 
miMia earotanie innaHzi F arca del te- 
Miflfnento. Oih di anni antlco si gode- 
tra giomi tranquilli in patria , allor^ 
xhh re Ferdinando IV di Borbone 
lo volle a dipingcre nel real palazto 
di Caserta e compito il lavoro fu di*> 
chiarato nobile con tutta la sua £a- 
Boglia ed ascritto nel primo ordine 
deUa nobiltii di Oaeta» Finalmente di 
aooi 90 si morl in patria nel 1779 
carico di meriti e di gloria. tl suo 
dipinto era deciso e non incerto e 
ftl de' 12 grandi artisti chiamati a 
liapoli da Filippo V per dipingere le 
gerte del figliuolo. 

CONFORTl ( Francesco ) , cdebre 
giureconsulto e teologo , nacqiie a Na- 
poli ove lesse privatamente teologia 
e diritto , e nella K. UniTersilii la 
Storia de'Concili. Egli che uomo dot- 
tistimo era scrisse e con fon» contro 
le pretenzioni di Roma per la chinea, 
mn que' scritti andarono perduti. Im- 
proTvidamente s' implic6 nella rivolu- 
ftione del 1 799 e nella frenesia deila 
coti detta repubblica Napoletana e 
pcrdo cacciato in carccre. Narrasi che 



Speriale, giudice della Giunta di Stato^ 
largl promesse e favori al Conforli 
perche ricomponesse quelle sueopere 
suUa Chinea e che il Conforti senza 
risparmiarsi un istante lavor6 giorno 
e notte per vendicare le ragioni dcl- 
r impero. Ma o che ci6 sia falso o 
che Speziale si pentisse delle sue in- 
considerate promesse , Conforti fu 
condannato nel capo , che pochi giorni 
dappoi perd^ sul palco. Si linno di 
lui : I • JOi Tfieologiam et Divinam M" 
eonomiam volumen parascevasticum , de 
P^eritate Retigionis C/iristianaa ei Theo^ 
hgicis tocis , Napoli 1771 iu 4*- ^» 
Anti»Grotius 9 qui compisctitur Prolu'* 
sionem et Rxercitationes XII tolidem 
Grotinnis capitibus ( De imperio sum- 
marum pottstatum circa sacraj oppo* 
silus ^ Nupoli 1780. 5* Exercitutio 
tritica in BlondeUum» 

CONFORTO ( Gio. Battista ) , ce- 
lebre archiletto , nacque a Napoli e 
costrul dalle fondamenta la chiesa di 
S» Severo ed il coovento fii fabbri* 
cato sul suo disegno. 

CONIG£R ( Antonello ) , nacque 
a Lecce e si morl nel i5ia. ]E co- 
nosciuto per una Cronaca scritta dal 
9^8 al i5i3 , Brindisi , 1700. mn 
difibrmata dagli editori. II celebre 
Gio. Bernardino Tafuri la corresse e 
corredatala di i85 note la diede alio 
stampe. 

CONTICELLIS ( Gio. Angelo de ), 
celebre mcdico e nativo deirAquila. E 
conosciuto per le seguenti opere: i** 
Practica rationaUs de jnedendis mor* 
ins per causas , et signa , libros tres 
percurrens , o? Praxis medica Rosa 
Angelica dicta quatuor tibris distincta» 

COPPOLA (Gio. Carlo), poetae- 
stemporaneo , nacque a Galiipoli nel 
1699 e vesti abito di chiesa. II duca 
di Ossuna vicer^ di Napoii lo voUe 
presso di se in qaalitii di poeta di 
corte , ma indi a poco abbandonando 
la reggia per vivere in solitudine strin- 
•e amicizia col famoso Campanella 
che segui a Firenze dove diede allc 
stampe regregio poema sacro: Mu" 
14 



f 



m 

ria Conettta , i6?>5 , ^n 4- c1ic gli 
acquistd il noine di Tasso sacro. Fer- 
dinando II gran duca di Toscana lo 
ToUe a corte , 1' onoro e gli asse- 
gn6 ricca pens^one. Papa Urbanolo 
CTfd Tescovo di Muro nei i645 ed 
ivi «i iQori nel i65a« Di lui abbia* 
IDO aocora ; i® ^ozze degli Dci , com- 
niedia , 1607 , i^ Cosmo ossia t h 
talia trionfante poema sacro , 1 65o , 
3** La yerita smarrita nssia il Fitoso" 
fo illuminato , 16 5 1 , in 4* 

COPPOLA ( Galcolto), nobile na- 
poletano , fu versato nella lingiia gre- 
ea , Iftlina ed italiana ^ nella filosofia 
e teologia. Scrisse molte erudile ope- 
re. 

COPPOLA ( Coluccio ) , celebre 
giareconsulto e cavaliere napoletano. 
Per la sua dottrina nel 1 5 1 1 fu no« 
minato regio consigliere e scrisse ; 
I* Super Consue, Neap, Commen. , 
%* Allegazioni. 

COPPOLA ( Coiite di Sarno Fran- 
ce»co ) , nacque a Napoli di nobile 
lamiglia , ma povero. La necessitli lo 
fece d^re al negozio ed in breve si 
acquisto noroe celebre nel comraer- 
cio. Re Ferrante 1 di Aragona allo- 
ra lo voUe per regolare tiilti i traf- 
fichi e le industrie del regno ed egli 
tosto ricchissimo divenne e potentis- 
simo.f*u introdoUo nel consiglio regio, 
compro il contado di Sarno , raoHe 
navi ed altri crediti acquist6in Levante 
ed in Ponente. Alla testa di buona 
arroata libero Otranto da^turchi nel 
148' ) tn<^i ^ isola di Rodi. Fu uno 
de^ principaU istrumenti deUa congiora 
de* baroni. La soa ambizione in voler 
dare in rooglie al suo priraogenito 
la figUuola del duca di Melfi , iti la 
Mia ruina. La donzeUa come paren- 
te del re abitava la reggia e stobiUte 
le nozze la cerimonia fu con ogni 
poropa preparata in Castel Niiovo , 
dove il conte di Samo recatosi coa 
i figUaoU e figliuole e menandoseco 
imincnso rasellame di oro e di ar- 
gento ed altre cose preziose , fu pre- 
so e eaceiato in prigione. Indi con* 



dnnnato nel capo fu eseguito il iS 
maggio 14B7 sul piano del Castel 
Niiovo. 

COPPOLA ( Carlo ) , celebre pilto- 
re , nacque a Napoli e fu scolaro del 
feimoso Falcone. Riusci di gran bo- 
me a dipingere battagUe , raa volen* 
do darsi bel teropo tutto ii giorno ^ 
la notte dipingeva a forza di lumi e 
ci6 lo fece in breve divenir cieoo. 

CORATOfJ ( Francescantonio ), 
celebre pittore eid architetto, nacque 
a Monteieone il i5 decembre 1671 
ed ebbe a maestro Zoda. Pass6 a Na* 
poli , indi a Roma dove invaghito pift 
del sistema di Michelangelo che* di 
Rafiaello , giunse ad imitarlo in qiian* 
to alla esattezza del disegno e delltf 
anatomia , ma il colorito , i drappi 
e la bellezza del Buonarroti 6 trascii* 
rala ne^ suoi dipinti. EssendoegK ric- 
co dipinse poro ed i suoi principali 
lavori sono : i^ i dipinti a fresco 
della Basilica di S* Leone Luca e di 
S. Maria di Gesu , i^ LMncoronazio* • 
ne della Yergine nella chiesa' di S* 
Maria degli AngeU , 3^ Lo sponsaK* 
zio di S. Giuseppe nella chiesa del 
Ges6 , ecceUente dipinlo , 4^ S« 
FiUppo neUa chiesa de^ Gerolmini ^ 
5° 12 grandissimi qiiadri nella cbie- 
sa di S. Maria di Gesu e ne* varl ton* 
di gli apostoU ed i profeti. Si morl 
a Monteleone il 10 giugno 1723. 

CORIGLIANO (Domenico), de* 
marchesi di Rignano , nacque a Ri- 
gnano feudo di sua famiglia. Riusd 
ecceUente nclla musica e fii delP in- 
clilo ordine GerosoUmitano. Compo* 
se molto in miisica ed in partitura , 
che gU acquist6 fama ed a proprie 
spese diede migliore sepollura al li- 
moso Pergolese che inonorato slavasi 
nel Duomo di PozzuoU. Si morl il 
23 febbraio i858 di anni 67. Fa 
socio di varie accademie d' Italia. 

CORNELIO ( Marcello ) , celebre 
poeta latino , nacqiie a Rovito e fti 
roori nel i582. Scrisse il poema: De 
Cristianorum victoria ad Echinodes 
Carolus Spineiiiu y qui in quatuor dh. 



pUus esi tibns^ Hapoli , iSSa , in 8. 

CORMELIO (Tommaso), celebre 
filosofb e medico , nacque a Coaen- 
za nel i6i4 e si moii a Napolr nel- 
i684*Fu nomiuato aUa cattedra di ma- 
tematiche e dt medicina della nostra 
Universitii e fu socio dell' accademia 
degl' Jnvestigaiu Delle scoperte di 
questo dottissimo medico si yalsero 
inolti stranieri spaeciandole corae pro« 
prie, roa che ora riconosciuti > pla- 
gS si rende la do¥uta gloria al no- 
stro Comelio. Pecquet gli rubd la 
sooTerta della forza elastica delfaria. 
WdUs e GUssonh queila del succo nu» 
tritixio , HaUer queUa della irritabi* 
lilil muscolare , Beaamour e Spailan" 
zam quella deUa digesdone degli a- 
iiimaU , Hunier ^ella del succo lat- 
teo contenuto nei goztfy de^colombi 
per allevare i colombini. Tutte le sue 
opere iurono in una complela edi- 
»one data in Napoli nel 1688. L'o* 
pera che piu di tutte lo rese cele- 
iire i : Proginnasmi Fitici , Venezia^ 
1664 ) in 4* 

CORIALE (Corrado ), celebregiu- 
reconsuito , nacque a Sorrento , pel 
suo sapere fu da Ferranle I di Ara- 
gona uomioato giudice della G. C. 
deUa Yicaria ed uditore del re* Scris- 
•e: De feudk. 

COROLLARO ( Marco ) , nacque 
a NapoU e si distinse altamente nel- 
le «rmi. Fu de' i3 iliustri itaUani che 
combatterono oel dueUo contro i 1 5 
francesi in Pnglia neL i5o3. 
, CORRADO ( Yincenzo ) , nacque 
ad Oria il 17 marzo 1734 da oscu- 
11 parenli e ia sua condiaione T ob- 
bligava a coldvare ia terjNi , ma la 
madrc lo robe a studiare nel semina- 
rio di queila cittii. Acquistatosi i'a^ 
leUo del principe di FrancaviUa , 
costai lo mend in Napoli dove lo die- 
de ai minislro Brancone in quaUlii 
di paggio di corsa, ma ind» a poco 
^lle vestire Tabito di laica celestino 
e iu caro a^ sooi soperiori. Percorse 
la Francia , la Spagna e \ Italia cd 
aUa aoppmsione degUordioi religio- 



XSSt 

si si diede ad educare- nobilf gioTa- , 
netti pe^ quali scrisse yarie opere dii 
educazione , di ciTill& e d' insegna-^ 
raenlo. £d a tale oggettO' scrisse : U 
mobile viaggiatore. Si mori il 4» ^^ 
vembre iS56< di circa io3 annf. Dt» 
lui abbiamo ancora: Fisiotogia degli a^ 
grumi , U Cuoco galanle cdr Ji Cre^ 
denziere (U Oiton gusto, Diede aUe stam«^ 
pe un erudito discorso sur la fabbri- 
cazione della seta e sul roodo di al*- 
levare i buclii , che gli ottenne d%> 
re Ferdinundo IV di Borbone la d^ 
rezione delie fabbricho di seteria nek 
real sito di S. Lcucio.. 

CORRADO{PietroMaroeUo), na^ 
cque ad Ona e fu- uomo^diitto, sag^ 
gio ed cloquente e versatissimo nella 
lingua latina. Si mori di anni 4o ncL 
1670 e scrisse : 1** Commontaria ad 
Horatium , a* Commentaria^ od VIU-^ 
brum Mneidiis^ Virgilii^. 

CORRADO ( Quiuto Mario ) , illu- 
stae letterato , nacque ad Oria nel 
i-5o8 ed ivi si morl nel iS^ti. Fii^ 
nolto dotto e neUo scriverc lati*. 
no tanto purgalo da non esservi clii> 
lo uguagliasse. Vestl abito di chiesa 
ed a Roma fu cliiamato dal Cardi- 
nale Aleandro in qualita di suo se« 
gretaria e dopo la sua movte pass6» 
al scrvizio del cardinale Badia» Poco»^ 
dopo- voUe ripatriaisi rinuaziando la 
carica di segretario del Condlio d»* 
Tnento. Di lui abbiaroo : \^ De Un- 
gua Uitina lib* XIL, Venezia , »669^ 
^** De copia latini sermonis j Venezia, 
i58a , 3'' J>e Diakctica , Roma , 
i567 , 4"* -^^ 6on€iiium Saicrnitamum 
Oralio ^ Venezia, i58i , 5^ JSpisio- 
larum libri Vlll , Venezia , 1 565 j 
&* Jdcives. Uritanos Oratio y Veno- 
zia i56i. 

CORRADa, re cH NapoU e di. 
Germania , naoque ad Andria ueL 
v^ii^ da Vederico II imperadore e 
loUnda (igliuoUi del re dhGerusalem* 
roe che si roorl nel parto. Nel la^^ 
suo padre io fece coronare re de^ 
Romaoi a Vienna e ncl liSi dopa 
avece a&todali gU afiari suoi deL re« 



108 

goo gennaoico cal6 in Italia per ri- 
dums ad ubbtdienza tutte le citt^ ri* 
bdlate contro di Ini. Nel iiSa diede 
nellc armi e ricuper6 buona parte 
delle terre perdute* Manfredi gli fu 
sur le prime caro^ per6 ne conce- 
pl gelosia in breve e lo privo delia 
maggior parte de* suoi stati ( Fedi 
MAHFBEDi). Sul finire di setterobre 
dei 1255 Corrado sMmpadroiil di 
I^apoli e fece spianare le sue belle 
mura,che meraviglia e scoraggiamento 
destato aTCano in Annibale e Belisario. 
Fapa Urbano IV chiamdCarlo d^Anjou 
conte diProvenza alPacquistodel reguo 
di NapoH e diSiciiia.Nel 1^54 Tesercito 
di Corrado venne alle mani con quel- 
lo del papa e furono morti 4ooo pa* 
palini. In quello stesso nnno si pre« 
]>arava a ripassare in Germania a)- 
lorch^ infermatosi Ticino a Lavello 
si mori il 3i maggio di morte na- 
turale come lo attestano scrittori con- 
temporanei ed imparziali e non di ve- 
leno apprestatogli da Manfredi coroe 
viene scritto da' storici Guelfi ncmici 
di ques^ ultimo. 

CORRADONE ( Matteo ) , dotto 
francescano , nacquc nel Cilento e si 
morl nel iSaS. Scrisse : Specuium 
Confessariorum j et lumen conscienliae^ 
Venezia , iSsS. 

CORREALE ( Casimiro ) , nacque 
a Sorrento nel 1702 e si morl nel 
1 774. Entr6 nelP ordine benedeltino 
a Monte Casino e si distinse per dot- 
trina. Versatissimo nella lingua gre- 
ca , ebraica e caldea e nella sacra 
scrittora , intraprese ona opera colos- 
sale che dopo molti anni di penosia- 
sime fatiche men6 a termine ed in- 
titoi6 : Lexicon Haebreo-Chaldeo-Bi" 
blicum ) guo commentarius etiam per» 
petuus , et clavis Sacrae ScripUirae con' 
tinctur, Appena fu annunziata una 
tanta opera per mezzo di un prodro- 
mo dato alle stampe, che immensi e- 
logS riscosse da tutli i letterati e gior- 
nali di Europa. Molti cardinali , pre- 
laii e dotti letterati d italiani , che 
oltremontani ToUero poilani a Moih 



tecasino per fare ossequio alPMUtore 
e restarono stopefatti nell' osseriMire 
fn sl grande lavoro piii dl cio si aii* 
nunziava ool prodromo. Altri leiterati 
di roolto grido che non potetono 
Irasferirsi in quel monnslero, con let- 
tere rallegraronsi con V autore pre*> 
murandolo ad arricchire la repobbli- 
ca letteraiia con sl degno &eritto. 
Quelle lettere d^' piu celebri letterati 
di Germania , di Franda e d* Italia 
si consorvano ncIParchivio di Monte 
Casino. II nome di C^reale saU taa- 
to alto ehe P accademia Oxioneuse 
nel 177^ dopo avergli diniostnita 
sentimenti di grande stima e chiama<« 
tolo DoctUshn» Homino Correaii , gli 
nmise un^opera Biblica che folea 
dare alle stampe perch^ tI dasse il 
suo parere. iVipa Benedetto XIV ia 
un punto controverso della Sacra Scril- 
tura ordin6 si fosse consultato il Cor- 
reale. 

COBREALE ( Gio. Battisla ) > ce^ 
lebre poeta volgare , nacqoe a Sor- 
rento e fiori nel XYI secolo. Scrift*> 
sc delle Bime, 

CORSIGNANI (Gpsare), nacqoe 
a Celano.e fu celebre poela e lette- 
rato. Si trasferl a Venezia abb&ndo- 
nando ta palria per T ingratitodine 
dc^suoi condltadini e molto onore^ 
revolmente fii dal Gontarini nomina<« 
tp suo segrelario. Nel 1600 cadde 
nel canale grande e miseramenle tI 
peri. Delle numerose sue opere ab^ 
biamo : Sacra Tragedia o Rapfresem^ 
tazione di S. €rsola , Venezia , 160Q 
in 4* 

CORSIGNANl , Vescovo di yeBO- 
sa , fu nelle lettere dotto e nelle oc^ 
se patrie molto versato. Qt lui aln 
biamo : Hegia Marsicana. 

CORSO ( Gio. Vincenzo ), celebre 
pittore , naoque in Napoli • stodi6 
con Gio. Antonio d' Amato , indi lu 
discepolo del Perugino. Tra i suoi 
belK dipinti i piu famosi sono: i^ 
La tapokt sopra ia porta di S. Lo* 
renzo piena di figore misteriose , ^^ 
U Cristo che porta Im trote sur h 



spaile in S. Domenico Maggiore nel* 
\m cappetla del Crocifisso. Si morl 
circa il 1 54^* ^llo e grandioso ^ il 
fuo compommento , decorose e bene 
alteggiate ne aono le figure* 

CORSUTO ( Pietro Antonio) , in- 
«gfie poela volgare , nacque a Na* 
peAi e risplende in lulte le accade- 
nie di qiiesla cittil. Compose Tarie 
rime ed un Itbro in cni nota i difet- 
li della. Commedia di Danle che in« 
lilol6 : // Capece cvvero le Riprensio» 
m 9 JDialoga^ ^Hpoii , iSga , in 4« 

CO^TESE ( Giulio ) , celebre let- 
lerato , nacqoe a Napoli e Testl abi* 
to di cbiesa* Fu molto dotto nelle 
•ciense e nelle lingue e si morl nel 
iSgS. Di loi abbiamo : 1* Orazione 
aile pofeme italiane per h soccorso 
deUa Vtga Germanica coniro ii 7>ir* 
co , Napoli , 1^94 9 in 4* ^^ ^^ ^eo 
ei Mundo ec. Napoli , iSqS , in 4* 
5^ Rime , Napoli , i588 , in 8. 4'' 
Mime parte II , 5^ Lettere al vescoTo 
di Vico Eqiiense , 6® Regole per fug^ 
gire i vizi delt Eiocuzione , 7* Awer» 
tmenti nri poetare , 8" Deit Jmitazio» 
m e delC Jnpenzione , 9** Eegoie per 
formare epitaffi , 10** Deiie figure , 
II* J>elP ingratitudine j 12^ Ji Gui» 
scardo poenui eroico. 

COKVINO ( Massimo ) , nacqne a 
liapoli e ia rinoraato legista ed ora* 
lore* Vestl abilodi chtesa e nel i5io 
Ollenne il Teseovado dMsernia d« 
impa Giolfo II , cbe indi a poco lo 
ioTid nunzio a Venezia. Papa LeOne 
X nel i5i5 lo chtamd a Roma per- 
ch^ assistesse al coiiciHo Lateranese 
in cui si acquist6 alto nome per sa- 
perei Piel 1^17 per ordine del pon* 
tefice recitd in qiiel consesso una 
dotlissima orazione per porre termi- 
ne «l coneilio. Creato nunzio aposto- 
Heo in Napoli , si mori ad Isemia nel 
iSba. Di lifi abbiamo Tarie orazioni, 

COSENTINO ( Giacomo ) , celebre 
pitlort napolelano del XVI secolo. 
th lui ci resta un solo dipinlo nella 
•agreslia di Montecalvario cbe e9prF> 
M «on mgine eU bamkino ed altct 



109 

figure. 

COSIMO Da Matbka , nacqne In 
quella citti e si norlr nel qSo. Que* 
sto poeta kidno compose de^Tersi 
che l' Ughelli inserl nelhi soa Jtalia 
Sacra. Di lui abbiamo ancora : Jfjrmr 
nus ad honorem SS* SjrnesU et T/teih 
pompi. 

COSTANZO ( Lelio di ) , nipota 
del celebre Angeio , nacque in Na* 
poli e fu rinomato poela Tolgare, Di 
lui abbiamo alcune Jlime, 

COSTAMZO (Fulvio), anche ni- 
pole di Angelo e natlTo di liapoli , 
fu giureconsulto e poela* Ci lasdo : 
1® alcune rime , i^ Commentario so- 
pra i Ire ullimi libri del Codice , 5* 
Aiiegauone nelP opera de' Diversorum 
jurisconsuitorum AHegationes. 

COSTANZO ( Gio. Butlista di ) 
nipote dei celebre Angelo , nacque 
a Napoli e si morl nel 1600. Scri»- 
se : 1** Eerum Ciiristi , 2^ I>e Sum' 
mo Deo , 3^ De rjus generali vicario 
romano pontifice ^ 4* ^^ 'J^ regno 
et ecciesia. 

COSTANZO ( Angelo di ) , signo* 
re di Cantalupo e cavuliere del seg- 
gio di PorlanoTa , nacque n Napoli 
nel 1607 fu somroo storicoe poe- 
ta. ColtiT6 le letlere Aolto il Poderi* 
co ed il Sannaaaro e per krro con* 
siglio intraprese a scrirere la storia 
del nostro regno. Appena incomin* 
dato aTca un tanlo hiToro che ilTi- 
cer^ D. Pielro di Toledo lo esilid 
dalla capitale, secondo alcuni, per es- 
sere riTaie con quello in araore. li 
Dostro Angelo adunqoe si rilird a 
Ganlalupo suo feudo ed ivi neli* ozio 
delle lettere dopo 53 anni di conti- 
nuate ricerche diede alla luce Za 
Storia dei regno di Napoii narramdo 
le coee di queslo reame dall» morlo 
di Federico II cio^ dal laSo fina 
alla origine dell» guerra eon Carla 
VIII re di Francia^ Tale ojyera ftf 
stampata per la prima Tolta ad Aqni- 
la nel i587 in fol. oggi raria8fma.£ 
inutile il numerare le sue edtzioni 
cbo niaBKrosissirae ne eUpeb-Sai( a»- 



110 

che in aUissimo nome dislingtienciosi 
nella poesia per alcune toe rime pub- 
blicate in un ▼olume. Invento una 
nuova forma pe^ soneld che gli dan- 
no una maggior grazia ^ finalmente 
alla et& di anni 89 si mori pianto 
dall' universale. Come storico gli ba- 
sta P elogio del Giannone che con- 
fessa averlo seguito in tutte le sue 
orme e che so?ente racconl6 gli av- 
'venimenti con le stesse sue puro- 
le ; come poeta poi ci6 che dice il 
celebre Antonio Ludovico Muratori 
nella peffeita Poesia : Cosianzo h po- 
chi pari nei soneito. Egii ingegnosa- 
menie argomenta , e con eguat feiici» 
th spiega e conduce sino ailafine tutto 
U raziocinio, Questo ingegnoso argO' 
mentare , questo dbtendere con tania 
graxia ed economia gii argomenii in* 
g^nosi costUuisce una particolare ma* 
nkra di poetare che essa i somma" 
mente beiia. 

COSTO ( Tommaso ) , naeque a 
Ifapoli e scrisse: Compendio deiUs i/o- 
ria di SapoU dal i563 at 1607. 

GOTOGNO ( Andrea ) , cronUu del 
XV secolo , nacque a Napoli e scris- 
se una Cronaca che spesso viene ct- 
tata da Bartolommeo Chioccarelli. 

COTRUGLIO ( Benedefto ) , na- 
cque a Napoli | fu versato nelie let* 
tere ed occup6 varie cariche nella 
corte di Alfonso d'Aragona. Fu esi- 
liato dalla patria ignorandosene il 
aoCivo e scrif se : 1'' Deit arte deila 
Mercatura , 2^ De uxore ducenda, 

COTUGNO ( Domenico ) , oelebre 
chirurgo , nacqne a Ruvo il 19 gen* 
naio 1756 da poveri genitori. Nel 
1754 per concorso ottenne la carica 
di medico assistente nelP ospedale de- 
gli Incurabili. Di anni a3 fu nomioato 
istitutore degli alnuni di quelP ospe- 
dale , dopo doe anni scopri gli a- 
cquidotti ddforecchio intemo delPuo- 
no ed i nenri naso-paUitiBi detti ptt- 
rabolici dei Cotugno , e cosl la teorica 
fisiologica deli^ udito e qoella dello 
starnuto per lo innanxi appoggiate sur 
ipotesi| TeiiiYtno per cucm deU'aiuip 



tomico napolitano ridotte a chiar» 
spiegazione. Nel 1764 scoprl la feb- 
bre corruttoria o tabia acuta e la tra- 
mandd a^posteri in dotta lcttera e Terso- 
quel tempo scrisse le sue ossenraiion» 
sulla sciatica nervosa ; esse lurono n^ 
stampate nelle prindpali citta di En- 
ropa* Dietro concorso ottenne la cat- 
tedra di anatomia nella universitii di 
Napoli ed invitato a quella di Pavia 
vi rinunzid. Scrisse un trattato sur la 
sede del vaiuolo e la sdenza medica 
al nostro concittadino deveuna sl im- 
portante scoverta. II barone d? Alibert 
nel 1 833 ragionando- neir ospedale di 
S. Luigi sul vaiuolo e nominando alla 
sua numerosa udienza chi fosse colui 
cui la sdenza va di ci6 debitrice escla- 
ro6 : // fut C immortel , t inimiiabte 
Cotugno, Travide I* elcttricita animale 
nel topo che descrisse al cavaliere 
Yinoenzio , e tale scoverta preced6 
quella del Gahrani e I' altra del Volte. 
Fu rettore della Universit^ e ereato 
Archiatre da Ferdinando IV di Bor- 
bone. Fu socio di numerosissime ac- 
cademie di Europa e venerato da tutti 
i dolti. Si morl nell* ottobre del 183» 
d* anni 87 lasdando la maggior par- 
te del suo pingue asae air ospeda« 
lo degli Incurabili , i cui govemato- 
ri gl' ionalzarono ima statua nella 
sala della Riconoscenza e nella colle- 
zione delle medaglie degli uomini il- 
lostri vi fu collocata la sua. Oltre le 
sopra dette opere Cottigno ne scrisse 
molte altre. 

GOZZA ( Francesco ) odebre pit- 
tore , nacque a Stilo nel »6o5 ed a 
Roma fu scolaro di Sampieri delto il 
Domenichino. Fedelissimo amico del 
maestro non mai lo abbandon6 se* 
guendolo ovunque ed alla sua morte 
Irascurando i proprt lucrosi travagti^ 
ToUe terminare qiie' restati incompleti 
dal maestro. Si- morl nel giorno 1 1 
gennaio i68a a Roma. Oltre alPes- 
sere un eccellente pittore fu anche 
buon letterato. I tanti suoi dipinti 
sono sparsi per varic cittii ^ ma i suoi 
capo lavori sono : La santa famiglia 



hk Perogia. 11 S.Tommato apostolo. La 
Madonna ' del ttiscatto a Roma , // 
raito deile Sabine , // Martirio di S. 
jigdpito , La Samaritana. Era ver- 
aalissirao su' vari sisteini delle diverse 
scuole degli antichi maestri ed il suo 
giudiaio era sacro quando era con- 
sultato per compre di antichi qua*» 
drt. 

C0ZZ0L1M0 (Benedetto) , maestro 
di sordi-mnli , nacque a Napoli il i6 
febbraio 1767 e vesti abito di chiesa. 
Nel 1 784 passo a Roma dove per due 
aDDi appard Parte di ammaestrare 1 sor*> 
di-Dittti. Fatto ritorno in NapoH aprl 
privata scuola e tra i pochi suoi aluiv- 
ni un tale Francesco Gaudino sordo* 
snuto fin dal nascere , non solo in» 
tendeva quanto gli si diceva , ma a- 
cquistb anche la favella. Sparsasene la 
fama , re Ferdinando IV di Borbone 
gli accordd il suo favore e la sua scuola 
divenuta numerosissima ebbe bisogno 
di coadiutori ottenendo egli la carica 
di diretlore. I suoi coadiutori per6 
non erano che gli stessi suoi scolari 
sordi-muti , tra quali vi fu D. Igna* 
sio de Magistris, che avea anche a- 
cqnistata la favella. Un tanto uomo si 
benefico alP umanitii pieno di merili 
e di onori compartitigli da quasi tutii 
i principi di Europa si mori ii 19 
»arso 1839. 

CRASSITIO ( Lucio ) , nacque a 
Sorrenio e fiori aMempi di Augusto 
fo delto Paride o Pansa. Fii celebre 
grammatico ed a Roma insegnd pub- 
bUcamente. Di lai abbiamo alcune re- 
gole grammalicali e gli eruditi Co* 
menti sul poema di Ginna delle Smir* 
nc. 

CRASSO ( Giovanni ) , nacque alla 
Serra e fu dottissimo nella greca e 
ladoa letteratura. Scrisse : Ad aw 
gusittmy €t invictissimum Caroium F. 
Caesarem proTunetana expeditioneEpi'' 
cinicon , Roma ^ i535 , in 8. 

CRASSULLO ( Angelo Filippo ) , 
DOtaio tarentino conosciuto per aver 
icritto gli avvenimenti notabili dclla 
nm patria e del regno col titolo di 



111 

Diart. 

CREDO ( Andrea ) , dotto napole- 
tano , fu versatissimo nelle scienze e 
nelle Hngue e si mori nei 1398. Di lui 
abbiamo : Comento aila Commedia di 
Dante opera piena di eruditione* 

CRESSIONE ( Gio. Filippo) , ce- 
lebre pitlore del XVI secolo, nacqae 
a Napoli e lavord molte pitture ooi 
cognato Lionardo Casteltani. I snoi 
migUori dipinli sono: i^un S.Lorenzo^ 
a* una Fergine portata dagU angioU* 

CRISCUOU ( Gio. Filippo ) , ce- 
lebre pittore nacquea Gaela nel 1^09 
e 81 morl a rVapoli nel i584. Studid 
^tto il rinomato Sebastiani, indi pas86 
a Roma ed imitando Raffaello fu di- 
retto da Pierin dei Vaga. Fece ritomo 
in Napoli ed ii Sebastiani conosciu'» 
tone il merito lo adoperd in molte 
commissioni. II cavaliere Stanzioni lo 
chiama ottimo pittore e di iatto i suoi 
dipinti sono di molto pregio. Molto 
Iavor6 in questa nostra dttli , ma la 
£. Vergine in S. Agostino della 2iecca 
sembra de^migiioridipinti dellascuola 
di Rafiuello come anche vart quadri 
e la cona dell' altare maggiore in Don- 
na Regina sono capo-lavori di arte. 
II de Dominici porta il distinto nota* 
mento de'suoi dipinti* 

CR1SCU0U ( MariangeU ) figUuola 
del precedenle e valeute pittrice , na* 
cque a Napoli' nel i548 e si mori nel 
i63o. Giovaoetla attese alla pittura 
ed alla musica ed in amlie le arti riuscl» 
11 suo disegno ^ accurato , fresco ne 
^ il colorito. Fu marilata a Gio: An* 
tonio d' Amato il giovane anche fa* 
moso pittore. li cavaliere Massimo la 
dice pi^ valente del marito. 

CRISCUOLl ( Gio. Angelo ) , ce- 
lebre pittore e fratello di Gio. Filippo, 
nacque a Gaeta nel i5io e si mort 
a I*fapoli verso ii 1672. Esercitavahi 
professiooe di notaio , ma una forte 
rimenata del fratello io fece dare alla 
pittura che appar6 sotlo il famoso 
Marco daSienae benchi roolto adullo, 
in cinque anni divenne celebre nella 
arte sua. V Assunta nella cappella de* 



iia 

CatfiUni in S. Giacomo iegW spngndoli 
i ii migliore de* suoi dipinti e di tal 
pregio che fu da molti creduto opera 
dei Perugino o di Polidoro. Quello 
per6 ebe fece maggiormente onore 
al JKMtro Criscttoli fvt la storia accu- 
nla ^ Yeridica de^nostri artisti dal 
i56o al iSGg per vendicare la gloria 
de^ nostri celebri artisd dagli scritti 
del Vasari. 

CRISOLAO^volgarmente deCto Gros^ 
foUmo , dottisimo monaco calabrese 
del XI secolo. Fu vescovo di Savona 
ed allorch^ Anselmo IV arctvescovo 
di Milano neir anno iioo alU testa 
di forte esercito di crociati pard per 
Coatantinopoli , fu egli prescelto a vi- 
cario di queUa chiesa. Afieil6 peni- 
lenza e spreszo pel mondo e si cibava 
di cose grossoUne e viii abiti usava 
a tale, che un giomo Liprando prele 
assai dolto e mollo caro alla corte 
di Roma lo promur6 indossasse un 
mantello meno roaso di quello avea* 
Crisolao si scus6 dicendo non aver 
danaro ed ofirendogb'ene Liprando, 
egli replic6 che spreazava il mon- 
do n^ Toleva mutare costume. Ap- 
pena fu nominato arcivescovo di Mi- 
lano nel iioa per la morte di An- 
aelmo IV avvenuta a Costantinopoli, 
cambi6 vita. La soa mensa era fornita 
de^piu delicati cibi ed indoss6 pre- 
Biosissime pellicce. Nel i io5 il prete 
Liprando lo accus6 come intni«o «i« 
rooniacamente in qnella chiesa e fece 
la pniova dcl fuoco. Grossolano fug- 
gi a Roma dove papa Pasquale II lo 
accolse onorevolmente e nel tioSil 
pontefice in un coocilio lo restitul al« 
la sua sede arcivescovile, ma per la f»- 
sione contraria che avea \n Milano 
non pole prendere possesso della cat- 
ledrale e de' castelli. Circa V anno 
II 09 pass6 ad Arona terra e fortes- 
xa ddU sua chiesa sul Lago Maggio* 
re , f a per6 oonsigliato partirsi di lli 
€ viaggiare in Terra Santa* t>i ri- 
lomo in Italia nel 1 11 3 lrov6 eletto 
in suo luogo Giordano , pass6 solle- 
ciUmente a MiUno cd alU lesta de^ 



suot pariigiani prese le armi coiitro 
que^ di Giordano* Btolli furono i mor'' * 
ti ed i feriti , alU fine ricevuta buo- 
na somma di oro si ritir6 a Piacen* 
aa , indi a Roma per trattare U siia 
causa innanzi al tribunale pontificio^ 
dal quale nel 1 116 fu deposlo. Cri* 
solao non volle rilomare alU sua 
chiesa di Savona e fiss6 dimora ia 
S. Sabba monaslero de* grect nella 
cui favelU era ▼ersatissimo. Si moil 
ivi nelP anno dappoi. 

CRISOSTOMO Da Calabeia , fio* 
rl alla fine del XVI secolo e fa Ter- 
satissimo nelU lingua greca e Ulina 
e nelle migliori sciente. Tradosse dal 
greco in purissimo Utino I* opera dl 
S. Donoto : De PUa rcctc ^ et pie 
Instititenda dnctrinae^ Cremona, iSgS^ 

CRISOSTOMO Da S. Gimiguaho, 
dotto cassiiiese , fu versatissiino nel- 
le sciente e sopra tutto nelU lingoa 
greca ed ebraica. Nel i564 fn no- 
minato arcivescovo di Ragusa e vart 
Iraltati dal greco in Utino tradusse* 

CRISOSTOMO ( Giovanni ) , cele- 
bre letteralo del XVI secolo , na- 
cque a Bagnuoli e vest) rabito doiiie« 
nicano. Scrisse molte opere teologi- 
che , fisiche e metafisiche* 

CRISPANO ( Landolfo ) , nacque 
aNapoli e si mori il a3 agosto iS^i* 
Per U vasta sua dottrina fii maestro 
razionale , consigliere e regio Cimi- 
gliare. Fu buon poeta Utino e com- 
pose un poema sacro della Maddale- 
na e delle siie gesle* 

CR1SP0 ( Giovanni ) « Umoso lel* 
lerato , nacque a Napoli e vestl abl- 
lo di chiesa , esercit6 coo succeaso 
l'avvocaria nel tribunale ardvescovi* 
le e fu canonico della catledrale , io* 
di da papa Giovanni XXII nomina* 
lo vescovo di Chieti dove si morl 
nel i355. Di iui abbiamo : 1* €Uta* 
sae super Costiiuiiones Regni , a* 
Glossae sttper ritibus Af • C* f^tcariae. 

CRISPO ( Pietro ) , dotto domeni'* 
cano e celebre oratore , nacque aUa 
Torve del Greco e si mori od 15^0« 
Di lui abbiamo varie opere* 



CRISPO ( Cesare ) , nacque a Mon- 
leleone il 12 noTembre 174^ e d 
moii il tg selterobre j8i4* VesU a- 
bito di chiesa e fu versalo nelle scien- 
Ke e nelfe lingue. Profess6 con suc^ 
cesso filosofia , teologia e giUrispru- 
denta. MoUe dotte opere coropose , 
liia d! lui ci testa solo una Orazione 
iunebre ed un sonetio , Monteleone^ 
tBio. 

CRISM ( Giok Battista ) ^ celebre 
ktterato y nacque a Gallipoli nei i5&o 
t si roorl nel iSgS. Fu somtto in 
dottrina ed un giomo in una acca- 
deraia dett6 nello stesso tempo a do- 
dici suoi alunni lante linguc e lante 
materie diverse» Di .lui abbiamo : i^ 
Vtta di Sannazaro , Roma , 1 SgS , 
2* De Mfdici laudibus Oratio ad Ci- 
ves Galipoiitanos , Roma , 1 5^ i , 5° 
Poesie varie ^ Roma , 1 69 1 ,4^ ^''^' 
zione funebt^ di Sigismondo re di 
Polonia , Roma, 1691 , 5^ Pianta 
dt Gaiiipoii , Roma , 1 69 1 , 6^ O- 
razipni 1 , Roma , iS^^- I^^ opera 
che gli fece gran nonie {\\ : De Eth- 
nkis philosophis caute legendis , Ro* 
ma , 1694 1 ftt pubblicata la sola pri- 
ma parte ed ^ rarissima. 

CRISTOFORO ( Giacintb ) , cele- 
bre matematico ^ nacque a IVapoIi nel 
l65o e supero Vieta , Gartesio e Slu- 
sio coi trattato che intitold : De Co* 
stntetione JEqttationum e pubblicd nel 

1700. Un tale lavoro desl6 lo stu- 
pore di tutti i dotti dcUe varie na- 
tkmi a lale che nel 1701 que' di 
Gcrmania lo inserirono negli atti di 
tiptla e la reale accademia di Fran* 
cift 4>edi air autore onorevolissima 
ktlerm in data del giomo 8 luglio 

1701, nella quale confessa esser Tl- 
talia maestra in Europa per le scien* 
M. Hel 1701 pubblicd T altra famo* 
sa opera : Deila dottrina deUriang(^ij 
COD la quale riduce tutti i problemi 
di trigonometria ad nn solo il cui 
iiiogo ^ nei cerchio. 

CROCE ( Ignazio della ) , poeU ed 
oralore , nacque a Castellaneta e ve- 
itl r abito agostiniano. Fu versatissi* 



113 

mo nelte lingue dotte e nelle scien* 
ze e si distinse per la poesia latina 
neir iiccademia degli Arcadi. Occup6 
varie cariche del suo ordine. Di ri* 
torno a Napoli per incarico degli ac« 
cademici Arcadi fondo in questa cit« 
tk una Colonia col nome di Aiethina 
composta de^ piu rinomati letterati 
ilaliani fra quali i tanto celebri Maz« 
zocchi , Muratori e Metastasio. Occu- 
p6 la caltedra di teologia nella Uni- 
versit^ di Napoli e si mori il ig gen- 
naio 1784« Scrisse varie operc teo* 
logiche e vart componimenti in ver* 
si lalini. 

CROCE ( Giuscppe della ) , teolo* 
go , nacqiie nelP isola d' Ischia nel 
1654 da Giuseppe Calosirti e vestk 
r abito alcanterino. Occup6 varie ca« 
riche ncl suo oi^dine e si mori di a- 
poplessia nel 1734« Fu di molte vir* 
t6 adorno e scrisse: 1° De reiigiosa 
liabitatione in eremitariis : 2** Un di- 
voto ragionamento sur le parole di 
Saloinone : Mulierem fortem quis i/i- 
penirt ? 

CROSTA ( Ferdinando di ) , na- 
cque a Cerreto il 26 giugno 17^4 e 
si inoii il 26 agosio i8i4« Vesti a- 
bito di chiesa ed in patria insegno 
diritto civile nel seminario di quelU 
terra. Lasci6 MS. uu corso di drttto 
canonico. 

CUMBIS ( Ludovico de ) , nacque 
a Reggio e 'fiori nei XVI secolo , fu 
dotto oratore cappuccino e scrisse : 
Sermoni varf. 

CUPITl ( Agostino de ) , nacque 
ad Eboli nel i55o e vesti abito fran* 
cescano. Fu dotto oratore e poeta. 
£dific6 dalle fondamenta la cbiesa 
dello Spedaletto in Napoli ed ivi st 
morl nel 161 8. Di lui abbiamo ; 1* 
BJane spirituaU^ VicoEquense, 1^9 2, 
3^ Caierina martirizzata ^ poema sa- 
cro , Napoli , iSg^ , 3' Alia San- 
tiiit di N* S» papa Paolo V, Corona 
di 12 ragionamenti di Santi in vece 
delie 1% stelie delie quafi coronain ia 
chiesa vide S. Giovanni^ Napoli, 1608, 
4« Prcdiche i3. 

15 



lu 

CURIA ( Fmncfxcn ) , celelire pit- 
tore , nacqiic a NapoU nel i558 e 
ti nior4 nel 1610. Ebbe a maestro 
<}io. Filippo Criscuoli , poi uno sco- 
laro di Rafiaello ed a Roma talmen- 
te si perfeaion6 , che i snui dipinci 
divennero pregialissimi per 1a corre- 
sione del disegno , per i naturali e 
graziosi attegiamenti , pel belio c 
morbido colorito <e 1' accordo nniver- 
sale de* drappi e degli altri finimen- 
ti. Lm circoncisionc tiel Sif^nore neHa 
ehiesa deHa Pielk presso S. Giovan* 
ni a Carbonara ^ un dipinto di tan- 
4o pregio cbe fu lodalissimo dallo 
^Spagnoleito ) dal Giordaao « ^alSo- 



Kmena e Tai! conoscitori piu Tblte 
lo crederono opera di RafTaeUo* H 
de Dominici nomera tutti i saoi di^ 
pinli. 

CURTE ( Gio. Andrea &e) ^ et- 
lebre giureronsuUo del XVI secolO) 
nacqoe a Napoli e fii giudice delU 
G. C. ddla Vicaria criminale , regio 
consigliere « finalmente presidente del 
consiglio. Si morl nel iSjG e •crit» 
se : Annotationes ad Consaet* Neap, 

CUSATI ( Gaetano ), nacque a Na- 
poli -e fu cclebre nel dipingere fratti 
e fiori. f ior4 sal comiuciare del XVIII 
seoolo. 



D 



BAMO donna celebre 1n filosofia) 
iiacque a Cotrone da Pit-igora e da 
Teano. Nel morirsi il padre le offi- 
d6 i suoi commendart ordinandole 
non gli dasse a straniero alcuno. Di 
fatli l)enrhd fosse oppressa dalia po- 
>ert6 non volle Tenderli a prezzo c»- 
rissimo dfferlole. NelP estremo di sua 
^ita consegn6 il ucro deposito alla 
figliuola fiistalia con lo stesso divie- 
to ricevuto dal padre soo. 

DANIELE (Francesco ) , celebre 
ielterato , nacque a S. Clemenle pres«> 
so Caserta nel 17^0 ed a Napoli fa 
uffiziale di segreteria. Fu storiografo 
del re alla morte del famoso Vico , 
indi se^retario perpctuo dell' acxade*^ 
mia Ercalanese , socio deir accademia 
tlella Cnisca , di quella reale di Lon- 
dra e delP allra di Pietroburgo. Nel 
1 807 fti segretario deU* accademia di 
Storia e di Antichit& e Direltore del- 
1a Slomperia Palatina. Si morl il i4 
novembre 16 la e le sue principali 
opere sono : i* Zr Forclie Caudme 
Wustrate ^ Caserta , 1778 , a* Ircga- 
ii srpoicri dei Duomo di Paiermo ri- 
ronasciuti cd iiiustrati^ Napoii, 1784, 
3* Moncte antkhe di Capaa , Napo- 
li , 1801. 

DANSA ( Eliseo ) y nacqne a Mon* 
lifuscolo e si versd nelia giarispru» 



denza. Di lui abbiamo : Tratiamm 
de pugna doctorum ec. , NapoK ^ 
i633 , 2 vol. 

DARDANO ( Lorenzo ) , nacqoe a 
Tropea e fu insigne letterato del XVI 
secolo. Scrisse un volome di Tuie 
compositioni. 

DARCIO ( GioTaiml ) , celebre poe^ 
ta , nacque a Venosa e si morl • nel 
1545. Di lui abbiamo : \^ Patmiltt- 
tini , 1* Epigrammi , 3' Epistoia itk 
verso elegiaco , Parigi , i543. 

DELFICO ( Melchiorre ) , celebre 
economista , nacqne a Teramo nel- 
Pagosto del 1744« Percorse T Ifalia 
e si acqaisto la siima di qae^ sommi 
lelterati e per le tarbolenze sorte in 
Napoli foggl a S. Marino. Nel iBoff 
fece parte dd conslglio di Stato di 
Napoli col grado di presidente ddlH 
sezione degli affari interni e nel i8i5 
fii nominato presidenle dellaconniiif- 
sione gencrale degli archivl del regno. 
Ncl 1823 rinunzid le sue cariche peT 
riiirarsi in patria e menare IraiiqtiiBi 
gU ultimi giorni di sua vila che flal 
il 21 giugno i835. Fu membro dl 
▼arie accademie e decorato cavaliere 
costanliniano e di Francesco I. IK 
lui abbiamo : 1* Saggio /ilosofieo sui 
matrimonio , »774 » *" 8 , a* InAt 
di moraie^ »775? 3* Ducono stdfh 



sHtlulimento delia miliua provindale , 
Napoli , »782 , ID 8. 4" Mvmona 
suUa coUivazione det riso coim/ie in 
Teramo , I^apoli ^ 1783 , 5" Elogio 
funebre a Fiaocesco Antonio Griuial- 
di , X^apoli , 1784 , 6*' Mvmoria sut 
tribunale delta grascia e, suUe ieggi e- 
conomiche uelte province confinanti det 
Rcgno , Napoli , 1785 , in 8. 7" Me- 
moria su 1 rrgii Stucc/u o sin su te 
servitu de^ pascoli invernali nciic pra* 
vince mariitime dt^gii Abruzzi ^ Napo- 
li , 1787 , 8' Dtscorso sui Tavoiiere 
di PugUa , r«apoJi , 1788 , 9" Me- 
moria su i pesL e Misure det regno.^ 
IVapoli , 1387 , 10.** Biflessioni su la 
vendita de^ Jeudl devoiuti , ^apoli , 
1790, 11* Lettera eU duca di Caa" 
taUspo su < feudi devoiuti , Mapoli. , 
1795 , li^ Ricerclie sul vero caratte* 
re deUa giurisprudenza romana e de^ 
suoi cuUoju , r^apoli 1 79^1 , 1 5^ Me- 
morie storiche detUi repubblica di S. 
Marino , Milano. , i.8a4 , 14*^ Pensie- 
ri su la storia e su ia inccrtezza ed 
utiUta delUi mcdcsima , NapoLi , 1 8 1 4^ 
jl5* Pensieci wpra akuni arUcoii re- 
laiivi atia organizzazione de* tribunaii y ' 
liapoli , 16® DetP aniica numismatica 
detta ciUh di Alri nei Piceno con at- 
cuni opuscoli suUe origiai iudichc , IVa- 
poli , i8a6. , 17** > Su ta prefcrcnza 
de? Sessi , 1 829. 

D£MOC£DE , fanioso mcdico- e 
jiirinio tra i pilagorici che abbia inr 
UodoUa r acte salulare nelLa Grecia 
Orieatale , nacque a Colroiio « fiorii 
r umo 5^4 priina di Cinsto» Dopo 
'«Yere per qiialche tempo esercitata 
r arte «tia in patria si trasferi ad E- 
gina e taLe destreauia dimostro nelle 
difficili operazioni chirurgiche , che 
quegli isolani gli assegnarono un' an«^ 
nua peosiooe di un talenlo ( 760 du«- 
cati) pes avorlo presso di loro. Gli 
Ateniesi lo chiamarono assegnandogii 
due talenti (iSoo ducati), e dopo due 
uioi PoLicrate tiranoo di Samo lo ^* 
le presso dt se con la stipendio di 
tre taLenti ( laSo ducati ). Stando a 
Stfdi coL 5tto sjgnore PoLicrata • 



$1& 

costui morta sur la croce pcp ordi- 
ne del satru]>o Orele , fu costret-» 
to Deiuocede servire qucl persianb» 
Quando poi Orete espio la stessa pena 
eoroanduta da Dario , fu menato a Su- 
%'A fra ceppi. A%)venfie un giorno che 
Dario sendo alla caccia si slogo ui» 
piede e per quante cui>e vi faeessen^ 
i inedici- egtci, soffriva orribiK spasi* 
uii senxti pot<>r riposare , allera gli 
fii> proposto Bemocede ,. il quale su» 
lc ])ium€ nega esser medioo ,. ma iiw 
di dulofti a inedieure il fe in breve- 
)o guuju Dario ^W fece ricehissim» 
Uoni , lo ^olle ad^ abitare iieL palaz*^ 
zo reale ed allasua tavola ed alle sue 
ifitaaze liiiero- i medici egizl< condan* 
nali a* ferri per non aver saputo cu« 
railo. Artossa figUuoladi Ciro e mo» 
glic di Dario soffriva un ulcere ma- 
Ligno aL seno e Democede assicur6k 
guarirla piirclie ^li oUenessc dal re 
uiia gvazia. ,. giiela [xromise e fu 
|«uArila. Munifestiitole allora ii dcsi- 
deiio di rivedere i suoi' , Artos-* 
sa ]>ersuase Dario voleclo inandat 
M CQiii k5 ])eesiani ad esplorare le 
citl^ murittiHie delhi Grccia ,. che iL 
re ])ersiaDO volea occu{)are. Ricchis* 
siiiM doiii che ne einpi* quasi uiia nat 
ve gli diede Dario per rcgalarli ak 
])adre e con ordine severissiiuo^a sefr 
ni di non ^rsi fuggire qMcL gcandt 
ttoino. Ma giuntt' a Taranto^ i persia* 
ni furono cacciati in* carcere da Ari^ 
s^ofiiide- i>e di quella citte conve spie 
e Democede fuggendo. a Cotrone go« 
dd delle ricchezze ricevute tra suoi 
avendo poi menata in inogLie La fi* 
gliuola di Milone celebre atleta. 

DENTICE ( Anlonio ) , cavalicre 
aapoletano e dottissima nella lettera- 
tura latina , scrisse : Historia angcUie 
rmn. Si mori nel i544* 

DENTICE ( Luigi ) , oavaliere na.. 
poletano , si distin&e nella peesia yoU 
gare e sopra.tuttonella musica. Scris- 
se : Detia muswa dudogfu due , Nai- 
poli , i55x, in 4* 

DEODATO DA cASTtte , fu dotl» 
«Ueoista e tradusic dal greco ia iatir- 



116 

no alcuni semioni di S. Efrem • 
scrisse un opuscolo che intitold ; De 
rhnediis contra septcm peccaia moria' 
lia, 

DIACONO ( Paolo ), nacque a Na* 
poli e si mori nel 640. £ conosciu- 
to per aver tradotto clal greco in la- 
iino la vila di S. Maria Egiiiaca e 
quella di S. Teofilo penitenle, 

DlODATi ( Domenico ) , nacque a 
NapoH nel 1756 e si roori il ai a- 
prile 1801. Fu celebre letterato ed 
ascritto alle priroe accademie del 
regno e fuori. Caterina II imperadri- 
ce delle Russie gU mando in dono 
un roedaglione d'oro cd il codice 
delle leggi da lei stainpnto pe'suoi 
sudditi , contrassegno di stiina fatto 
solo a lui ed al celebrc Beccuriu. Lo 
sue principali opere sono : i^ £k' Chrh 
sto Hetienistn , scu grcace ioqucntc , 
Napoli , 1 767 , a" Eiooio di Jactjpo 
MnrtoreiU^ JNapoli , 1778, 5" liiustra^ 
zione deiie monete che si noniinano neile 
costituzioni deiie Due Siciiic ^ I^upoli^ 
1788 , in 4. 

DIONIGl I , papa , nacqnc a Turio 
e succes^te a S. Sisto nel pontificalo 
nel 359. Governd la chiesa di Dio 
per loanni equalche roese. Mel q6i 
condannd rcresia di Sabellio e i'er- 
rore opposto poi da Arrio sosteiiu- 
to. Delle Lettere di questo pontefice 
81 trovano nelle Epistotas Romanorum 
Pontificum di D. Constant. 

DIONISIO DA HAPOLi , fu notaio e 
ci Iasci6 una Cronaca esatti&sima del 
regno e della quale ne fa spesso men* 
zioDe il Sorooionle nella sua storia del 
x*egno di IVapoli. Si roori ncl lOgS. 

DIONISIO Di BAETOLoiiMEo , celc- 
bre arcbitetto napoletuno , fiori nel 
XVI secolo e con bcllissiraa archite(- 
tura costrui dalle fondamenta ia cliie* 
sa de^PP. deirOratorio. 

DOMEMCO DA B/iiNDisi , nacque 
in quelb c\i\k e fu versuiis&imo nel- 
la lingua greca e latina. Papa Inno- 
cenzio III lo invi6 nunzio al regno 
de^fiulgari o de'Blanchi per difficili 
commisiioni, Si morl oei iao3 e •cris- 



sc: Ktta S, PcHni Btundasim Episcopi. 
DOMENICOda gbavina^ fu noCaio, 
ma fii costretto darsi al roestiere d^* 
le armi dalla regiiui Giovanna I mi* 
lorcbi Ludovico re di Ungheria raar* 
ci6 contro Napoli per vendicire hi 
roorte di suo fratello Andrea. Scrisso 
un Cronaca dal i553 fino al i35q 
di tutto ci6 avvenne nel nostro regiio« 
E Muratori la inserl nella sua gmQ 
Baccoiia» 

DOMINICI ( Bernardo de ) , nm. 
cque in Piapoli e fiori nel XVIII te* 
colo. Fu rinoroalo pittore e scriss^ : 
J> 9ite efe* piitori , scultori ed archiiei* 
ti tujpolekuH , 5 Tol. in 4 9 Napoli , 
174^ ) opera che gli ottenne neri^ 
tata lode e con la quale piCi volte coih 
vince di roensogna Giorgio Yasari. 

POMI2;iO MARso cosl dettoper ^ 
ser ^ato nella regione de^ Marsi, fio* 
t\ 46 ttv^ni prima di Cristo e fu ce* 
lebrato da Virgilio e da Marziale. Bc« 
cellente poeta epico e lirico ed «p^ 
passionalo oUremodo di Melena lao- 
ciulla di rara bellezza. Coropose 00 
poema eroJco in cui canto la guemi 

' di Ercole contro le Amazzoni che ifi% 
titol6 : jfmazzQfikks. N^ roeno fu per 
gli Epigrammi^ I suoi frammenli cho 
il teiiipa ci k risparmiati leggonsi iiel 
Corpus omnium veterum poetantm la* 
tinorum ^ Ginevra , 1611. 

PONIHO ( Ferdinando ) , celelm 
poeta, nacque a Casulnuovo nel iSqi 
e percorse tulta P )talia dando alto 
pruove del suo sapere ed a Veoeiiii 
sopratutta fu assai onoralo. Fu creft* 
to dalla repubblica venela cavatiere 
di S. Marco con tulli gli onori e 
privilegi cd i principi d^I^alia a gara e 
con larghe promesse lo vollero pressa . 
di loro,maI)onuo non abb^ndon&Ve- 
uezia che per ripalriarsi. Si roori di 
anni 58 e scrisse : i^ La Musa id* 
cisa , !»• Z' amorosa Ciarice , 3*^ Z^ 
Paima^ 4° La Partenza^ 5" V anni- 
versfirio amoroso , 6* X^ ietlere o- 
morose y 'f L^ orto poeticoy 8* ZWn 
kgro giorno veneto o vewo io sponsedk^ 
Vo dei mftre^ 



DONTIORSO ( Sergto, ) cdebre giu- 
reconsulto , iiaoque a JNapoli da no- 
bile £Eimiglia e fa molto onorato daU 
la regina Giovaiuia I. Fu razionale e 
Vioeprotonotario e si morl nel i352. 
Di lui abbiamo: i® Commeniarhu ad 
quatuor Uteras arbUrarias ^ a* Noias 
ad regni CapUuhs. 

DONMORSO (Niccold), celebre 
giureconsulto e cavaliere napoletano , 
•crisse : i** Commeniaria super Uier. 
arbitrar. ^ a^ Giossoo super Cosiiiulio^ 
nibus regni. 

DONZELLI ( Gioseppe ) , nacque 
a Napolt e si distinse nelle lettere. 
Fiorl circa la meti del XVII secolo 
e scrisse : i* Partenope liberata , Na- 
poli , 1647 9 in 4 pAi^c prima assai 
rara , a* Teatro farmaceutico ^ Vene- 
zia , 1763, in fol. 3° Principl di dritto 
naturuie , 4° Logica , 5" Saggio su i 
vnntaggi deile monarchie , 6^ Sinopsi 
deiP opobabame ^ NapoH, i643. 

DONZELLO (Pietro ed Ippolito 
del ) fratelli , il primo nato verso il 
i4o5 e raltro nel 1407* Questi ce- 
lebri pittori studiarono queirarte a 
Napoli loro patria sotto lo Zingaro 
e di tale eccellenza v\ riu^cirono, che 
i loro dipioti piu volte furono credu- 
ti dei maestro» Verso il 1 470 &i nio- 
rirono e le loro opere sono pregia- 
tisMme. Col maestro incominciarono 
le pitture della casina reale di Poggio- 
Eeale che per la morte dello Zinga- 
ro lerminarono soli. Dalla loro scuo- 
la uscirono valenti artisti. 

DORIA ( Paolo Mattia ) de'princi- 
pi di Angri , fiorl nel XVIII secolo 
cd 6 conosciuto per alcuni saoi scrit- 



M7 

li filosofici , co* quali voUe riprova- 
re la filosofia del Carteiio ed alcuiit 
iistemi di geometri di qoe^ tenpi , 
ma cou idee poco connesse* Di liii 
abbiarao : i^ La vita civiie con un 
irattato delt educazione dei prindpe ^ 
Augusta , i^io, a" Ragionamenti , 
Francfort ^ 1716 ) 3^ Consideraziam 
sopra ii moio , Napoli , in 4* 

DORIO ( Agostino ) , celebre filo* 
sofo e medico, nacque a Cosensa e 
si mori nel i58i. Tenne pubblica 
scuola di medicina ed ottenne iama^ 
Scrisse : De natura hominis iibri Duo ^ 
Rasifea , i58i , in 4* 

DUNI (Egidio Rorooaldo), cele-v 
bre maestro di cappella , naoque a 
Matera nel 1709, studi6 nel coUeg* 
gio della Pieta de Turchini a Napo- 
li e resosi famoso fii richiesto dalle 
principali cittii d' Italia. Finalmenl^ 
si mori nel giugno dei 1775* 

DURANTE (Francesco), celebre 
maestro di cappella , nacque a Fral- 
la-Maggiore nel 1686 e riusci famo- 
so in queir arte. In Germania spe- 
xialmente fu venerato e caro al duca 
di Wittemberg rest6 in quella corte 
per qualche tempo. Finalmente nel 
1^56 si mori pieno di gloria. Suoi 
allievi furono Pergolesi , Guglielmi y 
Fenaroli ed altri insigni musici. 

DURONIO (Tullio), celebregitt- 
reconsuUo , nacque a Prata e fiorl 
nel XVI secolo. Fu prescelto alla 
cattedra di giurisprudenza nella Uni^ 
veriitii di Perugia e dal Duca di To- 
scana chiamato a Firenze fu onorato 
e creato suo coosigliere* Si morl a 
Chieti. 



£ 



EROLI ( Pietro d^ ) , celebre sto- 
rico j nacqoe ad Eboli nel secolo Xil 
• si morl a Napoli verso ii i225. 
Fa parligiano delI'imperado,re Enrico 
IV contro Tancredi , fii alla corte di 
Federico figliuolo di Enrico IV in 
qoalitib di suo segrelario e giustizie- 
f» di Tena di I^voro* Scrisie uimi 



Sioria ia yersi elegiaci intilolata : 
Carmen de motihus Sieulis ^ et rebtu 
inter Henricum IV Eomanorum impe» 
ratorem^ et Tancredum stecido XII ge* 
siis ^ che nel 11 96 dedic6 all'impe- 
radore Enrico IV e che poi rinvenii- 
la MS. da Samuele £ngel assesao- 
ttt dcUa rcpuU>iica diRena 6l>iI)liO' 



118 

tecario di qaella citUi , fu nel 1746 
data alle stampe , indt nel 1770 ri- 
prodotta dal Gravier nella colleztone 
de* storici napoletani. I suoi Tersi so- 
no di eccellente poeta latino. 

EBULO ( Martino ) , celebre giu- 
reconsulto , nacque a Napoli e fiori 
nel XIII secola. Scrisse : 1* lAber 
guUiiernus cancellarice , 3° De electio- 
fie ramani 'pontificis , 3* De rebus ge- 
stis quorundam romanorum pontificum^ 

EGIDIO DA CAPDA, ▼est) Pabito 
de* PP. Giiglielmiti di Montevergine e 
lu celebre scultore in oro, argento^ 
rame , ferro , avorio ed altro me- 
lallo. 

EGISIPPO, di Taranto, fu ecccU 
te poeta e compose molte commedie 
che il tempo hi dispcrse. 

EGIZIO ( Matteo ) , celebre anti- 
quario , nacque a Napoli nel 1674 
ed ivi si roori nel 1746* Carlo VI 
gli commise V interpretazione di uoa 
bcrizione sur lamina di bronzo rin- 
Tenuta nella terra di Teriolo ed egli 
la spiego in un commentario latino 
pieno di enidizione , che il Grevio 
inserl nel suo Tfsom. II principe deU 
la Torelia suo discepolo nel 1735 lo 
nien6 seco in Francia in qualitii 
di segretario di legazione ed iri E- 
gizio si acquist6 V amore e la stima 
di tutti i letterati e spezialmente di 
Luigi XV , il quule lo regal6 di una 
ricca collana di oro con raedagHa di 
gran pregio. Al suo ritorno in patria 
Cario III di Borbone lo cre6 conte 
' € regio bibliotecario. Di lui abbia- 
nio : I* Memoriak Cronotogico delie 
storie ecctesiastiche tradotte dal fran- 
eese di G» Marcetio con ta serie de^ 
gf imperadori romani distesa da Mat- 
teo Egizio ^ Napoli , 17)0, in fol. 
a® Senatus Consulti de Bacchanaiibus 
twe seneco petustate tabulce Muscei Cct- 
garei vindobonensis erpUcatio^ Napoii, 
1729, in fbl. 3* Lettre aimable it ua 
NapoUiain h M. V abbS Langlet de 
Fttsnoy^ Parigi, 1738, in 8. 4* ^ 
puscoU volgiri e btini, Napoli, i^Si, 
ia 4* &^ ^^ •!!• opoco di Sertorio 



Quattromani. 

ELIA DA zroLA , celebre medico ^ 
nacque in quella citti da fiimiglia o- 
riginaria ebrea. Si mori nel iS^^ e 
tradusse con l'aItro medico ebreo Mo- 
s6 Alatino dalP ebreo in latino la Pa- 
rafrasi di Temistio sopra i qoattro> 
libri De Coelo di Aristotele. 

ELICAONE , famoso filosofo nati* 
Yo di Reggio, lu legislatore celebre 
di quella repubblica.. 

ELISIO ( Giovanni ) , celebre me- 
dico e filosofo , nacqoe a Napoli e 
fiori nel XVI secolo. Si acquist6 no- 
roe immorlale 6 scrisse : i^ De Bat- 
neis totius Campanice^ 3* Item JEna^ 
riee Insuioe , rjusque mirabili incendio. 

EUSIO (Tommaso), dottodome- 
nicano , nacque a I^apoli e fiorl nel 
XVI seeoYo. Scrisse: i** Priontm Ctjr^ 
peus adversus vcterum^ recentiorumque 
hasreticorum prapitatcm fabrefactus , 
Venezia , 1 563 in 4 1 ^^ Christianee 
religionis arca/ia y Venezia , 1669 , 
fn 4- 

ENNIO , nacque a Taranto e fu 
celebre grammatico. Compose vari 
scritti che andarono perduti e si re- 
se celebre sopra tiHto per avere in- 
ventato mille e cento note affatto di- 
verse dalle lettcre e che contenevano 
il senso di molte parole. Quelle fti^ 
rono poi accresciute du vari altri fi- 
no al numero di 3 mila. 

ENNIO ( Qjiinlo) , fanwso pocta ^ 
nacque a Rudia T anno 5i4 di Ro- 
ma. Milicava in Sardegna allorch^ Sci« 
pione P Africano incontrollo e strinae 
seco amicizia e volle a Roma menar- 
lo. Ennio accompagn6 qtiel prode 
generale in tutte le sue spediiioni ed 
in tutti i trionfi dell'Africano si tro- 
▼a il nome del nostro poeta. Questo 
insigne letteralo introdusse in Roma 
il gusto delle lettere greche e per 
il primo scrisse in alto stile ed io 
versi esametri un poema in idioma 
latino che disse Aanaii. Basta per lode 
di tale opera il dire che Virgilio si ser» 
vl di moltissimi versi di quel poe* 
nu per le sue coinposiAioni. Lostso 



.%ragediie pet merito qoelle dt Seneca 
yt di Ovidio superarono , ma con le 
Tommedie andarono perdute dal tcm- 
f>o. Si morl nel 584 di Roma. 

EPICURO ( Anlonio ) , cosi detro 
per il suo viyere aflfatto dedico a^ pia* 
-ceri ed al comodo, nacque ne' Mar- 
si nel 1475 e fu doltissimo nellc let- 
^re. Fu maestro del rinomato Ber- 
nardino Rota e niuno pol^ ugiiAgliar- 
I0 nel formare le imprese blasoniche 
-e percid fu caro a^ piu ragguardevoli 
.personaggi di qiiesto reame. Fu ce*> 
lebre poeta volgare e Pinventore del- 
^la tragicommedia in Ilalia. Siia ^ 
tpiella inlitolala ; Cecaria , Vene- 
tia , i526. La sua vita fu contenlissi^ 
na senza clie mai provasse uu dispia- 
"cere, ma alla prima sventura , che 
fu la inorte del figliuolo ^ si mori di 
tiolore nel l555 di anni ^. II suo 
tliscepolo Bemardino Rota gli scrisse 
V epitafifio. 

£PIFANnS ( Giovanni de ) ^ na- 
t!que a Nardd nel 1 365 , vesU abito 
)>enedettino e si distinse per dottri- 
lUi. Fu onorato alla corte di re La- 
tlislao e di papa Giovanni XXllI che 
\o cre6 vescovo dt Nardd , dove si 
teori nel i435. Scrisse : Relatio de 
Staiu veteri , aique recemi Keritin€9 
Scciesi€& ec. 

. EQUICOLA ( Mario ) , celebre let- 
terato , nacque ad Alvito nel t46o, 
MSt6 a Napoli e fu compagno del 
sSannazaro e del Gravina neir accade- 
inta del Pontano. Nel i\%i Ferran- 
te I di Aragona murilando la figliuo- 
Am Eleonora ad Ercole I duca di Fer- 
rara e volendo quella principessa me^ 
liare seco un segretarib nazionale , 
lEquicola fu dal Pontano prescelto per 
dottrina e cosliimaletia> l)i falti il 
^uca Ercole lo tenne caro e lo diede 
d maeslro alki propria ligliuola Isa- 
bella procreata con la prima moglie. 
Quando quelia principessa passd a 
tiotce C0I dnca di Mantova nel i^^O) 
lu al nostro Mario uffidata per me- 
mrla allo sposo. Nel ii^g5 fu il men- 
lore d' Isabella nel suo viaggio di 



119 

Pranciaf indi nel iSo^-fu chiamato 
u Ferrara da Alfonso I succeduto ad 
Ercole suo padre. Finalmente di an* 
ni antico si mori nel iS^f* tl suo 
nome fu celebrato da' primi uomint 
di quel secolo e furono cacciate va- 
rie medaglie in suo onore* Equicola 
fu illustre poeta , tilosofo e storico. 
Le sue principali opere sonot 1* Del* 
ia liherazione delC Ualia,ljei\tvdi di pur« 
gato latino diretta al duca di MilanO| 
Manlova , i5 1 3 ^ a** Zfl storia di Fer- 
rara , 3° Della prosapia di Gonzaga^ 
4** Commentart deUa storia di MantO" 
va ^ 1 53 1 , 5^ Della natura di Amth 
re^ i5i5 , 6" Fiaggi per la Fran- 
cia ) 1 5^6 , 7 * Istruzioni a camporrt 
in ogni sorte cU rima^ Mantova, iS^i» 
ERACLIDE , nacque a Taranto e 
fu celebre medico empirico e disce* 
polo di Mauzio Erofileo. Scrisse: i^ De 
Herbis , a* De medicamentis , 3** De 
Puisibus^ 4^ Comentaria in ttippocra* 
tis Aphorismos ^ 5** Commentaria in 
omnia ttippocrnlis opera^ 6* Commeit' 
taria in Antiochidem^ 7* Liber contra 
Aicidamentem , 8* Conpivium , 9*. 

ERACLIDE , celebre architetto e 
nativo di Taranto. per ordine di Fi- 
lippo re^di Maceoonia e padre di 
Perseo luvenl^ alcune macchine pet 
incendiare Parmata di que'di Rodi* 
Fu inventore della Sambuca e iiami* 
gliare di Arckimede e di bositeo. 
ocrisse : f^ita Archimedis.' 

£REMPERT0 da benkvento , di« 
scendenle di que' dQchi longobardi , 
si fece benedeltino e si distinse pec 
dottrina. Fiork nel IX secolo e scris- 
se I* Z>e gestis Principum JSeneventa* 
notrum Epitome Chronoiogica , Napo« 
Ii . i6a4 dal Muralosi poi inserito 
nella sua gran Ractoita , a" Carmert 
de yila Landuiphi Spiscopi Capuanij 
y Acla Translationis S, Mathcd A^ 
postoiis^ 4* D^ Destructione , et JFftf- 
novatione Cassinensis Coenobii , 5* De 
Jsmnelitaram ineursione^ 

EROLDO ( Giovanni ) , nacque ad 
Acropoli e fu veriatissimo neirartt del* 



)2d 

b gaem e foriflse: Stratagammatttm^ 
^siffe milUaris soiertias ChiUades tres, 

EROM&NE , Ceimoso pitagorico , 
Bacqite a Tar&nto e acriflie : De A- 
ntma» 

ERRICI ( Jacopo ) , nacque nella 
regione de^ Marsi e vesti Pabito fran- 
eescano* Si distinse in filosofia e nnol* 
li Kbri scrisse che dedicd a re Ro* 
berto d' Anjou. 

ERRICO ( Teodoro d' ) , celebre 
pittore , nacqoe in Napoli e si mori 
di iresca et!i verso il i63o. Di lui ci 
resta la Presenta%ione della Vergine 
in S. Marco prcsso la piazz» de' Lan- 
»eri. 

ESERA , nacque nella Lucania e 
fo celebre poetessa , scrisse : De na* 
iura haminis di cui abbianio de' fram- 
Bienti nell'opera dello Stobeo. 

EU6IPI0 CAMPARo, nacque a Ca- 
pita , fiorl nel VI secolo e vestl a- 
bito di Chiesa. Scrisse : i"* f^ita S. 
Stoerini monachi^ a^ Excerptorum ex 
opuscolis S. Augustini , 3** Reguia pro 
monachis monastcrii S» Sewrrini, 

EUMECHIO , nacque a JNapoli e 
fu celebre storico. Scrisse: Historia 
rentm Annibalcarum* 
' EURIFAME , filosofo pi^gorico , 
scrisse mollissimo , roa ci nmane un 
frammento det solo trattato : ori^* ^'t. 

EURITO, famoso pitagorico fu niae* 
fltro di Platone e scrisse : «rtrs* ToXifi. 

EUSTACHIO ( Bartolomroeo ), ce- 
lebre medico , nacque a S. Severino 
sol finire del XV secolo. Profess6' 
medicina ed anatomia nella Sapienza 
cd il primo fu che sezion6 c^daveri 
negli ospedali di Roma e fu dichia- 
rato protomedico romano. Si mori a 
Roma nelP agosfo del i S^^- A lui 
dobbiamo le scoperle delU vena au" 
gos , della palvoia situata nelP orifi- 
cio della vena eoronaria del caore | 



delUi palvoia nobitis nella Vena t*htn 
vicino Torecchietta destra del cuore^ 
del datto toracico , la spiegazione del 
passaggio del chilo dal tobo intesti- 
nale sino al cuore. Le sue opere so- 
no : i" Trattato deile Reni^ a* Tavo- 
le anotomicfie , 3^ />e atuRtus orga» 
nis , 4* Ossium examen , 5° De pena 
quae dicitur azygos et de alia quae 
im ficxu hrachii commtinem prcfundam 
pnducit , 'f De Dentibas, 

EUSTACHIO (Gio. Martino ) , ce- 
lebre medico , nacque a Gambatesa 
e fa de' piu dotti oomini di Europa. 
Fiort nel XVI secolo e scrisse : i* 
FUa Galeni ^ Napoli , 1677 , in 4 1 
2* Intfodtictio I sive medicus ^ Z^ De 
Medicinae antiqtutate* 

EUSTASIO Di Mateea, fiori al 
tempo di Giovnnna I e f u celebre 
medico. Scrisse alcuni epigrammi au- 
pra i bagni di Pozzuoli che furono 
stampati a Napoli nel i5o5« 

EVOLI ( Cesare d^ ) , famoso capita- 
no e letterato , nacque a Castropi^' 
gnano nel i53a. Ottenne pd suo va- 
lore il supremo comando delPeser» 
cito di Fiandra , indi fu commissario 
di Campagna contro i malriventi e 
chiamato nella Spagna dal re Filip- 
po II fu regalato di tiloli e di doni 
e creato maestro di caropo di iS 
compagnie con la carica di govema- 
tore di Spagna e con pensione annua 
di novemila duca(i« Si mori il Qo 
gennaio i^gS non senza sospetto di 
veleno. Fu filosofo , matematico e 
teologo. Scrisse: i* De attribuiis Deiy 
sive Seplicrot 9 Venezia , iS^S , a* 
De Causis antipathiae , et Sjrmpatiae 
rerum naturalium , Venezia , i58o , 
3° Opnscoli vari , Venezia , iSSg , 
4* Delt ordtnanza e battaglie eon un ^ 
ntiovo Trattaio tiegli alloggiamenti di 
campagna , Roma , 1 586 , in fol. 



FABALE ( Gamillo ) , nacqae ad 
SboU e fiorl verso il iSSa. Fu as- 
sai dotto Delle lettere e moUo ono* 
rato da' coDtemporanei* Scrisse ana 
Mla grammatica sur nuovo metodo 
ed un Dizionario tratto dalle opere 
di Cicerone. 

FABRIGIO ( Principio ), nacque a 
Teramo e fiori sul finire del XVI se- 
colo. Fu versatissimo nella fiiosofia , 
nella teologia e nella poesia latina. 
ficrisse : Dette AUusioni , imprese ed 
embtenH sopra ta viia , opere ed azioni 
€& Gregorio XtU^ Roma, i586, in 4* 

FABRO ( Antonio ) , nacque ad 
Amitemo e fu sommo nelle lettere 
greche e latine , non che nella elo- 
'qaenu. Lorenco de^ Medici io volle 
m maestro di suo nipole Giulio poi 
papa col nome di Clemente VII. La 
Tasta dottrina di Antonio e le sue 
naniere gentili gli attirarono la be« 
newlensa di tutla la casa de^ Medici 
di maniera clie quando Giovanni 
de^ Medici fu assunto al pontificato 
col nome di Leone X , gli conferi 
la cattcdra di cloquenEa nella Sapien- 
■a. IVel giugno del 1S22 Roma fu 
aflBtta daila pestc e tutti i siguori ed 

I cardinali uscirono dalla citt^ ed il 
Fabro fece altrettanto , ma volendo 
poctar seco il danaro e le sue opere 
IIS. dimenticate nella propria casa , 
feoi ritomo a Roraa e trovd nella 
ma abitazione i servi morti dal mor- 
bo. Ci6 non ostante tolse i scritLi ed 

II danaro ed usci dalla cittii , ma po- 
co lungi si mori di peste ed alcuni 
che si awidero del suo danaro con 
qaello involarono anche i scritti* 

FAGGIO ( Angeio ) , celebre filo- 
•olo e poeta, nacque a Castel di San- 
ipt9 e bx monaco di Monte Casino. 
Si distinse nel predicare e si mori 
di anni 93 nel iSgS. Scrisse moi- 
tissiime opere di piet^ ii cui dislinto 
cafalogo polrii leggei*si presso il Tar 
fori neir ariicolo di qucsto dotto cas- 
iiaese. -t^ 



FAGGIUOLO (Girolamo) , na* 
cqne a Napoli, e fu dotto in filosofia, 
in teologia , nelk oratoria c nella 
poesia. Di lui abluamo : i^ / sette 
satmi penitenziaii imitati in rime dal* 
V ecceUentissimo D. Agostino Agosti* 
ni j e i sette salmi della miseri^jrdia 
latlrd raccoki dal sahmsta dal signorc 
Giroiamo Faggiolo col suo polgare ec. 
Aversa , i Sg5 , i^ Della vittoria di 
2>. Giovanni tP Austria contro i Turn 
chi , poema. 

FAILO , femoso atleta , nacque a 
Crotone e fu molto ammirato da A- 
lessandro Magno. Allorchd i Medt 
combatterono i Greci e gl' Italiani 
tenevano le cose di costoro per ispac* 
ciate , Failo allestl una nave a sue 
spese e fece vela per Salamina , do- 
ve combatti con gran valore. Dopo 
la vittoria riportata da Alessandro 
Magno contro Dario a Gausamiela , 
quel monaca invi6 parte del bottino 
a^Crotoniati onorando cosi la virtii 
di Failo. 

FALCO ( Paolo di ) , celebre pit- 
tore , nacque a Napoli e fu scolaro 
del Solimeiia. II de Domioici descri- 
ve le sue opere. 

FALCO Da Calabkia , rinomato 
poeta volgare del XIII secolo. £ re- 
gistrato dali* Allacci nel suo Indice e 
dal Grescimbeni neila sua storia del* 
la pocsia volgare. 

FaLCO o Falconb (Benedetto ) , 
nacque a Napoii ed a tutta possa si 
diede a propagare ed illustrare la 
lingua volgare , nella quale divenne 
uno de' piik purgati scrittori. Fu an* 
che buon poeta e scriltore latino 
porgato. Scrisse moltissime opere e 
non abbiamo che \ i^ De Sjriiabarum 
Poeticamm quantitate nosccnda iSig^ 
3. Rimario , Napoli, i535 , in 8. 
5. Descrizione de^iunghi antichi tU Na* 
pofi c dei suo distretto , Napoli, i559| 
in 8. 

FALCONE ( Niccol6 Carainio ) , 
celebre lelterato ^tocque a Napoli il 



122 

2o lu^lit) iGoi c Yesii abilodichic- 
sa. F(i da papa Ciemente XII creato 
▼escovo di Martorano nel 1753 e da 
Benedelto XIV trasferito alla metro- 
politana di S. Seyerino. Si mork a 
Napoli il I marzo 17^9 e scrisse : 
i. ^a e martiho di S» Gennaro , 
Napoli , 1713 , in fol. iigurato , 2. 
Lettera apologetka sotto finto nome 
di Arcidiacono Egineta. 3. Q. Cas^ 
sii Dionis lib. 21 , Napoli , 17^7 > 
in fol. 5. Acta S, Nicolai episcopi , 
Napoli , 1754) in fol. 6. Ad Cop- 
ponianas Euthenas tabutas Commen' 
tarius , Roma , i^SS , in fol. 7. Pro 
nctis iatinis et graecis S, Januarii €« 
piscopi , 8. Archidiocesane Synodas 
S» Scvcrinae de anno Ij47 ) ^oma, 
1749 ) 9. Octavarium Sacro-Politicum 
inclitae Flrg. et Mart. S. Anastasiae. 
FALCOJNE r Giovanni ) , uacque a 
Montcleone e iaorl nel XVI secolo , 
lu eccellentc eiureconsulto in ambo 
i dritti e scrisse : Theoremata Joan- 
nis Falconi ex variis locis U. I. de- 
promta , Bologna , 1587. 

FALCONE { Andrea) , celebre scul- 
tore ed architetto , nacque in Napo- 
li dal fratello di Aniello. In quesla 
nostra cilta poche opere di scoltura 
di Falconc vi sono , ma tutte di gran 
merito. Si mori assai giovane. 

FALCONE ( Aniello ) , famosissi- 
mo pittore , dclto t oracolo delle bat* 
taglic^ nacque a Napoli nel 1600 e 
fu scolaro dello Spagnolctto. Si ap- 
plico sopra tuUo a dipingere armate 
e battagiie, che gloria immortale gli 
ottpnnero. Al tempo delle turbolenze 
di Masaniello egli alla testa de' suoi 
scolari e de' propii parenti ed amici 
lorm6 una compagnia che disse dcl- 
la morte c tutto ii giorno spendeva 
a ferire e tnicidare quanli spagnuoli 
potea. Sodata quella seduzioiie fuggl 
a Roroa , indi pass6 in Francia dovc 
lu chiamato ed accolto onorevolmen- 
lc in queila corte. Re Luigi XIV gli 
ottenne poter ripatriare e finalmente 
s\ mor\ nel i665. Fu egli per la 
somma abilitli nd dipingere l* ammi* 



razione de' suoi conlenjiM-jmnei e ri- 
scosse lodi da^ piu famosi artisti di 
que' tempi. 

FALCONI ( Marcantonio delli ) , 
nacque a Nardo e si distinse nelle 
scienze filosofiche , nella eloquenza e 
nella poesia latina. Nel i545 fu no* 
mioato vescovo della chiesa Gerun« 
tina e Carietense dove si mori nel 
i556. Scrisse : DelC inceniUo di Poz» 
zuoh , Napoli , 1 53^ , in 4* 

FALCONIERI ( Ignazio ) , celebre 
letterato del XVIII secolo. Nel 1799 
implicato nelle lurbolenze del regno 
fu condannato nel capo. Di loi ab- 
biamo : i. Istitudoni oratorie ^ Napo* 
li , x8o3 , in 8. 1. Sentimenti edo' 
razioni scclte di M. T, Cicerone , Na- 
poli , 1793 3 Tol. in 8. 3. Sagglo 
di poesie latine , itaiiane e greche , 
Napoli , 1788 , in 8. 

FALIVENIA ( AgosUno), nacqae 
a Gifuni e da papa Paolo III fu no 
minalo a coUettore apostoiico delle 
decimc iroposte sur i beni ecclesia* 
stici del regno e da Clemente VII 
▼escovo di Capri nel i52B, indi 
dMschia dove si morl nel i548. Fa 
buon poeta latino e scnsse : Com- 
plura opuscola Carmine fieroico in 
laudcm Dciparae P^irg. 

FANELO ( Prospero ) , celebre 
cassioesc ^ nacque nella Cdlabria e fu 
rinomato poeta. Di lui abbiamo i^* 
CoUoquium Christi Mojrsi , et Eliae 
fiabitum in Montem Tliabor ^ Napoli, 
i585 , i^. Uoa lettera An C/wistm 
Dominus in Coena Emauntina usus 
fuerit signo Crucis dd benedicendam 
Panem. 

FANNIA , nacque a Minturno e fa 
menata in moglie da Caio Ticinio» 
Sendo cUa donna impudica il ma- 
rito che tale vizio coiiosceva in Fan- 
nia anche prima delle nozze , sotto 
prelcsto che quella menava disoncsta 
vita volea rimandarla alla sua casa e 
ritenersi la dote. Allora Faonia si 
oppose forte e Caio Mario fii scello 
ad arbitrio , ii quale condann6 Fan- 
nia per impudica in un sc^tcrxio 



numaio e Ticino a rcslituire la dote 
alla moglie. Questa donna poi raerao- 
re della giustizia faltale da Mario , 
;illorch^ costui scacciato di Roraa e 
perseguitalo du Silla fu cavato dalla 
padule del Garigliane tutto infangato 
e quasi nado, lo soccorse in quan^ 
to fu valevole la sua persona. 

FARKt.LI ( Giacomo ) , celebre 
piltore , iiacque a ^Japoli nel 1624 e 
fu scolaro di Andrea Vaccaro. Si mo- 
rl ii a6 giugno 1706. 1 suoi miglio- 
ri dipioti sono : 1** La nascita di S. 
Anna nella chiesa della Pieta dcTur- 
chini ^ iL^ La mortc di S, Anna nel- 
U stessa chiesa , 5^ II quadro del- 
P allarc maggiore nella chiesa della 
Eedenzione de^Caltivi. 

FASANO ( Francesco Saverio ) , 
nacqae a S. Lucido il 4 agosto 1707 
ed ivi si mori nel 1 8o4* Vesli abito 
di chiesa e fu versato nelle lettere e 
nella filosoBa e professo catechisroo 
« Paola* Fu buon poeta latino e voL- 
gare ed aggregato a varie accademie. 
Scnsse moltissime opere. 

FASANO ( Tommaso ) , celebre 
pittore , nacque a Napoli e ^ moii 
nel 1716. II suo miglior dipinto h 
il quadro di S. Andrea Avcilino nclla 
cbiesa di S. Maria dclle Grazie a To- 
ledo* 

FASCITELLI ( Oiiorato ) , dotto 
cassinese , nacque nd i5o2 ad Isec- 
nia e papa Giulio III io voile a pre- 
eettorc dei nipote ii cardinale Inno- 
cenzio dei Monte , indi lo creo ve^ 
ftcovo d'Isola. Intervenne al Coocilio 
di Trento e vi si distinse per dottri- 
na e 81 mor) a Roma nei i564* Fu 
lodato da' dotti come poeta latino c 
purgato scrittore. Di lui abbiamo: i^ 
De. gestis Alphonsi Dapali Marchbnis 
Vasti ,3^ Carmina in laudem aliquot 
pirorum literis , armisque itlustrium , 
5* EndecasiHabo al Giovio , 4** Alcu- 
ni Poemi , 5** Poesie laiinc , C* Ai- 
cuue Lettere, 

FATTORUSO ( Giuseppe ) , ccle- 
bre pittore , nacque in liapoii e fu 
icoiaro di Andrea Vaccaro. Ollcone 



12:5 

lode pe' suoi dipiQli ad olio ed a fre- 
sco. 

FAZIO ( Giulio ) , nacque a Napo- 
li e vesti V abito gesuita ancor viven-!> 
te S. Ignazio. Si distinse nei suo or- 
dine per dottrina e si mori nel iSgG. 
Scrisse : 1® Mortorio^ a° Della mor^ 
tijicazione delle passioni e pravi qffetti^ 

FAZZINI ( Lorenzo ) , nacque a 
Vieste il 17 gennaio 1787 , vesti a- 
bito di ciiiesa e riusci con nome neU 
ie matematichc che insegnd con gran 
successo tn uno coa ia fisica , logi;* 
ca , inetafisica e dritto di natura. Si 
nio*:-! ii 4 niaggio iSB^. Le sue sco* 
verte sul magnetismo furona conOf> 
seiute in Itaiia , recate in Francia ed 
in Inghiiterra alio esame di Arago e 
di Faraday. Di lui abbiamo : i^ La 
geometria piana c solida di Euclide 
iiluslrata , 2° / teoremi di Archimedt 
ridotii , 3** L^ aritmetica col metodo 
sintetieo , 4° L^ aritmetica col metodo 
anatitico, 

FEBOINIO (Muzio ) , sforicae bor 
tanico ,. scrisse : Storia Marsicana , 
Napoli , 1678. 

FEDERICI ( Francesco ) , mare- 
sciailo sotto Ferdinando IV di Bori)o- 
ne , generale sotto la repubblica ed 
espertissimo ncil' arte delia guerra. 
Condaonato iiei 1 799 aii* ultimo supr 
plizio , soflri coo unimo intrepido ia 
pena. 

FEDERICO D' ABACONiL, secondo^ 
geoito di rc Fcrrante I , nacque a 
Napoli ii 19 aprile i^Sa e fu tenu- 
to ai sacro fonte dali^ imperadore Fc- 
derico vcnuto in Napoii pcr sposare 
Eleonora di Portogailo nipotc di Al- 
fonso I di Aragona c voiie ciic dcsi 
nome suo si chiamasse. lSe\ 9 marzo 
1435 ia dai padre creato principe 
di Squillace e conte di JNicastro e 
Belcustro. Pcr conchiudere la pacc 
clie trattavasi tra re Fcrrantc suo pa- 
dce ed i baroni ribcili , ncl i4^5 ai 
porto a Saierno da quel principe da- 
ve trovo tutti i baroni della congiu- 
ra , i quaii io accolscro neila manie- 
ra ia piu lusiDghiciJi c dopo tin lun- 



121 

go ed enidito di&corso i^e\ principe 
di Saleroo gli fu oficrta la corooa dei 
regno 9 ma Federico sdegnd accettare 
un tanto dono in danno del padre. 
Allora que^ baroni lo cacciarono in 
prigione , ma dopo ao giorni trave- 
stito da donna per opera di Mar.ot* 
to Boggi capitano de* Gorsi al servi- 
zio del principe di Saleruo , uscl dal- 
la prigione e dalla cittli ed in una 
nave fu nienato a Napoli. Rimuner6 
il barcaiuolo di doni, di pri?ilegi e 
di una baronia il Boggi. Nel , 1^94 
rinun2i6 a favore deila nipote Sancia 
figliuola naturale di Alfonso II il prin» 
cipato di Squillace allorch^ p&ss6 « 
nozze con Gofir^ Borgia ed il fratello 
gli diede in conlrocambio quello di 
Altamura. Nel i^^S stando nell^isola 
d'Ischia col nipote re Ferrante II che 
fuggito era dalla capitale combattuta 
dalle armi di CaHo VUI re di Fran- 
cia j fu invitato a venire a Napoli 
da re Carlo per trattarc di pace. IH 
latti Federico s' incontro col re fran- 
cese a Pizzofalcone e ricevuto coa 
alto onore lungo fu il coUoquio tra 
que' principi , ma di niuno efietto, 
Stavasi a Lecce in quaiitli di Vicer^ 
allorchd avvertito della grave infer- 
mitii del nipote venne a Napoli e lo 
trovo morto ed essendo egli il icgit- 
timo erede , fii con uuiversale con- 
tento proclamato re lo stesso giomo 
S settembre 1496. P^ell' anno dappoi 
papa Alessandro VI gli spedi la bolla 
della investitura e pochi giorni dopo 
un^ altra con la quale destinava il cai^ 
dinale Cesare Borgia a coronario , la 
quale cerimonia fu eseguitanellacittii di 
Capua.Suoprimo pensiere,principesag- 
gio e clemente sendo , fu il perdonare 
a tutt'-i baroni nemid del padre e dei 
Iratello suo ed a tale oggetto battd 
vna moneta col motto : Recedani pe* 
tera , nova sini omma. S* impadronl 
di Gaeta e di Aversa costriogendo i 
francesi che vi stavano al presidio a 
ritirarsi nel loro paese. Federico a- 
vrebbe goduto del piik bel pacifico re- 
gno K U morte non avesse cdipilo 



Carlo VIII rc di Fiancia , al quala 
succediito Ludovico XII che ca16 toslo 
in Italia ed iinpadronitosi di Milaao 
pass6 contro il nostro regno. Fe- 
derico si collog6 col re di Spagaa 
Ferdiiiando il Cattolico per resistere 
alle armi francesi , ma que' due re 
di Francia e di Spagna convennero 
tra loro per dividersi il regno di Na* 
poli ) occupando i spagnuoli la Pu- 
glia e la Calabria , la cliXk di Napo- 
li coi riroanente territorio i firancesi. 
Papa Alessaudro VI non potendo ne* 
anche in tali cirooslanze con promesio 
di pronti socrorsi piegare Federico « 
dare una sua figliuola in moglie al car> 
dinale Valentino col prinoipato di TSi- 
rantO| nel a5 giugno iSoi spedl miii 
bolla con la quale priv6 Federico del 
regno investeodone di una parte Ludo- 
vico XII re di Francia e deiraltra Fcr» 
dinando il Cattolico re di Spagna. AUo» 
ra Federico vedendo tutti congiurall 
a suo danno si mise alla difesa dl CSa* 
pua lasciando Napoli afiBdato a Cko* 
spero Coioona. Stando in Aversa cd 
avuta nuova che Obigni avea occii« 
pato tutte le terre che roenano a CSii^ 
pua , si ritir6 in Napoli e dopo h 
presa di Capua si chiuse in Catlfl 
Nuovo e di \h passo ad Ischia , cho 
per trattato gll fu concessa in domi« 
nio per sei mesi. Finalroente vedcn- 
do afiatto caduta la fortuna della ca* 
sa di Alfonso I di Aragona, si Inn 
sferi in Francia presso Ludovico 
XII ) il quale gl) don6 la contet 
d' Anjou e de' beni da rendergU 3o 
mila ducati 1* anno. Dopo due «n* 
ni di dimora in Francia si mo» 
rl ii 9 •ettemlve 1 5o4 nella citt4: dl 
Torsc di aoni 5i» Federico di Am* 
gona aomo taggio e monarca Iienl- 
goo, lis letterato ed am6 e protetael 
dotti. li iuo intimo aroico fu il ce» 
lebre Jacopo Sannazaro che vend6 
alcuni suoi beni per fomirlo di da« 
naro ( Vedi Sannasaro ) quando fiig« 
gi in Francia , gli fu coropagno ncU 
V esilio c gli rese gli ultimi ufiGaL 
FELICE rV , nacque a Benevento 



e «iccesse a papa Giovanni I il 24 
Inglio 5a6 per fevore di Teodorico. 
Si inorl neU^ottobre del 53o. 

FENICEO ( Francesco ) , celebre 
giureconaulto , nacque a Napoli e fu 
presceho alla cattedra di giurispru- 
deoj^ liella regia nniversiUi. 

FERA ( Bernardino )| c^elebre piu 
tore , nacque a IVapoli e fu scolaro 
del Solimena. Fece molte opere gran- 
di e si morl di fresca elk nel 1714* 
II De Oominioi h il catalogo de' suoi 
dipinti. 

FERDINAmX) iw m BoaBONE , re 

di Napoli , nacque in questa citt^ il 

iQ gennaio lySi ed alla etk di 8 

anni successe al padre suo Garlo III 

cbiamato a reggere le Spagne nel 

175^ 1 il quale nelPabbandonare que* 

sta nostra metropoli lo coron6 re e 

gli die^jle nelle mani la spada che Lui- 

gi XiV avea donata a Fil/ppo V e 

costui a Carlo e gli disse: Prendiia 

a difesa della tua religione e de' iuoi 

sttdditi , indi nomin6 una reggenza 

fino a che ii figliuolo uscisse di ini« 

nore ct^ che fiss6 ad anni 16. Gion- 

to ad elJk dn menar moglie gli fu de- 

stinata Maria Giuseppa Arcidiichessa 

d^ Austria , ma nel prepararsi al viag- 

gio inferm6 e si mori. AUora la so- 

rella Maria Carolina fu eletta ed in 

sua vece neiraprile del 1768 si par- 

ti di Vienna per Napoli. Tanucci 

uorao assai celebre e primo mi- 

nistro di re Carlo III e del figliuolo 

Ferdinando, per la fortezza del suo 

aoimo e la dottrina nel maneggiare 

gli afiari dello Stato aboU il tributo 

della cbinea e queila oerimonia alla 

S. Sede , tolse il nome di vassalli 

dcUa chiesa a' re delle Due Sicilie ed 

il dono da larsi alla corte 'di Ronui 

aUa incoronatione d«'re atahiU che 

aolo a titolo di pietosa offerta si fa- 

cesse. II re con la mogUe si trasferi 

a Vienna , indi a Eoma e di ritor- 

M a NapoU voUe la guerra aUa Fran- 

da per essere tale la mente della re- 

gina. Nel 1 796 essendo ie armi fran- 

ceii Tittoriose in ItaUa accett6 Vn* 



las 

mislizio ofiertogli da Napoieone che 

•tipul6 in Brescia , ma poco dappoi 

occup6 Pontecorvo. Neir ottobre del 

1796 quelP armistizio fu mutato in 

pace con varie condizioni e spezial- 

mente quella che re Ferdinando pa« 

gasse alla Francia due milioni di du- 

cati. AUorch^ Napoleone pass6 inE* 

gitto si colleg6 con gli aitri potenta* 

ti contro la iPrancia , ma essendo di a- 

nimo piuttoslo iuclinato alla pace riunl 

un consiglio per decidere sur tale im* 

portante afiure. Parte gridava pace | 

parte guerra e guerra fu stabilita.Dato* 

si nelle armi invase lo stato pontifido 

ed il 29 novembre 1 798 fu a Roma e 

fattovi pomposo ingresso abit6 il sno 

palazzo Famese, ma il 7 decembre fii 

costretto fare ritorno a NapoU per 

essersi il popolo romano dato a' fran* 

cesi. II 31 decembre s'imbarc6 per 

la Sicilia e fii in pericolo di naufra- 

gare ( Vedi Caracciolo Francesco )• 

Nel 1 799 rivide Napoli ed aboll i tanto 

aolichi Sediii delia nobilt^ napoletanai 

indi ricompose Tesercito e il giorno 4 

agosto fece vela perPalermo sul vascel* 

lo inglese guidato da Nelson. Nel 1 800 

stabiU gli ufiBzi ed uffiziali di vacci- 

nazione per V innesto del vaiuolo, hi 

prescrisse agli ospedali , alle pubbli- 

che case di pieta cd aila colonia di 

S. Leucio. Arm6 nuovo esercito e 

si dichiar6 contro la Francia ed in- 

vi6 le soe armi contro la Toscana. 

Si restitul a NapoU nel i8oa e nel 

i.8o4 don6 la cittii di Catania aII'or« 

dine de' Cavalieri Gerosolimitani dettl 

di Malta e volie nel suo regno rista* 

bilita la compagnia de' Gesuiii. II a5 

gennaio 1806 parU per Palermo la- 

sciando suo vicario ai regno France- 

sco suo figUuolOfnel 1814 men6 in mo- 

gUe Lucia Migliaccio vedoya del princi- 

pe di Partanna che da gran tempo ama- 

va.Rigettata ogni pretesa dell'occupato* 

re Murat dal congresso di Vienna, Fer» 

dinando rientr6 in NapoU ii 9 giogno 

dcllo stesso anoo i8i5 ed U 17 giif 

gno 1816 sciolse il voto fstto di «• 

dificare U chieaa di S. FraQceico di 



126 

Piiola di cODtro alla Reggia mettendoTi 
la prima pietra egli stesso cod pub- 
blica e soUenDe cerimonia. Furono 
a gara chiamati i primi architetti d^ 
Italia pel disegno di quel tempio e 
preseelto qnello de^ napoletani Fazio 
e Peruta. Ma P opera fu commessa ad 
altro fino allora sconosciuto architet- 
to per nome Bianchi e Lugano di na- 
zione. Questa gran mole di fabbrica- 
to menata a termine soUo re Ferdi- 
nando II di Borbone suo nipote non ^ 
gran fatto lodata per bella architettura. 
Dato aduDque sesto alle cose del re- 
gDO cambid il noroe soo di Ferdi- 
naodo IV iD Ferdioando I , ehiamd 
daca di Calabria 1' erede al trono co- 
me era costume dcgli antichi nostri 
re I priocipe di Salerno il siio secon. 
dogenito , duca di Noto il primo fi- 
gliaolo del duca di Calabria , pria- 
dpe di Capua il secondo nato, con- 
te di Siracusa il terzo, ed ii quarto 
ooDte di Lecce titoli da passare a'lo- 
ro figliuoli maschi senaa terre o do- 
mint* Modific6 tutte le parti del Co- 
dice francese adattandolo a' bisogoi 
de^suoi popoli , riformo molti rami 
di amministrazione , conchiuse un 
concordato colla Santa Sede. Sul fi- 
nire dei 1818 stando a Roma si am* 
mal6 grayemente e si tem^ forte per 
la sua vita, ma fortunatamente si rieb- 
be e P anao duppoi 1819 edific6 nel 
bosco di Capodimonte an eramo di 
Irati ca]>pucciai riserbando sei celle 
per senrire al sovrano quante volte 
Tolesse ritirarsi dal mondo. Nel 1 820 
allorch^ alcuni stolti teotarono turba- 
re la (|uiete del regno , Usci6 ii du- 
ca di Calabria suo vicario in Napo- 
li ed egli si trasferl in Sicilia. Nel 
1821 fece ritorno in Napoli dal coa- 
gresso di Laybach , cre6 principe di 
Antrodoco il generale tedesco Frimont 
regalaodogli aacora 200 mila dacati 
ed aDnull6 il trattato di Casalaaza. 
Ordin6 si goTeroassero le Dae Sici- 
lie separatamente , f u al coogreiso di 
Veroaa nel i8aa e poi a Yienoa. Fi- 
nf Mi\p p^ il yTii^t^nff del 4 goooaio 



iC^S fu troTato morto di apoplessia 
nel sijo letto nella Reggia di Napoli» 
Visse 76 anni , ne regn6 65. Cre4 
r ordine cavallcresco del Merito det- 
to di Ferdinando dal suo nome • 
ne decoro nazionali ed esteri distin- 
ti per seryigi ciyili o militari e i'aU 
tro di S. Giorgio aflfatto militare. Fu 
monarca di felicissimo ingegno e di 
gran cuore. Era caritatevole al segno 
che di solo ordinario assegoamento pa- 
gaya 24 mila ducati annui in socoor- 
rere i poyeri. Edifico il villaggio di 
S. Leucio e scrisse di proprio pu- 
gno : Origine della popolazione di S. 
Leucio €oUe teggi corrispondenti^ >7^> 
in 8. 

FERDINANDO ( Epifanio) , ceto- 
bre medico nacque a Mes^ne nel 
1 569 e percorse l^ ItHlia facendosi 
OTunquc ammirare per dottrioa. Ri- 
nunzi6 la caltedra di medicina offer- 
tagli dalla oniversit^ di Padoya e ad 
istanza del professore di medicina deW* 
la universit^ della Sapienza in Rooia 
lesse tre giorni in sua vece medici- 
na attirandovi i primi medici e let* 
terati. Fatto ritorno in patria scrisse 
un' opera intitolata : Centum /listoriae 
seu observationes et casus medicinae , 
che invi6 alla universit^ di Padova^ 
la quale oltre averla ammirala la le- 
ce stampare a proprie spese. Si mo« 
ri nel i658 e scrisse : i"" Trattata 
De vita propaganda , q" T/icorema" 
ta p/iHosophica , ct Ak*dica Kenet : 

FERDINANDO ( Giacomo ) , cele- 
bre medico , nacque a Bari e fu in 
grande slima teniito nclla corte di Po- 
lonia do?e lo men^ Bona Sforza ia 
qualit^ di suo medico^ Si moii nel 
mezzo del XVI secolo e scrisse : Dc 
regimine a Ptste praeservatio , Craco- 
▼ia , 1543 , in 8. 

FERDINANDO ( IVIarcello ) , n«- 
cquc a Bari c fiori nel XVI secolO| 
vesU V abito olivetano e si distinse 
per dottrina e spezialmente come o- 
ratore. Fu abate di Nocera , di Sa- 
lemo c di Nupoli. Di lui abbiamo 
de^ Quarcsimali^ 



FERGOLA ( Niccoid ) , nacqae a « 
Napoli il 39 ottobre lySa e si die- 
de alla giurisprudenza che insegn^ in 
propria casa , ma che poi abbando- 
n6 per dedicarsi alle matematiche. Re- 
sosi il none suo celebre presso tut- 
te le nazioni nel 1600 fu nominato 
alla cattedra di matematiche sublimi 
nella nostra universit^. Si morl il 2 1 
gingno 1894« Di hii abbiamo : 1° 
Soluiiones novorum quorundam proble» 
matum geomctricorum^ i^ Prelazioni sal 
NetPton , 3** Le Tazioni , 4* Sezioni 
coniche sintetiche , 5® Sezioni confche 
anaUtiche , 6® Luoghi geometrici , 7** 
Vari opuscoli matematici. 

FERRAIUOLI ( Nunzio ) , celebre 
pittore di vedute , nacque a Nocera 
de^Pagani nel 1661 e fu scolaro di 
Luca Giordano* 

FERRANTE II re di Napoli , suc- 
cesse al padre Alfonso II nel i49^* 
Ebbe ne^primi giorni del suo regno 
sanguiuosa guerra con Carlo VIII re 
di Francia che lo costrinse fuggire 
-da Napoli e ritirarsi neirisola d^I- 
schia. I veneziani e gli spagnuoli 
ruppero i francesi ed egli ricuper6 
il soglio. Ma per eccesso di godere 
della moglie di breve menata al ta- 
lamo , si mod di anni Q7 un mese 
e sette giomi il 7 settembre i^q6. 

FERRANTIO ( Cesare ) , nacque a 
Sassano e si morl sul finire del XVI 
secolo. Fu nelle leltere versato e ve- 
scovo di Terroole. Scrisse una Ora' 
tione chc recito uel Concilio di Tren- 
to, Brescia , tS6Xy in 4* 

FERRAO ( Peleo ) , nacque a Co- 
senza e fu celebre poeta volgare. Si 
mori ii 27 decembre 1600 e del mol- 
to che scrisse pochitsimo ci resta. 

FERRARI ( Jacopo Antonio ) , ce- 
lebre letterato , nacque a Lecce nel 
1 507 , viaggid per varie parti di Eu- 
ropa e fu uditore della Calabria, poi 
uditore dci Caropo presso il vicer^ 
Mendozza. Si moi^ nel iSgS, Di lui 
abbiamo: i° Apologia pcr CosmoMe" 
dico Magno ec. Napoli, i563, 2*' yi- 
ta S. Fortunati Mart, Ljrciensium e^ 



ivt 

plscopi ec. Lecce 1667 , 3^ Apohgia 
paradossica delia dtUt di Lecce^ 1707» 

FERRARI ( Tommaso Blaria ) , ce« 
lebre filosofo .e teologo , nacque « 
Manduria il 10 novembre 1647 ^ ^ 
dotto domenicano. Nel 1688 fd crea« 
to maestro del sacro palazzo e nel 
1695 cardinale. Fu adoperato nd pi£l 
difficili afiari delia corte di Roma e 
si mori il 30 agosto 1716. 

FERRARO ( Gio. Battisto ) , cele- 
bre veterinario , nacque a Napoli e 
fiori verso il i56o. Scrisse on libro 
per curare, conservare ed ammaestra* 
re i cavalli che intitol6 : Trattato a- 
tile e necessar io ud ogni agricoUore per 
guarir CavaUi ^ Bovi^ Kacche ^ Cani^ 
Aslni , Muli ed Ucceiii di gabbia ec» 
Bologna ,1673. 

FERRARO (Gio. Antonio), gia- 
reconsulto e poeta latino del XVI se- 
colo , nacque a Napoli e scrisse : 2** 
Alcuni consigli feudali , a^ Due so* • 
netti in morte di Sigismondo auga- 
sto re di Polonia. 

FERRATA ( Gaspare ) , architetto 
e famoso capitano de^ suoi tempi , 
nacque a Capua e fu luogotenente di 
cavalleria di Alfonso II. Nel 1496 
fortifico vari luoghi ne* confini del 
regno per impedire V entrata a Garlo 
Vlll re di Francia. 

FERRO ( Alfonso ) , nacque a Na- 
poU e fiori sul finire del XVI secolo» 
Gran nome si acquislo in medicina e 
papa Paolo III lo voUe a suo medico 
a Roma. Si mori in quclla cilti^ e 
scrisse : i^ De Sclopetorum , seu ar» 
chibusiorum mlneribus^ lib. 5 , 3^ De 
morbo Gallico , natura , usque muiti* 
pUci^ lib. 4* 

FESTA ( Giuseppe ) , nacque a 
Napoli e si morl nel iSSg. Fu il pi^ 
ecceilente direttore di orchestra che 
si abbia avula 1' Europa, La sua per^ 
dita fu di dolore air universale. 

FEUDALE ( Domenico ) , nacque 
ad Isca terra della Calabda Ultra uel 
settembre del 17^0 da un sartore. 
Riusci nelle lettere e fu maestro di 
grammatica nel scminario di jMartora- 



128 

Do, indi fu nomioato canceUiere del* 
la Garia di quella diocesi. Nel 1818 
fii ^esooTo di Cotrone doTC si morl 
nel 1828. Scrisse alcune opere , ma 
di poca enidizione. 

FIERAMOSGA ( Ettore ) , nacqoe 
B Gapua e fiorl sul cominciare del 
XVI secolo. Si distinse nelle armi e 
sopra tutto nel duello combattuto in 
Puglia nel i5o3 de' i3 italiani fomosi 
contro i 1 3 francesi. Si mori giovane 
e gli fu scolpito il seguente epitaffio 
sur la lomba.* 



iDter et antiqaas dadesi ioterqna receiitesi 
Qoas» Capoa 9 iDsignes enonierare potes» 
Imniatora tibi mors Hectoris infima non esty 
Hector qoi Pbrjrgio dod minor Hectore eral. 
Optaiiet mediis tamen ille occombere in 

armisi 
Inqoe acie extremom victor obire diem } 
NoD ita in ignavo fatis conoedere lecto : 
Tristios boc illi sic periisse fait* 
Tamqoe diu 9 Vnltome 9 tom logebis alo- 

moom f 
la more caeroleas dum comolabis aquas; 

FIGHERA ( Oronzio ) , nacque fL 
Martina e si diede alla giurispruden- 
sa. Di lui abbiamo: i^ Instiiuiiones 
juris Eegni NeapoUtani^ NapoH, 1776, 
a vol. a* Elementa juris ecclesiastici , 
Napoli , 1784 ) 2 T0I. 

FILAURO ?Gio. BattisYa ) , nacque 
ad Aquila e nor) nel i563 , fu buon 
poeta lirico Tolgare e drttramatico. 
Di lui abbiamo solo : / misteri delia 
Passione di G. C , Napoli , 1 578. 

FILISTIONE , filosofo e medico 
famoso , nacque a Locri e fu medico 
empirico. Scrisse : i^* De succulaneis 
medicamentis. 

FILANGIEPJ ( Gaetano ) , nacquc 
il 18 agofto 175^ a Napoli dal prin- 
cipe di Arianiello , si diede alle ar« 
mi e di anni i5 ebbe il grado di al- 
fiere , ma datosi aile lettere di anni 
17 Tolle il congedo. Nel 1774 P^^ 
ubbidire al padre intraprese la car- 
riera dd foro e scrisse : Rifiessioni 
poiitiche sulP ultima iegge sovrana n* 
guardanie P amministrazione deUa giU' 



stizia , Napoli , I774 , in 8. che in^ 
cominci6ad ottenergli nomenel mondo 
letterato. Nel 1787 fu consigliere nd 
supreroo consiglio di FiuanKa in cui 
fece chiara mostra di sua dottrlDa. 
Pcr la malsana salute per6 rinnnBid 
qiieiia carica e ritiratosi a VicoB^ 
quense si mori nel luglio 1788 di an- 
ni 34. Di lui abbiamo ancora Sekit' 
xa della Legislatione che gli acquiild 
nome immortale presso tutte le acca- 
demie letterarie e fu in tutte le iln- 
gue tradotta dalle Tarie nasioni. 

FILOLAO , di Cotrone , oelebra 
filosofo pitagorico , fiori Tcrao ii IV 
secolo prima di Cristo e si applic6 
alla fiiiica ed alP astronomia. Sosten- 
ne il moYimento della terra che poi 
adottarono anche Aristarco di Samo 
e Filolao tebano. In^egnaTa che tntto 
era armonia e fu il primo che com- 
mentasse le scienae fisicbe. Fu am- 
roesso al gOTcmo della sua palria , 
roa gl^ invidiosi della sua gloria inso* 
spettiti que' della repubblica che Pilo* 
lao Tolesse innalzarsi a tiranno , lo 
fecero cadere Tittima de' loro pogna- 
li. Platone comprd per 4o roine alei* 
sandrine un libro rimasto a* roiserabtU 
parenti di Filolao delle tante sue o* 
pere e di quello si gioT6 ncllo seri- 
Tere il suo Timeo. Filolao fu ancbe 
inTcntore di uno degU Anrd grandi» 

FILOMARINO (Marino), naope 
a Napoli di nobile famiglia e iu dot- 
to domenicano e discepolo di S. Tom* 
maso. Dopo aTere occupato Tarie di> 
stinte cariche , nel 1266 fu nomiiia* 
to arcivescoTo dl Gapoa, doTC ri mo* 
ri nel ia85. Scrisse : Formuiarium, 

FiLOMARINO ( Comelio), naeque 
a Napoli e fiori sul cader. del XVI 
secolo. Fu rinomato poeta Tolgare e 
valoroso guerriero. Fu moito in mi 
futto di armi. x 

FILOMARINO (Clemente), fra^ 
tello del duca della Torre , nacquo a 
Napoli e fu dotto nelle matematicbe* 
Nei 1799 calunniato da un Tile ano 
senro , fu dalla sfrenata plebc napo« 
letana traKinato nndo alU slrada dd* 



la marina ed ivi arso vivo sur an 
rogo. 

FINA (Glo. Donato) , celebre giu- 
reconsulto, nacque a Castel di San- 
gro e nellu ciUa di Padova insegn6 
dritto , indi ottenne la cattedra in 
quella universita e gran nome si a* 
cqiiist6. 11 papu lo volle a Roma ad 
insegnare e pei suo superc lo cre6 
vescovo di Cesena dove si mori nel 
1676. l? universit^ di Padova alla 
trista nuova della sua morte gli cele- 
bro solenni funerali ed Ottavio Re- 
ftU da Tagliacozzo recit6 1' orazione 
in lode del defunto celebre , poi da- 
ta alle stampe. Di lui abbianio: En- 
chiridion Conciusionum , et reguiarum 
vtriusque juris , Venezia , 167 3. 

FINTIS , di Cotrone , questa don- 
iia celebre si applic^ alla filosofia sot- 
to la scorta di Pitagora e fu annove* 
rata tra primi filosofi del suo terapo. 
Scrisse : De iemperantia' MuHerum. 

FINOGLIA ( Paolo Doroenico ) , 
fiimoso pittore , naccjue ad Orta e fu 
discepolo del Caracciuolo, indi pas- 
s6 alla scuola dello Stanzioni. Stupen- 
de sue opere si veggono nella certo- 
SB di S. Martino si a fresco che ad 
oBo. Si crede morto neirepoca della 
peste del i656. 

FIORE (*Giovanni ) de^baroni Cro- 
pani , nacque in quella terra il 5 giu- 
gno ]6a!i e fu dolto cappuccino. Fu 
innalzato a varie cariche del suo or« 
dine e si mori nel decembre del i683. 
Belle molte opere che scrisse abbia- 
Do: La Calabria illustrala , Napoli , 
J691 , 1 vol. in fol. 

FIORE ( Niccol6 di) , celebre pil- 
tore , nacque a IVapoIi e fiori nel XI V 
•ecolo. A lui si deve la invenzione 
di dipingere ad olio come rilevasi da 
un dipinto ad olio il piii antico , che 
conservasi nellu chiesa di S. Antonio 
^bate volgarmente detto S. Antuono. 
Questo dipinto ^ sopra legno diviso 
in tre pezzi e rappresenta S. Anto- 
nio , S. Fraucesco, S. Puolo , S. 
Ciovanni e S. Pietro. Sotto la figura 
di S. Antonio^si Ifgj^c: a. mcgglxxi 



129 

MICB0L\I1S TOMASI PE FLORE PlCTOa. 

FIOftE ( FMiie) , nacquc a Mol- 
fetta e si nioii di ancii 36. Fu uelle 
letterc versato e venue ascritto aU 
r accademiu del Reale Istituto d' In- 
coraggiameuto. Di lui abbiamo : x'* 
Memoria intorno alP agricoltura d^ ro* 
mani , 2** Vurie rime. 

FIORE ( Colantonio del ) , celebre 
pittore, nacqiie a Napoli circa il i552 
e si mori verso il i444- ^" discC' 
polo di Francesco figliuolo del famo- 
so Simone. Questo celebre artista fu 
il primo ad introdurrc nuova morbi- 
dezza di tinta meravigliosissima in 
que^ tempi ed alla delicalezza del di- 
pinto vi aggiunse V unitk del colore 
e il primo a togliere i profili che 
caricavano i contorni delle figure. 
Viene riputato il nostro Fiore come il 
inigliore artista de' suoi lempi ed i 
suoi capo-Iavori sono : La S» An^ 
na in S. Muria la Kova , il «S*. Gi- 
rolamo nel real Musco de' studi en- 
trambi dipinti ad olio. Questi due qua- 
dri provano abbastanza quando sia 
menUce il Vusari nello attribuire a 
Giovanni da Bruges la invenzione di 
dipingere ad olio. 

FIORE ( Angelo Agnello del ) , 
figliuolo del precedente , nacque a 
Napoli il i4oo e si mori dopoil i^?^. 
Fu celcbre scultore e discepolo del 
famoso Baroboccio. Al nostro grande 
artista riusci portare la scullura alla 
sua grandezza a preferenza de' stra- 
nieri suoi contemporanei , pel gusto 
e pcr aver bandito le forme gotiche. 
Nel Duomo , in S. Domenico mag- 
giorc ed altrove miransi belli Livori 
di Del Fiore. 

FIORILLO (Scipione), nacque a Na- 
poli c fiori verso il iSyS e fu dotto me- 
dico e filosofo. Scrisse: Expositio Pro- 
iogi Averrois supcr iibros Postcriorum^ 
Napoli, 1-574, in 4« 

FIRRAO ( Marcello ) , nacque a 
Cosenza e fiori sul cadere del XVI 
secolo , fu rinoraato lilosofo ed astro- 
nomo , non che buon poeta. 

FISIO nac<|ae a Reggio e fu cele- 
17 



430 

bie pitagorico , cbbe ^n {pnrtp »nel 
governo della soa patria pcr la quale 
compose ddle dotte e sagge lcggi. 

FLACCO (Qaidto Orazio) , famo- 

no poeta j nacqae a Venosa V anno di 

Homa 689 e 65 prima di Cristo. II 

padre I0 invi6 di buon ora a studia- 

re a Roma sotto Orbilio Pupillo di 

Benevento e terminati i studi di lin- 

gaa greca -e betle lettere passo in A- 

tene ad apparare filosofia , mu circi 

V e\h di ^4 anni fu da Marco Brato 

-creato tribdno militare e si diede aHe 

Dpmi. Milit6 due anni in Asia ed alla 

seconda giornata di Filippi restando 

sconfitto Bruto dor^ darsi alla fiiga. 

E dictro tale gaerra Orazio rest6 privo 

della casa patema e dei piccolo suo 

podere. Venne a Roma allorch^ Ot- 

tnviano perdond a^ vinti ed ivi si die? 

de alla poesia per vivere. Virgilio e 

Vario ne t;ommendarono i versi e nc 

parlarono a Macenate , il qaale a se 

chiamatolo ne conobbe l'ingegnova- 

sto e lo protesse nel raodo cbe ogna- 

110 sa. Mecenate lo present^ ad Au- 

gtisto e ne divenne si famigliare, che 

avendogli V imperadore ofTerto il po- 

sto di segrelario de\ suo gabinetto , 

rgli lo riiiut6 senza cke queUo se ne 

ofFendesse. Ricev^ da Augnsto larghe 

niunificenze ed una magnifica villa pres- 

so i Sabini. Onorato deirnmiciftia di 

tutti gP illustri uomini di quel secolo 

beato ne lodo la dottrina. Le sue Srt- 

tire sono piene di filosofia , le Epi- 

Hole piene di finezzc e facezie. U Ar^ 

tc Poetica e un^ opera veramente som- 

ma e le Orii gli acquistarono il nome 

di principe de^ poeti lirici latini. Si 

morl di anni 67 il a^ decembre del- 

r anno ^4^ ^> Roma e 9 prima di 

Cristo. 

FLAMMiniO ( Alessandro ) , na- 
cqae a Tricario e fu celebre poeta vol- 
gare del XVl sccolo. Le sae compo- 
sizioni fiirono pubblicate nel libro V 
di quelle dcgli ecccHcntissimi tmtori. 

FLAUDUNO ( Anibrosio ) , celebre 
lctterato, nacque a Napoli e vest) Ta- 
bito agostioiano. Professo le Kicnze 



filosofickc a Bologna ed a Firenze e 
fu nominato vescovo dellachiesa LancH 
vicense. Si morl prima della met^ dd 
XVI secolo. Di Iiii abbiamo: i^ De an^ 
marum immortalitate ec. Mantova , 
iSig , in fol. i^ QuadrogesimaUum 
Concionum liber ec , Venezia, i5i3^ 
in 8. 

FLAVIO ( Gio. Paolo ) , nacqutf 
ad Aibi e ncile lettere greche e lati« 
ne fn versatissimo e molto celebre nel- 
la eloquenza. Delte numerose sae o* 
pere non abbiamo che: Orazione fbae- 
bre in morte di papa Paolo IV, Na* 
poli , 1670 , in 4« 

FLAVIO ( Gio. Battista ) , insigne 
ktterato e filosofo , nacqae all^ A» 
quila e pass6 a Roma dove si distin^ 
se in tatte queUe accademie letterarie* 
Fu famigliare del .cdebre cardinale de 
Vio che rebbe carissimo. Afflittitsi« 
mo della morte del suo raecenate ri« 
fiut6 gV inviti di tanti altn cardi» 
nali che a gara lo volevano pretso 
di essi e men6 vita privata. Di; lal 
abbiamo : i** Oratio et carmen D§ 
yita SS, Piri , maximegue reverendi 
domini Thomoe de flo , Caictani ear* 
dinalis S, Sixti , Roma , i555 , ia 
fol. 1? Jndignatio Vrhls Romas , pot* 
netto. 

FLORES o FLOR ( Roggiero di ) , 
nacque a Brindisi di famiglia tedetca 
sal fioire del XIII secolo. Di 1 5 an- 
ni fu menato ad Acri da un cavalie- 
rc tomplario , che lo feceammettere 
nel suo ordine. Tolta a' cristiani Tc* 
lemaide venne in Napoli presso qiiel 
re ad ofirirgli i suoi scrvigi , ma 
resplnto passo a Fedcrico III re di 
Stcilin , il qualc lo nomiiio suo vice- 
ammiraglio. Raggiero f\ dittinse per 
valore ed acquist6 moltc ricchesae. 
Si segnalo nel soccorrere la misen 
citta di Messina ridoUa alla fame dal 
duca di Calabna Roberto d' Aojoo 
non ostnnte la opposizione del cele* 
brc Loria. Alla pace concbiusa nel 
i3o'Jt tra Carlo II e Federigo III ^ 
Ruggicro passo a militarc in Costan« 
tinopoli pcr P impcro grcco contro i 



lurcbi. Di fatti complcte vitlortc ri^ 
portd 8ur di que* e graodi lodi ed 
onopi ebbe da queir imperadore cbe 
gli fece toeoare iii moglie la figliuola 
dei re de' Bulgari e della propria so- 
rella , lo cveb gran-duca e finabaente 
di «ua muoo io invesli della dignil& 
di Gesare. Venuto a far nverenaa ai- 
Paugusto Micbole Pal«ologo in An^ 
drinopoli , fa accolto con ogni con- 
trassegno di onore e dopo aJeuiii gior* 
ni dovendo saiutare ia imperadrice 
fu intromesso solo nell' appartamento 
di quella principessa e per ordine di 
Micbele Paleologa invidioso della sua 
gloria, Ruggiero fu roiseramenle tru- 
cJdato a tradimento. 11 misero Riig* 
giero fu morto nel fiore degU anni 
avendone ▼issuto 3^. 

FL0RIMOMTE ( Galeazzo ) , na- 
cque a Serra il i^j aprile i^^S^ed in 
Piapoli ebbe a maestro ii celebre A- 
gostino Nifo.Per lasua dottrinu il papa 
lo creo vescovo di Aquino nel i543, 
lu uno de^qiiattro giudici assistenti ai 
Goncilio di Trento e cbiamuto a Ro- 
raa in qualilli di segretario dc' Brevi. 
Si mor) nel 1667 e serisse : i^ Riy 
girmamenio sultElica di Aristotcle^ 1? 
Omeiie con una Traduzione di sermo* 
ni de'SS. PP. y Lettcre. 

FLIMANO ( Vincenzo ) , nacque 
a Napoli e fiori verso il i562. Fu 
benedcttina e di varia dottrina e di 
toolte virlu adorno.. Soris^c: Coifyrium. 
Meatis. 

FOGGIA ( Pietro),. nacqiic a Rxis- 
sano e fioii nel i54o. Vest) abito di 
cbiesa e ne'sacri libri fu versafeissimo* 
Scritse un libro di Esorcismi». 

FOLGORR ( Gaetaoade ;, i^acqoe 
ad Airersa nel 17^9 e si inori il >8. 
inaggio i84i. Si applic6 al foro e 
vi riusci con fama , indi a poco ye- 
sll abito di chiesa. Insegn6 filosofia 
e matematicbe nel seminario diocesa- 
no della sua patria sostituendo il si« 
stema di Newton a quello di Cartesio. 
Professd ancbe teologiu doiumutica e 
morale con singolare e meritatacelebri- 
ia , cd ottenoe uu canouvcato io queiiji 



m 

calie<lrule.Di lui ubbiainoraoUc operc. 

FOLIETA ( Uberto), fiori nel XVI 
secolo e scrisse : TUmtUtus NeapoUtani 
sub Petro Toiedo proref;e^ Napoli 1 769, 
nel toino 6 del Gravier. 

FOLINEA ( Francesco ) , celebre 
medico , nacque a Napoli il ^3 mar« 
zo 1778 e si morl nel i835. Fu di- 
scepolo del famoso Niccol6. Cirilio e 
degno di tal maestro divenne nelPar- 
te salutare. Nel 1 800 lesse osteologia 
ed anutomia nelP ospedale degP incu* 
rubili e nel i8o5 vi fu prescelto a 
medico straordinario. Per concorso * 
ottenne il posto di chirurga in secon* 
do neir ospedale della real marina ^ 
indi ebbe la cattedra di fisiologia nel 
real collegio degl' Incurabili , sosli* 
tuto a Cotiigno nella cattedra di ana- 
tomia putologica nella regia Univer* 
sit^ , direttorc del gabinetto anatomi- 
cO'patologico, cattedradco di anato*' 
miu-patologica^ raembro deila giunta^ 
di pubbiicu istru^ione , del comitata. 
di Salute e cuvaliere di Francesco L 
Fu socio di raolte accademie si na- 
zionali^ che straniere e fu il primo 
ad^ insegnnrc in Napoli il sisteraa de^ 
vasi linfutici c gli e6perimenli di Bi- 
cbatsurle meinbrune. Fu il primoad; 
iniettare a niepxiiiria uraano testicola 
e scrisse : 1 ^ Memoria suUa sensilMlt^ 
ta e gencsi delte ossn^ ^J^ Analbi ra* 
gionata dclie ossa^ y* Prospetto ana* 
litico dcl sistema carnoso dei corpo a- 
nuino^ ^^ Memoria sulia descrizione di 
un utero umarm biiocuiare^ 5"* Memo^ 
ria suUa Poimonia- curata coi soio ri^ 
petuio salasso , 6" Eiogio dei cavaiie- 
re Domcnico Cotugno 9 7* Patoiogia 
e nuJtena medica, 

FOLLERia ( Pietra ) , celebre giu- ' 
reconsulto , nacque a S. Severino e 
si mori- dopo ia met& del XVI seco- 
lo. Scrisse : 1** Contmentaria supcr 
Pragmaticam /. De ExuUbus^ ^ De 
Jciu Scopictce^ 3*" De Dueiio^ 4" ^ 
adminisiratione uruversitutum , 5" De 
Soiitnnia^ e* Practica Censtuiiis. 

FOLLERIO ( Lucio ) , nipote dcl 
pi*eccdeute, nucque a S. Severina a 



132 

tioii vcrso il 1J67. Si dislinsc nclKi 
giurisprudenza c pcr lu sua valentia 
nello amministrarc i piu difficili af- 
fari gli fu conferita in governo la 
citla di Barletta e poc» dopo la Mar- 
chesa della Padula gli affidd i suoi sta- 
ti in qualita di agente generale. Scris- 
se : Cvmmentarius super Pragmaticam 
XllL De Cfmipositionibus, 

FONSECA ^ Eleonora Pimentel ) , 
poetessa del XVIII secolo. Menio le 
lodi del celcbrc Mctastusio e fu don* 
na di gran letteratura. Sendo de^piii 
caUii partigiani dclla rivotiwjone dcl 
1 799 , scrisse nel teriipo della repub- 
blica napoletana il Monitorc Sapole^ 
tnno chc al cadere di quel goyerno 
le costd la vita. Prima d^ incamminar* 
si al supplizio volle bere il caflfd e 
le sue estreme parole furono: Forsan 
hctic ol\m mcmimsse juvabit. 

FONTAN A ( Francesco ) , celebre 
matemutico ed astronomo, nacque a 
^apoli e fiori sul cominciure del XVlI 
spcolo. Con la sua indefessa applica- 
zione giunse a migliorare il telosco* 
pio e ncl 1626 fu inventore del m/- 
crosropio» Poi vi combin6 due lentl 
convesse una (^gettiva c Tultra ocw 
lare e fonn6 il microscopio detto a- 
stionomico. Con i teloscopi da esso 
fiibbricati e migliorati scovri nuove 
stelle nelle Pleiadi, nelle Nuvolose , 
nella via Lattea che alP occhio vigile 
del Gulileo erano sfuggite. E nel suo 
libro: Novae Coelestium ei Terrestrium 
Observationes ci lasci6 34 osservazio- 
'ni lunari numerandovi le suc fesi, ine- 
guaglianze , macchie ed aspettil E 
fatte le sue osservazioni sur gli altri 
piuneti vide essere le fasi di Venere 
siroili a quelle della Luna ed in tal 
modo ruppe agevole la via agli altri 
astronomi che gli tenncro dictro. Os- 
servo ancora la macchia in Martc e 
Satumo Ansato e di forme diverse , 
ma non potd scoprire 1' Anello, glo- 
ria riserbata airUgenio. La pcste che 
afflisse in modo orribile la misera cit- 
tli di Napoli nel i656 con risparmio 
ii Bostro FoDtasa. 



FO^TANA ( Pacilo ) , cclcbre ora- 
tore e tcologo. Fiorl nel Xi secolo e 
si mori di anni 44 *^ ^^ agosto del 
1077. 

FONTANA ( Domenico ) , celebre 
architelto nnpoletano. Tra le siie ftu* 
pende opere sono da ammirarai la 
Beggia di Napoli che incomincid nel 
1600 ed il fubbricato de'Studi. 

FOiNTfCOLANO ( Biagio Pico ) , 
celebre letterato, professo filosofia e 
nicdicina con successo fino al i5i8 
epocu delia sua morte. Scrisse: Gram^ 
matica Spcculatim Vcnczia , i5i8 , 
in 4* 

FORNARI (Ferdinando), celebre 
giurcconsulto , nacque a Brindisi e 
si mori nel i6o5 in Nupoli. Fu re- 
gio consigliere , presidente della re* 
gia camera , reggeote dellu regia can» 
celleriu, luogotenente di camera. 

FORNARI ( Sifnone ), letterato oe- 
lebre , nucque a Reggio e fiorl nel 
mezzo del XVI secolo. Fu filosofo e 
poeta volgare. Scrisse: i^ La sposlzkh 
ne di Simone Fornari sopra t Oiam* 
dn Furioso di Ludovico Ariosto , FireiH 
zc, i54Qi 2** Fita di Ariosio» 

FORNARIIS ( Fubrizio de ), na- 
cque u Nupoli ed esercit6 Tarte di oo- 
mico, fiori nel XVI secolo e fu detto 
il Capitano CoccodrHlo, Scrisse: 'V An^ 
gciicfi^ coinmedia, Parigi, i585, in la. 

FORNARO ( Fabio ) , naoque a 
Brindisi e vesti ubito di chiesa e nel 
i585 fu vcscovo di Nui*d6. Si morl 
nel 1596 e scrisse : Ordinazioni per 
ia Chiesa e Diocesi di Nardo , Cuper* 
tino , 1691 , in 4* 

FORALI ( Sebastiano ), nacque al- 
r Afpiila c fu celebre medico e filo* 
sofo. Professu fjuelle scienze nelle n- 
nivcrsita di Ferruru , di Padova , di 
Pavia e finalmente pieno di gloria e 
settuagenaiio si roori nel i44^* ^^* 
le moltc suc opere abbiamo: s^ Di 
morbo Gnlh^ a° De febre sanguinea. 

FORTE ( Decio ) , nacque a S. 
Angelo a Fasanella e si applic6 alla 
farmuccutica in cui si fccc gran no- 
me da esser prescelto ad occupare il 



primo liiogo nclla spezienn dclla An- 
nUDziata di Napoli. Fiori sul finire 
del XVI secolo c «crisse: Phttrmaco- 
pulae Comwentarius in Mesue^ et alia 
Opuscola ^ Napoli^ i588. 

FORTUNATO (Marcello), nacque 
a Gifoni e fiori verso il 1 565 e riu- 
sd di nonie nella giurispnidenza. Scris- 
se : Tractatus De veritate et errore , 
Niipoli « i565. 

FORTUNATO (Niccol6), nacque 
in Napoli e scrisse: i^ Discoverta dei- 
P antico regiio lii Napoli coi suo pre^ 
sente siaio ec, Nnpoli, 1767, 'i" /?/- 
flessioni intorno ai commercio antico e 
modemo dei regno di NapoU , Napo* 
li , 1760. 

FRA DIAVOLO , di cui il vero 
nome era Michele Pezza, nacque ad 
Itri da civili parenti e fu omicida, e 
ladro e nel 1797 fu il suo capo mes- 
so a prezzo dal governo. Ma doCato 
di alla scaltrezza supero qualunque 
pericolo e fu viucitore in ogni cimento 
e ci6 gli ottenne il soprannome di Fra 
Diavolo. Audace e valoroso si fece capo 
di numerosa banda nel 1 799 e partigia- 
no del govemo legittimo teiiendosi in 
aguato fra nipi e boscaglie, incredibile 
strage faceva de^ solduti francesi.Corre- 
va la strada che du Portella mena al Ga- 
rigUano Irucidando i corrieri e qualun- 
que altro sospettuva potesse recure lette- 
re o ambasciate e rompeva il cummino 
Ira Napoli e Romn. Al cudere della re- 
pubblica fu nominato da re Ferdinan- 
do IV di Borbone colonnello ed ar- 
ricchito di pensioni e di terre. Mar- 
cid contro Roma, nel i8o5 attrupp6 
aicuni briganti per marciure contro 
i francesi e nel 1 806 tenne sommos- 
sa la provincia di Terra di Luvoro 
Gonlro quel governo. Nello stesso an- 
no 1806 pass6 in Sicilia e rilom6 
nel regno con 3oo malfattori tratti 
dalle galere e sbarcato a Sperlonga 
corse la campagna , pred6 , uccite , 
ma assalito dal nemico superiore di 
forze 81 vide costretto riparare ne' 
bdschi di Senola. Inseguito e morti 
e Cntli prigioni qiiasi tutti i 8Uoi| non 



133 

usciva da qucllu boscaglia chc la not- 
te per tentare d^ imburcarsi per la 
Sicilia , ma incontruto nuovamente 
fu ferito e privato afTatto di compa- 
gni. Un giorao finalmente travestiro 
andando nel villuggio di Baronissi a 
comprare de^ balsami per curare le 
sue ferite, fu riconosciuto e menato 
a Napoli fu tosto giudicato da un tri- 
bunale straordinario ed appiccato per 
la^^ola. 

FRACANZANO ( Cesare), celebre 
pittore , nacqoe a Napoli e fu scola- 
ro dello Spagnoletto. I suoi cattivi 
costumi ed un' avversa fortuna lo fe- 
cero languire nella miseria. Fudella 
compagnia deila morte ( Vedi Falcoioc 
Aniello ) e si mori vecchio in Fran- 
cia. 11 suo miglior dipinto k m S» 
Francesco Saverlo che battezza i popoli 
dei Giappone^ nel Gesii Vecchio. 

FRACANZANO ( Francesco ), ce- 
lebre pittore e fratello del preceden- 
te , fu anche scolaro dello Spagno- 
letto e della compagnia della morte. 
Ottenne grazia dal vicer^, ma nel i656 
essendo stato uno di coloro che mos* 
sero il popolo spargendo voce che i 
spagnuoli avvelenassero le acque ed i 
cibi , fu preso e cacciato in prigione 
nel Castel Nuovo dove fu morto col 
veleno.Il suo miglior dipinto h la morie 
di S.Giuseppe nella chiesadeTellegrini. 

FRAGGIANNI ( Niccol6 ), celebre 
giureconsulto , nacque a Barletta il 
^5 aprile 1686. Fu nomiuato fiscale 
nella udienza di Lucera , roa indi a 
poco accusato da alcuni invidiosi pe- 
ror6 la propria causa in tedesco a- 
vanli al vicer^ , il quale rest6 pre- 
so in modo della sua eioquenza che 
lo cre6 segretario del regno. Fu in- 
di consigliere di S. Chiara , consulto- 
re di Stato in Sicilia. Nel i}4<> ^ 
Napoli ebbe la carica di Capomota 
del S. R. C. e di delrgato' della 
real giurisdizione. Per lui fu a' suoi 
tempi allontanato il disegno d' intro- 
durre il Iribunalc del S. Uffizio a 
Napoli e finaluente si morl il 9 a- 
prile 1763. 



134 

FRA LUIGl Da Calvkllo , cap- 
paccino , fa da alcuni sciugurati li- 
benlo dal carcere di Calyello nel 1 8a i 
e chieaCe delle armi V ebbe e per 
dar pnioTe di suq animo crudele tru« 
cid6 un infelice, che trovandosi a pas- 
sare per queila slrada fu legato da 
qiie^ aetlart allorchd assali?ano le car- 
ceri Don perchi fosse loro nemico , 
ma per prudenza del delitto. Indi a 
poco calturato co'suoi compagni fu 
appiccato per 1a gola. 

FRAMMARINO ( Ugone ), celebre 
giureconsuUo , nacque a Giovenazxo 
e fior) nei XV secolo. Scrisse : Com- 
menlaria super Clementinas. 

FKAJVCAVILLA (Yinceoao Maria 
Imperiaie principe di ) , nacque a 
Latiano nel 1738 e lu educato a Rq« 
ma* Si diede alle armi senreodo tra 
cavaljeri di Malta e si distiose sur le 
gafert dl queila religione e nell' eser- 
cito del re di Spagna in Italia , in 
Affrica ed a GibUterra. Curio III di 
Borbooe lo cre6 sttceessiyamente le- 
•ente-generale , grande di Spagna , 
gemiluomo di cameni, oapilano drlle 
guardie del corpo , oon&iglierc di sta- 
lo , cavaliere dell' ordine di Curlo 
III , del Teson d' oro , di S. Gio- 
vanui dt Gerusalemme e finalmente 
ambasmdore in Porlogallo. Si mori 
il 5 marzo 1816 e fu di molta lette- 
FBtura. Di lui abbiamo: x^ La HcU' 
riade di Vollaire Iradotta in ottava 
rima ed il oelebre autore gli scrisse 
«na leltera encomiandone la bella ver- 
sione , n^ Venione de' Salmi di Da« 
vidde, 5^Za Faomade bellissima ooan- 
|Kwiaione. 

FRANCESCO D4 Telbse, nacque 
in quella citlik e si morl nel ia86. 
Fu insigne gtureconsulto c scrisse : 
Annaiaihnes ad Costitu. R^ni. 

FEANCESCO D'AcQUAKrraiiiA, na- 
cque in qoella lerra e tcsU abito fra»- 
cescano , In Teraato nella filosofia e 
si roorl nel i344* Scrisse: i^ Com- 
pendium Conciutionum Unii^ersae PJu' 
losophiae^ ik^ Diadema PhilosopluHum. 

FR/kNCCSCO(S.)DA PAOLa^loada. 



tore dcll'ordinc de' miiiimi^ naoque a 
Paola nel i4i6. I suoi reiigiosi sur 
le prime si dissero Eremiti^mvL egli yol- 
le si dicesero Mimmi. £l indicibile la 
copia de'prodigi da lui operati in vi- 
la. Fu onorato molto in Francia dal 
re Lui^ XI. Fabbric6 var! monasle- 
ri in Franda e si mor^ in quello di 
Plessis-du-Parc nel iSo^. 

FRANCESCO 1 Borbone,re del regno 
delle due Sicilie e figliuolo di re Ferdi* 
nando IV , nacque in qucsta citta il 19 
agosto 1777 e nel 1797 fu maritaU> 
air arciduchessa Clemeutiua e le no«- 
ze furonu con solenne poiapa cele*, 
brate nei giugno iielb ciitii di Fb^ 
gia , indi nel luglio la real famiglia 
fece ritorno alla capitale. Sul fioire 
del i8or si roori la duchessa di Ca- 
labria Clementina e nel &pguenle ao* 
uo Francesco pass6 a Borcellona 
per meoare novella sposa in Napoll 
l'in(ante di Spagna Isabella. Di CHlli 
il 1 ottobre i8oa gli sposi entraro* 
no in questa cittli. Mel partirsi rt 
Ferdinando suo padre di Sicilia per 
la seconda voUa , lo nomino suo ^* 
cario in queilo stato. Nel 1 820 fu VI' 
cario del regno di Napoli ed assisl^ 
al parlamento costituzionale. Nel 1 8a i 
provvide alla guerra ed alle difete 
e con prudenza govern6 la polilioa 
di allora. Fece un viaggio oelle Spa- 
gne per menare b figliuola Cri- 
stina in moglie a Ferdinando VI 
re di quel reame. Cagiooevole eg|i 
era delia salule che maggioroMnle per 
i trapazsi del viaggio si rese grave 
ed alla fine correndo il 7 novembre 
1 85 1 si mori. Fu principe dotto , la- 
borioso , piissimo. Regno 6 anni, 10 
mesi e 3 giorni. Institul tm ordine ca* 
valleresco di merito che del suo no- 
me disse di Francesco 1 e ne deco* 
r6 que^che nelle scienze , oelle ar- 
li e ne* mestieri si distinsero. 

FRANCESI ( Alessandro ), celelm 
pittore napolelano. Dipinse con guslo 
e diltgcnza. In Roma esistono suoi 
bclli dipinti da moUi scrittori lodali. 

FRANCm ( Carlo ), cclebre giure* 



consnUo , nACt)ae ad Aqoila de^ conti 
di Montoro nel 1698« Sludi6 a Na< 
poli e datosi al foro divenne V ammi- 
rasione di tntti. Fa a Roma e si a- 
cquisto la stinia di papa Benedetto XIV. 
Si roorl tl 3o decembre 1769. Di lui 
abbiamo delle AUegazionLUon restan- 
do di se eredi^ lascio tutto il suo asse a 
formare un monte delle cui rendite or- 
dino si mantenessero quattro giovani 
di Aqaila a studiare in Napoli ogni 
anno e darsi ducati 1000 di dote o* 
gni anno a due •donzelle della stessa 
cttt^ di Aquila. 

FRANCHIS ( Vincenzo de ) , ce- 
lebre giureconsulto , nacque a Pie- 
diffionte di Alife nel i53o. Nel i566 
la giadice di Vicaria ^ indi reggente 
dek supreme senato d' Italfa, nel 1^90 
presidente del S. R. C. e nel 1^91 
vice-pronotario del regno. Si mori nel 
1601 ed il suo ritratto fu collocato 
nel teropio di S. Lorenzo dcir Escu- 
riale Ira que' de' piii illustri eoropei. 
Di lui abbiamo; Decisiones S, B. Con' 
sWi. 

FRANCBIS ( lacobuzio de ) , cele- 
bre giureconsulto , nacque a Piedi- 
monte di Alife e pus«6 a Napoli a 
•todiare. Perconcorso ottenne la cat- 
tedra di Jus Feudale nella universit^ 
di Napoli e nel 1 5o5 fu nominato re- 
gio consigliere. Si mori in quello stet- 
so anno ed abbiamo di lui: Praekh 
dUi^ Bi alia in Feudorum usiLf* 

FRANCIA ( Tommaso di ) , na- 
cque a Monteleone il q^ giug"^ fj^ 
e fli morl a Napoli il 24 aprile 1619. 
Fii celebre filosofo e buon poeta e 
raateroatico. Scrisse varie opere filo- 
soficbe. 

FRANCO , nacque a Napoli e fa 
celebre architetto. Nel iSij rifece 
dalle fondaroenta) ingrandl ed abbelli 
la chiesa di S. Maria ia Nova senza 
ofi*endere quella di S. Giacomo deila 
Marca. 

FRANCO ( Lorito di ) , nacque a 
Castel di Sangro e si distinse nelle 
leltere. Fu vescovo di Cupri , indi 
dl Minori dove si mori il ^5 novem- 



135 

bre i658. Di luiabbiamo: i^ Coit- 
troversie ira t>escovi e regoiari , a vol. 
2* // trionfo deif anima leata , 3" La 
dcscrizionr tklia peste avpentita in ^W- 
gnone , 4" Descriuone di varie cittil 
ed isole , 5° Orazione in occasione 
della venata del cardinale Decie Car* 
ralia alla saa chiesa di Napoli. 

FRANCO (Nicc6l6 ), famosissimo 
poeta satirico , nacque a Benevento 
nel i5o5 e secondo il sisteraa di Pie- 
tro Aretkio invetva contro i princi- 
pi , ma roeno di quelio ottenne dont 
e protezioni. A taie per6 gianse la 
sua insolenza che si vide costretto fog- 
gire a Venezia nel 1 536 e ridotto aU 
la miseria ripar^ pveaso V Aretino ,>il 
quale bene le accolse giovandoti di 
lui per le sue conoscense letterarie» 
Ma tra que' due satirici non f u langa 
r amicizia ben presto separandosi 
tra le piii alte villanie, anzi TAretf- 
no fece ferire il Franco di un colpo 
nel volto da un suo fBroiglto. Nicco* 
16 allora risolve passare in Francia , 
roa bene accolto dal govematore di 
Casalc di Monferrato ivi si ferm6* 
Nel i549 s<*n<^o >" Mantova feoe il 
pedanle e pastato a Roma filamp6 i 
suoi Cfmtenti latini sopra la Priapea al- 
tra sua opera. La morte dd pontefi» 
ce e la protezaone del cardinaie Mo- 
rone gli salvarono la viia e qoegli e- 
semplari latti ardere ia emBnnta ri- 
gorosa pena a chi ne custodisse. Ma 
il Franco dinulia temendo scrisse im 
Epigramma lab'no contro il nuovo pa* 
pa Pio V , perd6 arrestato fu caccia- 
to in prigtone ed il 18 novembre 
1669 appiccato per ia gola. Fu del- 
P accademia degli Argonanii e scris- 
se: 1*^ Pist^ '^gari^ i539, a"* Sonetti 
contro r Aretino al numero di 257, 
3^ la Priapea in cui con linguaggio 
osceno oflR?nde i papi , i principi 
del suo tempo e le cose sacre, i546, 
4* Rime marittime , 5* Comenti lati- 
ni sulla Priapea , 6* NoveUe , 7" ^i- 
me iiriche , 8** il libro del Petrar^ 
chista^ 9° il libro dell' UtUe e danno 
delie stampcj 10° Hisabeiia ^ Napoli , 



136 

i535, 1 1® Z.fl Filcnti. Manlova iS;^ , 
1 2® Dialf^hi , iV* V lUadc dl Omero 
in oltava riiDa. 

FRANGO ( Agnolo ) , cclebre pil- 
torc , nacquc in Napoli e fu scolaro 
di Gennaro di Cola. I suoi dipinti 
sono belli , ma noi^ ^nno una finez- 
za di bel compimento mancando spe- 
zialmenle nelle estremtt^ cio^ mani e 
piedi ^ d' altronde merita assai lode 
per essersi in qne' tempi discostato 
dalla barbara maniera gotica. Fu pa* 
drigno de' fratelii del Donzcllo e si 
morl circa il i44^* 

FRANGO ( Bemardinetto ) , na- 
cque a Cosenza e fiori nel XVI seco- 
lo. Si applic6 allo studio della sto- 
ria e scrisse : Delkt varia fortuna del' 
le signorie della Catabria. 

FRECCIA ( Antouio ), celebre giu- 
reconsuUo , nacque a Ravello e scris* 
se un Commeniario sopra il rito del- 
la G. C. della Vicaria De Praesenta- 
tione instmmentorum. 

FRECCIA ( Marino ) , figliuolo del 
precedente, nacque a Napoli e si mo- 
rl nel l56a. Fu versato nclla storia 
e nelle lettere , ma nella giurispru- 
denza ottenne gran fama. Gli fu con- 
ferita ia cattedra di dritto Feudale , 
fu creato consigliere e poi \ice«pre- 
sidente del S.'R. C. da Carlo V. A 
lui dobbiamo i frammenti della storia 
di Erchemperto che tratlili dali' o- 
blio li fece pubblicare per le stampe 
dal celebre Camillo PeUegrino aella 
sua storiade'principi longobardi. Scris- 
se: I® AddJitiones nd Consuetu. Neap.^ 
Venezia , i588 , in fol , a* Z)<r prac' 
sentatione instrumentorum , Venezia , 
in fol , 3^ De subfeudis baronum. , et 
investituris baronum^ Venezia , i^^g , 
in fol. 

FREGOSO ( Agostino ) di origine 
genoTese , nacque a Napoli e vesti 



r abito agostiniano c fiori nel mezzo 
del XVI secolo. Fu uomo dottissimo 
ed emendd le opere di S. Agoslino , 
chc accresciute di copioso indice e 
dcgli argomenti diede alla luce a Ve- 
nezia nel i545 , in 8. 

FUCILLO , plebeo nnpoleUno di 
animo ardito e di gran riputazione 
presso il popolaccio. Allorch^ D. Pie* 
tro di Toledo vicer^ di Napoli volle 
imporre nuove gabelle sopra la car- 
ne , il pesce ed il formaggio per for- 
tificare le mura della cittli e lastricare 
le strade , Fucillo alla testa di nnme- 
rosa coraitiva insulld l* eletto del po- 
polo Domenico Bazio Terracina allor- 
ch^ portavasi dal vicer^ per un lale 
afiare e lo minacci6 mettere a sac- 
co e fuoco la sua casa e truddare 
lui e tutti di sua famiglia se non a* 
bolisse la t&ssa. Ma alla fine preso fu 
appiccato per la gola ad una fine^^ 
della Vicaria e la cittii ritorn6 in calma. 

FUMO ( Niccol6 ) , celebrc sculto- 
re , nacque a Napoli e fu scolaro del 
Fonsaga. Moltissimo lavor6 per le 
Spagua , ed altro. Le migliori soe 
opere che si veggono in Napoli so-. 
no : i"^ li S, Mickcle nella chiesa dd* 
la Solitaria, i^ S, Giuscppe neWa, sna 
chiesa sopra S. Potito , 3' S. Fram^ 
cesco alla Croce di Palazzo , 4* ^ 
Anna nclla stessa chiesa. Si morl il a 
luglio 17^5. 

FUSCO ( Paolo de ) , nativo di Rt- 
vello fu celebre giureconsulto , pass6 
a Roma e nei 1570 fu creato vesco- 
vo dclla sua patriu. Si mori nel i583 
e di lui ubbiamo : i^ De visitatiohe j 
et rrgimine ecclesiarum^ Roma, i58i, 
2" Rosarium virtutum et vitiorum , Ve- 
nezitt , 1571 , 3® Singolaria in Jure 
jfontijicio , atquc Caesarco , Vcnezia , 
1572 , 4^ Addictiones ati traciatum 
Dc pracsentationc instrumentoriun» 



G 



GA£TA ( Prancesco ) , nacqiie a 
Napoli dt nobile famiglia e fu cele- 
bre giureconsuUo. Nel 1477 ^ "^ 
iniDato vescoTo di Squillace dove si 
morl nel i^So. Scrisse : Tractatum 
eontra hteneses , dair UnghelU inseri* 
10 nr lla Itaiia Sacm. 

GAETA ( Stefano^ , fratello del pre- 
cedente , lii assai dotto in giurispru- 
denza e goyemd da Ticario generale 
la chiesa arcivescoviie di Napoli. Scris- 
se : 1* Dc sacramentis lib. VII, a® 
Additiones ad Neapodanum , 3** Ad^ 
notationes in codicem, 

GAETA ( Giacomo ) , nactjtie a Co- 
aenia e fiori nel XVI secolo. Fu ?er- 
sato neUa giurisprudensa e buou poe^ 
U Yolgare. 

GA£TA (Silvio), celebre tetterato 
napoletano del XVI secolo. Di lui ab- 
faiamo alcune Lettere, 

GAETA (GofTredo), nacque a Na- 
poli e si mori nel i463. Si distinse 
in giurisprudenza e )a regina Gioyan- 
IM It lo nomino roaestro razionale 
cd nno de' primi tre membri nel 
miovo Golleggio de'donori. Alfonso 
di Aragona poi lo cre6 presldente di 
toga nella regia camem de' Conti. 
Scrisse : i** Apostiias super Consaet. 
Jfeap. , Q* Commentarium super riti' 
bus regke cmncree^ 

GAETANO ( Francesco^ , nacqne 
in Napoli di nobile famigba e si ap- 
plic6«ila pittura scegliendosi per mae- 
Btro lo StanEioni. Di lui ci restano due 
dipinfi nella chiesa di S. Niccolo a 
Pistoso. Nel priiuo vi ^ S. Anna, la 
Vergine col bjimbinO) S. Gioacchino 
e S. GiuBpp]>e, nelFaltro poi la Ver- 
gine tn gloria e nel basso S. Biugio 
e S. Gregorio Tuumalurgo. 

GAGLIARDI ( Antonio ) ^ nacque 
a Gaeta e fiori verso il 1 55? , fu di 
gran nome nel foro e scrisse : De 
aOsoiatione a Juranwnto. 

GAGLIARDI (Luigi marchese), na- 
cque in Cakibria il 22 febbraio 1744 



ed in Napoli stucli6 sotto il celebre 
Genovesi. Si distinsc nel nostro foro 
e ripatrialosi occup6 varie cariche e 
quella d^ intendente. Finalmente si 
mori il 27 novembre <« 840. 

GAGLIARDI ( Cario ) , celebre ca* 
nonista del secolo XVIII. Di lui ab« 
biamo : \^ De Jure dotitan , Napolf^ 
1780, in 8, fig. 2° Insiitutiones Jw 
ris Canonici , Napoli , 1766 , 4 ^o*» 
in 4« ^** -Oe Benrficiis , 4** -^^ j^ 
patronntis ed altre opere. 

GALANO ( Clemente ) , teologo ^ 
nacque a Sorrenlo nel 161 1 e vestl 
r abito teatino. Fu di dottrina pieno 
e nelle lingue orientaH assai versato* 
Fu prescelto per le missioni d^ Iberia 
e fii a Cora , nella Colchide , a Co* 
stantinopoli ed a Galata rendendo alla 
ubbidiensa del romuno pontefice gran 
numero di anneni. Si mork a Leopoli 
il i4 maggio 1666. Le sue opere so- 
no : i" Epistola pro libris suis Arme^ 
na latinis ^ Monaco , 1664, 2** Con- 
ciliationis ecclesioe armen^c cum roma" 
na ec. Roma , i65o , 3® Grammdti' 
cce^ et Logicoe institutiones linguoe fi- 
teraUs armenicas armenis tradilce , Ro- 
ma , 1645. 

GALANTI ( Giuscppc ) nacquc a 
Santacroce del Sannio il 25 novem- 
bre 1743 ed in Napoli ebbe a mae- 
stro il celebre Genovesi alla cui mor- 
te ne scrisse Telogio funebre*La libertlk 
nello scrivere gli cagion6 de' dispiace- 
ri ed il suo sapere gloria e stima si da' 
nazionali che dagli stranieri. La sua 
gran dottrina gli ottenne varie cari^ 
che e quella di Consigliere di stato 
nel 1 806. Fu a lui affidato l' alto in« 
carico di conoscere nel 1 79^ i con- 
fini del nostro regno e si morl nel- 
fottobre del 1806. Di lui abbiamo: 
I® Discorso sulla costituzione della so- 
cieth e su!P arte del governo da servi* 
re d'inlrodui*one alle opere del famo- 
so Machiuvelli , 2** Descrizionc tii Mo* ^ 
Ose , 3® Saggio didee politiclic stdia 

18 



138 

costiiuzhne del regno , 4** Sdggiosul- 
V antica storia d Jtaiia , 5** Storia dc* 
Sanniti j 6* Osservazioni intorno a' ro^ 
rnanzi , alC amare ed d diversi gencri 
di sentimento , 7° Spirito delta religione 
Cristiana , 8** Descrizione geografica 
e poiitica deUe Siciiie la prima opera 
di yera e conipleta stalistica compar- 
sa in Europa, che fa tradotla in fran- 
cese , in tedesco ed in inglese , 9® 
NapoU e suoi contomi^ lo** Testamen- 
to forense» 

GALANTI ( Luigi ) , nacqiie nel 
1765 a Santacroce , ▼esfi Pabilo be- 
Tiedettino e per doctrina si distin- 
se a Roma. Nel 1 806 fu prescelto a 
professore di geografia nella regia u- 
niversit^ di Napoli , nel 1 8 1 1 fu mae* 
stro primario di geografia e storia 
neir islituto politecnico. Si mori il 
3 1 marzo 1 836 e di lui ubbiamo : 
1* Traduzione di geografia di Pinher- 
ton corrcdata di annotazioni erudite 
ed importanti cambiamenli , a*^ Ta- 
vde cronologiche , 3" Ristretto della 
storia universale di Millot con sua con^ 
tinuazione dal 17^0 al i8o4 ) 4^ P^' 
no p€*monasteri e convcnti del rcgno^ 
5** Geografia fisica e pditica , 6* Com* 
prndio deila geografia e poiitica , 7° 
Napoli e suoi contorni opera di suo 
fratello e da lui riformata cd aumen- 
tata. 

GALATEO ( Antonio ) , celebre 
filosofo e medico , il suo noroe era 
De Ferrariis che vollc cambiare in 
Galateo. Nacque a Galatone nel i444« 
Grandc fama acquislo a Ferrara a Vc- 
nezia cd a Nupoli dove fu molto ca* 
ro a Ferranle I di Aragona , ad Al- 
fonso II ed a Federico , ma non per- 
ci6 fiu tralto dulia miseria che l'op- 
primeva. Passando da Bari in Cala- 
bria fu preso da^ corsari e molte sue 
opere andarono perdute \ pag6 il ri* 
scatto e si ritir6 a Lecce dove roo% 
tisi la moglie si fece prete del rito 
greco. Si roorl il 2a novembre iSi^. 
Fii uomo sommo in letteratura e fe- 
ce parte delP accademia del Pontano. 
Na|M)li gli butte iina mcdaglia con la 



sua efiigie da una parte ed il 
Antonius Galateus e.dairaltra Vencf* 
e Martc. Le sue principali opere 10» 
no : i^ De situ elemeniorum de mo- 
ris aguis ct fluviorum origine , 3* He 
optimo genere phi/osophandi , 3^ De 
Bono Temperamenio ,* 4^ ^ morho 
GaUico , 5" De Bainels , 6" Siona 
deita presa di Olranto fatta da^ tarcU 
nel t48o e liberata da Alfonso dooB 
di Calubria , tale storia latina fti tra- 
dotta da Gio. Michele Marziano , C«- 
pertino , i583 , -j^ De situ Japlgiaem 
8° Dcscrizione deita viUa dei Fai/a j 
9® Z' Eremita , dialogo , 10** Elogio 
detln Ootta, 

GALATINO ( Pietro ) , nacqoe • 
S. Pietro in Galalina verso il 1460 
e si mori circa il iS^o, Testirabi- 
to francescano e fu dottissimo nelle 
lingue greca , latina , ebraica e Cil- 
daica. Fu molto stimalo da papa Leo* 
ne X e Paolo 111 e dugP imperBdori 
Mussiroiliano e Curlo V. Scrisse : t* 
De Arcanis catholicae veritatis lib. XHj 
a° Commentaria luculentissima in A* 
pocatfpsim Joannis* 

GALBA ( Servio Siilpizio ) , irape* 
radore romano , nacque in una vflVi 
presso Fondi il 34 decembre raano 
3 prirou di Cristo e srcondo altrr 
r anno 1 dell' era volgbre. La mm 
famiglia era nobilissima discendendo 
da' Sulpizt , esercito la carica di pve» 
tore e di console a Roma , poi qiiel* 
la di proconsole nella Libia e di ge- 
neralc delle arroi in Gerniania enel- 
la S|>agna Turragonese. Nel nietio 
delle sue cariche si diede a nieoare 
vita trauquilla lungi da' sospetti del- 
riniquo Nerone , ma avcndo disap- 
provate lc crudeli vessusioni esercita- 
te dugr intendcnti in tutte le provin- 
ce deir impero , Nerone ordind loM 
roorto. Galba allora si fece procU» 
mare imperadore dair esercilo , la 
Gallia lo riconobbe ed il tiranno Ne* 
rone si vide obbligato a scannarsi ool 
proprio pugnalc. Galba fu il prioK» 
iroperndore roniano eletto dalP eser- 
cilo c pui con(f*nnulo dal Senato sen* 



xa avere parentado alcimo cV Ccsuri. 
Ma entralo in Roma e menanda se- 
co una guardia spagnnbla , i Prrto 
fiani e le roilizie urbune incominciu- 
roDo a mormorare ed il suo aniino 
crudeke ed avara tosto gli attira 1' o^ 
dio del popoto e quello de' pretoria- 
ni , cbe dod ebbero il solilo dona^ 
tivo usiito da tutti gli altri imperado- 
ri allorch^ soccedevano alfimpero. 
i suoi tFe favoriti sendo persone di 
ogni vizio sozae roaggiormente aflret- 
liirono la sua perdita. Costoro erano 
Tita Yinio secondo Tacito e Plutarco, 
e Tito CSunio secondo lo Xilandvo, 
che ottenne il consolata, Cornelio 
LaooDe crealo da Galba prefetto dek 
Pretorio , la piii eminente carica do- 
po L' imperadore y Marciano SiceLio 
liberto. Galft» vedendosi mal ferma 
cercava adottarsi uoo in figliuolo per 
succedergli air impero e che potesse 
difenderlo dul turbine che miaaccia- 
Ta« Graodi disseBUoni sursero percia 
tim' lavoriti ciascuno volendo un sua 
igliuolo o 8UO protetto. Ottone ma- 
rito di Foppea inviato in Ispagna dii. 
MeroDe cootro 6aiba c che in vece 
si era data al suo partito sperava piui 
degli altri, Ma oa giorno aUa insa- 
pota di ognuDo nel senato presoper 
«racdo Pisone Luciniauo uomo di- 
gran prodeosui e virtii , Galba la di- 
diiard Cesave , iodi passato al pre- 
torio lo fece tak riconoscere a< qoe^ 
floldati teaeDdo fero uo aspro discor- 
10 seDaa lEive k>ra ii solito donalivo. 
€oglieodo sl propizia occasione Olto- 
iie allorch^ Galba si stava nel suo pa« 
lazio a fare aicuoi sacrifizl, si fece 
froclamaie imperadore da'soldati pre- 
toriani promettendo loro largo dooar 
tivo. Di isiVd per tutla &oma^fapoi>- 
tato io trionfo e gridato imperadore. 
Allora Gialba smarrito non sapea ri- 
solversi cosa operasse ^ alla fine io:- 
gaDDato da fdsa voce di essev stato 
Ottooe iDorto , uscl nella piuzza ar- 
mato di corazza ed in leltiga e se« 
guito da uoa schiera di cavulieri. In- 
contrato yero da' preloriani la abhitn- 



13» 

d^uto du' suoi e iniserumeulc luuilo. 
La sua testa recisa dul corpo fu in* 
trionfo roenata alla cstremit^ di una 
lunciu all* alloggiainpnto di Ottone ed 
il suo cadavere cosi routilato rest6^. 
insppoUo esposto a' scherni della ple- 
be iinthe un suo servo lo interro*. 
Si mori di ^3 anni dopo un impe-» 
ro di y mesi. Fu fornito di qualche 
virtu , ina di vizi fu pieno. Pero eb- 
be fama di esperto generale e Plu- 
terco cosi dicc di lui : nelic armi e 
negli csereiti si dava egli a divedere 
per un vero imperadore ed cguale a- 
gH anticfU. 

GALEH ( Vineenzo conte ) ^ na^ 
cque a Coverchia nel 174^ ^ dlven-^ 
oe celebre ncl foro. Fu- di aromiru- 
zioBC a' dotti di Roma ed a Napoli 
fondu raccudemiu Arcudia Sebezia. 
Mergellinu. Si mori nelP aprile del 
1820 e delle sue molte opere parte 
videro la hice. 

GALEM10 ( Antonio ) , nacque a 
Taranto e fiork dopo la raeta del VII? 
secolo. Fii< di gran dotlrina e vesco- 
vo della suu pulria. Scrisse , Vita S. 
Oioriosi Marty^ris Orvntiu 

GALEOTA (Fubio), oaoque a 
riapoli e fu^ buon poeta volgare del 
XV secolo. Scrisse varie Rimn. 

GALEOTA. ( Vittoria ) , nacque a 
NapoU il a5 agosto i652 , studiole 
lettere latine , filosofia , teologia e 
diritto , ma sopratutto^ la poesia in. 
cui si rese celebre. Scrisse una giun- 
ta alla Storia deL regno di Nepoli di 
Gio. Antonio Suramonte e ^rie poe • 
sie. 

GALEOTO ( Luigi) , nacque ad 
Atina e Aori verso il 1600*. Fu buou 
ktterato e scrisse : Jsiona deila citta 
di Aiina^ 

GALIaKI ( Celestino ) , famosa 
ktlerato) nacque a Foggia nel 1681 
e si vSov\ a Napoli nel 17 55. Fup^ 
doltisstmo in tutte le scienzc ed in 
qiialunquc siusi ramo di ietteratura , 
iion chc ncllc lingue ed ai dire dt 
Eustachio Muiirrcdi celebre letterato: 
ii mcn chc supcssc il GaikmkefaaAlM 



140 

matematkhe , ma che non conoscrvn 
alcuno che nelle matematiche h vinceS" 
se. YesU T abito celestino ed a gara 
le pi£i iUustri universitk di Europalo 
chiamavano a loro , ma egli pass6 a 
Roma a professare Storia ecclesiasti- 
ca e papa Clemente VI lo nomin6 
tra' matematici eletti per le acque del 
Reno , del Po , delle Chianc e del 
Tevere. Fu successivaraente arcive- 
scovo di Taranto , di Tessalotiica e 
Cappcllano maggiore del regno di 
Napoli e prefetto de^reg! studi e fond& 
r accademia delle Scienze. Fu anco* 
ra consigliere e gran cancelHere del- 
P ordine di S. Carlo e prefetto del 
tribunale misto. 

GALIANI ( Ferdinando ) nipote 
del precedente , nacque a Chieti nel 
i^aS e pass6 a Napoli per studiare 
e riusd celebre economista. Carlo 
ni di Borbone lo invest) di due ric- 
che abazie e nel i^Sg fu nominato 
uffiziale del ministero di Casa-Reale 
e segretario di ambasciata al|a corte 
di Varsailles. Nella sua diroora a Pa- 
rigi fu ammirato pel suo sapere e 
strinse amicrzia con Voltaire , con 
d* Alembert ed altri grandi nomini. 
Reslituitosi a Napoli nel 1769 fu 
creato magistrato nel tribunale del 
commeroio ed il 3t ottobre 1787 si 
mor). II Oaliani oltre essere un ec- 
cellenle economista fu sommo lette* 
rnto e molto faceto. Di iu) abbiamo: 
I® Trattato sulla moneta che Ugo Fo- 
scolo chiam6 uno de"* monumenti dcl" 
la gloria ItaUana , i^ Diahgues sur 
le commerce des bleds» Federico II 
rc di Prussia gU scrisse una lettera 
di congratulazione per sl belta ope- 
raeM.de Vohaire scrivendo a Di- 
dcrot cos) si espresse pgiando di 
quell' opera : Dans ce livreil me sem» 
hle que Piaton et Molidre S9 soient 
riunis pour composcr cet ouvrage. Je 
/i' ai encore lu gue les deux iters, T 
attcnds le d^nouement de la picce n- 
vcc ia pbts grande impatience. On n* 
a jamais raisonnd ni mieux , ni plus 
plaisamment* y un libro Del diakt' 



to Sapoictano , 4** Dizionario eie&t 
voci napoletane , 5* Trattato d^pmr> 
cipi naturali verso i principi guerreg" 
gianti , 6^ Var! opuscoli scherzeroli 
tra^quali quello della eruzione d^ 
Vesuvio del giorno 8 agosto 1779« 
Paltro coroposto in unione dei cele* 
bre Carrani ( Vedi l'anicolo Camc4« 
m ) in morte di Domenico JaniuM* 
cone carnefice deila 0. G« ddla Vi» 
caria. 

GALLO ( Cesare ) , nacqoe a 61«. 
funi e fu buon poeta Yotgare e scrit- 
se alla maniera del Casa. Di lui noo ci 
restano che pochi Tersi in lode cMb 
Castriota. 

GALLO ( Giacomo ), fior) in JHf 
poli nel XVI secolo e scrisse una cro« 
naca del regno dal i494 ^i i53o cho 
disse : Giornale* 

GALLOTTI ( Salvatore ) , ghii«« 
oonsulto , nacque a Napoli nel 17JS 
e si distinse per dottrina nel forow 
Nel 1795 fece patte del tribunale mK 
sto, nel 1801 fu procurator fiscalo 
al tribunale delP auimiragliato , ael 
i8o5 avvocato fiscale della gtunta o^ 
saminatrice delle falsit^ commessfe oel* 
la corte di Capua , nel 1809 cohw 
missario ripartitore delle contribttilo- 
ni dirette nel qoartiere Pendino , ael 
1811 decurione di Napoli e dopo ▼«« 
ri altri impieghi nel 1 8 1 9 regio pro« 
curatore sostituito al tribunale di Na« 
poli. Si mori il 3 aprile 1 8!i3 ^ ia 
membro di varie aceademie e scriite: 
i^ Ad excetientissimum virum Aagtih. 
stinum Thomasium Aversance ecd^m^ 
pontificcm renuntiatum , 1818 , a* <^ 
de j 1818 , 3*^ Annotazioni a* prioci- 
pt della Scienas nuova di Vico, 1 ftiS, 
4^ Eiogio di Gaetano Ancora , 5^ IK* 
scorso neW apertura deiP accademkt d§ 
giurisprudenza , 1 822 , 6^ Jdea It^ 
iomo gU stitdl iegali» 

GALLOTTI (Giambattista barooe), 
nacque a Battaglia nel 1718, fii pn^ 
reconsulto e si acquisto fama nel fth 
ro. Si mori nel giugno del 1799* 

GALVANO DA BENBVEirro, celebro 
giureconaulto che fiorl vcrsoil iSoo» 



Scfiste: Ddk tminmeia c dfffimtte 
im h Jms emk e cmnomko. 

GAIiim ( Airtowo ), nacqiie « Ijk 
trimoK il ^S agotlo 1710 1 vesll abi* 
to di diicsft e Iti tssiii dotto. PkpA 
Clemente XIII lo nomind arci?esco< 
To di S. Se¥erina , indi preUto al 
soglio pontifido* Si rooH t Resina 
il i5 gennaio 1795* Di lui abbiamo: 
1* // Canomsia vtrsificante , Messina, 
1748 , 2" 11 iegisia i*ersificanie y Mn* 
poli , 1 76^ , 5"* Letiera pastorale ai 
parrochi , fiapoli , 1 764 ^ 4** Leitera 
a^confessori , Napoli , 1764 9 ed ai« 
tre opere di pietii* 

GARGIULO ( Domenico ) , deUo 
Mino Spadaro perch^ il padre eser- 
cita^a il roestiere di spadaro, nacque 
aMapoli nel j6ia esi roorl nel 1679. 
Fu scolaro di Carlo Coppola , poi di 
Aniello Falcone ed in breve di?euoe 
oelebre pittore. II suo primo lavoro 
cbe esponesse al pubblico fu la Stra» 
ge degP innocenti di esallato disegno 
6 grande veritii, che gli acquist6 gran 
Dome. I suoi piu rioomati dipinli so- 
00: V enaione dei VesuvioAeX i65i 
invialo a Filippo IV a Madrid, il Trion' 
fo di Cesare anche mandiito nella Spa- 
gna. La rivoiuzione di Masanieilo in* 
▼iata anche a Mtfdrid e capo-lavoro 
di pittara. V adorazi/ine dt^ Mfiggt 
nella Certosa di S. Martino ed alire 
cbe si ammiraoo nella ooslra cillii. 
Rei 1647 Tenuto in Napoli il cclebre 
piltore di arciutrltora e di prosprtli- 
va Vimno Cadagora noo ▼oUe altri 
cbe lo Spadaro aocotdasse le siae o« 
prre coo le soe fignre. Fo aocfae ar* 
dnletto e soa opera e V altare nuig- 
giore , la laedale e la scalinata ddla 
ckMa di Gcni e Matia* 

GASPABAI ( Fnoccm Anlonio ), 
ginraooiMnlio , naeqne a Mooieieone 
ii 5 mano 1799 e si msoei i i3 00* 
1624. Fo OKillo vcrsato ncUe 
e yrtime : 1* Veruume im iertm 
deif apocmiiue ^ n^ Vmie cmm^ 
\ kriciie , S* Pocmm smMm mtueie 
dk Ctsmc m Utmm hmm^ 4* Fa 
41 Cmm^ y 



141 

rko dei Omontco PoitHUi. 

GASSE ( Stefano ) , n«c<|ue • M«« 
poli il giorno 8 agtVHlo i*^;^ di jpa* 
dre francese e )M)Vf ih) di ornl %\i (or* 
tuna. Fu inviato iii Francia a audia* 
re ed egli applicossi air «rthiirUurai 
roa vila stentatn rocii6 iii teiTa slra* 
niera con scarsi roc^sai e tra It inor» 
ti ed il sangue chr bmttava Parlgl* 
Per rounificenta del govrrno fiiuieo* 
se fu invioto a Roina in quoUtl di 
pensionato e dopo (lualche leinpo fat* 
to ritorno in putria il diilinie ntir 
arte sua. Le sue prinoipuli opert so< 
no t ostervutorio asirofiomlrt} (Itttto bi 
Specola sul colle dl MiradoU| l/ftfA- 
U minlsterl dl Stato dove un tempo 
fu ospedale , prigione monUlerO| 
poi di S. Giscomo , la Nuova Dtma^ 
na operando per il priiuo lubl oliiii* 
si e perpendicolari per lo fcolo del« 
le acque , i due templl itella vilU 
reale V uno a Tasso a Virgilio raltro^ 
la ora bella strada del Plllero per 
lo innansi U pi6 lorda e sconcia vUi 
r Ingresto del Campotanio Suovo e la 
strada di S, Lucia che noo vlde ler* 
roinala per la sopravvenuta morle | 
ma di cui ne avca giii compilo 11 <U« 
scgoo. Simorl il *ii febbralo %%l^o • 
fu membro della commissione ediUsiai 
sodo dell' Utitoto delle BelU» ArU • 
ddbi reale accaderoia di BfaooUi mmt^ 
bro corrispondrnle delT litiiulo 4f 
Francia e deir aecadeinia degli er* 
cbiletti Inglesi. 

CATTA (Costaotino),nalirodel' 
la Lucaoia , f 11 nelle leitere versela # 
sopra inito neUe eose patrie^ ikeUmt : 
La Lmcania UiutiraUi. 

GATTI ([Anionio),nao(|iieadOr' 
tmcMo € feon nei i&^ | im ctMtett 
nsedico • scrisse : De CumyUi$ ^ lUh 

GATTI (Sefvfino)i celeWe l4«0i' 
neo I fta«|«e a Umidmtim tmi 1^7^ 
€ m mmm '4 4 g^mMiio ifA- ^^ 
Me» m:tAttym « Ut tm^mAjti* ddU t#^ 
ciela B^iimtm , di ^ft0^ d' iMUjraif» 
pdmumUf e ^ aaiiile itiUK iMmmtt^ 
\emm im^v 4dK rg<toe itlk lkt$ 



113 

Siciiie e scrisse : i^ Scuola di CivU' 
th , a® Lezioni di eloquenza $acra , 
3* La biblifjteca oratoria , 4* ^^f^i* 

GATTOLA ( Erasmo ) , dotto abate 
cassinese ; nacque a Gaeta e fiorl nel 
secolo XVII. Fu di somina dottnna 
ed ii femoso Mabillon e le principali 
universitli di Europa domandavano il 
8UO giudizio pria di dare alla luce le 
opere loro* Si mori nel 1^34 e scris* 
se la Storia della Badia di Monte Ca- 
sino , libro rarissimo. 

GATTOLA ( Ciemenle ) , celebre 
medico , nacque a Gaeta e re Fer- 
rante I di Aragona lo nomin6 a pro- 
tomedico del regno. Scrisse : De w 
nitate animce. 

GATTOLA ( Ferdinando ) , poeta 
e letterato , nacque a Gaeta e fiorl 
nel XYI secolo. Fu versatissimo nella 
lingua latina, greca e volgare. Delle 
sue composizioni non abbiamo che 
quattro Epigrammi ed un distico. 

GAUDIAjNO ( Geronimo ) , celebre 
grammatico dei XIV secolo , nacque 
a Copertino ed a Napoli acquifto fa- 
ma insegnaodo grammatica , poetica 
e rettorica. Scrisse nn libro gramma- 
ticale. 

GAUDIOSO ( Sebastiano ), nacque 
a Napoli e vest) l^ abito domenica- 
no , fiorl verso ii XVI secolo e fu 
celebre oratore. Scri&se: i^ Drattato 
della bestemmia , 3^ Della manicra di 
saper ben predicare , 5« Traduzione 
daUo spagnuoio deUa vita di S. Pie' 
tro Gonsalcz detto comunemente S. 
Teimo. 

GAURICO ( Pomponio ) , ceiebre 
letterato e filosofo, nacque a Gifuni 
e profess6 belie iettere nella univer- 
nik di IXapoli. Fu buon poeta iati- 
no , architetto , fisonomista e sopra 
tutto aichimista. Finaimente nei 1 53o 
rasferendosi da Sorrento a Castei- 
lammare fu assassinato e non pot^ 
rinvenirsi ii soo cadaverc. Credesl 
che avesse si misero fine per ave- 
re amato una donna napoletana por 
notali e parentado moito illustre. Di 
iui abbiaiiio: i* f^iics grwGmm poe- 



tarum^ i^ De arte poeiica , 3* f/em^ 
nonius in ^uingue poces Porphyrii , 4* 
De sculptura^ 5° Carmina cum notis 
Catossi Trottoe Lucani. 

GAURICO ( Luca ) , celebre fiio- 
sofo ed a«tronomo , nacque a Gifuni 
verso ii i47^ c professd filosofia nel- 
la universitk di Napoii e filosofia ed 
aslronomia a Ferrara. Per avere pre- 
detto a Giovanni Bentivoglio ia sua 
prossima rovina , sofFd la prigionia 
e ia corda e liberato pcr opera del 
cardinale Madrucci si trasferl a Ro« 
roa nel i545 e fu creato vescovo di 
Civita di Capitanata. Si moii a Ro- 
ma il a6 marzo i558 e tutte le sue 
opere furono stampate a Basiiea nel 
15^5 in 3 voi. 

GELASK) II papa« nacque a GaeU 
e vestl i' abito benedeltino , fu car- 
dinaie diacono e canceiiiere delia chie- 
sa romana. Nei 1118 soccesse a Pa- 
squale II nei ponlificato , roa Cencio 
console di Roma e marchese di Praa- 
gipani devoto deli' imperadore Enri* 
co V a sue istigazioni entro nei con« 
clave armato percuotendo i cardinaii 
con calci e pugna , indi preso ii huon 
Gelasio per la ^oia io oarico di ba- 
stonate. Tale indegno agire mise Ro- 
ma in tumulto ed Enrico spingendo 
piii oltre ia sua audacia ore6 in pa- 
pa Bourdin arcivescovo di Praga che 
si disse Gregorio VIII. Geiasio aliora 
fuggl a Gaeta dove £u consacrata , 
indi a Capua riuni un oonciiio e soOp 
munic6 i' antipapa e i' imperadore ^ 
pass6 in Francia ed intim6 il conei- 
lio di Vieuna. Si morl neiia hadia 
di Cluny ii 39 gennaio »119, iiu di 
puri costiimi e di santa vita. 

GEiMM A ( Fulg^enaio ) , monaco tea- 
tino e gran poiitico , nacque a Lecc» 
nel i583 e f u di gran ietteratura e 
aali alto per lama. Fu richiesto da 
varie corti d^ Italia ed egli &i trasliB- 
ri in quella di Blantova e fu adoperato 
ne^ piii difficiii affiiri. li dura Ferdi- 
nando glt cooferi una ricca hadia , 
io nomin6 consigliere di Stato e gii 
permise usare U sua imprcsa Uasi»* 



nica. Alla morte di qaello rem il 
docato per il figliuolo di etk oiino- 
re , ma indi a poco con soromo di* 
spiaccre di qae' di Blantova voUe ri- 
tirarsi in patria e finire i suoi gior* 
ni tra sooi confratelli nel i634« 

GEMMIS ( Ferrante de ) , nacque 
a Terlizzi il i3 aprile t^Sa e si mo- 
il il at .aprile'i6o3. Fu gran lette- 
nto e filosofo di maniera che lo stes* 
ao 8Uo ro^estro ii celebfatissimo Ge- 
noTesi lo consigliava in punti diflS- 
qli. 

GEMMIS ( Giuseppe de ) , fratello 
del precedente , nacque il 19 settem- 
bre 1754 e si morl il ^orno 11 gen* 
oaio 161 a. Si distinse nei foro ed 
il marchese de Marco conoscendo la 
aoa dottrina io voUe presso se al mi* 
nistero deir ecclesiastico , indi lo fe* 
ce nominare presidente della camera 
della sommaria. 

GENNARELLO (Gio. Francesco), 
legista , nacque a Gerreto dove si 
mor) nel ]555 e scrisse : Singtdaria 
opera legale. 

GENNARO (Antoniodi), nacque 
a Napoli e fu cavalierc del seggio di 
Porto. Fiori nel XV secolo e diven- 
ne celebre in giurisprudenza. Fu ii 
migliore cattedralico del suo tempo 
e re Ferrante di Aragona nel i48i 
lo cre6 giudice , indi regto consiglie- 
re , nel 1491 fu invialo oratore al 
duca di Milano e nella Spagna. Fu on* 
che adoperato in varie legazioni da 
Alfonso II e da Federico di Arago- 
na , e lo stesso Consalvo di Gordova 
detto il Gran Capitano lo nomino nel 
i5o3 viceprotonotario e presidente. 
Si mori nel i5aa. 

GENNARO ( Pietro Jacopo ) , na- 
cqiie a Napoli e fiori Verso il 1482 , 
fu dotto giiireconstilto e molto caro 
a re Ferrante I di Aragona che lo 
adopero in varie negoziazioni. Fu 
presidenle della regia camera e teso* 
riere di tre province. Buon poeta la- 
tino e volgarc scrisse varie opere di 
cui sr ne ignorano anche i titoli. 

GENNARO ni ifAPoti, celebre poe- 



143 

ta del XV secolo , scrisse un poema 
alla mnniera di Dante. II celebre A- 
postola Zeno ne d^ il seguente giu- 
dizio in una lettera : Lo siesso signor 
Egizio mi lui inviato un saggio di quel 
siio MS, del poeta Gennaro napclela* 
no fatto su ta maniera di Dante , 
iii cui pud dirsi un singolare e mira* 
bile imitatore, Dopo t originale , a dir- 
ne il vero , non ho vedtUo cosa piik 
beVa. 

GENNARO ( Alfonso di ) , cava- 
liere napoletaiio , fu tesoriere di due 
provincc e conunissario in Principato 
ultra. Fiorl verso il iSoi e fu buon 
poeta. Scrisse : Carmen Sacrum* 

GENNARO ( Scipione di ) , cele- 
bre giureconsulto napoletano , fiorl 
verso il i5i8 e scrisse alcimi Comenti 
ed un' opera intitolata : De regulis 
Juris cum faltentiis. 

GENN ARO ( Giuseppe Aurelio di ) , 
celebre giureconsulto , nacque a Na- 
poli ncl 1701 e si mori nel 1761, 
Fu giudice della Vicaria , con&igliere 
e catledratico di dritto feudale* Di 
lui abbiamo : i^ Eespubiica juris con- 
suttorum , a° Ferite autumnales post 
reditum a republica jurisconsultorum , 
5" Dcile vizioic mtmiere di difendere 
ie eause^ 4** De jure feudati^ oruzione. 

GENNARO ( Felice di ) , barone 
di S. Elia, fiorl a Napoli ncl mezzo 
del XIV secolo e fu uomo di lettere. 
Scrisse iina Cronacn detta suafamigtia^ 

GENNARO ( Gio. Battista di ) , 
celebre filosofo medico e poeta , na- 
cqne a Monteleone e fiorl dopo la me- 
tii del XVI secolo. Fu di gran nome 
nella repubblica delle lettere e le sue 
opere sono tutte disperse. Di lui ci 
resta solo due belli Epigrammi. 

GENNARO (S.) nacque a Napoli e 
fu creato vescovo di Benevenio, sofirl 
ii martirio ed ebbe il capo tronco 
verso il 5o5 nel luogo detio.la Sot- 
fatara un meglio da Pozzuoli diiran- 
te la pernccuzione di Diocleziano im- 
peradore. Girca il 4oo furono traspor- 
late a Napoli le sue reliquie , nel 
8a5 trasferite a Benevento e finaimen* 



m 

te il i5 gennaio 1^97 depositate nel- 
la sua cappella delto il Tesoro nella 
eattedrale di Napoli. U giorno 19 set- 
tembre 6 ia sua testa principale e nella 
prima domenica di maggio si celebra 
la sua translazione di Pozsuoll a Na- 
•poli , siccome il dl 16 dicembre h 
il suo patrocinio. In tali solennit^ cbe 
celebransi da' NupoliSani con gran 
fervore di devozione mettendosi a 
rincontro della testa del Martire il 
suo sangue chioso in ampolla di ve- 
Iro mirad prodigiosamente liquefarsi 
e spumante e rubiconto come sangue 
▼lYO e talora crcsce di volume di 
una maniera notabilissima. 

OENNARO ( Antonio di ) duca di 
Belforte e Cantalupo e celebre poeta , 
naoque a Napoli il 37 settembre 1717 
e si mori nel 1791. Si acquist6 gran 
nome tra i piii dotti di quel secolo 
e scriste : i* V amor vendicato , a® 
V Uoia incantata commedie , 3° // 
Clnlto di Venere poema epico in cui 
cant6 git sponsali della regina di Fran^ 
cia e che i dotti francesi iodarono 
altamente e tradussero in ioro favella 
e pubblicarono in numerosissime e- 
dizioni , 4^ Omaggio poetico ed altre 
opore. 

GENOVESE ( Marco Antonio ) , 
nacque a Napoli e vest) abito di chie- 
sa. Fu da papa Clemente VIII no* 
minato vescovo di Montemarano, in* 
di da Paolo V trasferito alia chiesa 
d* Isernia , dove si mori il 7 novem< 
bre 1674* I)i iui abbiamo : i^ Pra^ 
xis are/iirpiscopalis Curiae Neapo/ita» 
nae^ a® Manuale Pastorum , 3* Prac* 
licabllia ecciesiastica ed altri opuscoli. 

GENOVESI ( Antonio ) , faraosis- 
simo letterato e filosofo , nacque a 
Castiglione il t novemhre 1 7 1 a e tra- 
dito in amore vest) abito di chiesa. 
Nei 1737 per ubbidire al padre si 
diede ai foro non essdndo vietato in 
cpic' tempi a' preti V esercizio deirav- 
vocaria , ma in breve annoiatosene 
sl applicd aflfatto aiia filosofia. Allon- 
Canandosi egli dalla pedantcria de' pe- 
ripaletici cne6 nuovi sistemi c diven* 



ne il grandefihsofo dd lecolo. 11 ino 
merito gU ottenne nei 1 74 1 ia catte^ 
dra di metafisica nella nostra aniver- 
sit^ e fu i' oracoio de* dotti A regni« 
coli che stranieri , i qubii a belia po-* 
tta venivano a Napoli per vederio ed 
ascoltame ie lczioni. Nei 1744 cbl>e 
ia cattedra deirEtica, nei 1764 oc« 
cup6 il primo la cattedra di economia 
poiitica fondata nella Regia Univer* 
sitk di Napoli a spese dei di iui aroico 
Bartolommeo Interi. A Genovesi ^ do* 
vuto tutto P utile di questa scieosa 
liench^ Nappli vantasse scrittori ce- 
iebri di econoinia politica prima clie 
ne sorgessero in Francia ed in In« 
ghilterra. Aspirando alla Cattedra di 
teologia nella nostra universilii , pul>- 
biic6 nel 1761 gli Eiementidi Teolo^ 
asprameute cen«urati dal clero napo* 
litano e dal cardinale Spinelii arcive* 
scovo di Napoli che ne scrisse anche 
a Roma ed il cardinale Valentini in- 
vi6 ai re i4 proposizioni tratte daile 
opere del teologo filosofo , che si sal- 
v6 colla protezione dell' immortal Pon* 
tefice Bonedetto XIV , cui dedic6 la 
sua metafisica , e col deporre il de« 
siderio di quella cattedra. Ma egif 
nulla avendo a riroproverarsi con 
generosa indificrenza sofii*! ie calon- 
nie de^nemici. Si mor) li q3 set* 
tembre 1769 di anni 67. Fu sommo 
filosofo ed ii ministro Tanucci tantO| 
celebre nella storia , ingelosito che 
trascurava le sue visite per portarsi 
da monsignore Galiani gli scrisse: yi 
prego a non darmi piu simik ge- 
tosia e credete che anche io w met* 
to dei pari ron Leibnizio e con Pia* 
tone. Le sue opere sono: i^ Elemen* 
ta methaphisicae in morem mathema» 
ticum adornala , Napoli , 1774 ^ 5 
vol. in 8 , 3® Jstituzioni di metqfisi* 
ca ^ ivi , in j3 , 3^ Delie scieme ma* 
tematiche ^ Venezia , 17769 in 8 ^ 
4* Etementorum artis iogico-critice ff- 
hri qiunque , Napoli , 1^45 , in 8 ^ 
5* La Logica ItaUana , ivi , 1766 ^ 
in 8 , 6^ Unipersae christianae teoio^ 
giae eiementa histoncocritico-dogmsui* 



•o f CcAoaia | 1778 , q toJL in 4 » 
7* llfir#Alasiaff / fiiotofiche suUa rtiigUh 
ne ^ e ia montie ^ Mapoli ^ i^SB , in 
8,6® tetiere Jiiosfjfivhe aitamico 
pronnciate , ifi ^ 1769 9 in 6 , 9* Z>e 
Jmre et offieiis ^ ivi , 17649 in 8. 10® 
Lettere aceademiche ec, ivi , 1764 ^ 
in 8. II** Diceosina oppcro deiiafiio' 
eefia del giuslo e delP onesto , i?i , 
1774 1 la* Leitere famiiiari ^ Napo- 
li, 1788, a vol. in 8. i3* Lczio- 
M di commercio e di economia civiie^ 
iri , 1788, 3 vol. in 8. i^"* Insii- 
itUiones logica! in usum tyronum , in 
8. i5* Deiie scienze metafisiche ad 
9tso de^ giovanetti ^ in 8. 16^ Jnstitu* 
tiones metaphisicfe in usum tyrofmm^ 
Hapoli 1787 , 17" Storia dei commer- 
cio deila Gran Brettagna dei signoT 
Cary tradntto dtdC ingiese , con sue 
eiggiunte , Nnpoli 1764 , 3 vol. in 8» 
i8* Pfysices experimentalis eiemenia^ 
IVapoli 3 vol. in 8 , 19® Estratto dcl 
ragionamento sul Commercio universu' 
h , Livorno , 1768 , in 4« 

GENOVINO ( Giulio ) , nacque fl 
Nttpoli e fu uoino di mente torbida 
«d inclinato a' lumulti. Era eletto del 
popolo e giudice criminule di Vica- 
ria totto ii vicer^ Duca di Ossuna 
stio protetlore. Allorche neir anno 
i6ao il Duca ebbe ordine di partire 
per la Spagna e dare la vicei*eggcn- 
ta al cardinnl Zupatta , il Genovino 
tail6 dividere ii govemo del popolo 
da quello dclla nobiltk per impedire 
rcntrata al cardinalc e far prosegui* 
re il viceregnato di Ossuna , ma es- 
•eodo seguito dalla sola plcbe mi- 
mita fi vide coslretto fuggire sot- 
to le spoglie di marinaio ed aiuta- 
to dal duca di Ossnna , il qaale lo 
ineDd seco in Ispagna per sottrar* 
I0 al castigo del cardinalc. Ivi perve- 
nnta b nuova che in Napoli ii Ge- 
novino era stato dichiarato bandito 
di pena capitale , fu arrestato per or- 
dine del re e menato nelle carceri 
di Madrid , indi a quelle di BurceU 
lona , di Portolongone , di Castel 
Naovo y di Baia , di Capua e di Gae- 



115 

ta. Trattatasi la sua caasa hx condan- 
nato a finire la vita nelle prigioni di 
Orano sur le coste di Barberia e do- 
po molti anni alla fine ottenne lali- 
bert^ per over lavoruto nn modello 
di legno della Fortezza del Pignone 
che invid al re , il quale lo brama- 
va. Di ritorno a Napoli si anse sa- 
cerdote e fu uno de^ promotori della 
rivoluzione del 1647. ^^^^ parte di 
coloro approvarono e sollecitarono ' 
lu morte di Masaniello. Ne*nuovi tu- 
roulti di queiPanno oscl dal regno e 
passato in Sardegna fu bene accolto 
da quel vicer^ e volendo passare aU 
la corte si mori a Porto Maone nel 
1647. 

GENTILE Tih, LiOMEssA ^ famoso 
cupitano del XV secolo , nacque a 
S. Angelo e si arroll6 sotto le ban- 
dicre di Braccio allorch^ guerreggia- 
va sotto NiccoI6 Piccinino contro 
Francesco Sforza. Giunse a comanda- 
re una schiera di cavalieri e dopo 
la disfatta del Piccinino a Monte Laii- 
ro pass6 al servizio de^ Veneziani 
contro Filippo Visconti duoa di Mi- 
lano. Si distinse nella giomata di Ca« 
sale ed in quella di Caravaggio fece 
pngione Mnnno Busile capitano- di 
gran nome , ma riatlaccatasi la pu- 
gna lu preso du' Milanesi. La repub- 
blica di Venezia ne pag6 il riscatto 
e lo nomin6 nel i^Sa capitano ge- 
nerale delle sue armi togliendo tale 
curica a Sigismondo Malatesta signo- 
re di Rimioi. Pruove di alto valore 
e di gran.de perizia nellearmi dimo- 
8tr6 nella guerra contro Sforza duca 
di Milano cui prese molte c\\Xk e 
fortezze ed alla presa del Castello di 
Manerbio nel Bresciano fii ferito da 
Cristoforo Torello generale di Sforza. 
Di quella piaga si morl Gentile nel- 
r aprile del i455 e la repubblica di 
Venezia ne pianse la perdita ed ac* 
cord6 alle sorelle privilegi e feudi. 

GENTILE ( Gio. Valenlino), na- 

cque a Napoli e fu di corrottissima dot- 

trina. Pass6 a Ginevra e fu disccpo- 

io di Calvino. ma pi6 sfrenato ereti- 

19 



11« 

vo delk) ttesio ICiiWino 'VioYi rispeHb 
jieppure 1' augusto mistcro deUa Tri- 
niiii 9 diTenrie nemico del miiesiro e 
•form6 ttn naovo ariunesimo. Impri- 
gionato, nel concilio del i558 solto- 
scrisse 1a tna rilrattazione , segoito 
per6 a ^argere segretaoienle le sue 
massime. Venne nnovamente caci^ialo 
in prigione e condannato ad emen- 
darsi gittando egli stesso i propil scrit- 
ti alle fiamme e giurando non uscire 
di Ginevra sen^a il permesso del ma- 
gistrato. Visse per qualche tempo in 
quiete ^ ma tosto si diede nuovamen- 
te a dogmatiZKare ed abbandonando 
quella citt^ pass6 nel Delfinato, nella 
Suyoia ed a Vienna di Austna. Di 
ritomo a Berna dopo la morte di Cal- 
vino fu preso nel 1 566 e condannnto 
nel capo. Vuolsi che in atto di sof- 
frire il suppliaio dicesse di esserc U 
primo martire per la gloria ilel podre^ 
mentre gU apostoH e gii aliri martiri 
erano moriiper la gioria dei figfmoio. 
11 che se Teramente fu da lai prof- 
tferito lo addimostra non meno igno- 
•rantc che folle e scellerato. Lc sue o- 
pere principali sono: i^ Contra Trinita' 
tis Mjrsterium , a* Confutatio contra 
symlfoii S* Atlianasii , 3^ Confessio 
JideL 

GERMANO Da Cai^ua , vesti abi- 
to di chiesa e sall in alla fama per 
\rirtii , fa vescovo di Cipua ed ado- 
perato daila corle di Roma in <iiffi- 
cili aflTari. Si moii nel 54 1 e scrissc 
sette Reiazioni ai papa di tutto ci6 
oper6 nelle sue legazioni. 

GESUALDO ( Gesaaldo di ) , na. 
cque in Napoli di nobile famiglia e fin 
da fanciuUo fu allevato con re Ladi- 
ilao. Sendo della et^ di S2 anni di 
lale fortezca era fornito che venendo 
a giostrare con lancia molto grande ca- 
vava di sella il nemico sbalordilo per 
colpo di testa o voltando tosto il ca- 
yallo si appressava alP avversario che 
prendca e ponea a terra e cosi lo te- 
nea finch^ quello gli porgeva lo stoo- 
co. Re Ladislao di tanto valorc piti 
Tolte spettatorc , sendo anche egli di 



l^randi fome e neW arle dcl gfoMtafv 
espertissimo, ▼olle vcnire a panigone 
con Gesualdo vurioso di ved«re ae cio 
avvenisse per forta o per deslreftia. 
Ladislao vinlo du Gesaaldo ne lod6 la 
virt6 e gli diede il primo ioogo Ira sooi 
camerieri^ ma brevemenle ne god^ Gc* 
sualdo sendosi moKo sei mesi dappoi* 

GESUALDO ( Gio. Andrea ) , bnoa 
poela volgare , nacqae a Traiello e 
fiori verso il i533* Di lui abbiamo 
varie rime ed un comento per iUu» 
strare il canicoiiicre del Pelrarca. 

GESUALDO ( Anlonio Maria ) , 
nacque a Napoli e fion nel XVI se- 
colo. Fa versatissimo nelle seiente 
filosofiche e roatematiche e acrisse : 
Commentarium saper Euclidem ^ Ar^ 
clUmedem , et Scrapionem. 

GESUALDO ( Fubriaio ) de* con- 
li di Cufisa , celebre lelteralo e ver- 
satissimo nella lingaa lalina. Scrisae 
un libro di poesie latine. 

GESUALDO (Erasmo), naci|ue 
n Gaela e fiori nel XVIII scoolo. Fa 
oditore miiitare della*cilUdi Gaeta e 
di molta lelleratara. Di lui abbiamo: 
Osservazioni critiche st^ra ia Storia 
deiia via Appia di D. Francesco M* 
Pratiiii e di aitri autori neit opera «• 
tati , Napoli , i yS^) in 4« 

GIACCHI ( Beraardo Maria ) , dot* 
lo oralore cappucdno ^ nacqae a Na* 
poli nel 1672 e fi mori ad Ariemo 
nel 1744* ^ sue opere forono pub* 
blicale in 3 vol. in 8. 

GIACINTO o' OaiA , doCto poela 
domenicano , fiori drca il i499« ^ 
sna migliore opera h un poema in 
cui caoi6 la presa di Olranto lUta 
da' turchi nel i^^o e poi ricuperala 
da Alfonso II di Aragona. Ma que- 
sla con le altrc sue opere andarooo 
perdute. 

GlACOMINO ( Achille ) , nacque 
a Moiitorio e fiori nel XVI secoio , 
(d eccellenle filosofo c professorc di 
filosofia nella universitii di Bologna. 
Scrisse : De phiiosophiae exceikntla 
praeicctio , Bologna , in 4« 

GIACOMO Da Moupktta , «elcbre 



fM imI i$6i. TaCte le Mie opere fu- 
roBO ilMnpttCe a yeoeEiii nel 1 555. 

GIA€OMlIfO d' OaTORA , celebre 
lettenilo deir ordine eeiesiino , occii- 
p6 varie cariche del sao ordiiie e 
fiulmente quella di generale. Scris- 
tO< ona Sinria che and6> perduta^ 

Gf ACOMO »4 TaABTTO , dotto o- 
Hfelaiio del XV flecolo. Scrisse : i"* 
Jlf modo pisUantip , H eorrigendi sub" 
dHia , it^ De ralione inquirendi inco- 
tmm defociiu , Breacia , i5oo% 

GIACQU1NTa( Cornido ), famoso 
pittore, nacque a Nulfetta e ft^ sco- 
kro dcl SoUmena. II re A Sardegna 
k» volie ft Torino per alcucie oi^ei-e 
cd iiidi a Roma gli fu affidata la vol- 
la della chiesa de^ Buonfratellt. Ftipa 
Clemenle XHI per la sua eceellenza 
in' queiP arte lo prcscelsc a dipingew 
la basilica cii S. Croce in GerusaleniJ- 
■le. Fiorlr ctrca la inet^i dcl XVlli 
•Molo. 

GIAMPAGLIA ( Eirigi ) , nacque 
• Rapoli di dbtinta cd ugkalu fami- 
ifiM , che le ardenti viscere eruUate 
dal Vetovio ridussero aflfaito priva di 
keni di fortuna. Vestl V abilo di S. 
Branoiie nella Certosa dclla Padula ed 
alla flopprestione d&^monesleri fu co* 
Hrelto flecolarizxarsi e ritomare alla 
capilale , dove iitrov6 i suoi del ne- 
Ofiflario al vivere afiatto privi. Egli che 
aeflipre nclle^ pi6 afDiggenli disgrazie 
aOA seppe che adorare la mano che 
pereuotevah>, si mise a provvedere il 
mMteniiiienta a tre or£ine- figliuolia 
del proprio Cralello e con ia sua penr 
skme di cx religioso e 1a limosina delle 
meflie menava con ie sue figliuole adot- 
llfe mediocre vila. Gi2krimesse le Cer- 
lofle fti con premura dal superiore di 
8«llaitina e da queilo della Padula ri- 
«yamato al chiostro , ardeva egli d»' 
desiderio per darsi noveliamente alia 
•oitfeiiipiazioiie tra que* cenobiti, ma 
V amore per 1e sue orfane lo ritenne 
a vita stentata in Napoii. Finalinenle 
deteriorando la sua salute epresoda 
improvviflo morbo si movl ddla mos- 



«rr 

te dei giuftto nelTaprile del iS^i di 
circa anni 55. 

GIABIPAOLO (Paolo Mieeol6 ) , 
nacque a Ripalimosani nel 1757, fu 
ndle scienze versato e nel 1 807 coiv- 
sigliere di Stato. Occup6 altre cari- 
cie , fece parte della reale accadc- 
mia Borbonica e si morl ii i4 gen- 
naio »832. Scrisse : i^ Memoria sur 
la riproduzione degli alberi e molte 
iezi«>ni ^ ugricoltiira accompagnate 
da diak>ghi , *i'^ Dittlo^hi suiia reiigio- 
ne^ 4 ^<^l* '" 8* 

GIAMPI£TRO ( Lmgi ). , pittore 
flocnografo, ornamentista, figurista o 
sciiltore. A1 suo ingegno creatore uoi- 
va tali manjere da renderio a tutti ca* 
ro. Si morl a Foggia il !24.marzo i84 1 • 

GiAl^LPIETftO ( Francesco ) , av^ 
vocato. , nacquc a Bollita nei 17640 
per coiM>sciuto attaccamenlo alla ie- 
gittiina dinastia rcgnanfe fu esiliata 
du Giiiseppe Buonapartc. Gioaccbi- 
Bo Murat lo richiam6 e re Fcrdi- 
nando IV di krbone nei 1817 '^ 
cno. prefetto di poiizia e ncl 1819, 
dlrcttore. fiscrcitando qoclla carica 
aveu cacctato iii carcoBB alouni ed al- 
tri in liando , da' quali fb nei luglio 
del l8^o miseraroente morto di 4> 
colpi ed ii suo cadaveve orribilmentc 
mutilalo e vilipeso. Fu vetBato nelle 
lettere greche e ialine c scrisse : i^ 
De riiu sponsaUorwn eommentariolitm^ 
T^ una Lettera sur ie monele aragonc- 
si, 3°Altra>sopraii Miglioramento lietia 
nostre commedie^ ^ Lettera intitolutik 
Preserpntivi poiitiei per tcner iontana la 
ffeste , 5^ Epistoia ad Donatum TVmv 
masium , 6^' Letiera alP abate Enric^ 
Camp. 

GIAJNNATTASIOr ( Gaetana) y na- 
c^e nei i^^^.e vestLabito di chiesa*. 
Si vers6. nelle ieUere ad ottenne Ja 
catledra. delia verii^k della Beligiono 
Gristiana nelia nostra universita. Fi* 
teologp di corte e raembi*o drlb Giiin- 
ta di pubblica istnuuioae. Si morl il 
^ aprilc i84^* 

GIAIiJNELLl ( BasiKo )^ giureeoHr 
flulta 9 nacque a Vitoiaua ii 1 (eldUcar 



148 

io i66a* Ifel 1691 partk pcr le Spa* 
gne con Gennaro d^ Andrea reggen* 
te del consigUo d' Itiiiia in quej rea« 
me ) ma caccialo in carcere dal tri- 
banale del S. Uffizio e libero per o- 
pera di drlo II fece ritorno in Ifa* 
poli dove fi mori nel 1716. Di lid 
abbiamo : i^ Poesie liriche , a® Trat' 
iato coL qiiale dimostra essere il cor- 
po di S. Bartolommeo. a Beneirento e 
non a Roma , 3** Quattro orazionu 

GIAISNETTASIO ( Niceol6 Parte* 
nio ) , poeta latino , 'nacque a Napo* 
li nel 1648 e sr morl a Bfassa nei 
1715. Fu de* piik dotti letlerati deft 
suo tempo e si meril6 gli elogi di 
Aposlolo Zeno , di Rapino , di Quin- 
zi , dei MaOfei. Tutte ie sue opere fu- 
rono pubblicate in 4 ^oi- in 4 a 
IVapoli. 

GIANNONK ( Onoino ) , celebre 
pittore di architettura e di prospellt* 
Ta , nacque a Napoli nei 1698 e lu 
•colaro di Soliraena. 

GIAKJVOISE ( Pietro ),.ce1ebre sto- 
rico e lelteratO) nacque ad Ischileiia 
il 7 maggio 1676. Pass6 a Napoli 
per fare i studi e nel foro si acqui- 
at6 gran lilma* Sendo il stio studio 
prediletto ia storia , concepi ii pro- 
getto di scrivere ia Sloria Civile del 
Begno di Nnpoli e dato principio a 84 
difficiie iavoro , dopo 20 aftni di as- 
tidue faticiie ottenula licenaa dal vi- 
eer^ li cardioaie d' Althan e dai su- 
premo consiglio collaterale , ia put»* 
biic6 nel 17^5 in 4 vol. in 4 c la de- 
dic6 aif imperudore Carlo VI ailora 
aovrano deile duc Siciiic. L^autore 
ne present6 una copia al corpo mii- 
nicipule dclla Gilt^ di Napoli e quello 
' con solenne qonclusione dcl »7 marzo 
1725 ringraziando ii Giannone dei 
prezioso doiio gli regal6 in segno di 
gratitudine i5o ducali pci Ubro eowr 
posto iU taiUo beiieficio di qucsto pub* 
lAxco e noniillo uvvocuto ordinario 
deila Citti^. Ma incomincialasi a leg- 
gere P opcrn duilc persone colte , si 
vide conie ^nno poscia mostrato ii 
Bianchi , il Tria eU allri che i^au* 



tort mutilandp taluni monnmenii» !■!• 
sando de* fatli e dando strane splega* 
aionl agU avvenimenli, tradiva apeaeo 
io yeriUi storica e professava le dai^ 
nale teoriche degli eretici protealao^ 
ti. Ventiiandosi queste cose deslosai 
allo rumere e la plcbe gii^ dava ia 
tumullo contre il Giabnone. U car- 
dinaJe vicer6 ordin6 losto che non 
pi6 si facesse paroia tA deiia Staria 
CiPile nh deii' autore. Inntili riuseendD 
ie provvidenze del Vicer6 , ii Gianao- 
ne fu da quello consigiialo ad aacire 
doi regno per non essere vitttma del 
popoiacdo. £ airistante per ordiiM 
dei cardinaie d^Altlian ii suo tegre- 
lario di guerra ii cavaliere Dias j Gne- 
mes di proprio pugno scrisse ii pat- 
saportO| che personalmente consegn6 
ai Giannone per ienere a tulti celala 
tale partcnza. Di fatli Pietro Giannont 
uscl dalla capitaie ii 19 apriie i^^lS 2. 
e dal regno il giorno 1 1 maggio. Pat- 
sato a Trieste fu onorevolmenle ae* 
colto dagli Anziani , indi fu a Lii* 
biana ed a Vienna. Intanlo il vicario 
deiia Curia arcivescovile di Napoli in* 
formato delia fuga dei Giannone, cit6 
qadio a comparire ai soo tribiHiala 
per difendersi dair accosa di aver dalo 
alla stampe la suifoperaseusaespres- 
sa licensui del curdinale arcivesoovo 
o dei suo vicario generale contro i 
canoni stabiiili ne^coocili di Lalera- 
no e di Trento e cofifermati da piik 
concili diocesani di Napoli. Non ostan- 
le comparisse ii frateilo dei Gianno- 
ne per assicurare la fuga di Pietro ^ 
fii profTerita scomunica contro P aulo- 
re deila Storia Civile nk la congre- 
gazione dtXV Indice fu tarda a con- 
dannare quel iibro« li Cardinaie ar- 
civescovo di {tapoli in seguito, aven- 
do ii fratello dei Gianuone presenta- 
ta leltera dei profugo dicliiarante che 
invoiontariameate avea peccato , aa- 
senti ad assoiverio dalia censunu 
L'imperadore Cario VI in raercede 
dc^danni soficrli assego6 al Giannone 
mille fiorini annui sopra i dritti dei- 
la segrcteria di Siciiia. Passato poi nel 



1734 '^ reftM d& Hapoli • SidHa a 
Caiio 111 di Borbone, Giannone per* 
d^ la pensioao c oon potendo oUenei- 
ve impiegoalciiiio, abl>andon6 Vienna 
e pa9s6 a Venesia, I suoi neaiici io ac- 
ctMarono preaso l^ imperadore cfi avere 
iBTolato daUa biblioteca imperiale iin 
IIS. che contenea le lettere di Fede- 
rico II , ma il cavaliere Garelli pre* 
ielto di quella biUioteca fece pabbli- 
co che il MS. era in Vienna. Con 
indicibili dimostrazioni di giubiio e 
di onori fu riceviito a Venesia, cbe 
gli ofiii la cartca di Consultore ono- 
rario di quella repubblica e la catte- 
dra delle Pandette nella universil2i di 
Pavia , che egli ricus6. Ma poscia in- 
aospeltita brepubbtica Venela perch^ il 
Gianoooe Ireqiientava le case d^li 
anbasciadori esteri, la nottedel i3 set- 
leiiibre del 1735 lo fece arrestore da' 
birri , i quali messolo in barca pel Po 

10 menarouo a Crespino nel Ferrarese* 
.Scnsa meazi e nella piik orribile situa- 
dbtte Giannone cambid ii nome suo in 
AnloaioRinaldoed il giorno i6giunse 
a Modena, Percorse la Lombardia e 
Oicctato daglistati del re di Torino, 
obbniidond Tltalia ed il 5 decembre ta 
m Ginevra dove visse giorni tranquilli 
fino ai 1736. Ma ivi invitato da un suo 
junico uffiziale del re di Sardegna per 
aoaie Giuseppe Guastaldi , celebr6 la 
Pasqua in sua casa a Vesn^ villaggio 
dcUa Savoia y ove lerminata la ceoa 
im branco di birri ghennito avendo 

11 Giannone lo condusse alle prigio- 
ai di Ciiambery, indi al caslello di 
limlans o finalmentc alla fortezza di 
Torino. riel 1 74 1 per la guerra sor* 
ta in Europa e neir Italia pass6 al- 
la ibrtezza di Ceva e nel 1745 nuo- 
vamente a quella di Torino. Trattan- 
dosi r accordo tra la Sdfdegna e Ko* 
ma , I' infelice prigioniere compose 
uno scritto per soslegno de' dritti 
regt ed inviollo al re Sardo , il quale 
gradi lo scrilto , rautore per6 resl6 
fra ceppi e gli fu negato la vista anchc 
del proprio figliuolo. Assistito dal P. 
Prever deir Oratorio fece la sua ri- 



t4» 

trattazlone. Alla fine il 17 manK) 174^ 
cadde al peso de*disagi e de'lorroenti 
di anni ^a.Quantunque spesso infedele 
nella storia e di massime depravate , 
il Giannone per6 fu al certo dotto e4 
insigne scrhtorc.I pi6 celebri letterati 
di Europa mossi dail'alta faina delGian- 
noneprima di pubblicare le loro opere 
le inviavano a lui perchd le osservasse 
e le censurasse. Tra tanti furono Zege- 
ro-BernardoVan Espen, il quale gVin- 
Ti6ilsuo trattato deRecursum adPrind' 
/MTnt^Franccsco Vargas Macciucca altni 
sua opera,il oonsigliere di Gennaro La 
repubblica de^ glureconsulti^ Ste&no di 
Slefano La ragion pastorale , il princi- 
pe di Scalea anche gli mand6 in Viea* 
na a correggere un suo libro, Gregorio 
Grimaldi La sloria deUe Leggi e Ma^ 
gisirati del regao di Napoii , Erardo 
Kappio La sioria dett uUimo concilio 
i& Laterano tenuto nel 1726 da Pa» 
pa Benedetto XIII ed una descrizioiie 
di»llo stato d* allora deir Italia in or- 
dine alla polizia ed alla discipUnn 
ecclesiastica , Samuele Backley le siie 
osservazioni ed emendaiioni ad una 
nuova edizione della Sloria del pre- 
sidente Tuano. Re Ferdinando IV di 
Borbone accord6 una pensione aonua 
alla vedova ed al figliuolo di Giannone 
con decreto del 5 giugno 1780* Le 
sue opere postume sono: i . Ragioni per 
f mffizio dei Corriere Maggiore^ a. 0#- 
servazioni scpra la scriitura intiioiata 
Difesa , 3. Osser^azioni deiCabate Biu' 
gio Garofaio , 4* Bret^ relazione d^ 
Consigli e dieasiert , 5. Ragioni del 
marchese Z>. Majffeo Barberini , 6. Ra» 
gioni deit arcipescowido di Benepento , 
7* Disertatio Petri Giannone adversus 
Joannem Marduinum S. L supcr in* 
terpretratione nuad Ludopici XH Gai- 
liarum regis , 8. Apobgia della sua 
storia, g. La professione di fede^ lo. 
La risposta aiia annotauoni crUiche 
del P. Paoli. 

GIGLIO o LiLius ( Luigi ) *, celc- 
bre astronomo , nacque a Ciro nel 
i582 e rese il nomc suo immortale 
col progetto della riforma del Calcn- 



drtlo mAio pa^ Grcgorio Xlll td 
approyato con bolla di quel ponlefi- 
ee e da una coromissione de^migliori 
Itftfonomi di qoel secolo. La morle 
«on gU permtse vedere eseguito il 
gao p4rogetto, che poi il fratello an* 
che dotto astronomo, Antonio Giglio, 
raftegn6 al papa. 

GIMMA ( Giacinlo ), celebre lette- 
Hito y naeque a Bari il j a marzo 1 668 
e fu' ricfaiesto a sodo ndle piik rino- 
lAMe accademie dMtilia .Rfnunad Tarl 
iFeiteotadi e Ui cattedra di filosofia 
«cUa aniversitii di Torinb ed in quei- 
kl'di Aadbva» Si mori il 19 ottobre 
1^55 e ci lascib: i* Ih homlnibus 
fiipklMts^ ^kfitbuMs animalilms^ If apo- 
If^ opa^ che aka £EiiBa gli ottenne tra 
IfeUmti , i^ tdka deikrslona d halin 
hneraHa^ 1715* Questo lavoro impro- 
Ikl H»tato da altri, ma non mai me- 
ilito a fioe per la immensa fatica e le 
gMtfdi difficoltii, lo rese immortale. 
B^i prec^i ii Tiraboschi, l' Andres 
0' Pietn> Caterino Zeoo celebre lette- 
iWo non ebl>e a rattenersi dal predi- 
care il nostro Gimma Tapologista piik 
libef rimo e valoroso che si abbia avu* 
tO e si avrii Pltalia. 

GVNNAftELLO ( Giovanni ), cele- 
bre ghn^consulto , nacqoe a Cerreto 
etiorl verMil 1597 ^ s>crisse: Comm, 
IM Pragmatieam octa^nm dR faUis pvt* 
nHenMn eos qui petwtt iiebiitm aiios 
iOMlsfactum. 

GIOACCHINO , nacqui! nel villagw 
gio di Celico nel 1 1 1 4 e vioggid ia 
Term Sanla. Di ritomo in Calabria 
prese V abito ci^rciease niel monade- 
ro di Coravzo di cui fu abate. Si 
ttorl nel i^a di antii 73 e ie sue 
Humerose opere furono pubbltcate a 
VeneKia nel i5i6 in fol. Alcune sue 
proposiztoni riguardanti la natnra di- 
vina , la Trinit^ e TEvangelo fnrono 
eoodaonate nel concilio generahe La^ 
terenense nel iai5 ed in quello di 
Aries nel ia6o. Le migliori tue opere 
«ono : I • i Gomtheneart sopra IsaiOy 
!!• sopra Geremia^e gli aitri aopiti 
P Apocaiisse. 



GIOmCE (Martinb del), na^qOe 
ad Amalfi di nobile lamigua e vestl' 
abito di chiesa e fu nominato ▼etco-' 
To di Montecasino , poi arciTescovo 
di Taranto e finalmente di Brioditi* 
Papa Urbano VI volle presso di ae 
un uomo tanto versato nelle letlere 
e nei maneggio degli affari die toalo 
cre6 cardinale e camerlengo* i aooi 
nemici invidiosi della sna gloria lo- 
calunniarono eome faulore del pard- 
to nemico ad Urbano , oiaccialo per- 
ci6 in carcere a Nocera fe condaonalo 
ad essere cucito in un sacco e gittalo 
in mare e cosl miseramente si morl 
nel i38i. Scrisse: Sisioria Schismm' 
dts lib. !i. 

GIOIA o Gnia o Gi&i ( Fla*vio ), 
naeque a Positano verso il i3oo> co- 
nobbe la virl6 della calamfta , ae ne 
servl nelle navigaaioni ed a fonuidi 
esperieuze invent6 la Bussofa e p« 
reslare a' posteri on testiflionio €Ms 
BO che loro cerlificasse i*invenaioae 
di queiristrumento fatto da un mI^ 
dito de* rc di Napoli ailom cadeMl 
della casa di FraDcia, marc6 ii- Ifiilrtli 
con un fiore gtglio , tisato poi A 
tutte le nazioni che della botsola §1 
aervirono. Checcb^ ne dica it dollo 
Tiraboschi ed altri che agH Atabi e 
poi gl* inglesi , i francesi ed i* tede- 
schi che ad essi vogiiono «tlribttire 
nna tanta scoperta , ora ^ abbasUnaa 
provato essere ad Amalfi la gloria do^ 
vuta della Bussoia. I dolli Slninteri 
Mimtttcie e Fennnson non allri rico* 
Bobbero che Gioia per invenlore del- 
la hussoia. Antonio Beccaddli canto: 
Prima dedit nautis usum magnetis A- 
maiphis. E il Pontano a qiie'templ 
acrittore piik vicino chiam6 Amalfi 
cittA magneticam Ma sopra le porte del* 
la citlii di Amalfi ona antica iscrisio* 
ne ci rammenta un tale avvenimento 
e nella sua impresa tra le artni 6 la 
BtSssoia. Con una tanta opera i viag* 
giatori percorsero V universo non na» 
vigando prima che costeggiando la 
ferra. Si scopri allora nna parte del- 
r Asia e deli* Af rica di cui se oe co* 



nosceta solo oiia paite e poi l'Ame* 
rica afiatto aronosciula. 

GIORDANO ( Loea ), celebre pit- 
fore y nacque a NapoU il i6 aprile 
i63a ed ebbe a roaeHtro lo SfKigno- 
lelto. Fa a Roma ed in tnlle le cilt^ 
d* Italia per istruirsi deile varie m?uo- 
le ed inventd il metcKlo di spandere 
b poWere di amatita sor la carta la- 
sdandola per metli linta e ineltendovi 
de* chiaroscari eol lapis btanco. For- 
m6 nna nuoTa scnola che del suo 
nomc si disse del Giorda no. Rososi 
ismosissimo re Carlo II lo 'chiamd a 
lladrid e gli mand6 airincontro le 
•ne earrozze. Confuse il ptltore spa- 
gnaolo Scuoglio gittando sur una tela 
ddle informi macchie e delle male 
espresse iigure che poi riunendo i 
■ul-gittati colori espose la caduta de- 
gli angeli ribelli. Un ia\ lavoro gli 
odenne la chiave d^oro ossia Ponore 
4i Ciambellano , due mila scudi an- 
noi e r uso ddla carrozsa e Uvrea 
M re« Per altri laTori poi ebbe po- 
lcr congedere nella sua famiglia To- 
«ore delbi toga e quello del cingolo 
militare. Fu caro a Tart sovrani e fi- 
■almente di ntorno a Napoli si mori 
H 13 gennaio i^oS. Immensi sono i 
•ffUM dipinli aTcndo lavorato con la 
«iMsima soUecitudine e percid gli fu 
dalo il nome di Luca fa presto. In 
llapoli, a Madrid ed in tutte le cit- 
tk d^ltalia lasci6 gran nttmero de' suoi 
dlplnti. 

GIORDANO ( Gennaro ) , nacque 
•a Napoli oel 1717 e fu nelle lettere 
«lolto Tersato. Per concorso ottenne 
la cattedra delle istitaxioni canoniche 
e poi quella dl dritto. Nel 1776 fu 
•creato Tescovo di Acerra ed ivi si 
mori nel febbraio del 1789. 

GIORDANO ( Magno Aotonio ) , 
jedebre giureconiulto , nacque a Ve* 
'Dalro da un sarlo oel i^Sq ed otten* 
ne per dottrina la cattedra di ambo 
i dritti nella universitii di Napoli. Fu 
amico del Pontano e del GraTina e 
•soeio della loro accademia. Si dilet- 
lava anche deJiragricoUura e della pa- 



storiiia ne* lcmpi deUa ^lleggiatiira e 
perci6 avea fatto Tenire da Oriente 
alcune capre bianehe di straordinaria 
grandezza e di bol|i&simo pelo. II con- 
te di Venafro Errico Pandone gliele 
chtese e preso di sdegno per |a nega* 
tiva le fece aminazaare tutte. Giprdaoo 
in tale occasione non seppe frcnare Ui 
soa lingoa e per evitare la ptrsecosio* 
ne del suo nemicofuggl a-Bologna ed 
a Firenze professando con fama in 
quplla universit^ ambo i drilti. 11 fi. 
gnor di Siona lo voUe pressp di se e 
lo cre6 prefetto di qoella cittii e co- 
nosciutolo valentissimo nel maneggio 
defsli aflTari lo adoper6 nelle cose pi6 
difficili. Fatto ritomo a Napoli per ao- 
compagnarvi i figliuoli del suo slgno- 
re, fn dal vicere Lsjola poroloato coiyte 
palatino e suo consigliere a lalere. II 
conle di Veoafro Errico Pandone es- 
sendo incorso in delilto di fellonia , 
fu dal Giordano condannato nel capo 
e quando la contessa reclamava i beni 
per restituirli a'figliuoli innocenti, eglt 
rispose: la iegge cosi ordina^ e le mie 
capre pur erano innocenti* Qi mori a 
Napoli nel i53o e scrisse vart com* 
roentar! sopra le leggi. 

GIORDANO ( Fabio ) , celebre 
letterato e figliuolo del preoedente , 
nacque a Napoli dopo fa morte del 
padre circa P anno 1 SSg o 1 54o. Fa 
dotto nelle leggi , nella storia , nel- 
r arrlieologia , nella bolanica e nella 
poesia. Ollre una storia della citt^ di 
Kapoli , che MS. si conserva nella 
Reale Biblioteca , pubblic6 le seguen- 
ti opei-e : I* Uo poema latino sur 
la baltnglia di Lepanto , i^^i ; Q^ 
Uraniti altro poema latino , iS^a , 
5" Oiano altro poema latino^ i^^fi^ 
4^ AdUitionet ad costitutiones Begnij 
Venezia , 1 590 , 5* Historiam de sim^ 
pUcilms ) 6* Vari sonettl ed epigram^ 
mi. 

GIOVANE ( Giuseppe Maria ), na* 
eque a Molfelta e vesti abito di chie- 
sa e sostenne con onore vorie cari* 
che. Nel 1 8ao fu roembro del cosl det- 
to pariamenlo costituzionale e m morl 



isi 

ii 3 geoDMO 1637 di «uii S^. Fa 1 
liro di lutte le accftdemie del re^^ 
e di inolliMiaie itraniere. Scopri U 
miiro natarale che produceaii nei Pa« 
h e scrisse : i* SaUa rogna de%U o- 
Uviy 1789 , a^ Leuera al Clu Sig. 
ConsigViere Maltei , 1 790 , 3° Jwiso 
per la distruzione d^ vermi che attac" 
iiano kt polpa deUe oHve , 1793 , 4^ 
Lettera suUa nitrosith generaie deile 
Pagiie j 5" Leaera sa diunapioggia . 
fossa f 6^ Discorsi metereologici cam* 
pestri ^ j^ La mia iHUeggiatura , Ro- 
aia I i8o5 , S^ yarie memoriedi sto- 
ria naUirale , 9* Disserinzione sul sa- 
cramenio deiia penitenza ^ Nttpoli , 
1897 , lo^ Xaiendaria veiera manU' 
seripirt aiiaque monumenia ecclesiarum 
ApuUae , et Japigiae , 1 838 ^ 11** f^- 
ta B. Corradij i836. 

GIOVANE ( Giovanni ) , nacque 
neUe Grotlaglie e fiori verso il 1689, 
lu dotlo nelle scienae e versaiissiino 
nelia greca e latina lelteratnra. Scris- 
•e: i^ Dff antiquUatej et varia Ta- 
rantinorum Foriana lib. VIH , If apo- 
li . 1689 y in foK lodalo ai sonftno 
da dotti con greclie e latine compo- 
siiioni , 3^ Comm. breve in pitam Q. 
MnnH Poetae a Petro CrUUo scri' 
ptam. 

GlOVAI>On Da Capua , fiori ver- 
to ii i356 e fu poeta latino e mo* 
naco benedettino. Scrisse in versi ia 
aerie degli aluiti dei monastero della 
Cava da Alferio fino a Leone II clie 
poi Muralori inseri nelia sua gran 
raceoita. 

GlOVAimi na Napou, fu Cimiliar^ 
ca deiia cattedraie deila patria sua e 
icriase : Fiia S. Joannis Neap. Epis. 

GIOVANNI DA Capua , fiori cir- 
ea ii 1 365 e fu versatissimo nella let< 
teratura greca , latina ed ebraica. Tra* 
diisse dairarai>o in latino ii ceiebre 
libro inlitolalo : CuUla , ei Dimina 
die disse: Direciorium humanae vitae. 

GIOVANNI Da Napou , diacono 
deila chiesa di S. Gennaro , ^ cono- 
•ciulo per molte cose che scrisse del- 
le quali moile andarono perdute e 



cpwUe cbe rimaaero lono : t* CAra* 
nieon episcopontm S* Meap, IScc/. ak 
eontm escordio ttsque od a m nam Sj^^ 
iL* Fiia <9. Jtkanasii Episeopi jSfesh 
poUianiy y Mariirium S. ProcopU e- 
pis* Tauromenu efusque sodomm^ que- 
sti tre opuscoli furono dai Muratori 
inseriti nella sua gran RaccoUa , 4* 
Hisioria passionis XL martjrrum Se^ 
basienorum , 5® HomeUa in homorem 
S* Agrippini^ 6* Acta sancforum EU" 
sUtiu ei sociorum , 7* Hisioria pas- 
sionis SS» SosU , aique Januarii , 8^ 
Hisioria iransiaUonis S* Severini Ko^ 
ricorum aposioli* 

GIOVANNI Da Naed6, fiori ver- 
so il 1336 e fu versatissimo neiia 
iingoa greca e iatina e fu anche poe- 
ta greco. 

GIOVANNI Da Nosco , vesU abito 
benedetlino a Monlevergine e pass6 
in Sicilia per fondare de'moniisteri 
dei suo ordine. Fu molto caro a Rug^ 
giero primo re di Napoli ,' che lo 
volle a suo cappcllano e consigliere. 
Si mori nei 1163 e scrisse : flta S. 
GuUeimi fondaioris CongregationisMoft' 
iis Virginis ordinis S. Benedieii. 

GIOVANNI Airroino Lbhca Da Ta- 
KANTO , fiori verso il i io3 e scrisse: 
Hisioria obsidionis , et destruetiomis M»- 
tUensis dvUaiis ^ libro rarisaimo ■£• 
fallo. 

GIOVANNI Da Baei , fiori sol ft- 
nire del XI secoio e scHsse : i* /ff- 
sioria iranslaiionis S, Sicotai^ a* Hi* 
storia ittPentionis eorporis S* Sabim e- 
pis. Canusini dai Baronio inaerila nd- 
la soa storia ecciesiastica e dail^Ugbel- 
ii nella sua JiaUa sacra. 

GIOVANNI Da Capoa , originano 
de* conti di Capua e parenle de' prin- 
cipi longolMirdi Landulfo I ed Ato- 
nulfo II. Fu buon ietterato ed «rci- 
diacono della chiesa della patria soa) 
indi vesti i^ al)iio l>enedeltinb a Moa- 
te Casino. Allorch^ quei celebre ian- 
toario fu saccheggialo e demolito da* . 
Saraceni, oon aitri PP. pass6 a Capna 
ove mortosi l^al)ate fu iu sua vece e- 
iello. Si mori nel 934 e scrisse : 1** 



Chrmictm de persteuihnibtts Cauinen- 
$is Coenoba ec* , ?** Chronicon postre' 
sstoium Comiimn Capuae. 

GIOVAMM Da S. Dbvkteio, dot- 
tO /oralore fraocescano y nacqae io 
qoel villaggto e fioii nel iS^i e scrift- 
«e : Rfgain della iingua Toscana con 
bnepitd , cAiarezut ed ordine raccoiie 
er. Vjeoezia , 1672 ,10 il. 

GlbVANI^I VII p»pa , nacqoe a 
Botsaoo e successe a Giovanni VI 
nei ^oS e si moii nel 707. Toller6 
ad jslansa di GiustiniaDO imperador^ 
i caooni del concilio di TruUo o 
QiMnj-Sisto che pupa Sergio non avea 
voiulo muoire di sua approvazione. 
EislabiU Wilfrido nella sede vescovile 
di YorclL. 

GIOVANMI VIII papa , nacque a 
Cariali e sisrcesse ad Adriano II net 
871« Coron6 Carlo il Calvo in im- 
nmdore nel 876 , nel 878 pass6 in 
mncia lid a Troyes tenne un con- 
ciUo cd ivi ancora dichiar6 Luigi il 
9sibQ re e non volle riconoscerio 
loiiiendore. Infestando i saraceoi 11- 
fnlif fu obbligato ripassare i monli 
.cd • pagare lorp 25 mila marche di 
BifCi^P aonue. Per le preghiere di 
Biualio ipiperadore greco si fcce in- 
gaoiiare da Foiio , lo ricev6 perci6 
ip^dla noa comunipne e lo ripose nel- 
U sede di Costanlinopoii , ma poco 
dopo ^vvedutosi dello sbaglio che gU 
|i era fatlo conuaeltere , io scomu- 
ajbc6 e 4epose. Si morl nel 882 e 
WG^me 330 Leltere neUe quaU si ve- 
4a chie Qiovanni prodig6 a iarga ma- 
l^ le scomuniche da essersi reso a 
fitrmolario dice ii celebre biografo 
M. De Feller. 

GIOVANNl XXIII (BaldassarreCos- 
at ), nacque a Napoli e fu camerie* 
re di papu Bonifacio iX , che lo cre6 
cardinale e lo invi6 legato a Bologna. 
Siic ce ia e ad Alessundro V nel ponU- 
ficalo durante U grande scisma. Pro- 
^pise riniinxiare ai papato se Gregorio 
XII e Pietro de Lona che diceasi Be- 
nedetlo Xlll faeessero lo stesso e ra- 
tific6 quella promessa nel coocilio di 



153 

Costnnta ii a manso i4i5- Gioyanni 
vi fo impegnato dairimperadore^ tosto 
pei6 se ne penti ed a maiincuore pas« 
s6 a Costanxa di maniera che guardan- 
do quella cittji prima di giungervi dis* 
se a^ suoi compagni di viaggio : Ecco 
ia trappoia Mie voipi, Dopo aver pre« 
seduto alle due prime sessiooidei con* 
cUio volle fuggire e Federico duca di 
Austria lo second6 dando un lorneo 
e Giovanni travestito da palafreniere 
fuggl tra la folla. Preso a Frii>uiig e 
trasferilo ad un viciiio casleUo fu po« 
scia ricOndotto al condiio al quale 
conferm6 la promessa di cedcre ii 
pontificato per la pace della chiesa. 
Fu adunque decretata la sua deposi* 
zione ed cgli vi aderi. Nei i^iQ es- 
sendo andato in Firenze a gUtarsi a* 
piedi del suo successore papa Blarti- 
no V e ricoiioscendo quello per ve> 
ro pontefice fu dal medesimo creato 
decano del collegio de' cardinali e gU 
fu assegnala uoa sedia piii aita di 
quelle di tulti gli altri CardinaU ia 
memoria del papato che avcTa legittima- 
inente esercitato. Si morl seimesi dopo 
nel novembre del i4>9* Sostenne ie 
sue avversiU con gran coraggio e beu- 
che numcroso partito di amici lo soile- 
cilasseadichiararsi noveilamenle pspai 
volle sacrificiire la sua ibrtuna al ri« 
po^ della Cbiesa e si mori da filo- 
sofo^ e da crisliano. 

GIQVANNI Dell' Aquils , dotto 
domenicano ) fiori verso il 1^79 o 
fu famoso oratore. Di lui abbiamo 
molti sermoni e quaresimaU. 

GIOVANNI Diux*Aquila , ceiebre 
roedico e filosofo dei XV secolo, fu 
chiamato a Pisa con Tannuo stipen- 
dio di 275 fiorini pcr professare fi- 
losofia e mcdirina in quella univer- 
siili. A Padova gli fu conferita la cat- 
tedra di medicina e si mori in quei- 
la cilt^ con alto dolore di que^ dot- 
ti. Scrisse : De sanguinis missione in 
Picuritide* 

GIOVANINI Da CAPisTaAVo , (S.) si 
diede al foro , ma indi vesii T abito 
francescano. Papa Martino V io cre6 
20 



coicmissario apoiitolico , fiiini^io etl 
mquisitore generale delln Germnnia. 
Si fece capo di una crociata contro 
i FratkeUi e gli Ussiti ed in mille 
guise segnald il suo zelo per la fede 
contro quelle pesti. Finulmente si rooti 
a Villaco in Ungheriu il a5 ottobre 
i4^6. Scrisse infinite opere i cuiti- 
toli potranno leggersi prcsso V abate 
•Tritemio nel libro : De scriptoribus 
vccleiiasticis , presso il Bellarmino 
jiello stesso trattuto , presso Luca Van- 
dingo e presso Amundo He|*man. 

GIOVANNI Da Napoli , doito do- 
mcnicano , fiorl nel XiV secolo e 
scrisse : i** Vita di &\ Cnierina di 
Siena^ a** Sermuni in iotk tli S, Ca^ 
tcrina di Siena, 

GIOVAINNI Da Napoli , dotto do. 
incnicano , fioii nel i^oG e scrisse: 
De i^uaestianibtts status rcli^iosorum. 

GIOVANNl Da Napoli , fioii ver- 
so il 1 33o t: vest) T abito domenica- 
no , passo a Purigi c X)er la saa dot- 
Irina fu chiamato a professure in 
qiiella universit^. Scrisse : 1*** i^uae* 
stiones variac , 2° Scripta sttjyer fjtta- 
tuor Itbros magistri smtcntiamm , 3**. 
i^uaestioncs rarias phHmnpfdcas , ac 
tlwologicas nBRi. 4^ , 4** Quodlibeta 
trcdccim , 5** Sermones , 6* Quarstio^ 
ncs rrf^utnrcs, 

GIOXANNI Da Salebwo, celebre 
predicalore agosliniHno , fn vrrsalo 
nella lingua latina e trudusse in vol- 
garc IJ csposizione sopra i ^ Evangcii, 

GIOVANNI Da CARAMAmco , si a- 
cquist6 gran nome in giuris|>rndenza 
e fu chiamato a profrssiirla nclla u- 
niversitk di Napoli. Scrisse vari Com* 
mentatt clic andarono pcrduti. 

GIOVANNI Da Sulmoiva , dotto 
.igostiniano , 6orl verso il i34i e 
scrissc : i* Comm. in Canticn Salo- 
monis , 2** Comm, in Apocat, S, Jw 
annts , 5* Dc Jcjunio kccl. 

GIOVANNI , nacqite ad Aquila e 
fji ifisipne pocta dtl XV sccolo. Srri^- 
so 11 nu Cronaca del suo paese in ter- 
Z7) rima. 

GIOVANNI Marsicaiio , illu^tre 



lettcrato , fu da papa Urbano It de*- 
coralo della porpora ed ebbe ii go«» 
verno della chiesa Tuscolana. Fu a^ 
doperuto ne^ pi& difficili aflari della 
cprte Roniana. Di lui non d resbi 
che una Orazionc. 

G10VANN1 L' AnCHiMANDnrrii , na*> 
cque a Rossano di condizione senro, sep» 
peguadagnarsi ranimo deirimperadore 
Ottone II per mezzo di Teofania sua 
moglie ed anche greca di nazione^ 
Ottenne nel 982 da Ottone II la ric- 
ca badia di Nonantola e nel 989 il 
vescovado di Piacenza che con la 
protezione di Teofania kce innalzare 
da papa Giovanni XV ad arcivesco* 
vado togliendo qoella ehiesa alla gio* 
risdiziune del meiropoliiano di Rr- 
vcnna. Mortosi rimperadore Ottone 
If, Giovaniii il favore di Ottonelll sep- 
])e giiadagnarsi in modo da essere tra- 
srelto con Bemardo vescovo di Wirtz- 
biirg nel 995 per ambusciadore allim- 
peradore di Costantinopoli a doman* 
dare la Bgliaola inmoglie adOttonelll. 
Accolto con grandi onori da'jprcci ao* 
giisti f ece ritorno rn Halia nel 997 e 
irovata Roma sommo»sa per le dis- 
senzioni tra pnpa Gregorio V costreN 
to a fnggire e Crescenzio potentissi- 
mo con^ole di qtiella cittii , seppe in 
modo ordii*e nna trama politica da 
essere creato antipapa da Crescemio 
a cond)cionc cfae egli solo dcl po* 
rere spirituale 'fosse il regolatore e 
Crcscenzio signore fosse di Roma 
solto 1u protczione degP imperadori 
di Oriente. Ottone III ncll' annt> 
seguentc 998 cal6 in Italla spinto 
da papa Gregorio V sao parente e 
venuto con fortc esercito era per 
combatterc Roma allorchifc T Arcki' 
mandrila Giovanni spavcntato e sollo 
mentiti abiti t:eix:«) la fnga, ma h% pre- 
so da^ romani i qitali conoscendo IV 
nimo di Ottone favorevole a GioTan- 
ni e tem^^ndo che andasse impuoito 
dellc sue colpe , I0 tormentarono in 
Tarie maniere e mutilatolo del naso 
delle orecchie e della lingua lo cac- 
ciarono in oscuro carcere. LMmpe^ 



r»dor« 1o f«ce maiare per U cUiii se- 
diito a ridosso sur un asinello, c tra 
gU scbemi del popolaccio che gridava: 
cosl interviene a clu ienia di usurpO' 
re U papat^* Si roorl in mezzo alle de- 
risioni e gl' insuUi della plebe che 
non serb6 alcvna misura neiroltrag- 
giarlo. 

GIOVAIim ( Sigisroondo de ) , 
celebce architetto napoletano pieno 
di anni e di meriti si mori nel i54o. 
Hel 1607 per il priino voU6 una 
larga cupola in Pliipoli nel riedifica- 
le il Seggio di Nido ed immortale 
rese il iiome suo ailorch^ costrui U 
cupoU di S. Severino. 

GIOYANT^I LIONARDO , CQlebre 
pittore napoletnno del XVI secolo , 
lu discepolo del famoso Marco il Ca- 
labrese. De^ suoi dipinti ci resta una 
tavola nella chicsa del Gesu dellc 
Uonache , U quaU moslra Cristo in 
una fonle di sangue versato dulle sue 
piagbe e nel basso si veggono delie 
altre figure. 

^ GIOVENALE ( Decio Giunio ) , 

poeta satirico , nacque ad Aqiiino P 

anoo 4^ prima di Crislo , passo a 

Roma al tempo di Claudio impera- 

dore dove si esercit6 nellu declama- 

»one fino alla et^ di 4o unni. Scris- 

ae contro U passionc di Nerone per 

gli spcttacoli e sopratutto conlro un 

certo Paride favorito e bufibne del- 

f imperadore. II salirico poeta rest6 

impunito sotto il regno di Nerone , 

Ba 4q a""^ dappoi serivendo contro 

i vizi delU corte e de^ costumt de' 

Tomani , f\% esiliato alU eta di 80 an- 

oi nelU Pentapoli snr le frontierc 

deirEgilto e delU Libia. li pretesto 

per allontanarlo di Roma fu che U 

cavalleria avea bisogno di un coman- 

daote. II vecchio sofirV molto neire- 

stlio e fatto ritorno a Roma visse aa- 

che sotto Nerva e Traiano e si mo- 

rt verso I'anno ia8 di Cristo. Le 

lue Stitire al numero di 16 furono 

pubblicute cum nolis veiriorum , Ara- 

stcrdain , i684 ) in 8 e Ad usiun 

Veiphini ^ 1684 > >a 4* 



15& 
GIROLAMO Da Napoli, dotto a- 
gosliniuno , fu maestro di papa NLir- 
tino V , il quale lo nomino vescova 
di Oppido ovc si roorl nel i^?'-^' 
Scri^se molto in greco ed in latino.^ 
GIROLAMO (S. Francesco di ) , na < 
cque uelle Grottaglie il 17 decembrc 
1 64*2 f ▼^sll abito di chiesa e nel iu^ 
glio del 1670 entr6^nelU compagni;]^ 
de* gesuiti. Si distinse nelU predica' 
zione e nelle pi(i alte virtu. Si raoii 
il giorno 11 roaggio 1716. 

GISULFO I di lal nome e VIU 
duc.i di Bencvento , nacqne in quel- 
la cilta da Romualdo VI duca di 
Beiievenlo e nel 677 successe al pa* 
dre col fratello Grimoaldp U , il 
quale morlosi dopo 3 anni reslo so- 
lo nei ducuto. Fecc delle incursioni 
nella Ciuipania e prese Sora , Arpi- 
no ed Arce , bi*uci6 e sacchrggio 
raolli pacsi , fece molti prigioni e si 
aceami>6 al luogo delto Hifrrea o 
MorrcM cioe i Gmnai. Papa Giovan- 
ni pero gl' invi6 de* regali e risciilta- 
ti i prigioni lo indiisse a Ur ritorno» 
nel siio diicuto dove si roorl nel 707. 
GiSULFO 11 e XIU duca di Ri - 
nevento , nacquc in queiU citlii dal 
duca Romualdo 11. AIU roorte dcl 
padre sendo Gisuifo di tenera ela 
molti tentarono togliergli U vita e lo 
slato ^ raa salvato dal po|)oIo fu dul 
re Liutprando menato a Pavia facen- 
do reggere quel ducato da Grogorio . 
suo nipote. Educato nella corte di 
quel invitto re come al siio ran<;o 
conveniva , fu dalio stesso Liuipran- 
do ad etu conveniente maritato a Co-' 
niberga o Scaiiniberga di nobilt* stir- 
pe e poi lo reslitul al ducato Bcnc- 
ventano. Fiualmente nei 74 4 ^' ^*^' 
r\ pianto da' suoi sudditi che per la 
bontfk e per U molta pieta cra tenu- 
to assni caro. 

GlUniCI ( Gio. Pietro de') y cc- 
lcbre leiterato e poela , naccnM; a* 
Lecce e floii sul fi nire del XVI ?f- 
colo. Scrissc : Canzoniere illu^tiMlo 
con eriidile nole, Copcrtino , >r?S3. 
GIULIA si Marcq , piii£oc( iicr.i 



156 

napoletana che indos»6 rabito (iel 
terxo ordine di S. Francfsro. Que* 
fta scelleratissiaia donna uititasi al suo 
confessore Agnello Arciero di naxio- 
90 siciliano affettando santa yfta e 
di leggere «lel fuluro , commetteTa 
e faceva da altrl commettcre neUa 
propria casa le piu sconce disonestii. 
Costei Inviava lutti al suo confessore, 
il quale poi le rivelaTa le confessio- 
ni di ciascuno onde Giulia polesse 
con giustezza profetare. Scopertnsi 
dai roinistro del S^ UfiBzio s> malna* 
ta tresca , Giulia fii menata in vart 
monasteri dove resl6 cliiusa per mol* 
ti anni. Ricuperata ia libertii si die- 
de alla solita laida vita ed una don- 
na di nobiiissimi natali ricorsa alle 
wie orazioni per ottenere prole, fu 
in pericolo di stio onore. Alia fine 
dopo aver confessalo il siio delitto 
fu condannata a perpetuo carcere il 
12 luglio del i6i5. 

GlULIAIVt ( Mauro) , celebre sao» 
natore di chitarra, nacquc a Barlet- 
ta nel 1781 e si mort il giomo 8 
maggio 1828. Oltenne gran nome sl 
in PfapoH che in altre cittli straniere 
e oei coogresso di Yienna esegnl un 
concerto di chitarra che roent6 in- 
finiti applausi. A Roma poi nel 1819 
diede delle accadeihie in unione co* 
iBmosi Kossini e Pag.mini e tale u- 
nione fu detta il Trumvirato musl» 
cak. 

GIUL1AN0 ( Prancesco ) , nacqiie 
a Conversano e fu notaio e nelle let- 
tere molto versato. FioH nel XVI 
iecolo e scrisse : 1* Istoria degfi an» 
iichi e modemi Conti di Conversano , 
a* Jstoria deW antico monastero di S, 
Benedetto di Conversano, 

G1UL1AN0, nacque in Poglia dal 
celebre Meroorio che poscia voltosi tA 
•acerdoxio fu vescovo di Capua e 
fiori nel V secolo. Dotto nelie let- 
tere grechc e latine e nelle scienze 
si rese celebratissimo per V Italia ed 
al di 14 de' roonti. Fu roaritato ad u* 
na figliuola di Erailio,dipoientrato ncl 
clero fu vescovo diBcncveoto.Masciol- 



10 quetlo ffiaf riirtofifo , fene ptt 1 
te della m<%He , GtuKtftio tl iece dia« 
cono , indl fti consecratd vtfMy^o di 
Eckmo e noil di Capua coiiw per er« 
rore da molti iA k opfnalb. Ma n6n »• 
vendovoloto aderire alle deci<lofif det** 
la & Sede contro Pereiia di t^bgfo, 
alla quale Giuliano di buon^ ora aveva 
dato il noroe,fttdapapaZosfiiH>privato 
del vescovado e scoffiuhicato. Allor* 
scrisse due lett^ che i^vio iftia a Ro* 
ma j V altra a Sulonischi per solle* 
vare T oriente e V occidente contro 
la S. Sede. Di lui abbiamo : 1* U- 
na lettera De Amort^ a* Commenda- 
rium in Satomonis caniica ^ y De Bo* 
no Costantiae , 4** Epistola ad Deme^ 
triadem • 5' Contra jiugmsttnmm lib* 

xn. 

GIURAHNA ( Donalo Antonio ) y 
nacque a Galatone e fu rioouuito roe* 
dico. Con gran laitica avea compo> 
slo un vohime di tiitt^ \k erbe del 
territorio SuleniiKO e delle iirti di 
qoelle , roa colpito di inorte non po- 
t^ darlo alla Iiice. 

GIUSTINIANI (Lorenso) , nacqHt 
a Napoli nel giugno del 1761 , d 
diede al loro che in breve abbando- 
n6 per dedicars! afTatio alle letteio. 
La sua dollrina gli oltehne la carica 
di aiutante bihlioleCario altu libr«*ria 
Borbouica , iudi di bibliofecario e 
finulroente la caltedra di dTplomati- 
ca. Si tnorl nel geunain del 18^4 e 
scrisse rooltissime operc , le princl- 
pali sono : 1* Memorie storiche ttrgii 
scrittori legfiii del regno di Napoti , 
3 vol. 1787-1788 , Q* La Bibiiole' 
ca storica e topografica del regno dk 
NapoU , 1 793 , S* Saggio storico cW- 
tico sulta tipografia det regno di ifo* 
poti y I 7q3 e molto accresciuto nel 
i8a2 , 4 Lettcra su P arte trpogra" 
fica , 5** Lettera su t antichllh dt Sd* 
irto , 1 796 , 6^ Leitera intorno aiia 
pita ed aite opere di Giambattista Mait' 
si , 7* Etogi di uamini ittustri del rv- 
gno , 8* Dizionario geografico ragiO" 
nato dei regno di Napoti , 10 vol. , 
1793, 180S pM^ I* *— parte a* 3 vol. 



iSi6 , 9* iUmirazhne M codke Ptr- 
rHtino eikiemie neUa iibiiaiecd BoT' 
' kmira 4 19» i» 

GIUSEPPE G*ff«CAML« ) oelcbrt 
filotof» ) BMsque • Montemttrro il 1 
Marso 1^54 e fi morl a Portici il 
i5 ottobre del iSaS. Venl abito di 
•hieta alla eUi di 4? ^^^^ ^ Hnun* 
sl6 TaH TetcbTadi» Nei 1 So4 fa no* 
niaato aUa caltedra di logica e me* 
lifisica nelia Acgia UniTersiiii e nel 
iSiS a quella di drilto naturale e 
dette genti. 19el i84a re Franeesco 
I di Dorboiie lo ¥011^ n ma^tro dd 
dBea di Calabria Ferdinando II. Fu 
•Mo delle aoeadeinie di Parroa ^ Bo* 
legna ) Urbillo , Pemgia ^ Pirehae^ 
Ferrara e di mollissioM eltre. Taie 
ofliol^ avea pe' mistri cbe llitto il suo 
apendeTa a aoccorrerli. Di lui abbia- 
n^ t 1* Cursus PhUosophicus ^ sive 
Uidpersae phtlosophiae iiisHiaiioiies , 3 
«il. iH S , a"* if Codice Eterno h- 
4tn0 in sisiema seeendo i peri princi' 
pi deiia ragione e dei buon senio , 3 
«li* in 8 ^ 3^ Catceiusmo deit momo 
W dei ciaadino ^ 5 toI. in 8 , 4** Sag- 
gfle dt poHiitA per vso de^ privaii 9 f • 
T«lk ^ 5^ Soggie di Jisica per i gio* 
eanetH ^ i toI. ^ G^ Jsiituwhni etemefi-' 
iari di wtaienmticrt ridotia a brepe e 
fadie ineiodo per uso de* principianti ^ 
llapoli , l8i!i , 7** Divota Ifovena dei 
f^eriosistano Taamaturgo S. Maaro , 
&oiBa) 1981 , 8** Esereitio di tUvo- 
wkme verso ii giorioso confessort S. 
Eocco , Ifupoli ) 1781 , 9^ TntdusiO' 
m e parafrasi della tcienia de^ fiiinti 
del padre Nettmary. 

GIZZI ( Domenico )^ oelebre mae- 
alro di cappella , nacque ad Arpiuo 
liel 1684 e stodid in Napoli nel coa- 
•ervotorio di S. Onofrio avendo a 
mettro il famoso Scarlatti. II nome 
auo fo di alta fama per tutta rEu- 
.ropa e si mori nel 1745. 

GIZZIELLl ( Gioacchino Conti 
delto ) , celebre cantante , nacque 
ad Arpinb il 38 febbraio 1714 da 
poveri geniloti e per un malore sof- 
fcrlo nella infauia Al nolUato dcgli 



151 

oi^ani genitali. II taiilo rinoiiNilo Gic- 
si io prese come proprio figliuola 
presso di se lo istrul nei' canto e 
percid si disse Gitzlelli. Pereona I* 
Italia , la Spagna , 1' Inghiltem ed 
altre pard di Europa ovunqne co- 
gliendo allori noTelli. Si mor| a Ro- 
raa nei 1761. 

GLAUCO , nacque a Reggio e vio» 
se a' tempi di Democrito. Scrisse : 
De Poetis , ei de musicis antiqms* 

GLORIOSO ( Gio. CamiUo ) , na- 
cqu6 a Napoli nei 1672 e lucelebrtt 
inalematico e filosofo. La imiTersit^ 
di Pttdova pef la sua Tast* doltriali 
nelle scieoae esatt^ lo toIIo a pro* 
leslore di matematiche* Alhi JSnefii*» 
le rilorno in patria si tnoti nel i643b 
Numerosi e preiiosi iuoi manoscril» 
ti riiHasti agli eredi andarono perdft- 
|i t non abbiamo che 2 1* Disserta* 
iio physica di Cometie an^ Doin. 
f6fg , Vetaezia , i6a4 ) iA 4» ^** 
EzercUationes maihematicae decas K- 
na , Napoli , 1627 » ^" 4* 3* Af- 
spontio ad Severum idest ad tbrtaninm 
Licetum , Napoli , i63o , in 4* 4* 
Decas iecunda , Napoti ) i635 , ia 
4* 5^ La scala naiitrale iniomo aOe 
cose ocailie nella Jiiosafia dMsa kn 
#4 gr^di I Venetia , 1624 ) in S. 

GOGCHI o GoGcm ( Antonio ) , et- 
lebre medico, fiacque a BeneTento nel 
1695 e si morl nel i^SS. Firense lo 
Tolle a professore di filosofia e di ana- 
lomia nella sua universitii e fu il fonda- 
tore della societii di botanica di quella 
citta. Uimperudore Francesco I lo voi« 
le a suo antiquario* Di lui abbiaroo: 
I» Trattaio d^bagni di Pisa^ Firen- 
ae , 1760 ) a • Consttiti Medici , Berga- 
mo , 3* De'* vermi cucurbitini deiP uo- 
mo ^ Pisa , 1769, 4* Graecorum chi- 
ntrgici iibri ec. Firente 1768, 5. />/• 
scorsi toscani , 6. Prefazione aUa vita 
di BenTenuto Cellini, Colonia, 17^8, 
7. Traduzione dal greco del romanao 
di Senofonle di Efeso : Gti amori di 
Antia e di Abrocome^ Londra) 1726. 

GOFFREDO Da TaAHi , dotiissi- 
BO eardioaie dei XIII secoio , scris- 



158 

se: Siimma Goffridi ds Tnino cidris- 
simi Juris iMierpeiris in iituios De- 
creiaiium , Brescia , i6o5 ^ in 4* 

GOGAYINO (Anlonio Ermanno), 
nacqae a GraTina e fiorl circa ii 1 563 
fu dotto nella filosofia c nclla medi- 
cina che insegod in ▼arie cittli dM- 
talia con gran successo. Fu versatis- 
siiiio nelle matematiche e nelle lin* 
gue antiche. Fece molte enidile e 
dotle traduzioni dal greco. 

GRAMMATICO (Toromaso), cele- 
bre giureconsulto , nacque ad Aver* 
•a w\ i47^ 9 *^ diede al foro ed in 
brcTe sall in fama. Fu giudice di Vi* 
caria , avTOcato fiscale nella camera 
della Sommaria e ConsigKere di Car« 
lo V. Si mori nel i556 e scrisse 
molte opere. Le principali sono : i^ 
Leeiiones ad primum Instiiu. Imper. 
iibrum ^ ^^ Ad secundum super Tli. 
De rerum diwisione , Venezia , iS^Oy 
in 8. 3* ConsUia , ei AUegationes ; 
Venezia , i538 , in fol. 4^ Decisio- 
nes S. R. C. Ncap,^ Venezia, i5479 
in fol. 5* Addiiiones ad eiecisiones 
Uaihaei de Jfflicio. 

GRANATA ( Luigi ) , celebre a- 
gronomo , nacque il giomo 1 1 no- 
Tembre 1776 a Rionero e si morl a 
Napoli nel i84i* Fu creato consi- 
gUere provinciale e direttore de' be- 
01 deirordine delle Due Sicille col 
titolo di cavaliere. Nel i83o fu no- 
minalo cattedratico di agronomla e 
scienza selvana nelle reali sciiole di 
applicazione de^ Ponli e Strade e poi 
ispettore generale delle acque e fo- 
resle. Fu roembro di varie societii 
del regno coroe anche della Ponta- 
niana e del R. Istituto d* Incoraggia- 
raenlo non che dclla R. societi agra- 
ria di Torino. Di lui abbiamo : 1* 
Teorie eiemeniari per gli agricoitori , 
Napoli , 1 8a4 , 3 vol. , 3" Discorso 
suita geoiogia , ie prodnzioni ^ e P e- 
conomia rusiica dei monie Ermio ^ 3* 
Su i mezzi onde migiiorare ia econo- 
mia rusiica dei Brgno di Napoii , 4* 
Economia per lo regno di Napoii , 
NapoU , i83o , 5^ Trauaio deiia col- 



iimzione deiie piante eonoscktte pik 
uiiii alP uomo ed agH animaii dome- 
stici , 6** litruzione sidia cokara delie 
vifi e suiia manifaiiura dei piih col 
metodo deila fermeniazione in pasi a» 
perti ed in vasi chiasi , per uso dk 
possessori di pigneii fiel regno detie 
Due Siceiie , 7® Eiemenii di agrono» 
mia e deila scienza seivana , Napoli, 
X 839 9 ^* Caiec/tismo agrario ad uso 
Mld scuole elementari de^Ccmimidd 
regno, 

GRANATA ( Franceseo ), nacqoe a 
Capua di nobile famigUa il 5 febbmio 
1701 te vest) abilo di chiesa. Dotto 
nelle leggi e nella teologia nel 1757 
fu da papa Benedetto XIV creato ve« 
scovo di Sessa ed iri si mori nel 
1771. Di lui abbiamo : i^. Siaria 
civile deiia fedeUssima Citih di Capma^ 
Napoli , 1752-1756 , 3 vol. in 4 9 
a**. Ragguaglio isiorico deitti Ciiiit dk 
Scssa , Napoli , 1763 , in 4 9 ^** 
Sioria sacra deiia Chkesa Bhiropohuum 
di Capua ^ Napoli , 1766 , in 4* 

GRAJVDI ( Ascanio ), celebrepoe- 
ta , nacque a Lecoe nel mezzo del 
XVI secolo di nobile limiglia. Sall 
tanto in nome che daMotti fu det- 
to Faie esimio , Esaiiissimo poeia e> 
pico, Si morl in patria circa il 1639 
e d lascid : i"* Egioghe SimbHiehe , 
a** / fiuii sacri poema , 3** No^ o la 
Georgica mista^ opera lodatissima da* 
dotti di quel secolo , 4** I^ Fergine 
Desponsata , 5^ Tancredi^ eccellente 
coinposiAione. 

GRANO ( DioiiiMO ) dotlo oeHosi- 
no , nacque a Pizzoni il a6 roarzo 
1716 ed esercil6 varie cariche ncl 
suo ordine. Si mori nel giugno del 
1777 e scrisse : i* Note ai iibro dd'- 
r abate D. Leoiuca Roiii , 1 774 , i* 
Sonetto ed Epigramma in lode di Mao- 
fredi suo amico , 1 7^9 9 3* A/tro £• 
pigramma , 17^1 , 4" Altri soiietli , 
5** Varie novcne. 

GRANO ( Francesco ) , nacquc a 
Cropani e fu buon poela del XVI 
secolo. Scriise X i^ De situ , lautli'' 
busque Caiabikie deque Aroehae Njrm' 



phae Metamorphosis , Carmen , Na« 
poli , 1731 , In fol. a" in Homerum 
Dintribae. ■ 

GRASSIS (Padovatio de ) , nacqne 
a Barletta e vestl V obito francescii- 
no , fiorl verso il i5gi e fu dotto 
filosofo ed oratore. Scrissc : i^ £/f- 
cfiiridion Scolasticum contraiUtionum 
doctnris subtiUs Scoti , Venezia , i544« 
iL* Concitium Pauli ^ Vencziu, i548, 
in 8. 

r.RAVATlO ( Nicco16 Anlonio ) , 
€el<bre lelterato del XVI secolo , na- 
cque a Briatico e con successo si dic- 
de al foro. A Roraa saU in fama , 
ina dove fuggire senza conoscersene 
1d cagione. Visse stimato a Venezia ed 
ivi fu avvelenato. Di lui abbiamo al- 
cune opere legali. 

GRAVINA ( Gip. Vincenzo ) , cc- 
lebrc giureconsulto , nacque a Rog- 
giano nel 1664 e dopo essersi reso 
famoso nel foro napoletano pass6 a 
{loma nel 1688 e fu uno de'fonda- 
lori deir Arcadia , anzi vi scrisse le 
leggi in latino. Stando in quclla cit- 
tk pubblicd: i^ Specimen Juris ^ a* 
un dialogo De lingua iiariana , 5* 
una epistola De conversione dueirino' 
rum , 4* un^altra in cui parla delle 
•favole degli antichi , della origine 
della poesia e sue diverse spezie. 5® 
Cinque iragedie , 6* De imperio ro- 
mano , 7® la famosissima opera che 
k reso il suo nome immortale : 'De 
oria ci progressu Juris, Di tanta ope- 
FB k stranamente abusato Boulanger 
nella sua jintiquitd devoilie , se ne 
tono giovati Motesquieu nel Exprit 
de$ Lois e neiraltra Consid^rations 
sur ia grandeur , ei la decadence des 
Bomains , G. G. Rousseau nel suo 
CorHraci Social ^ Lock per la tri- 
plice partizione de' poteri. Papa In- 
nocensio XII preso da meraviglia per 
'un tanto lavoro nomind il Gravina 
cattedratico della Sapienza e nel 1716 
fa dagli Accaderaici di Lipsia chia- 
mato nella loro uniyersiti a profes- 
sore di giurispnidcaik , ma egli si 
rifiuto. Ncir anno seguente il rc di 



159 

Sardcgna lo volle nel sno iiceo di 
Torino cd allorch^ si acclngeva alb 
partenza fu colpilo di morte nel 1717. 
Lasci6 suo erede Pietro Trapassi dal 
Gravina detlo con greco vocabolo 
Metnstnsio , che togliendolo dalia mi- 
seria avea educato ed istniito nelle 
lettore. A lui adunque la repiibblica 
letleraria deve anche uno de* suoi 
luininari. 

GRAZIAN1 ( Ciccio ) , celebre pit- 
torc , nacque a Napoli e passato a 
Rouia vi dipinse la Maddalena nella 
chiesa di S. Croce delia Penitenza 
e la Pndica di S. Gio. Baitisia nel 
dcscrto in S. Antonio da^Portoghesi. 
Fu anchc rinomato piltore di batta- 
glie. 

GRAZIANO De Naro^ , dotto be- 
nediitino del XII secolo , scrisse : 
Ad tnudem Gulielmi regis Carmen , 
scrnwnes ad fraires. 

GRECO ( Felice) , nacque a Ca- 
tanzaro il 18 gennaio 1775 , vestl 
abito di chiesa e per 1e sue grandi 
vii tili fu prescelto a vescovo delle dae 
diocesi unite di S. Marco e di Bisl- 
gnano dove si morl nel febbraio del 
i84i. 

GRECO ( Gennaro ) , celebre pit- 
lore di prospetliva e di architettura, 
nacquc a Napoli e si mori nel 1717 
per esser cadulo dal tavolato tiir cui* 
slava dipingendo ona cupola di chie- 
sa presso Nola. 

GREGORIO Da Napou , dotto teo< 
logo cappnccino , fiorl nei XVI se- 
colo e scrisse varie opere sacre. 

GREGORIO Da Rbggio , celebre 
botanico , fu cappuccino ed accade- 
mico Linceo , ii faraoso Fabio Co- 
lonna ed i fratelli Racchinne fanno 
frequeute ed onorala memoria di lui. 

GREGORIO ( Gio. Andrea ), cele- 
bre giureconsullo , fiorl nel XVIII se- 
colo e per la sua dotlrina fu promosso 
a consigliere del S. R. C. Scrisse i*' 
De successione feudi , a** De vassatio 
decrepitae netntis eo. 3" De feudo sine 
cufpa non amittendo ^ Napoli , 1734* 

GREGORIO VIII, delto priraa Al- 



i<to 

bert# di Mom | nacqne a BfneTeii* 
to e soeoesat a papa Urbano III il ao 
otlobre 1 1 87. Fa coasacrato a Ferra- 
ra e ti morl il 17 decembre ii88a 
Pisa dopo aver ricoociliata quella re* 
pubblica con V altra di Genova ed ave- 
re esortati i priocipi ad una novella 
crodata. Fu dotto e di castigati co- 
iliuni. Di liii abbiamo Ltiiere nelle 
colletioni de^concill, nk bisagna con* 
foaderlo eon Bourdin antipapa, che 
prese lo alesso uome ( vedi Gelasio II). 

GREGORIO IX ( Ugolino ) , na- 
cque a Capua e sucoesse ad Ooorio 
HI nel ia^7 ) fu cardinale e vescovo 
di Ostia e pradic& uoa ouova crociata. 
8oomuBic6FederiooIl iioperadore nel 
1)^7 e ia!28 perchd diflferi andare in 
Palesiina e per,ia-pace conchiiisa col 
•ultano di BabiloDia lo scorounico nuo- 
Taaente* Nel 1 23o si ricoocili6 con Fe- 
derico e nel iq36 io scomunicd anche 
«na vollaedofiii queiriuipero a S.Luigi 
pel frateiio Roberto conle d^ Artois , 
■la quello rifiut6 V oflTerta. Federico 
pieoo di sdegno cercava vendicarsi ai* 
lorchi ebbe nnova ddla sua morte av- 
venuta ii 9i agoato la^i. Di lui ab- 
biamo varie Leiiere nella colleaione 
•de*coadll. 

GREGORIO ( Giovaoni ), celebre 
piltore, nac^ a PietraCeia e fiorl nel 
XVI aecolo. 

GREU7£R ( Ifommelto) , cdebre 
pittore^apoletano del XVI secolo. Di> 
piose nel soffitto di S. Lorenzo in Lu- 
«ina la Resiurezione di Crisio con ImI 
colore € vaga maniera e fece alCre 
cpere degne di lode. 

GRIGIGN AfliO ( Dedo ^ ^ nacqne a 
Salerao e fiorl vccso il i^85. Fu nel- 
le lelteM e nella poesia assai versato 
e delle aKille sue opere non abbiamo 
che : // Frfro^ commedia , Veneaia , 
i585 in 4. 

GRILLO ( Giovanni ) , nacqoe a 
Salemo e fu celebre giureconsulto. La 
regina Giovanna II lo nomin6 suo coa* 
aigliere e viceprotonotario del regno. 
Nel 1433 inviato in Avignone per aflBi- 
ri importantifsimi ai morl ii i3 aprile* 



CRILLO (Lomiso)* cdebreme- 
dko ) nacqife a Saleroo e rinonaid U 
cattedra nelhi aniversitii di Hapoli. 
Scrisse: 1* D^ sapore duid^ei awMro^ 
Pragai i566, in 4) ^* Jf^jaratio er» 
rormm liaereticor^m ec. Venexia, i568f 
in 8. 

GRILLO ( L. Matteo ) , celebra lit- 
teralo , nacque a Salprno e fi| fami- 
giiare del priocipe Ferrante Sanacve- 
rino che segul a Ginevra allorchi lece 
parte tra gli eredd. Di lui abbiamo 
solo una ieliera» 

GRIMALDl ( Gregorio ) , nacque 
a Napoli nel 1695 e si disliose per 
dottrina. Nel 1744 '^ tcmpo delia gujsr* 
ra di Vellelri fii sospoUo alla corte e 
caccittto in carcere nel Caslello Nuovp 
e giudicato dalla Gmnla JeUa imeon* 
fidenza fu esiliato perpetnamenle pel- 
Tisola della Pantelqria. Dopo qoal- 
che tempo gli fu corrcesso pasaare ia 
Sidlia e si morl a Biarsala il 27 oo- 
vembre 1767. Di lui abbiamo : 4!^ 
htoria delie ieggi e MfigistraH 4^ M^ 
gno eU Napoii ^ Napoli yjSa » S^ 
iu 4* 

GRIMALDI ( Carlo ) geniilaomo na* 
poletano, fiorl verso ii i586 e fia co- 
lebre giurecoosulto. Scrisse : Praetie^ 
M. 6*. Viemiac ec« Napoli » i$86 » 
io 4* 

GRIIIALDI ( Franoesco ) , moMOi» 
lealino e celebre acchitetio , naoq^t 
ad 0|>pido nel 1 56o e ai moii a jNa* 
poli nel i63o. Le «ue opere jqm : 
la caaa de* XeatAni de^SS. Aposloli , 
quella chiesa, la cluesa di S* Hafjfi 
/degli Angioli a PiaaolHloooe e la opi^ 
peUa del Tesoso di S. Genoaro fiar 
la qoaie i priav artisii loraatieif e na- 
gnicoli preseolarono i loro diM^gni die 
esaminali a Roma furooo lulM pnapo- 
sti a quello ilei GrimaUI» Uieoe a»- 
cora la chiesa di S. PaoVoed J0 Aom 
edific6 la chieaa di & Aodraa doHa 
Valle. 

GRIMALDI , condannalo oel C1410 
per delitto di lellonia l'anoo 1799« 
di nolte una coropagnia di soldali 
russi ed allra di napoletani lo lotoeio 



dslla pr^mne per tnsportarlo al 
Inogo del Mippltzio ed egli ebbe Va* 
nimo A\ fiiggire dal mezzo di lanti ar- 
nali. Fu inseguito pcr nn miglio , ma 
per mal destino si rifiiggt in una casa 
la cui porta era aperta. La nolte che 
buia era e tcmpestosa lo Irudi scopren- 
dolo con un lampo ad un soldato clie 
da lungi lo seguiva. Raggiunlo «i difese 
da disperalo , disarmd due soldttli ed 
oppose la piii valorosa resislenza^ op- 
presso per6 dul numero cadde du miil* 
le colpi trafitlo e scmivivo si rese a* 
ministri della giustiEia. 

GRIMALDI ( Francesco Antonio 
nfarcfaese ) , celebre leltcrato , nacfpie 
a Seminara nel 1 74 i e si rese di gran 
tiome nel foro. Rinunzid la magistra- 
tura oflTertagli dal governo genovese 
e divenne imroortule per le sue dotle 
opere. Fu ci*eato assessore de' reali 
eserciti e si morl nel ijSS. Di lui 
abbiamo: i^ Lettera sopra la musica^ 
1766 y %"* La viia ili Ansalch Grinuil- 
tM^ y Mffiessioni sopra P inegttagliarf 
za degVi mntHni^ 4"* l>e succrssionibus 
irgitmis in urbe NeapoHtana^ 5" La pita 
di Diagene che purg6 delle ingiurie 
di Laersio, 6* Gli annati M regno tU, 
Napoti. 

GRISIGNANO, (Paolo), celebre 
medico , nacqiie a Salerno e fiori nel 
XVI secolo e scrisse : !• Dc putsibus^ 
»• De Urinis, 

GRISONI ( Angelo ), nacque a Ra- 
Tello e fu celebre gftireconsuito. Par- 
tigiaao di Luigi contro Ladislao , ot- 
tenne nel i586 da quel principe la 
Bagliva di Cosenza, nd iSS'^ ebbe 
on leodo a Capua , Mariglianella in 
Terra di Lavoro e nel ifg^ fu luo- 
gotenente del conte Camerlingo.flcris- 
te : Gtossa tuper Capituiis Brgni. 

GRISONt ( Federico ) , nobile na- 
poldaio , abbastanza istruilo nelle let-, 
tere , ma nelParte cavallerescu versa- 
tissimo. Scrisse : Gii ordini di caval' 
care dwisi in 4 ^'^^' ) opero che gli 
oltenne fnma in Europa e che per la 
prima volla fu stampata a Venezia nel 
iS^o I in 4* 



m 

GRITTI ( Niccol6 ) , naequ^ a Pen- 
na e fu insigne letterato del 'XVI se* 
colo. Scrisse : Afemorie istorkhe della 
Citta di Pcnna, 

GR0SS1 ( Giambaltista Gennaro^ 
n«c({je ad Arce nel gtugno del 1766 
e datosi al foro sall alto per Isma. 
Occup6 varie onorifiche cariche e nel 
1801 f u a Roma e strinse amicizia con 
que^ dotti. Nel 1 611 fu nominato isto- 
riografo del regno di Napoli e si moii 
il 25 marzo iBiS'. Fu raembro di mol* 
te accademie e scrisse : i . Vita del 
Redentore , a. Traduzione dal greco 
de^ yiaggi di Evandro , 3. Un voluine 
di aooo iscrizioni della nostra citt&di 
Napoli che divise in 8 epoche| lavo* 
ro di molla erudizione,'4« '^'^r/z/a- 
ne gencrale dcila citth ed impero del 
Messico , 5. Le notti Cassincsi , 6. 
Saggio istorico sulla scuoia di santit^ 
e di tiottrina stabiiita nei Vl^ecoto dal 
patriarca de^monacidi occifiente inMon^ 
tecasino , 7. Vurie iscrizioni latine , 8. 
La patria di Cicerone: Bisposta dk un 
anonimo al Corriere di NapoU^ rispo- 
sta aifogiio «k'27 settembre del 1808, 
opera che merito i sufiragt di tutti i 
letteruti di quel tempo. 

GROSSO ( Domenico ) , nacqite in 
Napoli e fiori sul comindare del XVIII 
secolo. Riuscl famoso nei dipingere 
verdumc , polli e carciagioni. 

GUADAGNOLO ( Filippo), nacque 
a Canfora e vesil abilo monastico, fu 
vcrsato nelle lettere e soprattutto nel« 
Tarubo. Scrisse: i. Jpologia pro Clti- 
stiana religione , 3. Grammatica ara» 
A(9 , 3. Dizionario arabo. 

GUADERICO ( Aurelio ) , nacque 
a Sciglianb e fu celebre filosofo. Per 
la fama della sua dottrina fii Hchie- 
sto dalle principali universit^ di Eu- 
ropa ed egli si Irasferi a quella di Bo« 
logna. Fiori nel XVI secolo e scrisse. 
I. De pfuiosopftia ^ a. De Firtuie 

GUADER1C0 ( Lorenzo ) , fratello 
del precedente, versatissimo nelle let- 
tere e nella filosofia f u chiamato dalla 
universilli di Bolognaaprofessoredire- 
torica.Di lui abbiamo: Epistoiae Ub,X. 

21 



«1 

GUAK^ISO ( Mariano ) , celrbre 
letterato , nacque a MclUo nel 1731 
c nel lySa fu [^reacelto alla catirclra 
ili dntto nella universit^ di Napoli , 
iiidi «per concorso a quellu di dritlo 
eaiionico ed alPaltra di dritto civile e 
finabiiente nel 1785 a quella delCo- 
dice. Fu delP accademia real Mergel- 
lina e ^i si distinse. Avuta parle nelle 
vicende deiranno 1799 fuggl a Pa- 
rigi dove fu aniniirato per dottrinu e 
di ritorno a Napoli fli assassinato ncl 
viaggio correndo Panno 1801. Di lui 
abbiamo : i • Syntagma romnni juris 
ac patrii ec. Napoli , 4 ^^^* '" ^* 
3. Praelecihnes JusUniani in usum re» 
gni Neapolitani , Napoli , lib. 3,3. 
Jus regni Nupolitani^ toin. 2,4- ^^^^ 
modernum pamieciarum , 5. Epiioma' 
tortim lib. 4* 

GUARDATO ( Mnsiiccio ), nobile 
salemitano che ftor) nel XV secoto , 
fu de' roigliori letterati del suo temfio 
e scrisse : // Noveltino iU Masuccio Sa- 
hrniiano , nel quale si contengono 5o 
noveiie , NapoU , 1476 , mollissime fu- 
rono le edizioni di questo libro, la 
piik accurata per6 e quella di Ginevra 
drl 1765 , a vol. in 8. 

GUARirtO ( Silveslro ), nacqiie ad 
Aversa e scrisse una cronaca del re- 
gno dal 1492 fino al 1^07 che disse 
Vinri. 

GUARINO ( FrancevMi ) , celrbre 
pitlore , nacque a Solofra e fu srola- 
ro dello Stanxioni. II duca di Gravi- 
nm lo volle alla sua cill& e lo ebbe 
mollo caro in saa casa. Guarino preso 
da passione per una bella giovane, es- 
sendo costei stata ucclsa dal inarito, 
lanto ne ebbe dolore il ])ittore cbe 
ne mori in capo ad iin anno, circa il 
ao novembre i65 1 di anni 39 , non 
ottante tutlo facesse il duca di Gravina 
per deviarlo da quella afOizione. 

GUARNA ( Romualdo ) , nacque a 
Salerno e fu arcivescovo di quella cit- 
!&• Guglielmo 1 detlo il maio gli dond 
)a terra di Moiitecorvino e papa Ales* 
tandro 111 ii privilegio di portare la 
croce per la cilU e diocesi. Corond 



Gugliclmo il huono in re e ▼enne da 
quello nominato iiel 1177 tuo consi* 
gliere. Compose varie diflference tra 
la corte di Roma e qiiella di Napo&i 
e si mori nel 1 1 8 r . Di hii abbianio: 
I. De Annunciattone B. 3f. Virgmii^ 
1, Breviarium Salerniianae eceiesiae^ 
3. Semeiria , 4« Viiae aliquoi sandO' 
rum ^ 5. Chronicon dtA Muratori lo« 
serilo nella sua gran Eaccoiia. 

GUASTAFERRO (Francesco \ ce- 
lebre letleraio naiivo di Gaela , fu ve- 
8C0V0 di Sessa e si mor) nei marzo 
del 1543. Scrisse: Jsioria aniica e mo» 
dernn dclln ciith di Gaeta. 

GUERRA ( Giuseppe ), celebre pit- 
tore, nacque a Napoli e fii scolaro del 
Solimena. 1 siioi eccellenti dipinti souo 
enumerati dal de Dominici» 

GUEZZOLO DA Taranto, fiori Ter- 
so il lago e fti poeta di felicissiiiu 
vena, ma di stile rozzo sendoii servito 
del dialetto pugliese. 

GUGLIELMELLO (Arcangelo), 
celebre architetto , nacque a Ifapoli e 
fiorl sul cadere del XVU aecolo. Le 
migliori sue opere sono \ i. La clue* 
sa e numnsiero del Rosario fnori porta 
S. Gciinaro, a. La chiesa dei Gesk 
dclte monache, 

GUGL1ELMI ( Alessandro ), cele- 
bre pittore di miniatura , nacque a 
^apoli e fu scolaro del Solimena. Le 
sue pitture sono di tale studio, di tale 
forza di colore ed unita di accordo , 
che i piu esperti profeesori i'ingan« 
nano credendole dipinte ad olio. 

GUGLIELMO Puguesb , a' ignora 
<|ual fosse il nome di sua faniiglia , 
fiorl nel XI secolo e fu ceiebnitiigi- 
mo poeta latino. Scrisse on poema in 
y lib. De rebus Nortmannontm m Sh 
ciiia , Apulia , ei Calabria gestis usqmt 
ad moriem Boberti Guiteardi Ikseis. 
Questo iioema fu comenlato od a»> 
notato da^ celebri letterati Tiremeo , 
Leibnilz e Caruso e finalmente iiH 
serilo dal Muratori nelbi sua gran 
Raccolta» 

GUGLIELMO m Pogua , fiori nel 
XV secolo e fu insigne lelleralo. A 



Vciiesia profesab leltere iatine e del 
imcko che scrisse abbiamo : Vila S* 
Colherinae Senensis. 

GUGLIELMOTTO D4 Otranto , 
dotlo teologo del XIU aecolo , fii an- 
dw poeta , ma le sue poesie sentono 
Mia rozzezui del suo sccolo. 

GUIDACERIO ( Agazio ) , celcbre 
lcCleratp calabrese e dolto assai nelle 
leltere greche, ebraiche e caldaiche. A 
Roma gli fu conCerita la caltedra di lin- 
gna ebrea ed allorch^ qiiella ciUa fu 
messa a sacco dal nemico fuggi a Psirigi 
doTC fu da* piu dotli uoinini di (|iicUa 
capitale rtcevuto onoi*evolniente e di 
gfande stima distiiilo ed il rc France- 
•eo 1 lo nomin6 alla cattedra di c-brai- 
€0 nella uoiYerdtli di Parigi. Di lui ab* 
biano: i. ^enh ei Comm. in Canti- 



163 

ca Canticorum ^ Roma , tSa^^ in fol. 
a. Fersio et Comm. in XXIF" priores 
Psalmos Davuiis , et in Damtlem ^ Pa- 
^&^ t54o, in 8, 3. GrammaHca He* 
braica , i54o) in 8. 

GUIDANI (Niccol6), letierato Lec- 
cese del XVI sccolo, h conosciuto pec 
atere scritta una commedia L^Eusta-* 
ciiia ^ Venezia, i^jo. 

GUIDANO ( Francesco ) , nacque 
a Lecce e fu buon poeta del XVI sc- 
colo. Di lui abbianio varie ritne. 

GUINDAZZO(Francesco Antonio), 
celebre giurcconsulto iiapoletano , st 
mor\ nel i488 e bsci6 vari cumctiti 
sopra il codice. II vicer^ Pier Anto- 
iiio d'Aragoiia conoscendo il merito di 
que' luanoscrilti V invio nelle Spagne. 



lACOPO Dk Bbneverto , dotto do- 
meaicano , .fiorl versoil i3oo e si di* 
iliiise neUe scienze Olosofiche e teo- 
logiche. Scrisse: i. De articuHs fidei^ 
9» JM oratione dominicali^ 3. Dc (L'cem 
pmeceptis ^ J^. De octo beatHudinibus^ 
5* De dotibus^ 6. Defrtu:tibus^ 7. De 
tnrHUibtts , 8. De sermonibus ec. 

lACOPO Di Aquino, fiori nel iq8i 
e Testl Tabito domenicano. Divcnne 
oridNPe iasegnaodo filosofia e teologia 
• icrisse : De sancto anwrc. 

lACOPO Di Aquino, fiorl versoil 
1^53 e fu buon poeta. 

IACOPO AMAuriTANO, nacriue a Ca- 
pila o fu versati&simo nella lingua la- 
lim. Federico II imperadore lo volle 
a «10 famigliare e lo tenne assai caro, 
lii ardvescovo di Capua e si morl dopo 
il ia4^* Scrisse varie opcre, solo ab- 
biamo : Epistolac IF ad Pctrum de 
Vineis. 

lACOPO d' Acquamecb , fior^ nel 
mesio del XV secolo e fii doUo do- 
menicano , intervenne al concilio di 
Firenze sotlo papa Eugenio IV e vi 
si distiiise per dottriaa ucUa disputu 



conlro i greci e gli armeni. Scrisse 
molto , tutto i>er6 andd perduto. 

lACOPO DA TaaAMo, dottissimo in 
filosofia, in dritto ed in tcologia, fioik 
nel 1 090 e scrissc: 1 . De consolatione 
peccatorum , Venczia , in 8 t a. Com- 
mentarius in sententias magistri Petri 
Lttmbardi^ Augusta, i47^) ^ De pon^ 
tifice Maximo^ 4* Commentaritun supcr 
Clcmentmas. 

lACOPO DA Mesagnb, nacque poe« 
ta e coinpose molte canzoni in lingua 
antica puglicsc lodate da molti lettcra- 
li^ fiori verso il 135^. 

lACOPO DA CiviTA DiS. Angelo, 
nacque in qiiella tcpra e vest\ V abito 
agostiniano , fu dolto assai e papa B o- 
nifacio IX lo creo vescovo di Nico* 
tera. Fiorl sul finire del secolo XIV 
e scrisse : t • Summa de Repubiica , 
!>. Summa de Amicitia* 

lACOPO DA CuiETi, dotto france* 
scano dcl XV secolo, fu baccelliere 
in teologia e buon poela lalino. Scris- 
se in ver&i latiui la 9ita dcl B. Nic- 
cold f^reco. 

lACOPO DA Benevento, fioii ifcl 



164 

XIV secolo e fa buon poefa latiso. Le 
ioe composixioai furono dal Muratori 
ioserite nelle sue Antvjuiiates liaticae. 

lACOPO d' Atei , dotto franceflca- 
no del XIV secolo , si distinse nelle 
lettere ^ nella mediciiia e nella poesia. 
Compose roolte opere mediche , na* 
turali , filosofiche non che poetiohe 
comc 81 raccoglie dalka sua iscrizione 
sepolcrale. 

IAZOLIjNO ( Giulio ), celebre ana- 
tomista , nacque a Monteleone e fiorl 
sul fine del XVI secolo. Profess6nella 
universita di Napoli e non volle andare 
a quelle di Bologna, di Roma e di Rh 
dova. Si morl nel i6ao. Fece Tarve 
sroverte intomo alla Tescichetta del 
fiele ed al fegato. Douglas lo chiama 
r Epidauro del suo secolo. Di lui ab- 
bianio : i. Quesliones anatmniae^ ei 
ostcohgiae parva^ Napoli, iSjS, in 8, 
2. De atpia in pericardis^ Nupoli, i SjG, 
in 8, 3. Deparis Cotatochis^ et vesica 
fellea pro Galeno advcrsus Neorciicos 
trnaiomieos ^ Napoti, iSj^, in 8, 4« 
De* rimedi naitirali che sono neltisoia 
di Piiecusa oggi deita Ischia iib, //, 
Napoli, i583, 5. Annoiazioni ai poema 
di Ttmmaso CoHo , Napoii , i583 , 
6« De Balneis Puteolanis, 

IBICO , celebre poeta , nacque a 
Heggio fu contcmporaneo di Ana« 
creonte e passd la maggior p|^te delb 
sua vita nella cortc di Policrate tirair- 
no di Samo. Invenlo la sambuca ed 
uo altro istrumento che da lui si disse 
Ibicino come anche Jbicio il metro che 
cre6 per cantare gli ainori. Finftlmen* 
te Tiaggiando per lu Calabria e iiecoii* 
do altri per CorintO| il proprio servo 
con alcuni ladroni lo spogliarono di 
tutto e poi miseramente lo trucidarono 
ed egli spirando ranima chiamo a te- 
stimonianza di tanto delilto alcune gru 
che passarono. Avvpime che alcun tein- 
po dappoi taluni di quegli omicidi tro- 
vandosi in un teatro e vedcndo volure 
alcune gru dissero tra loro: Eccc Ibici 
iiltorcs lo che uditosi da f|iie' loro slu- 
vano vicino li presoro c mcnuti a^ 
magistrali furono condaunuli ul pali- 



iiolo ed il senro tmdifore bmclafo 
vivo. A lale proposito Ausonio eanld: 
Ibjcus ui periit , vindex fuit attiporam 
Grax. Fu molto dedito alla voltttti 
e fn dttgli antichi creduto degno df 
essere aniioveralo Ira 1 nove celebni- 
lissimi poeli lirici greei. Scrisse: i* 
Amomm lib. Yil , 3* Ceriaminn Poe* 
maj 3* Carminum lib: LX, 4* ^^^ 
gia^ 5* Rapius Ganbnedis^ 6** Pitho. 

I framiueiiii d' Ibico cor» le altrt poe- 
sie de' itmanenti 8 illuslri poeti liri- 
ci greci furouo pubblica!» nei i568 
in Anveraa.^ 

lEROCADES ( Aniefnio ) , ceiebrc 
letterato , nacque a Porgheli» il i ac^ 
tembre 1758 , vest^ «bito di chiesa 
e fu dttl Genovesi proposto a mae> 
stro d' ideologi» al colleggio Tusiano 
di Sora. Alcun tempo dappoi per la 
pessiina condotla ivi teiiuia si vidc 
costretto passare a Marsiglia , indi 
trasferitosi a Napoli nel 1791 otten- 
ne lu cuttedra cK filok>};i» e nel 1793 
qitclla di Econonriu. Partegiando pc* 
francesi soffil il carcere e V esilio c 
nel tSor dopo la pace di Firensc rr- 
vidc il nostro regno , tiia ncl iiotciih 
brc ftt fatto rinchiudere nc^gittrani 
di Tropea per averc scrilto V clogio 
lunebre di Vincenzo lerocades suo- 
germanO. Si morl presso qoc' religio- 
si il 18 novembre i8o5. Qiicsto in« 
ffigne letterato fu ancbe buon poeCc 
ed ottiino estempornnco. Serisse: 1* 
Saggio tleitumano snpere^ a» La Pat^ 
tenza deltc musc, 3** Sofronia ed Olin» 
do dramma, 4^ PuicineUa fatto pri/t- 
cipe farsa bernesca , 5*^ Pulcineita 
fntio Qnacchero commedia , 6* il 
Tempio deiia ptrtk poemetto , 7» H 
Quaccltrro rapiio , 8* Ftlcno e Nice , 
9** Vurie tradusionr dal greco e dal 
lalino , 10* Varie i*antale a drammi , 
II* Varie orazioni funebri, la" V«- 

II discorsi , i5^ Ln Giganiumaehia ^ 
i4* i/ Terremoto di'i Capoy i5* £»'£• 
sopo atia moda , 16^/ guai di Orfeo ^ 
17' // Sidierio. 

IGNARRA ( Niccolo ) , nacqiie a 
Pictrabianca il 20 seltembre. 1728 c 



di 30 aniri ta profetsoft di grcca e 
latim lettenitani ael teminario urlNi- 
no dt Mapoli» Fa mollo oaro al ia« 
moso canooico Maszocchi che lo pro- 
poae al re pcr «iccedergli nella cat« 
ledra di S. Scrittora , di latti ebbe 
qoella in qualitl^ di aostitato e con 
b proraeMa della fbtara. II Massoc* 
dii lo ToUe a coHabonilore neU* illa« 
•Irare le andchlt^ di Ercolano e fa 
indi ascritlo a qoell^ accadeinia. Re 
Ferdinando IV di Borbone lo cre6 
dkettore ddla stamperia Palatina, isti* 
totore dd daca di Galabria Francesco 
I e- gli ^ece confenre un canontcato 
atUa cattedrale. Ascritto a moltissime 
aecademie di Europa e stimato da*pi6 
lUnalri letterati sl regnicoli che stra- 
weri si moii nel laglio del 1808. Le 
ine opere aono \ i. De Pnlesim Nea^ 
peiHana ec. adnectiiur de BuiMsiae 
Jgone Pmieolano^ Napoli, Hl^j ^'^ 
493* Veiasii epigrammatts in mamHh 
re scoipHi ee. Napoli , 17^9 , in 4 i 
3. De PhrairUs , Napoli , (797) 
io 4. 

IGIf ANNINO ( Angelo ) , dotto do- 
Mcnlcano , nacqoe ad Altamura e ia 
eecellenlenella muslca che profess6 ne^ 
Bonasteri del soo ordine in irarie cit- 
tt d* Halia. Si morl a Roma nel i543 
e ccrisae: Madrigali a 3 4 ^ S voci /^. 
3. 9» Hotteiti y Messe e Saimi a 3*4-5 
e 6 poei^ 3. Ricercate con tintavola* 
taun secondo iutte ie regttie deW arte. 

ILAHIO AiTTomo oe Blasio , na- 
cque a Castelvetere U 3i gennaio 1764 
• passato a Napoli nel 179^ fu no* 
minato regio deputato di uno de^ 
qoartieri di Napoli qiiale carica oggi 
•corrisponde a quella dMspettore di po- 
lisia. Nel 1797 venne eletto uditore 
a Chieli , nel 1 800 asspssore a Keg- 
gio, nel 1 8o5 avvocato 6scale a Co- 
scnaa ed allorch^ re Ferdinando IV 
di Borbone si ritird in Sicilia egli lo 
scgul airisola. Nel tempo che dimor6 
in Sicilia fu creato nel 1608 mem- 
bro di una Giunta , nel 1 809 uditorc 
generule deH* esercilo in campagna , 
cottiiuissurio delle Fioansc ncliti Ca- 



iss 

labric e membro delhi gkinta dc* sus* 
sidl agli cmigFBti di Messina. Ncl 
t8lo ebbc la carica di segretario 
del Supremo Consiglio di Guerra ia 
Palermo c nel 1811 quella di avv»> 
to de^poveri presso quel Supremo Con» 
siglio. Alla restaurazione della legitdma 
dinastia nel i8i5 gli fu conferito Tuf- 
fisio di Presidente della G. C. Cri* 
ininalc di Terra di Lavoro c queUo 
di vice presideote della commissiono 
speciale creata in Napoli per i reati 
di frodc nel i8i6. Nel 1817 fo in- 
nalzato a consigKere della Corte $«• 
prema in missione per6 di presidente 
ddla G. C. Cirilc dellc Calabrie 
c nd i8ai a direltorc gcncralc di 
Polisia, a membro del govemo prov- 
visorio ed a presidente della Suprcmm 
Corte di Giastizia. Finalmente insi- 
gnito degU ordini cavallereschi di 
Costantino e di Francesco L sl mofl 
U aa gennaio i843. Fu integro nel- 
ramministrare la giustiaia n^ si lece 
prevaricare da impegni o protecioni, 
vigile al proprio doverc non manc6 
all' eserdaio della siia carica chc co- 
stfctto da qualche malore. Nelle sd$n- 
BC e nelle lettere fa poco dotto. 

ILARIONE, nacque a Montemara* 
no il 10 febbraio 1702, vesll abilo mo- 
nastico e si mort il ao gennaio 1793 
nel convento alcanterino di Airola. Fu 
di grandi virtik e di gran penitenia* 

ILDCRICO DA Bb?ikvento, fiori nel 
XI secolo c si dislinse per dottrina c 
virtik. Fu buon poeta e scrisse varie 
Gosc che il tempo disperse. 

IMPERATO ( Ferrante ) , celebre 
naturalista , nacquc a Napoli verso 
la metii del XV sccolo e si morl cir- 
ca V anno i6a5. Con inddessa ap« 
plicazionc si diede a forroare un Mu- 
seo de* tre regni della natura che si 
resc cdebratissimo in Europa trasfe- 
rendosi in questa nostra dttli i dotti 
delle pia rcmote regioni per venera- 
rc un tanto santuario della natura. 
Avca egli formato fino ad 80 vdu- 
mi grosdssimi di carta imperiale ed 
a ciasGun foglio avea attaccata una 



m 

pmntm c<m iina fpecie di <i»lla cbe 
Mn ne alteraTa punlo il color nata- 
rale. Maitino Valle discepolo del far 
■MMo lioneo allorchi nel 1783 Yen- 
■e a IVapoli per visitare il mtiseo del 
riooinato Domenico Cirillo , sMngi- 
iioccbi6 e bacid religiosamente uno 
per imo i nove volumi salvali dal di- 
aperso rousoo delP Imperato* 11 no- 
•tffo insigne hatiiralisla eorapose : Ut' 
siorm muunile Hk. XXJIl , opera di 
gnm rtiKmianxa. 

IMPERATO ( Fraocesco ), celebre 
pittore I naeqiie in Napoli ed ebbe 
n aaaeslro Gio. Filippo Criscuolo ed 
n Tialano. Si nM>ri drca il i565. I 
i«oi dipioti sono ammirati per la forza 
dd colorito j le iallesae delle figure 
e la bella eompoeiaione. I siioi ca* 
po-lavori sooo : 1* // martUio di S» 
Pielr» 10 S* Pietro martire ^ ?* // 
mmrtirh di S. Andrea in S. Maria la 
Kova , 3* ia iesta airasMUiU di SiU 
Yeatro Bruno. 

IMPERATO ( Girotamo ), celebre 
pitlore e figliuolo del precedente* II 
padre volea applicarlo al ibro , ma 
il suo genio per quesi'arte lo fece 
percorrere le principali cittli d^talb, 
dove ammird i capo lavori di pittu- 
ra e di scoltura ed in breve riuscl di 
gfno Dome. 1 suoi dipinti erano ri- 
palalissimi ed egli iion mancava di 
vanaglori^. Si marii6 in una donzeU 
la che per la roorte di una xia ere- 
dit6 rieco patrimonio. Tra i suoi beU 
fi e numerosi dipinti i migliori sono: 
1* La Coaceuoae nella chiesa della 
Concezione degli Spagnuoli , a* S. 
Jgnazio Lojota nel Gesu Piuovo , 3'' 
La Nascita nel Gesik Nuovo, 4* In 
S. Severino la yergine in gloria col 
bambino e varie «Itre figure di an* 
gioli e di santi , 5** La Vcrgine del 
Rosario col bnmbino ed altre figure 
in S. Tommaso d' Aqiiino. Questo 
^iadro secondo il Oe Dominici i la 
pi6 pregievole opera dell' Imperalo. 
Si morl anlico di anni circa il i6ao. 

INCARNATO ( Fabio ) , nacque a 
Napoli e fioil dcI XVI sccob , ve* 



itl abito di ehiesa e si dlsCiose mollo 
perdottrina e virt6. Scriaie i^ Strm* 
tinittm Sacerthtak , 2^ DirectorUm 
derieorum» 

INFROSIRO ( Menelao ) , nacqiie 
a S. Severino e fiorl nel XVI secolo, 
fu versatissimo nella letteralura e boon 
poeta volgare.Scriase varie njne ed itltt- 
str6 di enidite note lX)riando Furfoaob 

IfiNOCEHZIO III , per nome Lo- 
tario Conti , nacque a Marigliano di 
nobile famiglia e la soa dottrina gli 
otlenne la porpora e quindi la liani 
alla morte di Celestino lil. II ano 
primo pensiero fu predicare In oro- 
ciata di Terra Sanla ed opporsi i^ 
eretici ^ speaalmente agli Albigesi clie 
d^lavano la Linguadoca comamlati 
da Raimondo conte di Tolosa* Pieno 
di telo pe'costumi e per la fede mise 
in interdetto il reame di Fraocia per 
avece Filippo Augusto latlo divonio 
con Ingelberga , scomunie6 Giovanni 
Senia-Terra usurpalore dell^ Inghiller- 
ra ed assassino del lcgitlimo erede e 
lo stesso flagello fulmin6 contro rim- 
peradore Ottone per avere occiipato 
le terre della chiesa. Ingrandl la ao- 
vranitii papale avendo lalto auo do- 
minio la Romagna « V Umbria , la 
Marca di Ancora , Orbitello e Viter- 
bo , aboll il nome di console , d>- 
minol il poter del senato ed egK diede 
la investitura al prefetto di Roma pec^ 
lo iimanai ricevuta dall' imperadore. 
Convoc6 il 4* concilio Lateraneie nel 
111 5 ed ^ nuraerato come il i) ecis- 
menico. I suoi decreti sooo di graa« 
dissima autorita preuo i canooisli e 
servirono di fondamento alla disGi- 
plina osservata poi. Sotto di lui iia- 
cquero gli ordini doraenicano , fran- 
cescano e teatiuo. Finalmente si mod 
nel 1116 stimato come uno de' pi6 
pii e piu grandi pontefici. Compoae: 
i^ due volumi in fol. di Leitere a^ 
De contempt tt mundi y Colonia , 1 Sj5j 
in foK Di lui k il ^eiti snncte spiritms^ 
t jive , mundi spes , Maria c lo sio' 
bai Haier dotorosa, Innoceniio III fii 
molto versato vella lettcratura. 



INNOCENZIO Vn , detto Cosimo 
dc Melioriito , nacqiie a Solinona e 
fii ^escoTO di Bologna ed eleito ppa 
da^cardinali segnuci di Bcnedelto IX 
nel i4o4 per fure cessare lo scisma. 
Ma invece Innooenaio non voleva sen- 
tire £fir inolto di quella rianione ed 
allora farooo scelli i3 principali per- 
sonaggi di Roma , i qiiali a nome 
del re di Francia si portarono dal 
papa a sopplicarlo perchd cercasse ri« 
meltere la pace nella chiesa. La loro 
missione per6 rinsc) infruttuosa. An» 
Idiigi Meliorato nipote del papa li 
fece arrestare e molti ne fece massa* 
crare. Roma si sollev6 ed Innocenaio 
ai rilir6 a Viterbo, indi fatto ritorno 
im quella ciltii si morl nel i4o6 ri- 
gvardalo come iin dolto giureconsnlto. 

INNOGENZIO VIII, nacque a Na- 
poli e fii canlinale-vescovo di Mclfi 
ed i suoi meriti 1o fecero creare papa 
nel i484* Fece moslra di gr^inde zelo 
per riunire i principi cristiani conlro 
i Uirchi e si fece consegnare nelle 
ane mani Ziamo fratello di Baiazel II 
e per cio vestl della porpora Pietro 
d*Aubiisson. Simorl nel 1491 lascian- 
do di se due figliuoli avuti prima che 
ii ungetse sacerdole. 

INNOCENTK) XI , nacque a Na- 
poU nel 1611 e si diede al mestiere 
ddle armi, veslito indi abito di chieaa 
dopo varie dignitik fu nel 1476 creato 
papo. Soslenne i vescovi nelle dispute 
coatro Luigi XIV ed in modo da ri- 
teare le bolle a tutli i fraocesi no- 
■iaali a' benefiz! ed alla sua morte 
ti ftirono pi& di 3o chiese senza ve- 
•eovi. Aboll le iranchige ne^quartieri 
degli ambasciadori e nel 1689 ai unk 
coo gli alleati conlro Luigi XIV. €on* 
danii6 gli errori de' Molinosisli e de* 
QoietiBti, diede grandi toecorsi airim- 
pefMlofeLeopoldo contro i turchi e si 
nort nel 1689. Fu accusalo di ava- 
ri^ , ma egH accumul6 de* tesori 
faeeodo risparmio di alctine cariclie 
ioQtili e sur la propria lavola , per6 
rimise la finanza sensa opprimere i 
siiddiii di nuove tasse ni arricchk la 



197 

propria famlglia. 

INNOCENZiO XII « nacqoe a Na- 
poli il 1$ marao 16 §5 e fn detto 
Antonio Pignatelli , fii soccessiva- 
menle vicelegato del docato di Ur- 
bino, inquisitore di Malla , govema- 
lore di Viterbo , nunftio a Firenee , 
in Polonia ed a Vienna , vescovo di 
Locca e maggiordomo di Clemente X, 
cardinale , arcivescovo di Napoli e fi- 
nalmenle papn nel 1C91. AboU ilni- 
potismo col fare soltoscrivere a tntlo 
il collegio de^ cardinali una bolla so- 
lenne con la quale veniva proibito 
qiialunqiie disdnaione straordinaria 
a' nipoti de^papi con Pobbligo a*car- 
dinali presenti e futuri di comerraaria 
con giuramenlo scmpre a ciascon con- 
clave e di fare altreitanlo ogni no- 
vello pontefice. Soccorse i poveri cKe 
diceva suoi nipoli e la sua morle fii 
pianla amaramente. Riconcili6 Lui- 
gi XIV con Roma ollenendo ci6 de- 
sideravano i suoi predecessori , ma 
con maniera e polilica aflalto diver- 
sa* Ce8s6 di vivere il 17 settembre 
1700 di 86 anni tra le beBediaiool 
delP universale. Opera tua sono gli 
Jcqttedotli e le restaoraaioni del ponte 
di Civita-Vecchta , l'ampUakione del 
porto Anaio e di Netluno, tt palaaao 
di Monte Citorio a Roma detto lo 
Curia Jnnocenziana , la Dogana di 
terra , T Ospizio generale de' poveri, 
r OsDiaio Lateranense. 

INTERVERI ( Gio. Pietro ) , na- 
cqtie ad Aqaila e fu versato nelle scien- 
ze. Fior) nel XVI secolo e scrisse : 
yUa Mh B. CrisHna dilt Jqtuh. 

INVONE ( Mattia ) , dotlo dome- 
fiicano , nacque ad Aquara e per la 
vasla sua dottrina fii richiesto a pro- 
fessore neHuni versitii di Veneiia, di Mi- 
bno e di Roma. Col danaro lucrato in« 
aegnando nelle varie universitik fond6 
nn roooastero del suo ordine nella 
patria sua e si morl nel ifi^i. Di iui 
alibiamo z i^ De exceUeniia sacrae 
ikeoiogiae ec. Torino , 1569 , 3^. 
Principium primarinm ieciionum phi- 
bscfhiae in gymnasio NeapoHtano 



168 

habitum , Roma , iSj^ 5* JMwfi^ 
tiones in i3 &6. primae pMloio/fhiae 
Jristotelis , Eooia , i584 , 4*" AiLU' 
eiiones ad commentaria Al. F. F)ran^ 
cisd Sitvestri Ferrarensis in 8 lilf. Pky* 
sicomm Jristoieiis , 5^ I>e Jnimn ^ 
6* De eieuientis in mixto virtuaiiter 
remanentibus ^ 'f De poteniia maie- 
riae primaey 8^ De quiitdiiaie rerum 
naturalium ^ cf^ De formae praesian* 
tkt supra Compositum , tutti questi o- 
piucoli funmo ttampati a Roma oel 
i577 , io 4* lo^ FormaRtates Juxta 
doctrinam angeiici docioris D. Tiw- 
nuie Aquinaniis Nnpoli , i6o5 , ii^ 
Ccmentart ed addizioni sopra lo ttet 
so d' Aquino ed altri truttaii. 

10MELL1MI ( Niccol6 ) , celebre 
maestro di cappella , nacque ad A- 
Tcrta nel 1714 ^ «ppard la mutica 
nel conservatorio de^ P«A*eri Jesa-Chri • 
sti , indi in ciuello dclla Puth de^ 
TUrchini avendo a maestro il ijEimoso 
Leo. Alto si Iev6 per fiima il siio nome 
cd alti onori raccolte in Italia, nella 
Germania e dovunque si trasferl* Si 
morl a Napoli nel 1774 ed ii tuo 
Miserere ^ capo4aToro di musica. 

lONATA ( Alestandro ), nacque ad 
Agnone in Abruzzo e fiori nel i560) 
fu Tertatistimo nelle «icre iettere e 
•eriiie Pratum Coeleste* 

I0R10 ( Micodemo de ) celebre let- 
terato nacque a Patemo nel 1748 e 
ii morl nel 1803. Fu filosofo , teo- 
logo e poeta, compose molte optre 
per le stampe, per6 abbiamo tolo no 
¥ol|mie di rhne. 

lORNATA ( Giulio ) nacque a Po> 
poli e Testl abitofinincetcano,per latoa 
dottrina fii innalzato a molte caricbe 
• ii morl nel i6i3. Scritse: Quaettio 
de prineipio individuationis^ 1 597, in 4» 

lOSSIO ( Ificandro ) , nacque , a 
Yenafro e norl nel XVI secolo , pro- 
Iest6 filosofia a Roma con gran no- 
me t scrisse : De uoiuntate , De do* 
iore I de Risu , et Fittu , de Somno 
ei ngiiia , de Fama^ et Siti» Roma 
I. Tol. in 4 ) i58o. 

IPI| nacque a Reggio e fiorl neUa 



Olimpiade 5o, fii itorico e pocfa rd 
invenl6 il verso coriamlK>. Scritae: 
Sicularum rerum hb. F, indi cont- 
pendialo da Bfia , 1 Origines italiae^ 
3 Anna/ium hb. F* 4* jirgolicarum 
iib. m , 5. Berum Argoticarum* 

IPPASO o iRFAaco, nacque a Me* 
tnponto e fu celebre filosofo pita- 
gorico del V secolo prima di Gritlo* 
Trov6 le ragioni matemaliclie delle 
consonanae del nioto nella celeritji 
e nella tendensa e la sua scoob fiu 
detta acttsmaiica. Ufuoco era secondo 
lui il principio di tutle le cote. Egli 
per il primo descritse il Dodecaedm 
nella sfera e compose un libro-He 
Sphaera* Laeraio ci assicura aTere 
Ippaso icrilto on libro detto : fMKmoy 
Xoyoy e secondo Jamblioo intitola- 
to : f<^oy Xoyoy che pubblic6 col no* 
me dt Pitagora e nel quale 8vel6 tuttl 
i niiftteri di qiiella tcuola. Fu perci6 
cacciato via da^ teguaci di Pitagora 
e condannato lo aSbgarono nel mare. 

IPPODAMO , celebre filosofo pi- 
tagorico , nacque a Turi e tcriite : 
«rtpi i\>daf(Aoyra«« 

IPPOLITO DA N4BD6 , dolto be- 
nedetlino del XIV tecolo, tcritie : 
I De Christianae fidei simphcitaie , a 
Fons omnium mafonim» 

IPPOLITO ( Girolamo ) , nacque n 
Monopoli e vettl abito domenicano* 
Per la tua dottrina fu cbiaroato « 
Napoli ed a PadoTa a profettore dl 
filotofia e 4eologia. Fece labbriam 
r infermeria nel monattero di S* Do- 
meoico Maggiore in Napoli ed a iM 
iitansa Maria Francetca Longo edi- 
fiG6 r otpedale di S. Maria degl' In* 
cnrabili. P^pa Qemente VII lo no* 
ain6 ardTetooTO di Taranto e ii iMiil 
nel i528. Scritte: i Enchiride de me^ 
cessitaie bonorum operum ec. NapoB| 
i539 j a. Commentariay et quaes^ 
net super metapfysicam AristoteUg^ 3« 
Tractatus super symboium S. JikSH 
nasU, 4- Commeniaria super meihetf* 
ram Jrisioteiis» 

IPPONE , naoqoe a Reggio e fio- 
rl dopo la morte di Pilagora tuo 



tfro» SegQ^ anche la •cooUi di Talete 
e rigoandaTa il Jreddo , tacqua^ rw 
mkio , U caiore ed il fuoco come i 
primi prindpl delle cose. Tutto egli 
credeTa finisse con la morte ed al;* 
cuni lo credono segnace deli' ateismo, 
altri no. Scrisse i. Assiomi fisici , 
9. de hd* ) quae diamiur perdere 
quidquid in Uia ittdderit. 

IRACE ( ScTcro ), celebre pittore 
napolelano , fioii nel XVI secolo e 
fa dlscepolo di Marco il Galabrese» 
Di liii ci resta nn bel dipioto nella 
cUesa della Nonuata che rappresenta 
b Vergine col bambino fra le brac- 
cia e qoantit^ di potti e nel basso 
S. Pietro e S. Paolo ed altrevfigure. 

IRAaNTO ( Rodol/o ) , celebre 
leCtemio del Xvl secolo , nacqoe a 



169 

Teramo €S a Roma si acqoistd alu 
£E^Da di. soa dottrina* Scrisse: i. Ja» 
dicium Paridis , et Slegiae^ Ancona^ 
i524 9 3« Jaiiades , Perugia , 3« i?- 
pilaiami Firgiiiei y^. Roma ^ iS^i ^ 
in 4« 

lULIANI ( Pietro ) , nacqoe a Cei> 
reto nel 1777 e fd yersato nella fi- 
losofia e nelU letteratura latina. Fa 
in corrispondenza letteraria co' cele* 
bri dotti di quel tempo e si mori nd 
luglio del 1810. Di lui abbiamo aolo 
uoa orazione latina, 1788. 

lULIANlS ( Caterina de ), nacqoe 
in Napoli e si rese celebre nel Re- 
gno e nello straniero per fiori di setn 
che layoraya cui adottava i dovuli 
odori e per composizioni di figoro 
che formava in cern» 



LACERTIS ( Antonello de ) , na- 
cqoe a Molfetta e si distinse in me- 
dicina. Fiorl nel XV secolo» 

LAGGETTO (Gio. Michele) giu- 
recontulto , nacque ad Otranto nel 
i5o4 e divenne celebre nel foro | 
acrisae Jstoria deila guerra di Oirani^ 
dei 1840 fatta da^ turchi. 

LADISLAO , re di Napoli , na- 
cqoe in questa Cittii nel 1876 da Cario 
III. detto deiia Pace allom Iktca di 
Durazao e da Margherita nipote di 
Gioranna L d'Anjou. Nel i3S5 an- 
cor lancittUo successe al padre^e Mar- 
gherita che il figliuolo ed il reame 
gofemaTa sendo inesperta in quello 
fece acelta di cattivi mioistri, i quali 
la penoaaero a far daoaro qualuoqoe 
ne loaae il mezzo per otlenerlo per- 
cb^ qoello diceano essere Tarma «d 
ii softegno principale de* regni. At- 
Tene ancora che qoe' ministri dovendo 
nomioare gli altri uffizi si cirili che 
criminali , non facevano scella di 
perione ad essi disimili e che fossero 
ignoranti nulla curavansi pnrchd fos- 
•ero loro ligv Ed allora si vide la 
misera Napoli oltre essere oppressa 
da imposte e da taglie , i cittadini 



nelle caose civili e criminali venivano 
lesi non osservando que* giudici le 
leggi , bensl il loro interesse e la 
volontJi di coloro a quegli iropieghi 
li avevano nominati. 1 Napoletani a 
tale miserando stato ridotti ricorre- 
vano alla regina , ma i ministri a 
^ella roidevano ^tutti sospetti che 
altrimenti consigliassero. AUora i cln« 
que Seggi oniti col popolo creaioiMl» 
on raagistrato di sel nobili *m. di im 
popolari 9 il quale si disse gU otto 
signori dei buono ttato deUa Cittii , U 
cui dovere fosse non far commettere 
iagiustisia Teruna a*ministri del re* 
Difatti tutte le mattine uno di es^i 
si portava a^ tribunali per osservare 
se taluno venisse leso nella giustizia* 
Forte se ne sdegn6 Margherita di tal 
Magistrato e bench^ facesse ogni sfor-» 
zo per dissolverlo , rest6 quello in 
grande autoritii. In tale stato sendo 
le cose della capitale , Tommaso San- 
severino gran Contestabile e capo della 
fazione Angioina preso il titolo di 
Vicerd del Duca d' Anjou e convo- 
cato un parlamento nella Citlli di As* 
coli, ivl intervennero tutti i baroni di 
parte angioina e sur T esempio del 
22 



176 

niagistato degli tntto dei buono stato 
dtSa Cltth crearono sei deputati per 
Ib biiono stato del Regno. Dietro tat 
p&Hamento i parligiani del duca di 
AnJoU coHi oste di qoaltromila cavalli 
e duemila £Binti dopo due mesi mos- 
sero contro la Citla di Aversa e non 
potendola avere, misero il campo doe 
liiiglia da Napoli* Allora Pietro della 
Itendolea entr6 nella Cill^ a solleci- 
cStare gli oito M buono stnto perch^ 
dassero la citt^ al Duca d^ Anjou, ma 
qne^ risposcro di restare fedeli a La- 
dislao e tosto si porfarono ad avver- 
lime la regina. Pietro della Mendolea 
di ritomo all' csercito Angioino disse 
hon potersi la cittii sostenere a lungo 
sendo la plebe vicina a sollevarsi. I 
popobri inconuilciarono ad insorgere 
ii Qo settembre adito che gti arbusti 
e le vendcmie erano messi a guasto. 
GU otto del iHiono stnto vicini ad es- 
Mre roalconci dal lumulto oonchiu- 
sero Iregua con Tommaso Sanseverino 
ed allorch^ si ebbe nuova nella citta 
che Ramondello Orsino gonfaloniere 
dcl papa con 1' esemto veniva in soc- 
corso di Ladislao , la regina ed i mi- 
nistri suoi che voleano distnitto il mar 
gistrato degii otto del buono stato^ fe- 
cero prendere le armi a'seguaci de' 
Dorazzi per assalire le case di coloro 
|)iirteggiavano pel dura d'Anjou. Gli 
otto fecero raetiere finc alle morii e 
^pw^di parteAngioina temcndo la loro 
{jerdita fecero dire al Sanseverino di 
passare col campo alle Corregge ed 
in ci6 vi ebbero anche intelligensa 
gli otto minacciuti dalla regina di morte 
allorchi entrasse nella cttt& V esercito 
papale. 11 mattino vegnente Rumon- 
deilo co^papalini per la porta Cnpuana 
entr6 da neralco in citti gridando : 
pmt popa Urbano e re Ladisiao \ gli 
otto poi colla Hiaggior purtc de* no- 
btli stando anMti a nido : ptva re 
Ladislao ed ii buono stato esclamavano. 
Venuti alle mani gli otto furono re- 
spinti fino alle cancelle di S. Chiara 
e loato que* di Portanova e di Porto 
fecero per U porta Petnicda enlrare 



1' esercito de* depntafi. Umi parte di 
quell^ esercito venne in soccorso degH 
otto ed il rimanente per le spaUe # 
pe*fianchi attacc6 i papalini gridaodtlS 
ptva papa Clemente e re Luigi. I po^ 
palini rotti parte furono morli, parle 
fitti prigioni e Ramondello fdgg^ t 
Nola. n giorao duppoi Tommiso Saa* 
severino in qualitk di Vicerd di Loi- 
gi d* Anjou si fece giurare omaggio 
nella Chiesa di S. Chiara. Margtterita 
con Ladislao e Giovaniia suoi figliuoli 
il giorno 8 luglio i586 dal castello 
deir Uovo si ritir^ a Gueta n^ mai 
Iasci6 di molcstare Napoli spenmdo 
prenderla per fame. Di fatti qoelln 
c\X\h pehuriava di viveri e sopra tnflo 
di grano poichi Margherila eon 4 
galee , 3 galeotti e 3 brigantini ad 
luglio del i387 venne al caslello del^ 
V Uovo e, vietava a qualunque lurfl' 
glio il portare frumento nella cillk 
Di cio avvertite alcune navi genoveii 
chc di Barberia venivano cariche H 
grano , per desiderio di guada^ao 
pasfuirono a Nupoli ed a caro presio 
venderono il loro caiico. Allora Bfar» 
ghcrita perduta ogni speranza di ri» 
cuperare Napoli Iasci6 Martnccio B^ 
nifacio con presidio nel castello deU 
r Uovo ed il a3 agosto iSSy si ri- 
tir6 a Gaeta. Non restando allro meno 
a ricuperare il regno al figliuolo i 
Margherita che penuriava di denafo 
pens6 maritarlo con Costanza figliMlla 
di Manfredi di Chiaromonte coole di 
Modica signore immensamente rioeo 
e quasi sovrano assoluto di Siciliiu 
Qui'1 matrimonio adunque fu con gmB* 
di feste celebrato in Gaeta il 5 tel» 
tembre i388 e con la ricca dotedl 
Costanza la r^^gina Margheritm pol^ 
rianimare i suoi partigiani. II tg M- 
▼CMbrt; i388 mortosi papa UrfaMO 
aeerrimo nemico di Ladislao, Maf|;ke* 
rito crebbe in isperaiiza e loito ti 
procadci6 la grazia di Bonilaclo IX 
suocesso al papato il 7 decembre di 
qudlo slesso anno. Di fatti ii giomo 
II maggio i388 Ladislao e Coslaitta 
furono solennemente coronaii oelk 



CAttedrale di Gaela dal legato apo- 
gtolico Angelo Acciaiuola cardinale di 
Firenze* Le armi di Ladislao inco- 
miDciarono ad occupare delle terre, 
ma presso Ascoii ebbero una coniple- 
ta rotta da* Sanseverineschi ^ i quali 
•e avrebbero saputo profiltare della 
Tittoria Ladislao per sempre sarebbe 
restato privo del reame di Napoli. 
AUa nnova della* disfalta delle genti 
di Ladislao Renzo Pagano castellano 
di S. Ermo il »9 ottobre 1589 cKe- 
de ciueHa fortezza al duca d' Anjpu 
cd la ricoropeasa ne ebt>e 7 roila fio- 
rioi , la badia di $• Paolo , it giu- 
•tizierato de^ scobri , la gabella della 
Uanga e quella del vino. Mormorio 
comandante del casteilo Nuoto si- man- 
lenne fedele a Ladislao non oslante i^ 
gvandi ofierte dell^ angioino , ma ri- 
dotto ad estrema necessiti il 7 marzo 
§390 si rese salve soto le irile e Lui- 
gl d^An^u airentrare in qiiella for- 
leiui e non trovandosi viveri neanche 
fer on solo giomo lod6 ultamente la fe- 
dt di qoel caslellano^ Manfredi di Chia- 
jpooMMite spogliato di lutle le sue teme 
t acacciato di Pfeiiermo si morl nella 
miseria cLadislao ripudi^ la moglie in 
fiaela, dopo di che rinfelice Costanaa 
fe menata in usa «isa privata e venoe 
mrviCa da una vecehia e da dlie doo- 
leUe. Un tale atto indegn^ i piu cal- 
4i partigiaoi de' Ourazzi. Nel lu^io 
dd l39^ parl^ di Giaeta co* suoi Im- 
looi per combattere i vibelli e giun- 
lo al campo. presso il Garigliano., 
mMtdd contra il conte di Sora ed ii 
oonle di Alvilo, indi pel conlado di 
Cefano pervenn» in Abruzzo. La citlA 
dl Aquila non poteodo ottenere soc- 
cotsi da Luigi d' Anjoo pag6 4o mi- 
la ducati a Ladislao che U ricev^ io 
gcaiia. Prese MnnupcUo e mol,te aU 
Ire Jerre e ricco di daoaro |^ass6 a 
CSlipaa dove lo avveleo^o , foruviata- 
amnte guari restanda perb^bittNnieole 
per Cotta la vita. lodi si riiiv6>aGaetapcr 
^uracsi di quella infermilii e poco dap- 
poi veone a trattative di pace con 
JLiligjk d' Anjpa^ iiuiauUAfiiundiiii* 



171 

so. 11 27 oltobre |594 passo a Ro* 
ma per otlenei^e danari' dal papa , 
il quale grossa somma di oro gli die* 
de avendo Ladislao donato a^ frateU 
li del pontefice ii contado di So* 
ra 9 di Alvito , la baronia di Mon- 
tcfuscolo e molle allre terre. 11 iS 
uprile delPaono dappoi con 4 °u- 
ki cavalli e 6. mila fanXi pass6 a 
Sessa , a Capua , iodi ad Aversa ed 
il giorno 9 maggio fissd^il campo ad 
Ogliuolo dovc oggi dicesi Poggiorea- 
le e nulla polcnclo ottenere abbando- 
n6i Napoli e ritorna a Gaeta. 11 36 
decembre »394 costrioso la sua repu^ 
diata rooglie Costanza di Chiaromonte 
ad unirst in roatrimonio coo Andre» 
di Cupua conte di Akavilla , la quale 
allorch^ eavalco- per passare a Capua 
sendo nella piazza di Goeta molti ba- 
roni , cosi disse al novello sposo : 
poiral pur dire <U opcpe per concubi' 
na> ia mogHc legittima di re Ladislao 
tuo stgnore , quali detti destarono pie- 
kk e dolore in tuUi i circostanli. Ncl 
»595 Ladislao prese Cerreto , le terre 
de^ baroni dellu Lionessa e si aesero ik 
conte di AvelVino ed i signori di Aqui- 
na e di Gesuuldo. e soccorso dal papa 
rldusse Napoli senza veltovaglia. L>ui-> 
gi d^ Anjpu temendo die la plebe io- 
sorgesse passo a Tarauto e Ilapoli ri- 
dbtta ad estreoia necessitii. venne a pat> 
li. Luigi avote nuove cbe LadisUa 
erast impadronito di Ilapoli s^ imbar> 
co sur k g^lee speditegli da papa Be* 
nedetto e presoa il fralello che stava 
in Cbstello Nuovo fece vela per la. 
Proveoza. Nell* agosto dol iiqg la 
peste afflisse qpesta no8tra.oitt& coa 
hi morte di 16 mila persone. Ramon- 
dfeUo Orsino persistendo nella nimid- 
aia cootro Ladislao , quel giovane ro 
gli marddi' conlr#> e^ avendolo spo- 
gKato di MaiigUaoo y Aaersa , Bene- 
veoto y della banmia di Flomari • d> 
Vico , enlro in teora di Bari. Ramoiw 
ddlo alla testa di 4 oi\hk cavalii e 3 roi- 
jisL ianti mise il campo a Canosa un roi- 
Hlio circa. da qpdlo di Itadjslno ed 
.«Ibycbi g|i ltfin«ti um^ pcf «Miire 



173 

atle 0anl RamondeUo •! port6 dal 
re a chiedergli perdono e ht riceyu- 
to in grazia coufermaDdogli Ladislao 
il priocipirato di Taranto con altre 
cltik ( vedi Orsino Ramondello ). Di 
ritorno a Napoli ii re trov6 amba- 
sciadori del duca di Austria , il qua- 
le chiedeva la principessa 'Gioranna 
in moglie. Ladblao nel i^oi si raa- 
rit6 con Maria figliuola del re di Ci- 
pri , indi accompagn6 la torella Gio- 
vanna fino al Friuli ed ivi 1a conte- 
gn6 a molti baroni austriaci per me- 
narla allo sposo. Prese Zara, la for- 
tific6 di presidio e si restitul a Na« 
poli. Poicb^ ebbe tottomessi i baro- 
ni ribelli di Calabria e di Abruzzo , 
con artifizt si diede a reprimere 
quegli amici de^ quali temeva e che 
noD osaTa apertamente attaccare ( ?e- 
di Sanseverino Tommaso ). Mortosi 
Ramondello Orsino Ladislao marci6 
contro le citt^ da quello possedute 
e tutte prese esclusa Taranto difesa 
dalla vedoTa e da' baroni parligiani 
del duca d' Anjou. Ladislao dopo ave- 
re per ben due volte messo Tassedio 
a Taranto e sempre inutilmente pen- 
b6 con altri mezzi averla. Sendosi ^k 
inorta Maria sua seconda moglie fino 
dal 4 setlembre i4o4, mand6 amba- 
Bciadore alla vedova principessa di Ta« 
ranto per traltare di matrimonio e 
per quanto yenisse quella dissuasa da* 
suoi amici^piena di arabiziooe volle es- 
ser regioa. Veouto a Napoli trov6 am- 
basciadori di Uogharia premurandolo 
passasse a preodere possesso di quel 
regno sendo morta la regina Maria e 
Sigismondo per le sue triste manie- 
re cacciato in carcere. Ladislao allo- 
ra pass6 a Manfiredonia e sul finire di 
setlembre del 1 4o5 fece vela per Zara 
dove avuta nuova della liberazione di 
re Sigismondo vendd quella ciixk a' 
Veneziani per loo mila ducati di oro 
e ritom6 nel regno. Mortosi Bonifa- 
cio IX il 4 agosto i4o4 ^ gU succes- 
se Innocenzio VII e dopo la morte di 
questo allro papa Ladislao alla testa 
di i5 mila cavaUi ed 8 mila Csnti 



prese Roma avendo fetto ^ardare It 

foci del Tenere dalle sue gatee. H 

giorno di S. Marco entr6 in Roaia 

ed abit6 il Campidoglio , il giorM 

dappoi ebbe castello S. Angelo e pae- 

s6 la sua dimora nel Vaticaoo j S« 

nalmente il 3o giugno lasciato in Ro- 

ma Riccardo di Sangro per castetlA-' 

no e Giannotto Torto per aenaloflv 

part) alla volta di Napoli. Paolo dr» 

sino non fil lento a soHevare i roiM» 

ni , 1 quali tosto rimisero Roma alla 

divozione del papa e* Ladislao pel 

verno non potd mardare contro ffid* 

la citti. AIU nuova stagione occ«p6 

molte cillli della Toscana e mMmH 

mente Roma e lasciato in qitella Fer- 

rotto d' Ibrea conte di Troia e Gea- 

tile Monterano con 36oo cavalli pM- 

86 a Napoli. Luigi d^Anjou con lorle 

oste venne di Provenza a scaociare 

di Roma que' di Ladisluo e qoiadi 

marciare contro il nostro regno. Il^ 

i4io Luigi s* impadronl di Roma • 

di allre terre della chtesa e per ln 

via latina mosse verso il regno di Jln- 

poli. Allora Ladislao con i3 mila OA- 

valli e 4 niila DBinti partl di Capiui 

per comhattere il nemico. I doe eter» 

citi si accamparono presso Roccaaeoen 

V uno dalP altro distante un miglia» 

AIP ora di vespero si venne alle ohi» 

ni e da ambe le parti si combatt6 coa 

gran valore fino a tarda notte* Ln 

vittoria sendo dell' angioino , LadislM 

alle ore tre della notte fu a Roccaieo» 

ca e mutato cavallo pass6 a S. Ger- 

mano che fortific6 lasctandovi il ooB* 

te di Campobasso con biioo nerbo di 

soldatesca , indi mand6 Giovanni Pio^ 

tro Origlia con 3oo cavalli e Sanmi- 

to di Capua Contestabile con 90o faa- 

ti balestieri a difendere il passo di Ga»» 

cello. Luigi d^ Anjou uon profittaiid* 

della vittoria e |)er la mancania dt 

danari invece d^inoltrarsi nel regn* 

pass6 a Rologna da papa Giovanai 

XXIII, il quale gli disse dovere badaro 

a cose di maggior rilievo seodosi eon* 

Tocato il condlio a Coitansa per nie^ 

terti termioe allo schlfiBa. Luigi pi^ 



vo di metsi fece vth per U Proven- 
M9 « Ladidao passd a' danni del con- 
te di riola e di quella dtUi b* impa- 
dronl. Strinae amiciaia con pepa Gio- 
yanni XXIII , il quale gli pag6 groa- 
sa somma di danaro , ma allorch^ Gio- 
yanni parti pel concilio di Gostanza 
marci6 LadiiUo sopra Roma. Dopo 
k presa di qudla cittii i Fiorentini , 
i Seuesi, que^ di Assisi e di Bologna gli 
nfandarono doni perchd temevano di 
Id. I Fiorentini consapcvoli della vo- 
hmth di Ladislao di voler marciare 
a^ danni di Firense ^ si adoperano in 
nodo da fuAo morire. Di fatti Ladi- 
slao standosi a Perugia fu , per quanto 
dbesiy avvelenato da un medico che i 
Rorentini corrotto aveano con mollo 
oro. n malore cagionalo dal veleno 
sor le prime fi lieve , ma in breve 
a lale orebbe che di Penigia fu portato 
ad Osda dove s^ imbarc^ ed il a ago* 
ito i4i4 glunse a Napoli. Finalroente 
si nori il 6 di quel mese e senza pom- 
palii seppellito in S.Giovanni a Carbo- 
nara dove luttora ammirasene il ma- 
gnifioo sepolcro opera del celebre no- 
stro scultore Andrea di Ciccione» La- 
dislao mentre visse port6 il dmiero 
dal padre preso ad un gran signore 
ungaro ndie armi molto famoso che 
iiccsse in duello. Quel cimiero for- 
aava/nna testa di ele&nte con nn 
ferro di cavailo in bocca. Re Ladi- 
slao era valoroso nelle armi e pre- 
mUva e cari avea coloro sl distingoe- 
vano negli esercid della guerra. Di 
latli vinto da Gesualdo ( vedi Gesual- 
do) in singolare giostra anzi che a- 
yeme noU lod6 U valentia di quel 
cavaliere e lo volle a suo primo ca- 
meriere. Ed Antonello di Gostanzo 
cUllo stesso re costrelto a giostrare 
con lui studiosamente evit6 incon* 
Irarlo con U Unda e Ladislao sde- 
gnalo di ci6 lo minacd6 puairlo 
te non facesse ci6 uso era fiire con 
^ allri. Allora Anlonello segn6 in 
lcsla al. re e s) forte lo col|^ che La- 
dislao cadde di selU privo di sensi« 
Grediilosi morlo il rci Antonello fug« 



173 

gl e U duchessa di AuslrU na^ordi- 
n6. U prigionia , ma riavutod Ladi* 
sUo non solo lo rassicur6 , che gli 
don6 U ginrisdiaione criminale sopra 
TevaroU e lo ebbe indi in modo ca- 
ro da volerlo sempre a compagno 
nelle gioslre. Ladislao fu amanlissj^ 
mo di gloria e di signorU , assai 
crudele e delU fede e de^ ^uramentl 
non curante. Fu assai prodigo in do* 
nare e per' far danaro usava meaai e 
giusti ed ingiusti. 

LAMA (Mario) celebre matemati- 
co j nacque a Napoli e si mori aei 
'777 P>^°o di anni e di gloria. Fu 
catledratico della nostra Universitii ed 
insegn6 con gran soccesso • fu dei- 
Taccademia del Galiani. Incominci6 
ad esaminare U tanto disputata Teo- 
na dd Bradlei , che poi dimessa qud* 
Paccademia rest6 incompleta. 

LAMA ( Gio. Bemardo ) celelire 
pittore , nacque a Napoli nel i5o6 
e d morl nd 1679. Sludi6 prima 
nella scuola di Gio* Antonio Amato 
il vecchio , poi sotto Polidoro disoe- 
polo di Sanzio e pe* suoi belli dipinti 
^ meritamente lodato da' scrittori ro- 
gnicoli e stranieri. Moltissimi sono i 
suoi Uvori esistenti in Napoli , i ca- 
po-lavori poi sooo : i^ La iavola dM* 
ia deposizione di Critio iu S. MarU 
delle Grazie a S. Agnello , che per 
la sua bellezia alcuni U credettero dd 
SebastUni , ^^ La Ditpuia di Critio 
nei Tempio sur V allare maggiore del- 
U Sapienu. DalU sua scuoU usciro- 
no famosi artisli tra'quali Gio. Fi- 
lippo Criscuolt , Gio. Antonio Ama- 
to il giovane , Antonio Capolongo , 
U propria figliuola Vittoria ed altri. 

LAMA ( Gio. Battista ) , ceUbre 
piltore ) nacque in Napoli e fa sco- 
Jaro di Luca Giordano. I suoi miglio- 
ri dipinti sono : 1* II quadro sur 
r altare maggiore in S. Liborio , a^ 
// prnfeia Eiia eon S. Siwone Sioceo 
e la Fergine ndU chiesa della Coii* 
cordia. 

LAMBEETiriO ( Cesare ) , nacque 
a Tiani e iii UniealQ ginrecoBMnllo 



17* 

- a Bomt. OUeDiie iin ▼etcovado e ti 
niorl mI i55o) icrisse: Dejurepch 

LAMBBETIS (Gtrolamode), na- 
oque alk CaTa e si disdnse in giari- 
IpnidenBa. Scrisse decomentari so- 

EPopem di Annibale Troisi di^ 
deUa G* G. della Yicaria. 
UjilBERTO, impeffadore di ocoi« 
dente ) fii figliuolo di Guido impe- 
ndiNre e gti successe nel 894« H pa* 
dre suo Guido era duca di Spoleli , 
indi ii fece coronare re d' ludia e 
mentre reggeva que' stati venne alla 
Joce Lamberto in Valva de* Peligni. 
Comliatt^ i tedeschi , I quali aveaoo 
OCGopato varie lerre per Berengario 
re d* Balia e quelle tolse loro. Foleo 
surcJTescovo di Beims non omise rae- 
.oomandare il giovane Lamberto al 
papa , il qoale rispose; De if^so Lam" 
ierl9f patris se curam kabere , fHiicfae 
ifOrissimi heo ewn dirigere , aique irh 
Mabilam emn eo conwdiam se veUe 
eerware. Ma in cocre aentiva futi^al- 
lio f pokb^ chiam6 in Italia Amollb 
per creario imperadore conlro Lam- 
berlo , il quale nd setlembre del 8^ 
|iissato il Po divise la sua annaia in 
dme j la prima spedl per Bologna a 
Firenie e V aUra per Pontremoli a 
ImI e quindi a Liicera , spogli6 qua- 
ei di tuUi i slati Berengario dando II 
dioalo del Friuli a 6ii»l(redo c qiiel^ 
lo di Blilano a filai^fredo. Aroolfo 
calato in Italia si (ece corooare im- 
peradore, oia tosto lu costretto a ri- 
passare I mQsli. Lamberto s* impa* 
dronl Bnovimeote di MiUno e di 
Favia o del rimaneote della Lombar* 
dia iMeodo aspro oasiigo de^ ribelli 
■ilanesi , oondannando nei capo il 
liodilone duca Mangifrido ed m per- 
den gV occhi fl fi^ioolo ed ii gene- 
w di qoeilo. Neir anoo 896 Mriose 
•miciiia oon Berengario e oel seguen- 
|B aooo sconfisse le soldatesdie di A* 
dalberlo II duca della Toscana che 
gU si era ribeilato e lo fece prlgio- 
■lero» Nel 8g$ papa Oiovnnoi io un 



di Lamberto in imperadore dlcbio- 
rando nulla quella di Amolb. Gor- 
rendo poi il priodpio di ollolm di 
qoell* anno stando a caccia nel bosco 
di Marengo nel lerritorio ove og|^ ^ 
libbricaU la cittii di Alessandria , si 
mort, Alooni vogliono si morisie di 
caduta da cavallo nelP inscguire la 
preda , ma altri storici piik accorali 
pretendono fosse morto da im eerto 
Ugo figlioolo di quel Maogifredo du- 
ca di Milano poco fa decapitalo per 
ordine di Lamberto* Eiw dicono cbe 
Ugo bench^ ricevesse dal giovane im- 
pendore la digniti^ del podre ed al- 
tri benefial , noo ehe gU si fosie le- 
gato Gon la pi^ intima amidaia ^ ilao- 
do eotrambt a lendereiroboscala aldo- 
ghiale Lamberlo si addormenl6 cd U- 
go gU luppe r oiso del coUo con 00 
bastone ed indi divulg6 cbe cadoto 
da cavaUo erasi rolta la ouoa dd 
collo. 

LAMPONIO ( Marco ) , iMooiO co- 
pitano Lucano che ii distinie per 
valore ndla goerra iodale. 

LANDENOLFO lU Camja , fiorl 
verso il ii5o e vestl Pabito caisine- 
ie iolto Desiderio abate. Scrisse on 
Ubro di cui se ne ignora ancbe il ti- 
tolo. 

LANDULFO ( Pompeo ) , oelebre 
pitlore , nacque in NapoU dl nobiie 
lam^lia e per divertimento si diede 
a dipingere • vi riusd di alto no- 
me. Invaghitoii deUa figUuoUi del i^ 
moso Gio. Bemardino Loma suo mae- 
itro la spQs^ ed il padre ioo ade- 
goaodo qtsel pareotado lo cacci6 d| 
oaii. AUora IHimpeo ii vide coilret- 
to a vivere oo'iuoi lavori, ma mor- 
10 il padre eredit6 ricco patrimo^ic». 
1 iuoi dipinU iopralutlo sono pregia- 
li per la morhidessa delle mani e 
pd bd coloijlo. Si mori drca il iSqo. 

LANGELLA (Marco ) , dotio do- 
jnenicano , nacque a NapoU e fiorl 
verao il iS^. Tal nome si acquisl6 
nel predicare che fu dichiarato pre« 
diGatore generale delt' ordine. Scris- 
ie : Espnimane dfiiCiaao Oies irac^ 



dleg llla% Tico Bfiiiente, i5g8 in 4^ 

LANUTO ( Gio. Bernardino ), giu- 
TtconsuTto , nacque a Ghieli e fioii 
nel XVI secolo. Scrisse : De Magi- 
straiu. 

LAPEZZi JA ( Giorgio ) , celebre 
geometra, nacque a MonopoU e fio* 
ri Tcrso il i566 , vestl abito di chie- 
sa ed insegn6 con successo le mate- 
maticbe. Scrisse: De famiiiaritate ari" 
rhheticae^ et geometriae Iifapoli, i566, 
io 4* 

LASENA ( Pielro ) , celebre slori- 
co , naoque a Napoli il i6 ollobre 
1 590 da padre normando che in que- 
sta citt& aTca menata moglie. Si die- 
de al ibro per abbidire al padre , 
ma alla morte di quello si dedicd so^ 
lo alla leiteratora. Si acquist6 alta 
lama per dottrina e ib a molte acca- 
demie ascritto. Si morl il 3 settem- 
bre i636 escrisse: i^ Ginnasio Na^ 
poktano^ Roma, i64f y a^ D^ Ver^ 
gati ) Napoli , 1618 , d^ Hameri ite- 
peathes , se» de abolendo luctu ^ Na* 
|>oli , 1621 , 4^ Cteombrotus , sive 
de iis^ qui in aguis pereuni , phiiolo' 
giea disseHatio^ Roroa , 16^7 , in 8« 

LAURENZIO ( Gio. Giacomo ) , 
nacqoe a Benevento e si distinse in 
giQrisprudensa. Di lui abbiamo : De 
jttdke suspeeto ec. Napoii , 1607. 

LAURERIO ( Dionisio ) , celebre 
tetteralo ^ nacque a Benevento e fu 
generale delP ordine de' Servi. Lesse 
nlosofia ) materoatica a teologia in 
Pterogia 9 a Bologna ed a Roma. Fu 
Inquisitore di Rooia ed ambasciadore 
del re d'InghiUerra presso papa Cle- 
aleMe¥li.SeBdo familiarisBimo di Ales- 
aandro Fsmese ailora «jirdinate ed ard- 
Tctoofo di Benerento , un giomo gli 
wedisse il papato e quello toltasi la 
Derrelta di cardinale gliela mise sul 
«ipD come gli promettesse la porpo- 
f»; Di latti appena il Famese fu in- 
lialsato alla S. Sede nomin6 Laurerio 
intemunsio a Giacoroo re di Scosia 
per roniversale convilio e nel i539 
^ invi6 il cappello cardinalizio per 
Pier Luigi Farnese duca di Parma e 



176 

Piacensi. Otteane nello steiid lempo 
anche 11 yescovado di Urbino elaio» 
gazione di Terra di Laroro. Si flMll 
il 17 settembre iS^a. 

LAURIA ( Francesco) , celebre gitt- 
reconsulto ^ nacque a Mootelasooli « 
si diede allo stato eocleibstico ^ nftn 
qaello abbandonando passd iialla eiH 
pitale e si distinse nel foro. Fu creft» 
to magislralo e dimesso esercild noo- 
▼amentc P avvocaria e ottenne la eat« 
ledra di dritto penale. Si moii magl- 
strato sul cominciare del XIX seecrfo. 
Scrisse 4 vol. delle sue arringhe , 4 
suoi discorsi 9 il comenio al eodioodl 
Francia , la soa opera std Codioe tielle 
Due Siciiie dei fBfg. 

LAURO ( Vincenso ) , siaeqiie a 
Tropea e Testito abito di chiesa fa 
faroiliare del cardinale Toroone. Ter- 
satissimo nelle filosofiche sdemse ^ 
nella medicina , nella teologia , nelhi 
poesia e nel greco , papa Pio T lo 
Tolle presso di se dandogli il cappel- 
lo prelalizio , indi lo cre6 ▼esoofo 
di MondovK Fu inviafo a Maria re* 
gina di Scozia , al daca di Sa^oia ^ 
a Sigisroondo II re di Polonia e afl 
altri principi per difficiKssimi affari. 
Papa Gregorio XIII nei i5831ocre6 
cardinale e si rooii nel iSqs. Scria» 
se : I* Comentario delie tegazioni , 
viaggi e trattati amiti ct^ principi j o* 
F^ita Prancisd Cardma&s Titroni y V 
Epigrammata* 

L AURO ( Marco ) , f ratello del pre^ 
cedente , nacqoe a Tropea e Tesll Ta- 
bito dom«iicano. Fu di molta dottii» 
na e nel i56o fu creato vesooTo dcHn 
Giropagna ed intervenne al conciHo 
di Trcnto in qoalitll di segretario. Dl 
lui abbiamo una erodita orazione ro- 
citata in quel condlio. 

LAURO ( Anlonio ) , nacqQe ad 
Amantea e vesll abito di chiesa. Ftt 
cfaiamato nella onitersitli di Ifapott 
alla caltedra di drilto citile e canb- 
nico j §a tcscoto di CasteUamare 
cappelUno maggiore. Sinoil nel 1677 
e •cntseiStatutideUaeattedralediNa' 
poU , Napoli , i5S4* 



176 

LAVINIO ( Giano ) , oelebre alckl^ 
miata , naoqiie in Gibibria e fiorl nel 
meazo del ^Vl secolo. Fu aMai dot- 
lo nelia filosofia e nella medicima , 
ma sopra tutto nella chiinica. Scris- 
ae : Praetiosa^ ac nobilissima ariis ehir 
wicae coUecianea , occidiissimo j ac 
fneaosissinm philosophorum lapide^ Ve» 
nezia , 1 554 1 i° 4* 

LECTIS ( Gio. Battista de ) , na- 
cqae ad Orfona e Testl abito di cliie- 
sa , si diitinse nella predicazione e 
scrisse : i* FUa e nuracoU di S. Tom* 
wuuo aposiolo e di S» Giuseppe ^ a* 
Sermone i Fermo , 1 677 , in 8« 

LEGA ( Gio, Doroenico ) , oelebre 
poeta napoletano , scrisse : 1® Poesie^ 
ffapoli ) i535 , in 4 , a"" Morte di 
Crisio , tragedia , Napoli , i549 ^ 
in 4* 

LELLIS ( S.Camillo de ), nacque a 
Bocchianico nel i55o e segueodo il 
mestiere del padre si diede alle arroi* 
Dopo aver menata una Tila licenziosa e 
iragabonda toeco dalla grazia entrd nel- 
Tospedale di S.Giacoroo degrincurabili 
a Roroa e divenuto econoroo di quel- 
la casa cambid affatto vila dedicando- 
si interamente al senrizio degl* infer- 
mi. Allora vest) abito di Chiesa e di 
imni 32 inroroincid ad apparare let- 
tere ed in breve fa unlo s.'icerdo(e. 
.Fond6 una congregazione di chierici 
regolari ministri degl^ inferroi e pas- 
aando a Napoli con 1 2 suoi compagni vi 
lond6 altre case. Di rilomo a Roroa 
Yedendo il suo ordine propagato per 
mollissiroe c\t\k rinunzi6 la carica di 
aoperiore nel 1607 o si moii santa- 
mente nel i6i4* 

LELLISoLiiuo (Teodoro), na- 
oqne a Teramo e fa molto dotto, ve* 
•oovo di Trivico difete la causa del 
ienato di Venesia contro Sigisroondo 
duca di Austria innanzi al collegio 
de^cardinali a Roma. Scrisse: i"* J- 
pohgia foederis Fenetorum , ei Sigi' 
smundo Austriaco , a^ GnUulaiioncm 
pro Pio il ad Veneiiarum ducem^ V 
dnqne orazioni , 4^ Mle epistole , 
5* una Chrammaifuu 



LENIO ( Antonto ) , eeldm poe« 
ta , nacqoe a P^rablla e fioH verso 
il i53i« Di lui abbiamo : wl cpi- 
grammi latini ed ona poeaiB volgiire 
col titdo : Nomata Oronte ^ Veo^i 
i53i. 

LEO ( Annibale di ) , insigoe leCte- 
rato , nacqtie a S. Vito degli aeliiavi 
nel 1739 e si morl a Briodisi jmI 
i8i4. Vesll abito df ehiosa e M-w 
scovo di Uggoito , indi areiveieoiTO 
di Brindisi. Di luiabbiamo: 1* Jftw 
moTtti deila Coliura ddt jigroBrMh 
sino , Napoli , 181 1 , a** lUostndoni 
alle opere di M. Paoovio , IVapoli | 
1763 moUo lodate dal oeldbre Tira- 
boschi. Fu membro di nioUiialiiie ao* 
caderoie. 

LEO(LeQnardo) , oelebre maeatio 
di cappella , nacque a S« Vito degli 
Schiavi nel i6g4 ed ebbe a maeatfo 
il lamoso Scarlatli. Si distinae sopni 
tutto nclle opere boffe ed il aoo mU* 
serere ^ un capolavoro di arte. Si 
mori in Napoli menlre suonava 11 aoo 
cerobalo nei i745« Jomelli) CaAr0| 
Traietta ed altri rinomatissimi profet- 
iori furono suoi discepoli. 

LEO ( Luigi di ) , naoqoe a Bene- 
venio e divenne celebre nel Ibro $ 
Napoli. Scrisse : Cammentaria ^Ptr 
Vll Vni et JXlibrum Codids , Vo^ 
nezia , 1600 , in fol. 

LEO ( Gio. Antonio ) , mapie a 
Castelluccia e fo rinomato giorecoii> 
sollo. Scrisse : Optimum , soiemme , 
purumque examen ad Leg. quodie eo* 
stUuam sub Tit. De re cred* te^ JU^ 
poli , i549 1 in 4* 

LEO ( Mario di ) , eeldire pocte 
Tolgare del XVI aeoolo naoqne nelln 
Puglia e Ib molto veraato nelle lell^ 
re. Scrisse : Vamor prigiomera poo» 
metto assai bello .e lodato da^dollL 

LEO ( Gaspai^ ) , nacqoe a 3kn« -- 
ietto e fo celebre gtureconsolto» Rcl 
i5ao per concorso ottenne la catto* 
dra delle istitazioni civili nella nostm 
nniversilii e nd 1 53o qnella di drilto 
dvile. Scrisse: iJ* Jdditiones Coasme. 
Neap. %.^ Consilittm legaki 



LfiO ( Marefauio di V lctteratOy na- 
cqne a Frigeiiti H 1 1 decembre ly^i, 
▼eiU abito di chiesa ed insegod eio- 
qoeosa , poeda , storia e geografia iii 
Napoli* Si morl nel 1 820 e scrisse ai* 
cufieconipoaizioniin prosaedin verso. 

LEONARDliS(Gio. Francesco de)) 
celebre giureoonsulto napoletano , fio* 
tl vel XVI secolo e scrisse: i •"* Praxis 
tff eM mn reghritm^ et baronaUum re- 
gM Jfaepoletam , Napoli , iSgS , in 
4 ) a*° PeruiiUg traciums De variis Jii- 
ris decisiondfus^ et practkabiUbns quae^ 
sOombus , Ntfpoli , 16 la. 

LEONARDO (Giovanni), rikioniato 
aaestro di cappella del XVIsecolo, 
Mcq«e«Napoli e non ci resta di lui 
dM : Cansom Napoktane a tre voclj 
VelMiia, i56i. 

LEONARDO n'IsEENiA, celebre gio^ 
reconsulto del Xlll secolo, scrisse del- 
le opere legali e le Notae ad Consti* 
Mioiies Regni, 

LEONE II papa | nacque a Cedel- 
la e sttccesse ad Agatone nel 68a. 
11 eli' anno seguente invi^ il solto*dia- 
cono Costantino a Costantinopoli in 
qoaliti di legato con una lettera a qiiel- 
rimpenidore , con la qnale chiama- 
▼a •nateaii Teodoro di Faran , Ciro 
di Alessandria, Sergio, Pirro , Paolo 
e EHetro di Costantinopoli , Macairo, 
Stefano e Policrone ed anche papa 
Onorio per non avere estinta Teresia 
nt\ tuo nascere come a lui conveni- 
vain qualit^i di pontefice. Si mori cir* 
ca il 683 dopo di aver govemata la 
diiesa con fermezza di aniino e sag- 
geisa. Istituk il bacio dipace nella mes- 
aa e f aspersione delf acqua benedetta 
waX popolo , confermd il canto grego- 
riano e d lasci6 : 1.^ Lettere 4> ^*^ 
Vart Inni per T uflBcio della messa. 

LEONE , nativo di Metaponto, fa 
IHfebre filosofo pitagorico e discepo- 
lo ^ Neoclide. Accrebbe di molto la 
gcooietria e compose gli Eiemenii di 
geometria prima di Euclide. 

LEOME , nacque a Napoli e fiori 
terso ii 402 , vesU I' abito liasiliano 
c Krissc : Ptta S. Patritiae. 



vn 

LEONE ( Ambrogio ) , nacque n 
Nola e fiori nel XVI secolo, fo do»* 
to filosofb e medico c nelki gveca c ia« 
tina letteratura versatissimo. Da reFer- 
rante I di Aragona fu nominato alln 
caltedra di raedidna nella nostra Uni- 
▼ersit& e dopo essersi Cario Vllt rc 
di Francia impadronito di Napolf ^ 
per alconi dispiaceri cagionatigli daP 
suoi concittadini passd a Veneaia ^ 
ndla quale cittk risse sdmato asaai d4 
tntti i dotd e spedalmentc da pcpc 
Leone X. Si mori circa il iSa^» II 
CelebreErasmosuoamicolodaaltameiH ' 
te le sne opere. Scrisse: i / Castigatio» 
num a(herstt% A^erroem lib. XLVI, Ve- 
nezia, iSij, infol. 3.^ Opuscuktm di^ 
stinctum ec. Venezia , i5i4 9 in foi* 
3^ Opus Qaaestionum tum cias , ple^^ 
risque in rcbus cognoscem&s^ tiun maxi* 
me inpfUosophiae^ et metScinae scientkt^ 
Venezia , i5a3 , in fol. 4^ Dialegtts 
de nobiiiiate rerum ^ Veneda ^ tS^S^ 
5** Comentario in Actuarium Jo: Zae* 
chariae fitii De Urinis iiber primus ^ 
Venezia , 1619, in 4* De Agro No^ 
iano , Napoli , i^^S. 

LEONE, nacqtie a Sperionga e fiorl 
al cadere del XIV secolo, fu rinomattt 
giureconsolto e scrisse : Artis NotO^ 
rine, 

LEONE (Andrea di ), cdebre pi^ 
tore , n^cqiie a Napoli nel 1696 crt 
mori nel 1675. Ebbe a maestro pri- 
ma il Corenzio e poi il Falcone. Riu- 
sd in dipingere battaglie e fu ddta 
compagnia della morte{ Vedi FALCOfrt 
Aniello ) Fu perd6 costrelto fuggi- 
re dalla patria e poco dappoi otten* 
ne ritornarvi. . 

LEONE ( Andrea de ) 9 nacqoe a 
Forino il i decembre 1^33 e si di- 
stinse nel foro e nelle lettere. Otten- 
ne la cattedra di dritto naturale nel- 
la nostra Universitii , indi a poco iU 
nominalo direttore della universitil di 
Salerno e successivamente uditore nd- 
le Calabrie , capo di rota a Foggia, 
giodice di Vicaria a Napoli , commis- 
sario di campagna e Consigliere. Si 
mori drca il 1793« i>i lui d resta : 
23 



178 

1* /Vbltf sopra Cicerone de ofiScKs , 
a^ Ccmenti «opraPlatone e Senofon- 
•c ♦ 3** Giornnli d^ tremuoti delle Ca^ 
labrie dei /7^8 , 4^ Comento e i3 
discorsi poltticoniorali sur la legisla* 
zione di S. Leucio. 

LEONE , dolto cassinese nacque 
da' conti de^ Marsi e papa Pasquale II 
lo noniin6 cardinale e irescovo jdi O- 
slia. Si morl nel iii5 e scrisse : i^ 
Chranicon Cassinese , Venezia , i5i3, 
che poi Muratori inserl nella sua gran 
Haceoita , a" Sermones , 3** Historia 
^regrinonim , 4" ^''^ •^* Jonuarii. 

LEONIDA , famoso poeta greco , 
nacque a Taranto 276 anni prima di 
Crislo. Men6 ^ita stentau netla mi- 
seria ed esule dalla patna combattu- 
'ta da armi nemiche , sospirava ii bel 
•cielo d^ Italia ed esclamava volere ivi 
-finire i suoi giomi. Le sue belie poe- 
•ie hirono raccolte da Meincke e stanw 
pate a Lipsia nd 1791* 

I£TO ( Giulio Pomponio) ^ fimo* 
<6 letteralo , nacque a Salerno nel 
ȣ^7 bastardo della famiglia Sanseve* 
rino e per Podio portava alia sua ori<- 
gine si disse Lelo. Fu da' signori San- 
^verino 'chiamato a vivere con essi 
tra gli agi e le ricchezze , ina egli ri- 
spose Ibro in brevi delti : Pomponio 
ieio a^ suoi parenti e congianti invia 
ealute, Non pud €se<;ttirsi cid che voi 
chiedete. State sani^ Pa$s6 allora a Ro- 
ma e per la vasta sua doltrina fu la 
meraviglia di tutti qne^ dotti , di raa- 
Diera che nel 14^7 successe al cele- 
bre Valla nella caltedra. Foiidd in qiieU 
la citlii un^ accademia de* primi lelle- 
rali , ma in breve qnella societ^ ac- 
cusata a papa Paolo III di eresia e di 
cospirauone , tutti qne' dotti furono 
cacciati in carcere e lormentaii alla 
lortnra. Provatosi la loro innocenza 
Leto nsd di prigione e riroise la sua 
accademia. Nel i4^ essendosi il po- 
polo solleTato contro papa Sislo IV la 
casa di Leto fu messa a sacco ed cgli 
coslrello a fuggire in giubctto , raa i 
suoi scolari a gara con donativi lo 
prowidero di tutto. Tanta era la fol- 



la de^suoi scolari allorch^ insegniaya 
dalla cattedra , che gran parte di esai 
dovea slarsi all' aperto. Non ostante 
tanla doltrina Pompooio Leto iii op- 
presso dalla raiseria e finulmente si mo- 
rl in uno spedale di Roma nel 149S 
e le sue esequie furono celebrate pom- 
posissime. Le opere sue sono: 1* Ri^ 
tnanae historiae Compendium^ De ro- 
manorum magisiratibia , De romano' 
mm sacerdotiiM' j De romanoram tegi" 
btts V De antiquitatibus Urbis Romae^ 
Epistoiae fami/iares ^ vol. i. Magonza, 
i52i ) i^ Alcuni comenlart aopra 
Quintiliano , Venezia ^ 1 4^4 9 3** Co- 
mentar! sopra Virgilio, Bastlea, i4B6. 
La repubblica delle lettere a lni de- 
ve la prima edizione di Sallostio che 
accaratamente rivide e confront6 oo'co- 
dici originali di Columelb , di Yar^ 
rone , di Festo , di Plinio il gioTane. 

LETTIERI ( Niccold ) , nacqoe nel 
1698 ad Arienzo e si morl a Napo* 
li il a5 marzo del 1779. Si distinse 
per dollrina e vesil abito di chiesa. 
Di lui abbiamo : Istoria delt antiekiS' 
sima citfii di Suessola , e del peechh 
e nuovo castelio di Arienzo , r^apoli | 
1772 , in 4. 

LEUCIPPO, nacque ad Elea e fa dt« 
scepolo di Zenone , fu rinomattssimo 
filosofo ed il primo della sua setta che 
dasse ordine alla Cosmogonia deile co- 
se. Volle gli atomi per principio dl 
ttttto e suppose 1' immenso spazio del- 
rUniverso v6to io parte ed in parle 
ripieno di quelle particeile indivisibi* 
li , di numero infinito e di figura ▼«• 
ria che disse atomi , 1e qiiali moven- 
dosi nel vdto senza alcuna delermifui* 
zione s' incontrarono e formarono il 
caos , indi d^ vortici , fi nalmeote il 
mando , il quale col tempo wuk di- 
slrutto dalio sciogliroento di qoelte mr- 
ticelle che ne ricostruiranno uno 4M» 
vello nel ricomporsi. Democrito/sni- 
che insignc filosofo e suo discepolo 
segul lo stesso sistema. Di lui abbia. 
mo : i" De Pfysica , 2** «'s^ viy 3* 
Msyay^ffoxofAoy. 

LIBEUATOR^ ( Pascpiale ) 9 cele- 



brt giurecoDSuUo , nacque a Lancia- 
no nel seUembre del 1 763 e passo in 
llapoli nel 1782. Nel 1786 fu nomi- 
nato giudice civilei nel 1798 cancel- 
liere del goTerno generale delle Do- 
ganelle di Abruzzo citeriore, nel 1 806 
giudice del tribunale straordinario di 
Galabria e Basilicata , giudice a Ma< 
terai nel 1 808 procuratore regio pres- 
•o U corte criminale di Aquila , nel 
a8i4 procuratore regio- presso la cor- 
te criminale di Napoli , nel 1 8 1 7 giu- 
dice della gran Corte Civile in NapoH 
• nel maggio del 1821 per le avve- 
note turbolenze del regno fu dimes* 
ao dalla carica. AUora si diede egli a 
comporre dotte opere legali e nel 1 83o 
in sua casa profess6 giurisprudenza. 
Si morl in Gragnano il 31 Agosto 
]84^* Le sue principali opere date alle 
slMupe sono: i* Pensieri chiii ed eco- 
nomei ^ 3** ^aggio suHa giurisprudenza 
pgtiale del Begno di NnpitH^ 3*^ Della 
feudtdilii e sue vicende , 4** DegU uffi" 
xiiUi dipdiila giudiziaria , 5° Dcl ma^ 
trimotuo , 6'' De' maiorascki , 7'' Del- 
r es^eusi , 8^ Delie pruove gUuUzia- 
1^,0^ Jstiluzioni di driUo patrio ,10^ 
Canmpondenaa degU ariicoii dei eodi- 
«• dM n^no deile Due Sicilie con queiii 
dei mfictf fnmcese , 1 1^ Osserpazioni 
ptr servir di comento alie Leggi ci* 
mU , 13® Introduzione ^aiio studio dei' 
I0 igiiiauone > i3^ Jstituzioni deiia le* 
gUiinione amminisiratim vigente nei re- 
gmo deiie J>ue Siciiie y i^^ JMzionario 



LIGO , nacque a Reggto e fiori a* 
Itmpi di Demetrio Falareo , fu rino- 
■uito filosofo pilagorico e scrisse : Jii* 
storia Libiae, 

LIGUORI ( Pirro ) cekbre piltore, 
arpUlftto ed anliquario , nacque a Na- 

*'; ari 1490 di nobile faraigliadel 
di Portanova. Costrul la casi* 
el prindpe di Belvedere al Vo- 
mtjto e da papa Paolo IV creato ar- 
chileUo del sacro palazzo diresse la 
Uibricadi & Pietro. Etlore II da Estc 
diiea di Ferrara lo volle presso di se 
i» qualili di architetto e di anliqiia- 




m 

lio ed ivi care a quel principe vist« 
lungamente e st mor^ nel i58o. Si di- 
stinse il nostro Liguori sopratutto neU 
r antiquaria aveudoci lusciato 3o vo* 
lumi suir antichit&^ ne* primi 18 trat- 
ta dell' aulica geografia € negli oltimi 
1 3 degli antichi eroi , uomini illustri) 
magistrati romani^ fiuniglie romane, 
abbreviature delle iscrizioni , anliche 
medaglie , arti liberali. Tale opera k 
riscosso gli applausi di tutli i letteMt 
bench^ non sia esente da errori sen* 
clo il Liguori non troppo versato uelle 
lettere. 

LIGUORI ( Otlavio ) , nacque » 
Fratta Piccola il i luglio del i65o e 
vesti abito di chicsa. Si verso nelle 
lettpre e dopo la morte di mbnsigno* 
re Capobianco suo aio matemo ve- 
dendo pubblicare un^opera dello zio 
sotlo il nome del P* Siro da Pia- 
cenza franccscano riformato , scnsse 
forte contro ihi tale plagio. II P. Si- 
ro a' impegn^ presso il vescovo fii 
Aversa , il quule lo caccid in carce- 
re y ma appena ricuper6 la liberti 
scrisse nuova Epistola contro il pla- 
gista. Bopo aver sofferta una secon- 
da prigioiiia per la stessa causa, nel 
1730 fu trucidato a Cardito da talu- 
ni SU01 nipoti : Di lui abbiamo : 1** 
'Storia di Ercolense ^ seu Sraciea^ Ge- 
nova , 17^0 ) 3^ Lira poHtica , Na* 
poli , 1 703 , 5^ Brevis et lueuienla^ 
Epistoia apologetica , Napoli y 1 7o3. 
4° Jjetlere risponsive erudite , mediche y 
mniemfitiche , Genova , 1705. 5® £• 
rudite idee eeonomiche ee. Napoli , 
1703. 6** Orazione in morte di Si- 
gismondo Loffredo prineipe di Cardi* 
to , Napoli , 1 7o5* 7^ Orazione in 
morte di JX Giuseppe Bisco , Napo- 
li , »7o5. 8^ Corsofiloiogico , matura- 
le 9 astronamioo y anatomico e medico y 
Yeneaia , 1708 , 3 vol. in 9. 9*" Va- 
rie lettere , Napoli tn 4 ^ altre ope^ 
re cbe potranno leggersi in France* 
scantonio Soria. 

LIGUORI ( S.AIfonso de ), nacquo 
a Marianella nel 1696 di nobile faaui- 
glia t si diede al foro co» successO) 



173 

atle iDaiil Ramondello •! port6 dal 
re a chiedergli perdono e fa ricevu- 
to in grazia coufermandogli Ladislao 
il principirato di Taranto con altre 
citla ( vedi Orsino Ramondello ). Di 
ritomo a Napoli il re trov6 amba- 
sciadori del duca di Austria , il qua- 
le chiedeva la principessa 'GioTanna 
in moglie. Ladblao nel i^oa si ma- 
rit6 con Maria figliuola del re di Ci- 
pri , indi accompagn6 la torella Gio- 
iranna fino al Friuli ed ivi la conse- 
gn6 a molti baroni austriaci per me- 
narla allo sposo. Prese Zara, la for- 
tific6 di presidio e si reslitul a Na« 
poli. Poicb^ ebbe sottomessi i baro- 
ni ribelli di Calabria e di Abruzzo , 
con artifizt si diede a reprimere 
quegli amici de* quali temeva e che 
non osaTa apertamente attaccare ( ve- 
di Sanseverino Tommaso ). Mortosi 
Ramondcllo Orsino Ladlslao marci6 
contro le citt^ da quello possedute 
e tutte prese esclusa Taranto difesa 
dalla vedova e da* baroni parligiani 
del duca d' Anjou. Ladislao dopo ave- 
re per ben due volte messo Tassedio 
a Taranto e sempre inutilmente pen* 
b6 con attri mezzi averla. Sendosi g\k 
inorta Maria sua seconda moglie fino 
dal 4 settembre i4o4i mand6 amba- 
Bciadore alla vedova principessa di Ta« 
ranto per traltare di matrimonio e 
per quanto venisse quella dissuasa da* 
suoi amici,piena di ambizione volle es- 
ser regina. Venuto a Napoli trov6 am- 
basciadori di Ungharia premurandolo 
passasse a prendere possesso di quel 
regno sendo morta la regina Maria e 
Sigismondo per le sue triste manie- 
re cacciato in carcere. Ladislao allo- 
ra pass6 a Manfredonia e sul finire di 
settembre del i4o5 fece vela perZara 
dove avuta naova della liberazione di 
re Sigismondo vendd quella citt& a' 
Veneziani per loo mila ducati di oro 
e ritom6 nel regno. Mortosi Bonifa* 
cio IX il 4 agosto i4o4 ) gU succes- 
se Innocenzio VII e dopo la morte di 
qaesto aliro papa Ladislao alla testa 
di i5 nula cavaUi ed 8 mila fanli 



prese Roma avendo fetto gaardare It 

foci del Tenere dalle sue gatee. H 

giorno di S. Marco eatr6 in Ronia 

ed abil6 il Campidoglio , il giomo 

dappoi ebbe castello S. Angelo e pat- 

s6 la sua dimora nel Vaticano , fi« 

nalmente il 3o giugno Uisciato in Ro- 

ma Riccardo di Siangro per castella- 

no e Giannotto Torto per senatore 

partl alla volta di Napoli. Paolo Or« 

sino non fil lenlo a soUevare i roma- 

ni , i quali tosto rinkisero Roma alU 

divozione del papa e* Ladislao pel 

vemo non potd marciare contro qoel* 

la citti. Alia nuova stagione occap6 

molte citt^ della Toscana e nuova- 

mente Roma e lasciato in quella Per- 

rotto d' Ibrea conte di Troia e Gen« 

tile Monterano con 36oo cavalli paa« 

86 a Napoli. Luigi d^Anjou con forlt 

oste venne di Provenza a scacciare 

di Roma que* di Ladisluo e qoindi 

marciare contro ii nostro regno. Ffel 

i4io Luigi s' impadronl di Roma e 

di altre terre deila chtesa e per b 

via latina mosse verso il regno di Na- 

poli. Allora Ladislao con i3 mila ca* 

valli e 4 inila fanti partl di Gapua 

per comhattere il nemico. I dae eter* 

citi si accamparono presso Roccaaecea 

V uno dalP altro distante un niiglio* 

AIP ora di vespero si venne alle oui- 

ni e da ambe le parti si combatt6 con 

gran valore fino a tarda notte* La 

vittoria sendo deli' angioino , Ladislao 

alle ore tre della notte fu a Roccasec« 

ca e mutato cavallo pass6 a S. Ger« 

mano che fortific6 lasciaiidovi il con- 

te di Campobasso con biioo nerbo di 

soldatesca , indi mand6 Giovanni Pie- 

tro Origlia con 3oo cavalli e {Sanoit- 

to di Capua Conteslabile con aoo fan- 

ti balestieri a difendere ii passo di Can* 

cello. Luigi d* Anjou uon profittando 

delia vittoria e |)er la mancanaa di 

danari invece d^inoUrarsi nel regno 

pass6 a Rologna da papa GioTanni 

XXIII, il quale gli disse dovere badare 

a cose di maggior rilievo seodosi oon- 

Tocato il condiio a Coitansa per met- 

terii termine allo schifma* Luigi p» 



vo di meizi fece vt\a per la Proven- 
M» « Ladulao paasd a' danni del con- 
te di rioU e di qnella dtUi s' impa- 
dronl. Strinae amiciua con pepa Gio- 
Tanni XXIII , il quale gli pag6 gros- 
•a somma di danaro , ma allorch^ Gio- 
Tanni parti pel concilio di Gostanza 
wumd Ladislao sopra Roma. Dopo 
k presa di qudla cittik i Fiorentini , 
i Senesi, que^ di Assisi e di Bologna gli 
afandarono doni perchd temevano di 
hd. I Fiorentini consapevoH della vo- 
lonth di Ladislao di voler marciare 
A* danni di Firenze , si adoperano in 
aK>do da larlo morire. Di fatti Ladi- 
iiao itandosi a Perugia fu , per quanto 
dbesiy avvelenato da un medico che i 
Fiorentini corrotto aveano con mollo 
oro. II malore cagionato dal veleno 
iur le prime fi lieve , ma in breve 
a tale orebbe che di Penigia fu portato 
ad Ostia dove s^ imbarc^ ed il a ago* 
sto i4i4 giunse a Napoli. Finalroente 
si raorl ii 6 di quel mese e senza pom- 
pa fb seppellito in S«Giovanni a CartK>- 
nara dove tuttora ammirasene il ma- 
gnifioo sepolcro opera del celebre no- 
stro scultore Andrea di Ciccione. La- 
dislao mentre visse portd il dmiero 
dal padre preso ad un gran signore 
ungaro nelle armi molto famoso che 
uccise in duello* Quel cimiero for- 
aava^una testa di ele&nte con nn 
ferro di cavallo in bocca. Re Ladi- 
ilao em valoroso nelle armi e pre- 
aiava e cari avea coloro si distingue- 
wuRo negli esercizt della guerra. Di 
lattl vinto da Gesualdo ( vedi Gesual- 
do) in singolare giostra anzi che a- 
▼erne noia lod6 la valentia di quel 
cavaliere e lo volle a suo primo ca- 
flieriere. £d Antonello di Costanzo 
dallo stesso re costretto a giostrare 
con lui studiosamente ev]t6 incon- 
trarlo con la bnda e Ladislao sde- 
gnato di ci6 lo minaccid puairlo 
te non facesse ci6 uso era fiire con 
gli altri. Allora Anlonello segn6 in 
ttiU al re e s) forte lo colp) che La- 
diilao cudde di sella privo di sensi« 
Gradiitoii fflorto il rci AntoBollo fug« 



173 

gl e la duchessa dt Auitrb llo ordi- 
n6. la prigionia , ma riavutod Ladi- 
ilao non solo lo rassicur6 , che gli 
don6 la giurisdizione criminale sopra 
Tevarola e lo ebbe indi in modo ca- 
ro da volerlo sempre a compagno 
nelle gioslre. Ladislao fu amanlisst 
mo di gloria e di signoria , assai 
crudele e delia fede e de^ ^uramenti 
non curante. Fu assai prodigo in do* 
nare e perfar danaro usava mezzi e 
giusti ed ingiusti. 

LAMA (Mario) celebre matemati- 
co , nacque a Napoli e si mori ael 
1777 pieno di anni e di gloria. Fu 
cattedratico della nostra Universitii ed 
insegn6 con gran snccesso e fu del- 
P accademia del Galiani. Incomincio 
ad esaroinare la tanto disputata Teo- 
ria dd Bradlei , che poi dimessa quel- 
Paccademia rest6 incompleta. 

LAMA ( Gio. Bemardo ) celebre 
pittore ) nacque a Napoli nel i5o6 
e si morl nd 1679. Sludi6 prima 
nella scuola di Gio. Antonio Amato 
11 vecchio , poi sotto Polidoro disoe- 
polo di Sanzio e pe* suoi belli dipinti 
i meritamente lodato da* scrittori ro- 
gnicoli e stranieri. Moltissimi sono i 
suoi lavori esistenti in Napoli , i ca- 
po-lavori poi sooo : i^ La iavola dM- 
la depaiizione di Cristo iu S. Maria 
delle Grazie a S. Agnello , che per 
la sua bellezia alcnni la credetteio dei 
Sebastiani ^ ^^ La Dispula di Cristo 
nei Tempio sur V altare maggiore del- 
la Sapienu. Dalla sua scuola usciro- 
no famosi artisti tra'quali Gio. Fi- 
lippo Criscuoli , Gio. Antonio Ama- 
to il giovane , Antonio Capolongo , 
b propria figliuola Vittoria ed altri. 

LAMA ( Gio. Battisia ) , celebre 
pittore ) nacqne in Napoli e fii sco- 
Jaro di Luca Giordano. I suoi miglio- 
ri dlpinti sono : 1* II quadro sur 
r altare maggiore in S. Liborio , a^ 
// profeta Eiia con S, Siwone Stoceo 
e la Fergine nella chiesa della Con- 
cordia. 

LAMBERTmO ( Cesare ) , nacque 
a Tiani e iii laaicalo ginrecoBmlto 



m 

' a Roma* OUeDiM iin Tetco?ado e ti 
SfKMA mI i55o) scrisse: DeJurepO' 



LAMBEETIS (Gtrolamode), na- 
eque alk CaTa e si disdiue in giari- 
ipnidensa. Scriftse de*eomeniari so- 

EV opera di Annibale Troisi di^ 
deUa G. G. della Yicaria. 
LAMBERTO, impeffadore di ocoi« 
dente ^ fii figliuolo di Guido impe- 
wdtM e gli suooesse nel 894* II pa* 
dre suo Giiido era duca di Spoleti , 
indi ii face corooare re d' Italia e 
VWtre reggeva que' stati Tenne alla 
Joce Lamberto in ValTa de* Peligni. 
^SomlMtli i tedeschi, i quali aTeaao 
OCGopato Tarie lerre per Bereogario 
re d* lulia e quelle tolse loro. Foleo 
surdTescoTO di Reims non omise rtie- 
.comandare il gioTane Lamberto al 
pepo , il quale rispose: De ifoo Lam' 
evntey patm se euram kabere | fiHiQue 
^mifsiMU heo eum iHrigere , at^ue ia- 
ekf h b ikm emn eo eoncordiam $e veUe 
m/twre. Ma in cocre aentiTa futt^al- 
too f pokh^ chiam6 in Halia Amolfo 
MT crearlo imperadore contro Lam- 
Wfto , il quale nd setlembre del 8^ 
Hessito il Po divise la sua armata in 
im» 9 la prima spedl per Bologna a 
.Rrenaa e T aUra per Pontremoli a 
Lnni e quindi a Liicera, spogli6 qua- 
ei di tutti i st«li Berengano dando II 
dbcafto del Friuli a 6(ua(redo c qi*el* 
lo di Biilano a Mangiiredo. Arnolfo 
Oilato in Italia si iece corooare im- 
pendore, oia tosto lu coslretto a ri- 
mssare I «M|ali. Lamberto s* impa* 
dfonl BnoTamente di Milano e di 
Faria % del rimaneote della Lomhar* 
din iMeodo aspro oasiigo de^ ribelli 
mjlanfsi , oondannando nel capo il 
Indiloiv duca Mangifrido ed a per- 
4efo gM occhi 11 fi^ioolo ed ii gene- 
■0 di quello. Neir anno 896 striose 
swiidBie oon Berengario e ael seguen* 
|B aono sconfisse le soldatesche di A- 
Adberlo II 4iuca della Toscana che 
gU si era ribellato e lo fece prlgio- 
Nel 8g$ papa OioTnmri in un 
ia 



di Lamberto in imperadore dldii»- 
rando nulla quella di AmoUo. Gor- 
rendo poi il prtodpio di otlolm di 
queir anno stando a caccia nel boeco 
di Marengo nel terrilorio OTe ogg} ^ 
IsbbricaU la cittii di Alessandria , si 
morl. Alooni Togliono si morisee di 
caduta da caTallo nelP inscguire la 
preda , ma altri storici piik accorati 
pretendono fosse morto da on eerto 
Ugo figlioolo di quel Maogifredo du- 
ca di Milano poco fa de<»[pilalo per 
ordine di Lamberto. Essl dioono che 
Ugo hench^ ricevesse dal gioTane im- 
pendore la digniti^ del pndre ed al- 
tri benefial , noo ehe gli si fosse le- 
gato Gon la piil intima amidaia , slan* 
do eotrambt a tendereirobosoala al dn- 
ghiale Lamberlo si addorment6 ed U- 
go gli luppe r osso del coUo coo un 
bastone ed indi diTulgd che cadulo 
da caTallo erasi rotta la nuoa dd 
Gollo. 

LAMPONIO ( Marco ), lamoso cn- 
pllano Lucano che si disiinse per 
Talore ndla goerra sociale. 

LANDENOLFO lU Camja , fiorl 
Terso il ii5o e Tcstl rabito cassine- 
se sotto Desiderio abate. Scrisse on 
libro di cui se ne ignora ancbe il ti- 
lolo. 

LANDULFO ( Pompeo } , oelebre 
pittore , nacque in NapoU di nobile 
iMn%lia e per diTcrtimento d diede 
a dipingere • Ti riusd di allo no- 
ae. InTaghitoai deUa figliuoUi del fi^ 
moso Gio. Bemardino Lama suo mae- 
slro ia spQ8& ed U fiadre sno ade- 
gnaodo qisel parentado lo cacci6 dg 
oasa. Allora iH>mpeo d Tide costrel- 
lo a TiTere oo'suoi laTori, ma mor- 
10 U padre eredit6 ricco patrimo^ic». 
1 suoi dipinU sopratutlo sono pregia- 
li per U morhidessa delle mani e 
pd bd colorito. Si mori drca il iS^o. 

LANG£LLA (Marco ) , dotio do- 
inenicano , naoque a NapoU e fiorl 
Tcrao il iSgS. Tal nome si acquist6 
nel predicare che fo dichiarato pre- 
dicatore generale delt' ordine. Scrb- 
•e: Espoumnc dfiiCim^ IMes ir^g^ 



dler iUa « Tico Eqaente, i5g8 in 4) 

LANUTO ( Gio. Bernardino ), pvt- 
r^ebnwiTto , nacqoe a Chieti e fioii 
nd XVI secolo. Scrisse : De Magi- 
siraiUm 

LAPEZZA JA ( Giorgio ) , celebre 
gebmetra, nacque a MonopoH e iio- 
rt verfto il 1 566 , Testl abilo di chie- 
sa ed insegD6 con successo le niate- 
natiehe. Scriste: De famHiarUate ari" 
rhketicae^ et gtametriae Mapoii, i566, 
io 4« 

LASENA ( Pietro ) , celebre alori- 
co 9 naoque a Napoli ii i6 oltobre 
I Sgo da padre normando che in que- 
fU citt^ a?ea menata moglie. Si die- 
de al ibro per nbbidire al padre , 
ma alla morte di quello si dedicd so- 
le alla leiteratora. Si acquistd alta 
fama per doctrina e ib a molte acca* 
demie ascritto. Si morl il 3 seltem- 
bre i636 e-scrisae: i^ Ginnasio Na- 
paktano ^ Roma, i64f y a* D^ Fi^r- 
gati , Napoli , i6i8 , 5^ Homeri ne- 
peuikes , seu de abolendo luctu , Na» 
poH , 1621 j 4^ Cieombrotus , sive 
de iis^ qui in aguis pereunt , philoU^ 
giea dissertatio^ Roroa , 16^7 , in 8. 

' LAURENZIO ( Gio. Giacoroo ) , 
naocpe a Benevento e si distinse in 
ginrispradensa. Di lui abbiaroo : De 
Jadice suspecto ec. Napoii , 1607. 

LAURERIO ( Dionisio ) , celebre 
leCterato, nacque a Benevento e fu 
generale deli^ ordine de' Servi. Lesse 
nlosofia ) matematica a teoiogia in 
Perogia , a Bologna ed a Roma. Fu 
inquiiitore di Roma ed ambasciadore 
dd re dlnghilterra presso papa Cle- 
meMeVlLSendo familiariflsimo di Ales- 
iandro Famese allora tjirdinate ed arci- 
tescovo di Benerento , un giomo gli 
predisse il papato e quello toltasi ki 
oerrelta di cardimile gliela mise sol 
o^ come gli promeltesse la porpo- 
nu Di fatti appena il Famese fu in- 
nalsalo alla S. Sede nomind Laurerio 
inlemunzio a Giacoroo re di Scosia 
per roniversale concilio e nel i539 
gl^ invi6 il cappello cardinaUzio per 
Pier Luigi Famese duca di Parma e 



m 

Piacenca. Ottenne nello sfeiid lempo 
anche il yescovado di XJrbino ela ie> 
gazione di Terra di LaYoro* Si moil 
il 17 settembre iS^a. 

LAURIA ( Francesco) , celebre ghi- 
reconsulto ^ nacqne a Monlelbsooli o 
si diede allo sUlo ecderfaalico | nia 
qaello abbandonando passd nella eiH 
pitale e si distinse nel foro. Fu ereth 
10 magislrato e dimesso eserdld noo- 
▼amente V avvocaria e otlenne la eat- 
ledra di drillo penale. Si moii magf- 
stralo sul cominciare del XIX seecrfo. 
Scrisse 4 yo\. delle sue arringhe | 4 
suoi discorsi 9 il comento al codioftdl 
Francia , la sua opera std Codiee tkUe 
Due SiciUe del f%fg. 

LAURO ( Vincenzo ) , naeqoe a 
Tropea e Testilo abito dl chieia fa 
faroiliare dei cardioale Turoone. Ter- 
satissimo nelle filosofiche idenEO ^ 
nella medicina , nella teologia , nellii 
poesia e nel greco , papa Pio T lo 
Tolle presso di se dandogli il cappel* 
lo prelatizio , indi lo cre6 TeaoOTO 
di MondoTh Fu inTiafo a Maria ro* 
gina di Scozia , al dnca di Sa^oia , 
a Sigisroondo II re di Polonia e afl 
altri principi per difficiKssimi affari. 
Pupa Gregorio XIII nel i583 lo cre6 
cardinale e si moii nel iSqs. Scria» 
se : I* Comentario deiie iegazioni , 
viaggi e trattati amti etf principi ^ 2« 
yita Francisd Canbta&s TVimnJ y V 
Kpigrammata. 

L AURO ( Marco ) , fratello del pre^ 
cedente , nacque a Tropea e Testl Ta- 
bito dom«iicano. Fii di molta doltr}» 
na e nel i56o fu creato Tesooro ddhi 
Gimpagoa ed interTenne al conctHo 
di Trento in qualilll di segrelario. Dl 
lui abbiamo una erodila orawms ro- 
citata in qael condlio. 

LAURO ( Antonio ) , naeqne ad 
Amantea e Tcstl abito di chiesa. Ftt 
chiamato nella oniTersilli di Napbli 
aila catiedra di drillo dTile e cnnb- 
nico , ia tcscoto di Oasldbmare 
cappellano maggiore. Simoil nd 1677 
e scrisse: StaMi dsUa eaiiediraie di 2fa- 
poU , Napoli ) i5S4* 



176 

LAVINIO ( Giano ) , oelebre a1chi« 
nkta , nacque in Calabria e fiorl nel 
mexzo del XVI secolo. Fu a&sai dot- 
to nella filosofia e nella mediciroa , 
ma sopra tutto nella chimica. Scria^ 
«e : Praeiiosa^ ac nobiiissima anis ehh 
micae coilecianea , occuiiissimo , ac 
fraetiosissimo phUosophorum lapicle^ Ve- 
nexia, i554i io 4* 

L£CT1S ( Gio. Battista de ) , na- 
cqne ad Ortona e Testk abito di chie- 
sa , fi diMinse nella predicazione e 
scriase : i^ na e miracoti di S. Tovu 
maso aposiolo e di S* Giuseppe , a* 
Sermone 9 Fermo , 1 577 , in 8« 

LEGA ( Gio. Etoroenico), celebre 
poeta napoletano , tcrisse : i^ PoesiCy 
KapoU ) i535 , in 4 1 a^ A<o^ di 
Crisio j tragedia , Napoli., i549 9 
in 4« 

LELLIS ( S.Camillo de ), nacque a 
Bocchianico nel i55o e seguendo il 
mestiei*e del padre si diede alle anni« 
Dopo aver menata una vita licensiosa e 
Tagabonda toeco daila grasia entrd nel- 
Tospedale di S.Giacomo degrincurabili 
a Koma e divenulo econoroo di quel- 
la casa cambi6 afiatto vita dedicando- 
si interamente al servizio degP infer- 
mi. Allora Test) abito di Chiesa e di 
nnni 3a inroroincid ad apparare let- 
tere ed in brcTe fu unlo sacerdote. 
Fondd una congregazione di chierici 
regolari rainistri d^' infermi e pas- 
sando a Napoli con 1 3 suoi compagni Ti 
londd aitre case. I>i rilomo a Roroa 
yedendo il suo ordine propagato per 
motlissime cittii nnunzid la carica di 
saperiore nel 1607 e si moii santa- 
mente nel i6i4* 

LELUSoLiuo (Teodoro), na* 
oqoe a Teramo e (a molto dotto, re* 
sooTO di Tririco difese ia causa del 
senato di Venesia contro Sigismondo 
duca di Austria innanzi al collegio 
de'cardinali a Roma. Scrisse: i*" J- 
pohgia faederis Peneiorum , ei Sigi* 
smundo Austriaeo , a^ Graiuiaiioncm 
pro Pio II ad Feneiiarum ducem , y 
dnqoe orazioni , 4^ ^^^ cpisioie y 
5* nna Orammaifuu 



LENIO ( Antonio ) , eeMm poe 
ta , nacqoe a Parabiia e floil weno 
i\ i53i« Di lui abbiamo : lart epi' 
grammi latini ed ona poesia Yolgarv 
col titolo : Nomaia Oronie ^ TeAeM) 
i53i. 

LEO ( Annibale di ^ , insigoe letle- 
ralo , nacque a S. Yito degli sehiaTi 
nel 1739 e si mori a Briodisi .mI 
t8i4. Vesll abilo di chiesa e ktm^ 
scoTo di UggeDto , indi ardfsicom 
di Brindisi. Di luiabbiamo: i* Jfis . 
morja deiia Coiiura iieit jigroBriadi» 
sino , Napoli , 1 8 11 , a* lUnstnBioiii 
alle opere di M. PacQTio , Napoli | 
1763 molto lodate dal Gelebro Tlm* 
boschi. Fu membro di moltissiaie oo* 
cademie. 

LEO(Leonardo) , celebre maestro 
di cappeQa , nacque a S. Vilo dc^ 
Schiari nel 1694 ed ebbe a maestio 
il Ismoso Scariatli. Si distinse sopni 
tutto nelle opere buffe ed il suo mj- 
serere ^ un capo-laToro di arte. Si 
moii in Napoli menlre suonsTa il sno 
cembalo nel i745* Jomelli) GaffitfO| 
Traietta ed altri rinomatissimi prolet» 
sori furono suoi discepoli. 

LEO ( Luigi di ) , nacqoe a Bene- 
yento e divenne celebre nel foro $ 
Napoli. Scrisse : Commeniaria saper 
yil rill ei IXiibrum Codids , Vo* 
neria , 1600 , in fol. 

LEO ( Gio. Antonio ) , nnoqiao n 
Castelluccia e fa rinomato giofeooo* 
solto. Scrisse : Opiamm , tolewme | 
purumque examen ad Leg^ quodie oo* 
siiiuam sub Tii. De re cred» ec Jf» 
poli , i549 j in 4* 

LEO ( Mario di ) , eelebre poeln 
▼dgare del XVI seoolo naoqiie nolln 
Puglia e Ib molto yersalo ndle lelte* 
re. Scrisse : Uamar prigioniero poo» 
metto assai bello .e lodato da^ d oti l » 

LEO ( Gasparo ) , nacqoe a ZknK^ 
ietto e fu oelebre giureconsuko» Rcl 
i5ao per concorso ottenne ta callo* 
dra delle istitazioni cirili nella noslm 
oniTersitii e nel 1 53o qnella di drilto 
ci?ile. Scrisse: iJ^ Addiihnes Cctuae. 
Neap. 2.^ Consiiium legaiei 



LBO ( Blarciano di V lctterato, na- 
cqae a Frigeiiti il « i decembre i^Si, 
mtl abito di chiesa ed iosegnd elo- 
<|tteiiia , poesia , storia e geografia ia 
Napoli. Si mori nel 1 810 e scrisse al. 
cunecomposiziooiin prosaedin verso. 

LE01«A&DIS(6io. Francesco de), 
celebre giiireconsulto napoletano , fio- 
tl nel XVI secdo e scrisse: i •'' Praxis 
^ffttiaiiam reghrtim , et haronaUum rc 
giii Naepoieuuu , Napoli , i5gS , in 
4 , 2.* Perutiiis tractams De pariis Jw 
ris decisionibus^ et practicabiiibiu quae* 
stiombus^ Ntfpoli , 1612. 

LEONARDO (Giovanni), rikiomato 
maestro di cappella del XVlsecolO) 
MK:i|ae«Napoli e non ci resta di lui 
cbe : Cansom Napoietane a tre pocl^ 
Veacaia, i56i. 

LEONARDO n'IsEairiA, celebre giu- 
reconsiilto del XIII secolo, scrisse del- 
le opere legali e le Notae ad Consti' 
mtiohes Brgni, 

LEONE II papa | nacque a Gedel- 
la e sacctfsse ad Agatone nel 682. 
Nell' anno seguente invi6 il sotto^ia- 
cono Costantino a Costantinopoli in 
qoalit^ di lega'to con una lettera a qiiel- 
Pimperadore , con la quale chiama* 
▼a aiiatemi Teodoro di Faran , Giro 
di Alessandna, Sergio, Pirro , Paolo 
e Pietro di Coslantinopoli , Blacairo, 
SteCino e Policrone ed anche papa 
Onorioper non avere estinta Teresia 
nel ano nascere come a lui conyeni- 
ya 10 qualitft di pontefice. Si mori cir- 
ca il 683 dopo di aver goTemata la 
cUesa con fermezsa di aniino e sag- 
ffEia. Istitul il bacio dipace nella mes- 
sa e Caspersione deltacqua benedetta 
snl popolo ) confermd il canto grego- 
riano e d lascid : i.° Lettere 4) 2.® 
Vart te/u per V u£Bcio deila messa. 

UCONE ) nativo di Bfetaponto, fu 
^cafebre filosofo pitagorico e discepo- 
lo di Neoclide, Accrebbe di molto la 
gcometria e compose gli Eiemenii di 
geometria prima di Euclide. 

LEONE , nacque a Napoli e fiori 
▼erso il ^01 , ▼esll I' abito baaillano 
€ scrisse : Pita S. PairUiae. 



vn 

LEONE ( Ambrogio ) , nacque m 
Nola e fiori nelXVl secolo, Id dol- 
to filosofo e medico e nella greca e la- 
tina letleratura yersatissimo. Da reFer- 
rante I di Aragona fii nominato alla 
cattedra di medicina nella nostra Uiii« 
▼ersitii e dopo essersi Gario Vllt tu 
di Francia impadronito di Napolf ^ 
per alconi dispiaceri cagionatigli da^ 
suoi concittadini passd a Veneaia ^ 
nella quale citt^ visse stimato assai da 
tntti i dotti e spezialmente da papa 
Leone X. Si mori cirea il i524. II 
GelebreErasmosuoamicolodaaltamen^ ' 
te le sue opere. Scrisse: i .* Castigatio» 
num ad^rsu% Averroem lib. XLVI, Vc- 
nezia, iSi^, infol. 2.® Opuscuktm di^ 
stinctum ec. Veneaia , i5i4 9 in fol^ 
3^ Opus Quaestionttm tum ttiHs , ple^ 
risque in rebus cognoscendu^ tam maxi* 
me inp/iiosophiae^et meiScinae scienskt^ 
Venezia ^ iS^S , in fol. 4** DisAigttS 
de nobilitate rerum ^ Venezia , tSiS^ 
5** Comentario in Actuarium Jo : Zm^ 
chariae fiiii De Urinis iiber primus j 
Venezia , iSiQ, in 4* De Agro No^ 
iano , Napoli 9 i ^SS. 

LEONE, nacqiie a Sperlonga e fiorl 
a1 cadere del XIV secolo, fu rinomato 
giureconsulto e scrisse : Artis Nota» 
riae. 

LEONE (Andrea di ), celebre pl^ 
tore , nacque a Napoli nel 1696 esl 
morl nel 1675. Ebbe a maestro pri- 
ma il Gorenzio e poi il Falcone. Kiu* 
sd iu dipingere battaglie e fu della 
compagnia della morte ( Vedi FALCont 
Aniello ) Fu perci6 costretto fuggi- 
re dalla patria e poco dappoi otten* 
ne ritornarvi. , 

LEONE ( Andrea de ) , nacqoe a 
Forino il i decembre 1733 e si di- 
stinse nel foro e nelle lettere. Otten- 
ne la cattedra di dritto naturale nel- 
la nostra Universitii , iodt a poco fli 
nomlnato direttore della universitli di 
Salemo e successivamente uditore nel- 
le Calabrie , capo di rota a Foggia, 
giudice di Vicaria a Napoli , commis- 
sario di campagna e Gonsigliere. Si 
mort drca il 1792. Oi lui d resta : 
23 



178 

1* SoU sopra Cicerone de officKs , 
a^ Comenii «opra Platone e Senofon* 
le , 3* Giarnali d^ tremuoti delle Ca* 
labrie del f^jSSy 4^ Comento e i3 
discorai politiconiorali sar la legisla- 
zione di S. Leucio. 

LEONE , doUo cassinese nacque 
da' conti de' Marsi e papa Pasquale II 
\o noniind cardinale e vescovo di O- 
fttia. Si morl nel iii5 e scrisse : i* 
Chronicon Cassinese , Veni»zia , i5i3, 
che poi Muralori inseri nella sua gran 
Kaceoita , a" Sermones , 3" Historia 
^regrinorum , 4* ^''^ ^* Januarii. 

LEONIDA , famoso poeta greco , 
nacque a Taranto 276 anni prima di 
Cristo. Mend Tita stentata nella mi- 
seria ed esule dalla patria combattu- 
ta de armi nemiche , sospirava i\ bel 
cielo d' Italia ed esclamaTa Tolere ivi 
-finire i suoi giomi. Le sue belle poe* 
•ie fnrono raccolte da Meincke e stam^ 
]Mite a Lipsia nel z 79 1 • 

LETO ( Giulio Pomponio) ^ &imo* 
«6 letterato , nacque a Salerno nel 
»^07 bastardo della famiglia Sanseve- 
rino e per Podio portava alla sua ori* 
gine si disse Leto. Fu da' signori San- 
^?erino 'chiambto a vivere con essi 
tra gli agi e le ricchezze , ma egli ri* 
fpose Ibro in brevi detti : Pomponio 
ieto a^ suoi parcnti e congiunti invia 
talute. Non pud ^scf^uirsi cid che voi 
cfUedete. State sani^ Pass6 allora a Ro- 
ma e per la vasta sua doUrina fu la 
meraviglia di tutli que' dotti , di raa- 
Diera che nel 14^7 successe al cele- 
bre Valla nella cattedra. Poiidd in qiiel- 
la citiii un^ accademia de* pnmi lelte- 
rati , ma in breve qnella societjk uc» 
cusala a papa Paolo 111 di eresta e di 
cospirauone , tutti qne' dotti fiirono 
cacciali in carcere e tormentati alla 
loriar». Provatosi la loro innocenza 
Lelo nsd di prigione e rimise la sua 
accademia. Nel i4^ essendosi il po- 
polo iolleTato conlro papa Sisto IV la 
casa di Leto fu messa a sacco ed cgli 
costretto a fuggire in giubetto , ma i 
• suoi scolari a gara con donativi lo 
profvidero di lutto. Tanta era la fol- 



la de^saoi scolari allorch^ insegnaTa 
dalla cattedra , che gran parle di esai 
dovea starsi all' aperto. Non ostanle 
lanta dottrina Pomponio Lelo iu op- 
presso dalla miseria e finalmente ai mo* 
ri in uno spedale di Roma nel 1498 
e le sue esequie furono celebrale pom- 
posissime. Le opere sue sono: 1* Bth 
tnanae historiae Compendium^ De ro- 
manorum magistratibus , De rommno' 
rum sacerdotiig^y De romanoram legi* 
bns Y De antiquitatiOus Urbis Romocj 
Epistolae fami/iares ^ vol. 1. Magonza, 
i5qi ) i^ Alcuni comenlari sopra 
Quintiliano , Venezia ^ 1 4^4 ) ^ Co- 
mentari sopra Virgilio, Basilea, i4^* 
La repubblica delle lettere a lai de» 
ve la prima edizione di Sallailio che 
accaratamente rivide e confronl6 co'co- 
dici origioali di Colamella , dl Yacw 
rone , di Festo , di Plinio il giovuie. 

LETTIERI ( Niccold ) , nacqae nel 
1698 ad Arienzo e si mori a Napo* 
li il 25 marzo del 1779. Si difttinie 
per dottrina e vesli abito di chiesa. 
Di lui abbiamo : Isforia delf anticMs^ 
sima citfa di Suessola , e del pecekh 
e nuovo castelio di Arienio , NapoU | 
1772 , in 4. 

LEUCIPPO^nacque ad Eleae Ai di« 
seepolo di Zenone , fu rinomattssiino 
filosofo ed il primo della sua aetta che 
dasse ordine alla Cosmogonia delle co» 
se. Volle gti atomi per principio di 
Intto e suppose 1' immenso spazio del* 
r Universo vdto in parle ed in perte 
ripieno di quelle particelle indivisibi- 
li , di numero infinito e di figura var 
ria che disse a/omi, 1e qnali movei»- 
dosi nel vdio senza alcuna determina* 
zione s' incontrarono e formarono il 
caos , indi de^ vortici , fi nalmenle 3 
mando , il quale col tempo sari .di- 
•trutto dallo sciogliroento di qaeSe ptf • 
ticelle che ne ricostruiranno uno M» 
▼ello nel ricomporsi. DemocritomB- 
che insigne filosofo c suo discepolo 
segui lo slesso sistema. Di lui abbie. 
mo : 1* De Pfysica , 2® «'s^ ^%j 3* 

LIBEKATORl£ ( Pasciiiale ) 9 cele- 



brt giurecoDSuUo , naeque a Lancia- 
BO nel sellembre del 1 763 e passo iu 
Hapoli nel 1782. Nel 1786 fu nomi- 
iiato giudice ciYile, nel 1798 cancel- 
liere del governo generale delle Do- 
ganelle di Abruzzo citeriore, nel 1 806 
giudice del tribnnale straordinario di 
CSalabria e Basilicata , giudice a Ma- 
tera, nel 1 808 procuratore regio pres- 
ao b corte crirainale di Aquila , nel 
t8i4 procuratore regia. presso la cor- 
te criminale di Napoli , nel 1 8 1 7 giu- 
dice della gran Gorte Givile in Napoli 
• nel niaggio del 18:11 per le aTve- 
imte turbolenze del regno fu dimes- 
to dalla carica. AUora si diede egli a 
comporre dotte opere legali e nel 1 83o 
in sua casa profess6 giurisprudenza. 
Si morl in Gragnano il 21 Agosto 
i84^* Le sue principali opere date alle 
•tampe sono: i® Pensieri cmli ed eco- 
namici 9 2® StMggio sulla giurisprudenza 
pgiiale del Regno dt NnpoH^ 5* Della 
feudalith e sue vicende , 4** Degli uffi- 
ifo/i dipolixxa giudiziaria , 5° Dcl ma-^ 
trimomo % &* De* maiorascbi , 7^ Del' 
r enfiieusi , 8*" Deile pruove giadizia- 
rie , O^ Istkuzitoni di dntio patrio ,10^ 
Cantfpondenza degli articoli del codi* 
ee eUf rirgno delle Due Sicllie con quelU 
dei $etUee francese > 1 1^ Osserpazioni 
per servir di comenio alte Leggi ci* 
«iH , la^ Introduzione ^allo studio dei» 
Im tegislauone > i^*" IstUuzioni delia le- 
fUieaione amminisirativa uigente neire- 
gmo deUe Due SicUie j i^^ Dizionario 

lACO , nacque a Keggio e fiori a' 
iMDipi di Demetrio Falareo , fu rino- 
Biato filosofo pitagorico e scrisse : W« 
sioria lAbiae. 

LUjUORI ( Pirro ) cefebre piltore, 
» ed antiquario , nacque a Na* 
.■itl 1490 di nobile faroigliadel 
di Portanova. Gostrul la casi* 
el principe di Belvedere al Vo- 
mejTO e da papa Paolo IV creato ar- 
cbitetto del sacro palazzo diresse la 
kbbrica di & Pietro. Ettore II da Estc 
dnCa di Ferrara lo volle presso di se 
iii qaalki di arcbitetlo e di tntiqiia- 



m 

iHi ed ivi care a quet priiicipe visto 
lungamente e sl iaor| nel i58o. Si dU 
stinse il nostro Liguori sopratutto nel- 
r antiquaria avendoci lusciato 3o vo- 
lumi suIP antichit&^ ne^ primi 1 8 trat- 
ta dell' aulica geografia e negli oltimi 
I a degli anticbi eroi , aomini illustri, 
magistrati roroani^ £uniglie romane, 
abbreviature delle iscrizioiii , antiche 
rocdaglie , arti liberali. Tale opera h 
liscosso gli applausi di lutti i lettenHt 
bench^ non siu esente da errori sen* 
do il Ligiiori non troppo versato nelle 
lettere. 

LIGUORI ( Otlavio ) , naeque » 
Fratta Piccola il i luglio del i65o e 
vesli abito di chiesa. Si verso nelle 
lett^re e dopo la morte di mbnsigno* 
re Gapobiunco siio zio matemo ve- 
dendo pubblicare un^opera dello zio 
sotto il nome del P. Siro da Piu- 
cenza franccscano riformato , scrisse 
forte conlro im tale plagio. II P. Si- 
ro s! iai))pgn6 presso il vescovo |li 
Aversa , il quale lo caccid in carce- 
re , ma appena ricuperd la liberti 
scrisse nuovu Epistola contro il pla- 
gista. Bopo aver sofferta una secon- 
da prigionia per la stessa causa, nel 
PJ10 fu trucidato a Gardito da talu- 
ni suoi nipoti : Di lui abbiamo : i** 
•Storia di Ercoiense , seu Eraclea^ Ge« 
nova , 1710 , a® Lira poliiica , Pfa- 
poli , 1703 ) 3^ Brevis ei lucuientc^ 
Epistola apologetlca , Napoli y 1 703. 
4" Letlere risponsive erudite , mediche y 
matemfiHche , Genova , 1703. 5® £• 
rudite idee eoonomiche eo. Napoli ^ 
1703. 6^ Ormione in morle di Si* 
gismondo Loffredo principe di Cardi- 
io j Napoii , 1 705. 7* Orazione in 
morte di D, Giuseppe Bisco , Napo* 
li , »705. 8* Corsojiloiogicoj natura- 
le , astronomioo | anaiomico e medico y 
Veoesia , 1708 , 3 vol. in 8. 9* Va- 
rie letlere , Napoli tn 4 ^ altre ope-^ 
re che potranno leggersi ia France* 
scantonio Soria. 

LIGUORI ( S.Alfonso de ), nacquo 
a Marianella nel 1 696 di nobile Caoii- 
glia o si diedc »1 foro co» successO) 



uNi in breve qiiello abbandonaodo ve- 
811 abito di cbiesa e fondo il suo or- 
diiie di preli regolari. Papa ClenieD- 
U Xlll l'obblig6 accettar^ il Tesco- 
vado di S. Agata de^ Goti , perb tan- 
to oper6 cbe pepa ^o YI nel 1776 ac« 
colie la soa rinunzia e ritiratosi a 
S. Uicbele de'Pagani iyi santamente 
si moH il 18 luglio 1787. Rifulse per 
doltrina e v1rt6 e le sue principaVi ope- 
r« aono ^ 1*^ Selva predicabile ^ i^ Teo* 
iogia worale , 3* Pratica del confesso" 
re^ l^ Jppnrecchio alla morte^ 5° VuO' 
mo apostoUco istmito , 6^ Le glorie di 
Maria , 7"* Via delia salute , 8® Fia 
deliii fede , 9* dissertazionl teohgichej 
lo* Opera dommatica contro gli ^n?- 
tici pretesi riformati^ ii^ Z^a difisa dei" 
ia suprema potesth del pontefice. 

LIMATOLA (Tomroaso), nacqoe 
a Capua e vesti abito di cbtesa, fo dot- 
tissimo in filosofia e richiesto ad in* 
segnare nella uni?ersitii di Messina , 
iv| si morl nel i6oo» Di loi abbia- 
mo: Commentaria super metapfysicamj 
a** de Trinitate. 

LIPARULO ( Leonardo ) , celebre 
giureconsulto , nacque a Massa e tc- 
ftl abito di cbiesa. Si dbtinse nel fo- 
ro e fu perci6 molto caro al papa cbe 
nel 1673 lo cre6 TescoTO di Nicote* 
ra oTe si mori nel 1678. Scrisse : 
1*^' D. Andreae de Jsernia in ususfea^ 
dorumCommentaria ec. Liigduni, 1 6791 
ia fol. a® yita Andreae Jsemiensis coif 
iecta ex nonnuliis ejus dictis. 

LIS1DE ) nacque a Taranto e fu ia* 
moso lllosofo. Studi6 sotto Pitagora 
quando quel gran filosofo era di an- 
ni pieno , indi pass6 ella scuola d^Ip- 
paroo. Trasferitosi a Tebe apri pub- 
bUca scuola e tra la imroensa folla de* 
•aoi scolari ti fu il celebre Epami- 
nooda. Si moil a Tebe ed Epaminon- 
da a sue spese gli lece maguificbe ese- 
qoie e dopo qoalcbe tempo ii filoso- 
lo Teanore trasport6 le sue ossa in I- 
talia. Scrisse : 1** Epistoia adHippar* 
cum , a« Commentarium de phitoso' 
pkia Pytiusgorica* Si Tuole da molti 
scrittori autort di qtae' belli ▼ersi oke 



si dicono composti da Pitagora e 1 
pati sotto il suo nome. Tale ^ il 1 
timento di Diogene Laencio, ancora H 
Wossio lo novera perci6 tragreci pocli. 

LISIO ( GioTanni ) , nacque a 8o« 
ra e si distinse nelle leltere ed in gio» 
rispradenza. Di Itii abbiamo: .KRflo- 
ria Sorana ex pluribas Striptana» «9- 
rmmentis desumpta , Roma , 1738* 

LITT0R10 Da BaiCBTXirro, fiorldr- 
ca il ioo5 , fu buon medioo e nMlli 
scritti compose come aocbe on'openi 
per curare i cavalH* 

LIYIA f nacque a Fondi P anno 5^ 
prima di Gristo da Lirio Drnso Qsh* 
diano e fu moglie di Tiberio Glaodio 
Nerone da coi ebbe doe figlitioli li* 
berio imperadore e Nerone Claiadio 
Draso.Sendo di rara bellezaa e di gn» 
de asluzia, seppe io modo innamoffaio 
Augusto , ii quale fattala ripudiare dal 
marito bencb^ di quellografidadiDio- 
so , la men6 al talamo, A tale ai gofr» 
dagn6 V animo di Augusto , ebe lo §o* 
▼ern6 e lo meo6 alle sue Toglie. Fe* 
ce adottare Tiberio da Ottariaoo e per 
oitenergli la s'Jccessione all^ impeio 
fece perire tutti i parenti di OttoTio- 
no cbe al figlinolo aTCssero pobilo ii- 
re ostacolo. Tiberio, che con tanll do» 
litti avea innalzato al trono, la rifooQO» 
r6 della pi6 indegna ingratitodioe. fll 
mori Tanno 29 cfi Cristo di aoni 8ft* 
Tiberio niuna cora prese de' foot fe» 
nerali , annull6 ii suo testamento o 
proibi qualunqne onore alla foa lOO» 
moria. Livia pe'suoi talenti seppe tao* 
to destramenle maneggiare qualonqae 
afiare ^ che viene registmta Ira i ^kk 
gran politici. Non le si pu6 pero ri* 
sparroiare rinfamia che per render» 
si sempre pi6 cara ad Au^isto onde 
disporre del potere , serviva il inaii* 
to da ruffiana. E STCtonio 01 Augmsimmt 
cap. 7/ cosl ci racconta llnfame opo» 
rare di Liria : Circa libidiMes Me» 
sit CAugustusJ postea quoque , ol^ 
runt , ad Pitiandas virgines prompUot^ 
quae sibi undique etiam ab uxort coo* 
quirereniur. 

LOCA (BaUista)odd>re pittore no» 



poletano del XVI lecolo. Fece per la 
chies» dtXio Spirito Santo la conyer- 
aione di S« Paolo , dipinlo di molto 
atttdio e diligenia. 

LODOVia ( I>omenico ) , dotto ge- 
aoita , nacqne a Tennine il 6 decem* 
bre 1676 e ii morl nel 1745. Fu ver* 
•atiasimo nelle lettere e nella fi)osofia| 
profeaab poetica , rettorica , filosofia 
e teologia. 11 auo aapere gli ottenne 
grandi lodi daMotti e spezialmeote dal 
eelebre Ludo?ico Muratori. Di Ini fu- 
rono date alie slampe alcune poesie 
latine. 

LOFFREDO ( Ferrante ^ , nacque 
a Napoli di nobile famiglia e fiorl 
nel XVI secolo. Si disdnse nelle armi 
lollo Carlo V nelle goerre d' Italia , 
di Gcrmania e di Tuoisi e sopra 
lulto nella battaglia navale delle Cur- 
solari. Si acquist6 nome anche nelle 
letterc e fii govematore della terra di 
OlrantOo Fu vicer^ in Sicilia ed a 
5apoli si morl nel i585 decaoo del 
Sopreoio Consiglio di Stato e guerra. 
Scnase : Antichitd di Pozzuoli e iuoghi 
eomieim^ Napoli , i58o 9 in 4* ope- 
ra scritla in puigata favella. 

LOFFREDO ( Luigi ) , celebre let. 
tenio e cavaliere napoletano, fiorl 
ael XVI secolo e scrisse una Gram' 
maika, 

LOFFREDO ( Francesco ), celebre 
giurecunsulto e cavaliere napoletano, 
fioii nel XVI secolo e fu regio con- 
sigliere , indi presidente del S. K. C. 
Oi lai abbiamo aolo una AUegazione. 

LOFFREDO. ( Tommaso ) , stori- 
eo , nacque a Napoli e fiorl nel mez* 
ao del XV secolo. Scrisse: Annaies 
Neapoiitani ab anno t3oo usque ad an» 
mun 14^0. 

LOFFREDO ( Ludovico ) , prioci- 
pe di Cardito , nacque a Napoli e si 
morl nel i8q7» Fa adopersto ne^piil 
iniportand affiiri del regno e nomina- 
to successi varoente presidente della pub- 
blica istrusione , consigUere di stato^ 
presidenle della Consulta e membro 
ddP accademia dlocoraggiamento.Per 
iOA opera Ifi subiliu U cattedn d| 



tst 

chimica applicata alle arti nella Regim 
Universitii e la reiJe Riblioteca deiru* 
niversit^ medesima fii resa di pubblico 
vantaggio permetlendosi alla gioventi^ 
di poriarsi ivi a studiare. Miglior6 i 
gabinettl di zoologia , di cbimica , di 
fisica sperimentale ^ il collegio medico 
chinirgico , la scuola vetarinaria ed 
amplid P Orto Rotanico. 

LOGOTETA (Giuseppe) , rioomato 
letteralo , nacque a Reggio il 1 1 otlo- 
bre 1758 e si morl nel 1799« Di hii 
abbiamo: 1** Naovo progeito di mn 
monie firumentario neliat citUt di Beg* 
gio^ Napoli ^ 179^9 a** Memoria sulta* 
hoiizione deiie ussise neUa cittK di Reg" 
gio , Napoli , 179^ , 3* iitempio <f/- 
side e di Serapiiie di B^gio mustra" 
to^ Napoli , 1794* 

LOIACONO ( Clorinda Visconti ) , 
nacque a Napoli nel 1809 da an af- 
fiuale cbe costretto a partire da que- 
sta capitale I'affid6 al colonnello Fer- 
dinando Visconti , il quale la vers^ 
nelle scienze e nelle lingue. Nella mo- 
sica sopra tutto riuscl eccellente da 
essere la meraviglia de^ regoicoli e 
de^^ranieri e f u la piik gran soona* 
trice di piano^ forte che avesse V Ita* 
lia* Si mori il 4 novembre i84i* 

LOMBARDI (Gio. Francesco), ot« 
lebre antiquario , iiacque a NapoU • 
fiori nel XVI secolo , vestl abilo di 
chiesa ed ebbe gran nome Ira lette- 
rati, Scrisse : 1* Synopsls Auctorum 
omnium , qui hactenus de halneis ^ 
aiiisque miracuiis Puteoianis ^ scripse* 
runt , adjectis ad ioea obscyriora ec* 
Napoli , 1559. Quesla opera fii di 
tanto nome che in brevissimo tempo 
il Lombardi fu obbligato rislamparla 
aggiungendovi altri trattati. Un tanlo 
lavoro lu dallo Scotto creduto degao 
di essere inserito nella sua JtaUa //- 
iustrata e dal Burman nel sao TVjo- 
ro deiP antidutd e delia storia d^Jta" 
iia. Di lui abbiamo ancora delle ora" 
tioni e delle poesie, a*. La traduaio- 
ne dal greco in latino di due traltati 
uno di Galeno , V altro d' Ippocrate , 
¥ Cormim cd Mrnd^sim al litea 



isa 

cooosciuto fotto il titolo di Seuola 
Sakrmtana, 

L0MBARD1 (Doroenico), nacque 
a Lucera il 9 gennaio i^So e nelle 
lettere e nella giurispnidenza si di- 
stinse. A Koma ebbe aila fama di 
dotto e fu ascritto alle accademie deU 
Y Arcadia e Gapitolina. Si mori a Lu- 
cera neiroltobre del 1778. Di luiab- 
biamo : \^ De coiumnis quibusdam no- 
visshne Luceriae deieciis , SchediasmOy 
Napoli , 1748* 3"* Diatriba de Luce* 
riae nomine ei conditore y Napoli , io 
8. 3** De cotonia Lucerina ec. Roma , 
1752 , in 4* 4^ Sficro iriduo per la 
lcsU di S. Teresa , 5*" Varie allega* 
lioni. 

LOMBARDI (Francesco) , nacque 
a Bari nel i63i e si distinse per 
dottrina. Si mort nei 1743 di anni 
108 e scrisse : i^ Compendh erono* 
togico deiie vite degli arcivescovi Bnre^ 
si daW unione delle due sr^di di Cano' 
sa e di Bari , Napoli 1697 , in 4* 
a^ Notizie istoricfte deila ciitdi e Ve^ 
scwi di Molfeita^ Napoli, i7o3, in 4* 

LONDANO ( Andrea ) , nacqne a 
Napoli e fior) verso la metli del XVI 
secolb 9 fu purgatissimo scritlore gre- 
co y latino ed italiano. Di lui abbta> 
mo un^ opera tradolta dal greco io 
italiano. 

LCXVGANO ( Francesco ) , yesli abi- 
to di chiesa e si distinse nelle lette- 
!«• Fiori sul cadere del XVIII secolo 
e scrisse : 1* L^omo naturaie^ in 8, 2^ 
Esame fisico e moraie delP uomo , in 
8 , 3"* 3^ie naturate , in 8 , 4'' 
L* uomo reiigioso , in 8 , 5^ Logica 
laiina , in 8 , 6"* Raccotta di saggi 
eeonomidy 1 vol. in 11 ^ 7^ ^^ggio 
per h contado di Motise , in 8 , 8^ 
ytaggio per ia Capitanaia , in 8. 

LONGO ( Domenico ) , dotto do- 
menicano ^ nacque a Gosensa nd feb^ 
braio del i^oS e si distinse nella pre- 
dieazione. Percorse 1'Italia , la Ger* 
mania e parte delP oriente predicando 
in que' Tarl idiomi conoscendo dotta- 
mente le lingue tedesca , turca , fran- 
cesa I inglefe | spagiuiola ) araba cd 



ebfea. Si morl nel 1745 ed i snoi 
eruditissimi MS. andarqno perdoti. 

LONGO (Gio. Bemaidino) nacqiit 
a Napoli e professd fitosofia ed astro- 
nomia con gran nome , fiori nel XVI 
secolo e scrisse : i^ /n Proiogum A- 
pcrrois Exposith aurea ec. Napoli , 
1570 in fol. , a** De Comeiis , Na- 
poli , 1678 , in 4* 

LONGO ( Alberico ) , celebre let- 
terato , nacque a Nard6 di nobile fii- 
miglia , si diede al foro e quindi al- 
la medicina. Laureatosi a NapoM pas- 
sb a Curfu, iiidi a Candia, a Costantino- 
poli, a Moscovia, nella Valaciiia e fi* 
nalmente a Ferrara lasciando orunqiie 
alta fama di se. A Ferrara gli fu of- 
ferta 1a cattedra di filosofia e medicina 
eon grosso stipendio e dopo molti anni 
trasferitosl a Roma fu da que' letterall 
onorato assai e tenuto molto caro. Eb- 
be a mecenate il cardinale Cervini poi 
papa Marcello II e suoi amici il Sirle* 
to , il Maiorani , il Gualterio , ii 
Benio, il Caro, il Senpando, ilVit- 
torio , il Panvinio, il Pacato ed altri 
sommi uominl di quel secolo. Fl- 
nalinenle per avcre stampata una 
lettera contro il Castelvetro in difesa 
del suo ainico Annlbal Garo , fu dal 
Castelvetro a tradimento fatto uccide- 
re con un colpo di archibuso ed in^ 
lui si estinse 1a nobile famiglia Lon- 
go. Di lui abbiamo : i^ Canzone in 
iode di Annibai Caro^ 1* VUa det SS. 
Simone dal greco tradotta in latino ^ 
3* Rime , 4° Epigramma , 5* /k A«- 
manae vitae brevitate» 

LONGO ( Maria Laureniia ) , na- 
cque a Napoli di famiglia distinta ca- 
sttgliana e fu mogKe del presidente 
del S. R. C. Giovannin Questa don- 
ua di virtu piena e vedova del con* 
sorte si diede a prodigare cure a^ p^ 
Teri neirospedale da Giovanna II foa- 
dato nel chiostro di S.Niccold dellaCa- 
ritll dove oggi vedesi il Castel Nuo- 
▼o. Nel iS^i edific6 Tospedale de- 
gl* Incurabili ed accolse nella propria 
casa i PP. teatioi e cappuccini venu- 
tl per la prinu yolta nel nostvo re* 



gno , ) quali t^r b tua iDedtazio- 
ne ottennero soccorsi e larghe limo- 
tine. Finalmente Tolendosi aflTatto dal 
mondo ritirare fond6 ii monastero 
delle religiose cappuccine detto di S» 
Maria in Geriisalemme che govern6 da 
badessa fino alla metli del XVI seco- 
lo epoca della sua morte. 

LORENZO Da Napoli, dottoago«> 
sliniano e nel i4t6 vescovo» Assiste 
•1 concilio di CoslanEa in quaiit^ di 
mbasciadore delia regina Giovanna It 
t acrtsse : Sermones. 

L0H£NZO Da BaiifDisi , celebre 
letterato cappnccino , nacque il ast lu- 
glio i559 e si distinse nella predica- 
.ftione speualmente contro i rabbini 
clm in modo li confutava' da essere 
da qoelli fuggito. Versatissirao nella 
lingtia greca , latina ^* caldea ed e- 
hrea. sopra tutto ^ fu da papa Grego- 
rio XIII e Glemente VIIl destinato a 
pKdicare nel loro idioma agH ebrei. 
ro «doperato da' papi e dagi' impera- 
dori in vari afiari politici , finalmen- 
te si morl a Lisbonia il 22 luglio 
1619 , ivi trasferitosi per lamentarsi a 
nome della cittji di Napoli presso il re 
Filippo del fiero govern6 dei yicerd 
Oltuoa. 

. LORENZO 01 AmalfI) celebrc lette- 
rato , vestl l^ abito benedettino e per 
U sua dottrina nei loio fii nominato 
arcirescovo di Amalfi. Si morl nel 
il48 ed ebbe a scolaro papa Grego- 
rio VII. Scrtsse : f^ita S, Zcnobii che 
rUgbelii inseri nella sua Ualia Su' 
em* 

IX)RIA (KuGGiEEo), celebre guer- 
riero, nacque in Caiabria nei XIII 
.0 oon alcune sae galere milit6 contro 
gl^ imperadori greci ed acquist6 noroe 
di biion marino. Sendo passato in 
I^agna da fanciuilo con Costanza sua 
madre servl Pietro re di Aragona , 
che lo cre6 ammiraglio di Aragona 
e di Siciiia. Di fntti viiise re Carlo 
in piCi battagiie , gli tolse varie gale- 
re e molte ne bruci6 e buona parte 
della Calabria fece devota agli arago- 
ncai ) a* quali anche soggett6 l* isoia 



183 

di Malta. Vinse il prindpe di Taran- 
to figiiuolo di re Carlo e lo fece pri- 
gione con ^i galere , occup6 V isola 
di Gerbi e vi costrul un Castello. 
Sbarugii6 1' arraata francese nel porto 
di Roses trucidando 5 mila franceti 
e faccndo prigione rammiraglio con 
moite galere ed altre ne affbnd6. Oo- 
cup6 varie terre del nostro regno per 
gli aragonesi e vinse gli angioini in 
una battaglia data in Calabria , poi 
fatto ritorno inSicilia vi fece dichiarare 
re D. Federico figliuolo dei defunto D. 
Pietro.Granfiama siacquisl6 nella gior« 
nata di Brindisi , ma mal rimunerato 
de'tanti servizt dal re D. Federico, 
pass6 alle armi di re Carlo II ^' An* 
jou e fu dichiarato ammiraglio dei-. 
i' armata angioina-napoletana. SMm« 
padronl ailora di molte terre deila 
Sicilia e prese Catania , combatt6 il 
ceiebre animiraglio Corrado Doria e 
lo fece prigione. Terminata la guer- 
ra tra qoe' due re^ ii Loria si trasferl in 
Aragona dai re Giacomo suo antico 
signore ^ il quale lo conferm6 nel 
grande ammiragliato di Aragona ed iyi 
pieno (li gloria e di ricchezza si mo- 
ri il I febbraio i3o4* Fu egii vaio- 
roso capitano cd esatto mantenitore 
della fede , di maniera che una volta 
si oppose fortemente a re Federico 
che voieva infrangere la stabilita tre- 
gua. Era per6 ^crudeiissimo , vendi- 
cativo ed avido dei botlino. 

LOTTIERO ( Livio Margarito ) , 
nacque a Napoii e fiork verso il 1 566| 
fu rinomato giureconsuito e venue no- 
minato uditore degii Abruzzi , com- 
missario di Campagna e destinato a 
porre i confini ai nostro regno. Si 
mori a Ceiie e scrisse; Repetitiones 
super codicem. 

LUCA ( Antonio de } ^ nacque a 
Ripaiimosani nel 1^58 e vesti abito 
di chiesa, fii neiie lettere e nelle ma- 
tematiche versatissimo e sopra tutto 
ne* classici latini. Fu buon poeta li- 
rico e si morl il 11 febbraio iS^o. 
Di lui abbiamo : i"* Odi ^ Il^ deile 
opere teologicbe. 



LUCA (Giambattismde), nacqiie 
m Tenosa di oacari pareuti nel ioi4 
• d diede al foro. Bla per inoti?i di 
ialnte btto ritomo in patria ▼esll abi- 
io di chiesa e sendoViairio capilola- 
re della chiesa di Venosa si attird 
Todio del principe di Pioinbino si- 
pilbrt di Venosa e per foggire la ven* 
dclla di quello fti obbllgato riparare 
a Roma., doye si rese oelebre come 
gtareconsulto.Nel 1681 ottenne la por- 
pom e nel i683 si morl con dispia- 
ttn di tutti i dotti. Di lui abbiamo : 
I* Note til concUh di Trenio , a* Ee- 
iasione deita corte di Roma , 3* Theo' 
tmm Jttitiiiae^ et veritatis ^ i!l , voK 
in foL 4* // Dottor volgare^ 5* GC j- 
stHuti ctPiH j 6* 1/ prelato pratico , 
7* Jl principe crbtiano pratico , U caT- 
dSnaie , 8^ Difesa della Hngua itaUa^ 
tki , 9* DeUo stiie it^tde , 10* Ji gUto- 
co deUe ombre. 

LUGA D4 Gapua , fiorl verso il 
Xllsecolo etestt rabitocisterdense.Fu 
molto caro ad Errico YI Imperadore, 
a Coitanza sua moglie ed a papa In- 
HDoeniio. Con molto onore men6 a 
lermine varie importanti negoziazioni 
e fu creato yescovo di GosenKa nel 
iio3 doye si morl nel 1224* Scrisse 
de* Gomentart sopra i* Apocalisse e 
•opra i Salmi e cinque iibri Della 
eoneordia det ffccchio e dei nuooo te- 
Mmento, 

LUGA Da Napou , dotto domeni* 
cano I papa Benedetto XI per la sua 
dotlrina e pe^ sooi castigati costumi 
lo cre6 vescovo di Otranto. Fu al 
oottdlio dl Yienna e vl fd ammirato 
pA yasto sQo tapere. Si morl nel 
tSao e scrisse yarl sermoni. 

LUGA ( Luca Niccol6 de ) , na- 
€queaRipalimosaniili3maggio 17349 
^esH abilo di chiesa e si distinse nel- 
le leltere.Fu preoettore del celebre Oae- 
tano Filangieri di coi ne piunse la im- 
matura morte con breve elogio.Fu ve- 
scovo di MurO| nei 1790 vescovo di 
Trivento e nel i8a6 si mori il 09 
iiovembrew Fa di vasta erudidone e 
molio dolto, Le tne priadpali opere 



iono: 1*" L' interpretathne ttHa Bib' 
bia i4 ▼ol. 3* 1/ JD^ Creatorcj S 
yol. y Fari componimemi \n vcrso. 

LUG A (Giuseppe de) , rinomato me- 
tafisico , nacque a Monteleooe fl 10 
maggio i77oenel 1797 fii chlaniato al- 
la ciittedra di filosofia e di rettorica a 
Briutico. Implicato nelle vicende del 
1799 iuggl e si nascosci nel 1801 pro- 
fe8s6 metafisica, logica e dritto nel od- 
leggio di S. Spirilo oggi Yibooeie, 
net i8o5 fu invilato ad altre caile- 
dre. Poco dappoi perd^ la ragiofie e 
in tale misero stato visse fiodid si 
mori il iQ aprile i8i4« Scrisie varf 
trattati metafisici. 

LUCA ( Garlanlonio de) , naoqne 
a Molfeita e si dislinse nel fbfo. II0- 
rt nel XVII seculo* 

LUGGHITTO (Marcantooio), oa- 
cque a Yalva e fu rinomato lettemta , 
n mori nel i584 e scrisse: 1* Cor» 
finii quondam PcUgnoram Metropotis , 
bnvis eUtcidatio , Sulmooa | 1 583 , 
in 4* 3* Un poemetto Ulino sur la 
gran quantitii di neve caduta nel 1667 
nella rcgione di yalva, 

LUGHIS ( Andrea de ) , celdm 
medico , nacque a Napoli e yiaggift 
per V llulia ovunque disdngnendosi 
per sapere. Padova gli offii largo sli- 
pendio per averio a professore nella 
sua universilli. Fiori nel XVI tecolo 
e scrisse : Disputatb de MetaUo , et 
Leipide ex tertio , et quarto Ubro Mr- 
teororum Aristoteiis 9 Napoli ^ i58i , 
In 4. 

LUCIFERO ( Camillo ) , n»oqa« ^ 
Crotone e fiori circa 11 i5a3. oiarU- 
le: HiftorUt Crotonensis CUfUaAs. 

LUCIUO ( Caio ) , inventore dda 
satira e cavaliere romano , nacqae n 
Snessa Aurunca Tanno i47 prima dl 
Cristo e si mori a Napoli di 4^ **^ 
ni. Fu prozio matemo del gran Fon* 
peo e milil6 solto Scipione Africano 
nella guerra Numanlina. La ioa dol- 
trina gli merit6 T amore e V ami- 
dsia di qoel generale e di Ldio. Rl- 
tiratosi dal mesdere delle armi pass6 
U maggior parte deUa sua yita n Ro« 



d^g lUa^ VicoEciaente, 1698 ia 4) 
LANUTO ( Gfo. Bernardino ), ^u- 
reconsufto , nacque a Chieti e £oii 
nel XYI secolo. Scrisse : De Magi- 
straUi» 

LAPEZZi JA ( Giorgio ) , celebre 
geometra, nacque a Monopoli e fio* 
ri ▼erfto il 1 566 , yesti abilo di chie- 
sa ed insegn6 con successo le mate- 
matiche. Scrisse: De famiUaritate ari" 
rhfheticae^ et geometriae Napoli, i566, 
10 4- 

LASENA ( Piciro ) , celebre storl- 
co , nacque a Napoti il 16 oltobre 
I Sgo da padre normando che in que- 
sta c\{\k avea menata moglie. $i die- 
de al foro per abbidire al padre , 
ma alla morte di quello si dedic6 so» 
lo aUa lelteratnra. Si acqaisl6 alta 
lama per dottrina e la a molte acca- 
demie ascrilto* Si morl il 3 settem- 
bre i636 escrisse: i^ Ginnasio No' 
poletano ^ Roma) 16^1 9 a* Dt^ Ver^ 
gati , Napoli , 1618 , 6^ Hameri ne» 
peuthes , seu de aboiendo iuctu , Na* 
poli , i6at , 4^ Ckambroius , fiiv 
de iis ) qui in aquis pereuni ^ philokh' 
gica dissertatio^ Koroa , 16^7 , in 8. 
LAURENZIO ( Gio. Giacomo ) , 
nacque a Benerento e si distinse in 
giarisprudenza. Di lui abbiamo : De 
judicc suspeeto ec. Napoli , 1607. 

LAURERIO ( Dionisio ) , celebre 
letterato , nacque a Benevento e lu 
generale delP ordine de' Servi. Lesse 
filosofia I roatematica a teologia in 
Peragia , a Bologna ed a Roroa. Fu 
kiquisitore di Roma ed ambasciadore 
del re d'lnghillerra presso papa Cle- 
■teMe yii.Seado JEamiliarissimo di Ales- 
aaodro Ftemese allora qardinale ed ard- 
Tescovo di Beoereiito , un giomo gU 
predisse il papato e quello toltasi la 
berrelta di cardinale gliela mise sal 
oapo come gli promettesse ia porpo- 
ra. Di iM appena il Famese £u in- 
nalaato alla S. Sede nomind I^urerio 
intemunzio a Giacomo re di Scosia 
per roniversale concilio e nel i539 
gl^ invid il cappello cardinaUzio per 
Pier Luigi Famese duca di Parma e 



1% 

Piacenta. Ottenne nello steisd tempo 
anche il vescovado di Urfaino e la b» 
garione di Terra di Laioro. Sl msA 
il 17 settembre iS^^* 

LAURIA ( Francesco) , celdnw gta* 
reconsulto ^ nacque a Moolefascoli ip 
si diede allo suto ecclesbslioo ^ ali 
qaello abbandonando paas6 nella oIipp 
pitale e si distinse nel foro. Fn crei* 
to magistrato e dimesso eserdtd noo- 
vamente P avvocaria e oOenne la eat« 
tedra di dritto penale. Si noii magl» 
fttrato sul cominciare dd XIX seeolo» 
Scrisse 4 ▼oL delle sue arringhe ^ % 
suoi discorsi , il camento al oodicO V 
Francta , la soa opera std Codtce sUh 
Due Sicilie drt fBfg. 

LAURO ( Vincenso ) , naeqoo o 
Tropea e yestito abito dl chim At 
familiare del cardinale Turoone. Ve^ 
satissimo nelle filosofiche sdeoM ^ 
nella medicina , nella teologla , nelio 
poesia e nel gneco , papa Pio V lo 
Toile presso di se dandogli il cappd* 
lo prelatizio ^ indi lo cre6 yescovd 
di MondoTl. Fu inyialo a Maria «0» 
gina di Scoaia , al daca di Sayob^ 
a Sigismondo II re di Polonia e ao 
altri principi per difficiKssimi afiarl. 
Papa Gregorio Xin nel i583locre6 
cardinale e si mori nel iSqi. Serl^ 
se : I* Comentario deile iegazhtd ^ 
uiaggi e trattati amiti ct^ principi ^ 1* 
nta Francisd Cardina&s T\uroni | S^ 
Kpigrammata* 

L AURO ( Marco ) , fratello del pfo» 
cedente , nacque a Tropea e yestl Po* 
bito domniTcano. Fii cK molta dotti^ 
na e nel i56o fu creato yescoyo dcHk 
Campagna ed inleryenne al coOcfHO 
di Trento in qaalitll di segretario. Di 
lui abbiamo una erodita oratione r&^ 
citata in qoel condlio. 

LAURO ( Antonio ) , nacque sA 
Amantea e yesti abito di chiesa. Ftt 
chiamato ndla oniyersitk di IfapoH 
alla cattedra di drilto dyile e eanO- 
nico ) fa yescoyo di OasteUamare o 
cappellano maggiore. Si moi% nel i S77 
e KnneiStatuiideUaamedlraieilillitt' 
poU y Napoli , i5S|« 



t86 

colanese e di inofte altre regnicole e 
straniere. Le sue principali opere bO' 
ao : i' CornmeniarioUm de pita , et 
scHptis Francisci Serai^ Napoli, 1783, 
9^ Commeniarius in mutiiam veterem 
Corficiensem^ Napoli, 1786, 3® Com" 
mentariolus da pita Michaelis Arcan- 
geli PatriccUi^ Napoli, 1788, 4* O- 
ratio in funera Caroii III ec. Napoli , 
^789 > 5" Iler Fenusintim vetustis mo- 
mtmentis Hlustratum ^ Napoli , 1 793 , 
6* Theotogiae dogmaticae lectiones^ Na- 
poli , 1793-1804 , vol. 5 , 7* Ap- 
paratus theologicus ^ Napoli , 17971 
8** Istituzione del principe Cristiano , 
If apoli , i 799 , 9* Actn inventionis 
SS. corporum Sosii ec. Napoli, 1 807, 
10* Pregkiere atla gran madre di Dio , 
Napoli 9 1817 , 1 1"* Omelie e lettere 



pastondij Napoli, iSi^» t^* jipoh» 
gia cattoiica ec. Napoli , .i8i5, i3^ 
Opascttlaj Napoli , i833 , i4** Sy* 
rtodus Compsana 9 iet Campamensis , 
Napoli , 1827 , i5^ Appendke alk 
omelie , e iettere pastoraii , Napoli , 
i83o. 

LUPOLO ( Mandracolo de ) , na. 
cqne a Napoli e fioii circa il i4i6. 
tt conosciulo per aver pubblicato : 
Ceduiare coniinens taxam pro ttna qao' 
que Coitecta ctpitatum^ terramm^ ca- 
strorum , et iocorum omnium regni Si- 
diiae. 

LUPONE Da Giotehaszo , fiorl 
drca ii iqS^ e fu celebre giurecoii- 
sulto. Federico tl imperadore e re 
di NapoH lo cre6 tuo coosigliere. 
Scriss^ un libro deHe soe DeMftmi. 



H 



MACEDONIO (Gio. Vincenzo), ce- 
lebre giureconsultonupuletanodel XVI 
secolo , fu regio consigliere e di lui 
non ci resta che una ailegazione. 

MACTIA (Francesco Aotonio), ri- 
Domato avYOcato napoletano d)el XVI 
secolo , con Geronimo Sad^olo scris- 
se delle illusti«£ioni sopra la pralica 
della liquidazione ed esecuzione degli 
strumenti di Francesco Antonio di 
Giudice Roberto , Vcnezia , i58i , 
in 4* 

MADOTTA (Girolamo) celebre poe- 
ta latino del XVI secolo , nacque a 
Tavema e scrisie: Epigrammata ama» 
taria y Poemata , Epitatamia , Epistra" 
phin^ Napoli , i55i ^ in 4* 

MAFFA ( Sebastiano ) , celebre giu- 
reconsulto salernitano del XVI seco- 
lo , rinunzi6 molti governi di provin- 
ce per darsi allo studio. Scrisse varie 
opere , per6 non ci resta che Com- 
mentaria^ Venezia , i^^i , in 8. 

MAFFA (Marco AntoDio), nacque 
a Salerno ^ fu rinoroatissimo giure- 
eonsulto. A Roma salk in alta fama 
ed a persuasione di S. Filippo Neri 
yesll abilo di cbiesa. Fiork drca il 
• 595. 



MAFFE1 (Gio. Camillo), naccpe 
a Solofra e fu versatissimo nella filo- 
sofia e nelle matematiche. Rinunzid 
le prime cattedre delle oniversitik di 
PadoTa e di Roma e trasferilosl a Yeiie^ 
zia onorevolmente vi fu accolto. Scris- 
se: Scala naturaie , mfvero Fantasia 
Mcissima di Gio. Camiito Uqffei di 
Soiqfra intorno aUe core ocadte e de» 
suierate neiia filosofia^ Veneiia^ 1564, 
in 4* 

MAFPEI ( RaflTaello ) , nacqae a 
Castelvelere e vesli P abilo doroenica- 
no. Per dottrina fu tanto Insigne , 
cbe Carlo di Durazzo re di Napoli lo 
volle a suo cappellano e lo adoper6 
ne' pi«!i rilevanti affari. Ma caduto in 
disgrazia per essei e partigianb di p«- 
pa Urbano VI che scomunicato avea 
re Cario e messa Napoli in interdeC- 
to y fu cacciato in oscuro carcere. 
Uscitone nel i386 si ritir6 lra'siioi 
confratelli do?e si mo\\. Scrisae : 
De peruj et iegitime Urbani VI db- 
ctione. 

MAFFEI (Giuseppe), cdebre gin- 
reconsulto , nacque a Solofra il 28 
febbraio 1738 e gran nome si face nel 
noslrp foro. II soo sapere nel 1761 



[ 



gli otteniie b CMttedra delh; i6titiMh>* 
ni ciTili oella regia Uni?erailii de' Siit- 
di , iiel 1776 la calledra prtmaria , 
Del 1777 quella dcl dritto del regno , 
■el 1782 rabn del Codice di Gii»- 
itiniano,nel 1786 profess6le pandette 
e nel 1806 drilto romano. Fii de- 
corato dell' ordine delle I>ue Sicilic 
e Tenne adoperato ae^ principali aflb- 
ri deila pubblica istruaione. $ mork 
fl 20 marxo »812 e K*ris6e : f^ ht- 
siUuiiones Juris ehntis NeapoHianonim 
•c Ilapoli , 17849 ^^ De restiMio^ 
tdlms in integrum ^ De praeeipms vi- 
iHr. iraeiasum j Niipoli , i;85 , 3** 
Amtoiazioni alle opere di Domat , 
Mapoli , >798* 

MAGGIO ( Gioniano ) , celebralis- 
wmo letlerato , nac«pie a Ilapoli e fii 
de^ primi aceademici pontaniani. Ver- 
Mliariiiio nella puresza della lingua 
gieca e lattna le insegno coa gran 
succetso e tra i suot scolari ebbe i 
eelebri SannaaBro ed Alessandro di 
Aiestuidro. Si mori nei 1491 ed il 
Fontano gli scrisse l'epitaffio. Scrisse: 
i^ JDepwiseontm perbontm proprieiaie^ 
9* Episiolae ad diversos. 

IfAGIO ( Dedo ), antenato mater- 
ao del ^elebre storico Talleio Pater- 
colo , nac^ a Capoa e fiorl nel 558 
di Roma. Al tempo ddla invasione 
di Annibale dopo la batlagUa di Can< 
mt Dedo si segnal^ per fe^lt^ Ter^ 
•o Koma alla presa di Capua. Livio 
ael XXHI libro deUa sua storia pavla 
coo graodissima iode di costui. 

MAGIO (Minaeio) , nipoCe del pre- 
cedente , nacque a Capua e fiorl» cir- 
ca il 67 1 di Roma. Ilella goerra so- 
daie assoldd a proprie spese una le- 
giooe nel paese degl' Irpini ed uni- 
iod a Tito Didio prese la cilt^ di Er- 
coUmo j qoella di Poiapeia e Cossa. 
Ronia per ricompensa a laiila fedel^ 
tk cre^ pretori i due figliuott di Mi- 
Bado Tiolando la eonsueludine , che 
liiiiitava al numero di sei persone so- 
lo no tal magistrato» 

MAGISTRIS ( Francesco de ) , na- 
€40« a Tricario e si versd oeUa giu* 



tST 

iis|H*udenxa« Test^ abito di chiesa e 
fu nominalD giiidice e consultore della 
Guiia ardvescovile di Napoli. Fiork 
nd XVII secolo. Di liii abbiamo : 
>^ Staius rerum memorabiiium iam 
eeclesiastiearum , quam politicarum y 
riapoli , i64i ) in fol. :»*' S/lm ei 
prajiis eeclesiasiica , I^poli ; i658 y 
> vol^ in fol. 3** De praccedentiis Ca- 
nonicftrum Ifeapoiiianae ITcciesiae^ 

MAGLIAIfO (Francesco) , nacquc 
il 9 febbraio 1764 a Monlorio e si 
M'qiiisl6 oome nel foro. Fu chiamato a 
f:ir parte della Cbrte di Cassazione ed 
indi noroinalo cafaliere delle Due Si- 
cilie e barooe. Ftt membro della Con^ 
missione consultiva e della legislati^a , 
nd »8i5 e nel i8m ebbe il portafo- 
glio del ministero della giustizia. Ftt 
dtmesso dalle sue cariche e risse rita 
privata fino* al ao giugno 1 8^7 , in 
eui fb colpito di colera. Di lui ab- 
biamo : i'* De ytre interpretandi ra- 
tione , 'St^ Comenti sulle ieg^i ciuiii dcl 
regno delie Due Sicilie. 

BIAGLIOMK ( Ferranle ) , cel^bre 
architetto oapoletano del XVI secolow 
In compagnia di G^o^nni Beoincasa 
anche insigne arehitetto napoletano 
eenver^ il Castello Capuano- io regi 
triliunali e costrui iL seal palanopel 
ricer^ D. Pietro di Tdedo^ quale fob^ 
bricalo fb du re Ferdinando II fatlo 
dJrocoare nel 1 84^ per maggioKoenlo 
rendere magnifica la nuo?a Eegia. 

MAGIfO ( Pietro)^ Bacipe ad Ar- 
pino e fu- segretario del Cardinale 
Gambara, scrisse coo molta piirgate2&- 
sa in Tevso ed. in prosa o fiori. nel 
XVI seeolo. 

MAGNOm ( Fasqoalr) , aotiqoo- 
no f nacque a Botino ii giomo 1 » 
muggio »733 e passalo a Napoli st 
acquistd fama di letterato. Fece ric- 
ea raccdla di anliche mooete di Ve> 
lia e d» Pesto e stava per dare alla lu- 
ce ¥arie iroportanti opere allorcb^ it 
*o ottobre 1774 fo' tmeidato oell» 
sua lerra natia. Di lui abl>iaiiio : »* 
De peris Posidoniae ei Paesti ori^ifif- 
bus^^ Napoli ^ 1763 , ia 4 2? LeUe^ 



188 

ra ai baron» Antonini , contenente aU 
tune osservaxioni critiche su i di lnt 
tiiscorsi tieiia Litcania , Napoli , in 4* 

MAINARDO , dolto benedettino , 
nacque nella Campania e fu cardina* 
le. Papa Alessandro II lo invi6 a Mi« 
lano per coroporre le differenze con 
quel popoto. Si mori nel 1067 e scris- 
se : Costttuzioni che il Baronio inserk 
ne' siioi Annali Ecclesiastici, 

MAJELLO ( Carlo ) celebre letle- 
rato , nacque a ISapoli nei i665 e 
^sti abito di chiesa. Papa Clemente 
XI lo voUe presso di se e lo nomi- 
no a varie onorifiche cariche 9 papa 
Benedetto XIII poi lo cre6 vescovo 
di Emessa e segretario de' brevi. Si 
mori ii 3o decembre 1738 e scris- 
se : I® Istittuioni rettoriche e poetiche | 
a" Defensio in phtiosophiae scoiasticae 
methodo , 3* De justa iibertate phi' 
losophandl , 4" J^ prolxibiiismo et 
Conscientia y b^ Lectiones Jgnatianae , 
6* Reiigio regni Neapoi : erga Petri 
cathedram a caiumniis anonymi vindi^ 
cata , 7* Apotogeticus Christianus* 

MAJO ( Gaetano ), rinomato giure- 
consulto , nacque a Giungano nel 
1767 ed occup6 varie magutrature. 
Mel 1817 £u creato vice-presidente 
deiia G. C. criminale di Napoli e si 
mori il a5 decembre di queii'anno. 
Di loi abbiamo : 1° La giustizia deUe 
leggi prcpeniente i deiitti , Napoii , 
1787 , a* Sciphne in Iberia e Che- 
ionida ^ drammi , Napoli , t^B^f 3® 
Varic Odi , 4* anacreontiche diverse. 

MAJO ( Paoio di ) , detto Mar- 
eianisi dal nomc delia sua palria. Fu 
scolaro dei Solimena e riusci di no* 
me nella pittura. I migliori suoi di* 
pinti sono : i^ La Resurrezione nelia 
chiesa dc^ PP. de^ Vergini , a^ La sa-» 
€ra famiglia in quella stessa chicsa , 
3* La Vergine adduiorata ncila cap« 
pcila di S. Ivone nc^ SS. Apostoli. 

MAJO ( Francesco de ) , celebrc 
macstro di cappcila , nacque a Napo- 
li nel 1747 e si mori a Roma nd 
fiore deir etii di anni ^7. 11 suo c»- 
po-lovoco h il Sal»c cd ii cdebre Maft- 



Cei ed ii famoso Artcaga lo predicis- 
no come compositore di primo rnngo* 
MAJONE , nacque « Bari da ini 
yenditore di olio. Fu notaio io cort» 
di re Ruggiero , ii quaie dopo aM 
ofiBz! lo cre6 suo cancelliere. I^teccs« 
so al rearoe di Napoli e di SiriKa 
Guglieimo 1. Majonc seppc in modo 
cattivarsi il suo favore , che ottcnne 
la carica di grande ammiragKo del 
regno e deli*animo dei re a sua la- 
lento di.sponeva. Di potenza c ric- 
chezze doviriosissimo incominci4 ad 
agognare il supremo potere. E per 
giungervi con pi6 dciiti , oltre ad al- 
tre nefandezze da iui posle in pr»* 
tica , con varie calunnie ruiu^ • 
spense i pi6 potenti c nobiH bo- 
roni di qiie' rcami. Pcr roenare ad 
effetto il soo progetto maechind frn* 
cidarc ii re e per tale blsogoa ob- 
bUg6 forte alla sua persona P ar« 
eivescovo di Paiermo Ugone, coi om- 
nifest6 il mcdilato delitto. Scopertasi 
da alcuhi baroni la congiura fc al 
re riferita , ma Guglielmo noo oMii 
vi presl6 f«Hic , anzi spinlo da Ma« 
jone in var! modi torment6 c nrise a 
mortc que^ cbe delic tramc omicide lo 
awertirono. La piik parte de' barooi e 
deiie cittii non potendo oilre tolicim- 
re la prepotenza di Majone , che piii 
che regia aotoritli usorpalo avea mao- 
candogii solo il nome, giararono truei- 
dario e Malteo Bonello assunse i' Incm* 
rico di liberare lo slalo di t"le mostro* 
Q\k Majone ed Ugone aveano del«mM- 
nato ii giomo per amazzare Giiglielmo, 
ailorch^ si venne a disputa tra ioro chi 
dovesse de^ duc custodire ii lesorQ ree- 
lc ed i figliuoii dei re ancora ihn* 
ciolli dopo la morte di quello. Si ani* 
mato fu il pariare , clie si venne a 
nimicizia c Majonc fecc avvelcnare 
r arcivetvovo , ii quaie per essere ii 
vdcno in poca dosc viisc alqoanlo 
da potere aflfretlare la ruina dcl soo 
neinico. Di fatli Majonc portatosi a 
visitare i^ arciveacovo quasi moribon- 
do volea apprcstorgli altrm bevaoda 
TdcQoat p^ loglitflo pi6 soUecilo* 



di titey Bui quello che di aitu* 
in mmnatwm cou yarie acate n 
fdMrmk e meDtre traltene?« V amini- 
ivglio iii disconi di finla amicizia 
feoe aTfertire il Bonello a dare in 
qiiella notte morte al ribaldo. Di fatti 
HnjoDe congedaloai da Ugone si resti- 
tttiva al real palazso allorch^ fu assalilo 
daMalteoBonelloe Irafitto da piCi colpi. 

MAJONE ( Domenico ) , nacque a 
Spmma e ve^lito abilo di cbiesa fu 
doltore di Leggi e di Teologia e Ten- 
ne nominato protonolario aposlolico» 
Visse nel XVII secolo e scrisse: i® Bre- 
96 descrizkme delta regia cUth di «fom- 
wu , J<iapoli, 1703, in 4* ^^ Metodo 
fnuko e facUUsimo per ajuto degli a^ 
gonizzanti , Napoli , 1 704 > io 8« 

MAJORAJNO ( Gaetano ) detlo U 
CeffareUi , celebre cantanle. Questo 
castrone lu discepolo del rinomatissi* 
flio Porpora e compagno del feimoso 
Farioelii anche castrone. In Italia , 
io Franda , in Inghilterra ed in Ger- 
■lania raccolse infiniti applausi» Fu 
fii natorale insolente e superbo della 
•ua Talentia nel canto , nacque a Ba- 
B e si mori a NapoU nd 1783 la- 
idaodo al nipote un fendo che avea 
conprato col titolo di Duca ed altri 
bem della rendita di 13 mila ducati 
Minui tulti acquistati col canto. Fab- 
lMric6 a Napoii nel vico Carminello 
VDU l>ella casa con la seguente iscri* 
liooe : Anpfdon Thebas* Ego Domum | 
fiia quale fu soggiunta \m spiritosa 
crilica Ule cum , tu sine* 

MAJORAJNO ( Ludovico ) , na- 
eque a Gravioa e professd IMstituto 
da^canonici regolari lateranensi. Fu 
rinomato nelle lettere ed elelto vesco- 
vo di Castellamare dove si mori nel 
iSgi. Scrisse : 1** Clypeus miiUaniis 
eeciesiae , Roma , iS^S , in 4 9 ^^ 
De Optimo reipublkae Statu , oratio . 
ed^patres in Concilh Trideniino. 

MAJORANO ( Niccol6 ) , nacque 
» Malpigliano e lu molto versato »ri« 
la lingua greca , ebraica e siriaca« 
Vestl abilo di chiesa e fa caro a^ pa- 
{1 Maxcello II, Paolo IV , Pio V « 



189 

Pio VI, Vcnne adoperalo ne*piii difo 
ficili afiari e nel 1 553 ebbe il vesco- 
vado di Molfelta* Scrisse : i* Varie 
Lezloni sopra la S, Scrittura , a* Tra- 
diisse dal greco in iatino ed annotd 
t Jdiru di Teocrito , 3** Tradusse an- 
che dal greco in latino alcune omelie 
di S. Giovanni Grisoslomo. 

MALARBI ( Domenico Antonio ) , 
celebre filosofo mafematico ed aslro- 
nomo , nacque ad Oppido nel 17 32 
e vesli abilo di chiesa. Nel 1767 fii 
nominato prefetto della biblioteca dei 
principe di Tarsia^ nel 1778 parli per 
Malta in qualitii di reltore di quel 
collegio dove insignd filosofia e ma- 
lematiche. V^ innaltd la specola ed 
afl3itlo dalla gotta fece ritomo a Na- 
poli , fu noroinato prefetto della bi« 
blioteca reale e si mori il giomo 8 
giugno 1784. 

MALATESTA ( Giuseppe ), nacque 
a)r Aquiia e fu de' migliori poeti vol- 
gari del XVI secolo. Difese a spada 
tratta il poema deir Ariosto ed a ta- 
le oggettlo pubblico : i® i)ella nuwa 
poesia , ovpero Delie Difese del Fu' 
rioso , Verona , 1 58^ , in 8. 2^ DeUa 
poesia romansesca , ovvero deUe difese 
del Furioso , raghnamento 2 e 3 ^ 
Roma , 1596 , in 4* Scrisse ancora 
una Orazione in morte dei cardinale 
di Trento prindpe deli' impero , Ve- 
nezia , i58o , in 4* 

MALINGONICO ( Andrea ) , cele- 
bre pittore , nacque a Napoli e fti 
scoiaro dello Stanzioni. I suoi miglio- 
ri dipinti che gli ottennero fama im- 
mortale veggonsi nelU diiesa de' Mi- 
racoli. 

MALINCGNICO (Niccold) figliuo- 
lo dei precedenle e celebre piltore, 
u moii nei 1721. 1 suoi migliori di- 
pinti sono: i** Xn nascita o? V a» 
dorazione d^ Maggi entrainbi in S. 
Maria la Nuova. 

MAMMON£ , uno di qne' ribaidi 
compagoi di Fra Diavolo, di Pronio 
e di Rodio , di condizione mulinaro 
e d' inaudita cradelU. Bevea per di- 
kHo tunaBo sanguei bevee ii proprio 



ae* salasii tnoi e ncgli altrui lo chie- 
dera e lo IracannaYa. La sua mensa 
attora era piik allegra quaodo y\ sla* 
wm un capo umaDo di fresco reciso e 
groudante ancor sangue edusava teschi 
aniani per tazze di liguori con SHngue 
misd« Nella miseranda epoca deUe* 
gaerre ciTili deU*anno 1799 Irucidd 
di propria mano pid di 4^ miseri 
allorch^ stando egli a mensa co^mag- 
giori deUa sua banda uccideva per 
dare spellacolo piacevole a1 conTilo. 
Espi6 tanle ribalderie combattendo cou- 
tro i francesi ed al cadere deila repub- 
blica napoletana fb creato colonnello. 

HAMURRA, nacque a Forroia oggi 
CasleUone e 61 cavaliere romano. Ac- 
compagno Cesare nelle Gallie in qoa* 
hik di praeficitts fiUfmm ossia d' in- 
tendente di^U operai ed acquisto \m* 
mense ricchezze. A Roroa e pro- 
priamente sol monle CeUo fabbricd 
Boa casa estremamente magnifica^ 
le cni mura erano ioerostale de' piii 
rari marmi ed il priroo fu che us6 
simile lusso. Si senri deUe amroassale 
ricchezze in ogni sorta di ptacere. 
Catollo compose de^versi satirici con- 
tro Mamorra per le sue roberie e pe* 
legami Tergognossi che supponera tra 
C«Hire e quello. 

MANGIA ( Elio ) , nacque a For- 
mia oggi GasteUone di condizione li- 
bertino e si rese celebre pel stio U- 
bero pariare verso Pompeo Magno 
allorcb^ era nel pt^ alto del potere, 
EUo adnnque sendo di anni giii pie- 
110 accus6 a^ censori Lncio Libone : 
Pompeo rimproverandogli la sua viie 
aasdta e Vetk canuu gli disse esser 
aorlito daU* infemo per accnsare co- 
loi. Sdegnato aUora Mancia di laU 
ingiurie risposegU che aendo dimora- 
lo alquanlo neUMnferno avea veduio 
Gneo ]>omiaio Enobardo , ii qoale 
querekvasi che sendo di nobile fomi- 
gUa , di buooi e castigati eosturoi e 
ddla patria amante , nel pi& bello 
della soa giorineiia essere stato tni- 
cidato per oidiae di Pompeo. Segu) 
«Mom dicMid» cIm Depo Brato si- 



milmente nobile c • sptendido miifi 
Goroparso di ferite ricoperto doltndo* 
si di essergU ci6 avvenuto per la mam 
catagli fede di Porapeo. f^ GmeO' 
Cariime , esclaro6 poi , ehe nel^iem' 
po che iu eri fanciuUo dtfese a $pada 
iraiia i iuoi bem paiernl , essere sia-' 
to^ la ierza volia che iu jfosti cmuok^ 
uwoiio in gueUe catene , nelle quak 
per iuo ordine era siaio messo , tf^^ 
nutndo e giurando che iu^ non pik cke 
cawtHer romano , senza aver ritpetto 
se a iorto o a diriiio , ritrefandosl 
bd nd supremo magistraio^ io fitcesii 
tagiiare a pevu. Vidi Perpenms gik sUh 
to preiore e faito ciitadino romano co^ 
we te ^ nel medesimo modo trattaio ^ 
Ifestemmiare e maledire ia tua crudeitit 
e iutii questi itisieme ad una poce do' 
iersi e iamentarsi che sema ckele kh 
ro ragioni fosscro udite , eranm tiati 
per iuo ordine , nel tempo che tm eri 
giotnne j crudeimente uccisi, Ma Fon^ 
peo bench^ si vedesse in ul modo 
ollraggiato da persona sl rile, pure 
la soa pazienlissima natura luUer^ que^ 
trascorsi. 

MANCinELLI (Anlonio),celebre 
medico del XVI secolo, ^ coooscii»- 
to per la sua opera : Fforidum opttsesh 
ium hinc inde a toi PomarHs recoUe* 
cium De morsu canis rabiii^ ejusque 
cwraiione ^ Venecia , iSS^. 

MANDATARICCIO ( Giiiseppe Tch 
scaoo), nacqoe a Rossano nel ij^t 
ed acquisl6 gran fama nel Ibro. Si 
morl il ao gennaio 1 So4 c scriase ^ 
De cuusis romani juri Uh. y^ Rapo- 
U , 1767 , in 4- Opem che gU o^ 
lenne alu rinomaoza presso i pik dot- 
li letlerati. 

MANDELK) ( Bernardina ) , lelle- 
ralo dek XVI secolo , nacque a Ta^' 
yema e scrisse: Defaturo ^ ei proxi^ 
Mto /udicio , Nopoli ^ 1 56o in 9. 

BIANDRAGOnE ( J!lffccol6 Gianbel- 
to ) ) nacqoe a Sessa ed ebbe a mae* 
stro ii famoso Agostino Hifo soo aidw 
Fu doltissiroo in filosofia e scritoe le 
Note alPopera del Ilifo intitolala i De- 
ttrmciio Dcstmctionmn Ap^rrois* - 



liANEeCHIA ( Giaoomo ) , cele- 
bre pittore natifo di Piediaionfe. A 
Napoli dtpinte l^odorasioDe de^mag- 
gi e le nozse di Canaan ne^muri lale- 
r»U airaltMre roaggiore delb Sapienia. 

M ANFREDI , re di Napoti e Sici- 
lia , nacqtie nel i93a da Federico II 
Imperadore e da Bianca nobile dou- 
lella lombarda sna aroata (i). Fu ca- 
ro ami al padre che lo dichiard prin- 
cipe di Taranlo ed investitolo dellecon- 
lee di Montescaglioso , di Gravina , 
deir Ooore di Mente S. Angelo e di 
TricaHco , lo maril6 a Beatrice di 
SftTob. Alla morte di Federico restd 
gevematore del regno di Napoli e Si- 
ciUa per Corrado suo fratello, il qua- 
le neiiaSi cal6 in Italia ed in JPu- 
^am d vnl a loi per marciare oontro 
Napoli che ribellata si era con altre 
cilti alla morte di Federico. Corrado 
ailorcli^ passd a Burletta con molti 
baroni , ignorandosene la cagione , 
loeomiocid a mal-vedere Manfredi. 
Di litti non aolo gli tolse ogni auto- 
vitii ,* cfae lo privd della maggior par- 
te de^ stati ricevuti avea dal padre e 
ddla giurisdizione criminale sopra i 
•ooi Tassalli. Perd^ percid Manfredi 
POoore di Monle S. Angelo, Brin- 
disi , Gravina , Monte Scaglioso e 
Tricarico. Ne di cio contento Corra* 
do bandl da^suoi regni Anglone zio 
di Manfredi e Galyuno e Federico 
Lancitt parenti di sua madre. E Mari- 
fredi tntlo sofirendo pazientemente 
aempre uguale si dimo&tr6 verso il 
fmlello. Venuto a morie Corrado 
pm^ Lavello nel ia54 (3), il mar* 

* (1) Talani storici fotteogono aver Fede- 
riga II splenoemeole sposaia Biaoca alJor- 
€pi rest6 vedovo della sorella di Arrigo lil 
re d' loghilterra » allri poi asseriscono es- 
sere stata Bianca carissiiua a quell' impera- 
dore; ma che noii la menasse in mogiie. 
•(a) Seodo oggi a sufficienM combauute 
e soiascherale ie calannie e Je iofamie 
che a Jarga 11800 inpo i sorillori gaelfi 
trsmandate a contomelia di ouel mooarca » 
Iair6 a mcno giuslificarlo dalle impuutegli 
aibrti del padre e del rratelio non che del 
teatato avTelenamenlo di Corradino. 



191 

chese Bcrtoldo d^Honebnich cone be- 
lio di Corradino prese il govemo del 
regno ed iovi6 messi al papa pcr 
roetlere, secondo i Toleri dei defimto 
re, il reame cd il fanciullo aotto U 
protesione della S, Sede. Fermo sen- 
do il ponlefice in Tolere a se deyo- 
luto il regno , il marchese Bertoldo 
e tutti i baroni seguaci di casa Sve- 
va vedendo le cose vicine ad immi- 
nente rovina costrinsero Manfredi ad 
assumere quel baUato. £ poich^ il te- 
soro di Corrado era conservato dal 
marchese Bertoldo ) il quale non cu- 
r6 punto dare le paghe a* tedeschi ed 
a^ seraceni , Manfredi vend^ a tale og- 
getto il proprio vasellame di oro o 
di argenlo. Indi divise il suo eseiv 
eito in due Pono a S. Germano, a 
Capua raltro ; acoorlosi poi che la 
maggior parte de' baronl corrolta dsl 
guadagno di stati si dava alla parte 
del papa , dissimol6 voler cedere ad 
Innocenzio e fare tulto ci6 da loi si 
slabilisse per menare in tal modo ia 
lungo le cose e sbandare il numero- 
sissiroo esercito nemico. Perci6 pa8s6 
a' coiifini della Campania dove in- 
contr6 il papa a Cepperano ed accolto 
con ogni onore guid6 pel freno il de- 
striere del pontefice finchd guadagn6 
il poute del Garigliano. Per la morte 
del conle Borreilo di Anglone parti- 
giano del papa ocdso da alcuni sol- 
dati di Manfredi, Innooenzio forte si 
sdegn6 e Teseo suo nipote bench^ lo 
assicurasse della niuna colpa di Man- 
fredi sendo stato egli presente al tri- 
sto avvenimento, il papa dando ascolto 
al perfido marchese Bertoldo cred^Maa- 
fredi oroiclda e rompendo ogni trat- 
talo ordin6 allo Svevo si portasse alla 
sua presensa per giostificarsi delle ao 
cuse. Munfredi volle ubbidire al pon- 
tefice , sospettando per6 delle iusidie 
ulla sua persona chiese salvacondotto 
e venendogli quello Aegato , per sco- 
nosciiiti ed aspri sentieri dalla eitfk 
di Acerra pass6 a Marigliano , a Mon- 
teibrte, alla Tripalda, a Venosa e final- 
OMnte a Lucera. Settdosi Giofwini Mo- 



193 

ro, che la tomnia aatorit& «Tea in La- 
eera , portato ad Ayeraa dal pontefice 
per farsi suo ligio, nella qoale citt4 il 
papa attendea anche Manfredi come 
astutamente ayeagli fatto credere lo 
Svevo prima che partisse di Acerra , 
Manfredi giunse a Lucera e bench^ 
il luogotenente di GioTanni Moro a« 
Tcsse le chiavi della cillii con proibi* 
aione di farvi enlrare il figliuoU> di 
Federico II , i saraceni che alla cu- 
stodia erano delle porte , quelle rup* 
pero ed in trionfo menarono Manfre* 
di per la citlli. Impadronitosi allora 
deL tesoro di Federico , di Corrado , 
del marchese Oddone e di GioTanni 
Moro , che tutli in Lucera erano se- 
polti , assoldd buon nerbo di solda- 
tesca. II roarchese Bortoldo ed il le- 
gato pontificio spaTentati del forte 
ctercito neroico pensarono d^strugger* 
lo col menare in lungo le cose. A 
tale oggetto ambasciadori del papa 
Tennero a Manfiredi per pace e fu con- 
Tennto si portasse it legato apostolico 
col marchese Bertoldo sur le rive del 
fiuroe Gelore tra Lucera e Troia ed 
ivi anche Manfredi venisse per fnre 
parlamento. Manfredi non ananc6 allo 
stabililo, que^perd del papa non com- 
parvero e io Svevo lece rilorno a 
Lucera. Dato nelle armi ruppe il mar- 
chese Oddone e prese Foggia « oc- 
cup6 Troia , Barletta , Tcnosa , Mel- 
fi , Trani , Bari e Biapolla che di- 
atrusse. Dopo essersi iropadronito del - 
la Guardia Lombarda invid ambascia- 
dori al nuoTO papa Alessandro IV per 
pace , ma nolla potendo ottenere pas- 
s6 a Brindisi capo delle dttii ribelli 
e partigiane del nemico* Prese e di- 
strusse Misciagne e Lecce ebbe ad 
obbedienza , occup6 buona parle deU 
la Calabria che il contc Pietro Rufib 
tent6 sollevare in faTore della Ghie- 
sa. II iegato pontificio alla testa di 
nnmerosa oste marci6 contro Manfre- 
di per combatterlo , nu Tedendo es- 
sere lo Svevo pronto a Tenire alle 
mani e bene aggoenrito , cambi6 pen- 
aiero noa ostaate Manfredi lo sfidasse 



pi6 Tolte a battagKa. Noa potendo il 
pap» ridurre Maofredi eon le armi 
temporali , gli predic6 cootro la cro* 
ciata ed jmmenso numero di popolo 
e di Tillani corse dal legato a segnar- 
ai della croce. Per alcimi messi tc- 
nuti di Germania si Tenne ad ona 
tregua che fu giurata da ambe le parti 
e Manfredi sicuro della santitii de'patti 
part) per le maremme dt Te rra di B«- 
ri , ma il legato pon6 le iue anoi 
contro Foggia e se ne rese padrone. 
Forte se ne sdegn6 Manfredi ed a 
totta fretta ritornato a Foggia rappc 
il marchese Berloldo ed ii legato ri- 
dotto ad estrema necessit^ concbioae 
la pace a.condizione che tutto ii re« 
gno restasse a Blanfredi e Term di 
Lavoro alla Chiesa* II papa non Tolle 
quel trattato ratificare e Manfredi a* 
Tendo gili in suo potere tutta U Pa- 
glia e U CaUbria e U maggior parte 
della Sicilia pass6 con V esercito coo- 
tro Napoli. Questa nostra dttli priva 
afiatto di danaro e non otleoendo 
dal papa che Tane prometse , si die- 
de a Manfredi, ii quaU tenne mollo cari 
i napoletani ed.accord6loro Iranchig- 
ge ed onori. Appena entr6 nella duk 
n rammenl6 delParciprete Caracdolo 
gili suo maestro di leltere umaoe e 
aaputo che di suoi parenti non eravi al» 
tro oltre Aspremo e RiccardoCaracdolo 
8Uoi nipoti , li fece a se Tenire ed 
armatili caTalieri don6 a ciascuno di 
essi 5o once di rendita. Capua ed 
ATersa non che Brindisi e le rimaiienti 
citt^ di Puglia e di SidlU toato li* 
conobbero per ioro aignore Manlre- 
di , il quale fatto Tcnire di GermanU 
false nuoTC delU morte di Corradi- 
no , nel ia58 si fece coronare in re 
con solenne cerimonU nel doooM» 
di Palermo. Venuto nooTamente a 
Terra di LaToro tolse alU Chiesa il 
contado di Fondi dandogli per coa- 
fine il fiume Liri oggi GarigSama. 
Giunsero poi a Manf redi messi ddU nn* 
dre di Corradino dicendogii restitnisae 
fl regno ai nipote, ma Manfredi rispo- 
ie averlo conqoistato ooa le proprie 



«mii quaiido gik m Tenuto tn pote- 
re dcUm S. Sede e che egli lo gover- 
oerd^be dofwite la sua ▼ita destinan- 
do Gorradiao a suo nicccssore* Re- 
aoti Manfredi potentiasinio fu richie- 
8to da' Olnbettini d' Italia per soccor- 
•i ed egli ▼'invii il conte Giordano 
di Anglone alla testa di 800 caTalli 
ledciclii. I Guelfi rotti, i GliibeHini 
oon le insegne di lian£nedi occuparo- 
110 quasi lutle le cittii nemiche ed il 
papa •ooiniinicd Manfredi ed i suoi 
•cgnaci. M il papa ToUe pr^tare orec* 
dlio ad accondo di pace bench^ Ti 
fli adoperasse a tntta possa il re di 
Aragona. Nel 11 Sg sendosi gt^ inor- 
la Beatrice di SaToia, Manfredi inen6 
In noglie Eiena Comneno figliuola 
dd desposto Michele. Papa Urbano 
I¥ in niun modo potendo debellare 
Itefredi , spedi ambasciadori a Lui* 
gi re di Francia esortandolo a mar- 
ciarB contro lo Svcto per scacciarlo 
dai rcgno e gli oflfriTa la investitura 
dk qne^stati per uoo de'suoi figiiuo- 
li 9 ma II pio re Ti rinunzi6 dicen- 
do Toler portare le sue armi solo 
oonUro gKnfedelf di Soria. Per6 Car- 
lo d' Anjon conte di ProTcnsa accett6 
roftrla e nel mese di maggio ii65 
gianse a Roma scaropato per fortuna 
dalla lempesta e dalla flotta di Man- 
Iredi. Papa Clemente IV impose noo- 
Te decime per proTvedere di danaro 
Garlo d^Anjou e predic6 una nuovu 
crociata contro Manfredi per ingrossn- 
re resercito del oonte di f^MTenxa. Di 
iilli Toste francese divennc numero- 
fiiBima e Manfredi abbandonato dalla 
naggior parte de* suoi perfidi baronl 
e bradi^ di numero assai inferiore 
alnemico siTidecostretto Tcnire agior* 
nala campale presso BencTenlo nel 
fclibraio del 1166. I saraceni di Lu- 
oera Tcnuli per i primi alle mani 
Iscero strage de^ francesi , ma furono 

risl lutti trucidati da un rinfbrzo 
fresca soldatesca , la qnalc poi re- 
il6 trafitta daU'ala dcMedeschi. Man- 
frcdi Tcdendo piegare i tedeschi op- 
pteiii dal troppo numero , aiU testa 



193 

dc* regnicoli si mosse a rimettere la 
roischia e lo stesso ordin6 a' suoi ba- 
roni , roa quelli inTCce co* loro ar- 
roati abbandonarono il caropo parte 
dandosi al francese , parte ritirandosi 
nelle proprie terre. Allora Manfredl 
seguito dal poco numero de^ suoi fe* 
deli regnicoli si spinse ova pi6 si me* 
naTano le mani per non sopraTTivere 
alla estrerou sciagura di casa Hohen- 
stanfien. Di fatti di piii ferite caddo 
trafilto. Gli fu negata la sepoUura ia 
luogo sacro , ed il cadavere di qnel 
magnanimo monarca inonorato fii de* 
poslo al cominciare del ponte del Ca- 
lore avendo |)er tomba una pira di 
sassi. N^ in quella la salma dii Man- 
fredi ebbe ricovero perpetuo. Poca 
terra che alle pi6 Tili persone ed a* 
pi6 scellcrati eretid non mai Tcnne 
negata ^ fii indi tolta al figliuolo del 
Grun Federico. Furon fratte da quel 
mucchio informe le reliquie di fifaiw 
fredi e cosl ignude le trascinarono e 
le abbandooarono alla pioggia ed a- 
gli animali di preda sul fiume Ver« 
de. £ talfine ^dice Muratori , c6. 
be Mai^tU gik re di Sicilia , prin'» 
cipe degno di migUor foriuna , per» 
chb a riserva delt aver egU miaie ie 
ieg^ per pogUa esorbOante di r^gna» 
re j e di quaiche aiiro reaio deW mna» 
na coniUzione , iaU doti si unitono m 
bii , ciie alcuni gumsero a diHo mon 
ihferiore a TUo imperadore , figUuoio 
di yespasiano. Fu principe clemenle 
e generoso e nelle lettere e nelle scien* 
ze Tcrsato ed al dire delP Annalista 
d* Italia : AUfondamno bene in lui , 
anche per eonfessione de^ suei apret' 
sari , wMs^me di qaeUe prerogaii»e 
che rendono P uomo degno di regnare. 
Giovane di bei aspeiio , faceva sua glo» 
ria la coriesia , C ajffabiiiih e ia cle- 
menza , senza avere eredUaia la cru* 
deliit de^ suoi maggiori, Smgolar fu ia 
sua prudenza y e C intendimento supe* 
nore di iunga mano aiP eth ^ grande 
ii suo amore verso ie lettere e i iette* 
rati ) ed egU stesso ben istruito deUe> 
sdenze e deUe ani piiinobiU^ ma so» 
25 



19i 

prattatto fispiendepa in M Ingenerosiih 
e la gratitudine in premiare v/nitnque 
gii prestaifa senfigto. t^er conoscere 
di qnule integriU era Manfredi neU 
r ammitiistrare la giaslizia sar^ suffi- 
cl^nte rapportare due aTvenimenti tm* 
mandatici dal contemporaneb >; leaiis» 
simo scrlllore Matteo Spinelli da Oio* 
venanEo , che fo a quelle cose pre« 
senle. II lo ottobre laS^ Manfredi 
fo a Foggia a dare ona caccia e me- 
1)6 <eoo gran comidva di geotilaomi* 
ni Napoletanl ed 11 ii di "qiiel mese 
poi avvenne che on Saraceno capita- 
no della guardia del re in presensa 
di Manfredi col calcio delki lancia im- 
pertineniemente percosse Matzeo Grit* 
to cavaiiere Napoletano >> il quale lo- 
slo lo rispose con guanciata A forte 
che gli brdtt6 tulto ii volto di san- 
gue. Manfredi oidin^ fotto perdesse 
il suo uffiftio il Saraceno ed a Maxfteo 
fesse recisa la destra. Allora lutti i 
baroni ivi si trovavano pregarono cal« 
cbmenle per Maueo degno icavaliere 
e dallo stesso re tirmato , ma Man- 
fredi disse non poTere mancare alle 
leggi e prt* grazia gli fece troneare la 
sinislra. Data ^esecuaioDe alU giustizia 
Manfredt vdlle essere informato deHa 
salole di Mazzeo e io iiiaiid6 a visi» 
tare e gli regal6 cento augostali. La 
notic del 1 marzo poi del iti58 slan- 
do Manfredi in Barletta,Amelio di Mo^ 
Ifsio cfltoieriere del re e nipole del 
Gonle di Molisio fu sorpreso in iMlo 
con ona donzelia assai bella della per- 
sona. i Iratelli cd 41 padre delU gio^ 
vane 11 mattiDO dappoi vennero dal 
re per otlenene giostiEia al violalo o»> 
nore di ioro faniglia t Manfredi or- 
dln6 noii usdsse Amelio di prigiono 
ae non menasie ib moglie la donzella 
da lui deflorala. Amelio per6 pro* 
mettendo aoo once per dole della 
giovane ed allrellaiite il conte di Mo« 
Krio , I fratelli ed il padre di queK 
la che di poverissima e dtella pitil 
vtle condizione erano, Ibrono contenli 
cMla firoroessa. Manfredi per6 fu ine« 
•orabMe t voHe vhe Aoielio iolciioe- 



mente sposatte la giovane la cui bel* 
lezza aveale ottenula tanta fortuBa* 
Allpra A^elio si pieg6 alle vogUe ddl 
suo signore e qoella men6 in moglie* 
Manfredi a toe tpese Isce sQoliioaa b 
festa ed ollre aver lodalo Aoielio pef 
buon cavaliere come io era priina , gli 
regal6 il feudo di Alvarone» Manfre- 
di lasci6 oltre Costanza t\\t fil mari- 
lata a Pietro figliilolo del re di Ara- 
gona e Beatrice , ire figliuoli che 6i« 
roBO da Gario d^Anjoo eacciati In 
carcere e de' quali noo li ebbe mai 
pijl noova (i). Presto le nline di 
Sfj^nto edific6 una citUi che dal soo 
nome disse Bianfredonia e ^ fe« 
ce &bbricare ona campana di slni- 
sorata grandezia ^ il cul soooo po» 
lesse chiamare in socoorso della tilStk 
coloro abitassero fino aila disUnAn 
di 56 miglhi, U qOale poi fu da Car» 
lo d^Anjoo Irasferila alla chiefa dl 
S* I9iccol6 in Bari. Fcte cavare i 
porto di Salemo e tostruirvi U molo 
ora andato in ruina e tale opera af* 
fid6 al famofo Giovanni da Procida* 
Scrisse oo iibro : l>e venaivme e va- 
rie Lettere io pOrga&i latiao. L*iflN ^ 
mortale Alighi^ cant6 di Ini il doU 
cemenle nel ill canlo del PurgaloriD: 

lo mi v6Ui «tr lui , e goardai 'I fiio : 
Biondo era e bello e di gentile aspol|e | 
Ma r un de' cigli un colno avea divaso» 

Qaaudo ini fui uinililiieole disdello 
D' averlo \isto mai » ei disse i Or veifi : 
E moitraiaaii ona piaga a lommo il petle^ 

R)i dtfie torrideDdo i lo son Manfredl 
Nipoia di Coslaasa Impmdriee ; 
Ond' io li prego tht qaaoda ta riedl» 

Tadi a mia Iwlla iblia , geoitrtee 
Delt^ ooor di Galia e d' Aragona » 
E dichi a Id il Veiry i'alUro ai dlee. 

^cia ch'ebbi roiu la persoQa 
Di doe punte mortali 9 io mi reodei 
Piaogendo a qaei che voleati^r peideMU 

(i) Tutti gli ftlorici eoolemporaaei haoe 
percid variamente ed erroneamente poriaie 
de' figliaoli dr Manfrediw Eiai oerd fiii eae 
Erricoy Federioo ed Eniio che lo kteato cra 
di Azzolino o AnseliDO come rtlerasi da^ 
regislri di Carlo II del 1999 e iSeg che 
oottiervaim pd reak arcl|ivio di Napeli* 



Orribil faroo li peocati miei ; 
Ma U botak infinili ba sl grao liraocia> 
Cbe preodo ci6 cbo li rivolve a loi. 

Se il F^or di Cotenu che alla caocia 
Di mo fit neiio per Clemjenle ^^ allofi^ 
ATesae in Dio ben lolta qoeita &oc«i^ 

L' oma del oorpo mio. mrien aDoorK^ 
In 06 del ponli preiio a fienrienlaf 
Sollo la gMfdia della gravo. mora* 

Or ie faogna la pioggia e moye il Tento, 
Di facv d^l rcgno» ooasi loi^o il Vefide 9 
Ove le Irasmot^ia looiq speoto.^ 

Fir lor maleditioD sl 000 si perde , 
Cbe npn possa toroar 1' eteroo amore , 
Meolre che la speranza ha fipr di verdq. 

VifV k cbe qoale in covlqmacia mpote 
JUi Sauta Chi$sj\j^ aocor ch^ i^lfiu si neola^ 
Sjar gli cgnyico ds^ questji ripa in laore^ 

i^ ogni tein|)0 9 ch'egli c statp » treuUi» 
In soa preranzion , se lal decrelo 
Pik cono pcr hoon pivcghi noo diveota* 

Vodi ormai se to mi mioi far lieto > 
Biicelaodo aWa n^a ooona Costanxa 
Qome m' hai vislo 9 ed anoo.eslo divietoj^ 

O^ qpl, pcr qoei^ 6} ik qpolto s' ^yaqza. 

liANFRELLA (Domemco), nar 
Cfne a Napoll e fiorl nel XVH seco- 
lo. Fn fnoreeonsuUo di nome e scris- 
«•: i^ Obserpaihnes ad Deciskmes S* 
Ih ۥ IHirihenopdei />. Hectoris Ca>* 
pycu Latro ^. Napoli, i&8c , %^ 
fHta Hectoris Capycii Lafro* 

llAI9i»IBRI ( Domenico ), celebre 
^rvcoiMullo , nacque a Monlepelur 
•o il 1% ottobre i^iS e pass^a Na- 
poii pcr slodiave. La sim dotlrina die- 
Iro concorso gli ollenne nel 174^ Ui 
cntiedn del decrelo di Graziano nel- 
la noslni universitli , indi quella del- 
Mg c a lo ▼eccbio 001*1747 ^n^^ '74^ 
PaHni di dritto del regno. Occupa- 
va Ip caNedra, primaria delle Psndet- 
le allorcb^.si morl il 16 agoslo 1786. 
Bi liii abbiamo : Ehmenia Juris civi^ 
Ue ad mentem kutU. lustin* Impetm 
cc« IVapoli , 1766. 

MAIIGCXVE ( B^eiiedello ) eapo di 
astnssim cbe corre?a la campagna dt 
Eboli , fu uoroo crudeKssimQ ed eb- 
bc le mani brtUle det sangue di 4oo 
inlelici caduti nc' suoi aguati. 11 17 
a^le dd i587 preso fu menalo per 
Ib slradc della citla di Nujioli sur un 
ed a inDrs» di lcofigHa piagato*. 



195 
gli il corpo e le membra j alla fine 
sur la ruola neila piazaa dei Mercaio 
lasci6 la vila* 

MANGHELLA { Pielro ) , nacque 
alla CaTa c lu celebre giureconsulto 
dei XVI secolo e scrisse : i"^ Addi^ 
ctiones adf Bartohan.y i?Jddiciiones 
ad Baldum , Vcneaia y i^i^» 

BIANI£Rl ( Vincenzo ) , nacquc 
a Terranom o fu. buon poela latt« 
no , vesll 1' abito cerlosino e scrisse: 
i^ De monie Christi poema eroico UIk 
III», Napoli , »54<^) *o 8* ^^ ^^ ^^ 
sceniione Christi^ Nopoli^, iS^o, ia. 
8. 3* De iaudibtts S. Catherinae vir- 
ginisy i^ SumnuUa casuum Conscien* 
tiae , y De wiris iilustribus Ordinis. 
Garirusiani. 

MAN1£RI o MANERia ( 610. Ber- 
nardino ), rinoroalo giureconsulto, na- 
cquea Nard^efiorl- nel XVII secolo. 
Di lui abbiamp : h^Propugnaculum h 
serniense^ ec. Napoli, 170^. , a^ 7V/i- 
ciaius de numeraiione pcrsonarum per 
focos ec. Napoli , 1^7« 9 3° InsinU' 
tioni drUa nuo^ numerazione dei Regna. 
di Napoti ec« 

MANNA (Gio. Aolonio), bacqua 
a Capua edr h oonosciulo per aver 
dalo alle slampe un libro cOllflolu: 
La prima parte deUa canceliena tU 
tuiik' i priitUegi , capitoU , ietiere re- 
gie ) decreti , conctusioni dei Consigiio. 
ed attre scritiure deUa fcdeUssima eii" 
th di Capua dal 1 109 al 1 Sr^o 9 Nar 
poli , i588 , in 8. 

MANNARINQ' ( CSalaldafilonio ) , 
celebre poela. e leHemto , nacqoe a. 
Tinmlo nel i568 , ▼esll abilo d^ 
chiesa e si mori il a8 luglio 1621. 
Di lui abbiamo : »* Ghrie di guer» 
rieri e d^Armati, , Napoli \ 1 5^6 > 
p4^ma epico in cui canla la gcste de^- 
nostri esercili contro gli ottomani ve- 
■uti ad invedere Taranlo co| «uo Kt- 
torale, a* Eif^ia latina. 

MANNELLA ( Saverio )^ nacquc a 
Moiileleone il 16 giugno 172^5 e s» 
roorl il giomo 8 gennaio 1813. Kis. 
lamoso iiiatematico c con successa, 
professo ^uelia scicn^» 



196 

MANSO ( GioT. Baltista ) , mar' 
chese di Villa e celebre lelterato, na- 
cqae a Napoli nel i56i e si diede 
alle armi. Si distinse militando col 
duca di Savoia e col re di Spagna, 
mn quel mesltere abbandonando si 
dedic6 alle lettere e sall in fjEima tra 
dotli e fu il mecenate de^ letterati. 
Fond6 in sua casa 1'accademia degli 
(hiosi ed il suo palazzo fu Pasilo de' 
acienziati. Fu Tintimo amico de^grandi 
uomini di quei tempo, di Torquato 
Tasso , del cavaliere Marino , dcl* 
V inglese Giovanni Milton e da quelli 
, ebbe gmndi elogt. II Tasso nel suo 
dialogo intitolato il Manso lo innalza 
a magnificenza , il Marino in moltis* 
sime sue poesie lo celebra e moren- 
dosi lo islitul soo erede ( Tcdi Ma- 
JUKO ) , I' inglese Milton lo encomia 
sella sua selva che chiam6 Mansas. 
Questo gran letterato pieno di anni 
e di gloria si morV nel 1 6^5 e merit6 
ci6 scrisse sur la sua toroba il Battista 
che lo disse : Marone de" Mecenati 
ed U Mecenate de^ Marvni. Di iui ab« 
biamo: i" / Paradossi ovpero Diaio* 
ghi detC amore , Milano , 1608 , in 
4* a® Poesie tfomiclie^ Venezia, i635, 
in 11 ^V" La vita del Tasso , i634) 
in 4* 

MANSO ( ViUorio ) , nacque ad A* 
versa e fiorl nel XVI secolo. Vesll 
abito benedettiuo a Monte Casino e 
fu il 117 abate del monastero della 
Ga¥a. Fu di gran dottrina , per la 
quale ▼enne presceito al tcscoi^o di 
Castellamare nel i^gg, a quello di 
Ariano nel i6o3 e finalmente papa 
Paolo V. lo nomin6 TescoTO Asses- 
aore. Si mori il 3 settembre 1611 e 
icrisse: i^ De modo procedendi in cau" 
sit regidarium criminaiibus , Veuezia , 
iSgS, 2^ De eccUsiasticis magistrath 
hui ec ) Roma , 160S , 3^ Harmoma 
Tkeotogica patmum , et scolasticorum^ 
Napoli s 1 594 9 4* ^ panitate mun- 
dl , ec. Goionia , in 1 3 , 5° Chroni' 
con Cavense ab anno 56 g ad annitm 
i3i8 pubbiicato dal Pelliccia nella «la 
raccolta. 



MANZO (Paolo) nacque a l!lard6 
e si distinse in giurisprudema. A Ko- 
ma sali alto p^ fama ed otteniie 110 
canonicato , fiori nel XVI seoolo e 
scrisse : i^ De morte Jesu Christi 
poema sacro , 2® Varl epigramnu. 

MARADEI ( Ascanio ) , nacqne a 
Napoli e vestito ablto di chiesa ai di« 
stinse in giurisprudenza« Fu projKmo- 
tario apostolico e vicario generale di 
varie diocesi. Di lui abbiamo : FUirh 
legium practicabilium forensium ec Ra- 
poli , 170U 

MARADBI ( Francesco ) , naeqpe 
a Napoli ed acquist6 £ima nd foro. 
Fu giudice delia Vicaria e nel 1709 
rinunzi6 la toga per vivere vita tnio- 
quilla. Le soe opere sono : i^ SiugU' 
iaria rerum practicabUiam , ec» Mapo- 
li , 1698 , n^ Praxis universatit ec. 
Napoli , 1 701 , 3' Practicae obserws^ 
tiones civiies , criminales , et nuTiae. , 
4° Famigeratus tractatus de Regia 91* 
sUatione ec« Napoli , 1704 5* Jtnimad» 
versiones ec* , 6* Traciatus anafytictu 
criminalis de poenis deUciorum^ ec. Ifa- 
poliy 1712 , 7* Novissimae observth 
tiones adpraxim novissimam S. R. ۥ 
luiii Caesaris Gaituppi^ Napoli, 1709, 
8® Tractatus crimnalis mixtus eivUiUu 
fuaestionibus ^ ee. Napoli , i^So. 

MARAFA ( Antonio )y nacqoe ntl* 
la terra di OCranto e vestl V mhlio 
domenicano , fii assai dotto • Sork 
circa il 1 53o. Scrisse : Opus de A* 
mma , Napoli , 1 55o , in 8« 

MARAMALDO , o MARAMAURO 
( Guglielmo ) , nacque a Napoli e fia 
intimo amico del Petrarca coi quale 
Tisse in corrispondenza letteraria • 
da cui viene molto lodato pel siw 
sapere. Scrisie ona Cronaca del no- 
stro regno. 

MARAfiTA ( Roberto ) , linom- 
tissimo giureconsulto ) naoque • Ve- 
nosa e fiori sul finire del XVI aeco- 
lo. L' Europa tutta lelteraria era omai 
piena della siui dottrina e veniTn ri« 
diiesto daile principali universiti , e« 
gli preferi quella di Saierno , indi 
passo a queiki di Siciiia c 



It non cunindo cnori e laighi' sti- 
mndl offertigll da^Siciliani ▼enne sol- 
bdlo airinTilo della aniTenitlk di 
Nifioli dove proCBisd oon alla frnuu 
Sl morl quetlo «»1010 giureconsulto 
atl i63o e fti da*dotti di qoel tem- 
po oelebrato ed onorato ool litolo di 
mmam e pnfimdo giureconsuko , di 
JkiUorfamoso e tU egregio letterato^ 
Dl Ini abbiamo : 1® QaaestUmes ie* 
geksy 9* QuaesHones saluiae^ V Be» 
petkkmes in iegem ^ si actor , et le* 
gem y si is^qui potest ec. 4** lMjr/M»> 
Mlonef in jure prothomiseos 9 5^ Con- 
jilla , sipe Bespomsa , 6"* Traetatus 
Mk moHipHd aiienatUme , 7^ TradO' 
ms de remedBs possessoris , 8® Sin- 
gtUaria ,et juris notabitia , 9® Specuf 
kun aureum , et lumen adpocatorum* 

MARAIVTA ( Carlo ) , rinomato gia- 
reeonmlto e figiiuolo del precedente, 
veatt abilo di chiesa e dopo Tarie ca- 
lidie ecclosiastiche onorerolmente so« 
lu nominato vescovo di Gio- 
nel 1637 e nel iGS^ trasfe* 
rilo a <psello di Tropea. Fu cappeU 
iano Maggiore e si morl nel i666. 
Di Ini abbiamo : 1® Controversarum 
jmris utriusipte responsionum in foro 
Ecclesiastieo praesertim di* 
ec. Napoli , 1637-1643* 
1646 9 Tol. 4* 9 ^^ Apologelicus tnw 
tusus projuribus Ecdesiae^ ec. Roma, 
l^ , 3^ MieduUa Decreti alphiUfet^ 
ds distincta litteris , eo. Napoli 4 1656. 

IIARANTA ( Bartolommeo ) , ce- 
lebre boCanico e letterato , nacqne a 
Venosa e si morl a Melfi* Fiorl nel 
XVI secolo y si rese celebratissimo 
nella medicina e si distinse nelle prin* 
cipall citti di Europa. Datosi alla bo- 
tanica immortale diTenne il suo no- 
nw ed il celebre Haller non ebbe 
ffkegiio a gridarlo oracolo de'' botanir 
cU Di Itti abbiamo: i** De aquae 
Neapoli in LucuUiano scatentiMy quam 
ferream pocant , metnllica natura , ac 
oiribus , a^ Dc Theriaca et Mithida" 
te opera lodatissima e dall' italiaoo 
Importata in latino dal medico di 
Horanberga il Camerurio pnbbiH 



m 

cala a Francfprt nel 1676 , 3® Xn- 
cullianae quaestkmes , 4** Lettere , 5^ 
Diahghi sopra VirgiUo , 6® Methodus 
cognoscendontm simplidum lib. IH , 
Qoesl^openi oCtenne gloria immorla- 
le air autore presso lutla 1' Europa 
letteraria. 

MARCELLO na gal4Bbu , ee- 
lebre poela latino , oompoae in lode 
di Attila re degli Unni un poema 
che intito16 : Jd landem regis AtU^ 
lae Carmen , ma tanta adulaiione i% 
era prodigata che stomacatosene an- 
che quel barbaro e crudele Uono 
lo condannb ad esser braciato tIto 
eol stto poema. Fiorl drca la mett 
del V secolo. 

MARCELLO B4 iiOL4 , fiorl nel 
VI secolo e fii nomo di oUesa. Seiis* 
ae: Vita S. Feiids. 

MARCHESE (OtUvio), nacque 
a Napoli di nobile famiglia nel 1696 
e fu rinomato capitano del XVII se- 
colo* Fece la prima campagna in 
Lombardta sotto ScipioneBrancaccio, 
indi in Boemia solto Carlo Spinelll 
combatt^ contro Federico Palblino 
e si distinse nelle giomate di Wai* 
suberg , di Francfort , di Pleru ed 
agli assalti di Lipstal e di Brada. Itt 
ricompensa del suo Talore fu noml* 
nalo membro del consiglio di guem 
in Fiandra e nel 1616 ritonid in 
patria dove II Ticer^ duca di Alba 
lo prescelse per combaiiere il larco 
ad Olranlo. Ncl i63a fu a Catalogna 
in qoalitii di capitano di caTalleria, 
indi in Germania ed in Alemagna 
gran pruoTe di Talore diede nella fa« 
mosa battaglia di Noriinghen. Nd 16^9 
in Ispagna la soa gloria non la mi- 
nore aTcndo al soo comparire co- 
stretti i francesi a luggire predpifo- 
samente a Baiona lasdando libera 
r assediata Fuenterabia ; Tcnne per- 
db rinumerata la sua bniTiura col gra- 
do di Coromissario generale della ca- 
Talleria di Calalognoi indi di coman- 
dante generale della caTalleria di Ha- 
Tarra e con T abilo di S* Giacomo 
ed il lilolo di Duau BmMo in Ita* 



196 

lia il paiNi gU oonleri il Gomando del 
Uio eserdto e poco dappoi il vicer^ 
di NapoK doca di Mediiui lo ^olle 

Esso di se e lo tpedl goTeroalore 
le .proTince di Capitanata e di Mo- 
liae. Nel i646 si diaUnfe alT asMdio 
di Orbitello e net 16^7 fii per essere 
^ttima della sfrenata plebe che se* 
gniTa Masanielio* Pieno di gloria si 
ommI nel 1681. 

MARCHESE ( Annibale ), nacque 
a liapoli di nobile fiuniglia nel i685 , 
fa biKm letterato e rinomalo poeta tra- 
gpoo. Carlo VI imperadore e re di 
Napoli gli assegii6 nn* annua pensio- 
ne di ducati 3ooo e nel 17^0 re Gar» 
lo III di Borbone lo cre6 presiden- 
le della proTinda di Salemo. Bfa aU 
qnanto dopo rinunzii la carica e to- 
sU r abilo di S. FiUppo Neri e si 
Borl nel 1733. Di lui abhiamo : i* 
Pvema per la nasdta di Leopolde 
aidduca di Austria, Napoli, 1716 , 
In 8. i"" Carlo JII U Grande , Na- 
poti 1720, in 4) y Suuae per la ▼enii- 
ta di Carlo di Borbone al regno di 
Napoti , Napoti , 1734, in 4 , 4'' H 
Fatichiiido poema per le nozze di 
Garlo di Borbone , Napoti , I^Say 
ia 4 9 5* -2)^1 Thigedie , Napoti , 
1799 , 9 vol. in 4* ^* i^ Crispo e 
la Po/imiia, NapoU| I7i5| tragedie 
dl gran ▼alore. 

MARCHCSfi (FrandscbeUo), na« 
eifm a Salerao di nobile kmiglia e 
fii amioo del Sannasaro , del Fonta- 
00 e soeio ddla loroaocademia. Scris- 
se : Eistoria db' N^eapoUiams famUUs. 

MARCHESI ( Orazio ), nacque a 
Capna e si distinse nella giurispro- 
deaxa e nelU po«sia« Scrisse: Addi' 
sM alla Practiea crimiaaUs di Nun- 
Bio. Le soe poesie fiirooo inserite in 
varie racoolte. 

MARCHESI (Antonio), nacquea 
Napoti e fii oelebre arcbitetto. Papa 
Leone X allorcM Tolle fortifioare Ci- 
vitli Vecchia chiamo a Roma il no- 
atfo Marchesi con T altro fainoso ar- 
duletlo napoletano Pielro Navarra e 
tn taiiti architelli vn concursi U di- 



segno de^noslri fa 



M ARCHESINO Da Momwbu , do|. 
to domenieano ^ fiorl drca 11 i34^ 
e scrisie: M}e cambiis. 

MARCHINA ( Bfarla ), podea- 
sa , naoqne a Napoli ncl 1600 da 
nn negodaiite di saponclll • m me 
cddire ndla lingiia greca) IbIIimi od 
ebrdca, ndla filosoiUi , leologia e 
sopratutlo ndla poesia. A Roaaa d 
rese la meraTigUa di tntti i doOi ed 
il cardindo Spada fu il soo mecena- 
le soTTcnendo la soa miseria ooa nna 
pendone giomalieva, anzi la presed- 
se a preceitrice de* proprt nipoli. La 
sua vasta dollrina k fece Doounare 
ad ttoa oattcdra deila Sapiensa , ma 
per Tcrginal pudore d ftnnndd. Si 
morl nd i646 ed I primi letterati 
ne ianno onorala • particolar nieB» 
done. Le sue poesie furono stainpa- 
te a Roma nel i66i. 

MARCHITELLI ( GiambattMln ) , 
nacque a Petrian il i3 settembre 1704 
e fu bnon giureconsolto ed ecoellcn- 
te poeta bemesco da superare Ui sles- 
so Rerai. Tanucd lo nomin6 gover* 
natore regio e fii ascrttto a vario ac- 
cademie del regno e straniere. Si mo- 
rl nd 1782 e sorisse : i^ IMIr rime 
piaeevoU , Lncoa , 17^7 9 in 8. a* 
M Saicoae poema giocoio , Napali , 
1773 y in 8 , S* £a 



di 
Hkdoro poema , NapoB, 1769, In 8. 

MARCIANO ( Marodlo ) , cddire 
gioieconstilto e grande ofatoro e nali- 
TO di Durasio. Fu nd i693 creaio 
oonsigliere e scrisie : Confitti | Na» 
poU , a Td* 

MARCIANO ( Gio. Franeesoo ) , 
figtioolo del precedente e cdebre gio- 
reoonsulto* Nacque a Napoti nel iSqS 
e nd 1645 fu consigliere , nd i6S5 
reggenle e si moii in queUo stesso an- 
no. Di Id abbiamo: Coatroeersie , % 
▼d. 

MARCIANO (Marcdlo), figliudo 
del precedente ed insigne gturecon- 
sulto , fu giudice di Vicaria , regio 
C4Nisiglieie o rcggenlc in Upagoa do- 



^ m rooii a a8 oltobre 1670. n fQo 
figttoolo PftAifCBSioo non meno dolto 
gMreconflollo , giudice , consigiiere e 
re^nte d{ Spagna , pttbblic6 le o* 
pere dei padre , le qoalt sono : 1® O' 
pera legaUa ^ a^ De Baliatu Begni 
NeapoUUini , Napoli , 1666 , VjLe 
pompefundfH deW Umverso neUa mor* 
m A FiHppo IV. ec. Napoli , i666. 

MARCO ANTONIO, celebre pil- 
tore napoletano , il qoale dipinse a 
fresco la Tolla della cappeiia di S. 
Pielro d* Alcantara neUa chiesa di A- 
foeoeii in Roma* 

MARCODa OnAirrD,nacqueinqael- 
. la lerra e TesU abito di chiesa. Fiorl 
sal linire del Ylll seeolo e fa Tescoiro 
dtlla palrta siw e scrisse la continuo- 
■ioM al mniodion cantico che i gre- 
oi eanlano in Stagnum sabainm tnco- 
nHnciato da Gosimo Tinomato poeta 
greoo* 

MAEGa..AnREUO-ANTONlNO , 
delto il FlUuofoy nacque a Lecce IW 
DO lai dairanlica fiuniglia Anicia che 
pivlefideTa discendere da Numa Pom- 
pilio. Dopo la m^rte di Antonino Pio 
dal qoale era slalo adollalo fin qoando 
eni tIto Adriano , nel 161 lu procla* 
Mato imperadore cd egli assodd all'im* 
peio Lndo Yero soo fraiello adottivo 
•d a coi nnl in matrimonio la pro- 
pria figtiuola Lucilla. Marco Aurelio 
M versadssimo nelle lellere e sopra 
iMtlo nelb filosofia ayendo avuto a 
nacslri Apollonio Calcidoniese in filo* 
ioiai Seslo Cheronese nipole di Plu- 
laico nelle lettere greche e Fronlone 
■ilia rellorica. PriTato meno rita so- 
bria ed anstera , imperadore rimise 
in Tigore V auloritik dei Senato , fu 



a queir augusta assemblea co- 
ow se fosse stato il meno tra sena- 
lori e non solo non deliberava affa- 
re alcnno mtlitare , drile o politico 
se non col parere de' pi^ saggi del- 
la dtl^ , ma preferiTa il loro aTriso 
al proprio dicendo : ^ jna ragidne- 
poh segttire P opinhne di piit persone 

cke obbUgarte a soUamettersi 
propria* II popolo romano vol- 



199 

le innalzargli tempU ed aHari , e- 
gli per6 vi si oppose. Sendo l'im- 
pero oppresso dal flagello ddla pe- 
ste , della carestia | del lerremoto , 
delle inondaxioni , i Parti fecero omi 
irruzione sur le lerre romane , ma 
per V altivit^ di Marco Anrelio furo» 
no vinli e costrelli a fnggire nel lo- 
ro paese. Bla i Sarmati , i Vandali , i 
Marcomanni , i Svevi e quasi tutta 
la Germania invase le due Pannonie 
do^ r Anstria e rUngheria e minac- 
davano la Francia e V Italia. Maroo 
AureKo allora marcid in persona alla 
testa deHe sue legioni per oomballe- 
re qne'barbari del SMtentrione. Aspra 
e lunga fu quella goerra , per la qna- 
le sendo i popoli a Roma soggetti ina* 
bilitati a pagure i tributi, rimpera- 
dore vend^ le sne possessioni , i snoi 
serri , i suoi ricchi mobili , i vasi 
di oro e di argento ed anche gli 
abiti e le gtoie della imperadrice per 
sostenere l* eserdto* Chiuso in una 
foresta delP Alemagna dal nemico , 
i suoi furono vicini a morirtt di se- 
le e ad e sser tagliati a pezsi , quando 
al Isvor di una pioggia detla da Dio- 
ne miracohsa , dovula alle pred de* 
soldati crisliani che IrovaTand nd ro- 
mano esercito , che tranquilla e ri- 
storatrice cadde sulPoste imperiile 
ed orribile bufera sur le barbare sol- 
datesche , Marco Aurelio debelld i 
nemici e rittorioso fece ritomo a Ro- 
ma nel 176. In qudlo stesso an- 
no Aridio Cassio si lece proclamare 
imperadore in Oriente a Blarco Au- 
retio gli marcid contro , ma qnelie 
Iroppe ribelli pentite del male ope- 
rato irucidarono Avidio Cassio e pre» 
senturono il suo capo all' imperado- 
re , il quale forle ne rimase addo- 
lorato dicendo avergli tolta una occa- 
sione di 6ir mostra della sua demcn- 
sa, poich^ gH sarebbe basUto rinfso- 
ciare^l ribellc Aridio Cassio la sua 
ingraAndine. Fece per6 seppellire con 
ogni onore quel capo ed assegn6 me- 
tk de' confissali beni a^ figliuoli del- 
r infelice Avidio , anzi ordino po- 



900 

tvsiero Mcendere a^ magiitniti. Per- 
8006 anooni alle citU ed a^ partigbni 
del itbeUe , trioDfd in 'Roma per la 
seoonda Totta, ma iodi a poco do- 
^ naovamente partire per la Germa- 
nia contro i barbari del Settentrione 
cd infermatoei a Vienna d mor) di 
peate a Sirmich neir anno 1 80 della 
nostra era, Sg di sua etik dopo ayer- 
ne regnato 19 lasciando all^ impero 
r vnico suo figUuolo Commodo. A- 
manle deMetterali inoorraggiaTa le let* 
re e premiava chi ie coltivava , in 
Alene stabill de' professori pobblici , 
a* ^uali assegn6 pensioni ed accordd 
immunitik. Fu amorosissimo Terso i 
audditi diminoendo loro i tributi ed 
aBsi ehe aggraTarU si priTd delle pro- 
prie sostanse. Gonsigliato a &r mo* 
rifO U disonesta, ma bellissima Fau- 
ttiBa sua moglie , risposo non soflfrir- 
lo la gratitudine doToa ad Antooino 
Pio pndre di quella che gli aTte da- 
to Timpero per dote. Scrisse : Jl»- 
JUtnani Maraii , Londra , greco-Uli- 
no y 1707 , in 8. 

HAECONE ( Niccol6 ) , naoque a 
CSsrinola anticamente detta Galena , 
fii nouio e fiorl nel XIV secolo. Vi- 
iitd Terra Santa e £i>rm6 nn Tolum^ 
dd suo Tiaggio che BiS. fu conser- 
lato nelU biblioteca del re CrislUnis- 



MAREOTTI (Trebazio), dotto fran- 
oescano , nacque a Penna e fioH Ter- 
so il 1577. Scrisse : 1® Pantelogiitm 
Penpateiieum in aliquot A^erroistas , 
De fonna novissima , ei hominibus spe^ 
c^en , PadoTa , 1677 , in 8 , a"* Ec- 
cnUentissimi dUcorsi di maravigttosa elo- 
qnema e singoldr dotirina ripieni ec. 
Torino , i5a3 , in 4* 

IfARESCUA (Filippo) fu aTvocato 
fiscale del Sannio , u<l*tore di CaUbrU 
(^tra e finalmente giudioe di Vicaria. 
Di lui abbUroo: i^ Commeninrium 
absobuissimum ec. , Napoli , i646. , 
ik* Diaijposis reconvenlionaUs ^ ^Na- 
poli , 1667. , 3"* De legibus pubiico^ 
rum jitdiciontm caaaneniaria j Nupoli| 
1698. 



MARGARITO o Haioaiitoiib , m* 
cqiie a Brindisi e fiork snl cadere dd 
XII sccolo. Si diede alle armi ed ia 
brere fu riputatUsimo generale da ea* 
seie creato conte di Malta egnndo 
ammiraglio da* re Normandi cke leg- 
geTano il nostro regno. Rin om atimi 
mo marino soocorse i erocUti di Ter* 
ra Santa , prese e nien6 prigione a 
Palermo Costaoza impeiadriee, cooi- 
batt^ coiitro U Grecia e pme o lae- 
cheggi6 DoraxBo , Tessalonica ed aU 
tre dilk. Pug6 la flotta genoTcee-pi» 
sana che couibatteTa per P impetn- 
dore per V acquistp del regno dfi Ra- 
poli e costrinse lo slesso imperadore 
a togliere V assedio da q ne st a noetni 
capitale. Fioalmente Pimperadore Bn- 
rico per U morte del re Tbaendi im- 
padronitosi del regno e del flgliaolo 
e delU TcdoTa del defunto eOTiMo ^ 
coo promesse e giuramenti cerc6 eal- 
tivarsi il Iroppo credulo Margarilo | 
il quale losto 61 abbaclnato e oac ~ 
lo in oscuro caroere nelU ^ 
doTc tniseramente finl i luoi giomi. 

MARl ( Diego ), nacque a Eqggio o 
si Ters6 nella giurisprudttsaa* Piorl nel 
XVII secolo e scrisse : i* Commmef 
dodorum Juris niriusque opinianes «m^ 
iiPne alphabetico conscripiae y Ifapoll| 
1616 , a"* AddUhnes ad dedikmeM S. 
R. C. ec. NapoH , i656 , 5* altie 
AiUbliones ec. Napoli , 1627. 

MARIA (Francesco ) , eeUbre pil- 
tortr,nacqiie a Napoli nel i6a3e in sco- 
laro del Domenichino. Si mort il s5 
maggio i^go.Le soe nugliori opere ao- 
no: i'' S.LorenzochedhdponriuM 
i suoi awi , nella chiesa di qoel mn- 
to , a^ S. Lotenio wuirtiriuat^ 9mr 
la gratella , nt- lla stessa chiesn , 3* 
S* Grcgorio Armeno ndU ana cap- 
pella a S. Uguoro , 4"* ^* Fieita n 
S. Paoio ncila chiesa di Monlevcr» 
gine. 

MARIANO ( fifarco Probo ) , m- 
cque a Solmona nd i454 e 



doTa discendere da Oridio Naaooe , fli 
celebre poda e caro assai al canH- 
naU GioTanni BorgU che lo ¥olU 



presio di se c gli oltenne ttn vetro' 
vado da papa Alessandro VI. Scrisse: 
i^ M. Prolfi Sulmonen%is Parthenins li» 
ber in Dioae Utstorinm , i*^ De Arte 
amandk , 3* Selpe XXIV. 

MARIANO ( Giovanni ) , fiorla 
Napoli sua palria nel XVI secolo ed 
^ conosciuto per la seguente opera : 
AiHigramma respondens progirammad 
Hoveninl Gjrutheri^ Fnincfort , 1689 , 
Bo iol. 

MAEIANO D4 BrrosTo , letterato 
iotigne , vestl V abito domenicano e 
fiori Tcrso la meU del XV secolo. 
Ptofess6 filosofia , teologia e roate* 
maliche con successo e scrisse : 1* 
Commentarium in Logicam Aristotelis , 
a** Jn octo libros de Phjrsico auilitu , 
5* De Generatione , et Corruptione , 
4* Super parva unturalia , 5** In li» 
hroi quatuor de Coeio , et Mundo , 
6* In metafisicam Aristotetis lib. XII , 
7^ Jm primam partem Divi Thomae , 
S De Entr , et Essentin , 9* Super 
EUmenta Euclidis , 10* //1 sphaera 
Tkeodosii. 

MARIANO Dblla Cava , dolto ago- 
•liauo del XVI secolo, ottimo teolo- 
fo e buon poeta. Scrisse un poemet* 
to. col titolo : Trionfo de* MortL 

MARICONDA ( Andrea ) celebre 

Sivreconsulto e cavaliere napoletano 
el seggio di Capuana , fiorl nel XV 
«rcoio e nel i46i fu creato consi- 
glienB , indi presidente della regia ca- 
fnera .e razionale della Gran Corle del- 
Ui Zecca. Nel 1466 profess6 giuri- 
sprudenza nella regia nostra oiiiver- 
»ik e si mori cirea ii i5o8* Di lui 

.obbiftmo alcune Lettere sopni V Infor» 

. Mhto e Digesto nuovo. 

MARICONDA ( Antonio ) , nacque 

'• Napoli , fu insigue po«la volgare 
del XVI secolo e fu richiesto a socio 
dalle principaU accademie s\ del re- 
gao che straniere. Di lui abbiamo : 
i^ La Fllenia , Roma « i548 , in 
4 1 a® Tre giornate delie Tapote , 

.napoli , i55o , in 4* . 

MaRICONDA ( Diomede) celebre 
giureconbulto e figliuolo di Andrea, 



iOl 

fiorl nel XVI lecolo , fa regio con* 
sigliere e scrisse : Gtossa tuper Capi' 
piUttis regni SicUiae. 

MARICONDA (Niccol6), celebre 
giureconsulto napolelaoo dd XVI se- 
colo e fralello di Diomede , fa pre* 
sidenif de^ nostri tribunali e scrisse: 
Apostiilae ad Coitsuet. Neap. 

MARINARIO ( Antonio } , nacque 
oelie Grottaglie sul fioire del XVI se* 
colo e fu dolto carmditano* Professd 
teologia neU* archiginnasio di Roma 
e nel Concilio di Trento si rese ce- 
lebre per 1e quistioni sostenute. Si 
mori uel 15^4 e scrisse: Consonan* 
tia Jesa , et Prophetarum , Venezia ^ 
i54o in 8. 

MARINARIO ( Antonio ) , nipote 
del precedeote ed anche dotto carme- 
litano del secolo XVIII. Versatissimo 
pella teologia ne fii maestro a' cardi- 
nali Barberini , ottenne le cattedre 
di logica e metafisica ncll* archigin- 
nasio di Roma c fu vcscovo d' Ippo- 
na. Scrisse varie opere. 

MARINELLI (Giuseppe), nacque 
a Molfetla e.si distinse nelle leilere. 
Di lui abbiamo : Storia det saccheg- 
gio fatto da^francesi a Moifetta nel 
1529. 

MARINI ( Gio. Battista } , celebre 
poeta , nacque a Napoli nel j569 e 
suo padre che abile giurecousulto em 
volle si applicasse alle leggi , ma hi 
natura lo avea creato poeta. Non po* 
tendo il padre distorlo dalla poesia 
per darlo al foro alla fine lo d>scac- 
ci6 di casa ed egli visse circa tre an- 
ni ora presso il duca di Bovino ed 
ora presso il principe di Conca suoi 
mecenali. Preso di amore per una 
bella donsella detta Antoneita Testa 
la doraand6 in moglie e le fit negata 
dal padre che ricco negoziacle era , 
allora gli amanti per costringere il 
genitore a condiscendervi suo mal- 
grado si unirono in clandestine nozze 
ed Antonella sendo del Marini gra- 
vida nel sesto mese si sconcio e ne 
moii. D^ immensa ira arse V iofelice 
padre e ricorse a^ tribuDali ed ii Ma- 
26 



rini caodato nelle prigibni tli Castel 
Capuano vl langiii liinga pezza , alla 
fine non proTatosi il siio delitto ria- 
cqui8t6 hi liliert^. Ogni mcxzo riusci- 
fo inutile per ritomare fra le brac- 
cia del padre , accompagnato dal suo 
genio partl per Roma e ritrovd nel 
<!ardinale Aldobrandini nlpote di pa- 
INi Clemente VUI il suo mecenate chc 
lo volle a suo segretario. Quel cardi- 
tiale dovendo partire in qiialit^ di Le- 
^ato apostolico per Torino men6 se* 
cu Marini che molto avea caro. A 
Torino avendo composto un panegi- 
rico al Duca Carlo Emmanuele , co- 
stui da tanta stima ne restd preso , che 
pre;»6 Aldobrandini glielo cedesse per 
segretario e tosto lo cre6 cavaliere 
clc* SS. Manrizio e Lazaro. Ma V al- 
iro scgretario del duca per nome Mur- 
tola e che anc&epoeta era,roal.soffnva 
«in rivale tanto amato dai suo signorc 
e per ci6 iRcoroinci6 ad ingiiiriare Ma* 
rini con aroarissiroe satire. II nostro 
poeta sur ie prime non si cur6 de' 
siioi scritti , alla fine per6 si venne 
a tale che il duca stesso chiaroatili a 
se li fece in sua presenza promettere 
<1imenficassero l^ ingiurie. Non pass6 
guuri che il Murtola vedendosi pi6 
debole del rivale gli tese un agnalo 
e gti scaric6 contro un colpo di pi- 
slola , il colpo fall) e feri un fami- 
gliare del Daca. Murtola menuto in 
giudizio fu oondannato nel c^po , ma 
il Marini gli ottenne la grazia da^ 
Diica. Non per ci6 dimentic6 la ven- 
detta il perfido Murtola , che lo ac- 
€iis6 al suo signore di averio aspra- 
nienCe messo in tatira nel poeroa della 
Citccagna. Langul a tale oggetto Ma- 
rini tm ceppi per qualche teropo n6 
sarebbe uscito dal carcere se il cele- 
bre raarchete Manto con solenne te- 
siYimonianza non avesse giurato esser 
staiu quel poema scritto da Marioi in 
Napoli roolli anni priroa di conosce- 
re il Duca. Di tale indegno tratta- 
inento disgustato abbandon6 Torino 
e pM«s6 a Parigi nel t6i5 dove la 
regtna Maria de^ Medici onorevoli 



te lo accolse c lo regal6 di un* a»» 
nua pensione di duemila aciidi. Ivi 
nel 161 3 publitic6 I ^Adone che dedi- 
c6 a Luigi XIII. Premurato poi dal 
cardiniile Ludovisio nipote di papa 
Gregorio XV ritorn6 a Ronia e fu 
creato principe delP accitdemia degH 
Umoristi. Amore di patria alla fine U» 
trasse a Napoli e vi fu onorato dal 
vicer^ Duca di Alba. Urbano VIII coo 
le pi6 lusinghevoli offerte lo chiama- 
va uuovamente a Roma quando col- 
pito di grave roorbo si mori nel roar* 
zo del i6q5 di anni 56. Grato al 
marchese Manso suo bene€attore lo 
istitul suo erede. Le sue opere fooo : 
I* La Strnge degU innocenii , Vene- 
xia , i635 , in 4* ^* Rime in tre pat- 
ti , in 16. y La Sampogna , 1620 , 
in 8. 4** Lettere , \6i'j , iu 8. 5* 
Le tre dicerie sacre , 6^ La GnUeria^ 
'f La Murtoleide , 1620 , in 13 , 
8* V Adone le cui inigliori edisioni 
sono Parigi , i635 in fol. Venexia , 
1625 , in 4 1 Elzevir, i65i , 2 
Yol. in i6. Amsterdam , 1678 , 4 
vol. in a4 ^on le figure di Sebaatia- 
no Le Clare. 

MARINl (Niccol6), celebregiim^ 
consulto , nacque a Cotensa il 16 
luglio 1770 e si fece nome nel ibffo 
di qiiesta capitale. Nel 1808 hn M- 
minato capo di divisioue della Intea- 
denza di Napoli , nell'anno dappoi gU 
fu aggiunla la carica di segretario dal 
siipremo Magistrato di Salute , indi 
fu eletto sotto-intendente di Caaa Raa* 
le neir aroministrazione dell' ex-fendo 
di Caslel Volturoo e finalroente cOMi- 
gliere d* Intendenza di Naiioli. Si bm»* 
ri il i3 marzo 1837 bsciando m« 
completo un corso di driito aromini* 
strativo il migliore fino ad oggi cke 
avesse le giuritprudenza. Fu il Mari- 
ni insigne giiireconsulto in tiitti i nk 
roi della giurisprndenxa che iusegnd 
per moltissiroi aiini coii alta fama 
ed iromenso coocorto , na sopratullo 
famosissinio nel dettare Legge AoMi- 
nistrativa. 

MARINI ( Doncnico ) , nacqiae a 



Goienza il i oCtobre 1818 e (a molto 
versato nella itdliana laTelltt. Si raori 
mA fiore delPet^ sua il a giugno 1839 
a fcrisse : 1* Pensieri dt un giooane 
dt 18 anni^^ a* Ricordi del mio cuo' 
re , 3* Trnltato deUa eloquenza italia» 
ma incoropleto. 

MARINI ( Giiiseppe ) , celebre giu* 
TCConsulto , naoque a Cittanzaro nel 
17^3 e passato in IVapoli si distinse 
wA Ibro. fiel 1 806 ii generale I>en- 
liee lo volle meoare seco a Torino, 
4ove fu creato segretario della pro- 
crimioale e ^tto rilorno in Na* 



«oli fti soccessivamenle nominalo giu- 
jKee di tribunale sti-aordinario , pro* 



generale della corte crimi- 
di Avellino , procuralor gene- 
mlr di polina iie^ripariimenti dMta- 
lia meridionale , intendente dt Tera- 
mo, oommissario dcl re de^stati di- 
fcusst delle province di Bari e di 
Tem di Otranto , iolendenle di A* 
qaiUi. Nel 1816 privato delle cariche 
litoni6 ad esercitare P avvocheria , 
nui nel 1819 vennc creato procura- 
tor geaerale della corte criminale di 
Coaeiisa e nel i8m procurator gene- 
nlt di Terra di Lavoro. Nell' anno 
i8ai ridotto a menare vita privata 
ai dedio6 di nuovo al foro , per6 
mI i83i re Ferdinando II di Bor- 
boQe lo nomin6 procurator generale 
tf Terra di Lavoro e nel i84i pro- 
omitor generale di Napoli. Un tanto 
M O g i itr ato si morl il iGmarzo i84a 
•^ne Idi amaramcnte pianta da tutti 
\m perdita in epoca non molto ricca di 
nogialratl come lut incorrutiibili,equi 
• ftdle leggi e nella giur>sprudenza pe- 
fili.Non Iasct6 a*siioi ricco patriroonio, 
aoai a ^se del pubblico gli fu eretta 
diiliota e modesta tomha sul Campo- 
sa «to , ma riroase di se nome onora- 
10 ehe viene consacrato alla cternitik 
dilla storia. 

MARINIS ( Donato Antonio de ) , 
celebre giureconsulto, nacque a Giuo- 
fano ed alto nome si acqnist6 nel 
Bostro foro. Nel i654 fu giudice di 
Vicaria, nel §056 pmideote della 



2oa 

regia camera e vice-caocelliere del col- 
legio de'dottori, nel 1661 reggentedei 
supremo consiglio d* Italia , nel i665 
reggente del sopremo consiglio Col- 
latemle di Napoli. Si morl il a6 apri- 
ie 1666. Di lui abbiamo : Resoluzio- 
ni a vol. e varie altre opere di cui 
egli fu r annotatore e V editore. 

MARINIS (Gio:Tonimaso de), na- 
cque a Capoa e fu celebre avvocato del 
XVI secolo e scrisse : De generlhus , 
etquaiitatefeudorum^ Coloiua | i58a| 
in 8. 

MARINO (Pietfo di Marino) , ce- 
lebre archiletto napoletano , costrui 
U chiesa di S. PSetro ad Aram col 
suo indivisibile amico Gio. Antoiiia 
Moazetti anche laiiioso architetto di 
que' tempi. 

MARINO 1>4 CaEAiuinco , tn ce* 
lebre ginreconsulto e giudice di Vi« 
caria. Si morl ctrca il 1288- e scris- 
se : Annotationes ad CosUtutiones re» 
gni. 

MARINO ( Doroenico di ) , cele« 
bre pittore, nacque a Napoli e fu sco- 
luro del Giordano. Riuscl in modo^ 
in qtirir arte , che il maestro gli f 9- 
cea bu7.z2ire i suoi quadri. Si mori 
di fresca etli nel >68ow 

MARIO (Caio) , famoso generale y 
nacqiie a Cirrealone o Cenieto villa 
presso Arpino T anno i>56 prima di 
Cristo. Sorli di oscurissima fBmiglia 
ed applic6 i primi suoi anni a coltiva- 
re la terra. Dii ionata ambizione pre- 
so si port6 a Roma , si diede alle 
amff e si segna16 air assedio di Nu- 
manaia nella Spagna sotto Scipiono 
V Aifincano , il quale pel suo corag- 
gio e per la costansa nella fatica del« 
la guerra lo amava forte ed essendo- 
iHia volta domandato chi sarebbe stao 
to degno un giomo soccedergli nel 
comando delle legioui romane, bat- 
lendo leggermeote sur la spalla dl 
Mario disse : forse costui. Giulio Ce- 
sare il vecchio avo del Dittatore sor- 
preso dal valore ed ingegno mililare 
di Mario lo scelse a maritodi Giulia^ 
aua figliiioLi. Maria ia hEeie percov* 



901 

se tult] i gratli deir anMla cfl in totti 
diedc^ prttove di alCa braTim ne di 
taeno Ib nella magistratura essendo 
ntato Iribiino del popolo , pretore , 
gorematore della Spagoa uheriore , 
Bette Tolte console. Per combattere 
11 formidabile Giugurta re de*Numi- 
di a Ini fu affidata tanta impresa, 
di fatti l^ anno 107 prima di Cristo 
vinse quel monarca e Bocco re di 
M Buritania e stiocero ed alleato di Giu- 
gurta. In ProTcnza fu spedilo P anno 
103 a?antt Cnslo contru i Teutoni 
barbari del setietrione , che ad orde 
▼eniTono a devaslare la bella Italia e 
cbe gik in una giomata aTcndo tru« 
eidato gran numero di soldati roma* 
ni comandanti dal console Q. Servi- 
lio Cepione , erano per soggiogare 
la stessa Roraa. Mario per6 ruppe af- 
ialto i T^utoni ammazzandone e pren- 
dendonc piu di 100 mila secondo 
Piutarco c secondo Velleio Patercolo 
j 5o roila col loro re Tcudoboldo. In 
nemoria di tanla Tittoria fece innal- 
zare una piramide , di cui tuttora 
amroiransi le fondaroenta sur la ria 
maestra d\AiX'h-Sa'mt Mnximin. L'an- 
no dappoi roarci6 conlro i Cirobri 
c tra Vercelli e Verona ne trucid6 
pi6 di i4o mila e 70 roila ne roend 
■chiaTi. Egli che soflriva allorch6 
sceTro dalle cure della guerra era , fu 
da inTidia preso per essere stato Lucio 
Comelio Silla prescelto a corobaltere 
Mitridate re di Ponto. Perci6 egli unt- 
tosi col tribuno Sulpicio uppena Silla 
fa uscito di Roma , fece dal pofiolo 
mocare il comando da quel generale 
e conferirlo a se , roa Silla entr6 in 
Roma alla teita dc'tuoi soldati e Ma« 
rio condannato uel capo fu coslrcito 
luggire per sal?arsi. Imroense pene 
e itenti non che la pi^ orribile fa- 
me soffri il Tecchio Mario. £rr6 per 
qualche tempo pe' campi di Mintur» 
no nella Campagoa , doTe toprag- 
giunto da' nemici si gett6 nel roare 
ed a nuoto Tenne presso una bhrca, 
che a caso si troT6 in quelle ao(|ue« 
Non ostante le minacce de^ soldati 



H pidrone dd likriglio aceoto Ma» 
rio , ma non guari dappoi lo' te» 
calare presso le maremroe delGnriglia* 
no doTe dimor6 per pi6 giorai* M an* 
cora la «^Talleria di Siila lo insegisk ed 
egli persottrarsi alle ricercbe si misein 
quelle acque roclmose fino al mento 
c si coprl il capo con canne , per6 
scoperto con una fone al collo in 
menato al DuumTiro di Minlomo.Quel 
magiftrato cerc6 difierire la senlensa 
capitale al giorno Tfgnente ; alla fi* 
ne fu obbligalo ordinare si loglieste 
la Tita a Mario. Non troTandosi dii 
prestar Toiesse il braccio suo oonlro 
Mario , fu affidata P esecosioiie nd 
uno de^prigioni cimbri, ilquale nden* 
do qiiel prode generale esclamare : 
Miseralriie I Ed oserai tu ingfiert la 
pita a Mario ? rest6 preso A fitta* 
menle da lerrore , che abbaodooan» 
do il ferro fuggl gridando : Ifom si 
pud uccidere Caio Mano. Allora qoe* 
di Mintumo lo Tollero-salTo e lo le- 
cero irobarcare per V Afirica ed egli 
preso seco il figliastro Granio dio 
staTasi ricoTcrato ad Ischia , pass6 
a Cartagine. Ma appena fu disceso 
al lido , un littore cosl gli pari6 : U 
pretore SestUio , o Mario , ti vleia lo 
sbareare in Libia , oiirimtnii ii fa 
sapere che egii metierd m eseauioite 
i decreti dei senato , iraUan4oii oo* 
me nemico d^ romani. Mario per lo 
dolore e la tristexza per lunga peiia 
senza parlare fiso lenne lo sguardo 
terribile sul littore , il quale insisten* 
do per la risposta da portare al pre> 
tore , alla fine Mario bruscamente ri» 
spose : Di ai preiore che id vedato 
Mario esule e ramingo sedere sm ie rmk^ 
ne di Cartagine. Mostrando cosl • 
quel roagistrato iniiroano la inooatHa- 
te furtuna , che aTca ridollo ii jpkk 
potenle de^ romani al colmo delhi 
miseria , il quale esule e proscritlo 
giaceasi sur un muccbio di ruine cImi 
nn tempo furono la pi6 ricca e po» 
tente dltli. Ui raggiuntogli il figliiio» 
lo anche per nome Mario fecero leln 
per 1'isolaCerciiuuComelio Gnoa pri» 



wto del coDtobto osd di Rohhi o 
per ▼endicanl ribell6 le legioni che 
ttaTano presto IVola e ricliianiato Ma« 
rio lo miae alla loro tetta. Ronia fa 
asaediata e preaa ed entrandori Cin- 
na vittorioto fece totto pronnnaiare 
la aenlenia del ritomo di Mario, il 
qnale creato per la sellima volta con- 
aole lece spegnere totti i nobili par-- 
tifpani di I^IU e strage orrenda fece 
de^snoi nemici. Ma ritornando Silla 
di Asia , dopo ▼ar! combattimenti 
restb rincitore e Mario per non so* 
prariTere alla fortuna deirodiato ri- 
ipale, tracanni tanto Tlno che ne mo- 
ll il 17 gennaio delfanno 85 prima 
di Cristo. Ftt Caio Mario di slraor- 
^naria grandeaza , di aria grossola* 
na I di voce dura ed impooente , di 
maniere brusche cd imperiose e pie- 
00 di ambisione. D'allronde fu in- 
vitto e valoroso generaie e merit6 i 
noni di Custade deUa Ciita , di Z^ 
heratore deUa Pattia , di Terzo fon- 
^ekUore di Boma. Non mai Tolle ap- 
prendere le greche leltere ne usare 
idioma greco nei trattare grari afTu- 
rl , dicendo essere cosa ridieola Tap- 
prendere qnello da* loro schiavi. Al- 
lofchi stava aocampalo sul Rodano 
oon t r o i Teoloni cav6 una fossa per ' 
dare ona comiiolcazione pi6 narigabile 
-al mare onde sovvenire il suo eserci- 
IQ di TeltOTaglie. £ quella fn delta 
Mm foua di Mario, Fu ne^ giudial gin- 
iliasimo come si raTviserli del seguen- 
le aTTeniroento. Caio Lusio nipote di 
Mirio comandaTa una banda di soU 
datl neli* esercito dello aio ed essendo 
«omo rolto in laideaze , Tolea fare 
ad un soldato per nome Trebonio 
gnmdissima Tillania. Trebonio non 
fedendo altro scampo al suo onorc 
€nT6 fuori la spada e V uccise. Me- 
Mto in giudiaio 1* uccisore 9 niuno 
«dl inlraprendeme la difesa , per6 
Mario resosi certo della TeriU non 
•ola diede la Tila a Trebonio , ma 
dl propria roano 1' orn6 di quella co- 
lona fli osaTa in Roma ononure ana 
bdHsiima «xione. £ gmidi onon od 



»05 
11 terso consolato oltennea Mario sk 
degno operare. 

MAROLDA (PietroIgnazio),na- 
cque a Muro il giomo 1 1 aprile 1770 
da onorali parentl e Tcsli V abito li- 
guorista. Fu TescoTO di Marsico e Po- 
tenza e 6naimente di Posaooli doTO 
si morl il i5 mano iS^a* Fu dottoro 
in teologia e decorato delP ordine di 
commendatore di Franeesco L Si di* 
stinse per dottrina e Tirtti. Nella dio» 
cesi di Marsico fond6 on seminario ^ 
un* cattedrale ed un palaszo tcsco- 
tHc. 

MAROTTA ( Giaoomo ) , nacqoe 
a Marigliano e profess6 6losofia e teo- 
logia nella UniTersitii di Napoli eon 
grido. Fiori nel XVI seeolo e scris» 
se : Jn PorphirU isagogen ^ sive quii^ 
que praedieabUia , Napoli , 1 090 ^ 
in fol. 

MAROTTA (Nicol6 Antomo ), na- 
cque in Napoli nel 1670 e si morl 
nei i634* Si Ters6 nella giurispru- 
denza e scrisse : De coUecta seu bo^ 
nateneatia in hoc Regno NeapoUtano 
tractatus ee. Napoli 1643. 

MABOTTA ( Gio. Francesco) , fi- 
gliuolo del precedente e rinomato 
ginreoonsullo. Nacque a Napoii e scria- 
se : j* Disceptationum forensiitm jtsr 
ris communis et Regni NeapotttaM^ ec* 
Napoli , 1661. a^ Juris responsum 
sttper excliuione JurisconsuUorum Nea^ 
poUtanorum ec. Napoli , in 4- 

MARRA (Aurelio) , nacquea Na- 
poli e TesU abilo di chiesa ^ fiorl cir- 
ca il 1698 e scrifse Li Storia della 
transUiione di Primiano e Firmiano. 

MARRA (Donalo), nacque a Bene- 
Tento e Tesll V abito agostiniano. Di 
lui abbiamo : Narrazioni sopra tutti 
gC inni di S. Chiesa ^ Napoli, iS^S. 

MARR A ( Gezolino della ) , nacque 
a Barletta e Tisse nel Xlll secolo. 
Fu molto caro a re Manfredi , il qua- 
le lo nomin6 tra suoi ministri. Aila 
morte di quel monarca si diede a 
segoire Carlo I d' Anjou e per goa- 
dagnarsi il fsTora dt costui si ofiH 
riipe|ps)gii tttttl i argreli deUt pobbli- 



8M 

che ia^Kwte. Di tM Cwlo gli prodi- 
g6 onori e doni ed cgli mite tiitlo 
U stto tftlenlo ad opprioiere la pstria 
ed i fooi coQcittadini pcr fcre com 
graCe all* inMtiabilc Angioino ed in- 
grosaare la propria borsa. 

MARI%LLA (Dooienico Antonio) , 
edebra letlcrato , Baoqoe ad Arpino 
od 175 1 e «ettt abiio di chieta. A 
Eoaa §a presoeito a proleaMNre di 11« 
BiaBe leCtere nella iinifenilA Grego* 
riana ed a eompilatore dd gioriMde 
eedcfiastieo. Papa Pio VII lo nooii- 
n6 alla catledra di doqucnza e dl 
fitoria romana neirarohiginnaiio delUi 
Sapienaa , finalmenle ai rilird in pa* 
Iria per godcre oiio lcUcrario e d 
morl Bcl i855« Era ndla grcca e la- 
lina liTclla ▼eraaliaitmo. IN lui ab- 
bia9K>: 1* Trattato deUa pare inier^ 
110, Roma, 1778, a* Traduxlone 
della Storta deUe riPoUahni accaduU 
mei go9emo deUa rrpuMiea mmana 
deitab.Eenaiode rcrfel, Roma, 17^5, 
▼d. 4i ^* IHssenduone sai pim^ea^ 
to masfimo , non mni assunto dag& 
impcmdori eristiani ^ Roraa , 1789« 
4* jid Ferdinandum IV. Neap. reg. 
Varmina , Roma , 1796, 5* £}e Be^ 
nedieio Nigro cc. Comm. , RonMi , 
1807, 6* La Pila e dottrina di €te$k 
Critto cc. Roma, i8i4f 7* De Ph 
yil Pont, Max. in Urbe reduee O* 
raiio , Romji , 1814 , 8* Kua dei 
B. Atfrnso M. de Lifftori ee. Roma, 
i8i6,9*lAr Michaeie Angeio TVnJo cc. 
Roma 1821. 10* J>e Antonio Camn 
va cc. Roma^ iBi^i >>* ^ beaio 
MxppaUto Gaiatinio ec. Roma 1836, 
la* Leitem ad mn gentUimmo iueche» 
se cc. RooM , 1838. i3* Opuseuia 
nmltiforma , Roma i83o« 

MAR80 ( Domiaio), eelcbre poe> 
la cpico e brico , nacqiie ndla re* 
giooe dc* Mani c fiork 4^ ^»01 P^' 
mu di Criito. 1l cdebrato da Virgi* 
lio e IfarEidc e icriiie la guerra di 
£rcole oon le Amagaoni imilolando 
11 iuo poema : Amauanidei. Fii eo- 
edlciHe acgli Ji^^^rmiOTtf, 

liAR80(Kelio),a«qMaGeia 



yieno tt i440) v^i Mno di chicia 
cd ebbc a iiiae«lro il fiiaMMO Pompo« 
nip Lcto. Prtisd a Roma , otlcMie 
«ti Ciinonicato e u mod di 70 anni* 
Di lui abbiamo; 1* Panrgjrricus im «r* 
moriam S. Joannis Baptbtae , a* O- 
raiio De immoriaiitete animae , Ro- 
ma , in 4- 3* Oraiio dicia in ifie S. 
Siephani primi mar^ris , 4* P^^V* 
rieiu in memonam S. AagttSiifu , 5* 
Oraiio in Jitnere Pomponii Leti , 6^ 
MM Qffieiis M. Tkiiu Cieeronis cum 
Commentariis Petri Marsi , Yeneaia , 
i48i , ia fol. 7"* ^ ItaUd de heOa 
Punieo eum ejusdem commtentarMe ^ Ve> 
nexia , i483 , in fol. 8* P. 2Vfrji« 
tius Afer cum ejasdem Couunentariis , 
Argcntorali , i5o6 , in 4* 9* ^ ^ 
sinaiione 06. II y Vcoeaa , iSo^^ in 
fol. lo"* J>e Natum Deorum iib. ill , 
Vcncxia, 1607 ^' ^^* ' '* ^^^ Major^ 
seu de Senectuie , Lcone, i5S6 • 
in 4* 

MARTA (Giacomo Anlonio),co» 
lcbre filosofo , nacque a Napoli el 9o 
fcbbraio iSS^. Fu chiaroalo a pro* 
fciffore di giuriiprudcnaa nclla aai> 
▼eriitil di Roma , ncl i ^97 ia c|oel» 
k di Pim , e poi inocciiiTameaU 
ndle onivcrsilli di FidoTa , di Pa» 
Tia e BfantoTa dove d moil dopo 
il i6a8 e icriiac : 1* ne immortaii» 
tate animae adrerstu opuscuinm de 
mente Imwuma , a* Digressio utrmm 
inteiiectus sit unus , vei muitipiicatus 
eontra Aperroem cd altre opcre mp* 
portatc dal Giuitiniani. 

MARTELLO ( Sdpionc ), nacq«t 
a Spalola e ii diilinic in giuriipiil» 
dcnu. Fo da'Mcidncd chianialo al- 
la loro tmiTcrdlii pcr proleisare gio» 
riipnidenaa , indi a qudla di Hapo» 
li. Fiorl ncl 1599 c icriiic: i^ Dit 
Beiio exukun che pubblicd follo il 00» 
mc di GioTanoi Grandc , 3* £c AA' 
dizioni alla Practtca Praciiearum di 
Iliccol6 Carbone. 

MARTINl (Tommaio), nacqBt a 
Rirongi c nd 1706 pasid in NapeM 
dore oppreie la pillttra dal Solimcaa* 
iid rilcine« 



MARTim (OttvMaiio de ), nacqoe 
a SetM e sbU fai Imba di aTTOcato dl 
raiigo , fiort Yeno il i48i « scrisse: 
De Ptta , ei rekis gestis S. Bonatntm' 
Inrae eanUnaUs , et episeopi AlbameH' 
$is. 

MARTIN1 ( Gio.Giaconio ), nacqiie 
a S. Niecol6 a luncba sul cadere dei 
XVI aeMo e ni moii nel i636. Ve- 
ati abilo di cbiesa e scrisse : Coi%* 
siUorum sive responsorum Juris ec. Na- 
poli i655. 

MARTINI ( Girolanio di ) , si di* 
atinse nel foro e acrisse : Admuath»' 
nes ad deeisiones S. R. C. Neapol* 
Matthaei de Afflitto. 

MARTINO ( Pietro di ), riDomato 
piltore , sacqoe a Giugliano e si mo- 
rl in Ifapoli nel norembre del 1756 
di anni .78. La siia nigliore opera ^ 
S. Mmaro nella cbiesa di qoel santo 
e Casoria. 

MARTINO Da BiToirro, dotto do- 
menicaiio ed iusigne leCtemto, fiorl 
▼erso il i353 e scrisse : 1® De Pe- 
ste^ a* De regni Neapolitnni aenmnis 
sui iMiMemH regem Hungariae , 3® 
Commemaria in Logieam , 4' In Phy» 
sieam^ 5* In Metaphisicam, 

MARTINO ( Angelo ), celebre na- 
ICMlico , nacque a Faiccbio nel 1699 
e tftle iKMiie ri acqoistd nHle sciente 
eaotle cbe nel 17^0 fii cbiamato alla 
taHedni primaria di matemalicbe nel* 
k nostni universitii. Scrisse: Eiemen' 
tm fydrostatiees. 

MARTINO ( Niccol6 ) , fratello del 
preecdeflMe e sommo matemtttico, na- 
cipit a Faiccbio i1 3 decembre 1701 
« nel 17^3 lu nominato sostiluto al 
tMbm Ariani suo maestro nella cat- 
lidni priinaria di roatematicbe cltfUa 
iMMlra regia Uni?ersitii. Nel 173^ prr 
k morte deir Ariani oitenne la cat- 
lcdni primaria e nel 1740 fu inriato 
•qiretMrio di legasione a Spagna e di 
fMmo a Napoli fu creato dir«ttore 
ct esaminalore della reale accademia 
di erlfglieria e degl' ingegnieri. Nel 
1761 Tenne prescelto a nMestro di re 
FerdioMMlo IV di BoriMNie e nel 1769 



•07 
st morU DihraUwiaw: %• Afgebnm 
Geometrkt Promata Elemetttaj Napc^ 
Ifl y 1737 , 3** Elameiui ds Skttiea e 
sesioni eonieke , ItapoU , 1737* 

MARTINO ( Pietro ) , InteUo del 
precedente e «lebre aslronomo , luk 
oque a Faieehio imI 1707« Dal re h 
inviato a Bologiia per reoderii peal»> 
co in qoel Imdoso osaerTetorio dove 
i riaoroall Maiifredi e ZaDOtti strinse- 
flt> coo loi aauciaia e conoscendone 
la dottrina lo ascrissero a socio di qud- 
rtatitnto. Di rilomo a Napoli gU ia 
oonferita U caltedra priinaria ^ astro- 
oomia e si roorl iiel 1 746 | Di kai 
abbiamo : 1' Corso di Fuica io Uti- 
no, Napoli, 17^4 3* De corporum^ 
quae moifentur , Hribus , 3* De Iwni- 
nis refraetione j et motu^ 4* Elem^ 
II sii Oeometria piana y Napoli , i ^36^ 
5* Elementi-di Aritmetieapraika^ Na^ 
poli , 1739* 

MARTIRANI ( Gio. Tomnaso ) , 
nacqoe a Cosenaa e fioci rersoil 1 57S) 
fii insigne filosolo e matematico. Scxis- 
ae : I* He specnko eomburente | IHi. 
II, oT De praetiea aritkmeUca^ et geo^ 
metrica demonstraAva « lib. 1 , 3^ JDir 
Meehaniea , lib* 1 , 4* Conanentaria 
in Anhinedis opera» 

MARTIRANI (Coriobno ), celebM 
poeta latino, naeque a Cosenza e fio> 
rl nel XVI secolo. Si diede al loro 
ed indi a poco Tesli abito di cbiesa, 
passd Roma e la soa doltrioa |^i 
ottenne il Tescovado di S. Marco do- 
re si mori nel i558. Di lui abbiamo : 
I® VOdissea tradotto io Tersi latioi, 
Kb. XII, il migliore compooMBenlD 
di qoel teeolo, a* Varie In^^edie lali- 
ne totie di grao aaeritOi 3* deUe E- 
pistoh laline. 

MARTIRANO (Bemardino), na. 
ccpie a Cosensa e fa rinomato poeta, 
fb famigliare di Cario V. cbe lo cre6 
aegretario del regno. Si morl nel 1 55^ 
e scrisse : 1* De Cosentinis familUs 
historia , a"* Poi^emo poeaetto in ot- 
lara riaa, 3"* L' Aretusa poeflMllo in 
otlava riioa* 

MARTIRANO(Gio. Balliibi)^ na- 



cqne a Gotenti e fa rinooiiUo poeCa 
▼olgare del XVI. iecolo. 

MARTORELU ( Giacomo ) , ce- 
lebre entiquario, nacqiie • NapoK 
il lo gennaio 1699 e nel 1738 fu 
Bominato iDterinamente alla cattedra 
di eloqueoza greca nella uniTerst- 
tii di Napoli , nel 174? poi la ot- 
tenne come proprietario. Si morl 
nel 1778 lasciando di te detiderio in 
tutti i dotti. L' opera che rese il mio 
nome immortale per tutta la repub* 
blica delle lettere fa quelia scritta so* 
pra r illiistrazione di on calamaio di 
bronzo ritrovato nel territorio di Ter^ 
lizsi. Si ammira in quel lavoro il pro- 
londo antiquario ed il vero conosci* 
tore della nostra storia de^tempi gre- 
ei. In 36 Leitere illustr6 le anlichi* 
Ul di Ercolano. Pubblicd a yoL deU 
le sue CoUmie e gili incominciato avea 
il terzo quando fu colpito di morte* 

MARTORIELLO (Gaelano), rino- 
mato pittore di paesi e di marine , 
nacque a Napoli e si morl nei i^aS 
di anni 5o di flusso di Tentre cagio- 
natogli per aTere eccedato nel bere 
il sorbetio. 

MARTUCCI ( Gaetano ) , nacque 
a CasleUamare di Slabia il 26 luglio 
2730 e riosd di Csma nelle lettere. 
Dt lui abbiamo : Leitera conienente 
aieune rj/lessioni intomo alf opera in^ 
titoUUa Animadversiones in librum F. 
Pii Thomae Maiante De Stabiis otC| 
Napoli 1753 , in 4* 

MARTUCCl ( Alessandro ) , rino- 
mato pittore del XVI secolo, nacque 
a Capoa ed in qneUa citti conserva- 
a un suo dipinto esprimente la cena 
in casa del Fariseo. 

MARTUCCI (Simio ) , figUuolodel 
precedenle, fu rinomato pittore di sce- 
ne e di prospettiTe. Si mori nel i64i* 

MARTUSCELLI(Domenico), na- 
cqne a NapoU nel 1763 , dottissimo 
lelterato e speaialmente nelle iscrizioni 
lapidarie e nel foro riusci di gran no* 
me. Implicato nelle rioende del 1799 
ftiggl in Francia ed a MarsigUa gli fu 
conferiu la cattredra di beUe lettere 



e di eloquensa* Chiamato a Me n a tca 
▼i otlenne una migliore cattedra e di 
ritoreo in patria nel 1808 ebbe iin 
magistrato e si mori nel fsbbraio del 
i8ai. Di hu abbiamo una tradnzio- 
ne de^rudimenti di Storia noirersale 
di M. Domairon che cgU accrebbe ed 
iUustrd con dotle ed erudite note e 
▼i aggiunse nna storia coaspendiata 
del noslro regno. 

MARULLO ( Giuseppe ) , celebre 
pittore , nacque ad Orta e fii scola- 
ro dello Stantioni. Insuperbito dc^ 
suoi beUi dipinii che i professori spes- 
sissimo confondevano con queMel suo 
maestro , volendo qitello superare 
cambid maniera ed in vece cadde in 
tale rozzessa che dopo alcun tempo 
accortosene e non potendo rimediar- 
▼i ue mori di cordoglio nel i685. 
I suoi migliori dipinti che con me« 
rilata lode sono stali premiati looo: 
i^ S* Anna con altre fiigure nella chie- 
sa di S. ScTerino , a* La oenuia de^ 
h Spirito Sanio nella stessa chiesa. 

MARZANO ( Alfonio ), natiTO di 
Cosenza , fii rinoroato filosofo e poe- 
ta. Fior) nel XVI seoolo ed abbiamo • 
di lui varie rime, 

MARZIAMO o Msma^ifo ( Gio. Mi- 
chele ) y nacque ad Otninto e prolBS- 
s6 filosofia e teologia in Ilapoli. Tm» 
dusse in itaUano Topera del De Fer» 
rariis I>e beilo Hydruniinoy OofgmA^ 
no, i583 , in 4* 

MARZIANO ( Gio. Pietro ) , nMr 
cque a S. Pielro in Galatina e ri mo- 
rk U 6 maggio 1^87 , fu insigne fi- 
losofo ed oralore. VesU abito di chie- 
sa e coltiv6 le muse. Del molto die 
acrisse abbiamo alcuni Epigrammim 

M ASANIELLO ( Vedi Amiuo Toih 

MASO). 

MASCAMBRUNO (AnnibaU), na- 
cqiie a BeneTento e fii neUe antidM 
istorie Tersato. Fu retcovo di Castelr 
lamare di Subia e scrisse: Dissertmim 
de corpore di»i Barthohmei ApostoU ^ 
Eomaenej an Benepemi asterveiwr. 

MASCERI ( Antonio ) , nacque n 
Calanaaro nel 1778 esimorinel i839* 



Vn pieno di ▼irt6 e topntiitto onia* 
ym i poveii pe' qiiali spendeva tufto 
Sl tao. Mel 1818 rinnl tutte le orfa« 
aelle Ticino e darsi al yizio e tanto 
cipero clie fece ordinare uno ttabiii- 
oieoto dette delle Fergineile. 

MASCOLO rOio. Battisfa ) nacqoe 
a NapoH il 14 gingno i585 e si mo* 
ri nei i656 di pette. Fu dottissinio 
getnita e profestore di filosofia eccel* 
tente. Di lui ^ibbiamo: i^ Ljrricontm^ 
the odamm lib : Xf^, i^ De incendio 
Veswnano , 3* Penemiiones rcciesiae 
ementae , 4* Bncomia sanciorum , 5* 
Ponderaii(me$ concionales in opera S. 
Hyeremnu^ 6" Ponderationes in ope* 
m S. AtnhrosH. 

M ASI ( Tommaso ) , naoque a Ses- 
aa di nobiie famiglia circa il 17^0^ 
cd elibe £ima di letterato. Fu mem- 
bro dell'Arcadia di Roma e si morl 
il i5 ottobre 1777. Di lui Abbiamo: 
Memmrie isioriehe degii Aumnci anii' 
ekissimi popoii tP JiaUa^ e deUe loro 
prtndpaU. ciiiii Aurunea 9 e Sessa , Na* 
poli f 1761 , in 4* 

MASSA (Oronzio) , napoletano, si 
diede alle armi nella sua gioTentCi e 
fii nffiaiale di artiglieria. Nel 179^ si 
riliri6 volontariamente , senri la repub- 
bliea liapoletana e lii generule. Nel 
1799 in pena della tua felionia fu ap* 
pkoito per la gola. Fu soldato d*in- 
fMpido animo e di gran yalore. 

• MASSARO ( Niccold ), nacque in 
Ilapoli e stiidiando totto SalvatorRosa 
rifvid nel dipingere paeti , tassi ed 



MASSILLA ( Vincenzo ) , nacque 
nd Atella nella Rasiiicala e si dislin- 
•e nel foro. Fiorl nel i543 e scrit- 
ae: i^ Commen: ad Consueii prae" 
danteciMiaiis Barii^ 2^ Cronaea-dei" 
k fiadgUe nobiti ifi Bari , 3"* Aibero 
crmohgico de* re di Sapoii , 4^ Albc' 
ro ertmoiogieo de^ duchi di Bftiano, 

MASSIMI ( Petronilla Paolini ), ce- 
Ubre poetessa , nacque a Tagliacozzo 
ii i4 deoembre i665 e fu deiracca- 
demia degli Arcadi e degT Infecondi 
di Eoma 9 degl' intronaii di Siena e 



di altre illtistri toeieiii: Si inori tl 5 
marzo 17^6. Scrisse molto in Terto 
ed in prosa , 1n italiano ed in iatino* 

MASSIMO Da SA|.Eairo , dotto do« 
menicano, fu pieno di rirtik e fiork 
nel i4i^* Scrisse ; Fita dt S. Ca- 
terina da Sienu. 

MASSOLINI (Gio. Remardino), 
nacqoe a Napoli e fiori tul comincia- 
re del XVI secolo. Si rese celebre 
nella pittiira ed in fiire rilieri in ce- 
ra , de^ suoi dipinti ne abbiamo ono 
nella chiesa di S. Giuseppe dinotan- 
do il martirio di S. Apollonia ed ua 
secondo nella chiesa delle monache 
Turchine rappretentante rarcangelo 
Gabriello. 

MASSONIO ( Salvatore ) ^ nacque 
ad Aquila nel 1 554 ed a Roma paa- 
t6 a sludiare. Si fece nome come me« 
dico , oratorc e poeta e si morl ii t5 
aprile 16^49 Scrisse : 1* Origine dei- 
ia ciiih deiP Aqttila^ Aqaiia, iSg^, 
in 4* 9 3* Memorie di aicuni uomini 
eeMri deiPAquUa , che hanno scrittoj 
e daio a iuce iibri di ditferse profis" 
sioni , 3'' DeUafact^id , e deiCuso dei- 
t acque delC antico bagno di Antredo» 
co^ Napoli, 1621 ,4^ D^/Za mara' 
(Hgiiosa viia ee. dei P. (Uo. da Ca- 
pisirano , Venezia , 1637 , 5^ Archi^ 
dipno , ec. Veneria ,1677. 

MASTRETTIS ( Pietro de ), dotto 
domenicano , nacqne a Napoli e fu 
confessore e cappeilano della regina 
Isabella di Chiaramonte moglie di re 
Ferrante I di Aragona. Scrisse : Dm- 
rium babeUae de Ciaramonte reginae 
ad lohannem Antonium Ursinum prit%» 
cipem Taraniiimm. 

MASTRILLO ( Remardino ) , na- 
eqoe aNola da nobile famigHa e la dol- 
tore in ambo i dritti , ma nei i485 
▼esti abito certosino. Si distinse per 
dottrina e si roorl nel 1 5 1 1 e scris* 
te : i* Commeniaria super lus Cano- 
nieum , q* Sermones. 

MAStURZO ( Marzio ) , celebre 

pittore , nacque in Napoli e con Sa^- 

▼ator Rosa studid alle scoole di Pao- 

lo Greco • indi a qtieltn dei Falcone. 

27 



810 

Farano intimi amici fin dalla bndiil» 
lezsa e dettii coaipagnia della mor§e 
( Vcdi Falgohk Aniello ). Mutono 
si gioTftTa de*disegni di Salvator Ro* 
aa , il quale piu di lui valeiite lo soc- 
correva di consigli. Molti coofondo' 
no i dipinti di questi due pittori. 

MASUCCIO I, celebre Kultore ed 
architetto , nacque a Napoli nel 1228 
e »i morl nel i5o5. Re Carlo I d^An- 
}ou impadronitosi del noitro rearoe 
^olie Iftbbricare Castel Nuovo per di* 
lendera la cittii dalla parte del mare 
e preciaamente nel luogo ove stavasi 
la cbieaa ed il monastero de'FF. Zoc* 
colanti che poi fece in miglior for- 
ma edificare nel luogo deirantica ToT' 
re Maestra c^ S. Maria la Mova. 
L^architetto Giovanni Piaano iu chia- 
mato a dirigere quelle opere , ma ap- 
pena incominciate dov^ reatituirsi in 
patria e Masuccio allora ritomando 
di Roma fo prescelto a succedergli. 
Riedificd il EHiomo alla gotica con si* 
aiaambarictfiUe^ costrul la chieia deU 
la Maddalena oggi S. Domenico Mag- 
giore , ricdific6 quella di S. Giovan- 
■i Maggiore , quelU di S. Aspremo, 
«rchitettd I tribunali nella strada For> 
«eUa e vari pakizsi. 1 sepolcri del- 
Tarcivescovo Umberio ^ del cardina- 
le BasUe e <li Jacopo di Costanzo nel 
duomo sono sne sculture ed aUri la- 
vori neHa stessa cattednde esistenti. 

MASUCCIO II , cdebre architeUo 
• aeoltore, nacque a Napoli nd lagi 
da Pietro degli Stefini e fii tenuto al 
aacro lonte da Masaccio I che perci6 
il diiie dd suo nome« Alla morte di 
Masucdo I pass6 a Roma per perfe- 
monarsi e ii morl a Mapoli pieno di 
gloria nel 1387. Fu da re Roberlo 
d^ Anjott chiamato a Napoli per «► 
iliutfe la chieia di & Chiani , ma 
occnpato n Roma si ncg6. Fu affida- 
lo qud lavoro ad un forestiere e CaU 
lo Masucdo ritomo in patria fu ob- 
Jiligato riparare i scond e gli errori 
commessi in qndla fabbrica giii di 
molto avaazata. Egli dov^ incodnn- 
ciare ddl* aropliare le fondamenta e 



oostral ipd farooio areo che MIoni 
vedesi sur la porta esleraa laago la 
via S. Chiara e che rendesi di am- 
roirazioiie agl* intendenti. Edifie6 la 
chiesa di S. Maddalena sul coHe Belm 
e di ordine dorico la chiem ed il coo- 
vento della Trinitil oggi Croee di Pa- 
lano. Costrul U chiesa di S. Martioo 
ed il campanile di S. Chiara capo- 
lavoro deir arte e che per lulta Eu* 
ropa acquist6 nome iminortale att^ar- 
tiita e che tultora h di slupore a^oo- 
noscilori. Masucdo allora hik che ui- 
Tent6 nuova forma alle cokmne ca- 
lando la ciinbia alla misura di no mo- 
dolo , aggiungeiido il bastone ed adal- 
tando al di sotlo il collarino facendo 
da esso prindpiare la ookmwi dalla 
parte di sopra. LMmmorlalo Miche- 
langelo lo imit6 e vi agginnae ft fe* 
ilone ed il mascherone. £d egli fti che 
in Eoropa dasse il primo saggio di 
greca architeltura dopo la decadema 
di qudr arte. Molti sono i suoi Uvp- 
ri di scultura ed i principali : 1/ 
sepolcro di Caterina d' Austria nMyUe 
di Cario duca di Cahibria dicCro r d- 
lare maggiore in S. Lorenao , Tmkm 
di Maria madre del re Robtflo in 
Donna Regina, ^elU dd prineipodi 
Acaia , dd Duca di Doraiao fnHrili 
di Roberto in S. Domenico Maggfo* 
re e qodlo di Giovanna 1 in S» Cbif 
ra. Sopra tutti poi sono da ammimr* 
d qudli dd re Roberto e di CmIo m^ 
figUuolo in S. Chiara. 

MASULLO (Gio. Giaeomo ), oa- 
cque a Napoli e fu rinomato ginee- 
conwlto del XVI iccolo. Scriiie jfsh 
rae et aaafylkae a^UHhaes esd dfei* 
eiones S. R. C. NeamoUiasd. ee. 

MATTEI ( Saverio ) , edebie lel-^ 
imxo , naeque a MonlepaTOM H 19 
€>ltobre 1743 e nd 1^67 olleBne la 
caUedra delle Kngne onentali neMa no- 
|tra universiti e poco dappoi vi f^* 
nunai6 dandosi al foro e vi rioacl coo 
lama. Nd 1777 fn iiditore de^ Caatd- 
li , nd 1779 avvocato fiscale deUa 
giunta delle poste , nd 1786 arvoca- 
10 fiacale di Goem e Caia Roale^ fi- 



atlnieiite coiiii|^ier€ legreUrio dd sii* 
fweino tribanale di Commercio. Fu 
aocio di oMiltMtime acciKiemie di Eu- 
lope e u mori il i3 agosto 1795. Di 
loi ebbiamo: 1* ExerdMiomes per Sa^ 
mrmm , 3* Tradmiooe de' Snlmi in 
veno itaHano con note e distertazio* 
si ) 3^ Apolt^eUeo Cruiiat» , 4* Sag' 
gm di Risoiutiani di dritlo pubbUeo an 
^ksiasiieo , 5* Spggio di poesie iaiine 
ad OiUianen 6"* i paradossl , 'j^ IlSali- 
watna eorrfaso , 8" Ariaga per te gre- 
ake eoiome di ^iUa su ia domanda 
di depuiarsi in quei regno un pescovo 
mauomale , g** Bisseriasione suif auio* 
wiUt dd giuiee mrW obbiigare aigiutth 
msento due iiiigaiUi di diuersa reiigione^ 
io>* Mmmie per ia mia di Mriastasi» 
md ologio diinecoia JfimeiH j 11* Dis^ 
eewia sie ue wopra i sabni peniienziaU e 
ie am H kk e penOenae , 12^ Pamdosso 
paHdeodegaie , i^"* L' Uffizio de' mor^ 
H inadoUo , eoUa disseriazione di Giob' 
Im' gimreconsmko , i^"* V Vffizio delUs 
A yer^me seeondo ia voigata ghssa 
kKtima^ parafirasie disseriatione Utw^ 
gjkm^ i5* Se i musesiri di eappelUs sotK 
amufresi megU ariigkuuy 16* Haccot^ 
tm deik aringhe criminaU pim brillan-^ 
ili 17* Quesiiomi eeonomico-forensij »8*^ 
^poiitko4^ak tkik 



MATTEIS ( Pteolo ) , celebre i>itto» 
aac(|ue nel Cilento nel i665 e 
6 flotto Loca Giordano e si for- 
»6 ttoo ftfle tntto Mio. Dipinse mol- 
10 is MapoK^ in Roma ed in Prancia 
od I aooi dipinti aooo da arominuni 

ala precisione del disegoo , per b 
l%enaa e groiia del nudo, Si 



tl in Kapoli nel mete di luglio »7>8. 
Ftt anche Tenato nelle lcttere e ftcnt- 
ee le pita de'pitlori pit» illustri Napo*' 
leteni ed on iibro per apprendere il 
diefg no. 

M ATTEO Da Lsocs , eelebre pit- 
ioie , la faima de^ suoi dipinli lo fece 
•Uaniare a Roma e nella Spagna. Vol- 
le pessare ndle ladie dove divenne 
«aai rieco ed tvi si mor\. Di liii mol- 
ie opere ei restano njlia ciiicsa di S. 



Fligio , ndla cappella di Sisto IV nel 
Vaticano, uella Aotonda cdaltrore. 
Fu ancora ndle lettere Tcrsato e (il 
lui abbiamo: 1* // trionfo di CriOOy 2® 
Diverse storie di Malta. 

MATTEO Di Ayeis^, nacqoe di o- 
acttri natali e per la sua dottrina giun« 
se al posto di abate geoerale delForr 
dioe Olivetano. Compoae molte ope- 
re e molte ne tradusse dai greeo in 
latino. 

MAULIO ( Ferdinando ) , celebi^ 
architdto , nacqoe a IVapoli drea il 
»5oo e si mori nel iS^o. Fu scolaro 
del lunoso GioTanni da Ilola e iece 
le seguenti opere nei nostro regQo : 
La cMesa deHa Nuoiiata , U Pakzzo 
dd rioer^ IX Pietro di Toledo a Pos- 
auoli, i Canail per \o scolo ddle pa* 
liidi delia Campania , la Sirada di 
POrta Nolana , T allra della Ribera , 
ossia di Monteliveto , rifece quella di 
Capua , costnil ii Pimte sul Voltumtt 
e dilat6 la G^rotta che mena fbori a* 
B^noli detta di POESuoli. 

MAUIIO ( Jscopo )j nacqne e Ifa. 
poii e fu purgatissimo scrittore latino 
e ¥0lg9Te» Fiorl nd XVI seeob e ci 
Iasci6 la tradusione delhi Storia dei" 
Ut guerra di IfapoU di Gio. Gkviano 
Pbntnno^ Ilapoli , iBqo, in /f. 

BIAURO Di Onuino^ dolto lias|- 
liaiio, profess6 filosofia e lingiia gre- 
ca e si morl ue\ i485. Scrisse ; t* 
Jfislona Mbnasteris S^ NicoUm de Mjr- 
druntino | a* Carmen panegyricum de 
iaudibus manyrum Ifytiruntinormm^ y 
Jkt Ifydnmtinae mrbk ejspugnatiouem 

MAURO ( Giaeomo Antonio de ) , 
noeque ed Aversa e fiori nd XVI se- 
eolo. Si ¥ers6 ndU giurisprodrnui e 
scrisse varie doUe tdkgauoni^ Napo* 
ii , i6»4* 

MAURO ( liarcdlo de ), figliuolo 
del preoedente , fior^ nd XVI seoo- 
k» e riuscl di nome nel foro e spe- 
aiahnente nd dritto feudale. Fu pre- 
•idenle ddla regia Camera della Som- 
maria e serisse : Atlegationum in cau- 
sis praescriim fcudaiibus cc. riapoli , 
1614. 



2iS 

MAURO ( Gio. Girobmo d^) fir 
gliuolo del precedente , veatl abito 
di cbieta e fii rinomato giureconmil- 
to. Di loi abbiamo delle dote Mh' 
gazionL 

MAUSOIflO ( Pompeo), nacque 
«d Aquila e fu rinomato matematico 
dd secolo XVf. 

MAUSONIO ( Florido ) , nacque 
air Aquila e fiori nel XVI aecolo. Di 
lui abbiamo: Tractatus de causis exC" 
cuiMs ^ ee. , Venezia, i6q6. 

MAZZA ( Malteo ) , nacque a Sa- 
lemo e ai divtinse nella giurispruden- 
za. Si acquist6 anche nome nella fi- 
lotofia e neir antiquaria. Fu discepo- 
lo del famoso Giovanni della Porta e 
fiorl nel XVI secolo. Venne innabui- 
to a presidente del supremo consiglio 
d' Italia e si mori a Madrid. 

MAZZA ( Antonio ) , naeque a Sa- 
lemo e si distinse nel professare me- 
dicina e filosofia nel Collegio della 
sua patria. Fiori nel XVII secolo e 
scrisse : Histonantm epitame de rebus 
Satemltams ^ Napoli , i6Sf. , in 4- 

M AZZA ( Giacomo ) , nacquc a Reg- 
gio e vesli abito francescano. Fiorl 
nel mezzo del XVI secolo e scrisse : 
iMcema Confessionis , Napoli , 1 5 1 9. 

MAZZARELLA ( Andrea ) , lclte- 
rato e poeU , nacque a Cerreto il ? i 
decembre 1764 t passato a Napoli si 
diede al foro che tosto abbandond per 
dediearsi allelettere. Nel 1799 fu ob- 
bligolo riparare in Francia e pcrcor- 
ae buona parte d'Italia ovunque facen- 
dosi ammirare per dottrina. A Firen- 
ze compil6 un giomale letterario aTen- 
do a compagni i celebri Vincenzo Co* 
co , Perticari , Vinceuso Monti, Mel 
1 8o4 fece ritorao a Napoli e nel 1 8 1 1 
fu nominato giudice della sua patria 
dove si mori il 26 seltembre i825. 
Fu socio di varie accademie e scris- 
■»e : i" Prospelto ragionato suiie bel- 
iezze delia storia universaie^ Mapoli , 
1818 , 7' Poemettu genetiiaco ^ Na- 
poli, I8a5, 5* Canzoni ^ 4" Molti 
FJof^t nclla biogidfiu iia[iolilanadi Gcr- 



MAZZARELLA ( Franoesoo Vm 
rao ), nacque in Napoli ^ si disthise 
nelle lettere latine e greche. Fioil aiil 
cadere del XVIII ed il cominciare del 
XIX secolo. Ottenne la cattcdra di lia* 
gua greca nella noatm XJni¥eraitii« Dl 
lui abbiamo: %• LaNeoeUtnopedm^ 
Napoli , 1779 , 2 TOl. a* Di Museo fH 
grammaiico gii amorosi avvemmenU ins 
Ero # Leandro , tradurione dal greoo 
in latino ed in versi italiani , Napoli , 
1787 , 5* Traitato deUa poesia iudsa» 
na^ Napoli, 1818, 4* Leitera $u P ii^ 
ierpretawme di du€ pasi fiiiili Ppstani 
fdtia dat Lanzi^ Napoli , 1810, S* X« 
Batracommiomachia oioddkde lagget^ 
ie di Omero , aiiasse la guerra mm k 
rranonchie e ii swrice , con nn inno • 
Venere greco latino , NapoU 9 iS^o ^ 
6"" Leuera suiie Xll Ftatrie atsko-mtk' 
poietane , Napoli , 1 820 , 7* li Samet^ 
ii^ ossia i*antico donatOy Napoli, i8i5| 
8'' LEiienopedia , Napoli, 1817 , 9^ 
// Fiiogaiio , Napoli , 1802 , 10* Lu^ 
zioni eiemeniari di grammaiiea tatisah 
italiana , Napoli , 1 8 1 5* 

MAZZARINI ( Giulio ) , nacque dl 
nobiie faraiglia a Pitcina il i4 legiia 
i6oa , siudio nel colleggio romano • 
con Tabale Colonna pm cardinale paa» 
so nclle Spagne. Disgustato delPoi^go» 
glio di quella naLione abbandond quel 
rrgno e si diede al mestiere delle mr- 
mi e serv\ da capitano di fanteria nel- 
le guerre della Valtellina soito i geae» 
rali Conti e Bagni. Attaccatosi poi el 
cardinale SucheUi lo segul 10 Lonbar- 
dia e vi »Uidi6 gP interesai de^ prioc%ii 
che si disputavanoCasale e Monferraio . 
II nunzioPancirola dmbasciadore dkpe- 
pa Urbano VIII nel i63o pass6 nel 
Milanese e nel Piemonte per trattare 
la pace e Mazxariiii in qualitii di altac- 
ciilo a quelb legazione lo aiutd moltia- 
sirao e vari viaggi intraprese per Pog*. 
geflo. Sendo riuscita inutile ogni trat- 
tativa , le armale nemiche si roisero in 
ordiiie di battaglia e gi^ i ribaidi du* 
franccsi detti enfants pcrdus erano ve* 
nuli alle inani allorche Maizarini do- 
po aver detennioato ii gcneraie Saui- 



te-€roix a cedm ^ usd dalle trincee 
Biiole col cappello ia iiiafioe tpres- 
ogni pericolo e le palle ^ fi* 
) intomo , ppdb a piima to- 
ce : Paee! paee / e la milnia francese 
CMlam6: Peini de palx , pckm de Ma* 
warinl Ma il lore generale fece desi- 
ilere dalle armi ed il gioroo dappoi f u 
OTBcbiiiso ii trattato. Di ritorao a Ro- 
»a ablfocdood la tpada e Yestito abi* 
to di cbiesa lii inviato Tice-legato ad 
▲vignone e poi in Franda per ter- 

le differente tra quella nazio- 

e la Spagna. Per ioa opera alla 

• il 6 aprile i63i fti la pace fir- 

a Qoeraaqae e gH acqnist6 Ta* 

di Recb^en ed ii liTore di 
le Lulgi Xm. Abbandond indi Ro- 
nia e passato in Franda , Ricbeliea 
lo nemanb ambasciadore straordinario 
a Torino , poi plenipotensiario in Ale- 
magoa ed ottenntogli il cappello car- 
dbuiliBio gli affidd gli affari stranieri 
alla morte del ?• Giuseppe. Alla mor- 
le del oardinale de Richelieu Luigi 
Xm lo nomind oonsigliere di stato e 
pol tra sooi esecotori testamentari. La 
Yodoro regina Anna d* Austria reggen- 
te dd reame di Francia per la tene- 
n cl^ di Luigi XIV gli affid6 il go- 
matm^ ddlo slato* Reucb^ Mauarini 
fl inostrasie umile e senza fasto , fii 
coogiurata la sua caduta dd duca di 
Reaufort , dal coadiutore di Parigi , 
dal prindpe di Contt e dallii duches- 
sn di Longuerille , i quaK gli solle- 
vamio cOntro il popolo. II parlamen- 
to d iieg6 perd6 ad alcuni ordini del 
MftT.aarfu ed egli fece cacdare in car- 
cere 11 presidente Rlancmesuil ed il 
consigliere Rroussd. Questa Tiolenza 
diede prindpio alla rivolozione del 
1648 conosduta poi col nome di Bar' 
neades. Allorcb^ la regina col figliuo- 
lo abbandonarono Parigi , il paria- 
raento dichiar6 Mazzarini perturbato- 
re ddr ordine pubblic6 e lo condan- 
116 ad usdre dalla Franda fra lo spa- 
zio di 8 giorai col seguente decreto: 
AiUfndu que le cardinal Mauain est 
notoirenwni auieur des desordres dc 



r 6iai f ta ceuri le d^elare periarbaieur 
da repos pMie , ennemi du roieidc 
son diai , iui enjoint de se retirer de 
la eoar dans le Jour ^ ei du royatane 
dans httiiaine; ei y ledit ierme expi- 
rS , enjaini d ious les sejeis du roide 
hd courir sus , ei difend ii iotOes per* 
sonnes de le recevoir. II cardinale fng- 
gl a Saint-Germain ed i ribelU ri- 
corsero alla Spagna per soccorsi , nHi 
la regina allora nd giorao 1 1 marzo 
1649 a Rud accomod6 le cose col 
parlamento, il quale conserv6 la libertii 
di riunirsi e la corte ritenne ii sao 
ministro* Resosi troppo dtero ed in« 
solente il prindpe m Cond6 , Mas- 
sarini il 18 genndo i65o spinse la 
regina a cacdarlo ndle caroeri di 
Ham-de-Grdee col prindpe di Contl 
soo fratdlo ed il duca di Loogueril- 
le. II parlamento poi nd i65i ordi- 
n6 la liberl& di que^tre prigioni e 
contro del Mazzarini.pronunzi6 la con- 
danna di esilio con tali parole : £11 
consequence de ia declaraiion ei poion^ 
i^ du roi ei de la rdgenie , dans le 
quinsieme Jour de ia pubHcation da 
pr^seni arrSi , le earduial Mazarin ^ 
ses parents et domestiques Arangers f^- 
deraieni le rqjraame , ei qne , iedii 
iemps passS , ii seraii proc^dS conire 
eux extraordinairement , eipermis aux 
communes ei tous auires de ieur cour" 
re sus. Mazzarini allora personulmen- 
te f u ad Hawre a liberare dalla pri- 
gione il principe di Cood^ , il prin- 
dpe di Contl ed II duca di Longue- 
rille e protestando loro la soa ami- 
dzia| oon quelli sed6 a convito ed in- 
dl preso comiato pass6 a Colonia ed 
abit6 la casa di campagna a Rreiiil di 
quell' dettore. Ancbe da quel lonta- 
no paese Mazzarini governava laFran- 
da che rivide nel i653. Di latti il 3 
Cebbraio di queiranno ritora6 a Pa- 
rigi ed il re fu ad incontrario sei le- 
gbe fiiori la ciltk. Luigi XIV lo ac- 
colse come padre ed il popolo come 
suo signore. I principi, gli ambascia- 
dori , il pariamento ed il popolo cor- 
teggiavano qucll' uomo che avea fat- 



ttt 

to aTTcrtira a^lmcesi il v^o nellB 
fk>litica domile la soa aisenta da P^ 
rigiw Fa celebrata in «lo onore so* 
lenne fesla a \^ Hdtel^De-ViUe qual ei 
conveniTa a soTrano e gli fii avegna* 
ta abitaBiooe nel LonTre. Gralo a tan* 
lo aSSBllo il Matsarini mise in aaiooe 
lotta la tua potitica per rendere il piik 
importante terrigio aila Franda che 
lonnentata era Sk inleslina guena • 
traTai^iaU dalle armi spagnuole. Dl 
iatti ne venne a capo nel 1669 e ben« 
ch^ malsano neUa saluie ToUe di per- 
aona Iratlare qoella negoaiaiione* Nel* 
r agoslo del 1669 a tale oggetto pas» 
a6 nelVisola d^fFigkuu messa nel mea* 
BO dd fiome Btdamoa nel confine deU 
ia Franda e della Spagna ed ivi eb» 
be conlerenaa con D. Lnigi di Haro 
Biinistro spagnoolo. II matrimonio di 
Luigi XIV con U infinle di Spagna 
reslitol b tranquilliU e la qoiete wf 
fKancesi ed il nome dd Ifaisarini A 
ttwt immortale. AggraTatosi il malo* 
re per gPinoomodi del TiaggiO) qiiel 
gran polilioo si motl nel marso del 
1661. Giulio Haaaarino sotlo il no- 
me di primo mini*lro fii il soTrano 
assoluto della Franda che ne pianse 
la perdila ed il re oon la corte si tc- 
sll a comiccio. Sendo ^idno a mor- 
le Tolle donare totti i sooi a?eri a 
Luigi XIV , il quale vi rinunsid ed 
allora^egli ne dispose a fsTore de^po* 
▼eri , degli amid e de^parenti. Ollre 
le iromense possessicmi Maisarini go- 
dcTa le rendite dell' ardTescovado di 
Mrta • delle badie di Sdnl.Amaud , 
di Saint-Clement e di Saint-Vincent, 
dt Sainl-Dems , di Cluny , di Saint- 
Victor de Marsdlle, di SaintM^itl 
de Soissons , di Saint-TaUrin d* Ev* 
rc«ix. IVel 1745 rabate AUinval pub- 
blic6 in 1 toI. in la Le$ LeUrts dnL 
cardinai Mimarm. 

MAZZAROPPI (Marcoj, rinoroalo 
|Nllore ) nacque a S. Gennano droa 
il i55o e sludi6 a Roma y in altre 
cilU d' Ilalia e nelU Fiandra. Si 1 
i\ nel 1620 ed i sooi diptnti 
mollo riccrcati. 



BIAZZEI (Francesoo)) iincqQe a 
Paola il 30 lebbraio 1710 e ?eslilo 
abito di chiesa pass6 a Roma dove sl 
acquisld allo nome nell^ aTToeberia. 
Di lui abbiamo: t* J>e mairimimkk 
Canscieniiae vuigo rumempato^ Roma^ 
1765, a'' De iegiiimo aelioms spoHie 
usu eommeuiarisu f Room , 1778 , S* 
De ediUiiis aciltinibus , Roma , 1780* 

MAZZELLA ( Sdpione ) , naoqoo 
a Pfapoli e fioii sol cadere dd XVI 
secolo ed il oomindare dd XVIi. Ln 
soe opere sono: i^ Deseriaiosm dd 
regno di NapoU , ee. Napoli ^ i586^ 
iu 4) ^* ^ ed amtickkh di PofTsio» 
lo , ec. Napoli, 1691 , in 8, 3"* Ojpv- 
seulumiieAilneis Puteoiorum^ ae. fln- 
pdi, 1693, in 4- 4* Tice <Vr» 4i 
NapoU coUe ioro effi§fia ai smlmndu , 
NapoU, i594, in 4. , 5*" Am^Ae 
nobUi dei Seggh Capuano. 

MAZ2U0TT0 , questo eddm b«i- 
dito visse soito il regiio dl Giovaak 
na I e (u capo di forte masnada. Por» 
tava il capo raso e correva la IHigliai 
Ui Capitanala , il Gontado di MoUee, 
b valle RenerenUna e Terra di Ln* 
▼oro lioendo ruberie ed ocdeioai. II 
eonle di S. Angdo gli daTa rleove* 
ro sicuro ne' suoi stali , ma alla fino 
il a5 settembre iSnZ il oonto slesso 
per ordine della regina cooaegD6 Mas« 
siollo alla giustiua cbe condaomrto Im 
appiccato per la gola. 

MAZZOCCHl ( Alessio Simmaco ), 
lamosiMiiiio anliquario , nacqne a S. 
Maria di Capoa il ^a ottobre i684, 
Tcsa abito di cbiesa e nel 173$ eb- 
be on oanonicato e fa nomlnnlo rc^ 
tore del seminario ardTesooTile di Na» 
poli- Cario III di Rorbooe locbiamd 
alla catledra di S. Scrittom , indi gli 
iifiii r ardvescoTado di Langiano cbc 
rinondd e ne ebbe in cambio una 
pensione. Fii todo di inolte accado> 
mie dd regno e di qudla ddle Iscti* 
uoni e Rdle Lettere di Piirigi , fi* 
ndmenle d mori nd seUembre iM 
177 1 • Hegli oltimi qualtro anni di ana 
▼ila per I' etli decrepita e per la tan- 
ta ap p Kcas ione alio stodio era diYe- 



imto in modo riiiiba»bilo da non sa- 
pere icrivere il proprio nome. Mol- 
tlMinie e dottittioie opere acriitJie que- 
Uo intigne lelterato e le principali 
iono : i* Dissertazione mtprn ftjrigi' 
mde^Tirrenl^ a* Commeniatms Cam- 
patK amphiteatrL , ed&asque nonnaUas 
Campanas iseripUones , 3® La illuslra- 
irfona delle tavole di meCallo letterate 
filrovate nel lySa nel sito ove era 
l'antica Eraclea ▼icino Taranto. Tale 
IftToro gli aoquitld gloria aublime 
e lo' magnificarono tntti gli eroditi 
tni qnali il cardinale Quirini, il Mii- 
irmon , il Maffei , il Facciolati , Le> 
Benu , Gretff ed altri cd a bnon dril- 
io fit detto : laeupkHssimam universae 
ermdiiioni promptuariitm ed anche lo- 
fJKf Europae ieHerariae miraeuium^ 

MAZZUCI ( Roberto )| giurecon- 
anlto , nacqoe a Gallipoli e fiorl nel 
XVII teeolo. Scritte : i* Specuium 
q^iseopormn ec Roma, 1647, %^ 
LeUera M Messinesi , Napoli, 1674. 

MEDICI ( Luigi de ) , nacqne a 
MapoK teoondogenito del prlncipe di 
Otlaiano fl 92 aprile 1769 e fu ma- 
g^rato e reggenle della Vlcaria di 
giovane elii. Nel 1799 rimite in nto 
la Irutla ed il depotito de' colpeniii 
Mlle galere, oel 1793 fu merabro 
Mla gionta di tlato pe' rei di maettlk, 
nel 1795 per maiieggi del minittro 
Aclon fo accnmlo come partigiano 
de* nemici dd governo e tottopotto 
a giudiaio cd a lale oggetto ti aboll 
la gianta di cni Medici ftoea parte 
O nt fn creala altfa pid terera com- 
Mta dal Vannl , dal Gnidobaldi , 
dal Catlelcicale e da allri. U Vanni in 
qoaM di fitcale dcHa Ginnta chiete hi 
loftera e poi la morte pel Mcdici , 
■m i gittdici lo dichiararono innocen- 
it cd egi ricuper^ k liberiik. Nel 
1A04 fn nominato ▼lce-pret idc nte al 
ooMiglto di Finanie e nd i8i5 gli 
fta affidalo qnel minittero e rallro 
della PoKaia. llel 1818 concbiute H 
tencordatocooRoma, col quakditlrlt* 
Beaaoltittimi dritli dall^immoriUeTa- 
«Md eon lanta btica aeqnltlati « fiten* 



dicatl a^ nottri tovrani. llel iBa 1 dopo 
Tattattinio di Giampielro aTvertilo del 
pericolo correva la tua ▼ita, fuggl a Ci- 
?ita-Vecchia ed a Roma. Nel 1 Sqq per 
opera di Rothtchild ebreo di naaio- 
ne e ricchiMimo baochiere, Medici ri- 
lorn6 al minitlero ddle Finame dal- 
r etiUo di Firenie. Dopo il congretto 
di Verona otleone anche il minitlero 
degli affari ttranieri e pretedi nd con- 
ttglio de* minittri. Avendo poi tegui- 
lo re Francetco 1 di Rorbone ndle 
Spagne in occatione di accompagna- 
re la prindpetta Maria Crittina ma- 
rilata al re di cpid reame , ti morl 
a Madrid il a5 gennaio i85o ed il 
ano cadavere tratporlalo a Napoli la 
aeppdlito nd tepolcro de' tnoi. 

MEDICI ( Camillo ) , naoque a Gra- 
gnano nel i54^ ^ patt6 a Napoli a 
atndiare. Si rete in roodo Cunoto nd 
loro napoletanu , chefil duca di Fi- 
renze lo Tolle deoorare ddfordine di 
S. Slclano ed aggregarlo alla tna fa- 
miglia. Si morl nd aprile dd 1698 
e tcritae : Responsa^ Mapoli, i6a3. 

M£DIOPICA ( Giuteppe ) , dotto 
ealabrete, f ettl abito di chieta e acrit- 
ae: i^ Prediehe^ Napoli, 1759, toI. 
1, a^ Jsinuhni Hsereie per ( araut^ 
ne , ec. Ifapdi , 1758 , S^ iMcilfte- 
9ioni ec. Napoli , 17^9 , ▼oU a. 4^ 
Cenio esdamauoni ec. Napoli , 1744 ) 
5^ T\!ologia specoiaiifHt , e dogmatiea 
ee. Ifapoli 174^ 9 ^^ Diseorsi sopra 
gii epangeHi tieik domenicfke di tuito 
? anno ec. Falermo, 1736 , 7® W^nns 
utriusque Juris , Mettina ^ 1758. 

MEGA ( Teteo ) , cdebre lettera- 
to , nacque a Leoee e fiorl circa il 
tS48. Di Ini abbiamo nna dotla om- 
sione latina che redtd ndb nnlverti- 
tft di PadoTa dlorch^ Francetoo Slo- 
rdU prete il dottoralo. Qndla fn 
ttampala a Padova nd i548 , tn 4* 

MKGALIO ( Marodlo ) , inaigne 
teologo , nacque a Squlllaoe e ^eall 
rabilo leatino. ProCpttb leologla a Mo« 
fleoa e ti morl a Napoli il a6 mar- 
»0 1643. Di Ini abbiamo: i^ insO' 
iuHanes peft gi imMmm , Modena , i6i5| 



216 

i8-sr, Tol. 3*9 a^ Comiderazionl $0- 
pra gh evangeiU deUe damenichc , Mo- 
deiui, i6q5 , 5' Promptuarium theo" 
iogicttm'moraie*$ckoiastico<anonkmm , 
ec. Napoli , i653 , 4^ Variarum re» 
soiniionam ionuu primus , ei secumius | 
Modeiia , i654 ) 5*^ Isiruzioni , ec* 
Modeiia, 1617 , 6^ Praxis crimina* 
Us canoniea pro foro eceiesiasiico , ei 
secularij Napoli, i65S , 7^ ConsiiUij 
Modena , 1675. 

MEGLIORATO (Marco), celebro 
inedico , nacque a Loreto e aludid a 
f^iia nella cui UDiversitJi professd me- 
dicina. Si mon in patria e acrisse : 
1** Diaiogus de Jnima iiivisus in ires 
sermones , Aquila , i58a , in 8 , 2** 
Traciaius de praefaiionibus in iogica j 
Fermo, i585 , 10 8. 3'' Noiabiiia 
super quinque voces Porphirii , Fer- 
mo , i585 , in 8 , 4^ ^^* Empiricoe 
Bbdieos invec$lffa^ 5« Episioia respon- 
sipa pro quibttsdam quaesiiis de Vk^ 
pera. 

MELaNGONA. , rinomatitsimo alr 
leta napoletano , giovane di bellii* 
iimo aspetto era di tal Talore e for- 
teuw che eserdla^asi a pugnare coo 
le manopole pesanti dette Cesti la 
piii difficile e laboriosa fatica del Gin* 
nasio. W n riteneTa alle Tolte di 
■tare per due interi giomi con le 
bracda a* dritto distese senxa piegar* 
le o preodenri il menomo soUiero. 
Darava con tale pertinacia alla fatica 
cbe stancando l^aYTersario sensa le- 
rirlo o rioereme feriu lo nducera 
a darsi Tolontariamente per Tinto. 
Non Ti fti atleta cbe Tenendo in arin- 
go con lui non perdesse* LMmpera- 
dore Tito Yespasiano lo ebbe oltre- 
modo caro. 

MELCHIONN A ( Carlo ) giureeon- 
aulto napoletano , scrisse : Dissertar 
iione istariea , poUiica , i^ale suUe 
novelie ieggi del re N* S. per le sen^ 
teme ragimate^ o siala sposizione de^ 
U regaU dispacci de' 23 setiembre , e 
36 norerobre 1774 9 Napoli | 1775* 
E que' decreti ora maggiormente do* 
Trebbero aTeie ii loro Tigore che Iit« 



Ti pure de* magistrati, i qnali Bon a- 
dempiono ii loro uffizio interpretan- 
do ed osscrrando te leggi , ma ope- 
rando in modo da fare qudle senrire 
a^ loro capricci ed impegni« 

M£LCHIORI ( Otiavio ) ,^ nacqae 
a Caiauo e Teatito abito di cbiesa 
si diede alle lettere* Fiori sol comin- 
ciare del XVll secolo e aeriase : 1* 
Descritione deit antichissima caih di 
Cfijazzo^ ec. Napoli , 1619 , in 4 • 
a"* TriUiato deiia digniih Plescorik , 
3^ Discorso iniomo al ben morire. 

MELE ( Giulio Cesare ) , nacqoe 
ad Aversa e lo celebre poeU btino 
del XVI secolo. Era ecceliente im* 
proTTisstore e scrisse molto , ma di 
lui ci resta solo: Jd AioysiuM Ca» 
nrfam SiiUani Prineipem , ^aAioiielaer 
que ducem Ode | Napoli , 1600 j 
in 4* 

MELE ( Gioseppe ) , gioreconial- 
to , scrisse : Additiones ad Nicolai Anf 
tonii GizzareiU decisiones ^ Napoli , 
16Q9. 

MELE ( Carlo ) , nacqoe a S. Ar- 
aenio il 5 maggio 1 792 e si niorl il 
16 settembre i84t* Si vers6 iiello 
lettere e pubblicd Tari autori di Ua- 
gua italiana. Di lui abbiamo : 1* lui 
picGolo JYattato ddla pronunua ita» 
lia , a® DegU odierm sffici deUa ^pe- 
gnifia , 3° DeUa proprieth deUa stamir 
pa , 4' Siorui di un nuovo pazso ^ 
5® Le Tersioni di due romaul dl 
De Maistre. 

MELOGRANI ( Giuseppe ) , cdt- 
bre naturalista , naoque a Pargbeli» 
il 29 biglio 1750 e Testl al^o di 
chiesa. Nel 1789 Tiaggio per la Gor- 
mania e la Inghilterra per iatnmi 
nella geologia , nella metallaigio o 
nella scienza forestale. Di litomo m 
Napoli fu adoperato dal fOTemo fai 
Taxie occasioni e nel 1801 Tenne pra> 
acelto per ordinare b dassificasioao 
de^suneraK nelU Beale UniTenilli. 
Nel 1813 fi nominato ispettore fe* 
mraie delle acque e foreste. Di Ini 
abbiaflio : 1* DescriMone geologica t 
itatistioa dk Jbpromonie e ise «Ai* 



Mitze eolP offfiimla di tre tnemorie con» 
eemeHii P ertgiae d^ Fiilcani , iagra- 
JUe di Oiivadi | e k saline deiie Co' 
labrie , Napoli , i8a3 , in 8 , a"* Os- 
eervauoni $uUa noia del signor Mon- 
HeeiU apposia alia sua memoria stU/e 
euqtte , Napoli , i8ao, in 8. 3® ////- 
taiioni Jisiche ed economiche dt^ bo- 
Mckiy Napoli , i8io , in 8. 4« Af^i- 
mah geoiogico , JNopoli , 1809 , in 
S* 5* Alcune poesie. 

MEM MOLI ( Dedo ) , nacque ad 
Ariano e veatito abito di chiesa pas- 
i& m Roma ove si fece alto nome per 
doltrina. II cardinale Mellino lo voU 
I0 m- •egretario e se ne gioT6 in a£- 
fun difficilissimi. Papa Paolo V lo no- 
Miii6 nno de^segretari di Stato e si 
■MNi nel i63a. Di lui abbiamo: i* 
VUa del Cardinai Meiiino romano rc. 
Booui , 1644 9 ^^ Jpitertimenti per 
pmBeatari , Eoma , i63o , 3® Dia-' 
kghi doe da rappresentarsi in musi" 
01« Boouif i63o, 4* Susanna tra- 
^bdia 9 Roma , i63a. 

MENANDEO , celebre poeta comi- 

£f nacque a Sibari nella 109 olim- 
le. Scrisae : i^ Epistoia al re To- 
eo ) a« io5 Commedie. 
MEO (Alesaandro di) , celebre let- 
mio 9 Dacqne a Vulturano il 3 no- 
ViMbce 1726 e Testi Pabito liguori* 
ilB e ti morl il 20 marso 1786. Di 
W abbiamo : i^ Series Principum 
Suiemi , Napoli , 1786, a^ Jpparato 
arwwtogieo agii AnnaU del regno di 
ifypoU deUa wezzana etdt , Napoli , 
1785 y y JnnaU critico-dipiomatici 
dii regno di NapoU deita mezzana etiij 
IbpoU, dal 1795 al 1819 , 12 yo\. 
ki 4« 

HERGADAIiTE (Fabrizio) , poe- 
ta y aeeque a Monteleone il 24 >ct- 
lembre 1731 e si morl il i4 luglio 
1780» Fu rinomato medico e riuscl 
mlto BeUe oomposiaioni satiriche e 
beraeace in dialetto napoletano e ca« 
Ubrese. Ije tue principali comfMi* 
lioni sono : i^ La Staiti , %? La 
^unta a ia mezza canna o sia trascuT' 
so trn Tttttt e ^fnxiifn. 



217 

MERCADANTR ( Antonio ) , na^ 
cquc a Napoli c fiorl circa il 1 5ao , 
scrisse una cronacu del regno che 
disse: Diari, 

MERCURIADE fiori a Salemo ed 
in quella universita si rese lnraosa 
per l'alto sapere in medicina. Que- 
sta donna pubblico : i^ De crisUfUs , 
a* De febre pestUenti , 3" De curatio- 
ne vuinerum , 4* ^^^ unguentis. 

MERENDA (Paolo), rinomato giu- 
reconsnho del XVI secolo , nacque 
a Pietramala e si distinse nel foro. 
Di Ini abbiamo : Prima et secunda 
pars responsorum civitium , et crtnnna-' 
Uum cammunis ec. Napoli, 1674 ) in 
lol. 

MERENDA ( Apollonio ) , nacque 
e Cusal di Paterno e fu seguace di 
Calvino. A Roma fu c<'ippeUano del 
cardinale Polo c scoportesi le sue ere- 
tiche massimc , fu menato al S. Uf« 
fiaio e condannato a perpetuo carce- 
re, nel quale si morl. Pubbic6 a Mon- 
tova : De benepcio Ciurisli. . 

MERGALO (Francesco Saverio), 
pittore , nacque a Monteleone il 6 
giugno 1746 e divenne«insigne arti* 
sta lavorando a colla , a tempra , ad 
olio ed a fresco e sopratutto era ec* 
cellente ne^ ritratti. Dipingeva con 
la massima celerit^ ed anclie piii ce- 
leramente dissipava il guadagno alla 
caccia ed alla crapula. Si mori ii 11 
aprile 1786. 

MERLIARO ( Giovanni ) dclto da 
Nola sua patria, fu celebre scultore 
ed architetto e nacque da un nego- 
liante di cuoio nei 1478* II padre 
suo lo avea destinato a starsi in bot- 
tega per assistere a^ propri interessi 
e percid lo avea feitto istruire nel 
leggere e ne^ priucipt di aritmetica 
mentre gU altri figliuoli avea dati al 
mestiere di calKolaio. Giovanni per6 
preso da aroore per la acultura stu- 
did con Agnolo Agnello del Fiore e 
Benedetto Majano , indi pass6 a Ro- 
me e sludi6 Parcbitettura. col Buo- 
narroti e pe^ modi difficili e pc-l na- 
tnrale bnrbcro di quel grande «iriista 
28 



S18 

si scelse a maestro il Bandinelli. Di 
ritorno a Pfapoli alla fama di se lo 
preced^ c vi fti accolto molto onore- 
\olmeDte e gli furono affidate moltit- 
sime opere. Le sue \nix belle e sti« 
mate sculture sono : Le quattro Sin^ 
tue dinotando i 4 ^umi intorno la 
fontana sur la punta del Molo che 
poi trasporlate Ifurono nella Spagna , 
1 Sepolcri deMre fralelli Saciserreri- 
Ro , Le Statue scolpite in MonteUve- 
to , // Sepolcro in S. Ghiara di Ati« 
tonia Gandino , 11 superbo Matisoieo 
dei yioer^ Toledo in S. Giacomo lo- 
dato con meraviglia da tutti gli arti- 
sli, La Tomba di Andrea Bonifacio 
\icino la sagrestia di S. Severino. In^ 
archilettura poi ^du tnmvaXTmxVaUare 
waggiore in S. Lorenzo^ La Chiesa 
di S* Giorgio de' Genovesi , // paias- 
%o del Duca della Torre , quetto del 
firincipe di S. Severo , Valtro di Ber- 
nardino Bota , la Sirada di Toledo* 
Si morl 4i eXk e di gloria pteno nel 
1559. 

MERLINO ( Francesco ) , celebre 
giurcconsnlto ^ nacque a Sansevero 
di nobile famiglia e si mori a Napo- 
li il 6 settembre i65o. Fu udiiore 
di Salerno , giudice di Vicaria , com- 
missario di campagna , consigliere ^ 
reggente del supremo consiglio d' 1- 
talia e finalmente presidcnte del S. 
R. C. Fu decorato della croce di S. 
Giacomo e del titolo di marcheae di 
Raroonle. Di lui abbfamo; CofHnMr- 
iie , 1 vol. 

MEROLLA ( Franceaco ) , doHo 
gerolomino , nacqae a Napoli e ieris- 
ae : Disputationes in unimrsmm theo» 
iogiam moralem , Napoli , t63i-35- 
4o. vol. 3. 

MESSERE ( Gregorio ) , oelebre 
letteralo , nacque a Torre S. Susan- 
na il i5 novembre i636 e nel 1679 
fu chiamato a professare il greco idio- 
ma nella nostra oniversitii. Si mori 
il 19 febbraio 17089 lu sodo di molte 
accademie letterarie e fu predicato 
uorao sommo da' celebri Leonardo da 
Ciipua, Francesco d^Andrea, Garlo Bn» 



regne, P. Mabillon ed altri. 

METOlfE , nacqiM a Tannto • fa 
buon poefa t citarista» 

METOPO « naoque a Mefaponto • 
ib tilosofo pitagorieo* S cg i we : D9 
Firtute. 

MEZIO ( Federico ) , nacqne a G»* 
latina e vestl abilo teatino* Si diitiii* 
se per dottrina e sopratntto neiln Ifa» 
gna greca. II celebre Gesare Barofli» 
di lui si serviva per la tradusione diP 
scrilti de^ SS. Padri si conservavano 
nella Vaticana. Fn vescovo di Termo» 
li e lascid molte dotte tradoaioni dnl 
greco. 

MEZZANOTTE (Biase ) , naoqtit 
a Chieti il qo febbraio 1739 e «i mio- 
rl il 5 settembre 1776. Vesll abim 
di chiesa ed istrui la giorentil nol 
seminario diocesano della patria «ui. 
Riusd di nome nella filoaofia ^ nelln 
tt^ologia e nella poesia. Di Ini abbin- 
no alcnne poesie. 

MIA , donna celebre in filoaofis ^ 
nacque a Crotone da Pitagom e dn 
Teano. Sendo vergiue insegnd allo 
verginie maritata a quelle cbo aTen* 
no menato marito. Scriase: EpiMioim 
ad Phiilidem. 

MICHELE Da Nafoli , dotto fn» 
cescano del XVI secolo , si diatinat 
nelle lettere e nella predicasiono e 
acrisse : Annotationes super Propketmg 
minores , precipue super Ezeckekm 
Sermones, 

MICHELETTI (Gio. Baltiala) , u- 
cque ad Aquila di nobile Miiglia 
il 16 luglio 1763 e si morl ii «4 
apriie 1855. Fu di molta doltrine , 
che io fece essere socfo ddl*acoade» 
mia Pontfiniana , di quella del Ecele 
Istituto d' Incoraggiamento ) della ao- 
cietii de' Georgofili di Firense e di 
molte altre. U lui abbiamo: 1* A^ 
poiogia de*SS. Fadri dei primiswcoU 
deiia Chiesa ec. Napoli , 1788 , 9* 
// Monte di' Areiea , Atpiila , iTQ^ , 
3^ Lettere soiitarie , Aquila , 1801 ^ 
4* Tragedie^ Aqotla, i8ia,5" fVe- 
sagi scientifici suit arte deUa stnmpa , 
Aquila , 1814 > 6^ Romnnso morale 



te. Napolf , 1827 , 7* KahM mita- 
hih di tre JtalUmi , MaceratB, 1829, 
8* Apologetiik iieUa Cattoiica reiigiaae^ 
Aquila , in 8» 

MIGHUiO (Fhmoesca)^ nacqoe 
a S» Angelo nelhi Basilicata e fu ee- 
•rilenie notooiiata , fiorV drea la me- 
lii del XVI aecolo e scrisse : ObseF" 
mttianes Anaimmcae^ Veneaia , i554 ) 

fai4^ 

MIGLIARESE ( aaiidio } , dotto 

gefaita , nacque « Cosenia e fiorl nel 
XVI iecolo e scritse : De pntis socie' 
taUs cum ejspesitione extrapogantis «- 
teendente domino Gregorio XIIL 
. MIGLIETTA ( Anlonio^ , naeqoe 
• Camiiano nel 1767 e m celebre 
Bcdica. Per concorso ottenne il pe- 
elo di medico pretico nelr ospedale 
dl S. Gsacome in Napoli, nel 1788 
le oittadni di medicina pratica in Lec- 
ce^nel »8i4 a Napoli fu nominalo 
eegreterio generale deiruffizio del pro- 
iQOiedicato del regno c caltedratico 
di •toria medica, pro fess^ anche fi- 
.|citofi& BcUa nostra universiti^ e ri- 
eeoMe gU encom^ de' piu illustri lei- 
leiati. Si morl il «o agosto i^8a& e 
aerisse: »^ Istituzioni Jisiologiche ^ 2^ 
Gavemo deit uomo sano , 5^ Govemo 
deit tsomo malata , 4^ Materia medi' 
«0)5* Ducorso prelimnare alia sto- 
rim wedKa , 6^ Msmoria sulie^ acque 
SesTnaU di Strapide , 7" Discorso me- 
dho^legale j 8* Annotazioni al trattalo 
delle Balattie sifiliticlie di Swediaur , 

S^ jinmoiaziomi alla B»edicina legale 
Fader^, lo® Traduzione del trat- 
' lato della febbre gi<iUa dt Valentia e 
^dkUa chimica di Henry^ 1 1^ Vari opw 
eeoli 9 i^* Giomale medico , i3® Bi' 
Uioieess Vaceinica. 

MIGUORE (Gaetano > celebre lel- 
lerato , nacque a Napoli nel i^^o^e 
^pesH abito di chiesa. Fu professore 
di lettere greghe e latine nel reale 
•ollegio , che abbandon6i per seguire 
ia cpialit^ di uditore ii cardinale Ca- 
rafa a Ferrara. In qiieUa cilla la sua 
•doltrina in modo gli acqiiisld T aino- 
ve de*Ftf rcaresi y che io voliero ascd- 



219 
▼ere a foro ciUadino. Venne nomi- 
nato professore di eloqueiua , di an- 
tichitli greche e romane e quindi 
preletto della UoiTersiMi dr Ferra- 
HK Cofi dolore delP uniTersale st 
morl nel 1789. Le sue operesono, 
\^ Olrazione ia lode di Cario ///: ec. 
Napoli) 1761, 0'* VotiH curiae Ror- 
tuensis tituliy ec. 5^ Ephebeo Ladwt" 
rum Graccarum^tt^ litterarum ec. 4^ 
Oratio pro^ auxpic* Partu Theresiae 
Caraphae ec 5^ Ad Jnsorip, M. Ju* 
nil Pudentu ec. Endecmsiilabi in mor' 
$e di Monsig* GioQ^ Capece ec. 6" 
Oratio ec , Ferrara y 1787 , 7** //■- 
scHptiones ee. , Ferrara , 1789 , 8° 
Uendecassyllabi ec. , Pesnro , i834. 
MILANTE (Pio Tommaso), cele- 
bre teologo ^ nacqne a Napoli il »5 
Agosto 1^89 e Yesll P abi to domeni- 
cano. La sua doltrina gli ottcnne la 
cattedra primaria di teoLogia nella no- 
stra Uni¥ersi(& e pupa Benedetto XIY 
lo nomind vescovo di Castellamave 
nel 1743. Si inori il !>aprile 1749« 
Di lui abbiamo : i'* De Stabiis , StH- 
biana Ecclesia , et Episcopis e/us , 
Napoli , 1750 , Q** Oratio extempo* 
ranea in electione Benedicli XIU ^ Na- 
poli, »7a4f S^ Theses t/teologicaeecJia' 
poU 1734, 4^ Exercitationes dogmaU" 

' eo^moraies ecNapoli, 1 738-39-40, vol. 
5, 5® plndkiae &sgularium iu causa 
monasiieae paupertaiis^ ^poM^ ^74^i 
6* BAIiotfseca sancta ee. Napoli- , 
»743 , ▼ol. ^ in. foL , 7* Epistota 
Pastoralie ad Clerum et populitm Sta' 
biensem , Roma , 1743 , 8^ De viris 
Ohtstribui Congregationis S. Mariae 
SanitaHs y riapoli , 174^ > 9^ ▼arie 
orazioni , Napoli , »747* 

MILENSIO ( Felice >, insigne let- 
terato , nacque a Laurino^ e passato 
a Napoli ▼esli abitOiagosliniano in S. 
GJ ovanni a Carbonara. ' La sua dot- 
rina lo fece prescegliere alle piu- rag- 
goacdeiKili cariche drlla sini congre- 
gaaione e per^orse percibirkalia, la 
Boemia , V Auslria y ia Baviera , k^ 
MoraTia y la Silesia ed altre provin- 

«ce Gfiinque ricevendo alliooori» Nel 



220 

i6o8 Ferdinando midoea d*AiMtria 
1o ▼olle a stio consiglicre e nelu di^ 
ta di Ratisbona del 1609 T^iDtenren- 
ne in qaalit^ di tegato della S. Sede* 
Pfcl 16^1 rarciducad'Aii8tiiaass(m- 
to air impero eonfermd V tiflizio di 
suo consigliere a Milensio. Alla fi&e 
volle ri?edere la patria e si morl in 
^(apoli nel nionasieru di S. GioTannf 
» CarlK>nara il qt setteiDbre 1646 di 
anni 78. Lc sue opere sono: i** Pa- 
rola contra V ingmlitudine , ec. If apo- 
li , t654. 7 a^ Prcdica in onore delia 
Vcrgine Annanciiita ec. Vienna d'Aii* 
stria , 16)7 , 3* Oratio , Boiogna , 
i6i4) 4^ ^ qnnntUatt Hostiae com' 
trti crrorem Osuiniidi iiber j ec. , Ifa« 
poK, 161 8 , 5* DeWimpresa deite' 
icfiinte^ 6" f^eserusj ec. liapoli, 1 SgS. 
7*^ Aiphaifctum de inonnchh , et mo* 
nasteriis Gcrmaniae , ei Sarmatiae 01- 
teriori$ , ordinis crcmitaram S. Aagtt' 
stini , Praga , i6i3 , 8® Dichiarazio' 
nc (ic^ iamcnti , e deitoratione di Ge* 
rcmia profcta , IVapoli, i656, 9* Dei- 
la gigantomaclua cc. riapoli , in 8 , 
10» Pro voto illustriss, et revereniRss, 
cardinaiis Ccsaris Baronii in catua S» 
Matris Ecciesuxe Cathoiicae cum Re- 
pttiA* Fenetomm. Scrutiniiun ^ Magoo- 
aa , 1606. 

MILETTO ( Giitseppe ) , nacqoe ad 
Amantea e fu rinomato poeta. Fiori 
ful cominciare del XVIIl secolo. AI- 
CODC sue rime trovansi nella raccol- 
la dcgl' illustri poeti napoletani pol»- 
blicata a Firenze ncl 1735. 

MILIZIA ( Francesco ) , naoque 
ad Oria ncl i^aS e si moii a Ro- 
ma nd marzo del 1798. Scrisse : 
i'' Le pite degii Archiietti , a* La 
traduzione deU' articolo del salasso 
deir Encidopedia , 5* Compiiazirme 
degli elementi di materaaliclie pure 
secoiido r abate de la Caille , 4* ^^ 
iii*ro su i teatri , 5^ V arte di uedcne 
nelie iK'ile arti dei discgno , 6* Dizio* 
narin dcllc ifciie arti del discgno ,7* 
iin Compcntiio della Storia deiraslro- 
iioioia antica e moderna di Baillj ^ 
8"* Dizionario di medicina domcstica y 



9* iinn IniHdnzione A alotia art» 
rale ed alla ^ografia fisiGa di 8pa> 
goe di Bowlet cfae traiuaie • pob* 
blicd a Roma, lo^ Bama m9B Mk 
arti dei liitegao. WKoAm f» 
molto satirieo e poeo fHeMlTO. 

MILIOlflOO o MamoRo ( 7' 
Antonio ) , naeque nella Lacaoii • 
si Tersd nella poetia. Df loi mhhit^ 
mo : / fiori iieUa poesm dichiarati 4 
waccoiti da tatte ie opere di flrffith j 
O^idio ed Orauo , Veiiesia ^ i5gS» 

MILLIA , cekbre pitagorlco , ui- 
cqoe a Crotooe ed ^ moko lodato da 
Giamblico per la sna integritii e co- 
itonza. II secondo Dionigi tiraimo di 
Sicilia avea ordinato ad im mo fido 
meltersi in aguato per menargM scbia- 
Ti tatti qnc' ptlagovici tarantini dba 
dalla loro dttii, come eiMio usi) ro- 
caTansi a Metapmito. Dieci piligo 
rici incontraM €oa qac? di Diooi^ 
gl bench^ inemii ai difesero a tal» 
la possa e fuggirono , ma pgffinofi 
ad un dato luogo ti lefmaroDO wik 
Tollero passare oltre. Raggiimtl »w> 
vamente si difcseno fino a lanlo l^ 
roasero tutti mofti. Miilia cbe me> 
aava seco la moglie graTida dl oltre 
a nore mesi , cammioava a ptii leiH 
lo passo e percid 4a qoe^ dioei U» 
lano. Preso coo la looglie Si «a^ 
«alo a Dionigi , il quole gU doaaiid4 
percb^ i dieci suoi concitladiDi po* 
teodo fbggire avessero piuttoalo o> 
letk> la aDorte cbe aHr affr m ie qMl 
campo gli era iniiansi , coi Millia 
rispose freddamente : Coiaro mdiasm 
morire anzi che ftsggin ed k> lo^ 
giier^ ia morte pria di spkgairti ci^ 
^rami. 

MILO ( Domenioo Andrea de), a»> 
cqtie a Napoli e si dislaise ndla poo* 
sia. Scnsse : Egloghe ^ If apoli , io •• 

MILO ( Giaiomo di ) , orlebre gio- 
veccMihulto . nacque a NHpoli e per 
la suii duiirinn fu inollo caro a rt 
Roberto d' Ai^ou , clie lo nonriii6 
•uo consigliere nel i557. 

MILOME, nacciue a Crolone, §m 
famosissiino atleta cd appard filoio- 



i Ca ftotto Pilflgorji che accolto avpa ncl- 
Iji propria cd^^i. Era egli di slraoixli- 
nariii forzM ed «I dire di Plinio do- 
|io uverc ucxriso ne^giuoclii olimpici 
UD bue di quallro «niii con iin pu- 
|;no , lo nttse sopra i propii omeri 
e lo porlu per lo spazio di uno fila- 
dio ed iti iJii giorna lo mangio iut- 
to* Un lale lutto ci i?iene confermuto 
ancho «la Ciccronc, da Ateneo e da 
Tcmloro di Geropoli. Vinie Milone 
sei vohc ne'giuochi olinipici e seEUs 
lic' Pixi, Per dare pruova di sita for- 
za si ciuceva 1a frotite dt una corda 
a gutsa di diadema che poi reprimen- 
«)o il ftiilo con la violenza deUe f on^ 
fie vcne del CDpo rompcvu in un su- 
1)1 to. E si forte restavu stu- un di&co 

l^oli^ilo da Don esservi forza d' uomo 
limuoveFlo o spingeilo dal suo po- 

I sto, Piinio racconta ancorti clie per 
Ijco due volte corse ad un 0ato i i^o 
«tadi ^ cioe da Atenc a Sparta, Fu al- 
la tcsta de*€roConiati nelb guerra coii<- 

liro i SitKiriti e riporlo mt i nemfci 
coinplela vittona, Diveouto vecchlo 
tncoinincio ad abbandonargli il vigo- 

Irc iiUorch6 ttn giorno sendo presezi- 
ic ad una lolta di atleti mirando le 
firoprie braccia esclamo piangendo : 
^mo ormal gia marle* Trovatido&i a 
{Kissare nel mezzo di una foresta s^ 'm- 
conlro iii un tronco di annosa quer- 
'Ciii fermo a non farsi rompere ben» 
che a tutta po^sa forsato da cunei» 
•Dimentico egli aUora della vecchia e- 
•la e credcndosi ancora nella piena for- 
«a Volte aprire qiiel duro tronco , di 
futli vulse a maggiormente allargarne 
la huiH-u ^ tna caduti i cunei vi re- 
il6 niiseramente preso con le mani e 
diveune pasto delle iiere. In Olimpia 
fu collocata nna sua siatua faita lavo- 
rare da Datnea. 

MILONK ( IsabeUn ), celebre ipo^ 
eittu , nacque a Napolj e visse nel 

kmviio del secolo XVUl, Si diceva 
jsjiimtft da spirito divino e fingeva 
piofctare e tanln ftdc aveasi guada- 
pnjita , chc qiialt* s.mta cm vencrala 
d^Uc piu r^gguardcvoli pcrsone dclla 



221 

citt^. Facea mostra non averc neccs- 
sit^ di cibo e peicio niuna stoviglia 
o utensile di cucina miravasi in sua 
cnsa e non esscre soggclta a vcruno 
bisogno naturale. Macchinava miraco- 
M e cose soprartnaturali a «olo ogget* 
to di £ar danaro» II famoso padre Roc> 
co alla fine smascber«!> le suefurfaD^ 
lerie e convinta delk sue colpe fu con- 
danaata a perpetua ^ ma comoda pri- 
gione fiella casa de^V IncuraiMU j do- 
ve sf morh 

MIKAOa (Gio, Tommaio), na- 
cque a Napoli nel t5o5 e fu celebrc 
giurcconsulto e consigliere. Si mori 
nel i556 e scrisse: De successione fi» 
Uorum Comtum , ei Baromm , co/Of. 
liorum , e( dedsionum Commcnlana ^ 
Venezia * i^yS , in foL 

MlNADOl ( Pelniccio ) , celebrc 
giurecousulto napoletano, ottemte per 
concorso la cattedra di dritto Della 
nostra universit^ , indt papa Leone 
X lo chiata6 a proCessore nelb itni* 
versita di Pisa dove &i morl nel iSi^. 
Di hji abhiaino : Bcpetitio ^upcr Itegm 
piacuii , Cmtic* tk Judic* 

WINADOJO ( Fobio ) , nacfjue ii 
Manfredonia e fu rinomato poeta 1a- 
tioo del XVI secolo. J^ sue compo- 
sixioai trovansi nella raccolta fatta ia 
morte del re di Poloniii Sigisroondo* 

M1NASI ( Maria Antonio ) , nacque 
a Scilla nel r^SG c vcsEl rabitodo- 
meaicano. Dottissimo nette scicnse m- 
Uirali lu ascrilto alla rcale accademia 
di i^apoli, indi papa ClmettteXIV lo 
volle alla cattedra di botanica nella 
Sapienza c lo fece viaggiarc a sue spe- 
m per arricchire di nuovi prodolU 
naturali c vulcaDici ii musoo Gemen- 
\\uQ* Re Ferdinando IV di Borbone 
nel 1783 lo invio in Calabria per de<- 
signare i feaoinent del nicmorabile tcr- 
remoto di t|ueiraiino e si inorl il iS 
aettembre t B06. II soo nomc fu ono- 
rato |>er tulta Europa e con le sue 
esperienze invento una nuova manie- 
ra di rendere bian ca , bcne incolU' 
la ed ii^ctulla la c;irlif da scriverc ; 
rinvenuc il famoso pffi/iro ndla pion- 




223 

ta Aga9€ di Linneo^ scovri una nuo- 
' ▼a creta dal re Ferdioando IV di Bor- 
bone poi Catta adoperare per pulire 
le ami iDilitari. Ii|Tent6 la costruzio- 
ne delle funi ,, delle tele e de* mer- 
lelti con certo Ahe che naace nelle 
maremnie di Calabria. Regal6 a Ga- 
■ tarina 11 imperadrioe delle Rusaie an 
paio di guanti tessuti da^bozzoli del- 
la Tarantola ridotti in seta e due sa<- 
liere di pielra Obsidiana che furono 
accettati con sommo piacere. Di lui 
abbiamo: i** Annotazioni alle DeHciae 
Tarentinae ^ rfapoli , 1771 ? a* i^*- 
sertazione sur la Fata Morgana , Na- 
poli , 7773 che gli acquistd gran ri* 
nomanza. 3* Dissertazione sol Gran' 
chio-Paguro ^ Napoli , 1775. 

BUNERVA ( Paolo ), nacque a Ba- 
ri e Testl abito domenicano. Fu dolto 
filosofo e teologo. Le sue opere so- 
-no : i^ De neomeniis Salomonis per- 
petuis ^ Vico Equense, iSgg, 3^ //1 
ducentitm viginti not^em sententias pa* 
raeneticas Niii episcopi ei martyrii^ 
Napoli, i6o^^ y De praecognoseendis 
temporum mutationibus , ec. Napoli, 
1616, ^^Tractatus rerum naturaRttm ec« 
Napoli , 161 5, 5* Oratio in funere 
HfpoUU Beecariae , Napoli , 1600, 
6* VUa di Maria Baggi^ Napoli, 16 13, 
7* Discorso di fra Idiigi di Graneh 
ta , Napoli. 

MINERVINO (^ Ciro SaTerio } , na- 
cqae a Molfetta il 17 agosto 17^4 e 
Teitl abito di chiesa. Fu assai dotto 
cd ascritto alle pii)i celebri aecademie 
di Europa , rifiutd la cattedra neUa 
universitii di Parma e nel 1773 alla 
isullazione del coUeggio della Nunsia- 
tella in Napoli fu nominato rice-di- 
reCtore e maestro di storin sacm e pro» 
lana , di cronologia e di geografia. 
Si mori il ai maggio i8o5 e scris- 
se : i^ D^ etimoifgia dei Monte Vol- 
iure , Napoli, 1778 , a* DelTorigine 
e corso dei fiume Meandro , Napoli , 
1768 , 3* Memoria , pei ceto di se» 
coiari delia eiuh di Moifetta^ Napoli^ 
1765 , 4^ Opuscoii sopra la natura 
laicale di^ pretcsi benefizl di Molfel* 



ta , Napoli , I765 , 5^ Frammettt^ik 
una lettera da lui scrilte aU^abata A- 
roadozzi sur l' etmione del VesuTio 
del 1779 , Roma, 1779, 6* Leiterm 
al caTali^re Acton nella quale spicga 
il medaglione ideato per le nozee di 
Francesco di Borbone e di Clemen* 
tina d^ustria , Napoli , 1797« 

MINGOTTI ( Regina ) , celebre can- 
tante , nacque a NapoK nel 1 716 ed 
ebbe a maestro ii ^imoso Porpora. 
Riscosse immensi applau»i in Itar 
lia , in Francia , nella Gerraania , neW 
la Inghilterra , neUa Spagna e nel Por^ 
togaUo. Nel 1763 si ritird a Moiia- 
co doTC si mort nel 1776 tm le rie- 
ehezze acquistate col canto. 

MINIERI ( Gioranni ) conte di Mn- 
rieri e figUuolo deU^ ahro oonte cht 
fu famigliare delP imperadore Arrigt 
VI e che col coote Diopoldo tanta 
pmoTe di Talore diede combaUeod» 
contro Tancredi per sostenere le pr^ 
lenzioni dello Svcto snl nostro rea- 
me. GioTanni si distinse nelle armi t 
segui costantemente la parte di reMaa» 
fr^i n^ mai lo abbandond. Pugo4 
con alla braTura in Puglia e gioTd •* 
gP interessi del suo prindpe. Bfanfre- 
di aUa nuova che Sutri caduta era nel- 
le mani deUa Chiesa e che il prefel- 
to di Roma suo partigtano asMHiiat» 
era in un castello dalle armi di Car- 
lo d*Anjon e da' romani, spedl toatt 
PrinciTaUe d'Oria conlro i romani, 
i quali furono solleciti a ritirarai in 
Roma. PrinciTalle d'Oria indi pcr or- 
dine di Manfredi si portaTa nooT*- 
mente nella Marca allorch^ nci pat* 
•are il fiome Negro gK cadde totlo il 
caTallo ed egli miseramente peri nel- 
le acque. II conte di Marieri ▼coiit 
allora preseelto da Manfredi a quei 
generalalo per sostenere la fasionc dt* 
Ghibetlini di Toscana. Alla fine ca- 
doto nella estrema ruina V bUimo ni- 
pote del tremendo Barbarossa, il con- 
te di Marieri ebbe comune la sorle 
con gli alfri baroni fedelr seguaci d* 
casa Hoheiislauflren. 

MIMIEUI ( Giovanni ) , fu 4dla 



> faialgK» dd precedenU, naeqat 
in Tlajpoli e ti dittinte nelle armi. Si 
icgnald in Tarie guerre soCto Timpe- 
radore Carlo V. , il quale in ricom- 
pensa lo nomind suo luogotenente in 
Abmzzo* 

MINIER1 ( GioTanni ) , nacqne in 
IVapoH dalla ttesM famiglia del pre- 
cedente e fiori nel mezzo del XVIII 
tecolo. Si vert^ nella giurisprudensa 
e topratutto ebbe fama nei dritto feu- 
dale. Le sue dpere andarono perdute. 

MINIERI ( Francesco Antonio , ) 
figliuolo del precedente , nacque a Na* 
poli nel 1755 e si diede ai foro, nel 
quale ti riusci in modo da etsere pre- 
tcelto da* canonici lateranensi a uh 
ttenere alcuoi loro dritti innanzi al- 
hi S. Sede. Di: fiitti ti tratferi a Ro- 
ma e con alto tuo onore ottenne quan« 
to chiedevasi da* tuoi clienti. Amico 
de' celebri minittri Tanucci e Gorradi- 
ni,rinun»6 qualunque benchealto ma- 
gitlrato. Intimo in amicizia ool Girillo, 
eol Goco, col conle Ruto e con altri 
oomimintigni nelle lelteree nelle tden- 
ne , ebbe comune con essi il penta« 
ff nella difficile epoca del 1 799. Sof- 
Irl perdd pertecuzioni e credototi 
morto nella ttrage commetsa dalla tfre- 
oatB plebe , non fu segnato nella no- 
In di pro^rizione. Fuggl allora sotto 
meotite tpoglie dalla fortezza nellaqua- 
ie era cutlodito e per due interi an- 
ni rettd tepolto in alcune camere tot- 
terranee presso un suo parente. Ri- 
tomale poi nella quiete le cose dd re- 
gno , si diede noTellamente al foro e 
non piii prese parte nelle faccende po- 
liliche j in modo da rettare inconta- 
ninato dalle sediziose massime ddl'an- 
110 i8ao. Finalmente pieno di anni 
ai mori il 5 noTcmbre i83a. Di lui 
ci restano varie e dotte AllegazhnL 

MINO , celebre tcuUore napoleta- 
no dd XV tecolo , laTord un depo- 
«10 a Monlecatino , una ttatua a Ro- 
aa per papa Pio II., il S. Pietro ed 
il S. Paolo per le scale di S. Pietro , 
il sepolcro di papa Paolo II, bench^ 
il Vatariloatiribuiscaa Miuoda Fiesole. 



223 

MINTURNO ( AntonioSebattlano ), 
nacque a Traietto e fu talmenle dol- 
lo in ogni ramo di tapere da render* 
si la meraviglia deletterati.Seriflie con 
purgatezza in greco ,. in latino ed in 
Yolgare. Nel iSS^ fu nominalo tcsco- 
To di Uggento e nel 1674 si mori. 
Di lui abbiamo : 1® Lettere , Vene- 
zia , i549 9 2^ Canzoni sopra i SaU 
mi , Napoli , i56i , 5^ Z>^ Poeia lib. 
IF , Venezia , 1 55^ , 5* V arte poe» 
tica , Venezia , i564 y 6" Commen' 
tarius in Horatium , Venezia , 7* Amo* 
re innamorato , in 8 , 8* Carmina , 
9* De Coma Mariae Sanseoerinae me- 
diconm jussu recisae , cum Ula graviS" 
sime aegrotaret , i o* Delf origine d^ 
Coionnesi , 1 1^ Traduzione latina di 
Plutarco \i? DeUa Musica tradnriont 
dal greco , i3* Delia penuta in Uth 
iia e coronazione di Cesare^ Poema, 
i4* Delle pirtk deUe Donne y %S* Del* 
la Consoitizione y 16® DeiP eccelienza 
deit JtaUana y deiia Greca e deiia La^ 
tina faveHa , 17" DeiUt pita e giorU>- 
se geste deiia- maestit di Cario V, poe« 
ma eroico , 1 8" Racconto istorko dei" 
Us pUtoria vttenuta da Cesare eoniro 
del turco 9 19" Canzone a principi cri" 
stiani animandoU a prendere ie armi 
contro de*turchij 20^ Panegirko in h* 
de di Amore , ai^ DeiUi teologia^ 22* 
OmeUe e ragionamenii ai popoio. 

MINUTOLO ( Filippo ) , nacqne a 
Napoli di nobile iBimiglia nd ia88 e 
fu ardvescoTo di Napoli e da re Gar- 
lo II d' Anjou dichiarato tuo contiglie- 
re. Raccolte , etamind ed ordind lul- 
le le contueludini del regno che pub^ 
blic6 in un bel corpo prdinalo. Si 
acquistd per una lanla fiilica gran lo- 
de e si mori nel i3oi. 

MlNUZIO(MarcoAugurino), na- 
cque a Fondi di nobile famiglia e ris- 
se V anno 4 90 prima di Gristo. Fu 
procontole di Asb e contole. 

MIRARELLA ( Raimondo ) , na- 
cque a Napoli nel i8o4 da onetti ge« 
nttori , vetll abito di chiesa e si di- 
stinse per virtik e sopra tutto nei rac- 
cogliere le orfanellc de colerosi eui 



224 

prodigaTa le fMi asaidae care e che 
riuscl rinchiuderc in un^ospizio, Si 
mor\ il 3o novembre iB^i- 

MIRANDA (Francesco Saverio de), 
letterato , oacque ad Ariano ii a8 
deceinbre 1710 e datosi al foro vi 
riusci di noine. Di lui abbiamo: i^ 
Apologia ia difesa di nna sua cau* 
sa , TVapoli , 1 77 1 , 1** De unipersa 
origine juris ^ Napoli i^SS , 3* La 
Iraduzione di alcune elegie e scheru 
pastorali di Marco Aurelio Flaminio. 

MlROBALLl ( Antonio ) , insigne 
giureconsulto, riacque a Napoli di no- 
bile iamiglia e fiori nel XVI secolo. 
Fu cattedratico di dritto feudale neU 
h. nostra uniTersiti , regio consiglie* 
1^9 e presidente di Camera e nel 1660 
reggente di Cancelleria. Di lui abbia- 
mo : i^ Leeiura super VL VII ei 
FUL Codicis , a*" ConsuUatio. 

MIROBALLO ( Girolamo ), mona- 
co oliTetano , nacque di nobile &mi- 
gUa a Mapoli e fa di molta dottrina» 
Ncl 1417 fu abate del sao ordine e 
acrisse : De spmluaU monachorum^ et 
religiosonan conversatione. 

MIRTO ( OttaTio ) , nacque a Ca* 
iasso e f u il primo tcscovo della pa- 
tria sua. Venne nominato al Tcscova- 
do di Tricarico e pot uXV arcivesco- 
Tado di Taranto. La Corte di Roma 
lo adoperd in difficili afiari e lo spe- 
di nunaio nella Germania inferioree 
nel Beligio. Si morl a Taranto nel 
iGia e scrisse : 1* Directorkm ecclc 
siasticae discipltnae ^ ec.Colonia, iSg^, 
!i^ Epistoiae , 3^ Sermoni tre , Bolo- 
gna. 

MIRTO ( Pladdo ) , nacque a Na 
poli e vestl ttbilo teatino. Si distin- 
se come teologo e si mori a Firenze 
ii a6 aprile i636. Scrisse : Biaso' 
nes (ie ia Firgen Mudre , de Dio^ ec. 
Napoli y i636. 

MIRTO ( Fabio ), nacque a Caiwb- 
so nel XV secolo e vesll abito di chie- 
sa. Fu vesoovo della sua patria e do- 
po aver govemate allre chiese fu no- 
minato arrivescovo di Naiaret. Allor- 
ch6 la Francia era iniseramenle lace- 



rata da guerre intestine per le fado* 
ni degli UgonoUi sotto la minore tA 
di re Cario IX , Mirto vrnne spcdi- 
to in quel reame dal papa per com- 
porre le cose. Di fatli quel pio ard- 
vescovo che nel roanegglo degli affii* 
ri a niuno era secondo , in modo o* 
per6 da lare ritornare la Fracia neW 
la sua quiete. Molti altri servizl inte- 
ressantissimi rese alla S. Sede , al re 
di Spagna ed alla Francia nelle sue 
numerose legasioni ed alla fine ai mo* 
ri in Francia il 18 marso 1^87 pie* 
no di auni e di meriti. 

MISSIRETTI ( Gaspare ), ietlerato 
ed architetto , naoque a Napoli nel 
174^ e si mori nel i8o5« Percorse 
I* Italia e ringhilterra ovunque laaciaii- 
do di se alla fama. Di rilorn6 a Na« 
poli dalla miseria fu co&tretto meiter- 
si presso T architetto di corte Vaovi-» 
telli ed allora diresse la nuova Fbce 
dei Fusaro , le FalfMche e le Cacce 
del Torcino e di Mondragone, il Pa* 
iazzo e la piUa di Caurta. Visse ru 
ta infelice e bersagliato dagl' invidlo* 
si del suo sapere. 

MNASEA , nacque a Locri e fa ce> 
lebre poeta greco. II tempo li di^r* 
se le sue opere. 

MOCCIA ( Pietro Niccol6 ) , iia- 
cque a riapoli di nobile fainiglia e ai 
distinse in giurisprudenxa. Fiorl nel 
XVI secolo e scrisse: De feudis uma 
cum Jacobutii de Franchis praektdis m 
usibus feudarum^ Napoli, iS^i, in 8. 

MOCCIA ( Gio. Simone ), cdebie 
architetto napoletano. Nel 1600 rie- 
dificd dalle fondamenta la chieta del- 
lo Spirito Sanio e ne architett6 la por» 
la con qnelle beile colonne che la ao- 
stengono. 

MOCCIA ( Carlantonio ) , n^ccpie 
a Napoli dellu stessa famiglia del pre- 
cedente nel 16^7 e fu giudice dd* 
I' annona. Si distinse nella giurispm- 
denza e scrisse : SUva casuum foreo' 
sium , atque in praxi gtuttiiite occur^ 
rentium, ec. Napoli , 1649. 

MODIO ( Gio. Battista ), nacquc a 
S. Scveiina c fiori nel mezzo del XVI 



tecolo. Fu celebrc mediro e scnsse: 
I* nta M B. Jacopone tia Todi^ 7? 
Note sopra i cantici del B. Jucopo- 
ne , 3® Traitaio ikW qc^ua dcl Tcve- 
#* , 4* ^^c «opra il libro De Som- 
nio Scipionis e sopra i Saturnaii di 
Bfacrobio. 

MOLA ( Emmanuele ) , celebre let- 
terato, nacque a Bari il lo luglio 174^ 
e nel 1769 fu nominato alla cattedra 
di eloc|uenza nella noslra universitli e 
nel 1777 a quella di lingua greca. Ne\ 
1785 fu elcito sopraintendente della 
regia Uuiversita e nel 1790 soprain- 
tendente dvWc antichitii di lutla la 
proTincia. Fu socio di moltissime ac- 
cademic e si muri ii 30 giugno 1811- 
Di lui abbiaioo : i^ Introduzione e no- 
te al ragionamento (ilosoiico sul mo- 
lo della Terra , Napoli , 1766 , a** 
Menujnc deiia citta di Bari , Perugia , 
1774 , 3® Ob fauiiissuiium Hcf;. in- 
famlii naiaiem dicm ccicbnmdum ec. 
Oraiio , Napoli , 1772 , 4° -^" *''"*^ 
monumenium Barii rffiissum cjusckm 
titulum ad Regii Bariensis Eplicbei a* 
iumnos , aiiosque iatiuae cloquentiae ow 
ditiH-es commentarioius ^ Napoli, 1773, 
5* Etogio di Ciro dc Aiteriis , Napo- 
lif 1777 > 6** li sacro oratore poemel- 
to , Qlapoli , 1 779 , 7' Carmi , Na- 
polt, 1780, S^ Orazione ^ Napoli , 
1781 , 9* Mcmoria sopra una medt> 
glia cu6ca battuta in Buri da Rober- 
to Guiscardo nel 1078 , Nupoli , 1 789 , 
lO^ Descrizione di un antico cameo 
fappresentante la fucina di Vulcano , 
1 1* Dissertazione sulla famosa lapide 
Ciittente nel vestibolo di S. Doroeni- 
co Maggiore in Napoli, 12* Parte dei' 
ia Peregrinazione iettctnria per la Pu- 
glia da Barlelta alPantica Ordeossia, 
VcMtia , ed 1 799 altre interessanli o- 



MOLEGNANO ( Ccsare ) , nacque 
a Sorrento di nobile famiglia e fior) 
fld eadere del XVI secolo. Di lui ab- 
lliaaio : La dcscrizione dcl^ onginr^ a/- 
to ^ e famiglic antic/ie dciia citiii di 
Sorrento ^ Chieti , 1607 , iu 4* 

MOLES ( Gabriele ), nac(|ue a Na- 



225 

poli e fu de^migliori poeti yolgari del 
suo tempo. Scrisse : Le iagrifpe di SC' 
beto pcr ta morte di D, Maria Coton* 
na d^ Afagona , Venezia, i554, in 4* 

MOLES ( Burtolommeo ) , celebre 
medico , nacque a Napoli di famiglia 
spagnuola c si applico alie scienze &• 
losofiche e mediche che professd poi 
nella nostra rcgiu universiU. Fiorl cir* 
ca il 1645 e scrisse: Spcculum Sa* 
nitatis , sivc de sanitate cnnscrvanda^ 
Salmuntica , i545 , in 8. 

MOLES ( Gio. Batlisto ) , nacque 
a Napoli e vesd V abito francescano. 
Fiori nel XVI secolo c scrisse : i* 
Dc Li Education de ios Novicios , 1 5^ i , 
2® Memoriai dc ia Provincia de S. Ga» 
briei , Madrid , 1 597 , 5^ Compendio 
dc ias Cercmonias de ie Onden de S* 
Francisco , Ma<Irid , 15^5 4* De /*£- 
spiritu propheiico ec. Madrid , 1 600^ 
5** Epitonie de ia historia Seraphica* 
MOLES ( Annibale ) , celebre giu- 
reconsulto , nacquc a Gravina e fiork 
nel XVI secolo. Fu giudice di Vicaria, 
e nel i56i presidcute detla regia Ca- 
raera deila Somroaria, nel i^^S invia« 
to alla rrgia Dogaoa di Foggia , nel 
] 579 membro del supremo consigii<^ 
dMtalia e nel i585 reggentedi cancel- 
leria. Si morlil la geunaio 1^91. DeU 
le sue molte opere la principale h : 
Decisiones Supremi Tribunaiis Regiae 
Camcrae Summarme , Regni Neajpoiii 
ec. Napoli , 1670. 

MOLES ( Lconardo ) , nacque a 
Napoli terzogenilo del barone di 
Turi e si diede alle armi. Si acqui- 
st6 nome di valoroso guerriero e ftt 
decorato dell'abito di S. Giacomo e 
della commcnda d' Aquiliareio. Nel 
i63a pass6 in Ispagna cootro i fran* 
cesi con V esercito ivi spedito dal 
conte di Monlerey vicer^ di Napoli. 
Funominato sergente maggiore e mise 
il suo campo nclle vicinanze del Ro»- 
siglione , indi merilo l'ufi5zio di niae- 
stro di campo. Alla bailaglia di Fuen- 
terabia ulla testu dc^ Napolelani die- 
de pniove di bravuru conlro i fran- 
cesi comundati di«l prini**ne di Conde, 

29 



22^ 

che ropp^ interainefite. Nel iGSg ron« 
tribal in gran (Nirte al rincquisto di 
SalMS , si distinse per altri falli iii 
qoella €»mpagna e fii decorato del 
grado di capitano generale dfirar- 
tiglieria del regtio di AragoQa. Bar- 
cdloiia datasj a^ francefri fu slreita 
di assedio e benrhd il Moles da e- 
aperto soldalo coiubaltesse, fu obbli- 
gato cedere e ritirarsi a Tarragona. ' 
Difeae quesl^iillima ciiii assediala per 
terra e per mare da' francesi e la 
aoccorse di abbondanli vettovaglie 
non ostante glielo vielasse buon nerbo 
di iiemica soldalesca. Alla fine si ino- 
li nel porto di Tarragona in una sca- 
ramuccia navale. 

MOLE^ (Federico), nacqne a Na- 
poli di nobile lamiglia e fa delPor- 
dine Gerosolimitano. Scrisse: i* 1/- 
fia rtiatione tragtea dei Veswip^ Na- 
poli , i63i , in 4 , q"* Guene entre 
Ferdinando 11 emperador romano , 
y Gasiavo Adolfo Rry dttStteeia^Mm' 
drid , i636 , in 4, 5"* Audiencia de 
prineipes , Madrid , i656 , in 4, 4* 
jimistafles de principes^ Madrid, i^o;. 

MOLFESIO ( Andrea ) , naoque a 
Ripa Candida e passato a Napoli si 
yrtnd nella giurisprudenza rhe inse- 
gnd pubblicamente col clritto canoni- 
co.^ Vesh poi Pabito tealino e si roo- 
ii il giomo 8 agosto 1617. Le sue 
opeie sono : i* Commentaria ad Con^ 
suet. Neapol. ec. Napoli , 161 3, a- 
Addiiionutn ad qaestiones luuaies^ ec; 
IVapoli , 1616 , 3* Commentariorttm 
od eonsuet. Neapoi. ec. Napoli , i654, 
4* Prompttt€uii tripiicis jttris dtwni , 
cnnoniei^ etciviiis^ec.JXtLftiM^ 1619 
i6ai mrte I e IL 

MOLIGNANO ( Gio : Antonio ) , 
iia«|ue ad AcqnaTlTa e si ^enb nclla 
giunsprndensa. Fiori nelXVII secolo 
e scrisse : Legalittm attercatioitttm cerh 
ittria prima. , Bari , 1667. 

MOLISIO ( Gio. Batlisia ) , nac(|ne 
m Croione e fioii nel XVII secolo. 
Scrisse : Cronaca delt antichissima , 
e nobdissUmi cittit di Cotnme , e deiia 
Af. Grecia ^ Napoli , iG^Q* 



MOLLI ( Celso ) ^ nacque m Co§en- 
Ka e fu di vasla erudizione , inedico e 
poela insigne fiorl ncl XVI secolo. Ci 
Ia8ci6 varie/Ynitf. 

MOLLICA ( Francesco ) , celebre 
sciiliore , nacque in Napoli c lu scola- 
Fo dei Naccarino. Di lui non ci resla 
che il crocifisso , la Vergine uddolora- 
ta e S. Giijvnnm evangelista nella ehie- 
sa del Gesii Nuovo. 

MOLLO (Panfilo*), rinomalo ginre- 
consuilo , nacque a Capiia e si feoe al* 
ta fama iiel foro della capilale. Fiori 
circa ii 1 5o2 e scrisse : Gtossae i«/jer' 
Constitu : Hegni, 

MOLLO ( Gaspare ) doca di Lnsda- 
no , nacque a Napoli il o febbniio 
1754 e fu celebre lelterato e apesial- 
mente acqiiisld fama nella poesiaestem* 
poranea per cui fu con onore ricevtito 
nelle prindpali corti di Europo. Di n- 
tomo in palria occup6 varie cariche 
onorifiche e finalinente quella di vice* 
presidente ddla piibblica istnixione t 
di consiillore di Stato. Si mori il 6 
maggio 1 823 onoralo da tulti i dotti.. 
Di lui abbiamo : i^ Poesie sacre , Na* 
poli , 1 8a3 , 9* // Prussia ed il Cat' 
radino tragedie , Londra , i8i5« 

MONACA ( Andrea ddla ), naeqae 
a Brindisi e vesli rabito carmditano. 
Fu inaeslro di leologia e prorincble 
della Puglia. Di lui abbiamb : Metno- 
ria istorica delt antichissima^ eJedeiiS' 
sima citth di Brindisi , Lecoe^ '^^^* 

MONACI (Flaminio ) , nacque a Co> 
senza e visse tra ii XVI ed il XVII k* 
colo. Di lui abbiamo v Additiones ad 
decisiones Sacri Begii Neapditani Coih 
sUii €C. Napoli , 16*^9 , in foL 

MONACO ( Franccsco Antonio ) , 
nacque al Vaslo e fu insigne giurecoB* 
sullo. Serisse alcune Addizioni a Pielro 
Folierio ed a Luigi Anlooio de Maria | 
Venezia , i583 , io 4* 

MONACO ( Guglidmo ) , celcbra 
scuUore , nacque a Napoli e fiori nel 
meuo dcl XV secolo. II solo lavoro 
che di lui d riinane sono i bassi-riKe- 
vi modcllati nella porla di bronso dd 
Casld NuoTO fatli per ordiM di rc 



Femiiite.l di Aragona diiiolanti i prin* 
cipoli avvcniincnti della congium de* 
tMironi contro quel monarca. 

MONACO ( Micbelf*) , celebre let- 
terato ) nacqiie a Capua il giomo 8 
geDiiaio 1 5^4 ^ ^^^ ttbito di chiesa. 
Oltenne un canonicato e si inori il q6 
agoslo i644* '^^^^^ 1 dottiidi quel tem- 
po lo ebliero in alta stima ed il P. 
Mabillon allordii giunse a Ca|ma stio 
primo impegno fu Tisitare il sepolcro 
di lanto uoino. Di lui abbiamo : i* 
Samctmrmm Capuanum , ec. NapoH , 
i63o f ^^ Becogniiio Sanctuarii Ctf 
pmam ^ ec* Napoli , 1637 , 5** Ora' 
th in funere Caesaris Costae ec. , 4^ 
Bermm sacrarumsiivuta^ Roma, i655., 
5* Orazhne in totit: ciftf iilu^triss. e 
Je4rtiss. citta di Copitn^ Na|>oli, i665. 

MONACO (Giacomo Autonio del )^ 
iiac«|iie a Saponara nel 1676 e pass6 
a Napoli per studiare. Ac<|tiist6 alto 
nome pel suo sapere c dopo essere 
ilato in corte e tenulo allu crcsima 
dalPkrciduca Carlo poi VI iinperadore 
di quelnome,Tesii abito tealino. Coin- 
pff6 a proprie spese la biblioteca del 
cetebre Yalletta e T aggiunse a qiiella 
ddU siia congregazione. Si inorl il 
30 novembre 1756. Lc sue opere 
flono : 1° Lettera al sig. Matteo Egi- 
aio intorno atC antica colonia tii Oru- 
Memo, o^i iletta Saponara^ Napoli, 
1713 , 2* IMscorso in forma di iet» 
teru ai /?• I>. Cario Dimio arciprete 
ek Saponara , in ciii prouasi contro 
sU R. D. Niccoto Falcone ia catun-' 
stia dd cuito asinino impulato agU an» 
acki cristiani\ Napoli 171^ , y La 
vera preparazioae aiia morte Napoli , 

1739. 

MONALDO o MONARDO di A- 
tftUmfy fiorl sul finire dcl Xlll se- 
oolo e £u buon poeta volgure. 

MONDELLO ( Paolo ) , nacqiie nel 
CSIenlo e vesU abito francescano di 
iMi abbiamo : Spicgamne sopra i 37 
precetti Mia regoia iii S. Franceseo , 
Jlapoli , 1608. 

MONDO ( Marco ) , celebre lelte- 
ralo I oaccjuc a CapodiiisO iiel 1683 



2211 
e passalo a Napoli si diede al foro. 
Fu creuto segretario della Cittik nel 
1761 e poco dappoi si morl, Fu 
eccellentc scriltore in prosa ed in 
verso sl nell' idioma latino che ita- 
liano, ma sopruttuUo purgatissimo nel 
vdlgare du inrritarsi gli encoml de^ 
celebri Lami, Bottaii, 21accaria e dal 
feimoso lumiiiare della toscana favel* 
la il 2Unoti , il quale in una lettem 
al dolto Franceico Daniele cosl scris* 
ae: // signor Mftrco Mondo merita 

tutte te iodi - IC etla gii ha date 

liU Jbscana d iwn fortunata che Na» 
poii non pogtin ora pretendere ii prin^ 
cipato , e cJte ancttr tanto vagtia ia 
mcmoria fiegii antidii» Tutte la stie 
0|>ere furono pubblicate in nn volu- 
roe nel 1 76.) col tilolo di Ctpuscoti* 

MONF/rTA (Antonio), nacqiie « 
Brindisi e (iori sul cadere del XVf 
secolo. Di allo su|iere fu buon poe- 
ta e ci Liscio iin poeiua sacro sul 
inarlirio di S. Teodoro. 

MONFORTE ( Antoiiio di ) , cele- 
bre luatemalico ed ustronoino, na* 
cque in Busilicala nel i644 c studia 
a Napoli sotto II famoso Corneiio. 
Sciolse aniiliticamente un problema 
proposlo dii iin geometra di Leida 
ed il dottissimo Antonio Magliabec^ 
co bibliolecario del gran Duca di 
Toscana lo lod6 allamente ed il co« 
lebmtissirno Viviuni tanto si compia- 
G«pie di lale soluziune, che nou eti- 
16 disupprovure la propria eseguita 
sinteticameiite. IS*rcorse rilalia e ramr* 
basciadore di Venezia volle menarla 
a CostanlinopoU dove il Sullano la 
rilenne piessa di se in cyuilitii di sua 
roaestro« Iiuii a yoco fece rilorna 
a Napoli e si morl nel 17 »7. Tulti 
i letlerali di q^el lempo la lodarona 
al somma e speaialmente il Leibnitz« 
Di lui abhianio : s* De proiftemof 
tum f^termiaatit^ns , >* Jtesoluzione 
tie^ triancoii scnza P usn deiie Ttivo^ 
ie , dii lui idcala e |¥>i eseguita dal 
Cristofaro , 5^ Ar Suicrum inicrvrd* 
lis , et JkiiigtiitudmUfus ^ 4** ^ *'^' 
iarum motiius. 



228 

MONFORTE ( Niccolo II ) duca 
di Caroppbasso ^ nacque u Napoli nel 
i4i5 e ti dittinsc nelle armi. Nella 
oongiora de' baroni del r^^gno con« 
tro re Ferrante I di Aragona fu del 
partito de^d^Anjou. Pruove di alto 
▼alore mostrd nella giornata di Troia 
c rotto Pesercito nemico dal re Fer- 
rante 1 , Monforte fedete al duca Gio- 
vanni d'Anjou pass6 con quello in 
Francia abbandonando tultt i stioi 
atati che avea ncl regno. Fu indi al 
aervigio di Carlo il Ttmerarh duca 
di Borgogna, al quale consigli6 toglie- 
re V assedio da Nancy piazza assai 
forte. Le libere maniere di Nicco16 
dispiacquero in modo al duca che ol- 
tre averlo caricato di villanie, lo per- 
cosse di una guanciata nel viso. Forte 
se ne sdegn6 Monforte di tanta offe- 
ta ed abbandonandolo pass6 a^ nemi- 
ci. Di fatti lo combatt^, nippe Peser- 
cita borgognone e lo slesso duca cad* 
de tra morti. Richiamalo in patria ot- 
tenne le sue terre ed i suoi drilti ed 
il re gli accord6 il suo favorc , roa 
per Todio che re Alfbnso II siicce- 
duto al trono portava a'baroni e per 
la invasione del noslro regno di Cur- 
lo VIII re di Francia si dicde al par- 
tito francese e nuoTamenle si Tide co- 
stretto ripassare i monti col re Car- 
1o. Fioalmente si mori nel sno\o fran- 
cese ncl i495. 

MONGIO' ( Gio. Paolo ) , nacque 
• S. Pietro in Galatina e fu celebre 
matematico e roedico dcl XVI scco- 
lo« ScriMe col Costeo le annotazioni 
aopra Metisc , Venezia. 

MONICA ( Vincenio dclla ) , ccle- 
bre architetto , nacquc a Nupoli e 
fkorX drca ii XVI secolo. Con Giam- 
battista Cavagni fabbric6 la chicsa e 
monastero di S.Gregorio Arroeno. 11 
Cavagni poi costrul 11 Monte dclla 
VwXk e la Chicsa nel cortile. 

MONTANARO ( Gio. Paolo), ce- 
lebre giureconsulto , naeque a Napoli 
e liori ntl XVI secolo e scrissc: Jn- ' 
terprrtfHio in pragmalici/s regni Ncti» 
poUtani , Dc aUminislrationv , ct bono 



re^imine Unitvrsttntian. 

MONTANO ( Orazio ) . nacqne • 
Napoii e nel iS^i papa Gregorio XIV 
lo cre6 tcscoto di Atri e Civitii di 
Penna , nel iSgg fu nominalo arei- 
TCSCOTO di Aries e nello stesso aiiiio 
(u da papa Cleroentc VIII elHto tm 
giudici per la invalidili prodolta dd 
niatrimonio di Enrico IV re di Fran- 
cia con la regina Margherita. Di lni 
abbiaroo : i*^ Rrptftitto Le^is Imperi^ 
lis dc prohibitn frtidi alienatitme per 
Fridcricum^ NapoH, 1698, a* />? n^- 
lihus tractntus amplissimus ec. NapoHi 
1634 > 3* Controt*ersiarum forenskm 
ad Consuet: Neapol: ec.Napoli, i634« 

MONTE ( Fabrizio de ) , giurccoo- 
suUo , nacqtie a Sulmooa e scrisse : 
Leges rrgni^ ac CitHtatis NeapaU^ Na- 
poli , i6af. 

MONTEFUSCOLO ( Gio. Domciii- 
co ) ^ nacque a NapoU e scrisse : 1* 
yia dcl Paradiso , Napoli , iSgi , a* 
Grandczzc del verbo ristrette nei mi* 
steri del Rosario^ Napoli, iSqS, 3** Ln 
Maddf ilcna ^\iocma^ Napoli, 1608, in 4* 

MONTEGNA f Gio. AJfonso), me. 
dico rinomato e buon poeta del XVI 
secolo , nacqiie a Maida c ci lascid 
▼arie rime in lalino e Tolgare. 

MONTELEONE ( Fabio ) , nacqvt 
a Giracc e si distinse in giurisprtideii* 
za. Visse nel mezzo del XVI secolo 
e scrisse : 1" Praxis arbitralis , Ve- 
nezia , i56o , in 4 ) ^^ ^^ primle» 
giis senectutis , 3** Alcuni comenli sii- 
per pragmftticas Caroli V. 

MONTI ( Ferrante de ) , nacque a 
Napoli dal inarchese di Corigliano e 
si diede alle armi. Si dislinse nel Mi* 
lanese, nel Piacentino , ncl Monfer- 
rato c ncl Piemonte combaltendo |h:* 
spagnuoli e merit6 la condotta della 
cavalleria alcmanna. Nel 16^9 ebbt 
grtin partc alla presa di Torino e aoC- 
lo Casalc combatt^ da valorosisstmo 
soldato. Nel i64i soccorse Tarragoiia 
cd allorchcquella citt^ fu libera di 
asscdio fugo dallc circonvicine ler- 
rc i Francesi. Prese il forte casteUo 
di Alforge, vcua^ a baltaglia coi ma- 



mdallo delU Melta e dopo Ire ore 
4i oftiMU poffia roppe i francesi e 
rctt6 g r a f eiii epte fertlo nel capo. Al 
loite di Belagoer Yenne nnoTamente 
alle OMini co^faincesi e ne riportd com* 
plela Tittoria. Fu nomtnato generale 
Mkt caralleria bapoletana in premio 
di aaa braTura , ma indi a poco ri- 
tomd in patria per alconi ditpiaceri 
rieevati. Or invidioti della sua gloria 

I laaciarono roeszo intentato per ca- 
e non ottante i tanli suoi 
fu morto nei i648. 1n lui 
m eitinte la nobile fiimiglia de Menti • 

MONTI ( Alessandro de') , insigne 
poetn napoletano , le sue riwie furono 
inierile nella raccolta della .Castriota. 

MONTI ( 6io¥anni Critpo de' ) , 
naoipie ad Aquila e fu celebre giure- 
conaulto. La univcrsita di Padova lo 
volle a siio professore e re Cario Vfll 
lo noraind uditore delle province di 
Abntseo, indi regio Consigliere. Scris« 
m: i^ Jn wiforem aciionum Jnsiit. q* 
N^imenciaiuram aciionum omnium iam 
eMkan , quam praeioriarum , 5^ De 
O^oMui y ^^ De /Merrdiiaie , quae 
ab intesiato duei^ S"* De Naxo insula 
expagnata a Tkrcfta. 

MONTI (Niccold Antonio delli) , 
— e qu e m Capua e fu celebre giure* 
TCOOttsulto , fiorl circa il i468 e fu 
oontigliere , presidenle e luogolenen- 
le della regia Camera. Scrisse : Cu/i- 
jjlMi lega/ia. 

MONTI ( Sdpione de' ) , nacque 
m Gorigliano dal marchese di quella 
ierra e fu molto ▼ersato nelle letlere 
« aelle lingue. Fu captlano di caval* 
leria nel presidio di OlraDto e di Mo* 
BOpoli , tribuno delle inilizie* italo- 
ispane, Talicd le Alpi Ligure per mar* 
ciare conlro i francesi , combatte i 
Mvfai , gli srizzeri e que' di Siena 
cd i fmncesi nella Toscana , due volte 
f torchi ne^ Salentini e spesso i pirati 
MHa Japigia. In occidente Tenne a 
batlaglia con i Numidi e gli Afri , 
in oriente con i Turchi ed i Tarta- 
ri. Si roori nel i583 e fu aroico di 
Bcraardioo Rota , del Costanio j dei 



RoscelU 9 del Tasso ed altri celebri 
letterati da' quali netih cneomf per 
la sna dottrina. Dl kii abbiamo : i* 
// Pianto dt Eaggiera di Tmmaso 
Costo da /ui medesimo eorretto , mi- 
g/ioraio ed ampiiaio con a/cune stanze 
di D. Scipione d^ Monti , Napoli , 
i582 , in 4 9 ^* AVne In latino , 
toscano e spagnuolo , Yico Eqoense ^ 
i585 ) in 4* 

MONTI ( Falamlsca ) , oacqne m 
Ganzano e norl circa il i564 y fti 
insigne poeta latlno e scrisse nn poe^ 
ma fur la origine | sito cd antidiiti^ 
ddla citli di Atri. 

MONTORIO ( Serafino ) , domcn}- 
cano , nacqtte a NapoU e si mori nel 
1729 di anni 8a. Scrisse : 1* Sam' 
ma wriutum et piHorum Nicolai Ha- 
napi^ 17119 3" Zodiaco di Maria^ Na- 
poli, 1 7 1 5, in 4 1 3** Bjflessi sioHco mo» 
raii sopra iutie ie fcsiipitit deiia gio" 
riosihs* V. Madre di Dio , Napoli , 
1721 , 4* Esercizio spirituate , Na- 
poli. 

MORANTE ( Pietro de ) , f i di- 
stinse in giurisprudenza e scrisse : 
Addizioni alla pratica di Nunxio Tar- 
taglia. 

MORCONE (Blassio da), celebrc 
giureconsulto napoletano , fu caro al 
re Roberto che nel i338 lo creo soo 
consigliere e famigliare. Scrisse mol- 
te opeiY, la piu rinomata perd e qoel- 
la che tratta delle differenze Ira le 
leggi romane e longobarde ed i co- 
mentart sur di quelte. 

MORDENTE ( Fabrizio ), celebre 
mateinalico , nacque a Salemo nel 
i532 e studid a Napoli. Nel i55a 
risit6 le principali uniTcrsiti di Eu- 
it>pa ovunque distingiiendosi per dot- 
trina , finalmente nel i562 Rodolfo 
II imperadore lo dichiaro raatematico 
Cesareo. Di lui ubbiamo: ProposiziO" 
ni ec. Roma , 1^98 , in 4* 

MORELLI ( Cosmo ) , nacque a 
Cosenza c fiorl nel XYI secolo. Fu 
buon lctteralo e ci ircstano alcune sue 
rime nella raccolta delP Acampora. 

MORELU ( Fabrisio ) , naccpie a 



930 

Coieinui e ti fnori oel 1756. Si di- 
stiase per dottriiui e scriste: De pa* 
irieia CateniUia /hbilitaU mommenUH 
htm epOome ec« Venesi», 171 3. 

MORELU (Gio. Paolo), nacqiie 
a Taranto e scrisse : Compendio M- 
f aniiea e fedeiissima cittH di Taran- 
to^ e detla conpersione dei suo popoio 
aiUs verafede cristiana^ Trani, ita^, 
in 8. 

MORELLl ( Domenico ) , naoque 
a Foggia e Testt abito di chiesa. Si 
applicd alla giurisprudenza civile e 
canonica e nd 1687 fu nominato ve- 
scoTO di Lucera. Di lui abbiamo : 
Theorieo-pruxis d^His^ criminatis , tra» 
noniea ex obserpatiombas in Cfenuetisis 
pntxim eruta , Napoli , 1694« 

MGRELLI (Pietro Marino) , dotto 
Irancescano y nacque a Leooessa e 
fiorl nd XV secolo. Fu Tersato nelle 
Idlere e spesialmente nella poesia la- 
tina. Serisse nn poema in lode di 
da Firenze anche fmnce- 



MORELLI ( Rooco ) , nseqne a 
Cosenza e lu oelebre liotaoico e poe* 
U del XYI secolo. dnld le nieravi- 
glie delle soe Erbe. 

MORELLO (Teodorico), cclebre 
letterato capuano , che fiori circa il 
i53i e scrisse : Enckiridion ad ver^ 
horum copiam fniffifcrum ex optimis 
qttibusquc autitorilms^ Colonia, i53i. 

MORELLO ( Fmncesco ) , nacque 
a Cootursi e Tesll abito di chiesa. Scris- 
se : 1« Gmmmaikae rudimenta , Ma* 
poli , 15^5 , a» De serenbsimi , ae 
invictissimi principis loannis Austrii ad» 
^ntu in urbem Parthenopem^ et wetO' 
ria in Turcartun ctojriffi,Napoli,i575, 

MORELLO ( Gio. Carlo ), nacqoe 
e Capiia e scrisse. Sacri tuwmiti^ sa^ 
cri hjrmni , veteris Capuae , monu* 
mnua , epigrammata^ Napoii , i6iS| 
in 8. 

MORGIGNI (Michele), nacque 
a Gravina neir aprile del 1783 e 
riuscl nel foro. Nel 1806 fu amoN* 
nifttralore provvisorio di Persaoo ', 
nel 1808 giudice dcl Iribiiiiale di 



Capilaiiato, nel i8i3 regio prooonH 
lore nel tribunale di Molise, nei 1819 
iti intiato a Trapani per istilirire mia 
nooTa oorte e di rilomo • llapoH 
ebbe altre onorifiche caricbe. Si mo- 
rl il ^4 gNigno i8a9. Di loi abbia- 
mo : Anaiisi del regoiamenio pei Con* 
eiiiatori^ Napoll, 1819, toI. 3. in 8. 
MORICHINI (Domenico Pino ) , 
relebre chimico , nacque a CfvilMi» 
tino il ^5 setlcmbre 1773 epassalo • 
Roma , di soli 34 anni per ooocor- 
so oltenne la cattedm di c^himica io 
quella uniTcrsitii. La sua dottrina lo 
fece adoperare in affari di molto ri- 
lievo e spe£ialmente per le risaie dd 
Rolognese e ddla Marca. Dopo M 
corso di anni 3i gli ib accordata la 
giubilasione e si morl il 9 noTembre 
i836. A lui si dcve U scoperta del» 
P acido fluorico in un denle fossile 
di elefante e fino nello smalto di es» 
so. Quello perdche piik l'onom h PaT^ 
re egli rinvenuta U forxa magnctin 
sante nel lembo estremo del raggki 
▼ioletlo. Uoa tanla scoperla gli %u 
contru^tata sur le prime da^chimiei 
francesi , ma indi approvata da tolli 
i dotli chiinici di Europa k lialo loo* 
go a lanli altri rilruvali. Morichim per 
U suH dottrina fu dalla repobblioi 
di Sainiaarioo notninato suo palrino 
alla inorte del Perticari , U re di 
Danimarca gl' invio la croce di IXm*> 
nebrtig , V accudcmia di Roma , di 
Torino , di Monaco , di Modena , 
r iititulo reale di Londra e la eoeielk 
reale di Napoli lo ToUero a loro so- 
oio. Le sue opere sono : f AtmHsi 
tH aicuni denti fossiii di elefattie cc« y 
a« AnaUsi deiio Smaiio di un demte 
fossiie di elefante ec. , 3« Parere jo» 
pra ia guistione , se iaformasione ds 
una saiina artifickUe ec. , Roma ^ 
1 8o3 , 4* Confutazione , in uno serk» 
to anonimo eo« , Roma , i8o3 « 5^ 
Esamedeipotoehimicoec. Roma) 180X9 
6* Sopra iaforza magnetizutnte deiletm» 
Ifo estremo dei raggio viaietto , 7* Rn» 
iazione fisica suiie risaie deiia Murat^ 
Roma, 1826, 8« Jkiie wisaia ski 



Bohgnese^ Roma, t8i8 , ed altre o- 
pere di minor contro. 

MORISANI ( Giuaeppe ) , celebre 
lelteftito , iMicque a Reggio il 1 8 no* 
Tembre i^ao e vestl iibito di chie- 
M* Le sna dottrina gli acquisl6 alta 
lama e papa Benedelto XIV voleva 
eleggerlo a promotore nelle cause di 
eaooniEzaaone) egli per6 vi rinunsio. 
Proiess6 rettorica , filosofia c teolo- 
gia nel seminario della sua patria e 
gli fii conferito on canonicato in 
aoclla metropolilana. Si morl il a8 
oeoembre 1777. Di lui abbiamo : i<* 
i^ protopaiHs et deuUriis Graeconm 
et eaiUolicis erclesiis , Napoli , 17^9 , 
»• Inscrip&rmes Beginae dissereneioni' 
ttss ifkutraiae ^ Nupoli , 1770. C» In» 
ttUntiones mititiae ciericaiisj Napoli , 
i773-75-77. ▼ol. 3« 

MORMANDI ( Gian Francetco ) , 
eclebre architetto , nacque nelfa Ca« 
Ubria nd i455 e si morl nel i5q3. 
Ebbo m naestro 11 famoso Novello 
da Sanlocano ed edific6 la chiesa di 
S. Severino , di S. Maria della Stel- 
b ) il palazao del principe della Roc- 
m e qiiello del duea della Torrc Fi- 
kNMrino cd ii casino di Cantalupo 
m FOtiltpo. Ferdinando il catlolico lo 
voUe nella Spagna e lo dichiar6 ar- 
cbilslto e musico auUco. 

MORMILE (Gio. Luigi), nacque 
itt Napoli di nobile famiglia e si die- 
de alla pocsia ed al foro , in ciii riu- 
•d di alla fama. Fu giudioe di Yica* 
ric) regio consigliere, nel 1610 pre- 
'* di Camerm c poco dappol 
"o -del supremo consiglio d 1* 
Oltenne il ducato di Campochia* 
ffo nd 1619 e scrisse molte opere le* 
gali e poetiche. Di lui abbiamo so- 
lo : Paradoxica dbputatio ad vemm 
mteHeetum , ec. Napoli , i6i3. 

MORMILE (Ghiseppe), nacqiie m 
HapoU di nobile ftnniglia e risse nel 
XVII iccolo. Di lui abbiamo : 1* I^* 
serizlone delia ciuh dt ffapoli , e del 
sno amenissimo distretto^ Napoli, 1617, 
»• Sito ed anticMta delta cUth di Po> 
ukdo ec. NapoU , 1617 , 3« iiteeit^ 



del monie FesHPto , e deUe stragi e 
rovine , che ha fatto n^ tempi antichi 
e moderni infino a^ 3 di Marzo dei 
16 32 , Nanoli , i63a , 4* (^unte a 
Tommaso Costo , Napoli , 1618. 

MORMILE ( Gio. Evagdista ), no- 
bilc napoletano e dotto cassinese, sl 
distinse nelle lellere e nella poeum 
lalina. Scrisse : \^ De S* Tebronia 
y. et M. , Roma , 1689 , 2». M>e 
insigni Christianorum pictoria contra 
ttircos tempore Maxiliani imperatoris ^ 
et Pii F. P. M. 5*. THstium , 4«. 
Epigrammi^ 5» Odi^ 6* Sermoniy 7* 
Eginghey 8* Commentariian in iibrum 
Perihermenias AristoteHs , g^* Ctmzo' 
nette ed altre opere. 

MORO ( Domenico ), cdebre gia« 
reconsulto dd XVIII secolo, nacque 
a Rarile e scrisse; 1" Pratica cinle^ iiBi- 
poli 1770 ,7^ prttiica eriminate Na« 
poli , 1749 9 indi dallostesso autore 
ristampata nel 1 782 con Vaddizzione 
deile pene secotuio ia iegge comane 
dei regno di NapoH , 3* Del sinda- 
cato degti officiaU , Napoli , i^^a in 
foL 4® Fdriae quaestiones iegalcS^ Nf 
poli , 1754. 

MORONE ( RonaTenturm ), naoqne 
m Taranlo nd 155^ e ▼esQ abito di 
chiesa , indi quello francescano. Vcr- 
aato nelle scienze e doldssimo ndle 
lingue dotte ebbe a discepoli nel greoo 
|)apa Urbano VIII ed il cardinale Rar- 
berino. Occfip6 varie onorifidie cari- 
che e si mor) nd i6ai. Di lui ab- 
biaroo 1* CtHatdiatie potmsL latino in 
▼erso esamelro assai beHo e dotto , 
Roma, i6i49 ^* /}'me saerey Venesia 
i6ai 3" htortorio A Cristo^ Irene^ la 
Giustizia iragedic lodatisdme , Vcne- 
lim, i6oa. 

MORONESSA ( Gimcomo ), nmoqoe 
m Leocc c Tesll rabito cdesdno, fiorl 
drca il i556 c fii assai dotto. Scris- 
se : i^ De necessitate , et uiititaie , 
crueis fiumanae , Roma , 1 556 , in 
8 , 3« i> cerimoniis sui ordinis , 3* 
¥ita S. Ceiesiini Papae , 4*1 ^^ 
ieus atifcrsus Luieranos. 

MORRA ( Pieifa de ) , nacqiic m 



332 

BeneTento e fiorl nel XIII secolo, fii 
nomiiuito cardinale da papa Innocen* 
zio III di coi raccolse e scriise in 
ordine le Decreialu 

MOREA ( Isabella di ) , celebre 
poetessa napoletana, fiorl nel mezzo 
del XVI sccolo e £u ascrilta nelle piii 
celebri accademie letterarie. Del roolto . 
che scrisse non ci resta che delle Rime^ 
Venezia i556. 

MOSCA ( Gasparo) , nacque a Sa- 
lerno e fiorl nel XVI secolo , vesti 
abilo di chiesa e fu prpfondo filosofo 
^ teologo. Scrisse i** J>e salernUanae 
Ecclesie Episcopis , et Archiepiscopis 
Catalogtu ^ Napoli i594 9 ^* Com' 
pendium vitue^et transtationum corporis 
B. Mati/iaeiy 3^ Descrizinnc deU an- 
tica citth di Pesto , 4* Fragmenta re» 
scnpia per lecturam juris canonici. 

MOSCARELLA ( Pier Tommaso ), 
dotto carmelitano , nacque a Napoli 
ii 39 decembre Tfia^ e si morli nel 
1700. Fu insigne oratore e scrisse. 
V orologio concertato , ovvero U pre- 
lato regoiare , Napoli , 1687* 

MOSCARO ( Gabride ), nacqae a 
Sdgliano da^ baroni di Saviano e vesli 
rabito benedettino. Fa aomo molto 
Tersato ndle lettere e scrisse : Summa 
theologiae dogmathae* 

MOSCAT£LLO (Gio. Bemardino) , 
9a^ue a Marano e fu rinomato giu- 
reconsolto del XVI secolo. Scrisse 1*^ 
Paxb aurea civilis ec. Venezia , 1 S^^t 
3* PrueticaJSdeJussoriayyetkeutL^ iS^o, 
?• De doctoratus digniuae , decore , . 
it auihoriiate , Venesia , i6oa. 

MOSCATIELLO ( Carlo ) , celebre 
pittore di prospettiTa • di architet- 
tum , nacque a Napoli • si mori di 
anni 84 nel 1739. La sua maniera 
cra robusta , tecile e spedita. 

MOSll^ 04 TAAm , dotto ebreo , 
fioii nel i5a3 • scrisse: Kirsath St" 
pher. 

MOTILLO ( Gregorio ) nacque a 
Capua e la insigne giurecoosulto. Fiorl 
nel XVII secolo e scrisse : 1® Z>ir«- 
aoriumpraxb ciPiUs ecNapoli, i733| 
a"* Decasiaskm €c. 3* NQvifsima ad* 



diiio ec. 4'' ^oiizia di Pomio PiUstOj 
e suoi iniqui gesti , Napoti , 1674 9 
5o Addiiioncs cc. Napoli 1669 , 6* 
Descrizione delta chiesa di S. Jgrip^ 
jnno ycseovo di NapoU , 7** // ricerco 
dei niente e dei tutto , 8* Dissingamsso 
deitanima ^ 9* La figUa di Giaaaa 
ec« NapoU , 1682. 

MOZZETTl (Gio. Antoiiio) FeJU 
MAAiNo ( Pietro di )• 

MUCI ( Gregorio ) , celebre ine- 
dico, nacque a Nardd e scrisse: De 
venae sectioni in utero gerenti adms^ 
sus negantes hiijusmodi auxilistm pra 
cautione ab aborta , Napoli , 1 544* 
Fiorl verso la metii del XVI secolo. 

MUCCI ( Gio. BattisU ) , celebre 
letterato , nacquc a Chieti e fiod ncl 
XVn secolo. Pass6 a Napoli e dalo- 
si al foro si acquisld alta faaui. Si 
morl il giorno 8 decembre 1689 e 
scrisse: i» Variarum guaestiomsm fe» 
rensium dilucidationes , ec« , Napott^ 
1661 , a« Additiones in dUucidaiiassu* 
rerumJueUcatarumy ec«, N^Mli, i^My 
3* Breve discorso , ec. s NapMDli | 
1676^ 4<> La sicurth del Troao , ee. , 
Napoli , 1679 , 5"* // jo^o , ec. , 
Napoli , 1691. 

MURA ( Francesco de ) , iMooeo 
pittore , nacque a Napoli e fa too» 
laro del Solimena. II re di SardcfMi 
lo voUe alla sua corte e neicriiaea 
belU posta a re Carlo di Borbone. 
Belli dipioti fece a quel moDarce ^ 
il qiiale lo colmd di onori. I auoi 
migliori dipinti in Napoli sooo : 1* 
Crisio che disputa co^ doUori ed i 
Scribi , che si vede nel capo dello 
stanza del Capitolo io S. Martino ,. 
a« La cupoia di S. SeTcro , 3» Im 
eupoia di S. Giuseppe de' Eiiffi. Flo* 
ri nel XVIII secolo. 

MURENA ( Massimiliano ) , celo- 
bre giureconsulto ed oratore, iiac«|iie 
m Solofra nel 17^1 e passalo a Na^ 
poli si diede al foro. Riuicl sopra 
ttttto £timoso per la facondia avea ncl 
perorare e fu innalzato ad intenden« 
le di marina nel 1778 ed indi a pre* 
sideiitc dclU re gia Caoieca deUa Soio- 



marb. Si iDorl il lo iuglio 1781 e 
scrisse : 1 • yua di Roherto re di Na^ 
poU , Ilapoli y 177O9 3* i^ Giasti' 
zki naturale^ Napoli , 1761, 3* va- 
rie orazioni , dissertazioni ed un pa» 
negirieo. 

MURO (Vincenzo de), nacque a 
S* Arpino nel 1763 e fu di vasta 
doUriiia. Professd belle leltere oel se- 
minario di Aversa ed eloquenza nel- 
Paccademia militare di Napoli. Fu 
ddP ac^ademia Pontaniana e si mori 
nel i8i4* Scrisse : i® Grammatica 
iiaUana , a® Grammatica latina , 3<* 
Grammatica francese , 4* ^' '"''^ ^ 
scripere ^ 5** Traduzione di CondiUac , 
6* Traduzione detie opere di Longino 
dal greco in italiano , 7^ Detie orazio- 
m panegiriche 9 S** Ricerclte storiclte 
€ eriiiche della citiii eU AtcUa , Napo- 
li 9 i84o. 

MUSCETTOLA ( Gio.Bernardino), 
nacqtte a Lucera ed ottenne alto no- 
M nel foro napoletano. Tutte 1e sue 
oprre legali furono pubblicate in Ve- 
neria nel 1606 in un volume in fol. 

HUSCETTOLA (Gio. Francesco), 
nacque a Napoli di nobile famiglia 
e ti distinse nclle lettere. Fiori nel 
XVI secolo e scrisse : La Guerra di 
Sima. 

HUSCETTOLA (Francesco Maria), 
HMipie in Napoli di nobile famiglia 
)1 Qi marzo 1660 e vestl abito (ea- 
lino. Paisato a Roma fu leitore di 
teologia , decano degli esaminatori 
del dero e consultore della congre- 
raione de' sagn riti. Nel ,1717 papa 
Qmente XI lo nomin6 arcivescovo 
dl-Rossano e nel 1738 rinunziata 
qnella prelatura si ritir6 a Napoli 
aeUa casa de^ Teatini di S. Maria de- 
gli Angeli , dove si morl il 28 gen- 
aaio 1746* ^^ 'ui abbiamo: 1** Dis- 
serto^o theoiogico-tegalis de sponsalibus 
ei mairimoniis , quae a Jitiis familias 
eontrahuntur parentibus inseiis , velju' 
He inritii , a** Appendice alla sopra 



233 

detta disfterlazione^NapoIi, 1746,10 8. 

MUSCETTOLA o Mossbttola (Mi- 
chele ) , nacque in Napoli di nobile 
fimiglia e si diede al foro. Fu giu- 
dioe "di Vicaria , nel 1669 regio con- 
sigliere e presidcnte di camera. Si 
mort circa ii 1 700 e scrisse : De se^ 
pnUuris et cadaverum translatione ec« 
Occasione transtalionis Regalis Cadave^ 
ris Serenissimi Regis Alphonsi Arago^ 
nei primi Regni PfeapoUs , diu in Ec" 
ciesia S. Dominici NeapoUs deposUi^ 
efflagitante in anno i66j. ec. Napo- 
ii , 1667. 

MUSCETTOLA ( Aotonio ) / na« 
cque a Napoli e fiori nel XVII se. 
colo. Serisse : l** Epistole fanAtiari , 
Napoli, 1678, a* BeUse ^ 3* Para^ 
frasi de^ sette salmi penitenziali , 4^ 
// gabinetto dette muse. 5^ Bosmanda^ 
Napoli , 1669, in la , 6* Rosaura^ 
Napoli , 1677, in 17. 

MUSCO ( Michele ), nacque a Ta- 
ranto e vesti abilo teatino. Scrisse ; 
DeUa perfezione retigiosa , Venezia , 
i6a8 , vol. 9. 

MUSITANO ( Carlo ) , rinomato 
medico , nacque a Castroriilari e scris- 
se: I* Pjrrotechnia sophica rerum na" 
tundium , Napoli , i683 , a» Trutina 
medica de morbis , Venezia , 1688 ; 
3o De morbo gnlticoy Napoli| 1689, 
40 Additio ad Hadrianum Amisith, ^ 
Napoli , in 4 9 ^'' -^^ febribus , Am^ 
sterdam , in 4* 

MUTO ( Francesco ) , nacque ed 
Aprigliano e fu celebre filosofo del 
XVI secolo , segui le massime del 
Telesio e scosse il giogo della scuola 
peripatetica. Scrisse in difesa del ce- 
lebre Francesco Patrizio : Discepta* 
tionum Ubri quinque contra caltanniam 
Teodori Angetutii ec. Ferrara , 1589« 

IfUZJ ( Muzio de ) , nacque a Te- 
ramo nel i535 e si mori il ao no- 
vembre i6oa. Scrisse : 1® Diatogld^ 
Chieti , i6i3 , parte prima , 3<* U 
Padre di famigtia ,Teramo, 1 5^ i . in 8 . 



30 



N 



NACCARIA ( Anlonio),doCtocap- 
puccino 9 nacque a Penne e tcrisse: 
%. Pattcgirici Sacri ^yenezhH^ "^7^» 
^ Msogno diNabucco^ Nupoli, 1666, 
3. La strage deiia Pesie , Piidova , 
ifiS^. 4« ^ iuoni parlanti deitApo' 
caiisse , Yeneua , 1675, in 4« 

NAPODANO ( Pasquale), nacque 
nUa Torre delP Annuiiziata il giorno 
8 deoemhre i^Sa e vesi) abito di 
chiesa. Fu socio delP accademia delle 
Sdenze e Belle Lettere di Napoli e 
ne) 1779 £a nominato alla caltedra 
delle iatiiuzioBi canoniche nella no- 
atra iMiiver8it&« Scriise : i^ Disserta* 
tio , quA Cap. Ciericus 3. qu, /f. ez- 
poaiiur , Napoli , 1766 , a* Jppara' 
tus eanonicus ^ Napoli , i^Ba. 

NAPODANO ( Vedi Sebastuho Na- 

tOLBTAlfO )• 

NAPOLETANO ( Fr.Gio.Baltista ), 
aacque m Napoli e £u cavaliere gero* 
solimitano, indi cappuccino. Di lui 
i|bhiamo un^opera ed unlrattato che 
insegnano i modi di preservarsi dalU 
peste , Yenesia , i556 , in 8» 

NARDELLI (Alessundro), nacque 
a Monopoli il 00 novembre 1709 e 
yrak\ ahito di chiesa. Scrisse : La 
HmopoU^ o sia MonopoU manifestata ^ 
JVapoli , 1773 ) in 8. 

NARDEO o Db Nabdis (Gio. Te* 
aeo ) , nacque a S. Pietro in Gala- 
limi a lu oelehre giureconsulto del 
XVl sccolo. Fu segretario della regi* 
im di Polonia Bona &iorzy e passan- 
do pcr Traito redtd in quel cond- 
lio una dotla oraaione) finalmente il 
dMca di Termine lo yoUe • governa- 
tone de' suoi leudi ed a vice duca. 
teisse : 1* Coeiusioni iegaii , i^ Ora. 
Uo e molte poesie in lode di Bona 
Sforsa , Napoli , iS58 , 5"* Oratio 
mper ConcUh fackndo ^ ei De navi* 
€ula Petri , fuae iicei flactuaverit , 
iiofi iamcn pcriini^ 4^ Pluiostomi idest 
amator hoMris* 

NARDl (Gio. Fmncesco) , nacque 
• Genraro il 3 aprile 1746 c si rooii 



il 3 decemhre 1^1 3. Scrisse : i^Sag^ 
gi su/P agricoltura , arli e cnmmtercia 
deiia provincia di Teramo j TeraiiiOi 
1 789 , Q* Difesa per Criacinto Pieeari^ 
Napoli , 1771 , VjE/og/o iH Mureeiio 
Pompetii. 

NARD1 ( Francesco ) , insigne giu* 
reconsulto , nacque a Blontallo e pas- 
sato a Nnpoli si distinse nel foro. Si 
morl neiroitobre del 17^9 e icrie- 
se: i^ De syndicatu officiaiimM^ ee. , 
a* De pascuis , Napoli presso il Mo- 
sca Y 3^ De molendinis. 

NARDI ( Caiio) , nacque n Mon- 
talto e vesti Pabito cinese. Percorse 
la Cina , V lodia e la Tartaria praK- 
cando la fede di Cristo* Fiori oel 
mezzo del XVIII secolo e scrisae : 
i^ Discorso geneaiogico deilafamigGa 
Giopane d^ duclii di Girasoie , Larati 
1736 ; a^ Carmina , Lucca , 17471 
y Cfficium B. M. F. de Serra fywh 
nis , Lucca , 1 ^33 , 4* ^^ osserm^ 
zioni sopra ii Parto deiia Fergisie dd 
Sanaz2aro , Ftrcnze , 1 ^34 9 5« #^ 
ta di Jacopo Nardi genHhiomo ^ poO' 
ta , ed istorico fiorentino , Veneda , 
in 8 , 6* Esposizione iniorm ad sm 
antico epitaffio , ec. Veneua 1 Hi 8 , 
7"» De'* titoU dei re deUe Due SMHe ^ 
ec. Napoli , 17^7 , 8* GU otU ge^ 
niaii , in 8. Fu delP accadenia de* 
gli Argonauti di Venesia e dcgll Ar- 
cadi di Roraa. 

NASONE ( P. Ovidio ) , oelebfft 
poeta , nifcque a Sulmona di Mhie 
ed aotica famiglia neil* anno 711 di 

- - — uL ' 



Roma e 4^ prima di Cristo. 
a Roma s* islrul nelle lettere e di 16 
anni passo ad Aiene permaggiormeote 
versarsi nella greca letleratura. Milild 
In Asia solto Marco Varrone, ma bli* 
galo dul padre si diede al foro. Ti- 
rato da un genio irresistibile alla poe* 
sia abbandond la tribun<i ed alle mu* 
se si dedic6 aflutto. NelP anno 7^ 
di Roroa fu decemviro ed indi a po* 
co rinnnzi6 la dignita di questore e 
di senatore. Uno de^ piu tllusiri Irt- 



ItMi della coite di Augutto h egli ^ 
■M esilialo da qoeir imperadora a 
Tomi nella Tracia veno V anno di 
tUima 761 dopo 8 anni y senui po- 
ter medera la patria per qiianto ne 
aofivetie ad Augosto e dopo a Tibe- 
vfo 9 si mort in quella terra di esilio 
di anni 60 avendo prima composto 
Vepiteffio per la sua tomba. Var! so- 
M i sendmenti de' dotti intomo alla 
«^ne deir esiUo di Ovidio , ma 
seBipra piiii dubbia rimane dalla buia 
notte cbe la drconda. Per6 i suoi 
wsi d^Trisd al lib : U ▼. 307: 

Perdidsrint com nie dao crtmioa 9 

carnien el error » 

Alteriofl ftcti culpa silenda niihi. 

Kam oon som taoti 9 ot Rbvovem Toa 

YCLHBRA CabSIR y 

* Qms nimio plos est iodolaisse semei. 

m^lodiicono a credere cbe daWem* 
bmdTi deir Arte di Amare guasto fu 
il eoore di Auguslo ed istigato ad a* 
nefiandl (1) e che colto fortuita* 
nelfatto di qoalche Tergo- 
^ . liMsaria dal poeta , il pove- 
fO Ovldio in nno riportasse il casli- 
go deHa sua poesia • della soa testi- 
^anni a quel deBtto. In tale opi- 
! maggiormente mi confermo in 

fc la stessa esser P epoca deiresi- 

liodi Oridio e della giovane Giulta, 
doA l'anno 761 di Roma, allontanan- 
do cosl Augusto da se i due testimonl, 
raipetto d^ quali gli aTrebbe sempre 
ficbiamato alla mente P orrore del 
•oaimesso misfBlto. La sim migliore 
opera h qudla delle Metamorosi sor 
fi|rtiuale r autora profetd F immortalit& 
Ad stto nomie con le segueoli paro* 
le : Ques^ opera resisierit al firro ed 
4tt fiaxKo , ai fHindne ed nUe ingiurie 
4i iempi. Fu invenlore della tragedia 

(1) Della lossoria di Aogosla abbiamo 
tcstimooe Svetonio io Aof;osto al capo 71. 
Cirta libidtnes haesU {Augustus ) poslea 
fuofue 9 ui firunt , od vitiaadas vtrgines 
pt^mptior f ^uae sibi undifM eiiam ab uxon 
rmtfukemaur. 



S35 

lafina e icrisse la Medea die Qiiinti« 
liano loda al piii aho fmdo , nm pec 
STcntura delle lettere aiid6 perduCa» 
Di lui abbiamo : 1* Heroides ^ ijae 
Episudae XX , !• Amorum Hb. UI ^ 
3"* Artu AmaioHae , lib. IH, 4"* fis- 
media Amoris lib. III ^ S^ MOamor* 
phaseon. Kb. XV y 6^ Vtistorum Ub» 
Vl , f TrUimm Ett^iarum lib. V ^ 
8® Epistolarum PoiUicarum , stM a 
Ponto lib. IV , 9» i^# , 4H« Dirae 
ia Ibiaj 10° UaUekttcon ^ siue da 
PiseOus^ ii'' De Medieqmine Faciei^ 
in^ Httx Elegia. Alfonso di Aragoiui 
M di Napoli e mecenate degli uemi» 
ni di lettere tanta venerazione ayen 
per Oridio , che stando oon T eser- 
etto presso Sulmona pec combatterhi 
domando* se* veramente ivi fosse nata 
quel poeta e sendo di ci6 assicurata 
salut6 la cittii e b libetd dal&e sua 
armi. Aggiunse poi che Tolentieri »- 
vrebbe rinunziuta parle de' suoi stati 
per far rivivere tanto uomo , la cul 
inemoria gli era piik oara debconcpil* 
sto deir Abruzzo. 

NAUCLBRIO (Tommaso), nacqne 
a Napoli e si distinse ia giurispru^ 
denza. Scrisse : Addiiiones ^ et aaao* 
tationes ad Cms. Ciinttttb Neapolit^ 
ee; Napoli , iSqS. 

NAVARRA (Pietco] rediMjMUMf^ 
Si ( Antonio ). 

NAVARRO ( Pietro Pteolo ),> Ba* 
cque a Luioo e Tesll abito gesuitav 
Pabblic6 per le stampe : 1*^ ApologiA 
per la Jede cristiana , contra le calun* 
nie dei Gentili , a" una traduzione in 
lingua giapponese delropera di Pietro 
Antonio SpinelU Thromu Dei Maria 
Deipara. 

NAVARRO ( Gio. Mbria ) y giurer 
consulto, nacque a Pisticcio e scrisse* 
1 *- Quaestioncs Forenses^^a^i^ 1 639^, 
a* Super pragm. Regni coUect. Venc- 
zia , i&^Q y 3^ Tractattm de dntinne 
in solutam , Napoli , iGSg. 4" ^^ 
gnivam: FassaUor, , NnpoU , i654 ^ 
5** De pripilrgiis miserabtlium personu' 
rttm , Napoli , i656 ^ &* Dc resiitu^ 
tiunc inceriurtuii ^ ct malc Maioruin y 



S36 

?Iapoli 1657 , 7* Praxa elecHoklsfo* 
ri ^ riapoli , i635, 9>** Decisiones re^ 
giae audientiae^ Genova, 1637 , 9', 
PracHcabiUs conclusiones. 

nEGRA ( Fabio della ) , celebre 
poeta Tolgare , nacque a Turio e fiorl 
circa il i556. Delle nuroerose sue 
opere la niaggior parte and6 perduta 
ed il riraanente fu dato alle stampe 
a Venezia nel i6og. 

NEGRI ( Giuseppe Venanzio ) , ce- 
lebre filosofo , nacque e Cosenza e 
pcrseguitato per le sue mas&ime filo* 
sofiche dov^ fuggire a Ginevra , do- 
Te fu con Ogoi onore accolto ed ot- 
tenne una pensione per prowedere 
^ suoi bisogni. Alla persecuzione de' 
Calvinisti e de' Sagraraentarl si vide 
costretto passarer in Polonia , indi 
nella Transslvania e finalmente a Mi- 
lano fi prescelto alla cattedra di lin- 
goa greca. Scrisse : Josephi Venantii 
Hfigri Coseniini ad Lismaniitm Epi- 
stoiae. 

NEGRI ( Viocenzo ), pio operario, 
Bacque a Napoli e piibblic6 per le 
starope : i** La perfetta guida , e vero 
rnaestro deltanima christiana^ Napoli, 
J620 , a* Lo risvegiiatoio deW^anima 
christiana , 3** ii suntuoso , e divino 
convito , 4^ La lampada accesa ^ 5^ 
J* peccator pentito , 6* iifamoso stu- 
dio^ 'f* La sonora tromba , 8" U sur- 
sum corda^ 9* La Luna piena^ 10° 
Xi cantici spirituali ,11^ La fruttno» 
sa settimanny 12** Valbero della vita^ 
\V Ji itaninoso soie ^ \^^ De iudicia 
universali. 

I9EGRI (Gio. Pietrode), scrisse: 
Geltruda , tragedia , Napoli , i634> 
in 12. 

NEGRO ( Goeo Pescennio ) irope^ 
radore romano , nacque ad Aquino 
da fBmiglia equestre «d antichissima 
Paono i4^* Giovane pass6 a Roma 
e fu quesKve , edile e prelore e 
nel 1 86 csercitd il consolato con L. 
Settimio Severo. Sotto Maroo Aurelio 
fu iribuno de* soldali e luogotenente 
deirrsercito e finalmente govematore 
deirEgiito, oelUquale protiocia se- 



gna^att servigt rese all* impero. SoitH^ 
Gommodo eomandd allre province , 
reppe i barbari presso ii Danubio 
che volevaao isfestare le terrc del^ 
rimpero romano , todi creato gover* 
natore ddla Stria vi lu cMifernuUo 
da Pertinace solto del qoale avea fiA 
dalla^sua giovenljk mitifalo oon vala* 
re. Morto Pertinace da^ suoi soldad , 
Giuliano Didio a forza di danaro sl 
lece prodamare impemdore di^ pre-« 
loriani , ma indi a 66 giomi -lii aon 
ohe egli trucidafo. Pesceanio iu sa- 
lutato imperadore dal suo eserdlo e 
lo stesso avvenne a settimio Albino 
generale dell* esercito ia Inghilterm 
ed a L.. Settimio Severo govemalore 
della Pannonia e deirilb'rico che avea 
nel 186 eserdtalo il con^olato coa 
Pescennio« Ludo Settimio Se¥efo oon 
le sue arti seppe cattivarsi il senato 
ed il popolo e leoesi confermare oeU 
P impero , indi lemeiuio il Talore di 
Pescennio gli mard6 contro. YeDutl 
alle maiii le legioni di Severo e di. 
Negro nelle pianure di Cizlco la vii^ 
toria si decise per il furtiuialo Seve- 
ro e Negro fuggl a Nicea opponendo 
la piik valorosa redstensa^ Nd igS 
si vennc di nuovo a gioraala nel 
campo d* Isso oggi Laiaaxo Uiogo co» 
lebre per la vittoria del Grande Ales^ 
sundro conlro Dario il Persiano. For« 
ti e brave legioni romane doveanci 
combattere ie invitte aquiie di Qoiri- 
no e que^ prodi eraoo comandali da^ 
due piu grandi generali di qael lemn 
po. Gi^ V impero era in pugno di 
Pescennio e Severo era quasi rotto ^ 
ma uoa forte pioggia cadendo iak 
viso di que' di Pescennio mut6 i vin- 
citori in vinti e rinvitto ed ioleli<;o 
Negro fento fuggl con pocbi bravi 
ad Aniiochia dove raggiunlo dalla ca-i 
valleria nemica ehbe il capo moaso 
dopo aver regnalo selte mesi e vis* 
suto anni 35« Fa Pescennio dt son^ 
mo valorc e seTero nella disciplioa 
militare , incapace per6 d* iniqaitii 
per c:ii si acquialo il nome di Oiit- 
sto^ Non amava gli adulatori ed un 



onilor« avendo celebralo con panegi- 
rico il suo avveoimenlo al trono y 
Petcennio gli disse : Cantponele piiU- 
toao f ehgio di quahhe famoso capi" 
tmno gia morto e descriveteci le sue 
beUe gesie per potersi ika noi imilare. 
i ImHarsi volendo adalare i iHvenil e so* 
praiuiio i sovrani de^ quali sempre si 
teme o si spera qualde eosa. 

flEGROME ( Pielro ), ceiebre pit- 
tore calabrese che si morl irerso il 
l565 di. anni 6o. Tra i suoi nume< 
rpai dipiod il pi6 eccellenle e la Fer^ 
gine che k nelle braccia il bambino 
•otto un bel panno soslenulo da dne 
«ngeli ed a basso riliero vi sono i 
S. aposloli Giacomo ed Andrea nella 
chiesa della Croce di Lucca. 

JHEMIS ( Rosato de ) , celebre giu- 
recoBsblto « nacque a Ghieli e si di« 
atinse nel foro. Nel 1669 fu gover* 
«atore di Alri , nel 1687 ^nlalore 
delle fortezze di Tremili e nel 1689 
9M morl. Scrisse: i* De dote^ a^ J>e 
poUsiate Jttdicis , 3^ Consiliorum , 4^ 
Jdteubraiiones , ei disputaiiones Juris» 

IfENNA ( Gto. Ballisla ) , nacque 
a Bari e ti dislinse nella giurispru« 
densa e fu dalla regina Bona Sforza 
ioTiato ambasciadore a Carlo V per 
asi&tere alla sua incoronazlone a Bo- 
logna. Queir imperadore per riroune- 
nre la fedeltji sua lo cred cavaliere 
amandolo di spada ^aiuala, lo cin<* 
40 del cingolo mititare e gli permise 
iisare nella sua impresa V aquila ne^ 
fa , perji ad una lesU. Scrisse : i® 
// Nennio , nei quale si ragiona di no^ 
bUlSk, i54^ ^ in 8, 3^ Un libro sur 
le leggi longobarde con spiegazione 
alfiibelica delle parole aslruse lobgo-i 
bardc , Venezia , t53j. 

IV^QCLE , nacque a Crotone e fu 
oelebre in filosofia ed in medicioa. 
Eliano dice che Neocle credeva aves^ 
sero i roipi due mWze , che T uoa 
togUesse la \i|a , la rendesse Tallra. 
. NETTARIO Da Calabeu , doiio 
^siliano , nel 1179 fu ai oondlio 
Lateranense a Roma come capo de^ 
greci Kismalici c si morl nel 1181 



t37 

con soRflno dolore de* gred. Scrisse 
molto , ma lullo andd perdulo* 

NEVIO ( Gneo ) , celebre poeta , 
aacque nella Campania 1' anno 5 19 
di Roma e si roorl ad Udca Panno 
di Roma 549* Milil6 nella prima guer» 
ra punica e dopo si diede allo stodio 
del teatro. Riuscl nella tragedia e 
nella comroedia , ina pi t in quest' nl- 
tima. Volendo per6 imitare i comicl 
greci per la satira e la liceaza , fii 
cacciato in carcere dal console Q. 
Gecilio Mdello da' suoi veni ofieso 
in nna pubblica rappresenlasioiie* In 
prigione compoae due commedie 1'^- 
rioio ed il Leonie rilrattando qoanto 
avea dello e moderando la sna pen« 
na. Fu perdd da' tribuni delU plebe 
mesao in libertik e ritornando alle an- 
tiche salire-, fii esiliato iu Utica do> 
ve si mori. Nerio scrisse in rerso la 
prima guerra punioa. La sualatinil^ 
al dire di Cicerone h purissima e ne 
divide solo la gloria con Plaulo. Vir- 
gilio lo studid per la formaBione di 
alcuni versi e ne imild alcuni pensie- 
ri. Compose anche delle iragedie e 
deUe commedie ^ di coi ora non ci 
restano ehe frammenli ed il poema 
Jiiade Cipria. 

NICASTRO l Giovanni ) , nacqne 
a Benevenlo nd i654 e vesli aUlo 
di chiesa. Si dislinse per doltrina e 
papa Benedelto XIII lo nomini ve- 
scovo di ClMudiopoli. Si morl il i 
oltobre i^SS e scrisse i i^ La spa* 
da di Sahmone ^ che decide il suo vero 
figlio aiia madre ^ ovtfcro discorso ^ in 
cui provasi , che ia pairia di S. Genr 
naro siq siaia Benevenio , Beneven« 
lo , 1710 , 2* Leiiera sur la storia 
di S. Gennaro pubblicata da Nicco- 
16 Carminio Falcone , Napoli , 17 13, 
3^ Varie Letiere , Napoli , i^iS , 
1714 9 4£ Beneventana Pinaatiheca ^ 
Benevento, 1720 , 5^ Descrizione del 
celebre Arco ereito in JBenepenio a 
M. Ulpio Traianoy Benevenlo, 1723, 
6^ Efemeride delia benedisione y e 
priina imposizione deiie miire ai Ca- 
pitolo di Bcnevenio nei tj02 | Bene- 



I, iToS, ^ SfemerideMmmo 
> m Bemamuo^ Napoli^ lyoS, 
S"^ ¥«rt JXiCQf^ iMscadeiiMGi , tf al- 
cme Omdtmk , lo* Con$&ikUim hUia» 
rioo4egmtiB y q[om ostemOittr , omes B^ 
mvemtamoi nd m kiemd e e este ad eede- 
naeHem regmi NeapolUami bemefida , 
Vapolr^ 1710. 

HiCCiDLAI (FfwictM»), odabffo 
ikioph e lino m a li Mi ino poela , oih 
•qae a Gimoo il 3o naggio 1687 • 
IQMI ahiAo di chioia. Fu asaai cafO 
• popa Beaedello XUI, il qnale spee- 
iiisiMBilo ▼irftafmiei tuo apparlaaeflr 
to per coBiokarlaiMgliaffiurL Faao- 
fotlano del cardtnale Cotcia tegrtUif* 
lio dl Slalo e dtl^ cardioale Aibero*' 
ai adla legaaioM di Rooiagaa. Retti- 
iteiloti ioi palrio ti laorl il «8 geo* 
Biio 1776*. Fo tomiiio lellerato edi 
all» baam ebbo ia lolta la repobblle» 
d^ lelleoe.. Di hii abbiaflio: Corw 
wdmm, Napoli, 177». 

inGGOLfiy» Da Ckicuiiitt, dollo 
i , TOte «el XVI tecolo e tra* 
dallo tpagouolo il Mammale da^ 
eot^sfori^ Rapoli , i564. 

NICCX)LO* IV , nacqoe ad Atcoli 

Ttall abilo Iranoetoaoo • nel laSB 
tnccette ad Ooorio IV ncl pontifica- 
lo. Nel pcincipio del wo rcgoo Ar- 
§om Caeamo den^arlari inrid aaibatcia- 
dori per etteae battesuito e promel- 
lendogli la citU di Geratalemine pe* 
cristiani, ina il paogetto aod6 in fomo* 

1 Bfniulmani rindlori ed incrudelen« 
do aur i vinli privarono affiitto i La* 
lini di 06 rettafo loro in Terra San» 
ta , allora Niccol6 predic6 naova cro* 
eiala a'priacipi critliani e ti morl 
nel 1991 dopo 4 timi di pootificato. 
Fu abile filotofo e teologo adopemlo 
da^ 90oi predeotttori n^ pi6 difficili 
affiiri. Fondo P uniferritli di MooU 
pellier nel 1289 e com|pie farie 
opere : 1* CamumemtaH sopm ia seni" 
twra , 3^ Aifrm U mmesiro deUe sem^ 
iemse. 

filCGOIO' VI (Pielro da C6nra- 
ra ) , nacque in Abniiao e ▼etll l^ o^ 
bito francefcano. Fu gnaidc ipocrila 



• da Ludovieo il Samo re di Ger- 
maiiia Iti crtalo papa nel iSaS per 
opporio a papa Giovannl XXU , aw 
nel i3a9 dedlaala la loftana di Lo- 
dorico, H popolo di Pita inri6 Ka»- 
lipapa Iliccol6 prigiooe a papa 6io- 
faoni XXn , il qoale lo Gacd6 nelle 
p rig ioni dr Afigiione dove si wmos% 
tre anni dappoi* 

NICGOLO» Da S. Gmuuao, dotto 
catiinete • fiiosolo , !n abatt iM no* 
nattero di S. Vincenao al Vdtamo 
e ri morl oel 1199. Soriam : Cem- 
mtemiarin in S. BaieSeil regmbemu 

NIGGOLO* na Raoom, celekre me- 
dioo dcl XV secolo. Tmduste Hi bi- 
tioo tutto le opere di Galeno , e qael- 
le di Nicocl6 Aletmndrilio. Le prl- 
nie forooo stampato a Venetia e le al- 
tre ad Ingolettadt nel tS^i. 

NICCOLO* detto Nieeia , nacqoe 
ad Otranto e fiorl nel eadere del XII 
tecolo ed il cominciare M XUL 
Fa abate di rito greoo del mooatle- 
ro di Sb NicGol6 di Ctaole doTe Ibr* 
ni6 una fiioiom biblioteca dl rarittK 
mi codici raccolti ne* ▼art riaggi falli 
a Costantioopol» e per hi <(r^a , la 
quale nel i^Bo allorehd i turcbl 00- 
cuparono Olranto h% dl molto tceflBO- 
ta. Scrisse: 1® De Diaieeiiea^ 9* H» 
Phiiosopiiia , 3* Thtotagia , 4« INto* 
iogwt eam ludaso , 5"* De processkme 
3k SamcU , 6* De Pame Coemae Sa^ 
crae ec«, y^ De JejmiUo LaSmormm 
in sabato , 8^ Non esse mUssam im qmm» 
dragesima ceiebrandam^ 9* De comjsh 
gUs sacerdoimm* 

NICCOLO' Dk SALBano , eeldm 
fomuicista, compose delle dotte opero 
forroache che disse : Amidoiaria» 

NICCOLO' Da Taou , dotto do- 
menicano , si morl nel i5g\ e acrit- 
se : I* Commemaria in logieam Feiri 
Mispani , a® In octo iibina P/Kjrsieae 
de auditm , 3* tn iibros de Coeio , rC 
Mmmdo , 4* In X!I iibros MetapiuAeee 
Jristoiiiis , 5* In qmatuor Uinios Ke- 
gttlit 6* De Ubera eiecUome pomijidsm 
NICCOLO' Dbll* Aquila , cdebre 
pocta ▼dgare dcl XVI secdo : scris- 



se iii Teno ona Cnmaea delk ciltii 
di Aquila. 

HIGGOLO' D4 RoGGfAHO, dottitsi* 
no nella greca e laliiia letteralnra • 
ne otlenAe la catledrm fidla UMiperuUl 
di Roma allorchd il taiilo<oelebre Par* 
rwio ^e rilirarii a Cotensa. Scrit* 
ae : 1* Sylpmim Ulb» IV , a^ De con- 
qitesm UaUae , 3* /V reku saerb» 

mCCOLO' Da BoaioMA, poela voU 
gaie e tlorieo del XV aecolo, tcrif 
ae : i^ Ode in aiorte di S. Beroar- 
dino da Siena i^ Croaaeu della cilUk 
delP Aqnila lino al 1 4^4 dal Mura<* 
tori inaertta neUa tua gron raccoiia. 

inCEFORO , nacqse a Bari e Te» 
all r ahito benedi^llino. Fiorl circa il 
ioi6 e scritse: Fiia S. Nkolai My^ 
remsi tpisctipi , ai^ae kisioria de ejus 
carporis transtatiane a Mjra l^dOe 
coHtaie , Barmm , Francfort , 1 556. 

mCOCLE , nacqae a Taranto e 
H oelebre tuonalore di celra. Vhite 
tntli i dlaredi e la tiia ▼itloria fti ono* 
rala con pubblico monuineoto pret« 
ao il botco de* Ltdici. 

NICOD£lf I *( LiberDlo } , celebi^ 
nmemalico ed etlronoino , nacqne a 
S* Sevenno ed a Roma integn6 astro* 
notaia. Ivi fa creato reiiore de^ ttu- 
dt pobblici e conpose alcuae Taba* 
ime Lmares^ Napoli , iS;?^ in 4* 

N1C0DEMI ( Ltonardo) , nacqae 
a Napoli e $i dittinse nelle lellerew 
Di lol abbiamo : Addiwnai ropiose afh 
BMteieca Napektana di Niccef» Tb/y 
pi 9 Napoli , i693 , in ibl^ 

HICOLINO (Oirolmo) , tntigiie 
leitefaio , nacqufe a Chieii il i3 gen* 
Daio t6o4 e tcrttse : i*^ De emcioH'' 
ttOe Camemrii mgiae dvlkuis neatiae 
tnmpenAfsa tiwcknioy Ascoli, 1659 ^ 
«• Z>e modo protedendi praasis cti^is ^ 
et criminaiis , Napoli, i65i , 3* Isfo^ 
ria deUa ciii^ di Ckieti , ec. Napo- 
li, 1667. II i5 seitembre 1664 fii 
Msalilo e ferilo da piik colpi di ^fle 
da un chierico sao «DnciltadtiiO ) 
delle quali ferite ne mori ii 5 oHo* 
bre di queir anno. 

NiCOMACO > naoqttc « taranto | 



tst 

fu cilebre maUMalleD -eiMi oapitn- 
no. Scrisse sor I' «rittteHca aar la 
ttuslGa, 

NICOTERA ( Mareo Antonlo )) oe- 
lebre pittore napoletaBO del XVI se^ 
eole. Di kii ci resia aolo on dipinio 
aelU chiesa di S. Nlcool^ oMa Do^ 
gana clie rappresenu k Flergtim eoi 
beaainaa ed attre figore» 

NIFO (Agotlino)) cekbrilbdaio 
filoeofo , nacqae a Sessa nel i46a o 
per i iiNdtraitamenti riceteva contl« 
ntiatamente dal padre die metaataa* 
irea ona teeonda moglie, abbandond 
k patria e ti Irasferl a Napoli. Qoi- 
Ti on gentiloomo too compatriolta lo 
rioeiF^ Hi propria cata e tcorgendo ia 
liM grande ingegno lo fece co^pto* 
pri ilglfiioU i^niSre nelle leilere , ln^ 
di lo inTid a Padova- doTC appar6 
filotofia totlo il celebre Vemia e fo 
corae il maettro teguaoe di Aratoe* 
Reaotl il nome tao immoitale per 
ciotlrina , fli a gsim richlesto a pro* 
fetaore dalle prindpali unfvenitik dl 
Eoropa. Prolets6 filosofin in ^elhi 
di Napoli , indi papa Leone X h> 
▼Olle a queUa di Roma aa scgn ai id o » 
gli laigo slipendio e per alleltaHo 
)o dichiard eonte palatino « gH kc- 
ooid6 il pririiegio dt aaar« neMs a*a 
bnpresa le armi ti csMi 4e^ Medi* 
d. Pka peraTerio n ioo pfofsisoM 
gli ««segn6 la pensioiie di 700 fieiki 
di ora,iologna ta^kmtM too e <aoo 
in benefia! «ceksiasiici. F« egli ricer- 
caio non «olo da*dottl , hm da totta lo 
brigate diMSnte «endo sommo filoaelb 
o f aceto paiiatore» Mllvotosl a Sesao 
sl saoii fiel gennaio del i53«. La soi 
priocipaK opere aooo : t^ ^ Msliir- 
cia y et De Jkiemonibus ^ IMoni , 
i49a , i* De Kege , et Tjffmm^ 3* 
2>e Pakhro > et dmate^ 4* ^ ^^ 
asOea ^ 5* De aidamUbea^ ed altra 
opere filoaoficfae) asironoailohe^cel- 
loncne e polilicbe% 

Niro ( Fabio ) ^ nipoil M preee* 
deMe figlioolo di GiaeO«» ctti A- 
goatfno soo padre avoo nel iS3t de- 
dicalo il libro De Diritik. Fo dotto 



210 

ed eloqneiite , bui di ipirito inqoielo 
e torbido. Iniegnd filosofia ii» Fran- 
cia e nella Italia , a Padova poi nel 
jS^S iu pretcelto a loccedere a Nic- 
col6 Curxio nella cattedra di medici- 
na« Alcuni meti dappoi fu cacciato in 
carcere per sofpetto di luteraoitmo 
ed avoto mezso di evadere dalla pri» 
giooe fiiggi a Vienna in Austria , pai- 
•6 in Ingbilterra , poi in Olanda tem* 
pre benagliato da avversa fortuna. 
Naud^ crede cbe per tfuggire le per- 
secuxioDi si ritirasse ne' Paesi Bassi 
spagnuoli, dove abiurando il calvioi* 
iimo menasse moglie da cui ebbe un 
figliuolo per nome Ferdinando. Scris- 
se : i^ Proaemium Mathefmaiicitm 9 
Parigi , 1669 y a*^ Ophimus 1 ioic de 
eoeiesii animarum progenie Diabgus , 
Leida, iSgg, in /f. 

NIFO ( Vincenzo ) , fratello di A- 
gostioQ , nacque a Sessa e vesti Tabi- 
to domenicano , fu celebre filosolo 
ed oratore e scrisse molto in fiioso^ 
fia , in dialettica e molti sermoni» 

RIGRIS ^ Antonio de ) , nacque 
nella ciUk di Campagna e fu rinomato 
giurecoDsulto. Pobblic6 alcone opere 
lcgaU. 

NIGRIS (Gio. Antomo de) , nih 
cque nella dttii di Gampagna nel iSoa 
e sl mori nel iS^o. Le sue opere 
prindpali sono : i® C&meniis Papae 
Klh extravagans Consuiialio conira 
cierkos non incedenies in habiiu ei 
Umswra , Napoli , i545 , 2^ Commen^ 
Sarii in capiada regni Neapoliiani , 
Ycnesia, i545 ^ y De posiremis rei 
jadieatae sotemrUbttS^ Aoma , 1644» 
4* De excepiionibus remoraniibus y 
Roma , 1647, 5* De laudemio j Ro- 
ma , i65o* 

inGRIS (Gio. Domenico de), ce- 
lebre filoiofo e poeta latino dd XVI 
aecolo, naoqoe a Crotone e scrisse: 
Sieila SaiuiiSj Napoli, i563| in 8. 

NIGRIS ( Niccoid de ) , nacqoe 
ndla dM tf Campagna e si vers6 nel- 
le lettere^Di lui abbiamo : Campa^ 
gna aniica e jmodema^ saera e profsh 
na , overo dMS^ndsosa Isioria deUu 



cHih di Campagna ^ Napoli ^ 1691 • 

NILO detto Doxopatrio , nacqoe 
ndla Magna Grecia e fiori nd Xlt 
secolo y fo arcbimaodrita iu Sicilia , 
di moUa dottrina e caro a Ruggiero 
primo re di Sidlia. Scrisse in gceco 
e per ordine di qoel re : De quimr 
que Tronis pairiarcalibus» 

NIQUESE ( Ilario ) , naoqoe a Na- 
poli e vesti Tabito teatino. Si mori 
il 4 luglio i656 e scrisse : i® Jdea 
deiia croce dei Signore , Napoli, 1 6 • 5, 
in 4- ^* Discorsi moraU ^ Veneda, 
i6a5 , in 4* 3« Exorcisnuirium , Ve- 
nezia, 16^9 9 io 4« , 4"^ Sacrum ier^ 
narium , Napoli. 

NOCI ( Cario ) , nacque a Conea 
e fiori nd XVI secolo , fu insegoc 
filosofo ed eccdlente poeU volgare. 
Scrisse ooa favola pastomle , col tir 
tdo : La Ctntia^ Napoli, i594« i» 4* 

NOCI (Chenibiso), nao^ ndb 
provioda di Rari e vesti V atwto fran> 
cescaoo , si distiose per virt^ e dolp 
trioa e si mori nd iSga. Serisae : 
i^ De sacrameniali Cof^ssione^ Ne* 
poli , i5g6, ^^ Depassionedomini^ 
ejiuqae neeessaria mediiaiione | NO" 
poli , 1598« 

NOIA ( Francesco Antonio ) , oe* 
cqoe a Blatera e scrisse : 1* NapeH 
affeUuosa in morte di D. Luigi P^ 
derico , Napoli , 1673 , in 4) ^* Lu 
fama eioquente ^ Napoli , 1674$ 5* 
Augario di peritdy Napoli) 16719 io 4* 

NOIA ( Roberto da ) , naoqoe di 
nol>ili parenti a Noia e vesd rabit» 
domenicano , « distinse per dottrine 
e nel predicare e papa Innooeosio 
VIII nel 1499 lo cre6 vescovo di lO* 
nervino ed Alessandro VI ardveaeom 
delle isole delP arcipdago Naesie e 
Pario nel i5o3. Ivi si morl od iSrS 
e scrisse : Sermones* 

NOLA-MOLISI (Gio. Ratlista ) , ne* 
eque a Crotone escrisse: Cronieadeii- 
r aniichissima , e nabUisshna duit H 
Croione , e deUa Magna Grecia , No- 
poli f 1649« 

NOLA ( Gio. Andrea de ) , cde- 
bce medico, nacque a Gcotooe c fio- 



ri. nel XVI secolo. Scrisse : Quod SC' 
dimtenittm sanamm^ aegrotommque cor- 
pontm non sii ejusdem speciei^ aduer» 
sms Ferdinandam Cassaman , Venezia, 
1S69 9 iQ 4* 

NOLA ( Fraocesco ) rinomato me- 
dico , nacque a Napoli e scrisse: i^ 
De epidemio thegniona arginosa gras^ 
sanie SeapoU , Veneaia , 1620 , 2* 
Phfsiea , ec. Napdi , i637. 

riOSSlDE celebrc poetetsa greca, 
■aeqoe a Locri e fioii circa la CXVI 
oUmpiade. Fu da Antipalro annove* 
nta Ira \e nove poetesse di Grecia da 
esserr comparale alle nove muse. Le 
sue poesie furono raccolte dal Me- 
leagro. 

NOTARANGELI ( Clemente ) , na- 
cqne a Napoli e si vers6 nella giuri- 
tpmdenaa. Scrisse : UffizJ de^ magi» 
siraii neiie cose piu esienziali deibuon 
wegolamento deiie citth^ Napoli , 1784* 

NOTARIIS ( Costantino de ) , dot- 
to cassioese , nacque a Nola e iii a- 
bate dd monastero di S. Maria de^ 
Mincoli nella ciltil di Andria dove si 
mori nel novembre del 1622. Di lui 
•hbiamo : i^ Dueiio della ignoranza e 
ddla sHenza ec« Milaoo , 1607 , a^ 
MPamana perfeiione^ Venezia, 16169 
3* Dei gran Mondo , Veuezia 9 16 1 7 , 
4* Mdttadinodei Cieio^ Napoli, i6aa. 

NOTARilS ( Camillo de ) , nacque 
a iVola e scrisse : FlatHo Costantino 
U Gr ande , poeroa , Napoli , 1676. 
^ NOTTURNO Napolbtaho , questo 
poeln Tolgare napolelano nascose il 
MO nome n^ mai si h potuto cono- 
acim chi fosse. Fiorl nel XVI seco- 
lo I Itt di qoalche gusto e scrisse: i* 
T^rigedia dei massimo , e dannoso er- 
fOfV ^ in ehe e apviluppato ii fragii e 
voUbd sesso femmineo^ 2° Gaudio d 
Ataore^ 3^ Cato tradottq dti* Persi ia- 
M in ooi%ari eon nope Epitaffi dUo- 
wM e donnefamose con diiigenza per 
NoUamo Napoietano^yenezUk y i555, 
ia 8» 4* Trinnfi degii mirandi spetta" 
eok fatti in Roma per P eiezione dei 
popa ^ Bologna , i5i9 , in i7. 

NPVARIO ( Gio. Antonio ) , na- 



241 

cqoe fiella Locania e f« canonico dcl- 
la nostra cattedrale. Le sue principa- 
li opere sono: i» SchoHa ad aliquat 
trium iibrorum posterionan Codicis ic" 
ges et rubricas , Napoli , l63i , i^ 
Sttmma baiiarttm ^ Nupoli , i635. 

NOVARIO ( G'o. Maria) , nacque 
a Pisticdo ed acquist6 fama nella gio- 
risprudenxa. Le sue opere sono: i^ 
De pashaliorum grapaminibus , Napo- 
li , 1634 9 i635 , 1643 , vol. 3, !i* 
De miserabiiium personarum priviiegiisj 
Napoli , 1623 , 3^ De reiktorum ex 
causa male ablatomm pripiiegiis , Na- 
poli , 1639 4* Dcdsionesj NapoH , 
1637, 5^ CoUectaneay ec« Veneua, 
1622 , 6^^ Praxis dationis in soiutum 
ec. Napoli , i636 , 7® Lucerna regu-^ 
iarittm uiriusque sexus , ec. Napoli ^ 
i638 , 8» Praxis nopissima , ec. Na^ 
poli , 1621 , 1639 , vol. 2 , 9^ Quo' 
tidianarum practicarumque forensium 
quaestionam^ Napoli , 1623 , i63i , 
vol* 2. , lo^ Opusculum singuiarium y 
Napoli , 1628 , 1 1^ Addithnes ad de^ 
dsiones Fincentii de Franchisy Vene- 
sia , 1626. 12^ Decisiones dipersorum 
totius orbis supremorum tribunaiium in 
maieria dationis insotutum^ ec. Anver- 
sa , 1673. 

NOVATO ( Gio. Ratbsta), nacque 
a NapoH e scrisse : i^ Euchanstici 
amores , Milano , i645 , in fol. , 2^ 
De eminentia Deiparae | vol. 2 , iii 
fol. 

N0VELL1S ( Paolo de ) , nacque 
a Nola e vestl L* abito francescano. 
Di lui abbiaroo : Thcsaurus , ec* Na* 
poli , 1659 , in 8. 

NUCE ( Angelo de ) , dotto cassi* 
nese , nacque a Massa e pubblico : 
§• varie poesie , 2* Chronica Sacri 
Monasterii Casinensis , auctore Leone 
Cardmali , Episcopo Ostiensi , conti" 
ntsatore Petro Diacono ejusdem Coe- 
nobii Monachis , ex manuscriptis codi" 
cibus , summa cura , et fide , Quarta 
editione , notis iUustrata^ pruis eoulga^ 
ta , Parigi , 1668. 5^ Appendix ad 
notas in C/ironicon cnxinense , Roroa , 
1670 , in fol. 

31 



242 

NUMERIO ( Decio ) , celcbre ron- 
ilotliere di Armati , nacqiie a Boiano 
di nobile e ricchissima fasaiglia efu 
molto caro «^romani. Allorch^ nel- 
Tanno 533 di Roma i roroani faro* 
BO battnli a Larino da Annibale, Nu- 
merio Tenne in loro soccorso con 
otto mia lieinti e 200 cavalli e co- 
strinse il carfaginese alla ritirata. 

NUNZIANTfi ( yito),nBcque nflla 
cilta di Campgna il la aprilei^^S da 
onesti genitori , servl da soldato nel 
reggimenlo di fanleria detlo di Luca* 
nia e iri ottenne il grado di foriere* 
'Piel 1799 seguace dei cardinule Fa- 
briuo Ruffb prese il grado di colon- 
nello nelP eserdto di quel porporato 
c con Sciarpa , Pronio « Salomone e 
Fra Diavolo marci6 conlro Roroa. Si 
troyaya comandaote delle Calabrie e 



rifestilo del grado di brigadiere aU 
lorch^ Murat nel 1 8 1 5 sborcd al Pit- 
zo. Egli nello stesso tempo cbe aer> 
b6 la piu irreprensibile ledeltik al suo 
sovrano Ferdinando IV di Borbo* 
ne^-ebbe riyerenia alla svenlura di 
Gioacchino. Fu creato leoenle-gene» 
rale ed insignito delPordine di S. Fer* 
dinando e dei merito , di S* Gior* 
gio della riunione , di S. Genoaro e 
del tiioio di marchese* Finalmenlesi 
mori il 2a settembre 1 836 bsdamio 
ricchissimo patriroonio a' ligliuoli. 

mJZZA { Angelo ) , dotto done- 
sicano , nacque a Grottola e scrisse : 
Tromba evangedea , Roma , i654- 

NUZZI ( Leonardo ) , teologo , na- 
cque ad Ariano e scrisse : Coeirsie 
yiridarium Mariale pro Dtipara f>- 
gine ec« ISapoli , 1671« 



t)CCH1BI ANCO ( Mariano ), nacque 
m ijtcce e recitd una dolt» oratione 
nella uni? ersitii di Padova allorch^ il 
liamoso Francesco Storella ricev^ il 
^ottorato. Quella orauone pubblicd e- 
gli a Padova nef i548 , in 8. 

OCCILLIS ( Dionisio ) , dotto do- 
l>i«n'icailo ^ fiori a Nopoli sua patria 
nel meuo del XVI secolo e scrisse 
una Cronaca del suo ordine. 

OCELLO o UcELLO, nacque nclla 
Lucania e fu celebre filosofo e disce- 
polo di Pitagdra^Scrisse : i** DeLrgCy 
^^ De Vmversi Natura^ quest* opera 
scritla in greco dorico fu tradolta nel 
dialetlo comuoe da un anonimo e 
dala alle stampe a Parigi nel iSSqi 
in 4 6 po^ nel i64i a Lione fu pub- 
blicata in latino per cora di Gugliel- 
roo Cristiano. II celebre Aristolele dal- 
le opere dei nostro Ocello prese tut- 
to ci6 scrisse sur la generazione e la 
corruzione, 

ODERISIO, dotto benedeilino , na- 
cque da* contS de' Marsi. Niccol6 II 
lo deoor6 della porpora* Vittore III 
lo nomin6 abale di Monte CasiAo 
ove si morl nei iio5. Di lui abbia* 



mo : i^ De cxistentia corporis S. Be* 
nedicti ec. 1* Epistola ad mtmackos 
Floriacenses» 

ODIERNA (Gio. Battista ), nacqne 
a Napoli circa il 1603 e si morl il 
6 novembre 1678. Fu giudice di Vi- 
caria e nel i659 consigUere del S. 
R. C. Di lui abbiamo : i» Contro^tr- 
siarum forensium Uber unktu , Napoli, 
i653 , 2« AddUiones ad Manttum Se- 
natus decisiones Joannis Petri Sendi^ 
ec. NapoH , i633 , 3* Pnieiicantm 
guaestionum ad famigeratum Uxtmm 
Z. hac edictali Cod. de sectmdb mh 
ptiis , semicenturia , Napoli , i636. 

ODONE ( Cesare ) , insigne boU-* 
nico , nacque air Aqaila e fu diiaiBa* 
to a Bologna a professare i aempli* 
d. Fu nominato alla diresione dei* 
r orto botanico coil* Aldrovandini e 
scrisse : 1 * Tliecfrasti sparsas de Pimt- 
tis scntentias in continuam seriem st^ 
tundum fitcrarum ordinem^ Bologiia, 
in 4 1 ^^ Disputatio De rhabarimro , 
3* De historia animaiium et planUtrmm. 

OLIMPIO ( Francesco ) , dotto tea« 
lino , nacque a Napoli il 5 agoslo 
i559 e si mori il 21 JebbFaio 1639. 



11 tcriMt : r* La conmelki Mia ^ergint 
gantbsima , ec. Napoli. :i* Breve eser- 
dsio ec. , Pklermo 1697 , in 8. 

OLITA ( GioTMini ), nacque a Vi- 
gnola e Tesli abito di chiesa. Di lui 
abbiamo : Fsposiiione detii sacri hiit' 
tU M ntto9o breviario romano , Napo» 
li , 1639 , in 4« 

OLIVA ( Alberico ) , celebre gia- 
reconiulto in ambo i dritU , nacque 
m Hapoli e fiorl verto la metii del XVI 
•ecolo. Scrisse : 1** Cowenii sopra ii 
rito della Curia arcivescorile di Na« 
poli e sopra le costituzioni sinodali 
della stessu Curia, Venezia, 154^ ) ^® 
Pniiica Archiepiscopaiis CuriaeNeapoi: 
OLIVA ( Ignazio , ) celebre pilto* 
re di paesi e roarine , nacque a Na- 
poli e fu scolaro delU> Spadaro. 

OLIVA ( Domenico Siroeone ) , na- 
oqiie a Tursi il 5 ottobi^e 1785 e di- 
^enne di alto nome nelle lettere gre- 
che e latine e neUa poesia. Caroiina 
Nunziante Buonaparte allorchd fu in 
questa metropoli lo Tolle a poeta di 
corte assegnandogli generosa pensio- 
iie , ma scaeciato da Mapoli Murat , 
restd privo di tutto e ai diede percio 
•d insegnare letlere greche , latine ed 
i|aliane« I^el 1 S3o ftt oppresso da un 
malore che gli tolse il molo e V oso 
dcUe membra in modo da non pote- 
re osare neanche hi penna. Alla.fine 
•i morl il »8 iugUo 1 84 1 • Le siie o- 
pere soao :!**// naiale tiei Messia 
pocma cpico , 3° La Tktsseoriea pre^ 
■M epico } 3* Ohismonda di Saierno^ 
tngedia , 4^ V Eiesiade , 5"" I^i co^ 
rvna eierma di jimaiia , 6^ Tmduzio- 
ne 6e\V Ecnba di Euripide. 

OLIVIERI o OuviBEO, naVrque a 
Corigiiano c fiori sui caJere del XV 
accolo ed il coroinciare XVI. Fu ce^ 
lcbre mcdico c poeta e traduf»e dai 
grcoo in latioo ed illustrd con dottc 
siOtc r opera di Gregorio d* Atessan- 
dro suo maestro ; De iimore {Uvinorum 
Min£ciorum* 

OLIVIERI (SaUalore), celebre 
l^ttore f uacquc a ^apoli e fu scola- 
ro del Solimena» I suoi dipiuti soao 



343 

bellissiini. Volic meiicrc in nogiic uoa 
giovanc di mala vita n^ iralsero le per- 
suasioni dal roaestro n^ del Sanfclice 
•00 mecenate. Si mori nel 1718 di 
anni aa. 

OLIVIERI ( Leonardo ) , celebre 
pittore , nacque a Martina nel 169« 
e fu scolaro del Soliroena. I suoi ri- 
nomati dipinti souo descritli dai Dc 
Dominici. 

ONATO 9 nacqoe a Crotone e fii 
celebre filosofo pitagorico. Scrisse : 
IIsp/ 8sov x«c Os/ov, Ve Deo ei tiivinom, 
ONOFRII ( Pietro ), nacque a Na- 
poli di uobile famiglia c si distinse 
nelie lettere. Vesti abito gesuila ed 
alla soppressione di quella compagoi« 
Tolle essere tra PP. dell'Oratorio. Di 
lui abbiamo : i^ Brepe noiizia dekia 
nuova popoiazione stabiUia dai re Fer» 
dinando IV in S, Leucio , Napoli, in 
B 9 3^ yUa di S. Leucio , Napoii , ia 
8,3® Succinie notizie deiia facciaia^ 
e deiia porta detia Calledraie tU Na-^ 
poii , Napoli^ijSg, iii 4- 4° Leliera ai 
principe di Francaviiia^ Napoli , in 4> 
5** Idea di una medagiia per ia mor^ 
te di Cario Tiio figlio primogenito di 
Ferdinanda IF". ec. Napoli , 178) ^ 
6" Eiogio Junebre per la morie di Cl»- 
memina d Ausiria principcssa eredita- 
ria deUe Due Skiiie , Napoli , i8o5, 
7® Reiazione istorica di ua raro crocl' 
fiuo di avorio j ec. Napoii , 1 8o4 ^ 
A* Succinto ragguagiio deiT origine , • 
progresso , e siaia presenie dei. sacro 
miliiar ordine Gerosomiiiiaao , con un 
risireiio detie viie de^ gran Maestri , 
Napoli , 1791 , 9* Etogii storicidiai- 
cuni servi di Dio dei regno di Napoii 
ec« , Napoii , 180S, 10'' Fita dei P. 
Francesco <f Anna , Napoli , 1 790 , 
1 1^